SUOR BEGHE

2025 MESSAGGIO DI GESU A SUOR BEGHE FUGGITE DALLE NOVITA INTRODOTTE NEL CULTO DIVINO, DIO NON CAMBIA

 

(466) – Messaggio del Cielo a Suor Beghe, Francia. Fai il segno della Croce e leggi tutto senza fretta

ยง1: Ad ogni Santa Messa, Mi offro al Padre Mio Celeste per la vostra salvezza
ยง2: Chiunque voglia essere salvato, deve prima di tutto professare la fede cattolica
ยง3: Ritornate al Culto Divino di sempre
ยง4: Il ยซSimboloยป di Sant’Atanasio
ยง5: San Pio V, Costituzione Apostolica ยซQuo Primumยป

Volto Santo di Nostro Signore Gesรน Cristo

ยง1

(Lettura: 4-5 min)
ยซMiei carissimi, Miei amati, siate benedetti, voi che siete molto vicini al Mio Sacro Cuore.

Vi amo cosรฌ tanto che non smetto mai di rinnovare ogni giorno il Mio Sacrificio della Croce.

Ad ogni Santa Messa, Mi offro al Padre Mio Celeste per la vostra salvezza, in tutta la durezza, la sofferenza e la crudeltร  della Mia Passione e della Mia Croce.

La Santa Messa รจ il rinnovamento incruento del Mio Sacrificio, ma cosa significa?

Significa forse che sull’altare della vostra chiesa tutto รจ incruento, tutto รจ calmo, tutto รจ ripetitivo nella noia per alcuni, nell’impazienza di finire per altri?

Figli Miei, se i vostri occhi potessero vedere l’invisibile, Mi vedreste alla Messa che porto la Mia Croce lungo il lungo cammino del Calvario. Mi vedreste durante tutti gli eventi che Mi hanno condotto dal Giardino degli Ulivi alla Mia Resurrezione, passando attraverso tutte le fasi delle Mie sofferenze e delle Mie umiliazioni:

 

 

La Mia flagellazione. La Mia coronazione di spine.
La Mie cadute. La Mie lacerazioni.
La Mia nuditร . La Mie mani e i Miei piedi trafitti e inchiodati al legno della Croce.
La Mia sospensione con le braccia aperte per attirarvi tutti a Me.
La Mia sete del vostro pentimento. La Mia Morte in piena luciditร .
E poi, ciรฒ che non รจ stato visto, l’attacco alla Mia Anima da parte di tutti i demoni dell’inferno, il loro abbraccio detestabile, la loro furia ferita, maleodorante e angosciante.
Il Mio combattimento spirituale fu vinto e Mi elevai allora lontano dai loro artigli laceranti e dal loro alito fetido e, elevandomi verso la terra per risorgere, passai attraverso gli โ€œinferiโ€, dimora delle anime dopo la morte, alcune piรน tenebrose di altre, e aprii allora il Purgatorio alle anime destinate ad entrare nel Mio Paradiso ma non ancora purificate.
ยง2

Infatti, finchรฉ non Mi ero offerto al Padre Mio per la salvezza delle anime, il mondo invisibile non offriva zone cristiane di soddisfazione dei peccati e il Paradiso era vuoto.

Il Limbo dei Giusti, chiamato anche Limbo dei Patriarchi, era una zona di credenti in Yahweh in attesa della loro liberazione, ma il Signore Gesรน, che vi parla, non aveva ancora rivelato il Mistero della Santissima Trinitร ; e ogni anima che entra nelle sfere cristiane del mondo invisibile – il Purgatorio e il Paradiso – deve aver giurato fedeltร  al Mistero della Santissima Trinitร , Dio unico in Tre Persone, secondo il simbolo di Sant’Atanasio (VI secolo) [1] che inizia cosรฌ:

โ€œChiunque voglia essere salvato, deve prima di tutto professare la fede cattolica, e chi non l’avrร  conservata inviolabilmente e integralmente, senza alcun dubbio, perirร  eternamente.โ€

Meditate, Miei carissimi, Miei amati, Miei dolcissimi figli del Padre Celeste, meditate queste parole cosรฌ chiare, senza ambiguitร , ma anche senza concessioni.

Meditate queste due parole: โ€œinviolabilmenteโ€ e โ€œintegralmenteโ€.

Non sono chiamati, alcuni cattolici, in modo sbagliato โ€œrecalcitrantiโ€ o โ€œintegralistiโ€ da chi apprezza la modernitร  e i cambiamenti nella Chiesa?

Non hanno forse essi piuttosto la volontร  santa e fedele all’insegnamento del Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, di conservare il Suo insegnamento โ€œinviolabilmenteโ€ e โ€œintegralmenteโ€?

ยง3

Ciรฒ che รจ stato insegnato da Gesรน Cristo e, dopo di Lui, dalla Santa Chiesa cattolica per secoli, dovrebbe accompagnare i tempi moderni con le loro esagerazioni, la loro empietร  e le loro derive, o non dovrebbe piuttosto rimanere radicato nella sua โ€œinviolabilitร โ€ e nella sua โ€œintegritร โ€?

Porre la domanda รจ rispondere.

Miei cari figli, fuggite dalle novitร  introdotte nel Culto Divino, l’uomo cambia ma Dio non cambia.

Ritornate al Culto Divino di sempre, cosรฌ come รจ stato concepito e confermato nel corso dei secoli, codificato irrevocabilmente dal Concilio di Trento e dalla Bolla โ€œQuo Primum Temporeโ€ (1570) di Papa San Pio V, affinchรฉ, fedeli al Simbolo di Sant’Atanasio, desideriate essere salvati mantenendo la fede cattolica in modo inviolabile e integrale.

Ma a quelli di voi che, in buona fede ma non informati, pensano che l’autoritร  di papa Paolo VI fosse giustificata nel cambiare il rito della Messa, vi cito un importante passaggio di questa Bolla di san Pio V:

โ€œCon la presente costituzione, che รจ valida per sempre, abbiamo deciso e ordiniamo, sotto pena della nostra maledizione, che nulla sia mai aggiunto, tolto o modificato al Messale che abbiamo appena pubblicato.

E inoltre, con le disposizioni del presente documento e in nome della nostra autoritร  apostolica, concediamo e accordiamo che questo stesso Messale possa essere seguito integralmente nella Messa cantata o letta, in qualsiasi chiesa, senza alcuno scrupolo di coscienza e senza incorrere in alcuna punizione, condanna o censura, e che possa essere validamente utilizzato liberamente e lecitamente, e ciรฒ a perpetuo beneficio […].

Nessun sacerdote o religioso puรฒ essere obbligato a celebrare la Messa in modo diverso da come abbiamo stabilito, e nessuno potrร  mai e in nessun momento costringerli o obbligarli ad abbandonare questo Messale o ad abrogare la presente istruzione o a modificarla, ma essa rimarrร  sempre in vigore e valida, in tutta la sua forza […].โ€

Vi aspetto in chiesa e non sarete delusi. Vi aspetto davvero, personalmente. Venite, non indugiate

E Io, Dio, affermo che questa Bolla rimane in vigore per sempre con tutta la sua forza e il suo vigore e nessuno potrร  mai dire che siete cattivi perchรฉ seguite la Messa detta โ€œTridentinaโ€ [2], o โ€œTradizionaleโ€ perchรฉ รจ sempre stata celebrata, soprattutto da quando San Gregorio I, detto il Grande, nel VI secolo.

E Io, vostro Signore, vi do le Mie grazie per seguirmi, per essermi fedeli e per amarmi.

Vi benedico nel Nome (+) del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Cosรฌ sia.

Il vostro Signore e vostro Dioยป.

 

ยง4

Il Simbolo di Sant’Atanasio

Antico libro in antico slavo ecclesiastico. La pagina contiene il Simbolo Atanasiano. ฤŒernihiv, Museo.
Il Simbolo Atanasiano รจ significativo soprattutto per la Dottrina Trinitaria, che esso esprime in maniera forte per combattere l’arianesimo. Nella liturgia della Chiesa occidentale era recitato nell’ufficio divino domenicale di prima. Nel Rito Ambrosiano invece, viene usato come inno dell’Ufficio delle Letture, al posto del Te Deum, la domenica della Santissima Trinitร .

(1) Chiunque voglia venir salvato, รจ necessario anzitutto che abbia la fede cattolica:
(2) se qualcuno non lโ€™avrร  conservata integra e inviolata, senza dubbio perirร  in eterno.
(3) La fede cattolica รจ che veneriamo un solo Dio nella Trinitร , e la Trinitร  nellโ€™unitร ,
(4) non confondendo le persone, nรฉ separando la sostanza:
(5) altra รจ infatti la persona del Padre, altra [la persona] del Figlio, altra [la persona] dello Spirito Santo;
(6) ma unica รจ la divinitร  del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo, eguale la gloria, coeterna la maestร .
(7) Quale (รจ) il Padre, tale (รจ) il Figlio, tale anche lo Spirito Santo:
(8) non creato il Padre, non creato il Figlio, non creato lo Spirito Santo;
(9) immenso il Padre, immenso il Figlio, immenso lo Spirito Santo;
(10) eterno il Padre, eterno il Figlio, eterno lo Spirito Santo;
(11) e tuttavia non tre eterni, ma un solo eterno;
(12) come neppure tre non creati, nรฉ tre immensi, ma un solo non creato [immenso] e un solo immenso [non creato].
(13) Cosรฌ pure onnipotente (รจ) il Padre, onnipotente il Figlio, onnipotente lo Spirito Santo;
(14) e tuttavia non tre onnipotenti, ma un solo onnipotente.
(15) Cosรฌ (รจ) Dio il Padre, Dio il Figlio, Dio lo Spirito Santo;
(16) e tuttavia non tre Dรจi, ma un solo Dio.
(17) Cosรฌ (รจ) Signore il Padre, Signore il Figlio, Signore lo Spirito Santo;
(18) e tuttavia non tre Signori, ma uno solo [-!] รจ Signore:
(19) giacchรฉ come veniamo obbligati dalla veritร  cristiana a professare ogni persona singolarmente come Dio e Signore,
(20) cosรฌ la religione cattolica ci vieta di parlare di tre Dรจi o Signori.
(21) Il Padre non fu fatto da nessuno, nรฉ creato, nรฉ generato;
(22) il Figlio รจ solo dal Padre, non fatto nรฉ creato, ma generato;
(23) lo Spirito Santo (รจ) dal Padre e dal Figlio, non fatto nรฉ creato, nรฉ generato, ma procedente.
(24) Dunque un solo Padre, non tre Padri, un solo Figlio, non tre Figli, un solo Spirito Santo, non tre Spiriti Santi.
(25) E in questa Trinitร , nulla (รจ) prima o dopo, nulla maggiore o minore,
(26) ma tutte le tre persone sono tra loro coeterne e coeguali.
(27) Cosรฌ che in tutto, come giร  รจ stato detto sopra, dobbiamo venerare sia lโ€™unitร  nella Trinitร  sia la Trinitร  nellโ€™unitร  [la Trinitร  nellโ€™unitร  che lโ€™unitร  nella Trinitร ].
(28) Chi dunque vuole essere salvato cosรฌ deve pensare della Trinitร .
(29) Ma รจ necessario per la salvezza eterna credere anche fedelmente lโ€™incarnazione del Signore nostro Gesรน Cristo.
(30) รˆ dunque fede retta che rendiamo e professiamo che il Signore nostro Gesรน Cristo Figlio di Dio รจ [parimenti] [e] Dio e uomo:
(31) รจ Dio generato dalla sostanza del Padre prima dei secoli, ed รจ uomo nato dalla sostanza della madre nel tempo;
(32) perfetto Dio, perfetto uomo sussistente di anima intelligente e di carne umana;
(33) eguale al Padre secondo la divinitร , inferiore al Padre secondo lโ€™umanitร ;
(34) egli, sebbene sia Dio e uomo, non รจ tuttavia in due, ma un solo Cristo;
(35) uno solo perรฒ non per la trasformazione della divinitร  in carne, ma per lโ€™assunzione dellโ€™umanitร  in Dio;
(36) uno solo nella sua interezza, non per confusione della sostanza, ma per lโ€™unitร  della persona.
(37) Infatti come un solo uomo รจ anima intelligente e carne, cosรฌ lโ€™unico Cristo รจ Dio e uomo.
(38) Egli patรฌ per la nostra salvezza, discese agli inferi, il terzo giorno [-!] risuscitรฒ dai morti,
(39) ascese ai cieli, siede [si assise] alla destra del Padre, di lร  verrร  a giudicare i vivi e i morti.
(40) Alla sua venuta, tutti gli uomini risorgono con i [nei] loro corpi e renderanno ragione della loro opere;
(41) e quanti operarono il bene, andranno alla vita eterna, quanti invece [-!] il male, nel fuoco eterno.
(42) Questa รจ la fede cattolica: chiunque [chi] non lโ€™avrร  creduta fedelmente e fermamente, non potrร  essere salvato.

ยง5

San Pio V, Costituzione Apostolica ยซQuo Primumยป

 

PIUS EPISCOPUS. SERVUS SERVORUM DEI. AD PERPETUAM REI MEMORIAM

(14 luglio 1570) ยซQuo primum temporeโ€ฆยป

I – Fin dal tempo della Nostra elevazione al sommo vertice dellโ€™Apostolato, abbiamo rivolto lโ€™animo, i pensieri e tutte le Nostre forze alle cose riguardanti il Culto della Chiesa, per conservarlo puro, e, a tal fine, ci siamo adoperati con tutto lo zelo possibile a preparare e, con lโ€™aiuto di Dio, mandare ad effetto i provvedimenti opportuni. E poichรฉ, tra gli altri Decreti del sacro Concilio di Trento, ci incombeva di eseguire quelli di curare lโ€™edizione emendata dei Libri Santi, del Messale, del Breviario e del Catechismo, avendo giร , con lโ€™approvazione divina, pubblicato il Catechismo, destinato allโ€™istruzione del popolo, e corretto il Breviario, perchรฉ siano rese a Dio le lodi dovutegli, ormai era assolutamente necessario che pensassimo quanto prima a ciรฒ che restava ancora da fare in questa materia, cioรจ pubblicare il Messale, e in tal modo che rispondesse al Breviario: cosa opportuna e conveniente, poichรฉ come nella Chiesa di Dio uno solo รจ il modo di salmodiare, cosรฌ sommamente conviene che uno solo sia il rito per celebrare la Messa.

II – Per la qual cosa abbiamo giudicato di dover affidare questa difficile incombenza a uomini di eletta dottrina. E questi, infatti, dopo aver diligentemente collazionato tutti i codici raccomandabili per la loro castigatezza ed integritร  โ€“ quelli vetusti della Nostra Biblioteca Vaticana e altri ricercati da ogni luogo โ€“ e avendo inoltre consultato gli scritti di antichi e provati autori, che ci hanno lasciato memorie sul sacro ordinamento dei medesimi riti, hanno infine restituito il Messale stesso nella sua antica forma secondo la norma e il rito dei santi Padri.

III – Pertanto, dopo matura considerazione, abbiamo ordinato che questo Messale, giร  cosรฌ riveduto e corretto, venisse quanto prima stampato a Roma, e, stampato che fosse, pubblicato, affinchรฉ da una tale intrapresa e da un tale lavoro tutti ne ricavino frutto: naturalmente, perchรฉ i sacerdoti comprendano di quali preghiere, di qui innanzi, dovranno servirsi nella celebrazione della Messa, quali riti e cerimonie osservare.
IV – Perciรฒ, affinchรฉ tutti e dovunque adottino e osservino le tradizioni della santa Chiesa Romana, Madre e Maestra delle altre Chiese, ordiniamo che nelle chiese di tutte le Provincie dellโ€™Orbe cristiano: โ€“ nelle Patriarcali, Cattedrali, Collegiate e Parrocchiali del clero secolare, come in quelle dei Regolari di qualsiasi Ordine e Monastero, maschile e femminile, nonchรฉ in quelle degli Ordini militari, nelle private o cappelle โ€“ dove a norma di diritto o per consuetudine si celebra secondo il rito della Chiesa Romana, in avvenire e senza limiti di tempo, la Messa, sia quella Conventuale cantata presente il coro, sia quella semplicemente letta a bassa voce, non potrร  essere cantata o recitata in altro modo da quello prescritto dallโ€™ordinamento del Messale da Noi pubblicato; e ciรฒ, anche se le summenzionate Chiese, comunque esenti, usufruissero di uno speciale indulto della Sede Apostolica, di una legittima consuetudine, di un privilegio fondato su dichiarazione giurata e confermato dallโ€™Autoritร  apostolica, e di qualsivoglia altra facoltร .
V – Non intendiamo tuttavia, in alcun modo, privare del loro ordinamento quelle tra le summenzionate Chiese che, o dal tempo della loro istituzione, approvata dalla Sede Apostolica, o in forza di una consuetudine, possono dimostrare un proprio rito ininterrottamente osservato per oltre duecento anni. Tuttavia, se anche queste Chiese preferissero far uso del Messale che abbiamo ora pubblicato, Noi permettiamo che esse possano celebrare le Messe secondo il suo ordinamento alla sola condizione che si ottenga il consenso del Vescovo, o dellโ€™Ordinario, e di tutto il Capitolo.

VI – Invece, mentre con la presente Nostra Costituzione, da valere in perpetuo, priviamo tutte le summenzionate Chiese dellโ€™uso dei loro Messali, che ripudiamo in modo totale e assoluto, stabiliamo e comandiamo, sotto pena della Nostra indignazione, che a questo Nostro Messale, recentemente pubblicato, nulla mai possa venir aggiunto, detratto, cambiato. Dunque, ordiniamo a tutti e singoli i Patriarchi e Amministratori delle suddette Chiese, e a tutti gli ecclesiastici, rivestiti di qualsiasi dignitร , grado e preminenza, non esclusi i Cardinali di Santa Romana Chiesa, facendone loro severo obbligo in virtรน di santa obbedienza, che, in avvenire abbandonino del tutto e completamente rigettino tutti gli altri ordinamenti e riti, senza alcuna eccezione, contenuti negli altri Messali, per quanto antichi essi siano e finora soliti ad essere usati, e cantino e leggano la Messa secondo il rito, la forma e la norma, che Noi abbiamo prescritto nel presente Messale; e, pertanto, non abbiano lโ€™audacia di aggiungere altre cerimonie o recitare altre preghiere che quelle contenute in questo Messale.

VII – Anzi, in virtรน dellโ€™Autoritร  Apostolica, Noi concediamo, a tutti i sacerdoti, a tenore della presente, lโ€™Indulto perpetuo di poter seguire, in modo generale, in qualunque Chiesa, senza scrupolo veruno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso Messale, di cui dunque avranno la piena facoltร  di servirsi liberamente e lecitamente: cosรฌ che Prelati, Amministratori, Canonici, Cappellani e tutti gli altri Sacerdoti secolari, qualunque sia il loro grado, o i Regolari, a qualunque Ordine appartengano, non siano tenuti a celebrare la Messa in maniera differente da quella che Noi abbiamo prescritta, nรฉ, dโ€™altra parte, possano venir costretti e spinti da alcuno a cambiare questo Messale.

VIII – Similmente decretiamo e dichiariamo che le presenti Lettere in nessun tempo potranno venir revocate o diminuite, ma sempre stabili e valide dovranno perseverare nel loro vigore. E ciรฒ, non ostanti: precedenti costituzioni e decreti Apostolici; costituzioni e decreti, tanto generali che particolari, pubblicati in Concilii sia Provinciali che Sinodali; qualunque statuto e consuetudine in contrario, nonchรฉ lโ€™uso delle predette Chiese, fosse pur sostenuto da prescrizione lunghissima e immemorabile, ma non superiore ai duecento anni.

IX – Inoltre, vogliamo e, con la medesima Autoritร , decretiamo che, avvenuta la promulgazione della presente Costituzione, e seguita lโ€™edizione di questo Messale, tutti siano tenuti a conformarvisi nella celebrazione della Messa cantata e letta: i Sacerdoti della Curia Romana, dopo un mese; quelli che sono di qua dei monti, dopo tre mesi; quelli che sono di lร  dei monti, dopo sei mesi o appena sarร  loro proposto in vendita.

X – Affinchรฉ poi questo Messale sia ovunque in tutta la terra preservato incorrotto e intatto da mende ed errori, ingiungiamo a tutti gli stampatori di non osare o presumere di stamparlo, metterlo in vendita o riceverlo in deposito, senza la Nostra autorizzazione o la speciale licenza del Commissario Apostolico, che Noi nomineremo espressamente nei diversi luoghi a questo scopo: cioรจ, se prima detto Commissario non avrร  fatta allโ€™editore piena fede che lโ€™esemplare, che deve servire di norma per imprimere gli altri, รจ stato collazionato con il Messale stampato in Roma secondo la grande edizione, e che gli รจ conforme e in nulla ne discorda; sotto pena, in caso contrario, della perdita dei libri e dellโ€™ammenda di duecento ducati dโ€™oro da devolversi ipso facto alla Camera Apostolica, per gli editori che sono nel Nostro territorio e in quello direttamente o indirettamente soggetto a Santa Romana Chiesa: della scomunica ยซlatae sententiaeยป e di altre pene a Nostro arbitrio, per quelli che risiedono in qualsiasi altra parte della terra.

XI – Data perรฒ la difficoltร  di trasmettere le presenti Lettere nei vari luoghi dellโ€™orbe cristiano, e di portarle alla conoscenza di tutti il piรน presto possibile, Noi prescriviamo che esse vengano affisse e pubblicate come di consueto alle porte della Basilica del Principe degli Apostoli e della Cancelleria Apostolica, e in Piazza di Campo dei Fiori, dichiarando che sia nel mondo intero accordata pari e indubitata fede agli esemplari delle medesime, anche stampati, purchรฉ sottoscritti per mano di pubblico notaio e muniti del sigillo di persona costituita in dignitร  ecclesiastica, come se queste stesse Lettere fossero mostrate ed esibite.

XII – Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento: facoltร , statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volontร , decreto e inibizione. Che se qualcuno avrร  lโ€™audacia di attentarvi, sappia che incorrerร  nellโ€™indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo.
Dato a Roma, presso S. Pietro, il giorno 14 di Luglio, nellโ€™anno mille cinquecento settanta, quinto del Nostro Pontificatoยป. -Traduzione di Mons. Renato Pozzi
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Santโ€™Atanasio di Alessandria รจ stato un vescovo e teologo greco antico, ottavo Patriarca della Chiesa Ortodossa d’Alessandria dal 328 con varie interruzioni fino al 373. รˆ uno dei quattro Padri della Chiesa d’Oriente che portano il titolo di “Grande” insieme ad Antonio Abate, Basilio e Fozio di Costantinopoli. Le chiese copta, cattolica e ortodossa lo venerano come santo.
โ€œMessa Tridentinaโ€, cosรฌ chiamata per via del Concilio di Trento

Fonte srbeghe.blog