MADRE SPERANZA

La Testimonianza di Madre Speranza di P. Mario Gialletti

MADRE SPERANZA

 

Premessa

Il messaggio che la Madre Speranza ci ha trasmesso ormai lo conosciamo, abbastanza, e credo che lo stesso Padre Gino domani mattina nella usa relazione ci aiuterà a comprenderlo ancora meglio.

Molte volte mi sono sentito a disagio nel dover fare certe cose, ma – sicuramente – mai come in questa occasione nella quale dovrei riferire l’esperienza vissuta da un’altra persona, addirittura dalla Madre . Solo Essa potrebbe fare la sua testimonianza e dirci cosa ha provato.

Ieri sera nel canto le Suore ci hanno ricordato quanto Madre Speranza le esortasse a un cammino ascetico molto impegnato per potersi rendere disponibili al Signore; un cammino di amore, di silenzio, di immolazione: “amare, tacere, soffrire…” (1) E’ lo stesso cammino che Essa per prima ha battuto e che ripropone a tutte le Sue Figlie e Figli.

In questa testimonianza vorrei appunto che la stessa Madre Speranza con i Suoi scritti e con la Sua stessa voce (sia pure registrata qualche anno fa) ci potesse parlare di Se stessa, più che del messaggio; dirci ciò che Essa ha sentito dentro di Sé difronte a Dio che Le si rivelava.

La Madre ha avuto il dono grande di poter riscoprire il vero volto di Dio, il volto di un Padre che ama e ama con tenerezza materna; Essa si è lasciata trasformare da Dio per ripetere nella sua vita questo modo di amare di Dio.

Vorremmo poter capire da Lei come lo ha conseguito, quanto Le è costato, per quale cammino il Signore, l’ha condotta prima di poterle chiedere tutto questo.

La Testimonianza di Madre Speranza

E’ possibile comprendere la vita di Madre Speranza solo rifacendosi a quel dono prezioso che il Signore le ha confidato: il carisma di fondazione della Famiglia religiosa dell’Amore Misericordioso. Tutta la vita della Madre è stata orientata e incentrata in questo. Un carisma si concretizza in:

– Dio si rivela;

– Dio che invita a fare esperienza di ciò che ha rivelato;

– Dio che manda.

Carisma non è mai un fatto solo speculativo, ma una esperienza; per cui chi è oggetto di un carisma da parte di Dio, come Madre Speranza che ha avuto il carisma di fondazione, quando parla di queste cose ne parla non come uno che le ha lette, studiate e capite su un libro, ma come uno che ha vissuto e fatto esperienza diretta e personale di queste cose; quindi la sua parola è testimonianza: dice quello che ha visto, dice quello che ha sentito, dice quello che ha esperimentato su se stessa e nella sua vita.

Per poter stendere una testimonianza del genere su Madre Speranza ci si dovrebbe rifare a tutta la sua vita, a tutto quanto essa ha scritto, ha detto, ha fatto; difficilmente una testimonianza del genere potrebbe rientrare nello spazio limitato di un convegno. Per questo si è pensato di riproporre solo quanto la Madre Speranza stessa dice di se stessa nel suo diario, lasciando ad altri e ad altre circostanze quanto la Madre ha detto con le sue opere, con tutti i suoi scritti, con tutta la sua vita.

Madre Speranza, oltre aver scritto una decina di volumi, un 186 lettere circolari alle diverse comunità, un 198 lettere a persone private, oltre aver lasciato il suo pensiero in una ottantina di istruzioni tenute alle sue suore e registrare con magnetofono dalla sua viva voce, oltre tutto questo ha scritto dal 30 ottobre 1927 al 29 settembre 1957, per trenta anni, un diario.

Non lo ha scritto di iniziativa sua né per gusto suo, ma lo inizia il 30 ottobre 1927 “solo per l’obbedienza promessa al mio Padre Spirituale il Padre Antonio Naval, religioso della Congregazione del Cuore di Maria” (2).

Circa tre mesi più tardi, il 23 gennaio 1928, Madre Speranza fa intravedere quanto addirittura le costasse scrivere certe cose, quanto deve aver supplicato il buon Gesù e volerle permettere di non scrivere tutto senza mancare all’obbedienza e quanto soprattutto – fa molto riflettere – lo stesso buon Gesù abbia voluto che la Madre scrivesse questo diario: “Mi ha detto di dirle che voglia permettermi di non dover scrivere in questo quaderno tali intimi colloqui” (3).

Mentre il 5 aprile 1928, poco più di due mesi dopo, è addirittura il buon Gesù che chiede alla Madre di scrivere certe cose in duplice copia su due quaderni distinti: “….e che tutto quello che potrò esperimentare durante la unione con Lui in questa sofferenza lo devo lasciare scritto non solo nel diario ma anche in quest’altro quaderno” (4).

Un diario quindi che risulta non frutto di un gusto personale o come esigenza di poter confidare a qualcuno con libertà i propri sentimenti, ma un diario scritto per obbedienza, voluto esplicitamente dal Signore stesso. Come se Lui stesso avesse voluto far segnare alcuni momenti ed esperienze dell’anima quali tappe che scandiscono da una parte un progetto di Dio che si rivela nella sua gradualità e dall’altra l’accoglienza e lo stile accoglienza del progetto divino da parte della creatura.

La cosa lascia ancora più pensosi se si osserva che tale diario non è un diario completo ed “oggettivo” nel senso storico; non c’è la annotazione di tutti i fatti importanti: ci sono lunghi periodi che segnano un vuoto di notizie che dura mesi e mesi.

Un diario che copre lo spazio di trenta anni annota complessivamente solo 499 date; l’anno 1952 è ricordato con 69 date; il 1942 con 50 date; il 1954 con 47 date; il 1936 con 33 date; mentre il 1950, 1934, 1930 è ricordato con solo 2 date; il 1933, 1929, 1927 con solo 4 date; gli anni 1946, 1947, 1948 non sono addirittura ricordati, ecc…

E tutti sappiamo che anche gli anni che nel diario sono ricordati con solo 2 o 3 date e con poche righe furono anni molto intensi di attività e molto decisivi per la storia della Congregazione, come per esempio il 1930, il 1933, il 1950, ecc….,

Quale potrebbe essere il significato e la spiegazione di questi vuoti di notizia? Sembra – conoscendo la precisione e la meticolosità della Madre – di poter escludere un motivo di negligenza o di trascuratezza. Una risposta facile – ma forse non giusta – sarebbe quella di dire che la Madre ha scritto quando ha voluto, quando aveva voglia o quando aveva tempo. Ma forse non è giusto. Conoscendo la Madre sembra più giusto dire che la Madre ha scritto quando il Signore ha voluto e quello che ha voluto.

Il diario di Madre Speranza diventa così molto importante perché sono i quaderni nei quali essa – guidata dallo Spirito – ha segnato le tappe principali della sua esperienza e che diventano i passaggi obbligati per tutti quelli che la vogliono seguire in questa esperienza. Non sono la “storia” o almeno la “cronaca” dei fatti, ma sono la testimonianza della Madre che dice la sua esperienza ai figli perché i figli sappiano ripetere la sua stessa esperienza.

Di tutto questo diario vorrei riproporre non tanto le date che segnano avvenimenti o comportamenti di persone, ma vorrei riproporre solo alcune di quelle date nelle quali la Madre parla di se stessa, della sua emozione, della sua paura, della sua gioia, della sua impressione soprattutto, difronte al rivelarsi di Dio.

Varie volte Madre Speranza scrive nel suo diario.

– Quando mi ha fatto impressione questo Padre mio! (5)

– Che vuol dirmi con questo il buon Gesù, Padre mio? (6)

– Come conseguirò questo, Padre mio? (7)

– Che vorrà il buon Gesù da me, Padre mio? (8)

– Quanto soffro, Padre mio, al pensiero che… (9)

Dal suo diario vorrei cogliere tre periodi:

Il primo comprende le prime 12 note con le quali la Madre inizia il Suo diario, tutte di seguito, senza tralasciare nessuna;

Il secondo comprende gli anni dal 1940 al 1944;

Il terzo gli anni 1951 e 1952.

Mi sembrano significative a tale intento proprio le prime note di questo diario, che ripresento senza tralasciarne nessuna.

30.10.1927 “…essendo io religiosa della Congregazione di Maria
immacolata, il buon Gesù mi chiede che mi dia per
completo a lavorare decisamente con il Padre
Arintero…per far conoscere la devozione dell’Amore
Misericordioso…”(10)
Il Signore richiede una dedizione totale (darse de
lleno) e un impegno generoso, non una mezza misura (a
trabajar fuertemente)

05.11.1927 “…mi ha detto che devo arrivare a far sì che gli
uomini conoscano il buon Gesù non come padre sdegnato
per le ingratitudini dei figli, ma come padre pietoso
che cerca con ogni mezzo di confortare, aiutare e far
felici i propri figli; che li segue da vicino, li cerca
incessantemente con amore, come se non potesse essere
felice senza di loro. Quanto mi ha fatto impressione
questo, Padre mio! (11)
E’ il Signore che manifesta il Suo progetto:
ripresentare al mondo Dio no “ofendido” ma come un
Padre che cerca con tutti i mezzi di confortare, di
aiutare, di far felici i suoi figli; a tal punto come
se Lui non potesse essere felice senza di loro.

18.12.1927 Dopo 13 giorni ” ….Il buon Gesù ma ha detto che io
non devo avere altra ambizione che amarLo e soffrire in
riparazione delle offese che Lui riceve dal suo amato
clero; devo fare in modo che tutti quelli che trattano
con me sentano anch’essi il desiderio di offrirsi come
vittime di espiazione per i peccati dei sacerdoti del
mondo intero. Devo sforzarmi di cercare solo la Sua
gloria, anche a costo del mio disprezzo. Che vuol dirmi
con questo il buon Gesù?” (12)
Condizione necessaria per entrare nel progetto di
Dio: non avere altro desiderio che amarLo e voler
soffrire per riparare le offese che Dio riceve.
Condizione da esigere anche a tutti quelli che
vogliono entrare in questo invito.
Cercare solo la gloria di Dio, a qualunque costo.

24.12.1927 Una settimana dopo: “…solo Gesù può apprezzare quanto
ho goduto con Gesù Bambino” Che emozione si sente
difronte alla presenza e dignità del Piccolo Bambino!
Quanto ho goduto! Il Divino Bambino mi ha chiesto che
io mi sforzi di pensare di più in Lui, per arrivare a
tenere la mente e il cuore fissi in Lui, senza che
niente e nessuno possa distrarmi da Lui. Come
conseguirò questo, Padre mio?” (13)
E ancora lo stesso Gesù Bambino che ripete alla
Madre la necessità di fare in modo che mente e cuore
siano fissi in Lui, incondizionatamente.

02.01.1928 “…Il Buon Gesù mi ha detto che Lui desidera servirsi
di me per grandi cose. Io Gli ho risposto che con la
sua grazia e il suo aiuto sono disposta a qualunque
cosa Lui vorrà disporre su di me, però che io mi sento
molto inutile e incapace di fare alcunché di buono. Lui
mi ha risposto che di fatto è così, però che Lui vuole
servirsi della mia nullità perché così si possa vedere
più chiaramente che è solo Lui che fa una cosa tanto
grande e di tanto bene per la Sua Chiesa e per le
anime. Che cosa vorrà il buon Gesù da me?” (14)
C’è il preannuncio di qualche cosa di grande per la
Chiesa e per le anime.
Il Signore vuole che la Madre comprenda che per
collaborare con Lui non servono qualità ma una totale
disponibilità.

05.01.1928 Appena tre giorni dopo: “…il buon Gesù mi ha chiesto
e – sarei tentata di dire – mi ha imposto l’obbligo di
tendere a una maggiore perfezione per potermi Lui
chiedere quanto desidera…” (15)
La Madre deve essere restata fortemente
impressionata nel vedere la insistenza del Signore che
ricalca la necessità di un totale abbandono in Lui per
arrivare a dire: quasi sarei tentata di dire che mi ha
imposto l’obbligo di tendere a una maggiore perfezione
per potermi Lui chiedere quanto fortemente desidera.

23.01.1928 Dopo 18 giorni ancora il Signore raccomanda e
incoraggia la Madre a volersi impegnare ancora di più
nel realizzare l’atteggiamento interiore che permetta a
Lui di poterle ripresentare il Suo progetto. “…il
buon Gesù è stato tanto Padre, come sempre e mi ha
detto di nuovo che è suo desiderio che io non abbia .
altra ambizione che amarLo e soffrire e che per
conseguire questo Lui mi farà gustare le dolcezze del
Suo amore in un modo più intenso…” (16)

07.02.1928 Dopo due settimane la Madre comprende che ancora deve
sforzarsi di più per unirsi di più al Signore: “…il
buon Gesù mi ha detto che mi sforzo poco; e che questo
proviene dal fatto che io ancora non mi son data per
completo a compiere la Sua divina Volontà”. (17)

19.02.1928 E’ la prima data che riferisce un fatto, una notizia:
Dalla marchesa de Almaguer la Madre apprende la notizia
che la Santa Chiesa ha proibito la devozione all’Amore
Misericordioso già molto divulgata in Spagna, Francia e
America soprattutto ad opera del P. Arintero. Proprio
nel mezzo di un apparente fracasso, ancora una volta il
Signore ripropone e fa conoscere il Suo progetto. Vuole
che tutti gli uomini sappiano “che Lui ama tutte le
anime con la stessa intensità; che se c’è una
differenza è proprio questa: ama di più quelle anime
che, pur piene di difetti, si sforzano e lottano per
essere come Lui vuole; che anche l’uomo più perverso,
più abbandonato e più miserabile è amato da Lui con
immensa tenerezza. (18)

26.02.1928 Dopo una settimana il Signore ancora una volta esorta
la Madre a un distacco completo da tutto per unirsi a
Lui “…il buon Gesù mi ha detto di nuovo che mi devo
sforzare di più per distaccarmi completamente dalle
creature e unirmi di più a Lui. Devo anche raddoppiare
gli sforzi per avanzare nel cammino della santità”.
(19)

05.04.1928 Dopo circa un mese e mezzo il buon Gesù invita la Madre
a voler sentire i dolori e le sofferenze della Sua
Passione assicurandola che in questo avrebbe imparato
molto per unirsi di più a Lui: “…il buon Gesù mi ha
invitato a sentire un po’ i dolori e le angustie della
Sua passione, dicendomi che in essa avrei imparato
molto per unirmi più a Lui fino ad abbracciarmi con
gioia alla Sua divina Volontà e a compiere con
entusiasmo il lavoro che mi aspetta;…ho sentito come
mai i dolori e le sofferenze della Passione del buon
Gesù e ciò che mi ha fatto impressione di più e
soffrire di più è stato quando ho potuto rivedere e
rivivere in una maniera misteriosa le terribili
conseguenze della tristezza, dell’abbattimento e della
…..che oppressero il buon Gesù nell’orto degli
ulivi…in quei momenti Lui si è visto solo, abbattuto,
vicino alla sua passione e abbandonato apparentemente
anche dal suo proprio Padre e da ogni conforto
umano…; che orrore e tormento ha provato il mio cuore
davanti a questo quadro! Io non so se sarà una
illusione, però mi pare di amare il buon Gesù più di
prima;…mi pare di sentire nella mia anima un
movimento interno che mi trasporta a Lui, che infonde
nella mia anima una sete ardente di soffrire con Lui e
aspetto con ansia che arrivi il momento che Lui mi
possa chiedere quel lavoro che dice io devo fare con il
Suo aiuto. Che lavoro sarà?” (20)

Dopo questa esperienza della Passione di Gesù c’è quasi un anno di silenzio nel diario di Madre Speranza, un anno nel quale la Madre si è sentita come trasportata da quella “forza interna” verso il Signore fino a conseguire che finalmente il 28 marzo del 1929 il buon Gesù potesse chiederle quanto intensamente desiderava: “…il buon Gesù mi dice che è arrivato il momento che io scriva le Costituzioni….con le quali si dovranno governare la Congregazione dei Suoi Figli del Suo Amore Misericordioso e…la Congregazione delle Ancelle del Suo Amore Misericordioso….” (21)

Dopo questa data prosegue il diario della Madre Speranza segnando una lunga serie di date, fino al 1939 sono circa un centinaio (118 di preciso) che segnano avvenimenti, fatti, comportamenti di persone, prove, difficoltà, scelte, decisioni, aperture di Case, avvio di opere, ecc.; una serie di fatti e di persone che si muovono intorno alla Madre e che sono una parte delle note che domani potranno contribuire a formare una storia della Congregazione. Così fino a tutto il 1939.

Mi sembrano particolarmente significati per il nostro scopo altri due periodi della vita della Madre come appaiono nel suo diario e che comprendono:

– il primo gli anni 1940-1944;

– il secondo gli anni 1951-1952;

Il primo (dal 1940 al 1944). Sono gli anni che la Madre fu al Santo Ufficio; impossibilità a poter trattare e consigliare le sue figlie; gli anni della seconda guerra mondiale; della mensa per gli operai; quando le vennero a mancare tre figli e altre tre morirono; gli anni che ricordano la Professione Perpetua della Madre (12.6.1942) e la posa della pietra della Casa di Via Casilina a Roma, quella che diventerà la Casa Generalizia della Congregazione.

Il 1940 comincia con una supplica che la Madre rivolge al Signore perché nel susseguirsi delle mille cose “….il mio pensiero e il mio cuore sempre fissi in Te”; “mi salvino, Padre mio, il tuo amore e la tua misericordia”; “fa Gesù mio, che riesca a tenere la carne soggetta alla ragione”; “aiutami, Gesù mio, perché io arrivi a essere nell’amore e nella carità un fedele modello dell’Ancella del Tuo Amore Misericordioso”; “aiutami anche, Gesù mio, perché io sia sempre pura di cuore”; “e Ti chiedo, Gesù mio, di non lasciarmi neanche un momento senza dolori e senza tribolazioni e che tutta la mia vita sia un continuo martirio, lento ma doloroso”. (22)

Del 1941, delle 31 date che la Madre segna nel suo diario, più della metà riflettono solo il suo stato di animo e il travaglio interiore attraverso il quale il Signore la purifica e la unisce sempre più a Lui.

La prima nota è del 16.9.1941 ed è molto bella; difronte alle grandi prove che ha dovuto sopportare dimostra la sua volontà di voler imitare il buon Gesù che perdona e dimentica: “Mi dici, Gesù mio, che sarai nemico dei miei nemici e che farai soffrire quanti mi fanno soffrire. Io Ti prego, Padre di amore e di misericordia, dimentica tutto, non lo tenere più in conto e perdonali perché sono accecati dalla passione. Dimentica, Gesù mio, il male che hanno preteso di farmi… Me lo concederai, Gesù mio? Io non desidero altra cosa che poter sentire da Te che hai perdonato i miei nemici perché, pieno il mio cuore del Tuo amore, io non desidero altra cosa che il perdono per tutti quelli che Ti hanno offeso con questa persecuzione” (23)
Seguono una serie di date che segnano un vero
cammino interiore:

22. 9.1941 La Madre conferma la sua volontà e addirittura la sua
gloria di poter passare per tutte le prove che il
Signore vorrà: “….con il cuore trapassato dal dolore
e addirittura provando gioia per queste prove e
sofferenze…ripeterò con molta frequenza: Gesù mio, in
Te ho posto ogni mio bene e ogni mia speranza. Tu mi
dici, Gesù mio, che vuoi che io sia annegata in grandi
sofferenze perché Tu possa avere la gioia di trovarmi
degna del Tuo amore….e che io Ti dia prova di fedeltà
e di fortezza”. (24)

04.10.1941 E’ la prova della fede: “Ti prego, Gesù mio, abbi pietà
di me e non lasciarmi sola in questa aridità e
oscurità. Ti cerco, Gesù mio, e non Ti trovo; Ti chiamo
e non Ti sento; che tormento, Gesù mio, che martirio!
solo Tu lo puoi apprezzare”. (25)

05.10.1941 La prova della solitudine, dell’abbandono, della
tribolazione: “Gesù mio, sono arrivata ad essere
oggetto di obbrobrio per i miei nemici e anche per
quelle che un giorno furono mie figlie: nel cuore di
qualcheduna di esse sono dimenticata, come morta….Per
di più ora non Ti sento, non Ti trovo, mi sento sola,
abbandonata e afflitta! Ma io aspetto in Te, in questo
modo, tutto il tempo che Tu vorrai e gioirò e mi
rallegrerò nella Tua misericordia”. (26)

16.10.1941 E’ la prova della calunnia accettata con amore senza
ribellarsi: “Che spavento ha prodotto in me!….sarà
possibile, Gesù mio, che io possa essere tutto questo?
sicurissimamente potrei arrivarci se Te non mi
sostenessi e non mi stessi vicino; ma oggi, Gesù mio,
posso dire con verità che è tutto una calunnia, solo
perché Tu non mi hai abbandonato non mi abbandonare
mai, Gesù, mio!” (27)

29.10.1941 La prova del sentirsi poco fervorosa e generosa: “Tu
già conosci, Gesù mio, il molto che sto soffrendo in
questo esilio e il martirio che sento nel vedere che il
mio cuore già non arde nel Tuo amore; mi trovo come un
pezzo di marmo: non so dirti niente! Gesù mio, in
questo esilio puniscimi pure con ogni sorta di
sofferenze ma non con questa aridità e freddezza verso
di Te. Vieni in mio aiuto, Gesù mio, non Ti chiedo
consolazioni ma amore sì, molto amore!” (28)

17.11.1941 Ancora la prova e la pena per non trovarsi costante
nella generosità: “Perché, Gesù, il mio cuore deve
sopportare queste titubanze, nonostante l’amore che ti
porto? Perché mi sento così abbattuta nelle
sofferenze…?
Tu sai, Gesù che desidero soltanto amarti e soffrire, e
che da tempo la mia unica ambizione è la tua gloria.
Aiutami, Gesù mio, perché possa dirti tutto quello che
mi chiedi; l’unico mio desiderio è di farti
contento”.(29)

22.11.1941 Rinnova il desiderio di santificarsi: “Oggi Gesù mio,
col tuo aiuto, ti prometto ancora una volta di
camminare per questa via aspra, senza voltarmi
indietro, mossa dell’ansia della perfezione che Tu
desideri per me”. (30)

25.11.1941 Si ripropone un maggiore rinnegamento di se stessa:
“Gesù mio, lo so, Tu desideri che io dimentichi di più
me stessa per possedere te, che lotti per godere la
vera pace e che muoia a me stessa per possedere la tua
vita….desideri che sia tutta per Te come Tu sei tutto
per me…Tu desideri essere tutto per me. Quale cuore,
Gesù mio, può resistere a tutte queste delicatezze e
non infiammarsi d’amore per Te?” (31)

28.11.1941 Ripete a se stessa la volontà di staccarsi da tutto e
da tutti per essere disponibile alla Divina Volontà:
“Fa, Gesù mio, che sia sempre pronta al servizio della
tua volontà;…Bramo stare vicino a Te, Gesù mio, per
fare tutte le mie azioni in unione con Te: Tu infatti
abiti in me per santificare non solo la mia persona, ma
anche tutte le mie opere e per riempire di Te tutte le
mia facoltà. Sii per me, Gesù mio, luce dello spirito,
amore e fuoco del cuore”. (32)

02.12.1941 “Tu dici, Gesù, che se l’amore non soffre e non si
sacrifica non è amore… Gesù mio, che io ti segua
sempre nel dolore; che non abbia a dire mai: ‘basta con
le sofferenze’; e che impari a rinunciare continuamente
a me stessa per possedere il mio Dio. Aiutami, Gesù
mio, perché viva sempre unita alla croce”. (33)

19.12.1941 “Tu mi insegni, Gesù mio, che è il sacrificio quello
che accende la fiamma del tuo amore, che non c’è amore
verso di Te senza sofferenza….Fa, Dio mio, che io ami
con passione la croce e che non possa vivere felice
senza di essa fino a che la morte non mi abbia unito a
Te per tutta la eternità”. (34)

24.12.1941 Il diario chiude questo 1941 rinnovando ancora una
volta il voto di vittima: “Ricordando il tanto (molto)
che il buon Gesù ha sofferto…mi sento trasportata a
rinnovare la mia offerta come vittima di espiazione
fatta il 24 dicembre 1927…E’ tanta poca cosa quanto
Ti posso dare, Dio mio, ma Tu uniscilo al Tuo Amore e
alla Tua Misericordia e tutto resterà saldato”. (35)

Il 1942 inizia con una data del 16 giugno, quattro giorni dopo aver potuto fare i Voti Perpetui:
“Concedimi la grazia, Gesù mio, di vivere sempre nel  dolore e morire consumata nel tuo amore; le croci che Tu vorrai mandarmi mi servano per amarti di più per insegnare agli altri che la scienza dell’amore si apprende nel dolore”. (36)

03.08.1942 “Fa. Gesù mio, che io stimi nella giusta misura tutto
quello che ho ricevuto da Te; che questa giusta
considerazione mi muova sempre a immensa gratitudine”.
(37)

16.08.1942 Non può nascondere la grande pena che porta nel cuore
perché il Signore ancora non può chiedere tutto: “Che
pena mi dà, Gesù mio, vedermi trattata da Te come una
debole bambina…Perdonami ancora una volta, Gesù mio,
e punisci la mia viltà con ogni sorta di patimenti di
afflizioni e di dolori…Voglio col tuo aiuto, Gesù
mio, santificare l’anima mia per darti gloria e
santificare le anime che mi vorrai affidare”. (38)

Il 1944 si distingue per un crescendo sempre più intenso nel cuore della Madre del desiderio di unirsi più e più al Signore nella sofferenza: la Divina Provvidenza prepara per questo anno prove molto grandi: la più dolorosa fu la morte della senorita Pilar de Arratia che era stata di tanto valido aiuto alla Madre.

05.03.1944 “Gesù mio, che l’unico desiderio di questo esilio sia
soffrire, amarti e lavorare nell’esercizio della
carità…. Gesù mio, che io perda la mia vita nella
Tua; che il desiderio di soffrire e l’ansia di
contemplarti e di stare con Te vincano in me
la violenza del dolore e la ripugnanza
dell’ingiustizia”. (39)

25.03.1944 “Quanto soffro, Gesù mio, vedendo la bufera che sta
attraversando la mia amata Congregazione e le mie
povere e tribolate figlie…” (40)

05.04.1944 “Il buon Gesù mi ha detto che Lui sarebbe disposto a
farmi passare ancora abbondantemente attraverso
sofferenze per la Sua gloria e per quella della
Congregazione. Io mi sono sentita contentissima di
poter ancora soffrire e tanto più perché desiderato e
permesso da Lui”. (41)

03.05.1944 “Oggi 3 di maggio il buon Gesù mi ha detto che avrebbe
portato con Sé una di noi due, senza spiegarmi se si
sarebbe trattato di me o di Pilar. Questo mi ha
prodotto una certa impazienza.” (42)

Solo il 29 agosto, solo una decina di ore prima che la senorita Pilar partisse per la eternità, la Madre ha saputo chi delle due il Signore avrebbe portato con Sé. In occasione della morte della senorita Pilar la Madre non ha potuto nascondere nel suo diario che questa è stata per lei una delle prove più grosse di tutta la usa vita: “Alle due meno dieci dell’orologio di casa questa figlia è spirata, guardandomi fissa e sorridendo; mi ha lasciato per sempre sola, con un forte dolore”. (43)

Gli anni 1951 e soprattutto il 1952 mi sembrano decisivi per la Madre. Il 1952 è l’anno nel quale la Madre ha parlato di più di se stessa nel suo diario, un anno che rivela anche una maggiore pressione da parte di Dio sulla Madre. Con una frequenza che sorprende ora la Madre usa nel suo diario questo detto che….” – “Mi dice che abbia ben presente…” – “Gesù mi ha chiesto…” – “Mi ha detto anche….”, – ecc. (44)

E’ evidente una azione della grazia ancora più intensa di prima quasi a voler completare e perfezionare un cammino di tutta una vita fino ad arrivare al 4 aprile 1952 quando finalmente la Madre potrà scrivere: “Oggi mi sento felice, molto felice perché sento Te che mi dici che ormai ho acquisiti quell’abitudine che Tu tanto mi chiedevi”. (45)

Ascoltiamo alcune di queste riflessioni:

24.02.1951 “Il buon Gesù mi dice che è arrivato il momento di
darmi per completo al sacrificio e al dolore “perché”
mi ha detto che è arrivato il momento di realizzare la
fondazione della Congregazione dei Figli del Suo Amore
Misericordioso”. (46) Ogni cosa di Dio trova il suo
momento quando trova il cammino della croce.

11.03.1952 “Mi dice Gesù che io devo avere sempre ben presente che
lui ama moltissimo di più quelle anime che cariche di
difetti si sforzano e lottano per riuscire a essere
quello che Lui desidera e che anche l’uomo più
perverso, il più abbandonato e miserabile è amato da
Lui con immensa tenerezza e che per questi è un padre e
una tenera madre e che Lui desidera che il mio cuore
sia simile al Suo” (47)

12.03.1952 “Gesù mi dice che desidera che io sia sempre più
conforme con la Sua divina Volontà… mi dice che tenga
ben presente che la conoscenza di Lui tende sempre
all’amore poiché tutto quanto c’è in Lui è amabile”.
(48)

13.03.1952 “Mi dice che Lui è la perfezione infinita e io la
estrema povertà, ma che comunque c’è una certa
connaturalità e proporzione tra noi due: nel mio Dio
posso trovare tutto quello che mi manca”. (49)

15.03.1952 “Gesù mi ha chiesto di nuovo di raddoppiare gli sforzi
per andare sempre avanti nella santità….Mi ha detto
anche che abbia ben presente che per andare avanti come
Lui desidera mi è sufficiente un desiderio tranquillo,
posato e riflessivo…ravvii continuamente dall’amore e
dall’esempio Suo….Lì, al Suo lato, si impara a
frenare il nostro orgoglio, la superbia e la
vanità…Lì l’anima si inebria nell’amore”. (50)

16.03.1952 “Gesù mi dice che quanto più mi eserciti nella virtù
della carità, tanto più moltiplicherò in me gli effetti
di pietà…” (51)

18.03.1952 La Madre sente una pena, una grande pena “ed è quella
di sempre: vedere il buon Gesù che va mendigando amore
come se Lui non potesse vivere senza di noi”. (52) Il
buon Gesù con immensa tenerezza le risponde con un
ulteriore gesto di amore: “Gesù mi dice che Gli posso
chiedere tutto quello di cui ho bisogno per me, per le
anime per le quali sono immolata, per i figli, per le
figlie”. (53)

23.03.1952 “Il buon Gesù mi dice che la conformità più reale, più
intima e più profonda è solo quella che esiste tra due
volontà e che per mezzo della conformità con la volontà
del mio Dio io riuscirò a sottomettere la mia e a
unirla alla Sua, la Quale a sua volta non ha cercato
altra cosa che fare la volontà del Padre suo, cioè, per
Lui la Sua volontà è satata solo la fusione con la
Volontà del Padre e questo è quanto desidera anche per
me”. (54)

Il 4 aprile 1952 deve essere stato per la Madre uno dei giorni più grandi e più belli di tutta la sua vita; il giorno nel quale ha visto coronato un suo sogno e una sua aspirazione per la quale aveva lavorato tutta una vita.

04.04.1952 “Mi dici, Gesù mio, che devo tenere ben presente
che la tua presenza è la base della santità, il
fondamento della perfezione e la radice di tutte le
virtù… e io Ti dico, Gesù mio, che io voglio vivere
altro che per Te e che da quando hai scelto il mio
cuore come tua dimora io ho desiderato soltanto di
pensare a Te, di tenere la mente e il cuore fissi in
Te. E oggi posso dirti di sentirmi felice, molto
felice perché Ti ho sentito dirmi che finalmente ho
acquistato (o meglio: che Tu hai infuso nel mio cuore)
quell’abitudine che Tu tanto desideravi da me e cioè;
che io pensi sempre in te e che il mio cuore e la mia
mente fossero sempre fissi in te e che nessuna cosa e
nessuno potessero distrarmi da Te”. (55)

Questa pagina è una vera TESTIMONIANZA delle cose grandi che il Signore ha operato in Madre Speranza. E’ questa realtà interiore di madre Speranza, conseguita con tanti anni di sforzo e generosità e per la quale la Madre si è lasciata trasformare e unire a Lui è per questa realtà che la Madre è divenuta disponibilità completa nelle mani di Dio e Dio se ne ha potuto servire per fare cose grandi. Vorrei concludere  presentando ancora due date segnate dal diario della Madre. Una dell’8 aprile 1952, appena quattro giorni dopo quella che abbiamo ora ricordato e sottolineato. E’ di grande insegnamento e tenerezza: “Inoltre mi chiede il buon Gesù che io mi sforzi in atti di affetto verso la santissima Vergine Madre sua…” (56) Ci sarebbe sembrato più logico l’inverso; che la Santissima Vergine avesse stimolato la Madre ad amare di più il buon Gesù. La Madre lo spiega dicendo: “Di tutte le gioie che ci è dato di gustare e di assaporare come anticipo del cielo, la più grande è quella di poter vivere uniti a Maria; questa fortuna, figlie mie, è immensa; prepara alla suprema felicità che consiste nel vivere in Gesù; il mezzo più efficace per purificare e assicurare la nostra unione con l’Amore Misericordioso è Maria. Io credo che sia doppia la gioia e più grande il possesso quando ci si dà a Gesù per mezzo di Maria”. (57)

L’altra data è il 19 dicembre 1953, quando si inaugura a Collevalenza la prima Casa, la Casa dei Padri. In un quadro plastico il Signore le fa vedere come Lui si comporta con l’uomo anche nel momento che fa il peccato. E’ un Padre che tiene per mano il suo iglio; quando questi decide il peccato, Lui si volta con il viso da un’altra parte, come per non volere vedere; ma non lo lascia, seguita a tenergli la mano, a sostenerlo, perché non caschi nel nulla, sostenendogli la vita anche per fare il peccato!

La Madre che ormai da 30 anni già parla e scrive di Amore Misericordioso non può nascondere ancora una volta la sua meraviglia: “Mi confonde ogni giorno di più la pazienza, l’amore e la carità del nostro buon Padre; Gli chiedo voglia concedermi la grazia di morire prima di arrivare a dargli il più piccolo disgusto o farlo soffrire anche per la più piccola cosa”. (58)

Tutto il grande ideale che ha animato la sua vita, mi pare che la Madre lo abbia condensato in una preghiera che lei stessa ha composto per il Santuario. Vorrei rileggerla in una nostra traduzione in italiano, poi possiamo ascoltarlo in spagnolo, registrata dalla viva voce della Madre stessa.

Dic. 1964    PREGHIERA DELLA MADRE PER IL SANTUARIO

    Benedici, Gesù mio, questo Tuo grande Santuario e fa che sempre vengano a visitarlo dal mondo intero. Chi per chiedere la salute delle proprie membra tormentate da malattie strane che la scienza umana ancora non sa curare: chi a chiederti perdono dei propri vizi e peccati; chi a chiederti la salvezza dell’anima annegata nel vizio e con il tormento nella mente al pensiero di non essere degni di ricevere alcuna grazia e tanto meno il perdono da un Dio giusto e severo. E’ questa, Gesù mio, la mentalità di tanta povera gente annegata nel peccato e nel dolore. Al punto che spesso dicono di aver paura della morte e di incontrarsi con te. Povera gente!

Fa, Gesù mio, che tutti gli uomini abbiano la fortuna di poterti conoscere come Tu sei e che tutti vedano in te la vera immagine del Padre del figlio prodigo. Fa, Gesù mio, la grazia, che tutti Ti conoscano e Ti amino e che abbiano la certezza che all’ora della morte li aspetta non un giudice severo e duro per giudicarli, ma un amato Padre, pieno di amore e di misericordia, il Quale non tiene in conto le miserie e i difetti dei suoi figli, ma le perdona e le dimentica. E fa, Gesù mio, che vengano a questo Tuo Santuario da tutto il mondo; non solo, con il desiderio di curare e guarire dalle malattie del corpo, ma soprattutto con il desiderio di curare la propria anima dalla lebbra del peccato mortale e abituale.

Aiuta, consola e conforta tutti quanti ne hanno bisogno e fa, Gesù mio, che tutti vedano in Te non un giudice severo ma un Padre pieno di amore e di misericordia che non tiene in conto le miserie dei suoi figli ma le dimentica e le perdona. (59)

MADRE SPERANZA