Nuove rivelazioni sul segreto di Fatima Walter Sulla

LA VERITA’ DI FATIMA 

Il 13 maggio del 1917 e nei  5 mesi successivi (sempre il giorno 13), la Santissima Vergine Maria apparve a tre pastorelli: Lucia, Giacinta e Francesco, a Cova da Irìa, vicino a Fatima, in Portogallo.

Diede loro tre segreti che avrebbero dovuto essere rivelati nella loro interezza, al più tardi entro l’anno 1960 e fece una richiesta molto particolare: CONSACRARE LA RUSSIA AL SUO CUORE IMMACOLATO…

MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE A LUZ DE MARIA

12 MAGGIO 2010

STO ANCORA ASPETTANDO LA CONSACRAZIONE DELLA RUSSIA AL MIO CUORE, PER EVITARE LA TERZA GUERRA MONDIALE.

 

MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE A LUZ DE MARIA

6 AGOSTO 2012

DOPO QUANTO SUCCEDERA’, IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA’.

Non avendo adempiuto nè rispettato la Mia Richiesta fatta a Fatima, trionferò sul dolore del Mio Popolo Fedele.  Se ciò fosse stato fatto, quanto sta per succedere sarebbe cambiato.

MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE A LUZ DE MARIA

15 AGOSTO 2012

La Terra si sprofonda nel dolore, la Chiesa di Mio Figlio soffrirà. Io continuo ad apparire per il bene dell’umanità e per dare il segno che non desidero figli perduti.

La Mia Parola è una benedizione, è un avvertimento amorevole, poichè siete giunti all’abominazione.

Le Mie Lacrime si spargono a causa della corruzione umana, che è giunta fin dentro la Chiesa che Mio Figlio fondò.

A Fatima, nel terzo segreto, esternai il Mio dolore per la corruzione e la desolazione della Chiesa e non si è fatto conoscere.

 NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO  A LUZ DE MARIA

24 FEBBRAIO 2013

 I momenti che stavate aspettando hanno accelerato il passo e il corso delle profezie e nonostante ciò non consacrano la Russia al Cuore Immacolato di Mia Madre, sapendo, quelli che si sono consacrati al Mio Servizio, della trascendenza che questa consacrazione avrebbe sul cambiamento del destino dell’umanità.

AVETE CONOSCIUTO IL TERZO SEGRETO CHE MIA MADRE RIVELO’ A FATIMA E LO AVETE MESSO DA PARTE, PER NON CREARE CONTROVERSIE CON IL MIO POPOLO, che cammina alla cieca e se si conoscesse quello che Mia Madre annunciò, il cuore dell’uomo rimarrebbe in allerta a quanto arriva dall’alto e procurerebbe la santità dell’istituzione della Mia Chiesa.

 NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO  A LUZ DE MARIA

20 MARZO 2013

IN QUESTO ISTANTE SOLLECITO MIO FIGLIO FRANCESCO, PAPA E VESCOVO DI ROMA A FAR CONOSCERE IL TERZO SEGRETO CHE MIA MADRE DIEDE A FATIMA PER L’UMANITA’.

MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE A LUZ DE MARIA

13 MAGGIO 2013

Il Mio Cuore Sanguina di fronte al silenzio tenuto da coloro che non hanno rivelato la totalità del Mio Appello a Fatima, tramite il quale si sarebbe evitato il dolore per i Miei figli.

AVER SMEMBRATO IL TERZO MESSAGGIIO DI FATIMA, E’ STATO UN GRAVE ERRORE: UNA DISUBBIDIENZA CHE GENERO’ INFALLIBILMENTE L’ATTUALE MOMENTO DESOLANTE DI QUESTA GENERAZIONE.

AFFIDO NELLE MANI DELLA GERARCHIA DELLA CHIESA DI MIO FIGLIO, DELLA QUALE SONO PROTETTRICE E MADRE, QUELLO CHE RIMANE DEL MIO APPELLO ANGOSCIOSO.

 

MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE A LUZ DE MARIA

22 LUGLIO 2013

Non tutti i Miei appelli sono stati ancora rivelati ed Io attendo con pazienza, attendo che tutto il Mio Messaggio, dato a Fatima, sia rivelato.

MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE A LUZ DE MARIA

16 OTTOBRE 2013

Figli Miei, vi invito a continuare a consacrarvi al Mio cuore Immacolato, ogni giorno, il momento lo richiede e nella consacrazione personale, non dimenticate di consacrare la Russia, come sollecitai al momento della rivelazione del Mio Terzo Segreto a Fatima.

MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE A LUZ DE MARIA

31 GENNAIO 2014

HANNO MANTENUTO TANTA INDIFFERENZA VERSO “TUTTO” QUELLO CHE STA SUCCEDENDO E QUESTO “TUTTO” E’: L’INDIFFERENZA VERSO I SEGNI DIVINI GIA’ ANNUNCIATI E PROFETIZZATI ATTRAVERSO TUTTE LE GENERAZIONI; MA NON SOLO L’UOMO LAICO DISOBBEDISCE, ALLO STESSO MODO DISUBBIDIRONO COLORO CHE EBBERO TRA LE LORO MANI IL DOVERE DI FAR CONOSCERE IL MIO TERZO SEGRETO DI FATIMA… E QUESTA DISOBBEDIENZA CONTINUA…

MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE A LUZ DE MARIA

5 MARZO 2014

Miei Amati, questa generazione ha commesso un grave errore e una grande offesa nei Miei confronti.  Questa Grave offesa è ignorare la Mia Petizione fatta a Fatima: Consacrare la Russia al Mio Cuore Immacolato.

VOI, FIGLI MIEI, PER LA MAGGIOR PARTE IGNORATE LA DEVASTAZIONE, NON SOLO DELLO SPIRITO,  MA DI TUTTA LA CREAZIONE CON LA QUALE IL COMUNISMO SCHIACCERA’ QUESTA GENERAZIONE.

Gli interessi economici piegano i popoli che si trovano in mano a governanti che si sono consegnati totalmente a un’economia che domina e che non rispetta nemmeno le credenze religiose.

Vi ho invitato così tanto a stare attenti! e voi, figli Miei, avete consegnato per volontà umana, la struttura e il destino dei vostri paesi, in mano a creature compromesse con le grandi potenze comuniste.

L’umanità vedrà con orrore e spavento la crudeltà di coloro che, senza compassione, vi flagelleranno totalmente.

Ho chiamato tanto la Chiesa di Mio Figlio … e ho tanto supplicato per lunghi, lunghi anni, attraverso i Miei strumenti, perchè la Gerarchia della Chiesa di Mio Figlio consacrasse il mondo intero al Mio Cuore Immacolato e in modo particolare la Russia…!

Questa grave offesa si  solleverà in questo momento su tutta l’umanità, poichè non hanno rivelato ai Miei figli la totalità del Mio Appello, del Mio Messaggio di Fatima.

MESSAGGIO DELLA BEATA VERGINE MARIA
21.09.2014

LE MIE PAROLE DATE IN DIFFERENTI EPOCHE E IN DIFFERENTI PAESI, SONO TUTTORA ATTUALI, CHIEDENO SPECIALMENTE CHE LA GRANDE NAZIONE DELLA RUSSIA SIA CONSACRATA AL MIO CUORE IMMACOLATO e questo non è ancora stato fatto, così come la Mia Parola data a Fatimanon è stata ancora totalmente rivelata, ma questa generazione non sarà purificata senza che la Mia Parola data a Fatima,sia fatta conoscere a tutto il Popolo di Mio Figlio.

IO UBBIDISCO ALLA VOLONTA’ DEL PADRE
E LA VOLONTA’ DEL PADRE E’ CHE IL SUO POPOLO CONOSCA QUANTO MI E’ STATO ORDINATO DI RIVELARE.

MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
01.11.2014

Figli della Mia Volontà:

Non avete ascoltato il Mio Appello alla conversione e Mia Madre viene presa in giro dai Miei stessi figli, che hanno attirato le calamità sull’umanità come una calamita… Hanno omesso di mettere in pratica la Richiesta fatta da Mia Madre a Fatima: la Russia non è stata Consacrata al Cuore Immacolato di Mia Madre.

MESSAGGIO DELLA BEATA VERGINE MARIA
13.05.2015

A FATIMA  HO MESSO IN GUARDIA SUL COMUNISMO E SUL SUO POTERE DISTRUTTIVO. PRESERO ALLA LEGGERA I MIEI APPELLI PER PAURA DI NOMINARE LA RUSSIA, ED ORA VI TROVATE AD UN PASSO  CHE QUEL POTERE CHE NON VOLLERO METTERE A TACERE QUANDO LO SOLLECITAI, SI SCAGLI CONTRO L’UMANITA’. Il peggiore distruttore dell’umanità non è stato esibito, rimane nascosto, ed è l’energia nucleare.

RIFLESSIONE

Al compimento dei 96 anni da una delle manifestazioni Divine più importanti per aiutare l’umanità a trascendere ed evitare grandi sofferenze, desideriamo fare da eco a quel doloroso appello di una Madre che ci chiama ancora oggi ad essere coscienti della realtà e del pericolo imminente per tutta l’umanità, a causa della prevaricazione dell’uomo.

Certamente, comprendere il messaggio di Fatima nella sua essenza, è comprendere la base sulla quale si ergono i grandi mali di questo tempo, che coinvolgono non solo la spiritualità dell’uomo, ma anche lo sviluppo della scienza negativa, che risulterebbe in fatidiche conseguenze che si abbatterebbero su tutto il genere umano.

Gli studi antropologici, storici e scientifici, sommati a indiscrezioni pubbliche di persone che ebbero accesso al testo originale, hanno stabilito che parte dei segreti celesti, rimangono acora oggi sconosciuti, per decisione della gerarchia della Chiesa Cattolica, e contengono verità che sono drammatiche e compromettenti per il futuro dell’Istituzione e del mondo, facendo conoscere anche una verità di ordine cosmico, che ha portato i responsabili al grave errore di ignorare la richiesta della Santissima Vergine: di rendere pubblico, nella sua totalità, il Suo messaggio e consacrare in modo particolare la Russia, al Suo Cuore Immacolato…. (Vedere Consacrazione della Russia)

Grazie all’attitudine perseverante di investigatori sensibili ed obiettivi, di osservatori attenti e non condizionati e di molte anime nascoste, si è riusciti a comprendere quello che una mano cospiratrice aveva soppresso, intenzionalmente, sulla verità di Fatima.

Sotto la spinta degli avvenimenti, desideriamo motivare il lettore ad approfondire non solo nello spirito, attraverso la preghiera, ma anche attraverso lo studio e l’analisi  obiettiva  degli eventi e degli avvenimenti, per determinare con chiarezza ed imparzialità i pericoli REALI che oggi incombono sull’umanità.

Sebbene il messaggio di Fatima anticipi gravi avvenimenti che daranno luogo a una purificazione universale, non solo per mano dell’uomo, ma anche della natura, è allo stesso tempo un annuncio di speranza per quelli che accolgono nel loro cuore la richiesta della Madonna.

MESSAGGIO DELLA VERGINE SANTISSIMA

ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA

IN OCCASIONE DELLA FESTA DI NOSTRA SIGNORA DI FATIMA

13 MAGGIO 2013

 

Amati figli del Mio Cuore Immacolato:

UNITEVI AL MIO CUORE IN QUESTO GIORNO SPECIALE, INNALZATE LE VOSTRE VOCI E CHIEDETE ALLO SPIRITO SANTO DI ACCOGLIERE QUESTA MIA SUPPLICA, affinché ogni singola consacrazione, da voi rinnovata in questo giorno al Mio Cuore Immacolato, aumenti la vostra consapevolezza e capacità di comprensione e vi aiuti a discernere l’istante che state vivendo e possiate accogliere con pienezza la profondità di questo Mio Appello.

VI ASSICURO CHE SE VI CONSACRERETE A ME CON LA CONSAPEVOLEZZA DI QUANTO PROMETTETE, SARETE CUSTODITI NEL MIO CUORE E NON VI PERDERETE, SE PERSEVERERETE NELLA FEDE. 

IL MIO APPELLO DI FATIMA E’ PER TUTTA L’UMANITA’, per tutti gli uomini, le donne, i giovani e i bambini di questa generazione. Non si rivolge a un settore specifico, ma all’umanità in generale, che dovrebbe risvegliarsi, prendere coscienza e cambiare il corso degli eventi, prima che sia troppo tardi.

 

CON DOLORI SIMILI A QUELLI DEL PARTO, FECI UN APPELLO URGENTE IN CERCA DELLA PACE MONDIALE;  vi chiamai a unificare le forze perchè non vi distruggeste a vicenda, evitando così la Terza Guerra Mondiale che, come potete constatare, con gli armamenti in possesso delle grandi potenze, porterebbe alla distruzione di tre quarti dell’umanità.

Questa non è fantasia, ma la dura realtà.

SONO MADRE RICONOSCIUTA DELLA CHIESA DI MIO FIGLIO, MA MI HANNO TOLTO LA PAROLA.

SONO UNA MADRE SENZA VOCE.

 

Portai il Mio Amore a questa generazione, con un messaggio generale di avvertimento, di cambiamento e di una nuova alba per l’umanità, ma sono stata messa a tacere, il Mio Segreto è stato smembrato e ancora non è stato reso pubblico nella sua interezza.

IL TERZO SEGRETO DI FATIMA, DA ME RIVELATO, NON È SOLO l’ANNUNCIO DEI DOLORI DI PARTO DURANTE I QUALI SI AVRA’ UNA TOTALE PURIFICAZIONE, MA ANCHE UN ANNUNCIO DI SPERANZA PER QUELLI CHE ACCOLGONO LA MIA CHIAMATA E SI DISPONGONO A CAMBIARE LA DIREZIONE DEL LORO CAMMINO, alzando la voce affinché le potenze cessino la creazione di armi letali con le quali, in pochi istanti, porteranno il  più grande dei dolori all’umanità, alla terra e annienteranno la Natura, opera della Mano di Dio.

VI HO MESSO IN GUARDIA SULLA TERZA GUERRA MONDIALE: vi dissi che se l’uomo non fosse cambiato, se non si fosse avvicinato a Mio Figlio, la guerra sarebbe stata una punizione conseguente al peccato con cui l’umanità si è consegnata nelle mani del demonio, il quale vi porterà a commettere i crimini più atroci e l’empietà regnerà ovunque.

LA FAME SI DIFFONDERA’ COME IL VENTO,  GLI INNOCENTI SARANNO SOCCORSI DAI LORO COMPAGNI DI CAMMINO, CHE SONO SEMPRE STATI PRESENTI NEL CORSO DELLA STORIA DELL’UMANITÀ ED ANCORA UNA VOLTA, LORO, CHE VIVONO NELLA VOLONTÀ DIVINA, INTERVERRANNO PER IL BENE DI COLORO CHE SOFFRONO PER LE CONSEGUENZE DELLA SCIENZA SPIETATA DELL’UOMO. 

I MIEI FIGLI FEDELI SARANNO NUOVAMENTE PERSEGUITATI E LE CHIESE SARANNO CHIUSE, LA MASSONERIA DIFFONDERÀ I SUOI ORRORI, INFILTRANDOSI NELLA CASA DI MIO FIGLIO SULLA TERRA, DALLA QUALE  LUI SARA’ SLOGGIATO.

Il sangue dei giusti purificherà il peccato dei malvagi.

LA CONSACRAZIONE DELLA RUSSIA AL MIO CUORE IMMACOLATO NON È AVVENUTA COME AVEVO RICHIESTO: il Vicario di Roma unito ai vescovi di tutto il mondo e a tutti i credenti, alla stessa ora e in unità.

La Russia, da Me amata, diffonderà i suoi errori in tutto il mondo e ci sarà lamento, quando sarà troppo tardi.

I MIEI FIGLI PREDILETTI, SOMMERSI DAI CONTRATTEMPI DELLA SOCIETÀ, SI DEDICHERANNO A RELAZIONARSI CON LE LORO COMUNITA’, SENZA PORTARE AVANTI LA SPIRITUALITA’, MA SOLO LA SOCIALIZZAZIONE.

Le case di formazione dei Miei Prediletti saranno invase dal modernismo, snaturando il vero misticismo e la spiritualità con i quali dovrebbero essere condotte.

IL GRANDE IMPOSTORE S’IMPADRONIRÀ DEL TRONO DI MIO FIGLIO E LA MAGGIORANZA DEGLI UOMINI LO GUARDERA’ COMPIACIUTA.

LA LITURGIA VERRÀ SATURATA DI MODERNISMI, che offenderanno il Cuore tre volte Santo di Mio Figlio… e IO sarò bandita.

L’umanità è in grave pericolo, IL COMUNISMO HA MUTATO IL PROPRIO VOLTO, È SCESO A PATTI CON LE SETTE CHE SI TROVANO ALL’INTERNO DELLA STESSA CHIESA DI MIO FIGLIO, minando il potere dei Miei Vicari, fino  a far fuggire uno di loro, tra i cadaveri dei suoi cardinali e vescovi fedeli e farà patire alla Chiesa la sua più grave apostasia, usurpando il Trono di Pietro sulla Terra.

QUELLI DEI MIEI FIGLI CHE RIMARRANNO SOTTO LA MIA PROTEZIONE, MANTENENDO LA FEDE NELLA PROMESSA DELLA SALVEZZA CHE IO HO DATO A QUELLI CHE VIVONO CON FEDELTA’, SARANNO COLORO CHE PER MEZZO DEL POTERE CHE GIUNGERÀ DALL’ALTO, ACCOMPAGNERANNO MIO FIGLIO NELLA SUA SECONDA VENUTA. SARANNO LORO, IL  RESTO SANTO, CHE RIUNITO SOTTO IL GRANDE PASTORE,  ASSISTERANNO CON GIUBILO E TRA LE ACCLAMAZIONI, AL TRIONFO FINALE DELLA VERA CHIESA.

Io non abbandono i Miei Figli, li metto in guardia. Il Mio Cuore sanguina per il silenzio mantenuto da coloro che non hanno rivelato interamente il Mio Appello di Fatima, grazie al quale si sarebbe potuto evitare il dolore per i Miei Figli.

Amati figli del Mio Cuore Immacolato:

Tornate a questa Madre, Io soffro per voi,  non desidero che vi perdiate, né che soffriate per mano del demonio e dei suoi seguaci. Siete già stati invasi da vari anticristo, non aggrappatevi a ciò che vi condurrà all’inferno.

LO SMEMBRAMENTO DEL TERZO SEGRETO DI FATIMA È STATO IL GRAVE ERRORE: UNA DISOBBEDIENZA, CHE HA GENERATO INFALLIBILMENTE QUEST’ISTANTE DI DESOLAZIONE, PER LA GENERAZIONE ATTUALE.

 

Come Madre, accolgo con amore le dimostrazioni dei Figli che porto nel Mio Cuore, per i quali ho rivelato  e  rivelo questi  Segreti  e per i quali continuai e continuo  a percorrere il mondo, portando da un paese all’altro questo Mio Messaggio,  perché non si perdano.

Miei amati:

AFFIDO QUELLO CHE RIMANE DEL MIO ANGOSCIOSO APPELLO, NELLE MANI DELLA GERARCHIA DELLA CHIESA DI MIO FIGLIO, DELLA QUALE SONO PROTETTRICE E MADRE.

 RIASSUNTO REALIZZATO DA JOHN VENARI SUL LIBRO

“IL QUARTO SEGRETO DI FATIMA” DI ANTONIO SOCCI

Una sintesi minuziosa e dettagliata che mette in discussione quanto rivelato dalla chiesa Cattolica sul Terzo Segreto di Fatima.

Questa sottolineatura in rosso vivo, pubblicata per la prima volta nel libro del Signor Socci, è la prima in cui un alto funzionario vaticano, anche se già si era ritirato dall’incarico, ammise che sì, esiste un, per dirlo con le parole di Socci “Quarto Segreto”, o per meglio dire, una seconda parte del Terzo Segreto (evidentemente una continuazione delle parole della Madonna, interrotte dall’ “Eccetera”), che ancora non è stato rivelato e che “seguì un’altra strada all’interno delle mura del Vaticano”.

il 22 novembre del 2006, il libro di Antonio Socci ” Il Quarto Segreto di Fatima” uscì nelle librerie italiane.   L’autore, dopo molte investigazioni, giunse alla conclusione che il Vaticano non avesse rivelato il Terzo Segreto nella sua totalità.

Difficilmente  si  può esagerare l’importanza di questo libro.  Il Sig. Socci è un famoso scrittore italiano di spicco e intervistatore della televisione, e non è associato a nessun gruppo “tradizionalista”.  In realtà, inizialmente, la sua posizione era fermamente “ufficialista”, quando il Vaticano, il 26 giugno del 2000, affermò di avere pubblicato il Segreto nella sua totalità.

LA SFIDA DI PAOLINI

Socci scrive, nell’introduzione del suo libro, che il dubbio gli nacque a causa di un articolo di un giornalista italiano, Vittorio Messori, a proposito della morte di Suor Lucia: “Il Segreto di Fatima, la cella di Suor Lucia è stata sigillata.”

Quindi, Messori parlava di numerosi scritti e “lettere ai papi”, che Suor Lucia avrebbe lasciato nella sua cella.

Messori alludeva alla rivelazione vaticana del Terzo Segreto del 26 giugno 2000, dicendo: “che invece di risolvere il mistero, ne aveva aperti altri: riferendosi alle sue interpretazioni, ai suoi contenuti e all’integrità del testo rivelato.”

Questo scatenò una valanga di domande nella mente di Socci: “perchè un uomo come Messori, “un gran giornalista, estremamente preciso…” “L’editorialista cattolico più tradotto al mondo”, insinuerebbe un tale sospetto sul Vaticano?

Come potrebbe, una persona come Messori, tanto vicina all’ambiente del Vaticano, essere persuaso che la versione ufficiale del Terzo Segreto non sia convincente?

Ciò era particolarmente incomprensibile perchè cinque anni prima, quando ci fu la pubblicazione della Visione del Segreto, Messori non espresse nessuna riserva su quello che il Vaticano disse.

Ora sembrava avere dei dubbi, ora sembrava avere domande da porre.

Socci rispose prendendo parte  a  una cortese disputa  con Messori, nella quale lui difendeva la posizione del Vaticano. Però poi, dice Socci “fui colpito da un articolo scritto da un giovane autore cattolico, “Solideo Paolini”, che fu pubblicato in una rivista tradizionalista, che partecipò al dibattito tra Socci e Messori.

Paolini, dice Socci, “elencò una quantità di obiezioni contro la versione ufficiale  del Vaticano (che era anche la mia in quel momento)”.

Il Signor Paolini aveva investigato  il  tema di  Fatima profondamente e aveva scritto un libro sul Terzo Segreto: “Fatima: non disprezzate le Profezie”, che fu pubblicato in Italia.

Con sua grande sorpresa, Socci, trovò le argomentazioni di Paolini, degne di considerazione.

Socci esprime il suo punto di vista: fu un errore che la Curia e i media abbiano ignorato la protesta dei cattolici tradizionalisti, che sostenevano che il Terzo Segreto non era stato rivelato nella sua totalità.

“Per esempio, scrive, “nel  libro edito da Padre Paul Kramer (La Battaglia Finale del Diavolo), che riuniva le opere e gli articoli di vari autori, c’è una denuncia che “il Vaticano non ha esaudito la richiesta della Madonna di Fatima” e si afferma che “il prezzo dell’indecisione del Vaticano, potrebbe essere estremamente alto e che sarà pagato da tutta l’umanità.”

In sintesi, Socci riconosceva che c’erano molte domande senza risposte, molti punti enigmatici attorno al Segreto.

LA MANCANZA DI RISPOSTE DEL CARDINAL BERTONE

Il Cardinal Bertone non rispose a una richiesta di intervista da parte di Socci.

Lo sconcerto di Socci si intensificò ancora di più quando cercò risposte tra la gerarchia vaticana, specialmente da parte del Cardinal Bertone, coautore, assieme al Cardinal Ratzinger, del documento del 26 giugno del 2000, sul segreto: “Il Messaggio di Fatima”.

Socci scrive: Avevo indagato presso molti  uomini di autorità  e  di  influenza nella Curia, come il Card. Bertone, attualmente Segretario di Stato del Vaticano, che ebbe una parte importante nella pubblicazione del segreto nel 2000…

Il Cardinale, che in realtà mi aveva favorito con la sua considerazione personale, chiedendomi di tenere conferenze nella sua diocesi di Genova, non ritenne tuttavia necessario rispondere a una richiesta di intervista da parte mia.

Naturalmente questo era un suo diritto, ma ciò non fece che incrementare  in  me l’idea che ci fosse il timore di certe domande imbarazzanti, e principalmente che ci sia qualcosa (di estremamente importante) che necessita di rimanere occulto.”

Chiude l’introduzione dicendo che non si era aspettato di trovarsi davanti a un “enigma tanto colossale” attorno al Terzo Segreto. E sebbene non possa sottoscrivere nessuna delle teorie che formula la letteratura tradizionalista, “in definitiva, dovetti arrivare alla conclusione – dice – che esistono due testi del Segreto, uno dei quali non è stato rivelato al mondo.”

“CREDO CHE SIA QUALCOS’ALTRO”

I lettori ricorderanno che il 13 maggio del 2000, durante la beatificazione papale di Giacinta e Francesco a Fatima, il Card. Angelo Sodano, titolare della Segreteria di Stato, annunciò che il Terzo Segreto sarebbe stato rivelato e anticipò quello che lui diceva essere una parte del contenuto.

Sodano annunciava che il Segreto parlava di “un vescovo vestito di bianco” che mentre cammina tra i cadaveri dei martiri, “cade a terra, apparentemente ucciso, da un attacco con armi da fuoco”.

Il Card. Sodano, indicava così che questa era una predizione del tentativo di assassinio di Giovanni Paolo II, nel 1981.

Nonostante la moltitudine radunata avesse applaudito alla locuzione di Sodano, alcuni si mostrarono  immediatamente  scettici.

Il 13 maggio, l’Associated Press. citò la testimonianza di Julio Estelo, 33 anni, un commerciante portoghese,venditore di auto. “Quello che dicono è già successo in passato. Questa non è una predizione. E’ deludente. Credo ci sia qualcos’altro.”

A dire il vero, molti cattolici dicono “Credo ci sia qualcos’altro”.

Poi, il 26 giugno 2000, quando la Visione del Segreto venne finalmente pubblicata, sapemmo che il Card. Sodano non aveva detto la verità.  Il Segreto non dice che il Papa cade “apparentemente morto”, ma che viene assassinato.

Anche il Washington Post notò la discrepanza, nel suo rapporto del mese di luglio: “Il Terzo Segreto suscita ulteriori questioni: L’interpretazione di Fatima si allontana dalla Visione.”

“Il 13 maggio, il Card. Angelo Sodano, un funzionario di primo piano del  Vaticano, annunciò l’imminente pubblicazione di un testo accuratamente custodito.

Disse che il Terzo Segreto di Fatima, anticipava non la fine del mondo, come alcuni avevano congetturato, ma l’attacco del 13 maggio 1981 al Papa Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro.”

“Sodano affermò che il manoscritto… dice che “un vescovo vestito di bianco”, mentre si apre la strada tra i cadaveri dei martiri, cade a terra, apparentemente morto, sotto una pioggia di proiettili”.

“Ma il testo dato al pubblico lunedì (26 giugno) non lascia dubbi rispetto al destino del vescovo, affermando che “fu ucciso da un gruppo di soldati che sparavano proiettili e gli lanciavano contro frecce.”

Anche tutti quelli che stanno con il pontefice muoiono: vescovi, sacerdoti, monaci, monache e laici.

Giovanni Paolo II sopravvisse agli spari di un solo tiratore, Mehmet Alì Agca e nessuno nella folla risultò ferito nell’attacco.”

Questo giornale laico non potè evitare di guardare con sospetto al Card. Sodano, visto che risultò chiaro che avesse dato una rappresentazione falsata del Terzo Segreto, sul quale ha voluto forzare un’interpretazione che è fallita.

I cattolici attenti, notarono immediatamente il contrasto tra  la rivelazione  vaticana presentata come “Il Terzo Segreto Completo”, e quello che il Card. Ratzinger aveva detto nel 1984.

Nella sua famosa intervista con Vittorio Messori, il Cardinale Ratzinger, disse che il Segreto concerneva “i pericoli che minacciavano la Fede e la vita dei cristiani e perciò il mondo intero, così come l’importanza degli ultimi tempi (novissimi)”.

Il Card. Ratzinger spiegò altresì  che “le cose contenute nel Terzo Segreto, corrispondono a quello che viene annunciato nelle Scritture e che viene confermato in diverse apparizioni mariane…”.

Ma la visione del Papa, che viene ucciso dai soldati non riflette necessariamente i “pericoli che minacciano la Fede” e nemmeno corrisponde necessariamente agli “ultimi tempi”.

Oltretutto, si può cercare invano nelle “altre  apparizioni mariane”, se ci si aspetta di trovare qualsiasi riferimento alla profezia di un papa che venga ucciso da un gruppo di soldati.  Tantomeno lo si trova nelle Sacre Scritture.

La speculazione si sostenta con il fatto che noti specialisti sul tema di Fatima, come P. Alonso e Fratello Michele della Santa Trinità, dedussero, a seguito di ampi studi su quello che era stato detto in precedenza rispetto al Terzo Segreto, che il contenuto della profezia si riferiva a una grande crisi della Fede, nella Chiesa Cattolica.

PARLANO GLI ESPERTI

Rispetto al Terzo Segreto di Fatima, il Card. Oddi sottolinea: “Non ha niente a che vedere con Gorbachov. La Santissima Vergine ci sta mettendo in guardia sull’apostasia nella Chiesa”.

Il defunto Padre Joaquìn Alonso (+1981), che per sedici anni fu l’archivista ufficiale di Fatima e che aveva effettuato molte interviste con Suor Lucia, testimonia quanto segue:

“… Pertanto è assolutamente probabile che il testo faccia riferimenti concreti alla crisi della fede all’interno della Chiesa e alla negligenza  degli  stessi  pastori, (e alle) lotte  interne in seno alla Chiesa e a una grave negligenza pastorale dell’alta gerarchia…

“Nel periodo precedente al grande trionfo del Cuore Immacolato di Maria, devono accadere cose terribili?

Se “in Portogallo si preserverà sempre il dogma della Fede…” si può chiaramente dedurre che in altre parti, nella Chiesa, questi dogmi si offuscheranno oppure si perderanno totalmente…

“Forse il testo non pubblicato parla di circostanze concrete? E’ estremamente probabile che non si parli solo di una crisi della Fede nella Chiesa durante il periodo precedente (alla fine dei tempi) come ad esempio viene detto nel Segreto della Salette, ma si faccia riferimento in modo più concreto alle lotte intestine dei cattolici e alla caduta dei sacerdoti e della religione.

Magari si fa anche riferimento a defezioni dell’alta gerarchia della Chiesa, considerato che questa deduzione non è per niente estranea ad altre comunicazioni che Suor Lucia ha ricevuto su questo tema.”

Mons. Amaral, terzo vescovo di Fatima, disse quanto segue sul  Segreto, in una conferenza a Vienna, Austria, il 10 settembre 1984:

“Il suo contenuto concerne la Fede. Identificare il [Terzo] Segreto con annunci catastrofici o con un olocausto nucleare, significa deformare il senso del  messaggio. La perdita della fede di un continente è peggiore dell’annientamento di una nazione ed è vero che la Fede sta continuamente diminuendo in Europa.”

C’è poi la famosa citazione del Cardinale Luigi Ciappi, teologo personale di quattro papi, incluso papa Giovanni Paolo II:

“Nel Terzo Segreto di Fatima si anticipa, tra le altre cose, che la grande apostasia nella Chiesa, comincerà dalla sua sommità.”

I cattolici hanno buone ragioni di credere che ci sia anche una parte del Segreto – un secondo testo che ancora non è stato rivelato – che ha un “contenuto esplosivo” che fa riferimento a un’apostasia massiccia nella Chiesa.

GUARDO’ LA BUSTA IN CONTROLUCE

Anche i cattolici hanno buone ragioni per sospettare dell’esistenza di un secondo testo, data l’evidenza presentata da Mons. Venancio, a Fatima.

Nel 1957, quando il Santo Uffizio del Cardinale Ottaviani, sollecitò il vescovo di Fatima ad inviare il Segreto al Vaticano, il Vescovo di Fatima, Mons. da Silva, affidò il compito al suo vescovo ausiliare, Mons. Venancio.  A un certo punto, quando Mons. Venancio, si trovò da solo con il segreto, guardò la busta in controluce.

Potè riconoscere all’interno della busta grande del vescovo, un’altra più piccola, di Suor Lucia. E all’interno di questa c’era un foglio di carta comune, con margini sui quattro angoli di circa tre quarti di centimetro.

Fratello Michele segnala che Mons. Venancio ” si prese la briga di annotare la misura di tutto.”

E’ Mons. Venancio che ci rivela che il Segreto Finale stava scritto su un piccolo foglio di carta, dove c’erano circa 25/30 righe di scrittura.

Senza dubbio, il Terzo Segreto del Vaticano, rivelato il 26 giugno, era stato scritto da Suor Lucia su quattro fogli di carta che contenevano 62 righe di testo.  Qui, di nuovo,  abbiamo la prova che ci sono due testi del Segreto.

Questa prova fu confermata, in modo eccezionale, la scorsa estate.

“ANCHE SE SAPESSI DI PIU’ SU QUESTA COSA”

L’Arcivescovo Capovilla, ammise l’esistenza di due testi.

Il Signor Socci, era entrato in contatto con Solideo Paolini, il giovane giornalista che inizialmente discusse con lui sul Terzo Segreto.

Paolini passò generosamente  a Socci tutte le scoperte sul Segreto, provenienti dall’ex segretario di Papa Giovanni XXIII, l’arcivescovo Loris Francesco Capovilla.

Mi atterrò strettamente alla cronologia degli avvenimenti che appaiono nel libro di Socci.

Solideo Paolini fece visita a Capovilla il 5 luglio 2006, nella casa che l’Arcivescovo possiede a Sotto il Monte.  Dopo una conversazione preliminare, Paolini  confidò a Capovilla, la ragione della sua visita: la sua inchiesta giornalistica su Fatima.

“Dato che lei è una fonte di informazione di primo livello – disse Paolini – mi piacerebbe domandarle alcune cose, specialmente sul Terzo Segreto.”

L’Arcivescovo Capovilla all’inizio rispose: “No, veramente, per evitare malintesi e dato che già si è rivelato ufficialmente il segreto, aderisco a quello che si è detto. Anche se io sapessi di più su questo segreto, mi dovrei comunque attenere a quello che è stato detto nei documenti ufficiali.”

L’affascinante ammissione di questo fatto, ci offre un quadro del modo in cui opera il Vaticano.

Il Vaticano aveva presentato “la sua versione ufficiale” sul tema e un funzionario del Vaticano in ritiro, insiste nel dire che bisogna aderire a questa versione “anche se si sapesse di più” sulla questione.

Insinua al Sig. Paolini, quale  sia di solito la politica su un tema del genere e, allo stesso tempo, alza un poco il sipario.  E’ un indizio dell’Arcivescovo che lascia intendere “Sì, io ne so di più su questa cosa”.

L’Arcivescovo  a questo punto della conversazione  sorrise  e  disse: “Per favore mi metta le domande per iscritto e io le risponderò.” Disse che avrebbe cercato nelle sue carte, se ancora ne aveva qualcuna, dato che praticamente aveva donato tutto a un museo.

Poi disse a Paolini: “le invierò qualcosa, magari una frase… Scriva e aspetti.”

Una frase? pensò Paolini.  Che cosa avrebbe potuto voler dire con “le invierò una frase”?

Tre giorni più tardi, Paolini fece pervenire una lista di domande, tramite posta elettronica, all’Arcivescovo Capovilla.

Il 18 luglio, Paolini ricevette un pacchetto dall’Arcivescovo, nel quale si trovavano le risposte e alcune carte dei suoi archivi.

Paolini scrive: “Riferendomi alle mie domande sull’esistenza di un testo non pubblicato del Terzo Segreto, che non sarebbe ancora stato rivelato, la cui esistenza è altamente probabile, data una massiccia quantità di piste,  Mons. Capovilla (che, come si sa, lesse il Terzo Segreto), scrisse letteralmente: “Non so niente”.

Paolini rimase perplesso.  L’Arcivescovo Capovilla lesse il Segreto, conosceva il suo contenuto, si trovava nella posizione di affermare inequivocabilmente che il Terzo Segreto era già stato rivelato nell’anno 2000 e che non rimaneva niente che non fosse stato rivelato.

Ma invece disse: ” Non so niente”.

Questa espressione, secondo Paolini, fu un’ironica allusione a una certa “omertà siciliana”… una specie di legge mafiosa del silenzio.

Questa non fu l’ultima delle sorprese.  Il pacchetto inviato da Capovilla, conteneva alcune carte ufficiali e un foglietto autografato, nel quale si leggeva quanto segue:

“14 luglio 2006

Egregio Solideo Paolini, le mando alcune carte del mio archivio.  Le suggerisco di acquistare il libretto sul Messggio di Fatima, pubblicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, nell’anno 2000.

Con le mie benedizioni,

Loris Capovilla.”

Strano suggerimento! Di sicuro l’Arcivescovo Capovilla non ignorava che il Signor Paolini aveva studiato l’estratto del Terzo Segreto in profondità e di sicuro era già in possesso del documento del 26 giugno. Fu chiaro a Paolini, che questa era un’altra pista fornita dall’Arcivescovo.

Era come se Capovilla gli stesse dicendo: “legga nuovamente il documento del 26 giugno, ma questa volta lo faccia alla luce di quello che le sto inviando.”

E quello che è certo, è che Paolini, trovò nei documenti una bomba a orologeria.

“Confrontando il foglietto pubblicato dal  Vaticano  con i documenti degli archivi inviati dal Segretario di Giovanni XXIII, afferma Paolini, ” appare immediatamente agli occhi dell’investigatore, una contraddizione molto significativa nelle “note riservate”.

Con il sigillo di autenticità ben impresso sulla carta (Il sigillo ufficiale certifica che Papa Paolo VI lesse il segreto la sera del 27 giugno del 1963, mentre il documento del Vaticano afferma che “Paolo VI ne lesse il contenuto il 27 marzo 1965 ed inviò l’incarto agli archivi del Santo Uffizio, dopo aver deciso che non si sarebbe pubblicato il testo).

Abbiamo quindi una discrepanza nelle date.  I documenti ufficiali di Capovilla, dicono che Paolo VI lesse il segreto il 27 giugno 1964, mentre il documento del Vaticano del 26 giugno 2000, afferma che il medesimo papa, lesse il segreto il 27 marzo 1965.

Paolini  telefonò  immediatamente  all’Arcivescovo Capovilla, per chiedere una spiegazione su questa contraddizione nelle date.  Capovilla, all’inizio un poco evasivo, rispose con frasi del tipo “non stiamo parlando delle Sacre Scritture” alle quali Paolini, rispose immediatamente: “Sì, Eccellenza, però i miei riferimenti sono un testo ufficiale scritto (il testo ufficiale del Vaticano) che è chiaro e si basa su un altro documento di archivio!

Mons. Capovilla rispose: “Bene, potrebbe essere che il plico Bertone (documento del 26 giugno), non sia lo stesso del plico Capovilla…”

A questo punto si accese una lampadina nella mente di Paolini e buttò lì una domanda da un miliardo: “Quindi, ambedue le date sono corrette, perchè ci sono due testi del Terzo Segreto?”

Dopo una breve pausa, l’Arcivescovo Capovilla, rispose “E’ proprio così!”

ALTRA DISCREPANZA: “ESPRESSIONI IN DIALETTO PORTOGHESE”

Nello stesso capitolo, Socci mette sul tappeto altri punti che suggeriscono due testi diversi del Segreto. Uno di quelli che colpiscono maggiormente, concerne le cosiddette “espressioni in dialetto portoghese”, che contiene il Segreto.

Socci nota che il Cardinale Ottaviani  aveva detto  che quando Giovanni XXIII  aprì  il plico [contenente il segreto] e lo lesse, capì perfettamente, anche se era scritto in portoghese.  Tuttavia, Fratello Michele  della Santa Trinità, autore di “Tutta la verità su Fatima”, segnala che il papa aveva richiesto l’assistenza di un certo Mons. Tavares, perchè lo aiutasse a comprendere alcune espressioni portoghesi.

Anche l’Arcivescovo Capovilla testimonia che, dato che il testo conteneva espressioni in dialetto portoghese, “si chiamò un sacerdote di nome Mons. Tavares.”

Socci insiste nel dire che questa discrepanza può essere capita solo se si hanno i due testi del Segreto, uno che poteva essere letto da Giovanni XXIII senza l’aiuto di Mons. Tavares e l’altro che avrebbe richiesto il suo aiuto.

Socci provò la sua teoria consultando Maria Grazia Russo, un’esperta di lingua portoghese, che guidò un’analisi molto precisa della visione del Segreto, resa pubblica dal Vaticano nel 2000.

Non solo, concluse la Russo, ci sono molte inesattezze nella traduzione ufficiale del testo portoghese di quattro pagine di Suor Lucia (che risulta curioso in un documento di tale importanza), ma che lei non trovò nessun tipo di “espressione regionale, nè dialettale”.

Questo può solo significare che quello che il Vaticano rivelò é diverso da quello che Giovanni XXIII lesse, nel quale  c’erano “espressioni dialettali”, per cui ebbe bisogno di un assistente portoghese.

COM’E’ POTUTO SUCCEDERE?

Socci esprime un’idea di quello che potrebbe essere successo nel 2000, tra i muri vaticani.

Afferma che Giovanni Paolo II e il Card. Ratzinger avrebbero  voluto  rivelare il Terzo Segreto nella sua totalità, però il Card. Sodano, allora Segretario di Stato, si oppose all’idea.

L’opposizione del Segretario di Stato  sta a significare una pressione formidabile.

Si giunse quindi ad una soluzione di compromesso, che sfortunatamente non svela traccia di virtù eroiche in nessuno degli attori.

La visione del “Vescovo vestito di bianco” che viene riprodotta nelle quattro pagine scritte da Suor Lucia, che sarebbe stata rivelata inizialmente dal Card. Sodano, assieme alla sua assurda interpretazione che il Segreto non sarebbe niente di più che una predizione dell’intenzione di assassinare Papa Giovanni Paolo II nel 1981.

Allo stesso tempo, il 13 maggio  2000, durante la cerimonia di beatificazione di Giacinta e Francesco, Papa Giovanni Paolo II, avrebbe rivelato l’altra parte, quella “terrificante del Terzo Segreto, in modo trasversale, nel suo sermone.

E’ per questo che Giovanni Paolo II parlò nel suo sermone dell’Apocalissi: “Un altro portento apparve nel Cielo, un grande drago” (Ap 12,3).

Queste parole prese dalla prima lettura della messa, fanno pensare a una grande battaglia tra il bene e il male, monstrandoci come, quando l’uomo lascia da parte Dio, non può raggiungere la felicità, ma finisce per distruggere se stesso.

Il messaggio di Fatima è una chiamata alla conversione, un’allerta all’umanità, perchè non intrattenga nessuna relazione con il “dragone”, la cui coda colpì un terzo delle stelle del cielo e le precipitò sulla terra. (Ap 12,4).

I Padri della Chiesa hanno sempre interpretato “le stelle del cielo” come il clero e le stelle colpite dalla coda del dragone, indicano un gran numero dei membri del clero che cadono sotto l’influenza del demonio.

Questo fu il modo in cui Giovanni Paolo II, spiegò che il Terzo segreto predice anche una grande apostasia.

Fu una rivelazione implicita del segreto. Così, il Vaticano e lo stesso Papa, non potrebbero essere accusati di mentire davanti alla domanda diretta: “Il Terzo Segreto, è stato rivelato completamente?”

Risposta: “Sì, è stato completamente rivelato.”

Qualcuno potrebbe pensare che questa sia un’ipotesi  tirata  per i capelli. Si potrebbe obiettare che le persone normali non si comportano in questo modo.

Prima di tutto , abbiamo la testimonianza di Mons. Williamson, della FSSPX (Fraternità Sacerdotale San Pio X) che riporta che un sacerdote austriaco suo amico, gli disse che il Card. Ratzinger gli confidò (al sacerdote austriaco), di avere due pesi sulla coscienza. Uno era la manipolazione del Messaggio di Fatima del 26 giugno  e l’altro il problema con Mons. Lefebvre del 1988.

“Mi sono sbagliato” avrebbe detto riferito a Mons. Lefebvre. “Mi hanno forzato la mano” riferito a Fatima.

L’ipotesi di Socci è coerente con la confessione attribuita al Card. Ratzinger, di essersi “lasciato forzare la mano”.

In secondo luogo, chiunque conosca la “romanità” vaticana, non avrebbe nessuna difficoltà ad accettare la probabilità del processo che dà origine a queste ipotesi.

Il Vaticano è una burocrazia romana che possiede il luogo dai tempi di Carlo Magno.

Può essere estremamente prudente e sottile quando agisce da destra ed evasivo ed astuto quando lo fa da sinistra. E’ esperto nel districarsi nelle situazioni imbarazzanti. Non conferma e non nega.

Risponde alle domande con altre domande. Elude con un fascino che incanta.

Siccome stiamo vivendo nel periodo in cui il “fumo di satana è entrato nella Chiesa”, (Parole di Paolo VI), dobbiamo ammettere con dolore che il Vaticano post-conciliare, ha abbandonato, in molte occasioni, il dettato evangelico: “Che il tuo sì sia sì e il tuo no sia no” (Mt. 5:37).

Questa è una delle ragioni dell’impatto della pubblicazione tradizionalista, sì, sì, no, no, dato che ottenere un SI o un NO diretti dai funzionari vaticani  attuali – scoprire quello che pensano realmente – può rivelarsi un compito impossibile.

DUE ESEMPI POSSONO ILLUMINARE

Papa Giovanni Paolo II, presentò la sua “Domanda di perdono Papale”, il 12 marzo 2000, quale parte dell’anno giubilare del millennio.  Chiese al Card. Ratzinger di preparare una difesa teologica del programma di “Domanda di perdono” col fine di essere pubblicato dalla Dottrina della Fede.

Il Card. Ratzinger, che è certamente un uomo dal pensiero progressista, non approvava tuttavia questa richiesta di perdono.

Così fu, perchè manipolò la commissione: come racconta il vaticanista Sandro Magister, uno dei giornalisti più ratzingheriani di Roma, il cardinale redasse argomentazioni contro il programma di Domanda di perdono, con grande fermezza e precisione. Però costruì le risposte a queste argomentazioni, in modo poco rigoroso e debole.  Fu il suo modo di affermare, indirettamente, che il programma del papa era teologicamente indifendibile. Tuttavia non osò dirlo apertamente. Nessuno, senza una straordinaria chiaroveggenza e capace di leggere la mente del cardinale, potrebbe dire quale sia stata la sua intenzione.

Però, quello che alla fine il cattolico ha recepito è stato “Memoria e Riconciliazione”, uno dei documenti dottrinalmente più insensati e ridicoli prodotti dal Vaticano Post-conciliare, un delirio prodotto in stato di prostrazione. Tuttavia, questo documento venne dall’uomo la cui funzione primordiale era di difendere l’integrità della dottrina.

Nuovamente, nessuno potrebbe accusare il cardinale di possedere virtù eroiche, però questo ci dà un quadro del modo in cui il Vaticano si muove.

In nome dell’ubbidienza o almeno di un certo compromesso con l’ubbidienza, il Card. Ratzinger pubblicò un documento in materia dottrinale, che ha confuso milioni di cattolici.

C’è un altro triste esempio di una meno ammirabile integrità sul Vaticano di oggi, che io ho sperimentato di prima mano.

UBBIDITE!

Anni fa, appartenevo a una comunità di Messa Tridentina, che dopo il 1988, aveva trovato la possibilità di una regolarizzazione.  Nel gennaio del 1994, due di noi, ci mettemmo in viaggio per recarci nell’ufficio dell’Ecclesia Dei, a Roma, per considerare questa possibilità.

Per quanto riguarda la “regolarizzazione”, il viaggio fu una perdita di tempo, però riguardo alle dure lezioni subite  e al “come si fa” del modo di operare del Vaticano, fu un viaggio di valore inestimabile.

A un certo punto della nostra intervista, P. Arthur B. Caulkins dell’ufficio vaticano dell’Ecclesia Dei, ci disse che il nostro dovere:  “era ubbidire!” E se ciò che si comanda è sbagliato, la colpa non è di chi ubbidisce, ma di chi comanda.

  1. CAULKINS PARLAVA SERIAMENTE

Non potevo credere alle mie orecchie.  Questa maniera di ubbidire in modo cieco, proposta dal funzionario vaticano, significa che il clero cattolico, i religiosi – inclusi i funzionari vaticani – ubbidiranno a ordini veramente dannosi per le anime  e per la Fede, mentre dicono a loro stessi che non hanno nessuna responsabilità personale, visto che “Io ubbidisco agli ordini”.

“La responsabilità è del mio superiore, non mia.”

La nuova messa, le chierichette, la comunione ricevuta sulla mano, le giornate della gioventù al ritmo del rock’n’roll, gli incontri pan-religiosi con i pagani, tutti questi affronti alla Fede cattolica si realizzano in nome di un'”obbedienza”, che però non è tale, ma solo codardia e servitù.

Se il Vaticano attualmente opera con questi princìpi come politica abituale, che sottintendono una perversione della pietà filiale che il cattolico deve ai suoi superiori religiosi, allora non bisogna sorprendersi dello scoppio delle anomalie e dei crimini che abbondano nel mondo cattolico.

Questo aiuta anche a comprendere l’ipotesi di Socci, su una “rivelazione di compromesso” sul Terzo Segreto.

REVISIONI PRINCIPALI

Il libro di Socci, contiene molti altri punti, troppo numerosi per elencarli qui.

Parla del fatto che la parte occulta del Segreto, predice una grave crisi di Fede e possibilmente contiene avvertimenti sul Concilio Vaticano II.

Parla anche dell’assurda intervista a porte chiuse tra il Card Bertone e Suor Lucia, del novembre 2001, dopo la quale affermò che la religiosa concordava con tutto quello detto nel documento del 26 giugno, anche se il documento minava il messaggio di Fatima tanto duramente , che perfino i titolari di giornali secolari come il “Los Angeles Times” riflettevano: “I massimi teologi  vaticani, discreditano subdolamente il culto di Fatima.”

Socci dice anche che la parte non pubblicata del testo del Segreto, molto probabilmente contiene avvertimenti su immense catastrofi naturali.

Per quanto riguarda la consacrazione della Russia, Socci conclude che non è stata realizzata.

Questo si comprova osservando semplicemente lo stato di decadenza della Russia.

Non possiamo far altro che applaudire al senso pratico di Socci.

Solo commentatori completamente “irreligiosi” o decerebrati, potrebbero insistere nel dire che la Russia di oggi, afflitta da divorzio, aborto, culti e perversioni sessuali, testimoni il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

C’è molto di più in questo libro di 255 pagine.  Ed è stato pubblicato in italia da una casa editrice di punta, che probabilmente assicura la sua circolazione e genera molta discussione.

Un contatto della CFN (CFN Edizione Libri, Libreria Cattolica), ci dice che il libro ha ricevuto critiche di prim’ordine nei quotidiani italiani più importanti (incluso il Corriere della Sera, la Stampa, Libero e Il Giornale) e sembra stia causando una discreta turbolenza all’interno del Vaticano.

Non possiamo che desiderare che il Libro sia pubblicato in inglese e negli altri idiomi principali, al più presto possibile. (Nota dell’Edit.: la polemica se si fosse rivelato tutto quello che la Vergine disse a Fatima è ancora in piedi, nonostante il fatto che nell’anno 2000, il Vaticano rivelò il Terzo Segreto, che Suor Lucia aveva consegnato perchè fosse aperto nella decade degli anni ’60  e che i successivi papi (dopo Giovanni XXIII), non considerarono opportuno pubblicare.

I “fatimisti” non considerarono che quello che il Card. Bertone lesse nell’anno 2000, fosse effettivamente tutto quello che il Vaticano aveva tra le mani, e si può leggere questa tesi in un post pubblicato nei Forum della Vergine Maria – il 4° segreto di Fatima o la seconda parte del 3° segreto.

In questo articolo, Cesare Urribarri, cerca di uscire dalla diatriba se ci sia un terzo segreto occulto e pone enfasi sulla necessità di rivelare tutto il messaggio che fu artificialmente diviso in tre parti.

La vera storia occulta di Fatima è appassionante.  Oggi sappiamo che la pubblicazione del Terzo Segreto è dovuta alla tenacia dei fatimisti.  Dovette riconoscerlo il Card. Bertone, senza mezzi termini, davanti a quella che da Roma veniva considerata una pressione quasi insopportabile.

Padre Kramer era tenace e la sua crociata, a conti fatti, efficace.

Tuttavia, tale pressione non portò alla pubblicazione del terzo segreto.

Nell’anno 2000 i fatimisti si devono essere sentiti moralmente riconfortati, ma qualcosa di oscuro non permetteva di porre fine al dolore, davanti a una promessa incompiuta dal 1960.

Il terzo segreto presentato dalla Congregazione dell’allora Prefetto Ratzinger, era vincolata a un testo manoscritto da Suor Lucia, che sembrava scontrarsi con tutti i dati anteriori che si avevano su questo segreto.

E non fu una fonte minore, ma lo stesso Cardinale Ottaviani, che aveva fissato la conoscenza che si poteva avere di questo segreto, nella frase : “E’ scritto su un foglio di carta.”

Però, contro il parere dell’emeroteca, la congregazione di Ratzinger presentava un testo di 4 fogli.

Quando il giornalista De Carlis, fece notare a Bertone questa contraddizione, il Segretario di Stato del Vaticano, alzò semplicemente le mani dicendo: “Non so perchè Ottaviani lo abbia detto.”

Strano modo di aggiungere legna al fuoco, invece di spegnerlo;  non era possibile che Ottaviani si fosse sbagliato su una simile questione, tanto era il magnetismo che Fatima aveva suscitato in quegli anni, come non era possibile che Bertone non sapesse perchè il grande Ottaviani “lo abbia detto”.

La questione non lasciava alternative: o Ottaviani si sbagliava, oppure esisteva veramente questo manoscritto.  E Bertone sapeva qualle delle due possibilità fosse quella corretta.

Alla fine della battaglia, come tutte le battaglie delle idee, si ricorse al mondo chiarificatore dell’editoria. Alcuni apportavano dati, un altro si difendeva. E’ superfluo dire chi erano gli uni e chi era l’altro.

Però questa battaglia aveva cambiato scenario: ora il magnetismo che a suo tempo risvegliava tutto quanto si riferiva a Fatima era diminuito, quasi scomparso.  Non per nulla, 100 anni non sono pochi.  E da quel luglio del 1917, in cui il Cielo reinterpretò per l’uomo la sua stessa storia, lasciando una misteriosa visione come culmine di alcuni messaggi sconcertanti, molti erano stati gli eventi nella storia dell’uomo, per poter dire che non era successo niente.

Progressi tecnologici, medici, scientifici; cambiamenti sociali, strutturali, nazionali. E guerre. Predette e avvenute. Senza dimenticare le pressioni sul papato, dall’interno e dall’esterno, fino a giungere all’attentato in Piazza San Pietro. E con tutto questo, quanto rimaneva ancora da sapere!: dalla pista bulgara alla pista turca. Ed Alì Agca, ancora senza capire perchè il papa polacco non fosse morto.

In quegli anni in cui non si conosceva il contenuto del terzo segreto, si era diffusa la strana sensazione che molto di più stava per accadere  e che gran parte di “questo” sarebbe stato predetto dal misterioso segreto.  Ma dopo la pubblicazione ufficiale, la quantità di tempo trascorsa dal 1917, assieme all’interpretazione teologica ufficiale, aveva composto la musica che ci ha fatto dimenticare la lettera.

Lettera talmente evidente, da essere la stessa letterarietà del Terzo Segreto.

E così la trascorsa attrazione per un segreto non ancora rivelato, cedette davanti a un testo ufficiale che apparentemente reinterpretò delle immagini di innegabile peso drammatico, con altre immagini scolpite nell’immaginario contemporaneo, di un papa svanito nella sua jeep in Piazza San Pietro.

“Tutto appartiene al passato” sembrerebbe dire la Santa Sede.

A tale audacia fu risposto rapidamente: “siamo stati privati del Terzo Segreto” disse il settore fatimista e con essi un’infinità di cattolici dell’intellighenzia più stimata, uniti allo sconcerto di tale interpretazione.

E così ebbe inizio la battaglia del numero ordinale “Terzo”. Gli uni perchè si sentivano presi in giro e gli altri perchè si ritenevano astuti, intrecciarono una trama che continuava ad alimentare l’opinione pubblica, ogni volta più annoiata e dimentica del tema di Fatima.

A chi poteva interessare se il Terzo Segreto fosse o meno completo? I fatti posteriori hanno dimostrato che interessa a pochi.

E quella discussione che continuava a spegnere l’attrazione verso Fatima, Bertone l’alimentava con gusto, facendo valere la sua capacità strategica, perchè in fondo, più ne discuteva, più riusciva a far calare l’interesse.

Era un gioco che finì per ridursi all’ombra di se stesso: il terzo segreto era o non era completo?

Ed ogni volta interessava a sempre meno persone.  Bertone era riuscito nel suo obiettivo: allontanare la luce della ribalta, sulle manifeste lacune.  Che lacune?  Una pista verrà fornita dallo stesso Bertone il giorno della pubblicazione ufficiale del Terzo Segreto.

In quella conferenza stampa, posteriore alla rivelazione del Segreto, gli si domanderà se la frase “In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede (…)” corrisponda al terzo segreto.

La sua risposta, sebbene dubitativa nella forma, è inequivocabile: Appartiene al secondo.

Questa risposta potrebbe apparire irrilevante. Ma non è così.

Giovanni Paolo II, si era impegnato a pubblicare il segreto, però era cosciente, come lo erano le sue “teste pensanti” all’interno della Santa Sede, che questa sola frase previa, era di per sè una bomba.

E ancora di più se quella frase veniva conclusa con dei puntini di sospensione.

A Suor Lucia doveva essere stato detto di più di quanto non trasparisse in sostanza.

Perciò quei puntini furono visti da tutti gli studiosi come la chiave del terzo segreto, non solo, ma rappresentavano lo stesso Terzo Segreto.

Il problema si ripresentò quando venne pubblicato il famoso segreto. Quella frase non ha un nesso, principalmente perchè il Terzo Segreto è un’immagine visiva e quella “frase”, sono parole della Madonna. Poi ci potrebbe essere qualcosa di più in questi puntini di sospensione, differente dall’immagine del terzo segreto.

Ma la risposta di Bertone in quella conferenza stampa apre nuove chiavi di lettura: la cosa più logica era supporre che quei puntini di sospensione appartenessero al secondo segreto e fossero qualcosa di distinto dal terzo.

Bertone non si era forse impegnato, nel dire che il Terzo Segreto era stato rivelato completamente?

E la Santa Sede non aveva dato la sua parola che non rimaneva niente da far conoscere del Terzo Segreto?

Già sappiamo perchè lo dicevano e perchè Bertone cercava di mantenere la discussione in questi termini: perchè il terzo segreto era stato rivelato completamente, ma non così il secondo. Riportando il gioco in questi termini, si riuscirebbe ad allontanare la richiesta di una risposta mai data a questi puntini di sospensione e allo stesso  testo rivelato del Terzo Segreto, da parte dell’opinione pubblica.

Usciamo perciò da questa discussione. Torniamo  a quello  che ignoriamo. Cosa manca in quella frase sul Portogallo?

Cosa avrebbe voluto dire Suor Lucia con quei puntini di sospensione?

La domanda non può più essere se il Terzo Segreto sia completo oppure no, ma ora la domanda è un’altra: è completo il segreto integrale di quel 13 luglio, l’unico segreto che i bambini divisero in tre parti?  E’ stato detto tutto? C’è qualcosa di nascosto?

E in tutto questo sconcerta vedere come perfino su quello rivelato siano riusciti a gettare delle ombre nel modo più sibillino, occultando quello che era manifesto: tutta una teologia disprezzata, silenziata, dimenticata.  E con una forte carica profetica.

Quale teologia? La teologia della storia, della battaglia tra il bene e il male, della responsabilità della Chiesa, per la quale, come per il popolo eletto, l’infedeltà al suo mandato era accompagnata da castighi e sofferenze.

E quali profezie?  La profezie di un papa concreto che morirà martire, o saranno vari a morire?

La profezia di un martirio globale delle anime fedeli a Pietro, in un panorama di distruzione e di violenze. Perchè  tutto questo, tale  e quale, lo rivela  il  terzo segreto, in modo chiaro e diretto, senza mezzi termini.

E che qualcosa di questo emerga naturalmente dalla sua lettura, lo comprova la stessa reazione di Papa Giovanni XXIII, quando dopo aver letto il segreto, disse che quello non avrebbe fatto parte del suo pontificato, intuendo che la narrazione grafica eccedeva l’orrore comunista che stava vivendo.

O lo stesso Giovanni Paolo II, quando mesi dopo il suo attentato, avrebbe chiesto a Suor Lucia se mancasse poco al totale compimento  di quello che era stato profetizzato.

Oppure Benedetto XVI quando, nel suo viaggio a Fatima, riscoprì l’urgenza e la serietà di quanto profetizzato, senza dimenticare quando, come Cardinale e prefetto, ricorderà che quanto detto nel Terzo Segreto, potrebbe essere ancora in attesa di verificarsi.

Pertanto le categorie  temporali continuano a sconcertare, E’ chiaro che il cielo parla in termini meta-temporali, di cui parla e di cui rivela il senso, chiarendo tanto il suo perchè, come la sua meta.

Per questo, nonostante il molto tempo trascorso dall’avvertimento di Fatima, se la realtà morale di base non cambia rotta, quanto predetto non cesserà di essere conseguenza prevedibile e verificabile, perchè alla fine, come a Ninive, quello che all’inizio fu evitato per una rettifica dei cuori, lo verificheranno i tempi futuri, quando si arriverà al dunque.

Solo che Ninive ascoltò almeno una volta le parole del profeta, mentre  questi  tempi ne riaffermano, di giorno in giorno, il loro disprezzo.