Le apparizioni delle Tre Fontane

IL VEGGENTE

 

Bruno Cornacchiola nacque a Roma il 9 maggio 1913. La sua famiglia, composta dei genitori e di cinque figli, era molto misera, materialmente e spiritualmente. Il padre, spesso ubriaco, poco si interessava ai figli e sperperava il denaro in osteria; la madre, dovendo pensare a sostenere la famiglia, era assillata dal lavoro e si curava poco dei figli.

A quattordici anni Bruno se ne andò di casa e visse – fino al tempo del servizio militare – come vagabondo, abbandonato a se stesso, sui marciapiedi e nelle più squallide aree della emarginazione di Roma.

Nel 1936, dopo il servizio militare, Bruno si sposò con Iolanda Lo Gatto. La prima figlia fu Isola, il secondo Carlo, il terzo Gianfranco; dopo la conversione ebbe un altro figlio.

Partecipò giovanissimo, come volontario, alla guerra di Spagna, militando dalla parte dei marxisti. Lì aveva conosciuto un protestante tedesco che gli aveva inculcato un odio feroce per il Papa e il cattolicesimo. Così, nel 1938, mentre si trovava a Toledo, comprò un pugnale e sulla lama incise: «A morte il Papa!». Nel 1939, terminata la guerra, Bruno ritornò a Roma e ottenne un lavoro di controllore nell’azienda tranviaria. Aderì al partito d’azione e ai battisti, e più tardi entrò a far parte degli “avventisti del settimo giorno”. Tra gli avventisti, Bruno venne fatto direttore della gioventù missionaria avventista di Roma e del Lazio e si distinse per il suo impegno e fervore contro la Chiesa, la Vergine, il Papa.

Nonostante tutti i tentativi fatti da sua moglie per convertirlo (per accontentarla accettò di fare i nove venerdì del Sacro Cuore), per molti anni fece di tutto per allontanare Iolanda dal cattolicesimo, arrivando al punto di incendiare tutte le immagini dei santi e perfino il crocifisso della sua sposa. Infine Iolanda, per amore del marito, fu costretta a ritirarsi dalla Chiesa.

Il 12 aprile 1947 fu protagonista delle apparizioni delle Tre Fontane. Da allora il veggente trascorse tutta la sua vita a difendere l’Eucarestia, l’Immacolata e il Papa. Più tardi fondò un’opera catechistica, la SACRI (Schiere Arditi di Cristo Re Immortale). Tenne innumerevoli conferenze dal Canada sino all’Australia, narrando la storia della sua conversione. Questo suo impegno gli diede modo di incontrare diversi papi: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II.

Bruno Cornacchiola è morto il 22 giugno 2001, Festa del Sacro Cuore di Gesù.

IL LUOGO DELLE APPARIZIONI

Secondo un’antica tradizione che rimanda ai primi secoli del cristianesimo, confermata da documenti storici di grande valore, il martirio dell’apostolo Paolo, avvenuto nel 67 dopo Cristo per ordine dell’imperatore Nerone, sarebbe stato consumato nel luogo allora denominato Aquae Salviae, precisamente dove oggi sorge l’abbazia delle Tre Fontane.

La decapitazione dell’Apostolo, sempre secondo la tradizione, avvenne sotto un pino, presso un cippo marmoreo, che ora si può vedere in un angolo della chiesa stessa. Si dice che la testa dell’Apostolo, mozzata con un deciso colpo di spada, sia rimbalzata per terra tre volte e che a ogni balzo sarebbe scaturita una sorgente di acqua.

Possiamo supporre che la Madonna abbia scelto quella località proprio in riferimento a san Paolo, non solo per la sua conversione ma anche per il suo amore alla Chiesa e alla sua opera di evangelizzazione. Ciò che accadde all’Apostolo sulla via per Damasco ha parecchi punti di contatto con ciò che si verificò in questa apparizione della Vergine a Bruno Cornacchiola. Gesù disse a Saulo: «Io sono colui che tu perseguiti!». Alle Tre Fontane la Madonna dirà al veggente, rivestendolo della sua luce affettuosa: «Tu mi perseguiti, ora basta!». E lo invitò a entrare nella vera Chiesa che la celeste Regina definisce «ovile santo, corte celeste in terra».

LE APPARIZIONI E I MESSAGGI

I figli di Bruno: Isola, Carlo e Gianfranco

È sabato in Albis quel 12 aprile 1947. Verso le 14, papà Bruno parte con i suoi tre bambini: Isola, di undici anni, Carlo di sette e Gianfranco di quattro. Li conduce alla periferia di Roma, sulla Laurentina, non lontano dal convento dei trappisti delle Tre Fontane.

Mentre i tre bambini giocano, Bruno prepara un testo col quale intende dimostrare che Maria non è Vergine, che l’Immacolata Concezione è una fantasia al pari dell’Assunzione in Cielo. Mentre Cornacchiola consulta la Bibbia per trovare i passi adatti a sostenere le sue affermazioni, i bambini lo interrompono dicendogli di aver perso la palla.

Lasciamo ora alle parole di Bruno la descrizione particolareggiata dei fatti: “Raccomando a Gianfranco, il più piccolo, di non muoversi e gli do per passatempo un giornaletto. Poi con gli altri mi metto a frugare ogni cespuglio. Per assicurarmi che il più piccino non si allontani rischiando di cadere in qualche buca, lo chiamo di quando in quando. Ma, a un certo punto, non mi risponde più. Allora mi precipito a vedere. E scopro il bambino a sinistra dell’ingresso di una grotta, in ginocchio e con le mani giunte. Parlava con qualcuno che non vedevo, ma che pareva stare davanti a lui: «Bella signora, bella signora!». Chiamo mia figlia Isola, che aveva un mazzetto di fiori in mano, e Carlo. Ci avviciniamo tutti e tre a Gianfranco. «Vedete qualcosa?», faccio io. «Niente», rispondono i ragazzi. Ma ecco che Isola piega le ginocchia, congiunge le mani ed esclama, rivolta verso un punto della grotta: «Bella signora!». Penso a uno scherzo dei ragazzi, penso anche che la grotta sia stregata. Dico allora a Carlo che mi sta vicino: «E tu non ti inginocchi?». «Ma va’!», mi fa lui. Però non finisce la frase e cade a terra in ginocchio con le mani in preghiera, guarda là dove sono rivolti gli sguardi dei fratelli. Mi impaurisco, cerco di scuotere gli inginocchiati, ma sembrano di pietra. Li guardo meglio: sono diventati bianchissimi, quasi trasparenti. Le loro pupille sono dilatate. «Signore, salvaci tu!», mi viene spontaneo di mormorare.

Ho appena finito l’invocazione che mi sembra di sentire due mani che da dietro mi spingono e quindi mi tolgono un velario dagli occhi. In quell’istante la grotta scompare dinanzi a me, mi sento leggero leggero, quasi sciolto dalla carne e avvolto da una luce eterna, in mezzo alla quale vedo la figura di una donna paradisiaca, che descrivere non mi è possibile. Posso dire solo che il viso, di tipo orientale e di colorito olivastro, era bello, di una bellezza dignitosa. La donna aveva i capelli neri riuniti sul capo, visibili quanto poteva permetterlo il manto che dalla testa le scendeva fino ai piedi. Il manto era del colore dell’erba dei prati a primavera. La veste invece era candida, stretta in vita da una fascia rosea le cui bande giungevano fino alle ginocchia. I piedi nudi poggiavano sopra un blocco di tufo. Sarà stata alta circa un metro e 65 centimetri. La «bella signora» aveva un libricino grigio nella mano destra […].

Poi la «bella signora» parlò con voce dolcissima e disse: «Sono colei che sono nella Trinità divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti, ora basta! Rientra nell’Ovile Santo, Corte Celeste in terra. Il giuramento di Dio è e rimane immutabile: i nove venerdì del Sacro Cuore che tu facesti, amorevolmente spinto dalla tua fedele sposa, prima di entrare nella via della menzogna, ti hanno salvato!»”.

Bruno è pervaso da un’intensissima felicità, mentre la grotta – abitualmente molto maleodorante – si riempie di un dolcissimo profumo.

Poi la Madonna muove il braccio sinistro e punta l’indice verso il basso, indicando qualcosa ai suoi piedi. Bruno segue con l’occhio il gesto e vede per terra un drappo nero, una veste talare da prete e sopra di essa una croce spezzata in più punti. «Questo è il segno che la Chiesa soffrirà, sarà perseguitata, spezzata; questo è il segno che i miei figli si spoglieranno… Tu, sii forte nella fede!…». La celeste visione non nasconde al veggente che lo attendono giorni di persecuzione e di prove dolorose, ma che Lei lo avrebbe difeso con la sua materna protezione. Poi Bruno viene invitato a pregare molto e a far pregare: «Si preghi assai e si reciti il Rosario quotidiano per la conversione dei peccatori, degli increduli e per l’unità dei cristiani…». E gli rivela il valore delle Ave Maria ripetute nel Rosario: «Le Ave Maria del Rosario che voi dite con fede e con amore sono tante frecce d’oro che raggiungono il Cuore di Gesù…».

Gli fa una bellissima promessa: «Con questa terra di peccato opererò potenti miracoli per la conversione degli increduli…», «Io convertirò i più ostinati con prodigi che opererò con questa terra di peccato…». La Madonna inoltre rivela a Bruno: «Il mio corpo non marcì, né poteva marcire. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso…». Con queste parole Maria si presentava anche come Assunta in Cielo in anima e corpo. Mentre a Lourdes (1858) l’apparizione della Madonna confermò il dogma dell’Immacolata Concezione promulgato l’8 dicembre 1854 da Pio IX, alla Grotta delle Tre Fontane, nel 1947, la Madonna anticipa il Dogma dell’Assunzione in Cielo di Maria promulgato da Pio XII il 1° novembre 1950. La Madonna, alla Grotta delle Tre Fontane, raccomandò con chiarezza e precisione di vivere la Divina Dottrina, di vivere il cristianesimo, cioè di vivere la religione.

Ma occorreva dare al veggente la certezza che quella esperienza che stava vivendo, e che tanto avrebbe inciso nella sua vita, non era una allucinazione o un inganno di Satana. Per questo gli dice: «Desidero darti una sicura prova della divina realtà che stai vivendo perché tu possa escludere ogni altra motivazione del tuo incontro, compresa quella del nemico infernale, come molti ti vorranno far credere. E questo è il segno: dovrai andare per le chiese e per le vie. Per le chiese, al primo sacerdote che incontrerai e per le strade, a ogni sacerdote che incontrerai, tu dirai: “Padre, devo parlarle!”. Se costui ti risponderà: “Ave Maria, figliolo, cosa vuoi”, pregalo di fermarsi, perché è quello da me scelto. A lui manifesterai ciò che il cuore ti dirà e ubbidiscilo; ti indicherà infatti un altro sacerdote con queste parole: “Quello fa per il caso tuo”».

La statua che raffigura la Vergine della Rivelazione

Continuando, la Madonna lo esorta a essere «prudente, ché la scienza rinnegherà Dio», quindi gli detta un messaggio segreto da consegnare personalmente alla «Santità del Padre, supremo pastore della cristianità», accompagnato però da un altro sacerdote che gli dirà: «Bruno, io mi sento legato a te». «Poi la Madonna», riferisce il veggente, «mi parla di ciò che sta avvenendo nel mondo, di quello che succederà nell’avvenire, come va la Chiesa, come va la fede e che gli uomini non crederanno più… Tante cose che si stanno avverando adesso… Ma molte cose si dovranno avverare…». E la celeste Signora lo conforta: «Alcuni a cui tu narrerai questa visione non ti crederanno, ma non lasciarti deprimere». Al termine dell’incontro, la Madonna fa un inchino e dice a Bruno: «Sono colei che sono nella Trinità divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Ecco, prima di andare via io ti dico queste parole: la Rivelazione è la Parola di Dio, questa Rivelazione parla di me. Ecco perché ho dato questo titolo: Vergine della Rivelazione». Poi fa alcuni passi, si gira ed entra dentro la parete della grotta. Termina allora quella grande luce e si vede la Vergine che si allontana lentamente. La direzione presa, andando via, è verso la basilica di San Pietro.

Ripresisi dall’avvenimento mistico, il padre con i suoi tre figli prendono in silenzio la via del ritorno. Prima di rientrare a casa fanno una sosta nella chiesa di Tre Fontane dove Bruno impara da Isola, sua figlia, l’Ave Maria che non ricordava più. Quando inizia a recitare la preghiera si sente muovere da una commozione e da un pentimento profondo; piange e prega per molto tempo. All’uscita dalla chiesa, compra del cioccolato per i suoi figli e dice loro calorosamente di non raccontare a nessuno quella storia. I ragazzi però, giunti a casa, non possono trattenersi dal narrare alla madre la vicenda. La moglie di Bruno riconosce subito il cambiamento del marito e sente il meraviglioso odore che emanava dal marito e dai bambini. Iolanda perdona Bruno per tutto quello che le aveva fatto subire negli anni precedenti.

Nei giorni successivi Cornacchiola va alla ricerca di un sacerdote e ne interpella parecchi; nessuno però gli risponde con le parole indicate dalla Vergine. Finalmente, su consiglio di sua moglie, decide di rivolgersi al parroco; siccome però questi lo conosce come un acerrimo nemico della Chiesa, non osa andare subito da lui, ma interpella prima un altro prete che officia nella stessa chiesa: questi gli risponde esattamente con le parole che Bruno attendeva e lo indirizza al parroco stesso come alla persona più adatta. Bruno e sua moglie si confessano e si comunicano e rientrano a far parte della comunità parrocchiale, dalla quale da tempo erano usciti.

Seguono altre apparizioni. Il 6 maggio, Cornacchiola torna alla grotta per ringraziare la Madonna di quanto gli è stato concesso, e di nuovo la Madre di Dio gli appare, sorridente e materna: non parla, ma gli fa capire quanto sia grande la sua gioia per la sua conversione.

Uno dei sacerdoti della chiesa di Ognissanti, don Mario Sfoggia, manifesta a Bruno il desiderio di visitare anche lui la grotta. Il 23 maggio si recano assieme alla grotta; i due si inginocchiano vicino al sasso dove la Madonna aveva appoggiato i piedi e cominciano la recita del Rosario. Bruno risponde regolarmente alle preghiere, ma poi improvvisamente smette di parlare. Allora don Mario vuole vedere meglio cosa accade ma mentre sta per farlo, viene investito come da una scarica elettrica che lo blocca, rendendolo incapace di ogni minimo movimento. Sente Bruno che mormora: «Quant’è bella!… Quant’è bella!… Ma è grigio, non è nero…». «Don Mario, è rivenuta!» gli dice Bruno. Gli racconta che durante la visione la Madonna aveva posto le sue mani sul capo a tutti e due e poi se n’era andata, lasciando un profumo intenso. Il sacerdote abbraccia Bruno e gli dice: «Bruno, mi sento legato a te!». A queste parole il veggente ha come un sussulto e pieno di gioia riabbraccia don Mario. Quelle parole pronunciate dal sacerdote erano il segno che la Madonna gli aveva dato per indicargli che sarebbe stato colui che lo avrebbe accompagnato dal Papa per consegnargli il messaggio.

Bruno era solito andare alla Grotta e vi s’intratteneva in preghiera. Sapeva che quello era stato luogo di peccato, ma si augurava che dopo l’apparizione non lo sarebbe stato più. Invece, da certi segni trovati dentro la Grotta, apprese che quello era ancora luogo di peccato. Amareggiato, scrisse sopra un foglio un accorato appello; fu la stessa Madonna a dettarglielo: «Non profanate questa grotta col peccato impuro! Chi fu creatura infelice nel mondo del peccato, rovesci le sue pene ai piedi della Vergine della Rivelazione, confessi i suoi peccati e beva a questa fonte di misericordia. È Maria la dolce Madre di tutti i peccatori. Ecco, che cosa ha fatto per me peccatore: militante nelle file di Satana, nella setta protestante avventista, ero nemico della Chiesa e della Vergine. Qui il 12 aprile 1947 con i miei bambini, è apparsa la Vergine della Rivelazione, dicendomi di rientrare nella Chiesa Cattolica Apostolica Romana, con i segni e le rivelazioni che lei stessa mi ha manifestato. L’infinita misericordia di Dio ha vinto questo nemico, che ora ai suoi piedi implora perdono e pietà. Amate Maria! È la dolce Madre nostra. Amate la Chiesa con i suoi figli! Ella è il manto, che ci copre nell’inferno che si scatena nel mondo. Pregate molto ed allontanate i vizi della carne! Pregate!».

LA POSIZIONE DELLA CHIESA E I SEGNI DI AUTENTICITÀ

Il santuario delle Tre Fontane

La Chiesa, pur non avendo ancora riconosciuto ufficialmente il caso, l’ha sempre manifestamente sostenuto. Soprattutto nei primi tempi non mancarono scetticismi e difficoltà, però la Chiesa non pose mai ostacoli e Bruno Cornacchiola veniva spesso invitato a parlare della sua esperienza in varie città italiane, perfino nelle roccaforti dei suoi ex compagni.

Un aiuto concreto giunse certamente dal suo incontro con il papa Pio XII, il 9 dicembre 1949, in chiusura della celebrazione della cosiddetta «Crociata della bontà» in piazza San Pietro. In quell’occasione Bruno confessò al Santo Padre che, dieci anni prima, al ritorno dalla guerra civile spagnola, era stata sua intenzione ucciderlo.

Col tempo, la competente Autorità Ecclesiastica non solo permise il culto alla Vergine della Rivelazione, ma affidò la cura della Grotta ai Padri Francescani Conventuali. In seguito lo stesso Vicariato di Roma iniziò i lavori di sistemazione generale di quel luogo, che ormai è definito «Il sacro boschetto della Grotta Miracolosa». Con questi lavori il movimento mariano alla Grotta ne ha avvantaggiato assai. Ormai la rustica collina è trasformata in un vero e proprio Santuario. Anche l’Osservatore Romano, organo ufficiale della Santa Sede, elencando in un suo articolo i più celebri Santuari Mariani, non tralasciò di menzionare quello delle Tre Fontane.

Nel luogo delle apparizioni sono state segnalate numerose prodigiose conversioni, con ritorno alla vita sacramentale, e guarigioni, come attestano anche i tanti ex voto che tutti possono vedere alle spalle della grotta.

La terra della Grotta ormai è molto apprezzata e richiesta. Si sono ottenute tante guarigioni, anche miracolose, al contatto con essa. Le richieste di qualche pizzico di questa terra benedetta pervengono da ogni parte del mondo. È stato pubblicato un volume, dal titolo «La Grotta delle Tre Fontane», ove sono esposte le guarigioni più rilevanti all’esame della critica scientifica, con uno studio medico rigoroso dei singoli casi. Ne è autore il Dottore Alberto Alliney (già membro del “Bureau médical des constatations” di Lourdes); la prefazione è del Professore Nicola Pende. All’inizio del volume l’autore dice: “Molti mi chiedono, oralmente o per lettera, se alla Grotta delle Tre Fontane con quella terra avvengono realmente delle guarigioni prodigiose. Dopo quattro anni di serene osservazioni e di rigorosi controlli, posso affermare che sono avvenute molte guarigioni prodigiose, guarigioni che hanno stupito tutti i medici, guarigioni che superano in potenza le conoscenze note alla scienza”.

Il 12 aprile 1980, esattamente trentatré anni dopo la prima apparizione, più di tremila persone che si erano radunate vicino alla grotta furono testimoni di un prodigio solare. Molti hanno attestato di aver assistito al fenomeno soprannaturale, descrivendone minuziosamente i particolari. L’avvenimento era già atteso perché Maria SS. l’aveva annunciato precedentemente al veggente. Il fenomeno si ripeté anche negli anni successivi in coincidenza con gli anniversari delle apparizioni.

LE APPARIZIONI PREANNUNCIATE 10 ANNI PRIMA A UNA MISTICA

Luigina Sinapi

La Madonna nel 1937 aveva informato la serva di Dio Luigina Sinapi delle future apparizioni alle Tre Fontane. La donna entrò all’interno della caverna e vi scorse la Vergine piangente con gli occhi bassi; stupita si guardò intorno e, in un angolo, trovò i resti di un feto, quasi certamente abortito e gettato in quel luogo oscuro, lontano da occhi indiscreti. Luigina, dopo aver dato sepoltura a quelle povere ossa, si accorse che la Madonna la guardava teneramente per il gesto di carità e di amore compiuto; in seguito la Vergine disse: “Io ritornerò in questo luogo per convertire un uomo, che oggi lotta acerbamente contro la Chiesa di Cristo e vuole assassinare il Santo Padre (…). Va’ adesso a San Pietro, là troverai una religiosa che ti farà conoscere suo fratello, che è un cardinale. A lui devi portare il messaggio. Da questo luogo insedierò a Roma il trono della mia glorificazione. Dovrai dire al cardinale che presto sarà il nuovo Papa”.

La Sinapi andò alla ricerca della donna, descritta dalla Vergine anche nell’aspetto fisico, e la trovò a San Pietro, trattandosi della sorella del cardinale Eugenio Pacelli. La mistica parlò con il cardinale, che allora ascoltò con un certo distacco le parole di quella donna semplice, ma animata da una fede profondissima; dieci anni dopo, però, Eugenio Pacelli salì al soglio pontificio con il nome di Pio XII!

Forse anche in ragione della profezia mariana, il nuovo Papa ebbe nei confronti delle apparizioni delle Tre Fontane un atteggiamento di particolare disponibilità, dimostrandosi sempre più convinto della loro autenticità. Ma tra le parole, che la veggente romana aveva udito dalla Madonna, c’era anche l’annuncio della straordinaria conversione di un anticattolico e della sua totale partecipazione all’esperienza mistica proposta da Maria, un fatto che avrebbe consolidato il culto della Vergine delle Tre Fontane.

ISIS E TORRI GEMELLE

“Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Sacerdoti e fedeli saranno messi in una svolta pericolosa nel mondo dei perduti”. Per alcuni si sarebbe trattato solo di una profezia come tante altre, di un monito che la divinità lancia per intimorire gli uomini, per Bruno Cornacchiola, invece, Lei aveva ragione, e oggi quelle profezie sono diventate quotidianità. “Dalla parte d’Oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sante e sacre”. Con queste parole la Vergine Maria si rivolse al tranviere romano per la prima volta nel 1947, nel quartiere popolare delle Tre Fontane, luogo del martirio di san Paolo, preannunciando eventi che hanno segnato la storia dell’Italia e del mondo. Dall’omicidio di Aldo Moro del 1978 all’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001.

Le apparizioni non sono ancora riconosciute ufficialmente dalla Chiesa, anche se Papa Pio XII, che incontrò segretamente e di notte lo stesso Cornacchiola, ha consentito nel luogo delle apparizioni la costruzione di una cappella per il culto e ne ha affidato la custodia ai “Francescani Minori Conventuali” per il servizio religioso.

Nel 1947, mentre l’Italia cercava di rialzarsi dai venti polverosi del secondo conflitto mondiale, il giovane Bruno annotava su un taccuino i messaggi affidatigli dalla Vergine della Rivelazione. Il contenuto inedito e inquietante di queste pagine è stato raccolto dal giornalista Saverio Gaeta nel libro «Il Veggente. Il mistero delle Tre Fontane», per l’editrice Salani.

Lourdes, Fatima, Amsterdam, Rwanda, sono solo alcuni dei luoghi dove la Vergine è apparsa negli ultimi due secoli, ma le parole pronunciate dal 1947 dalla donna con il manto verde e una fascia rosa stretta ai fianchi si intrecciano verosimilmente con eventi che tratteggiano drammaticamente la storia contemporanea. Dalla nuova guerra fredda tra Stati Uniti e Russia ai conflitti civili che distruggono intere regioni del Medio Oriente, dagli attentati di stampo islamico agli scandali che hanno turbato in questi ultimi anni la Chiesa cattolica.

“Non avevo il benché minimo sospetto che mi sarei imbattuto in rivelazioni esplosive e del tutto inedite”, ha testimoniato l’anticlericale poi convertitosi a seguito della apparizioni della Vergine della Rivelazione, come ella stessa ebbe a definirsi nella grotta romana.

Ecco alcuni passaggi del segreto annotato da Cornacchiola e riferito al 12 aprile 1947: “Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sante e sacre, quando gli sarà dato di farlo. Abbiate unito al timore: amore e fede, amore e fede; tutto per far risplendere i santi come astri nel Cielo. Pregate molto e vi saranno alleggeriti la persecuzione e il dolore. Ripeto, siate forti nella Rocca, fate penitenze con puro amore, ubbidienza al vero custode della Corte celeste in Terra – in riferimento al Papa – per trasformarvi la carne del peccato, dal peccato, in santità! Chiamatemi Madre, come fate sempre: lo sono Madre, nel Mistero che sarà rivelato prima della fine”. Si tratta di parole illuminanti sulla storia del nostro tempo, e soprattutto sugli anni difficili che la Chiesa cattolica vive dal 2000, a causa di scandali legati alla pedofilia o al malcostume presente tra i religiosi. “La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i ministri, specie tra gli Ordini della povertà”.  Ancora, il 3 marzo 2000, in pieno Anno Santo, in uno degli ultimi messaggi – Cornacchiola sarebbe morto l’anno successivo – il veggente, scrive: “Oggi ho avuto una visione molto brutta, che mi ha fatto piangere. Ho visto scorrere molto sangue in San Pietro, tutto il fuori con le scalinate e le colonne intorno e le due fontane. Ebbene, ho visto scolare il sangue e si gridava: ‘A morte i responsabili! Ho avuto una brutta sensazione per il Papa e altri”.

Nell’ottobre del 2014, a sessantanove anni dalla prima apparizione alle Tre Fontane, la copertina di Dabiq, il periodico dello Stato Islamico, sconvolse il mondo civile, pubblicando un fotomontaggio nel quale la bandiera dell’Isis sventolava sull’obelisco al centro di Piazza San Pietro: coincidenza?

Alla nostra domanda risponde l’autore del libro che, in conclusione, regala una piccola confidenza al lettore. “Dal terrazzo di casa mia” – egli scrive – si vede il cupolone di San Pietro, a poche centinaia di metri in linea d’aria. E ci sto molto bene, senza alcuna tentazione di trasferirmi in una lontana campagna. Mi è sufficiente tenere a mente, e riproporre anche al lettore, le parole che in più occasioni la Vergine ha ripetuto: ‘Chi prega non ha paura del futuro’”.

Il messaggio completo della Vergine della Rivelazione a Bruno Cornacchiola

Il messaggio contenuto in questa pagina è una versione ridotta dell’originale. La versione completa del segreto affidato a Bruno Cornacchiola è depositato nell’Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano. Esiste una copia di questo messaggio, copia che è stata ritrovata negli appunti di Bruno insieme ad altri messaggi sempre della Vergine della Rivelazione. Questi scritti sono stati pubblicati in un bellissimo libro, curato dal giornalista Saverio Gaeta e pubblicato dalla Salani editrice. Vi invito ad acquistarlo. Per altre informazioni su questo libro, cliccate sul link qui sotto.

… E in mezzo a questa luce soprannaturale, vedo un masso di tufo. Sollevata in aria, sopra quel masso, vedo con stupore ed emozione che appena si possono sopportare, una figura di Donna di Paradiso.
E’ in piedi.
Il mio primo istinto è di parlare, gridare, ma la voce mi muore in gola. Sul masso di tufo, non al centro della Grotta ma alla sinistra di chi guarda, proprio dove stanno inginocchiati i bambini, c’è veramente la Bella Signora, quella che invocano continuamente.

Impossibile descriverne la bellezza e lo splendore.

A chi mi chiede: “Come era bella la Madonna?”, spesso rispondo:
“Pensa alla cosa più bella che tu possa immaginare. L’hai pensata? Bene. La Vergine, preferisco chiamarLa così e non Madonna, è molto, molto più bella. Pensa ad una Donna giovane e bellissima ricolma di grazie donatele direttamente dalla Santissima Trinità, di virtù vissute nell’obbedienza d’Amore, di quei doni che può avere soltanto la gran Madre di Dio, di quella dignità celeste che soltanto la Regina del Cielo e della terra può avere… Eppure è ancora poco, perché il nostro sentire è umanamente limitato”.

Descrivo la Vergine cara, scarsamente, come posso. Dico soltanto che sembra il tipo di Donna orientale con carnagione olivastra, scura. Poggiato sulla testa ha un manto verde; verde come il colore dell’erba dei prati a primavera. Il manto le scende lungo i fianchi fino ai piedi nudi. Da sotto il manto verde si intravedono i capelli neri con la discriminatura al centro, come un’indiana.
Ha un vestito bianchissimo e lungo, con maniche larghe, chiuso al collo. I fianchi sono cinti da una fascia rosa, con due lembi che Le scendono a destra, all’altezza del ginocchio.
Ha l’apparente età di una giovane di sedici – diciotto anni. Dopo considererò l’altezza di un metro e sessantacinque. Eccola, veramente, la Bella Signora, davanti a me povera creatura!

Questi occhi di peccatore che hanno visto tanto male La vedono, queste orecchie che hanno ascoltato tante eresie La sentono! La Vergine è veramente bella, di una bellezza che noi non possiamo neanche immaginare! Di una bellezza celestiale, di una bellezza spirituale, di una bellezza fisica. Certo noi non potremo mai immaginare quanto è bella la Madre di Dio e Madre nostra, ma se l’amiamo, la vedremo con gli occhi del cuore.
Ha un libretto color cenere sul petto che tiene nella mano destra, che è la Bibbia cioè la Rivelazione Divina e, con l’indice della mano sinistra, mi indica un drappo nero con vicino un Crocifisso di legno spezzato in più parti, quello che io, tornato dalla Spagna avevo rotto sulle ginocchia e gettato nel secchio dell’immondizia. Il drappo nero è una veste talare sacerdotale.
Ora poggia la mano sinistra sulla destra che tiene il libretto sul petto. C’è in Lei una dolcezza materna, una dolce mestizia. Incomincia a parlare con voce calma, uguale, senza interruzione, che penetra profondamente nello spirito.

Si presenta. Sento la Sua voce, meravigliosa e melodiosa che dice:

“Sono Colei che sono nella Trinità divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti; ora basta! Torna nell’Ovile Santo, Corte Celeste in terra. Ubbidisci alla Chiesa, ubbidisci all’Autorità. Ubbidisci, e lascia subito questa via che tu hai intrapreso e cammina nella Chiesa che è la Verità e allora troverai pace e salvezza. Fuori della Chiesa, fondata da mio Figlio, c’è buio, c’è perdizione. Tornate, tornate alla fonte pura dell’Evangelo, che è la vera via della Fede e della santificazione, che è la via della conversione(…).
La Vergine prosegue: “Il giuramento di un Dio è e rimane eterno e immutabile. I nove venerdì del Sacro Cuore, che la tua fedele sposa ti fece fare prima di entrare nella via della menzogna, ti hanno salvato(…)”

La Vergine cara si degnò anche di rivelare a me, indegno peccatore, la Sua vita dal principio della Sua creazione in Dio fino al termine della Sua vita terrena con la gloriosa Assunzione corporea:
“Il mio Corpo non marci, né poteva marcire. Mio Figlio e gli Angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso (…). Si preghi assai e si reciti il Rosario quotidiano per la conversione dei peccatori, degli increduli e per l’unita dei Cristiani. Recitate il Rosario! Perché le Ave Maria che voi dite con Fede e Amore sono tante frecce d’oro che raggiungono il Cuore di Gesù. Pregate perché sia fatta l’unita di tutti i cristiani nella Chiesa fondata da mio Figlio, e si formi un solo Ovile e un solo Pastore, con la Santità del Padre (così la Vergine chiama il Papa).Io sono la calamìta della Trinità Divina, che attira le anime alla salvezza. Il male organizzato aumenterà nel mondo e negli eremi e nei conventi entrerà il carname del mondo. Siate fedeli ai Tre Punti Bianchi e troverete la salvezza nell’umiltà, nella pazienza, nella verità: l’Eucaristia, l’immacolata, cioè nei dogmi che la chiesa ha stabilito nei miei riguardi, e la Santità del Padre, Pietro, il Papa. la Chiesa sarà lasciata vedova per le persecuzioni. Ecco!

La Vergine cara continua a parlare: “Molti dei miei figli Sacerdoti si spoglieranno nello spirito, internamente, e nel corpo, esternamente, cioè gettando i segni esterni sacerdotali. Le eresie aumenteranno. Gli errori entreranno nel cuore dei figli della Chiesa. Vi saranno confusioni spirituali, vi saranno confusioni dottrinali, vi saranno scandali, vi saranno lotte nella stessa Chiesa, interne ed esterne. Pregate e fate penitenza. Amatevi e perdonatevi. Questa è l’azione vera, lucente, piena di Carità. E’ la più bella penitenza. La più efficace penitenza è l’Amore“.

La Vergine mi dice ancora che ci saranno contestazioni, violenze, che le mode prenderanno lo spirito dell’umanità, che l’impurità aumenterà nelle sue varie forme, che l’indifferenza nelle cose sante “prenderà piede e avanzerà nella Chiesa di mio Figlio.

Prosegue: “Chiamatemi Madre. Si chiamatemi Madre perché io sono Madre. Io sono vostra Madre e Madre del puro Clero, Madre del santo Clero, Madre del fedele Clero, Madre del vivente Clero, Madre dell’unito Clero“.

Si, fratelli, cerchiamo di fare entrare nel Cuore di Gesù quelle frecce d’oro per mezzo di Maria. Preghiamo, recitiamo ogni giorno il S. Rosario. Quando l’umanità nega l’Autorità, quando nega la Verità, la Gerarchia, quando nega l’infallibilità, la Fede, dove possiamo trovare la salvezza? La Vergine della Rivelazione continua a ripeterci che abbiamo la salvezza: la Chiesa, che abbiamo l’Autorità che ci guida alla salvezza: la Chiesa, che abbiamo la Fede: la Chiesa!

“Chi è dentro, per grazia, non esca dice chi è fuori; per grazia, entri!”

Poi per darmi la certezza che la Visione è una realtà divina mi dà un segno. Inoltre mi invita ad essere prudente e paziente: “Quando narrerai agli altri quello che hai veduto, non ti presteranno fede alcuna, ma tu non lasciarti deprimere ne deviare (…). La scienza rinnegherà Dio e ne declinerà gli inviti“.

La Madre di Misericordia prosegue:“Prometto un favore grande, speciale: Io convertirò i più ostinati con miracoli che opererò con questa terra di peccato (la terra del luogo dell’Apparizione,). Venite con Fede e sarete guariti nel corpo e nell’anima spirituale (Poca terra e molta Fede). Non peccate! Non andate a letto con il peccato mortale perché le disgrazie aumenteranno “.

Cosa ci ha detto la nostra cara Madre? Ci ha voluto avvertire che si può morire in qualunque momento, con qualunque mezzo, specialmente in questi tempi: con le disgrazie, le calamità naturali, le malattie, i vizi, le violenze, le rivoluzioni, le guerre che sono in aumento in tutto il mondo.
Ci ha detto di fare penitenza e di pregare per far capire al mondo che il Sacerdote nella Chiesa è la salvezza dell’umanità.
Collaboriamo onestamente col Sacerdote, senza essergli d’impedimento nel suo dovere. La sua opera è opera di Dio. E’ Cristo stesso. Imitiamolo in tutto ed egli sarà per noi un tutto divino.
Camminiamo nella Via della Verità, portiamo al mondo intero la Verità, che dobbiamo conoscere, amare, obbedire e difendere.
Ascoltiamo il Sacerdote che vive nell’Autorità del Vescovo, ascoltiamo il Vescovo che vive ed è unito alla Santità del Padre, ascoltiamo il Papa vivente nella Chiesa, che è nell’Autorità e nella Fede di N. S. Gesù Cristo, come vero suo Vicario e successore di Pietro che continuamente ed infallibilmente ci indica la Via della Verità per ottenere la Vita.

Questo è un saggio del Messaggio del 12 aprile. Queste le cose che servono a me e a voi. Questo è quello che dobbiamo comprendere, praticare e fare vivere con l’esempio e la parola.
La Vergine cara mi dettò anche un Messaggio segreto che, per Sua volontà, dovevo consegnare personalmente alla “Santità del Padre”, accompagnato da “un altro Sacerdote (distinto dai precedenti) che tu conoscerai e sentirai legato a te. Ti indicherà chi ti accompagnerà”. Questo Messaggio rimarrà segreto finché Dio vorrà.
Non cerchiamo di conoscere le cose nascoste che la Vergine ha detto e che non sono per tutti. Cerchiamo invece di vivere le cose che Lei nascostamente ha vissuto, le virtù che sono per tutti.
La Vergine parla per circa un’ora e venti minuti. Quindi tace, e sempre con le mani sul petto, sorridendo, fa alcuni passi, ci saluta con un cenno del capo, attraversa la Grotta e giunta sulla parete di destra, un po’ verso il fondo, scompare penetrando nel muro di tufo, in direzione di San Pietro.

Non c’è più…! E rimasto il Suo profumo di Paradiso, delicato, fresco, intenso, inconfondibile, che inonda noi e la Grotta.
Io mi ritrovo con le mani nei capelli, come all’inizio dell’Apparizione.
Siamo sbalorditi. Io sono anche turbato, perché avverto che un grande avvenimento sacro è veramente accaduto.
Tutti torniamo adagio alla normalità. Rivedo le piante, il sole, i bambini che si muovono…

INTERESSANTE INTERVISTA A BRUNO CORNACCHIOLA

Veggente delle Tre Fontana

Non nascondo l’emozione e anche l’imbarazzo provato nell’In-contro con Bruno Cornacchiola. L’appuntamento per l’intervista l’avevo fissato con lui stesso. Mi presento puntuale con l’amico fotografo Ullo Drogo, nella dignitosa villetta dov’egli risiede, in una zona tranquilla e periferica di Roma. Egli ci accoglie con molta cordialità; la sua semplicità ci mette subito a nostro agio; ci dà e vuole del tu. E’ un uomo sulla settantina, barba e capelli bian-chi, gesti spontanei, occhi dolci, voce leggermente rauca. Si rivela anche uomo energico e deciso, dai modi spicci. Le sue risposte sono Immediate. Ci impressiona la carica di convinzione con cui parla come pure li suo tenero amore alla Vergine, l’attaccamento alla Chiesa, la devozione al Papa e ai sacerdoti.

Dopo l’intervista ci accompagna in cappella, per una preghiera. Poi ci presenta alcuni membri della comunità da lui fondata e che vive con lui. Sulle apparizioni della Madonna la Chiesa non si è ancora pronunciata,- ma segue con interesse la vicenda e l suoi sviluppi. A prescindere da questo, riteniamo che Bruno Cornac-chiola sia un testimone credibile.

Caro Cornacchiola, tu sei testi-mone di fatti che suscitano ironi-ca curiosità negli scettici e vivo interesse nei credenti. Come ti senti di fronte a questo mistero che ti supera?

Io parlo sempre in modo sem-plice. Il mistero che ho vissuto, l’apparizione della Madonna, lo confronto col mistero che ha il sacerdote. Questi è investito di una potenza divina per la salvezza del prossimo. Lui non si accorge della grande potenza che ha, ma la vive e la distribuisce agli altri. Così è per me davanti a questo grande fatto. Ho la grazia non tan-to di vedere la grandezza dell’ac-caduto, quanto di vivere una vita pienamente cristiana.

Partiamo dagli antefatti. Tu eri miscredente, nemico acerrimo del-la Chiesa e avevi in animo di uc-cidere il papa Pio XII. Come arri-vasti a tanto odio?

All’odio arrivai attraverso l’igno-ranza, cioè la non conoscenza del-le cose di Dio. Da giovane apparte-nevo al Partito d’Azione e a una setta protestante, agli Avventisti. Da questi ricevetti una forma di odio verso la Chiesa e i suoi dogmi. Non ero miscredente, ma soltanto pieno di odio verso la Chiesa. Cre-devo di aver raggiunto la verità, invece combattendo la Chiesa odia-vo la verità. Volevo uccidere il pa-pa per liberare il popolo da una schiavitù e da una ignoranza nella quale, come mi insegnavano, lo te-neva la Chiesa. Quello che inten-devo fare ero sicuro che fosse a beneficio dell’umanità.

Poi un giorno, il 12 aprile 1947, tu fosti protagonista di un evento che fece cambiare rotta alla tua vita. In una zona malfamata e peri-ferica di Roma, tu “vedesti ” la Madonna. Puoi dire in breve come andarono esattamente le cose?

Qui bisogna fare una premessa. Tra gli avventisti ero diventato di-rettore della gioventù missionaria. In questa veste cercavo di educare la gioventù a rifiutare l’Eucaristia, che non è presenza reale di Cri-sto; a rifiutare la Vergine, che non è Immacolata, a rifiutare il Papa che non è infallibile. Dovevo parla-re di questi argomenti a Roma, in piazza della Croce Rossa, il 13 A-prile 1947, che era di domenica. Il giorno prima, sabato, volli por-tare la mia famiglia in campagna. Mia moglie era malata. Portai con me sola i bambini: Isola, 10 anni; Carlo, 7 anni; Gianfranco, 4 anni. Presi anche la Bibbia, un taccuino e una matita, per stendere appunti su quello che dovevo dire il gior-no seguente.

Senza dilungarmi, mentre i bam-bini giocano, perdono e ritrovano la palla. lo gioco con loro, ma la palla si perde di nuovo. Vado a cercare la palla con Carlo. Isola va a raccogliere dei fiori. II bambi-no più piccolo rimane solo, seduto ai piedi di un albero di eucalyptus, di fronte a una grotta naturale. Ad un certo punto chiamo il bambino, ma non mi risponde. Preoccupato mi avvicino a lui e lo vedo inginoc-chiato davanti alla grotta. Lo sento mormorare: ” Bella signora!” io penso ad un gioco. Chiamo Isola e questa arriva con un mazzetto di fiori in mano e si inginocchia pure lei esclamando: “Bella signora!

Poi vedo che anche Carlo s’ingi-nocchia ed esclama: « Bella signo-ra! ». Cerco di farli alzare, ma sem-brano pesanti dei quintali. Mi met-to paura e mi chiedo: ma che cosa succede? Non penso ad una appa-rizione, ma ad un incantesimo. Ad un tratto vedo due mani bian-chissime uscire dalla grotta, mi toccano gli occhi e non ci vedo più. Poi vedo una luce magnifica, splendente, come se il sole fosse entrato dentro la grotta e vedo quella che i miei bambini chiamano la “Bella Signora”. E’ scalza, con un manto verde sulla testa, un ve-stito bianchissimo e una fascia ro-sa con due lembi fino al ginocchio. In mano ha un libro color cenere. Lei mi parla e mi dice: « Io sono quella che sono nella Trinità divina: sono la Vergine della Rivelazione” e aggiunge: “Tu mi perseguiti. Ora basta. Rientra nell’ovile e obbedi-sci ». Poi aggiunse tante altre cose per il Papa, per la Chiesa, per i sa-derdoti, per i religiosi.

Come spieghi il preannuncio di questa apparizione fatto dieci anni prima, dalla Madonna stessa, a Luigina Sinapi e attraverso di lei al futuro papa Pio XII?

Qui io non mi posso pronunciare. Già mi hanno riferito questo fatto. Sarei ben contento che ci fosse stato, ma ogni fatto bisogna che abbia una forte testimonianza. Ora se questa testimonianza c’è la ti-rino fuori, se non c’è,facciano a meno di parlarne.

Torniamo all’apparizione delle Tre Fontane. In quella e nelle succes-sive apparizioni come hai visto la Madonna: triste o felice, preoccu-pata o serena?

Vedi, talvolta la Vergine parla con una tristezza sul volto. E’ triste specialmente quando parla della Chiesa e dei sacerdoti. Questa sua tristezza però è materna. Lei dice: ” Io sono la madre dei puro clero, del santo clero, del fedele clero, dell’unito clero. Desidero che il cle-ro sia veramente come mio Figlio lo vuole ».

Perdonami l’impertinenza, ma pen-so che i nostri lettori abbiano tutti il desiderio di farti questa domanda: ci puoi descrivere, se ti riesce, com’è fisicamente la Madonna?

Posso descriverla come una don-na orientale, snella, bruna, occhi bellissimi ma non neri, carnagione scura, capelli lunghi e neri. Una donna bellissima.

Se le dovessi dare un’età? Una donna dai 18 ai 22 anni. Gio-vane nello spirito e nel fisico. La Vergine l’ho vista così.

 

Il 12 aprile dell’anno scorso an-ch’io ho visto alle Tre Fontane gli strani prodigi del sole, che ruotava su se stesso cambiando colore e che si poteva fissare senza essere disturbati negli occhi. Ero immerso in una folla di circa 10 mila perso-ne. Quale significato aveva questo fenomeno?

Prima di tutto la Vergine quando fa questi prodigi o fenomeni, come dici tu, è per richiamare l’umanità alla conversione. Ma lo fa anche per richiamare l’attenzione dell’au-torità a credere che lei è scesa sulla terra.

Perché, secondo te, la Madonna è apparsa tante volte e in luoghi così diversi nel nostro secolo?

La Vergine è apparsa in luoghi diversi, anche in case private, a persone buone per incoraggiarle, guidarle, illuminarle sulla loro mis-sione. Ma ci sono dei posti un po’ particolari che vengono portati a un risalto mondiale. In questi casi la Vergine appare sempre per ri-chiamare. E’ come un aiuto, un soc-corso, un ausilio che lei dà alla Chiesa, Corpo mistico di suo Figlio. Ella non dice cose nuove, ma è una madre che cerca con tutti i mezzi di richiamare i suoi figli a ritornare sulla via dell’amore, della pace, del perdono, della conver-sione.

Analizziamo un po’ i contenuti dell’apparizione. Qual è stato l’ar-gomento del tuo dialogo con la Ma-donna?

L’argomento è vasto. La prima volta mi ha parlato per un’ora e venti minuti. Le altre volte mi ha comunicato messaggi che poi si sono realizzati.

Quante volte ti è apparsa la Ma-donna?

Sono già 27 volte che la Vergine si degna di farsi vedere da questa povera creatura. Vedi, la Vergine in queste 27 volte non ha parlato sempre; a volte è apparsa solo per consolarmi. Alcune volte s’è pre-sentata con lo stesso vestito, altre volte con un vestito soltanto bian-co. Quando mi ha parlato, l’ha fat-to prima per me, poi per il mondo. Ed io ogni volta che ho ricevuto qualche messaggio l’ho dato alla Chiesa. Non può dirsi cristiano chi non obbedisce al confessore, al direttore spirituale, alla Chiesa; chi non frequenta i sacramenti, chi non ama, crede e vive dell’Eucaristia, della Vergine e del Papa. Quando parla, la Vergine dice quello che è lei, quello che dobbiamo fare noi o una singola persona; ma più an-cora vuole da tutti noi preghiera e penitenza. Ricordo queste sue raccomandazioni: « Le Ave Marìa che dite con fede e amore sono tante frecce d’oro che raggiungono il Cuore di mio Figlio Gesù” e « Frequentate i nove primi venerdì del mese, perché è una promessa del Cuore di mio Figlio

Perché la Madonna s’è presen-tata come la Vergine della Rivela-zione? C’è un preciso riferimento alla Bibbia?

Perché io, come protestante cer-cavo di combatterla con la Bibbia. Invece chi non obbedisce alla Chie-sa, ai dogmi, alla tradizione, non obbedisce alla Bibbia. La Vergine si presentò con la Bibbia in mano, quasi a dirmi: tu puoi scrivere con-tro di me, ma io sono quella che è scritta qui: Immacolata, sempre Vergine. Madre di Dio, Assunta in Cielo. Ricordo che mi disse: “La mia carne non poteva marcire e non marcì. Ed io, presa da mio Figlio e dagli angeli, fui portata in Cielo. E la Trinità Divina mi ha in-coronata Regina“.

 

Tutte parole sue?

Sì. Era un invito alla Bibbia, an-cor prima che venisse il Concilio. La Vergine cercava di dirmi: tu mi combatti con la Rivelazione, invece io sono nella Rivelazione.

Il messaggio delle Tre Fontane è stato reso pubblico completa-mente, oppure ne capiremo l’im-portanza in avvenire?

Vedi, io ho consegnato tutto alla Chiesa, attraverso P. Rotondi e P. Lombardi. Il 9 dicembre 1949 P. Ro-tondi mi portò dal papa Pio XII, il quale mi abbracciò e mi perdonò.

Che ti disse il Papa?

Finita la preghiera alla Vergine, che mi fecero leggere alla Radio Vaticana, il Papa si girò verso di noi tranvieri e chiese: – Qualcuno di voi mi deve parlare? . Risposi: “Io, Santità” Lui avanzò e mi chie-se: “Cosa c’è, figlio mio? ». Ed io gli diedi due oggetti: la Bibbia protestante e il pugnale che avevo comprato in Spagna e che doveva servire per ucciderlo. Chiesi a lui perdono ed egli stringendomi al petto mi confortò con queste parole: ” Il miglior perdono è il penti-mento. Vai tranquillo”

 

Ritorniamo alle Tre Fontane. Qual è il messaggio che la Madonna ti ha affidato?

L’umanità deve ritornare a Cri-sto. Non dobbiamo ricercare l’unio-ne, ma l’unità voluta da Lui. La barca di Pietro, l’ovile di Cristo attendono tutta l’umanità. Aprire il dialogo con tutti, parlare al mondo, camminare per il mondo dando il buon esempio di una vita cristiana.

 

E’ quindi un messaggio di sal-vezza, di ottimismo e di fiducia nel-l’avvenire?

Sì, però ci sono anche delle al-tre cose che io non posso dire e che la Chiesa sa. Io credo che Gio-vanni Paolo II le abbia lette il 23 febbraio 1982, la Vergine apparen-domi, mi parlò anche di lui: di quel-lo che deve fare e di come lo deve fare, e di non avere paura degli at-tentati, perché lei gli sarà vicino.

 

Ne subirà ancora attentati il papa?

Vedi, lo non posso dire niente, pe-rò l’attentato al papa non è solo quello fisico. Quanti figli lo atten-tano spiritualmente! Ascoltano e non fanno quello che dice. Gli bat-tono le manì, ma non gli obbedi-scono.

Giovanni Paolo II ha voluto l’Anno Santo per stimolare l’umanità d’og-gi ad accogliere il dono della sal-vezza. Che ruolo ha, secondo te, Ma-ria SS. in

questo difficile “dialogo” tra Cristo e l’uomo d’oggi?

Prima di tutto bisogna dire che la Vergine è uno strumento, usato dalla misericordia divina per richia-mare l’umanità. E’ una madre che conosce, ama e vive la verità per farla conoscere, amare e vivere da tutti noi. E’ una madre che ci richia-ma tutti a Dio.

Come vedi il rapporto particolare d’amore che c’è tra il Papa e la Madonna?

La Vergine santa mi ha detto che ama in modo speciale Giovanni Paolo II e lui ci da continuamente dimostrazione di amare la Madonna. Però. E questo lo devi scrivere, la Vergine lo attende alle Tre Fontane, perché di li deve consacrare tutto il mondo al Cuore Immacolato di Maria.

Si avvicina quest’anno l’anniversario della prima apparizione il 12 aprile. è indiscreto chiederti se alle Tre Fontane vi sarà qualche “segno” particolare della Madonna?

Io non so nulla finora. La Vergine vuole farlo? A suo piacimento. Quello che Lei chiede è chiunque vada alla Grotta preghi per il prossimo e lui stesso si converta, perché quel luogo diventi un luogo di espiazione, come fosse il purgatorio.

Tu vai in giro per il mondo, e con la tua testimonianza fai un grande bene al popolo. Ma se potessi parlare ai capi di stato, agli uomini di governo, cosa vorresti sussurrare o gridare?

Direi a tutti: perché non ci amiamo veramente, per fare tutti una cosa sola, in un solo Dio, sotto un solo Pastore? Perché non amarci e aiutarci? Se così faremo, saremo nella pace, nella concordia e nell’unità voluta dalla Vergine.

Un messaggio, quindi, che ci stimola al bene e alla pace?

Non mi hanno mai interrogato su questo. Sei tu il primo forse, perché la Vergine Santa ti ispira a farmi questa domanda. Si , quello delle Tre Fontane è un messaggio di pace: perché non ci amiamo in pace? è tanto bello stare tutti uniti. Vogliamo metterci d’accordo ad amarci tutti e formare sulla terra una verità unità di amore, di intenti e di idee? L’ideologia non deve essere egemonia.

Ti ringrazio di cuore e ti faccio un ultima domanda: cosa dici ai lettori di questa rivista mariana, che tu conosci?

Quando noi riceviamo una rivista come questa, che non è arrivista ma è mezzo di diffusione della Parola di Dio e della devozione mariana, io dico: abbonatevi, leggetela e amatela. Questa è la rivista di Maria.

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