SUOR STEFANIA CATERINA

DIO È ALLE PORTE E L’UMANITÀ PIEGHERÀ LE SUE GINOCCHIA AL RE CHE VIENE!

Stefania Caterina

«So che nel mondo dello spirito c’è un grande fermento, come se la venuta gloriosa del Cristo, della quale nessuno conosce il momento, fosse vicina. Dio è potentemente all’opera in questo nostro tempo».

«Dio è talmente potente, che la sua presenza fa vibrare l’intera creazione, perché tutta le creazione è toccata dal suo amore. Anche Satana deve fare i conti con l’amore di Dio, ne è toccato pur rifiutandolo. Dio è COLUI CHE É, è il principio della vita, è la Vita, e la vita pulsa, vibra. Ogni creatura riceve amore da Dio e l’amore la fa vibrare. La materia di cui ogni creatura è composta, vibra. Neppure una pietra è trascurata dall’amore divino. L’intero universo vibra al tocco dell’amore di Dio…»

«Vi saluto e vi porto l’annuncio della seconda venuta del Signore… Vengo a chiedervi di vigilare e di essere pronti… Tutta la Chiesa universale è impegnata nella preparazione del grande esodo cosmico che attende l’intera creazione, cioè spiriti puri, uomini vivi e defunti di ogni pianeta, tutte le creature. Tutto ciò che esiste ed è esistito dall’origine dei tempi, sarà portato a Gesù Cristo per essere a Lui sottomesso…» (presentazione del libro)
(un passaggio centrale tratto dal libro) – Sito dell’opera.

INTRODUZIONE

Oltre la grande barriera

Fonte web

La rivelazione dell’esistenza di altri mondi creati oltre il nostro, può lasciare perplessi in quanto la Chiesa non lo insegna. Siamo qui nel campo delle “rivelazioni private”, non è necessario conoscerle, non sono indispensabili alla salvezza: per andare in Paradiso basta il Catechismo. Mistici e veggenti non sono infallibili. A rigore non è necessaria nemmeno Medjugorje! L’unico criterio decisivo per accettarle o respingerle è la presenza o meno di errori teologici (contraddizione con i dogmi) e gli eventuali frutti. Ma se una apparizione o rivelazione privata porta luce, gioia, nuova conoscenza, frutti di pace, perché non mantenere una prudente apertura? Dove un preciso pronunciamento del Magistero manca, le questioni sono aperte ed è possibile ricercare e riflettere. A proposito di altra vita oltre il pianeta Terra, c’è un illustre precedente nell’opera di Maria Valtorta. Leggiamo dai Quaderni del ’43, p. 157, edizione 1976, ristampa 1985:

“Sarei un ben piccolo e limitato Iddio Creatore se non avessi creato che la Terra come mondo abitato! Con un palpito del mio volere ho suscitato mondi e mondi dal nulla e li ho proiettati, pulviscolo luminoso, nell’immensità del firmamento. La Terra, di cui siete tanto orgogliosi e tanto feroci, non è che uno dei pulviscoli rotanti nell’infinito, e non il più grande. Certo però è il più corrotto. Vite e vite pullulano nei milioni di mondi che sono la gioia del vostro sguardo nelle notti serene, e la perfezione di Dio vi apparirà quando potrete vedere, con la vista intellettuale dello spirito ricongiunto a Dio, le meraviglie di quei mondi.”
(l’opera di Maria Valtorta e affermazione di autenticità da parte della Madonna a
Medjugorje)

Testimonianza di don Sergio Mercanzin direttore di “Russia Ecumenica” a Roma

In questi giorni ho finito di leggere OLTRE LA GRANDE BARRIERA
Non vi ho trovato fanatismi, autoesaltazione, protagonismo, pretese di completare la Rivelazone con rivelazioni private, minacce apocalittiche, eresie o assurdità, ecc. Vi ho trovato invece umiltà, equilibrio, semplicità e mitezza. Si intuisce una grande fede, un grande amore alla Chiesa. Traspare una solida preparazione biblica, teologica e morale. E’ un grande pregio del libro il linguaggio moderno, scorrevole e chiaro. Alcune rivelazioni, come quella su “altre” umanità, sono molto interessanti. Alcuni capitoli come quello sugli angeli custodi sono molto belli. La parte che riguarda paradiso, purgatorio e inferno è come una piccola”Divina Commedia” moderna e in prosa. Ci sono delle affermazioni che possono sembrare ardite:per esempio la scelta del bene e del male fin dal concepimento, ma contestualmente è bella l’affermazione di Dio che dice “io non creo peccatori” (il peccato arriva per scelta non per predestinazione).

Don Sergio – Fonte: lucidellesodo.it

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Intervista a Stefania Caterina

Stefania Caterina racconta le sue rivelazioni:

“Non sono alieni, ma figli di Dio”

Fonte web

19 gennaio 1959 da una famiglia cattolica praticante, dalla quale ha ricevuto una solida educazione cristiana, in gioventù ha fatto parte di diversi movimenti ecclesiali, dedicandosi da attività di volontariato e all’insegnamento del catechismo. Laureata in giurisprudenza, ha lavorato sette anni come funzionario nella Pubblica Amministrazione. Nel 1994 ha deciso di lasciare tutto per consacrarsi totalmente a Dio e alla Sua opera, mettendo a disposizione del Signore i doni ricevuti da Lui. In una lunga intervista ad Affaritaliani.it racconta le sue rivelazioni.

Tra le tante che ha ricevuto, qual è stata la rivelazione più importante? E perché?

“Per rispondere a questa domanda, mi sembra utile fare una premessa, ripercorrendo brevemente le tappe fondamentali del mio cammino spirituale. Le rivelazioni sono iniziate molto presto nella mia vita; me ne ricordo fin dall’infanzia. Esse hanno accompagnato la mia crescita umana e spirituale. Si sono sviluppate in rapporto alla mia capacità di comprendere che, logicamente, variava a seconda dell’età e delle esperienze che, di volta in volta, attraversavo nella vita. Da sempre, fin dalla più tenera età, ho udito una voce ferma e chiara che parlava dentro di me e mi spiegava molte cose spirituali, dandomi consigli anche sulle piccole cose di ogni giorno, aiutandomi a capire ciò che non capivo. Spesso vedevo Gesù, ma ero molto piccola e accoglievo questo con naturalezza senza pormi domande. Crescendo, intuivo che la voce che mi parlava fosse qualcosa di diverso da me, dato che esprimeva pensieri differenti dai miei, e spesso correggeva i miei punti di vista.

Nell’infanzia e nell’adolescenza, le rivelazioni che ricevevo servivano piuttosto a gettare le basi della conoscenza di Dio e del cammino spirituale che spetta ad ogni cristiano. A quell’epoca, non sapevo dare un nome a tutto questo. Non mi ero mai interessata a fenomeni mistici, né avevo parlato con esperti in questo campo, pur conoscendo e frequentando movimenti religiosi e sacerdoti di valore. Ero arrivata alla personale convinzione che si trattasse di quella che viene definita la “voce della coscienza”, e che perciò fosse un qualcosa di naturale, un dono di Dio concesso ad ogni individuo e non solo a me. Ero certa che tutti vivessero le stesse esperienze, e perciò non mi veniva neppure in mente di chiedere spiegazioni al riguardo. Ricordo bene che, nell’adolescenza, quando qualche amica mi confidava i suoi problemi, le suggerivo di chiedere aiuto alla voce della sua coscienza, convinta com’ero che dovesse risponderle come accadeva a me.  All’età di venticinque anni, parlando casualmente con un caro amico di famiglia, una persona di grande fede e molto più adulta di me, che aveva esperienza di fenomeni straordinari, accennai alla “voce della mia coscienza”.

Questa persona mi aiutò a comprendere meglio ciò che mi stava accadendo e mi mise in contatto con P. Bonaventura Maria Raschi, un frate francescano molto noto nella mia città, Genova, per le sue grandi esperienza mistiche. Con il suo aiuto cominciai un  cammino spirituale intenso, che dura a tutt’oggi. Il Signore non mancò di darmi segni esteriori per confermare ciò che avveniva in me. Le rivelazioni che ricevo in quella fase, erano volte a farmi prendere coscienza della realtà dentro di me, a comprendere e mettere in pratica gli insegnamenti che ricevevo e a testimoniare ciò di cui venivo messa a parte, anche se si trattava ancora di una testimonianza ristretta alla cerchia degli amici e dei conoscenti. In questa fase, la figura di Gesù era centrale, e si poneva nella mia vita come il Maestro. Mi preparava alla missione che mi attendeva, senza nascondermi le difficoltà che avrei incontrato e ripetendomi spesso che avrei dovuto parlare di lui a moltissima gente. A poco a poco, altri strumenti si affiancarono a Gesù, a cominciare da Maria SS. , e poi gli angeli, i santi, fino ad arrivare ai fratelli di altri pianeti. Iniziò anche la profonda e toccante esperienza con le anime dei defunti, che venivano a me, col permesso di Dio, a chiedere aiuto e preghiere, nonché le tante e forti esperienze nel campo della guarigione delle radici genealogiche.

In tutto questo, cominciava a delinearsi davanti ai miei occhi, un quadro molto vasto dell’opera di Dio; emergeva un panorama di situazioni ed eventi, al cui centro si stagliava nettamente la figura di Gesù, al quale tutto doveva essere costantemente riportato.  La mia vita prese una direzione ben precisa, ed era sempre più chiara in me la determinazione a lasciare tutto per servire Dio, donandogli interamente la mia vita per essere completamente a disposizione dei  suoi piani e desideri. Nel 1994, lasciai la famiglia ed il lavoro, unendomi ad altre persone che credevano nei miei stessi ideali, con le quali vivo anche oggi. Con loro condivido il cammino, le esperienze e l’impegno della testimonianza. Nel 1998, avvenne un’altra svolta importante nelle mie esperienze. Gesù e tutti gli strumenti che si presentavano a suo nome, cominciarono a parlarmi apertamente di un piano di Dio per tutto l’universo, che avrebbe coinvolto l’intera creazione fino a trasformarla; il preludio alla venuta gloriosa di Cristo, la preparazione dell’umanità alla scelta definitiva fra Dio e Satana, fra il bene e il male. Mi fu spiegato che, attraverso questo piano, si sarebbe gradualmente giunti a ricapitolare in Cristo tutte le cose, in cielo e in terra, secondo la definizione dell’apostolo S. Paolo nella lettera agli Efesini (Cfr Ef 1, 8-12). L’azione di Dio, per mezzo di Gesù Cristo, avrebbe portato l’umanità a vivere una dimensione nuova dello spirito, fino a che Gesù stesso avrebbe consegnato l’intera creazione redenta a Dio Padre, alla fine dei tempi.

Sarebbe dunque stato un cammino graduale ma inarrestabile.  Nel manifestarmi tutto questo, Gesù mi disse  che le rivelazioni che avrei ricevuto da allora in poi, avrebbero dovuto un giorno essere portate a conoscenza dell’umanità. Dovevo essere pronta a ricevere queste rivelazioni con umiltà e con un atteggiamento di profonda apertura, comprenderle e viverle. Un giorno sarei stata chiamata a testimoniare l’esistenza di tale piano, senza tirarmi indietro, con coraggio e onestà, qualunque fosse il prezzo da pagare. Da allora ad oggi, le rivelazioni che ricevono proseguono nella spiegazione dettagliata del piano di Dio di ricapitolare tutto l’universo in Cristo. Di questo ho parlato in tutti i miei libri, e questo testimonio a chiunque sia interessato a conoscere ciò che Dio sta facendo nella creazione a favore dei suoi figli. Venendo alla domanda iniziale, direi che la rivelazione più importante fra le tante che ho ricevuto, è proprio quella riguardante l’esistenza e la realizzazione del piano di Dio di ricapitolare in Cristo tutte le cose. Penso che questa rivelazione sia l’asse portante di tutte le altre, il punto focale verso il quale convergono tutte le conoscenze che ho acquisito lungo gli anni, attraverso le esperienze straordinarie vissute. In questa rivelazione, tutto è costantemente rimandato alla figura di Gesù Cristo, unico Salvatore e Mediatore; la sua morte e risurrezione sono il fulcro di ciò che è, è stato e sarà, il centro dell’ azione di Dio che coinvolge vivi e defunti. Perciò ritengo fondamentale questa rivelazione, poiché permette una chiave di lettura di ciò che esiste e accade nella realtà, sulla terra come nell’universo”.

Qual è stata la sua prima rivelazione? Come ha vissuto quel momento? Ha avuto paura?

“Come ho già detto, non ricordo un momento preciso della mia vita in cui ho ricevuto la prima rivelazione, dal momento che ho vissuto fin da piccola queste esperienze. Però ricordo un’esperienza in particolare; si tratta di una visione che risale a quando avevo circa cinque anni. Vedevo Gesù crocifisso ed io stavo ai piedi della croce. Il sangue di Gesù mi bagnava ed io ero addolorata e piangevo; avrei voluto salire sulla croce per staccare Gesù e strapparlo a quel supplizio. Ero una bimba di pochi anni e non potevo far niente; inoltre, c’erano tanti uomini cattivi che urlavano attorno alla croce. Poi, ad un tratto, Gesù ha staccato il braccio destro dalla croce e mi ha detto di avvicinarmi a lui; mi ha cinto con il braccio e mi ha sollevato a lui, poggiando la mia testa sul suo cuore. Il suo sangue mi bagnava tutta ed io baciavo il suo petto. Non avevo alcuna paura, ed il dolore era passato, ero felice di stare con Gesù anche se lui stava sulla croce. Questa visione si è ripetuta altre volte nell’infanzia e nell’adolescenza. Attraversando le prove della vita, compresi che cosa volesse dire per me quella visione: significava stare con Gesù, in ogni situazione, unirmi a lui anche nel dolore, e che lui non mi avrebbe mai lasciata sola. Così è stato e posso testimoniarlo; il braccio potente di Gesù mi ha sempre sostenuta e mi ha dato la forza e la grazia di testimoniarlo, anche attraverso ciò che scrivo, anche in questo momento”.

Si è chiesta perché è stata scelta proprio lei per ricevere queste rivelazioni?

“Certo che me lo sono chiesta! Se nell’infanzia recepiamo le esperienze con semplicità e senza troppe domande, crescendo vogliamo conoscere ciò che ci accade; credo sia così per tutti. Arrivata alla giovinezza, e alla consapevolezza della natura straordinaria delle mie esperienze, cominciai a chiedermi perché questo capitasse proprio a me. Non avevo cercato nulla, né ero mai stata una persona particolarmente ambiziosa o desiderosa di mettermi in mostra. Anzi, ero piuttosto timida e riservata, e non mi allettava molto l’idea di dovermi un giorno esporre alla curiosità della gente. Finché un giorno Gesù mi disse: “Se io ho scelto proprio te, chi sei tu per discutere la mia scelta”?  Da quel momento compresi che nessuno di noi è migliore di altri e che è Dio a scegliere, non noi. Lui sa perché mi ha scelta e mi conosce ben più di quanto mi conosca io stessa. Capii anche che la volontà di Dio su di noi si può accettare o meno, la si può comprendere o meno; una cosa sola non si dovrebbe mai fare: metterla in discussione. E così è stato per me. Non sempre ho capito subito, e non sempre sono stata immediatamente pronta ad accettare, perché sono un essere umano con i miei limiti e le mie fragilità; però non ho mai discusso con Dio, mi sono lasciata portare dalla sua mano, anche ad occhi chiusi, anche quando mi ha chiesto di camminare sulle acque (cfr Mt 14, 22-33).

Così facendo ho potuto sempre arrivare a capire ed accettare tutto. Tra l’altro, Gesù mi ha sempre spiegato che lui non chiede a nessuno di credere in qualcosa che non riesce a capire; ci è sempre data la luce interiore per comprendere ciò che ci viene chiesto, perché siamo esseri liberi. Dio rispetta la nostra libertà fino in fondo e ci chiede di aderire liberamente alla sua volontà. Se mi accade di non capire subito, chiedo a Dio di guidarmi e di donarmi la grazia per comprendere, e la luce arriva sempre. Gesù si aspetta da me che io per prima comprenda ciò che mi viene mostrato e spiegato, e che lo metta in pratica nella vita di ogni giorno. Questo mi sembra perfettamente logico: se io non vivo ciò di cui parlo agli altri, come potrò essere credibile? Non mi sento chiamata a divulgare delle belle teorie, o a manifestare qualche fenomeno; ma a testimoniare ciò che ho vissuto, ciò che è sceso dal cielo per incarnarsi in me, attraverso la mia fede, la speranza e l’amore, anche attraverso la fatica del mio vivere quotidiano. Sì, la fede è dono ma anche conquista, e nell’esperienza della vita sulla terra è ben presente la lotta contro il male, il limite e la corruzione. Però la mia esperienza è che offrendo la vita a Dio, le difficoltà che dobbiamo affrontare non sono mai superiori alla forza che ci viene donata.

Oggi non mi pongo più alcuna domanda sul perché sono stata scelta proprio io; quello che veramente mi interessa è come rispondere al meglio ai desideri del Signore e come partecipare pienamente alla sua azione, rimettendomi completamente a lui, e donandogli al vita incondizionatamente. Non posso dire di essere perfetta, nessuno lo è, ma mi sforzo per fare del mio meglio. Dio gradisce il nostro impegno generoso. Più che i risultati, a lui interessano la purezza delle nostre intenzioni, e la rettitudine della nostra coscienza”.

Oggi si parla molto di avvistamenti di ufo e alieni. Lei ha preso nettamente le distanze da qualsiasi paragone tra le sue rivelazioni e gli avvistamenti ufologici o gli orientamenti new age. Può spiegare una volta per tutte la differenza?

“Desidero premettere che ho rispetto per le esperienze di chiunque, e non intendo fare crociate contro nessuno. Se è vero che, nel campo dell’ufologia, talvolta incontriamo una certa confusione,  sono tuttavia convinta che, in questo ambito, ci siano molte persone di valore, che hanno dedicato l’esistenza alla ricerca della verità circa la vita nell’universo, dando un notevole contributo in tal senso. Perciò non ho preso le distanze dalle esperienze di altri ma da un certo approccio all’argomento che non mi appartiene, e mi spiego meglio.  Le mie esperienze in questo campo non partono dall’osservazione dei fenomeni, o da uno studio tecnico-scientifico. Non si tratta neppure della tematica fondamentale nelle rivelazioni che ricevo. Le mie esperienze avvengono nello spirito, quando cioè il mio spirito si unisce a Dio, attraverso la mia donazione a lui e la preghiera. Non sono io a cercare di conoscere. Io mi limito ad offrire me stessa a Dio, prego e mi offro a lui; è il suo Spirito che mi mette in comunicazione con questa realtà, rivelandola ai miei occhi per quella che è in Dio.

Non si tratta di qualche sporadico contatto (non sono una contattista), o di qualche isolata rivelazione. Si tratta piuttosto di una comunicazione che fluisce liberamente nello Spirito Santo. Non sono mai salita fisicamente a bordo di astronavi aliene, ma sono stata portata in spirito a visitare molti pianeti, ed ho potuto rendermi conto delle condizioni di vita di tanti fratelli dell’universo, ricevendo molte spiegazioni al riguardo. Nelle mie esperienze, gli abitanti di altri pianeti non sono mai definiti extraterrestri, termine che non amo molto, cioè esseri diversi da noi, al di fuori della nostra vita. Al contrario, mi sono stati mostrati e si sono presentati a me come fratelli, creati a immagine e somiglianza di Dio, redenti da Gesù Cristo. Possiedono la nostra stessa dignità di figli di Dio, e sono destinati come noi a condividere il regno di Dio. Non sono neppure identificati con gli angeli, la cui presenza nella mia vita e nelle rivelazioni è davvero rilevante; questi ultimi sono spiriti puri al servizio di Dio, coloro che aprono la strada al popolo verso la realizzazione delle promesse divine. Come ho accennato prima, tutto ciò che esiste e si muove nell’universo, rientra nel quadro più ampio dell’azione di Dio in questo tempo, un’azione che sta portando sempre più alla luce tutto ciò che esiste nell’universo.

Neppure i santi in paradiso, né le anime dei defunti si sottraggono a questa azione divina, anzi, partecipano pienamente alla realizzazione del piano di Dio di ricapitolare tutto in Cristo. Le stesse forze infernali dovranno fare i conti con la potenza di Dio, che passerà anche attraverso i suoi figli fedeli. Al centro dell’universo sta Gesù Cristo, che sorregge l’intera creazione. La sua opera incessante attira a sé ogni uomo di qualunque pianeta, che, prima o dopo, si troverà a faccia a faccia con lui. Gesù è il Re dell’universo, colui che è venuto sulla Terra per riscattare l’intera umanità dell’universo dal male e dalla corruzione, per rivelare il volto di Dio, ed instaurare il suo regno. Il regno di Dio è il regno di Cristo, fatto di valori e di leggi ben precise, che sono le stesse in tutto l’universo. Il regno di Dio già oggi vive in quanti che lo accolgono. Esso si espande attraverso coloro che ne vivono i valori e le leggi. Tuttavia, dovrà estendersi all’intero universo; perciò l’intera umanità sarà chiamata a decidere se vuole o no far parte di questo regno, o se intende aderire al regno di Satana, i cui valori si esprimono nell’egoismo e nella corruzione.

Alla fine dei tempi, Gesù consoliderà definitivamente il suo regno e lo consegnerà a Dio Padre, nella potenza dello Spirito Santo, dopo averlo definitivamente separato dal male e dalla morte. Ne faranno parte tutti coloro che lo avranno sinceramente e liberamente scelto. Sarà questa la nuova creazione, i cieli nuovi e la terra nuova di cui parla la Bibbia (cfr Ap 21). L’azione di Dio in questo tempo, e la missione di quanti si donano a lui, è  quella di portare ad ogni uomo l’annuncio e la testimonianza dei valori e delle leggi del regno di Dio che Gesù Cristo ci ha insegnato. In questa luce vanno lette le rivelazioni che ricevo: esse sono una testimonianza dell’opera di Dio e del suo regno, che è il regno di Cristo.  Direi che le mie esperienze portano ad una visione cristocentrica della vita nell’universo, pienamente calata nel piano di salvezza annunciato nel Vangelo. Ed è proprio la centralità di Cristo che, a mio parere, segna la differenza rispetto all’ambito ufologico, al movimento New Age o ad altre esperienze che, ripeto, non intendo assolutamente giudicare”.

Cosa pensa la Chiesa dei suoi libri e delle sue rivelazioni? Che reazioni “ufficiali” ci sono state?

“Fino ad oggi, la Chiesa non si è pronunciata ufficialmente sui miei libri e, più in generale, sulle rivelazioni che ho ricevuto. Ci sono state delle isolate prese di posizione in alcuni ambienti cattolici, che però non hanno mai assunto carattere di ufficialità. L’Autorità ecclesiastica ha il compito di osservare e discernere con la dovuta attenzione e con ragionevole prudenza. Tuttavia, mi piace sempre ricordare che la Chiesa non è costituita solo dalla sua gerarchia ecclesiastica, ma anche dal popolo di Dio. Quest’ultimo, nella storia della salvezza, spesso ha riconosciuto i fenomeni soprannaturali con largo anticipo rispetto alla gerarchia stessa, attraverso un cammino di fede. Se guardo a questa Chiesa, devo dire che i miei libri hanno incontrato un largo favore da parte del pubblico e non solo in Italia; il mio primo libro “Oltre la grande barriera” è già stato tradotto in sei lingue, e altre traduzioni sono in corso.

Anche del secondo libro “Riscrivere la Storia – Vol I – Nel pensiero di Dio”, sono in corso diverse traduzioni. Sono anche molto soddisfatta dell’interesse mostrato dai lettori nei confronti del sito “www.versolanuovacreazione.it“, attraverso il quale viene tracciato un cammino spirituale per quanti sono interessati. I messaggi in esso pubblicati mensilmente, sono stati molto apprezzati, tanto che ne abbiamo tratto un libro intitolato, come il sito: “Verso la nuova creazione”. Ricevo inoltre moltissime lettere ed e-mail da parte di persone che mi esprimono stima, e affermano di aver cambiato in meglio la loro vita, grazie alle rivelazioni contenute nei miei libri. Infine, ho incontrato, in questi anni, molte persone interessate a conoscere più approfonditamente gli argomenti trattati nei libri; ho visto in tanta gente un sincero desiderio di amare e servire Dio. Questo, ovviamente, mi riempie di gioia ma, nello stesso tempo, mi fa sentire ancora più responsabile di fronte a Dio e al mio prossimo, e mi spinge ad impegnarmi sempre di più a stare davanti a Dio per migliorare me stessa”.

Sta lavorando a un nuovo libro? Di cosa parlerà?

“Sì, sto lavorando ad un libro nuovo, il secondo volume della serie “Riscrivere la storia”. Esso conterrà sicuramente ulteriori approfondimenti delle tematiche già trattate, sempre in linea con il piano di Dio di cui abbiamo parlato. Devo però specificare che non sono io a decidere cosa e come scrivere ma è il Signore stesso a farlo. Neppure il titolo lo decido io. Durante la stesura del testo, poi, sono costantemente accompagnata dalla guida attenta del Signore e dei suoi strumenti, ad esempio gli arcangeli, di modo che non posso spaziare nelle mie fantasie, né imporre le mie interpretazioni. Ciò non significa che io sia passiva o distaccata, tutt’altro! Mentre scrivo un libro, il mio compito consiste nell’essere aperta incondizionatamente all’azione di Dio, mettendo da parte ogni più piccola ambizione o preoccupazione di successo o insuccesso. Devo essere semplicemente uno strumento, una sorta di radiolina che capta le frequenze in modo limpido, senza interferenze. Scrivere questi libri ha rappresentato per me un cammino nel cammino. Tutto ciò che ho scritto, l’ho prima vissuto dentro di me. Posso affermare che ogni libro ha segnato anche una tappa importantissima del mio cammino personale. Torno a ripetere che sono stata chiamata per prima ad accogliere, credere e mettere in pratica gli insegnamenti che ho ricevuto. Il Signore non mi ha mai chiesto di essere un semplice “ripetitore di messaggi”, ma una persona libera e consapevole, che comprende e partecipa con tutta se stessa agli avvenimenti dello spirito. Sono consapevole che solo in tal modo posso essere uno strumento fedele dell’azione di Dio”.

Oltre la Grande Barriera

RENZO ALLEGRI INTERVISTA STEFANIA CATERINA

Fonte web

ABBA PADRE - OLTRE LA GRANDE BARRIERAGesù mi ha detto di scrivere questo libro. Me lo hanno dettato grandi spiriti dell’aldilà. lo sono solo un mezzo scelto per attirare l’attenzione su realtà spirituali importantissime», dice Stefania Caterina, tenendo tra le mani il volume Oltre la grande barriera. «L’umanità è alla vigilia di grandi eventi, grandi cambiamenti, e i miei amici dell’aldilà si danno un gran daffare per prepararci», aggiunge.

Siamo sul monte Fasce, una collina vicino a Genova, nei pressi di un santuario mariano fondato da padre Bonaventura Raschi, religioso francescano scomparso una ventina di anni fa. Spiega Stefania: «Fu lui il primo sacerdote cui confidai le mie esperienze spirituali. E mi capì. Conservo ancora un biglietto, scritto di suo pugno, nel quale mi incoraggiava a essere aperta al volere di Dio». Stefania è una donna di 49 anni, con una storia straordinaria e incredibile, che racconta qui per la prima volta. «Per molti anni ho vissuto due esistenze parallele», dice. «Una “visibile”, quella di una persona normale, e un’altra costellata di esperienze incredibili: visioni, colloqui, incontri con entità spirituali, con persone trapassate nell’aldilà o appartenenti ad altri mondi. Una realtà che, all’inizio, mi ha spaventato, ma che poi ho imparato a conoscere bene, ad accettare, e con la quale ora convivo serenamente».

Stefania parla con voce sommessa, ma le sue parole pesano come macigni. La scruto per cercare di capire se sia una mitomane, un’abile imbrogliona o una di quelle persone speciali, rarissime, dotate di veri carismi spirituali. Il suo libro ha un contenuto affascinante, scritto con proprietà di linguaggio, chiarezza di concetti e rigore logico. Una mitomane non potrebbe scrivere un libro del genere. L’autrice affronta i temi universali di sempre: Dio, la creazione, l’universo, Gesù, la Chiesa, l’uomo, la morte, l’aldilà, il regno del Male, gli extraterrestri, gli animali, le piante. E svolge ogni argomento riportando testimonianze dirette di entità spirituali: ”A questo proposito, la Madonna mi ha detto “. Oppure: “Gesù mi ha precisato… “. O ancora: “L’arcangelo San Raffaele mi ha spiegato … “. Stefania apre le virgolette e giù un lungo discorso con le parole ricevute nel corso di una visione. Così per 300 pagine e, sotto ogni testimonianza, la data dell’incontro.

«Nella mia storia non c’è niente che abbia a che fare con “fenomeni paranormali”. Quando ho le visioni, i colloqui, non perdo conoscenza, non vado in trance, sono in piena coscienza. Le vivo come se fossero “fisiche”», precisa Stefania. Il volto sereno, i suoi occhi trasparenti e il suo atteggiamento umile suggeriscono rispetto, riflessione. E se fosse veramente una di quelle persone scelte dal mondo soprannaturale per trasmettere messaggi, come ce ne sono state nella storia? Il cronista ha piena consapevolezza di trovarsi di fronte a una vicenda delicata ed enigmatica, ma non trova elementi per giudicare non attendibile la persona che gli sta parlando. Riferisce, quindi, fedelmente la storia così come la protagonista la racconta.

«Sono nata a Genova nel 1959, da una famiglia cattolica e praticante, dalla quale ho ricevuto una solida educazione cristiana. Mio padre era un segretario comunale, mia madre un’insegnante elementare. Ho vissuto in varie città, molto a Rapallo», inizia Stefania Caterina.

Domanda. Che scuole ha fatto?

Risposta. «Ho fatto il liceo classico e mi sono laureata in giurisprudenza. Volevo diventare avvocato, ma nei due anni di pratica mi convinsi che quella professione non era adatta a me. Poi ho vinto un concorso alla Regione Liguria e sono entrata come funzionario amministrativo nella Sanità. Era un lavoro che mi piaceva molto».

D. Quando sono iniziate le sue strane esperienze?

R. «Verso i 5 anni. Avevo una visione ricorrente: Gesù in croce mi invitava ad avvicinarmi a lui, quando gli ero vicino staccava una mano dalla croce e mi stringeva a sé. Ricordo che io vedevo il sangue sui miei vestiti, ma non restavo impressionata. La visione è continuata per alcuni anni. lo non capivo, ma la consideravo una cosa mia e non ho mai sentito il bisogno di raccontare la vicenda alla mamma. In quel periodo sentivo anche una voce interiore. Pensavo che tutti i bambini l’avessero. La chiamai “la voce della coscienza”. Non era un’esperienza confusa, indistinta: sentivo veramente una voce, come se fosse quella della mamma, che dava risposte ai miei piccoli interrogativi.

D. Quando capì che non era un fatto normale?

R. «A 25 anni. Al liceo e all’università ero stata una ragazza vivace, molto attiva. Anche carina: in occasione di una gara ciclistica, la Milano-Rapallo, fui scelta come “Miss tappa”. Militai in Comunione e liberazione, conobbi compagni straordinari. Ma la mia fede era diversa dalla loro: se io pensavo a Gesù, alla Madonna, ci pensavo “concretamente”, li vedevo, avevo con loro una consuetudine quotidiana. Ero certa che tutto provenisse da Gesù, ma, quando capii che gli altri non avevano esperienze del genere, entrai in crisi: interrogativi, dubbi, domande, angosce, timori. E a volte mi chiedevo se i miei colloqui fossero veri o se io fossi una povera pazza. Addirittura pensavo che potesse trattarsi di illusioni del demonio. Dubbio che mi tormentò a lungo».

D. Come riuscì a vincerlo?

R. «Confidandomi, finalmente, con altre persone. Il primo fu un amico di famiglia, un uomo più anziano di me, molto religioso. Lui non mi fece molte domande, ma disse che poteva trattarsi di una vicenda seria, un’esperienza “carismatica”. Mi suggerì di pregare, chiedendo al Signore di illuminarmi sul significato di quelle esperienze. Pregavo e chiedevo intensamente a Gesù un segno. Una sera, mentre con un amico camminavamo sul lungomare di Rapallo, vedemmo all’orizzonte una grande luce. Sembrava un incendio molto vasto. L’amico mi disse: “Forse si è incendiata una petroliera”. Le persone estranee non si fermavano, come se non vedessero niente. Poi sentii la voce di Gesù dentro di me: “Hai chiesto un segno? Ecco, io sono la luce e voglio che, attraverso te, un poco della mia luce venga data agli altri”. Quel segno mi tranquillizzò un po’. Permaneva, però, la paura dì essere vittima del demonio. Finalmente parlai con un sacerdote, padre Bonaventura Raschi, che a Genova godeva fama di essere un santo».

D. Come lo conobbe?

ABBA PADRE - STEFANIA CATERINAR. «Fu l’amico di famiglia a portarmi qui, il 13 aprile 1984. Padre Raschi era a letto con l’influenza, non potei vederlo. Il mio amico, invece, andò e gli parlò di me. “So già tutto”, disse lui. E mi scrisse un biglietto, che iniziava con queste parole: “Conosco l’iter suo preparato dalla Provvidenza, che è sempre amore. Non tema il nemico che di caratteristico ha quello di essere l’eterno dannato”. Quel biglietto lo conservo ancora. Fu per me un balsamo. Padre Raschi divenne una guida sicura e le mie esperienze misteriose si intensificarono. Gesù cominciò a dettarmi messaggi. Padre Raschi li esaminò e disse che tutto era in sintonia con le “Verità rivelate”, non poteva venire da Satana. Padre Raschi fu come un vero padre per me. Purtroppo, venne a mancare nel 1987. Soffrii molto. Gesù mi consolava: “Ti manderò un’altra guida giusta”. Attesi tre anni. Mi disse, poi, che quello fu il “tempo della fedeltà”, perché gli ubbidii, soffrendo perché non potevo confidarmi con qualcuno. Un giorno, mentre ero in chiesa per confessarmi, vidi un sacerdote molto anziano che passeggiava recitando il rosario. “Vai da quello”, disse la voce».

D. Chi era?

R. «Era don Valdemaro Boggiano Pico, cappellano dell’ ospedale di Rapallo. Fu il mio secondo direttore spirituale. Un sacerdote semplicissimo, pieno di saggezza, di bontà. Mi osservò per mesi. Volle leggere tutti gli appunti sulle mie esperienze e, alla fine, disse: “Continua, penso che tutto questo provenga da Dio”. In seguito, sono entrata in un’associazione religiosa legata a Medjugorje, un’associazione di vita contemplativa, e lì sono rimasta per diversi anni, approfondendo le mie esperienze interiori. Poi Gesù mi ha detto di scrivere in un libro quello che mi era stato rivelato e di dedicarmi a divulgarlo. L’ho scritto in sette mesi. Alcuni miei amici hanno fondato una casa editrice e l’hanno stampato. Ora sto cercando di farlo conoscere. Ecco la ragione per cui sono qui».

Fin da bambina vivo ai confini della realtà, del mondo percepibile con i sensi. Anche se considero reale anche il mondo spirituale, il mondo dell’aldilà. Ora Gesù mi ha chiesto di far conoscere quanto ho visto e sentito, raccontando in un libro parte di quelle mie esperienze».

D. Il suo libro potrebbe essere definito un “commento” alle Sacre Scritture e al Vangelo?

R. «No, il mio libro non è un “commento”. È una “cronaca” di quanto io ho visto e udito».

D. Quali sarebbero le “informazioni e spiegazioni” che lei chiama “originali e singolari”?

R. «Quelle che riguardano la vita delle persone, certi aspetti del mondo dell’aldilà, i contatti con le anime dei trapassati, gli angeli, i demoni, insomma, il mondo visibile e invisibile in cui siamo immersi».

D. Può fare un esempio?

R. «Prendiamo un argomento in un certo senso curioso, quello degli extraterrestri. Con mia sorpresa, le entità spirituali hanno voluto parlarmene a lungo».

D. Ha avuto contatti con extraterrestri?

R. «No, non mi è stato permesso finora di avere incontri fisici con persone di altri pianeti. Ho vissuto, però, numerose esperienze e ho ricevuto molte spiegazioni. Mi è stato mostrato che nell’universo esistono altre umanità, oltre a quella della Terra, che vivono su diversi pianeti. Tutti gli uomini, a qualunque pianeta appartengano, sono stati creati da Dio a propria immagine e somiglianza. Dio li aveva destinati a popolare un universo armonioso, retto dalle infallibili leggi universali della vita. Tutti i progenitori delle varie umanità sono stati sottoposti alla prova. Ma non tutti si sono ribellati.

L’universo così presenta delle umanità assai diverse fra loro. Le umanità rimaste fedeli hanno conservato molte delle originarie prerogative: posseggono facoltà fisiche, spirituali e intellettive largamente superiori a quelle di altre umanità. Anche i loro pianeti presentano condizioni ambientali favorevoli all’uomo; uomo e natura convivono armoniosamente al servizio l’uno dell’altra. Non esistono malattie e nemmeno catastrofi. Il grado di civiltà di questi popoli è notevolmente superiore a quello di tutti gli altri. Il loro livello scientifico e tecnologico è molto avanzato. Gli uomini ribelli, invece, hanno perduto le loro prerogative originarie, sono divenuti incapaci del rapporto immediato con Dio. Ribellandosi, sono regrediti spiritualmente e fisicamente a un livello di poco superiore a quello animale, rimanendo confinati sui loro pianeti. Essi hanno iniziato un cammino di dolorosa purificazione, entrando in conflitto con se stessi, con i loro simili, con la creazione. Si è spezzata l’armonia fra l’uomo e la donna con conseguenze devastanti. I loro pianeti presentano condizioni proibitive, che rendono assai dura la vita. Il peccato originale ha portato con sé molte conseguenze».

D. Come mai Gesù, il Figlio di Dio, per compiere la “riconciliazione” dell’umanità con il suo Creatore ha scelto di incarnarsi sulla Terra?

R. «Gesù si è incarnato sulla Terra perché questo era il pianeta più bisognoso di aiuto di tutti gli altri. I progenitori terrestri, infatti, non solo si sono ribellati a Dio, ma hanno anche stretto alleanza con Satana per dominare l’universo».

D. La “riconciliazione” operata da Gesù su questa terra vale anche per i popoli degli altri pianeti?

R. «Gesù è morto ed è risorto per tutti gli uomini dell’universo, nessuno escluso. Le umanità ribelli, invece, sono rimaste all’oscuro di quanto avvenuto sulla Terra. A esse l’annuncio della salvezza non è ancora arrivato. Mi è stato detto che Dio metterà la Chiesa in condizioni di portare tale annuncio, superando gli ostacoli anche di ordine fisico. Come vede, sono molte le cose che le entità mi hanno confidato a proposito degli abitanti di altri pianeti. Ma tutto il libro è così, zeppo di osservazioni e indicazioni nuove, fresche sui vari temi trattati».

D. Perché le entità con le quali lei sostiene di essere stata in contatto le avrebbero fatto queste rivelazioni?

R. «So che nel mondo dello spirito c’è un grande fermento, come se la venuta gloriosa del Cristo, della quale nessuno conosce il momento, fosse vicina. Dio è potentemente all’opera in questo nostro tempo».

Incontro con Stefania Caterina

CRITICHE E ACCUSE

Padre Livio di Radio Maria e Padre Dermine, come già fecero con Vassula Ryden, un altra mistica odierna, si sono fatti in quattro pur di gettare fango su Stefania Caterina. Qui riproponiamo la pacata risposta di Stefania e la risposta più articolata del Gruppo “Amici della Famiglia Spirituale Kraljice Mira”.

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Fonte web

Carissimi lettori,

mi sono giunte diverse e.mail che criticano pesantemente il libro e la mia persona, alcune quasi ingiuriose. Non intendo rispondere a questo tipo di messaggi che ritengo semplici provocazioni e che dimostrano, tra l’altro, che chi le scrive non ha affatto letto il libro, o lo ha letto approssimativamente.

Ci tengo anche a dirvi, per correttezza di informazione, che la Chiesa cattolica non si è fino ad oggi pronunciata nei confronti del libro “Oltre la grande barriera”. Le aspre prese di posizione di questi giorni, delle quali forse siete a conoscenza, provengono da alcuni ambienti cattolici, e non rivestono alcun carattere di ufficialità. Le ritengo quindi opinioni personali , che rispetto anche se non condivido.

Non rispondo alle provocazioni, perché non è mia intenzione polemizzare e contendere. Il mio unico desiderio è quello di essere fedele a Dio, rispettando il suo progetto su di me, e mettendomi a sua disposizione per quanto mi chiede. Offro a Lui tutta me stessa, perché si compia la sua opera in me e attraverso di me. Io non sono migliore di altri, né voglio insegnare qualcosa agli altri, né tantomeno giudicare gli altri. Sono solo stata testimone di determinati eventi che il Signore ha voluto mostrarmi e che Egli stesso mi ha chiesto di rendere noti a quanti desiderino conoscerli. Nessuno è obbligato a comprare o a leggere il libro, né a dichiararsi d’accordo con il contenuto. Siamo stati creati liberi e responsabili. Da parte mia, continuo il mio cammino di fede e rimango nell’amore di Dio verso tutti, verso chi mi comprende e verso che non mi comprende. Sono aperta al confronto con chiunque sia di buona volontà, al confronto e non allo scontro. Credo che Dio non abbia bisogno di crociate, ma di anime che si offrono a Lui, per colmare la grande sete di amore che uccide il mondo. Spero di essere fra queste e perciò chiedo la vostra preghiera.

Sono certa che saprete giudicare ciò che leggete. Come scrive S. Paolo a Timoteo: “Certamente il Signore ti darà l’intelligenza per comprendere ogni cosa” (2Tm, 2, 7).

Un caro saluto a tutti voi.

Stefania

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Fonte web

A PROPOSITO DI “RIVELAZIONI UFOLOGICHE”

In relazione all’articolo pubblicato sul sito internet del GRIS, sotto il titolo “Le rivelazioni ufologiche di suor Stefania Caterina”, a firma P. Francois Dermine e del diacono Vincenzo Rossi, che viene, assai propriamente, dai suoi estensori definito “un’indagine”, in quanto dell’indagine giudiziaria evidenzia la tipica struttura, non escluso l’utilizzo abusivo di registrazioni di conversazioni private, di una sistematica attività di “intelligence” non autorizzata a carico di privati cittadini ( tra l’altro“semplici fedeli laici”), in qualche caso addirittura corredata di notizie sulla loro vita personale e consistenza patrimoniale, ci permettiamo le seguenti considerazioni:

– non abbiamo alcuna intenzione di coinvolgerci in questa sede nelle sottili quanto assai opinabili disquisizioni teologiche evocate nell’articolo citato. Tuttavia, sulla base della nostra semplice esperienza e conoscenza della fede e della morale cattolica, che ci onoriamo di vivere e di condividere senza riserve, è nostra profonda convinzione che il messaggio centrale del libro “Oltre la Grande Barriera”, ben lungi dall’essere frutto di asseriti influssi esotero occultistici, costituisca invece un validissimo antidoto a quel sottile, insidioso, filone gnostico, oggi spesso dominante in varie espressioni culturali dell’occidente, non risparmiando importanti scuole teologiche. Tale corrente spirituale e culturale, se da un lato si esprime, a livello di massa, nel cosiddetto fenomeno “new age”, è tuttavia presente, in forma anche assai più subdola e pervasiva, in una certa modalità di intendere e di “gestire” il messaggio cristiano, che tende di fatto a disincarnarne l’essenza più profonda, ossia l’Amore del Padre, che per mezzo di Gesù Cristo pone la sua tenda in mezzo a noi e che, nello Spirito Santo, si vuole comunicare ai suoi figli in un rapporto di conoscenza per così dire sponsale (v. “Novo Millennio Ineunte” N° 33). Siamo infatti fermamente convinti che ogni qualvolta si pretenda di oscurare tale mistero di amore, prescindendo dal rispetto della vita di Dio Trino ed Uno incarnata nei rapporti coi fratelli, anzi calpestandone disinvoltamente la dignità e l’originalità, si realizza un’autentica operazione gnostica ed intrinsecamente antievangelica. Ripeteremmo col salmista “Foderunt foveam et inciderunt in eam”!

1. Ci sembra infatti che non possa sfuggire, a chiunque si accosti senza pregiudizi al libro di Stefania Caterina, il carattere estremamente positivo del messaggio in esso presente, in termini di concreto servizio al nucleo fondante della fede cristiana. Esso infatti tende fondamentalmente a riportare a Cristo ed al Suo Mistero Pasquale, “kerygma” apostolico della fede cattolica, tutta una galassia di realtà culturali ed esistenziali, che nei secoli sono state via via indebitamente strappate dal loro centro originario, per essere artificiosamente catturate da una diaspora di discipline totalmente estranee al messaggio cristiano, se non addirittura, come nel caso in specie dell’esistenza di esseri intelligenti extra terrestri, abilmente sequestrate da sette esoteriche, che ne fanno un uso sistematicamente contrario alla fede cristiana. Ora, se una delle più insidiose caratteristiche della gnosi e del fenomeno “new age” è appunto quella di appropriarsi indebitamente di spezzoni della Rivelazione di Cristo, per farne un uso strumentale al servizio di interessi e di finalità estranee all’opera della salvezza, ci sembra invece che il contenuto del libro di Stefania Caterina realizzi l’operazione specularmente contraria, ovvero, di ricondurre, attraverso l’opera della Chiesa, di cui tra l’altro nel libro si sottolinea esplicitamene il carattere di vero ed unico sacramento di salvezza per l’intera creazione, al nucleo salvifico della nostra fede, rappresentato dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo. In Lui infatti per fede sappiamo che dovranno essere definitivamente ricapitolati tutti gli elementi della creazione e tutte le espressioni della storia, della cultura presenti nella vita dell’uomo e del cosmo di tutti i tempi.

2. Osserviamo a tale riguardo che nell’articolo citato si è voluto artificiosamente, vorrei dire quasi ossessivamente, spostare il baricentro spirituale del messaggio del libro di Stefania Caterina e di altre realtà a questa collegabili e non, dal Mistero Pasquale di Cristo contemplato e vissuto, che ne costituisce con ogni evidenza l’autentico centro ed il cuore spirituale, ad altre realtà che, pur indubbiamente rilevanti, appaiono assai più periferiche e subordinate, quale, nel caso in specie, l’esistenza e l’attività nel cosmo di altre umanità intelligenti.

3. Non possiamo inoltre non osservare che, se da un lato può suscitare stupita ammirazione l’erudita casistica, di cui si fa insistita mostra nel citato articolo, in materia di santoni indù e di svariate sette ufologiche, esoteriche e teosofiche, di cui ignoravamo assolutamente l’esistenza, appare evidente il carattere del tutto arbitrario e strumentale dei reiterati fuorvianti accostamenti di queste realtà con i contenuti del libro di Stefania Caterina, che ad essi sono oggettivamente e palesemente estranei, operati, tra l’altro, con modalità tali da ingenerare indebita confusione nel lettore meno provveduto. Lo spirito ed il metodo che anima tal genere di operazioni sembra infatti costituire il filo conduttore dell’articolo citato, con inaccettabili conseguenze gravemente ed ingiustamente diffamatorie ai danni dei contenuti del libro di Stefania Caterina (che rimangono ovviamente del tutto opinabili!). L’articolata scansione di tali metodologie, che assommano indebite contaminazioni con realtà di cui non vi è il minimo cenno nel libro, all’uso distorto e strumentale di spezzoni di registrazioni (non autorizzate!) di conversazioni di terzi, alla divulgazione di fatti di vita privata di soggetti oggettivamente estranei ai contenuti del libro stesso, vanno a comporre un’immagine assolutamente falsa e caricaturale dei contenuti oggettivi del libro, con effetti che vanno ben oltre i limiti di un’ordinaria (ed ovviamente più che lecita) manifestazione di dissenso, per integrare una vera e propria sistematica attività denigratoria.

4. Per quanto attiene al nutrito elenco delle cosiddette “falsità teologiche”, degno di un collegio di dottori della Sorbonne usciti da un cortometraggio di Dreyer, per fornire un prontuario spicciolo di argomenti per accendere roghi già preparati, ci limitiamo ad osservare preliminarmente quanto segue:

• da una lettura attenta ed esente da pregiudizi dell’intero testo del libro di Stefania Caterina, al di là delle singole espressioni e dei termini scorrettamente estrapolati dal contesto, nell’articolo citato, ci sembra emerga, con ineludibile chiarezza, che il messaggio spirituale in esso presente, nei suoi contenuti generali, non contraddice in alcun modo le verità costitutive della fede cattolica.

• Il contenuto nel libro di Stefania Caterina, come chiaramente precisato dall’autrice nella premessa, trattandosi di rivelazioni private, sempre in qualche misura condizionate dal “modus recipientis”, non si propone certo di enunciare un sistema di verità teologiche indiscutibili da sovrapporre alla Parola di Dio od al Magistero della Chiesa Cattolica, ma bensì unicamente di comunicare un’articolata esperienza spirituale, vissuta dall’autrice in retta coscienza come un dono dall’alto, senz’alcuna pretesa di imporla a chi non ritenga di condividerla.

• Ci sembra infine del tutto arbitrario e moralmente inaccettabile il voler artificiosamente intrecciare le vicende di soggetti tra loro mutuamente estranei ed autonomi per identità e missione – comunità religiose, vicende personali di sacerdoti e di religiosi, organi d’informazione che traggono origine da radici storiche e spirituali assolutamente diverse ed indipendenti (v. riferimento ad Eco di Maria, fondato dal sacerdote Don Angelo Mutti), con i contenuti del libro “Oltre la Grande Barriera”, per affermare, con sconcertante sicurezza, in una sorta di parossistica fabulazione dietrologico-complottista, un occulto quanto fantasioso disegno ai danni delle istituzioni della Chiesa Cattolica, che noi tutti invece amiamo sinceramente e desideriamo servire nella verità. Ciò appare ancor più grave, quando da ciò si è voluto trarre, come nella fattispecie, artificiosa giustificazione ad operare, con pretese motivazioni “ad tuendam fidem”, un inaccettabile oltraggio alla verità, alla carità, alla dignità ed al diritto alla salvaguardia dell’immagine personale, patrimonio intangibile di ogni uomo, creato ad immagine del Suo Creatore.

Passando ad un esame più specifico di alcune tra le affermazioni più significative contenute nell’articolo citato, riteniamo sia agevole evidenziarne in molti casi l’assoluta infondatezza, in altri la radicale falsificazione della realtà ed in altri ancora il carattere del tutto opinabile e gratuito:

A PROPOSITO DELLE ASSERITE

“FALSITÀ TEOLOGICHE”

1. E’ completamente falsa l’affermazione secondo cui nel libro si sosterebbe che “l’emanazione si sostituisce alla creazione”. Infatti, v. a pag. 22, 3§, in perfetta consonanza con la dottrina della Chiesa, si afferma “Punto di partenza e di fine è Dio Trino e Uno” (cfr. CCC N°292), ed a p. 23, 6§ -il punto incriminato: “nel vortice trinitario è generata la grande vibrazione della vita, che è diretta emanazione dell’immenso vibrare d’amore fra le tre Persone della Santissima Trinità”. La vita dell’universo dunque “emana”, ovvero discende, non già dalle Persone, ma bensì da un elemento, nella fattispecie “la vibrazione”, che, pur portando in sé per così dire “il sigillo” della Loro Comunione divina non ne condivide affatto la natura (pag 233 §, “quando Dio ha creato l’universo, ha impresso in esso il moto perpetuo di un vortice”). E ciò appare in perfetto accordo con quanto afferma al riguardo la dottrina della fede cattolica. (cfr. CCC n°300 – “Dio è infinitamente più grande delle sue opere …Ma poiché Egli è il Creatore sovrano e libero, causa prima di tutto ciò che esiste, Egli è presente nell’intimo più profondo di tutte le sue creature”). A rafforzare tale evidenza, contribuisce l’utilizzo esplicito e generalizzato del termine “creare, creazione” in tutti gli altri passi del libro in cui si richiama il rapporto tra Dio ed il Cosmo. Emerge da ciò, in modo a nostro avviso chiarissimo, da un lato la conservazione del principio dell’assoluta trascendenza di Dio rispetto alle creature, e nel contempo l’esistenza in esse di un comune sigillo originario, ove è per così dire impressa “ab origine” l’immagine della vita trinitaria. Ciò appare, a nostro avviso, in evidente, perfetto accordo con quanto affermato al riguardo dal Magistero della Chiesa Cattolica.

2. Posta tale indiscutibile verità della trascendenza di Dio, chi può aprioristicamente negare la possibilità che nella creazione esistano leggi generali che regolano, con modalità in qualche misura analoghe e comparabili, fenomeni appartenenti sia alla sfera del mondo fisico che di quello spirituale? Non ci pare che ciò andrebbe a contraddire alcun dato fondante della Rivelazione cristiana. Né a ciò si può opporre l’eventuale circostanza che di questa od di altre ipotesi si siano appropriati movimenti spirituali, che per altre ragioni, a ciò totalmente estranee, si collocano al di fuori della Chiesa. Una simile argomentazione si baserebbe infatti su di un procedimento logico induttivo intrinsecamente errato, suscettibile se applicato a concrete fattispecie (come si tende a fare estensivamente nell’articolo citato) di condurre a conclusioni evidentemente false ed assurde.

3. Per quanto attiene alle problematiche sollevate al riguardo del cosiddetto “Battesimo nello Spirito Santo”, pesantemente irriso nell’articolo citato, ci limitiamo ad osservare quanto segue:

• Lo stesso Signore Gesù (Mc.16,15; Gv. 3,5) e la dottrina della Chiesa Cattolica (CCC. N° 1257) affermano esplicitamente che il Battesimo è necessario per la salvezza. “La Chiesa infatti non conosce altro mezzo all’infuori del Battesimo per assicurare l’ingresso alla beatitudine eterna”(CCC 1257).

• La dottrina della Chiesa riconosce inoltre esplicitamente l’esistenza anche di altri modi di azione dello Spirito Santo nelle anime che producono gli stessi frutti del Battesimo sacramentale, pur non configurandosi quali sacramenti in senso proprio, e che prescindono dall’uso della specifica materia sacramentale (l’acqua). (cfr. CCC. N° 1258 e 1259). A tale categoria appartengono ad esempio il “Battesimo di sangue” ed il “Battesimo di desiderio”. Ciò sembra potersi armonizzare perfettamente con quanto affermato nel libro citato, a pag 183, § 1, 2, 3,4, ove si qualifica la natura di tale “Battesimo in Spirito Santo e Fuoco”.

• La dottrina della Chiesa inoltre afferma (CCC: N° 1256) che, “in caso di necessità, chiunque, anche un non battezzato, purché abbia l’intenzione richiesta, può conferire il Battesimo (sacramentale!)” (ibidem).

• La Chiesa afferma infine che “Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, col modo che Dio conosce, col Mistero pasquale” (CCC. N° 1260). Sulla base di quali motivazioni si dovrebbe aprioristicamente escludere che uno di tali “modi che Dio conosce” possa effettivamente essere il “Battesimo nello Spirito Santo e Fuoco” di cui parla la Dott.ssa Caterina nel suo libro. Ci sembra che questa delicata materia, che attiene al destino eterno di moltitudini di fratelli, sia quantomeno meritevole di approfondita e seria riflessione e comunque sicuramente non dello sprezzante dileggio riservatogli nell’articolo citato.

4. Non merita a nostro avviso alcuna attenzione la strampalata interpretazione (pag. 17 dell’articolo) del passo evangelico (Lc. 18, 8), secondo cui il mondo sarebbe destinato ad essere sommerso ed in definitiva vinto dal male, affermazione questa che, se intesa letteralmente, si pone in radicale difformità con la fondamentale dottrina della Chiesa al riguardo del futuro della creazione ed al suo destino finale, di essere cioè pienamente ricapitolata in Cristo ed integrata nella comunione della vita trinitaria (cfr 1Cor.15,23-27) (utilizzando lo stile degli estensori dell’articolo citato si potrebbe qui parlare, questa volta a pieno titolo, di vera “falsità dottrinale” o più propriamente di “eresia”!).

5. Per quanto attiene il sacerdozio degli arcangeli, osserviamo che la dottrina della Chiesa afferma che “mediante la celebrazione eucaristica ci uniamo già alla liturgia del Cielo e anticipiamo la vita eterna, quando Dio sarà tutto in tutti” (CCC. N° 1326) e che “All’offerta di Cristo si uniscono non soltanto i membri che sono ancora sulla terra, ma anche quelli che si trovano già nella gloria del Cielo” (CCC. N° 1370). Non ci parrebbe pertanto incompatibile con i principi della dottrina che tra gli officianti della liturgia celeste fossero compresi anche gli Arcangeli e che anch’essi, in modi che Dio conosce, partecipassero al sacerdozio di Cristo. Del resto, a riprova che tale ipotesi non rappresenta una stranezza “ufologica”, ma bensì circola da secoli nel sentire ecclesiale, vale ad esempio la raffigurazione dell’Arcangelo San Michele, posta nell’altare di destra attiguo all’altar maggiore della Basilica di Loreto, rappresentato con la stola sacerdotale, e che si ritiene per antichissima tradizione, che, nel Santuario di San Michele nel Gargano, l’altare principale sia stato direttamente consacrato dall’Arcangelo, che avrebbe in tal modo compiuto un’azione liturgica tipicamente riservata a chi riveste la pienezza del sacerdozio.

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