BEATA MADRE ELENA AIELLO

La Beata Madre Elena Aiello
LA VITA BEATA MADRE ELENA AIELLO
Elena Aiello nacque a Montalto Uffugo, provincia di Cosenza, il 10 aprile 1895, mercoledรฌ della Settimana Santa, da Pasquale Aiello e Teresa Paglilla.
La piccola Elena visse in un ambiente familiare esemplarmente cristiano. Pasquale Aiello era annoverato tra i migliori sarti della zona. Veniva descritto come un uomo di una onestร eccezionale, squisito nei modi, appariva ed era un perfetto gentiluomo, rispettava ed era rispettato.
Nel 1905 morรฌ, ancora giovane, la moglie Teresa lasciando ben otto figli: Emma, Ida, Elena, Evangelina, Elisa, Riccardo, Giovannina e Francesco; unโaltra figlia, M. Teresa, era morta un mese prima, a un solo anno di etร . Ciascuno di essi aiutava, in proporzione allโetร e alle altre peculiari occupazioni, il genitore nel suo lavoro.
Elena aveva manifestato subito una viva intelligenza: a quattro anni ripeteva giร le formule del catechismo; a sei (1901) venne mandata dalle Suore del Preziosissimo Sangue, per frequentare le scuole elementari e continuare lโistruzione religiosa.
Nellโistituto delle Suore, la piccola, dopo la preghiera, esprimeva sempre il desiderio di voler assistere alla S. Messa; ma nellโIstituto non veniva celebrata ogni mattina e allora la piccola Elena, quando poteva, scappava nella vicina chiesa per soddisfare il suo vivo desiderio.
Rientrando a casa, dopo la scuola, aiutava anche lei, sotto la guida della sorella, nel comune lavoro di cucito.
Le Suore dellโIstituto, vedendo il suo progresso e la sua preparazione nella conoscenza del catechismo, incominciarono โ ad otto anni โ a portarla con loro, per abituarla ad insegnare ai piรน piccoli la dottrina cristiana.
Il tempo libero lo dedicava agli altri lavori domestici ed alle immancabili preghiere quotidiane.
La Calabria, durante la Prima Guerra Mondiale subรฌ come e forse piรน delle altre regioni, per le carenze in campo igienico e sanitario, la furia dellโepidemia di โspagnolaโ, che gettava nella desolazione interi quartieri e paesi. Elena in quel periodo passava la sua giornata assistendo gli infermi, occupandosi perfino della confezione di rozze casse di legno per seppellire โcristianamente โ come lei stessa affermava โ le infelici vittime dellโepidemiaโ.
Durante il periodo dellโepidemia, maestro Pasquale lasciรฒ che Elena passasse anche la notte nellโIstituto con le Suore, per timore che portasse il contagio in famiglia. E le Suore incominciarono a considerarla come una di casa, accarezzando il pensiero di accoglierla quanto prima nella loro congregazione. E il padre, vista la decisione e lโinsistenza di Elena, finita ormai la tempesta del dopoguerra, le diede il permesso di farsi suora. E cosรฌ, il 18 agosto 1920, Elena fa il suo ingresso nellโIstituto delle Suore del Preziosissimo Sangue.
Ma la permanenza di Elena nellโIstituto non sarebbe durata molto. Un giorno la Madre Generale, mentre saliva le scale, da un finestrino la vide nella lavanderia distesa a terra. Subito venne sollevata e messa a letto. Si constatรฒ che dallโomero sinistro fino al collo era tutto nero. Fu chiamato il medico che consigliรฒ un intervento chirurgico. Ma si tardรฒ ad operare, mentre insorgeva una febbre persistente. Le Suore decisero allora di farla operare dallo stesso medico della comunitร , assumendo esse ogni responsabilitร .
Il 25 marzo 1921 (martedรฌ santo), nello stesso dormitorio, seduta e legata ad una sedia, Elena sopportรฒ lโasportazione della carne annerita, senza anestesia, neppure locale; tenendo tra le mani un piccolo crocifisso di legno e avendo di fronte un quadro dellโAddolorata.
Insieme alla carne annerita, il medico tagliรฒ anche dei nervi, tanto che la spalla rimase immobile e la bocca serrata. Lโimpressione lasciata sulla sofferente fu tremenda; per circa quaranta giorni fu tormentata dal vomito.
Avvicinandosi poi il tempo della vestizione, Elena, con un grande sforzo di volontร , con la ferita ancora aperta, volle alzarsi dal letto e seguire il corso degli esercizi spirituali, nella speranza di vestire lโabito religioso. Per correggere il difetto della spalla riuscรฌ a mettere un busto, che serviva a raddrizzarla. Ma vista la sua grave condizione fisica, il Padre Direttore non potรฉ che consigliarle di far ritorno in famiglia per curarsi bene e potere quindi ritornare in monastero.
In quel periodo Elena scrisse nei suoi appunti di avere ricevuto due volte, in quella circostanza, e pochi giorni prima che lasciasse il monastero, da parte del Signore, un invito alla rassegnazione, ad accettare quanto avrebbe disposto su di lei, e un invito ad abbracciare la croce che le andava preparando.
Elena intanto era deperita a tal punto da essere irriconoscibile. Non poteva nรฉ lavarsi, nรฉ pettinarsi da sรฉ; il braccio sinistro era paralizzato e sulla spalla cโera una piaga, che ben presto avrebbe cominciato a verminare. Il padre, molto preoccupato per la condizione di Elena, la portรฒ a Cosenza per farla visitare. Il professore che la esaminรฒ, cosรฌ concluse: ยซNiente posso farti, figlia mia, perchรฉ sei stata rovinata; il medico che ti ha operatoโฆ non รจ un chirurgo; sono stati tagliati dei nerviโฆ; solo un miracolo potrร risolvere il tuo stato di salute; ormai รจ giร in atto la cancrena!ยป.
Qualche tempo dopo i medici ordinarono ad Elena anche una visita accurata e una radiografia per accertare la causa de gravi disturbi gastrici che continuava a lamentare. Fu ricondotta pertanto allโOspedale Civile di Cosenza, dove le venne diagnosticato un cancro allo stomaco.
Elena rivolse una fervida preghiera a Santa Rita domandando la guarigione dal nuovo male che lโaveva colpita allo stomaco. Nei suoi appunti Elena racconta che mentre pregava, vide la statua di Santa Rita circondarsi di vividi fulgori abbaglianti. Nella notte, la Santa le apparve e le parlรฒ: voleva che si istituisse a Montalto il suo culto per ravvivare la fede di quella gente, e chiedeva ad Elena di fare un triduo in suo onore. Il giorno dopo Elena ritornรฒ a Montalto e incominciรฒ il triduo a Santa Rita. Alla fine di esso, la visione si rinnovรฒ: il triduo, diceva la Santa, andava ripetuto. Compiutolo, Elena sarebbe stata guarita dal grave male allo stomaco. Le sarebbe rimasta lโinfermitร alla spalla, dovendo soffrire per i peccati degli uomini.
E in effetti, il 21 ottobre del 1921, Elena ebbe la grazia della completa guarigione dal tumore gastrico. La sorella Evangelina dalla camera attigua vide una forte luce che attraverso la fessura della porta si irradiava dalla stanza di Elena, e credendo si trattasse di un incendio si precipitรฒ nella stanza della sorella. Si accostรฒ al suo letto, vide che Elena era come assopita priva di sensi e preoccupata chiamรฒ gli altri familiari, temendo addirittura che fosse morta. Rientrando nella stanza trovarono Elena assolutamente normale che raccontรฒ loro la visita di S. Rita, la guarigione, le parole della visione; dopo chiese qualcosa da mangiare.
Il 2 marzo 1923, primo venerdรฌ del mese, avvenne, per la prima volta, quel fenomeno straordinario che attirerร su Elena lโattenzione di tanta gente, da regioni anche lontanissime, e che si ripeterร ogni anno, fino alla sua morte. Al mattino, dopo la comunione, una voce interna le preannunziava imminente il nuovo genere di sofferenza prescelto per lei dal Signore. Verso le ore 15 era a letto molto sofferente per la piaga cancrenosa alla spalla sinistra; le apparve il Signore vestito di bianco, con la corona di spine. Allโinvito se voleva partecipare alle sue sofferenze, Elena rispose affermativamente; allora il Signore togliendosi dal Suo capo la corona la pose sul capo di lei. A tale contatto uscรฌ unโabbondante effusione di sangue. Il Signore le comunicรฒ che voleva quella sofferenza per convertire i peccatori, per i molti peccati dโimpuritร , e lei doveva essere vittima per soddisfare la Divina Giustizia.
Una certa donna di nome Rosaria, inserviente di famiglia, dopo aver prestato il suo servizio stava per andarsene; avvertendo alcuni lamenti che venivano dalla stanzetta di Elena, si affacciรฒ cautamente per rendersi conto di quanto stava accadendo. Sorpresa alla visione di tanto sangue, subito avvisรฒ i familiari pensando che Elena fosse stata uccisa. Immediatamente accorsero nella stanzetta tutti i familiari e trovandosi di fronte a quello spettacolo fecero chiamare i medici e i sacerdoti del paese. Il Dott. Adolfo Turano praticรฒ dei lavaggi, ma il sangue continuava ad uscire dal capo. Dopo tre ore di alterno sanguinamento il fenomeno scomparve da sรฉ. Tutti rimasero sorpresi, confusi, impressionati perchรฉ non sapevano spiegare in nessun modo quanto era avvenuto.
Il secondo venerdรฌ di marzo prima delle ore quindici si recarono in casa il Dott. Turano e parecchie altre persone per controllare se lo straordinario evento si fosse ripetuto. E in effetti, esattamente alla stessa ora si ripropose lo stesso fenomeno; allora il dottore cercรฒ di asciugare il sangue con un fazzoletto, ma al contatto con la parte sofferente la pelle si irritava talmente da lasciarle tutti i pori aperti e molto dolenti.
Il terzo venerdรฌ di marzo una signora di S. Benedetto Ullano (D. Virginia Manes), madre del medico Dott. Aristodemo Milano, fu mandata dal figlio per costatare il fatto e bagnare un fazzoletto nel sangue. La donna, rimasta sola nella celletta di Elena, le asciugรฒ la fronte con un fazzoletto, che poi piegรฒ e conservรฒ. Ritornata a San Benedetto trovรฒ inspiegabilmente il fazzoletto completamente pulito e senza alcuna traccia di sangue. Il figlio dinanzi al racconto della mamma si convertรฌ ricevendo il battesimo.
In una visione il Signore, rispondendo alle lagnanze di Elena per tutto quello che le veniva fatto per il sudore di sangue, le spiegรฒ che era Lui che la faceva soffrire, che doveva essere una sua vittima per il mondo, che non si doveva affliggere, che le avevano tolto il Crocifisso perchรฉ Lui era sempre presente nel suo cuore e che a conferma di questo le avrebbe dato un segno a tutti visibile facendo riflettere nel suo corpo le piaghe della sua Passione. Difatti nellโultimo venerdรฌ di marzo Elena soffrรฌ nel corpo coperto di piaghe e Gesรน le disse: ยซAnche tu devi essere simile a Me perchรฉ devi essere la vittima per tanti peccatori e soddisfare alla giustizia del Padre mio perchรฉ essi siano salviยป.
Verso le cinque Gesรน le diceva: ยซFiglia mia, ammira come soffro! Ho versato tutto il mio sangue per il mondo ed ora va tutto in rovina; nessuno si avvede delle scelleraggini di cui รจ ricoperto. Considera lโacerbitร del mio dolore per tante ingiurie e disprezzi che ricevo da tanti malvagi e dissolutiโฆยป. [a]
Il Venerdรฌ seguente, a tutte le altre piaghe delle mani e dei piedi si aggiunse la ferita del Costato.
Il giorno del Corpus Domini si rinnovรฒ il dolore alle piaghe con una nuova effusione di sangue dalle medesime che infine si rimarginavano perfettamente.
I fenomeni sopra accennati in Elena non ostacolarono affatto la sua straordinaria attivitร , la normalitร della sua vita religiosa, lโespletamento delle sue funzioni di fondatrice e superiora generale di una nuova congregazione.
Le sofferenze del venerdรฌ santo avvenivano abitualmente con lโassoluta esclusione di ogni curioso, le porte della casa rimanevano completamente chiuse. Al mattino del sabato santo suor Elena era giร , come di consueto, al suo posto di preghiera, di lavoro, di responsabilitร , come se nulla fosse accaduto.
Per altro quei fenomeni non le facilitarono certo i rapporti con le autoritร ecclesiastiche, anzi risultarono talvolta una fonte di dispiaceri e di umiliazioni. Ma la gente, nelle sue tribolazioni, accorreva a lei, a lei ci si rivolgeva prima di decisioni importanti.
Chi chiedeva di ยซSuor Elena Aielloยป per averne lโindirizzo, vedeva per lo piรน sul volto dellโinterpellato lโespressione manifesta di chi sente per la prima volta nominare quella persona; ma bastava aggiungere qualche accenno ai fenomeni suddetti, come ยซla suora che suda sangueยป, per sentirsi rispondere: ยซAh! voi cercate โa monaca santaยป, e aveva subito lโindicazione precisa. E fu questo lโappellativo abituale di Suor Elena.
Diversi furono gli annunci dati da Elena che sarebbe completamente guarita dal tormentoso male della spalla. In una lettera del 10 maggio 1924 a Mons. Mauro, cosรฌ di esprimeva Suor Elena:
ยซRev.do Padre, ieri verso le ore 3 pomeridiane mi apparve Gesรน dicendomi: โFiglia mia diletta vuoi guarire oppure vuoi soffrire?โ. Io gli dissi: โA soffrire con Voi, Gesรน mio, si soffre tanto bene. Ma fate quello che voleteโ. E Gesรน: โEbbene ti farรฒ guarire, ma sappi che ogni venerdรฌ, ti farรฒ entrare in tristezza, cosรฌ mi starai piรน unitaโ. Detto questo scomparveโฆยป. [a]
Cosรฌ al dott. Adolfo Turano, chiamato dai familiari per lโaggravarsi dello stato dellโinferma, Elena appena qualche giorno prima del 22 maggio, rifece il racconto di una visione avuta da S. Rita, con lโindicazione che lโavrebbe guarita il giorno 22, nel pomeriggio. Il dottore, date le condizioni dellโinferma, giudicรฒ espressione di delirio quelle affermazioni, e in tal senso ne parlรฒ ai familiari.
Il giorno 22, mentre Elena con grande forza dโanimo era intenta a togliere da sรฉ, aiutandosi con uno specchio e usando degli stecchini, i vermi che si formavano nella sua piaga alla spalla, avvenne il miracolo. Ecco la narrazione fatta dalla sorella di Elena, Emma: ยซโฆQuando assunsi il pietoso compito di estrarli [i vermi dalla spalla; N.d.R.], usai lo stesso metodo di Elena: lo stecchino. Slabbravo la pelle che circondava le piaghe profonde e li facevo saltare con lo stecchino, ma piรน ne toglievo, piรน ce nโerano! Poi vi deponevo una polverina gialla che mi avevano indicato, senza nessun risultato.
Elena sopportava con rassegnazione quel tormento, ma la sua fede in S. Rita era incalcolabile. Aveva la certezza di guarire; ma non tutti potevano credere. Erano tre anni! Nella notte del 21 maggio 1924, Elena sognรฒ S. Rita dirle che allโindomani alle 15 lโavrebbe guarita.
In quel mese di Maria, come nei precedenti giorni recitavamo il Rosarioโฆ Recitato il Rosario, a cospetto della statua con lo sportello della custodia aperto, Elena cominciรฒ a pregareโฆ E aiutata da me, si alzรฒ e si accostรฒ alla statua. Avemmo lโimpressione che la mano di Santa Rita, protesa verso il Crocifisso, si fosse scostata per raggiungere la mano del lato offeso di Elena e sollevargliela in alto, e che una vibrazione scuotesse la statua e la custodia. Elena, fra la commozione di noi ancora increduli, ripetรฉ: โSono guarita! Sono guarita!โโฆ Quando le volli vedere la piaga, la trovai chiusa, e vi si scorgeva una cicatriceยป. [a]
Nel 1926 le sofferenze dei venerdรฌ di marzo e del venerdรฌ santo si ripeterono regolarmente. Il Signore nelle visioni manifestava chiaramente ad Elena che voleva iniziata lโOpera.
Nel 1928, allโetร di 33 anni, fondรฒ lโordine delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesรน Cristo. A quel tempo, anche se tutti la chiamano suora, canonicamente non era tale. Madre Elena non conobbe le tappe canoniche che oggi regolano il cammino della formazione alla vita religiosa. Solo il 3 ottobre 1949, allโetร di 54 anni, emise i voti perpetui ricevuti da Monsignor Aniello Calcara, Arcivescovo di Cosenza.
Madre Elena Aiello con una delle bambine di cui si prendeva cura
Il primo lavoro fu quello dellโeducazione dei figli del popolo. Ne furono raccolti un centinaio, che vennero istruiti, educati nellโasilo e nella scuola di ricamo e preparati per la prima Comunione.
Nel primo periodo Suor Elena, assieme ad unโaiutante, Suor Gigia, raccoglievano per le case i bambini e le giovanette nella Chiesa della Madonna di Loreto istruendoli nelle veritร religiose e preparandoli alla prima Comunione.
LโOpera, benedetta da Dio e incoraggiata dalle Autoritร ecclesiastiche, ebbe il plauso di tutta la cittร di Cosenza che non mancรฒ dโincoraggiarla e sostenerla con la cooperazione della caritร cristiana. Dopo un anno erano giร ricoverate 24 bambine.
Eโ cosรฌ che, confidando nella Provvidenza, Elena iniziava dal nulla lโopera chiestale dal Signore e con la piรน grande tranquillitร si occupava giorno per giorno di compiere i suoi doveri di religiosa e di Superiora, nei confronti delle piccole e della comunitร . Tutta la vita di Elena fu una continua dimostrazione di questa fede ardente, di questa quiete inalterabile dellโanimo che proviene dallโabbandono completo a Dio. Fede operosa, e continuamente irrobustita dallโesercizio della caritร di Cristo.
S. Teresa del Bambino Gesรน mostrรฒ talvolta la sua compiacenza alla piccola comunitร che a lei si intitolava. Un giorno, apparve dolcemente sorridente a tutte le piccole che nel laboratorio lavoravano recitando qualche preghiera; il chiasso che ne seguรฌ fece accorrere Suor Elena dal piano superiore: erano tutte eccitate per ยซaver vistoยป la santa carmelitana. Risalendo donde era venuta, Elena vide anche lei S. Teresa che dalla soglia della stanza le sorrise.
Per la povertร di Suor Elena il fitto dellโabitazione era un peso non indifferente; anche qui venne un aiuto inatteso. Il fondatore e direttore della locale Cassa Rurale, mise a disposizione dellโIstituto i vecchi locali della sua Banca. Suor Elena e Suor Gigia si trasferirono subito nella nuova casa. I locali molto piรน ampi permisero di aumentare il numero delle orfanelle e delle suore.
Ciรฒ che colpisce di piรน รจ lโaiuto modesto offerto da povera gente. Ma ci voleva ben altro per equilibrare e assicurare un bilancio, tra oneri quotidiani sicuri e offerte inadeguate alterne. Questa sproporzione evidente fa intravedere lโazione della Provvidenza, che, con interventi anche straordinari, non fece mancare mai il necessario.
Lโ11 settembre 1935 non cโera proprio nulla in cucina per il pranzo. Mentre una consorella, Suor Angela, chiedeva alla Superiora del denaro, entrรฒ un sacerdote che domandรฒ di dire Messa e passรฒ subito in sacrestia. Suor Elena, che non aveva nulla, rispose a Suor Angela di ascoltare prima la Messa, in qualche modo il Signore avrebbe poi provveduto.
E la preghiera di Elena, delle Suore e delle orfanelle fu subito accolta: dopo lโelevazione, per la cappella si avvertรฌ un forte profumo. Suor Elena che recitava lโufficio della Madonna, nel suo libretto, alla seconda pagina, vide tra lโimmaginetta della Madonna Addolorata e quella di S. Teresina, un biglietto da 50 lire. Era sicura che prima nel suo libretto non ci fosse proprio nulla, aveva recitato la sera precedente le medesime preghiere, nella medesima pagina.
Comunque, finita la S. Messa e donate le 50 lire per la spesa del giorno, Suor Elena con le sue bambine ritornรฒ in Cappella pregando il Signore, a udita di tutte, ยซdi far trovare altre cinquanta lire allo stesso posto nel libro, per dimostrare chiaramente che le prime cinquanta lire erano state non dimenticate da qualcuno, ma mandate realmente dalla Provvidenza!ยป.
A sera, quando la comunitร si adunรฒ in cappella per le ultime preghiere, si avvertรฌ lo stesso profumo del mattino. Le suore aprirono di nuovo il libretto e tra le due immaginette furono trovate altre cinquanta lire, con scritto nel rotondo bianco a lapis verde ยซ50+50=100ยป e con alcune lettere dellโalfabeto greco. Al mattino seguente, Elena raccontรฒ lโepisodio al confessore, Can. Mazzuca, che volle vedere il biglietto delle cinquanta lire; ma la scritta nel tondo bianco era completamente scomparsa.
Nel 1934, vigilia di S. Giuseppe, si doveva pagare lโimporto per un quintale di olio. Suor Elena adunรฒ le sue orfanelle intorno allโaltare, pregando il grande santo, capo della S. Famiglia. Verso sera si presentรฒ allโIstituto un benefattore con unโofferta, corrispondente con esattezza allโimporto dovuto per il quintale di olio.
Un giorno (giร nellโattuale Casa Generalizia, 1937) Elena si accorse che mancava il pane, e mentalmente ne rivolse preghiera al Signore. In quel momento, una guardia municipale bussรฒ per consegnare allโIstituto 36 kg. di pane, sequestrato in quella mattina.
A gennaio del 1948, con Decreto della Segreteria della S. Congregazione dei Religiosi, lโIstituto delle Suore Minime della Passione di N.S.G.C. venne elevato a Congregazione di diritto Pontificio. Lโistituto ottenne quindi il riconoscimento giuridico, con Decreto Presidenziale dellโ8-7-1949.
Le Case aperte da Suor Elena furono 18. Per diversi anni le Suore ebbero una Casa a Pentone (Catanzaro), aperta il 10 febbraio 1952, con asilo infantile e laboratorio di taglio, cucito e ricamo. Per qualche tempo furono a Pietrapaola che lasciarono il 31 agosto del 1953.
Dovunque, alle attivitร specifiche della Congregazione (educazione delle bambine), le Suore unirono sempre per la Casa Generalizia lโassistenza nelle parrocchie, con catechismo, azione cattolica, Messa del fanciullo.
La fama di santitร della ยซmonaca santaยป era tale che il Prefetto Guido Palmardita parlรฒ di Suor Elena a Benito Mussolini, che se ne interessรฒ vivamente e mandรฒ anche un sensibile aiuto alla Casa di Cosenza. Eโ questo un precedente che spiega la perplessitร creata nel Duce dalla missiva che Suor Elena gli fece pervenire alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. Tale lettera fu pubblicata il 19 marzo 1956 dal ยซGiornale dโItaliaยป.
ยซCosenza, 23 Aprile 1940. Al Capo del Governo Benito Mussolini Duce,
vengo a Voi in nome di Dio per dirvi ciรฒ che il Signore mi ha rivelato e che vuole da voi. Io non volevo scrivere, ma ieri, 22, il Signore mi รจ apparso di nuovo imponendomi di farvi sapere quanto segue:
โIl mondo รจ in rovina per i molti peccati e particolarmente per i peccati dโimpuritร che sono arrivati al colmo dinanzi alla Giustizia del mio Padre Celeste. Perciรฒ tu dovrai soffrire ed essere vittima espiatrice per il mondo e particolarmente per lโItalia, dove รจ la sede del mio Vicario. Il mio Regno รจ regno di pace, il mondo invece รจ tutto in guerra.
I Governatori dei popoli sono agitati per acquistare nuovi territori. Poveri ciechi!โฆ Non sanno che dove non cโรจ Dio non vi puรฒ essere alcuna vera conquista! Nel loro cuore non vi รจ che malvagitร e non fanno che oltraggiarmi, deridermi, disprezzarmi! Sono demoni di discordia, sovvertitori dei popoli e cercano di travolgere nel terribile flagello anche lโItalia, dove sta Dio in mezzo a tante anime e la sede del mio Vicario, Pastor Angelicus.
La Francia, tanto cara al mio cuore, per i suoi molti peccati, presto cadrร in rovina e sarร travolta e devastata come Gerusalemme ingrata.
AllโItalia, perchรฉ sede del mio Vicario, ho mandato Benito Mussolini, per salvarla dallโabisso verso il quale si era avviata, altrimenti sarebbe arrivata in condizioni peggiori della Russia. In tanti pericoli lโho sempre salvato; adesso deve mantenere lโItalia fuori della guerra, perchรฉ lโItalia รจ civile ed รจ la sede del mio Vicario in terra.
Se farร questo avrร favori straordinari e farรฒ inchinare ogni altra Nazione al suo cospetto. Egli invece ha deciso di dichiarare la guerra, ma sappia che se non la impedirร , sarร punito dalla mia Giustizia!โ.
Tutto questo mi ha detto il Signore. Non crediate, o Duce, che io mi occupi di politica. Io sono una povera Suora dedicata allโeducazione di Piccole abbandonate e prego tanto per la vostra salvezza e per la salvezza della nostra Patria.
Con sincera stima dev.ma Suor Elena Aielloยป. [a]
La lettera fu consegnata alla sorella del Duce, Donna Edvige Mancini Mussolini, il 6 maggio 1940; ed ella la consegnรฒ a Mussolini qualche giorno dopo.
Il 15 maggio 1943, Madre Elena mandรฒ la seguente lettera a Donna Edvige:
ยซGent.ma Donna Edvige,
questo mio lungo silenzio vi avrร fatto forse pensare che io mi sia dimenticata di voi, mentre invece io mi ricordo tutti i giorni, nelle mie povere preghiere, seguendo sempre le dolorose vicende della nostra bella Italia.
Noi ci troviamo fuori Cosenza, a causa dei bombardamenti. La barbarie nemica ha sfogato il suo odio, sganciando bombe sulla cittร di Cosenza, causando devastazione, dolore e morte fra la popolazione civile.
Io mi trovavo a letto con le sofferenze: tre bombe sono cadute vicino al nostro Istituto, ma il Signore ci ha salvato nella sua infinita bontร e misericordia. Per tenere lontane le bambine dal pericolo di nuove incursioni, ci siamo rifugiate a Montalto Uffugo, mio paese natio, dove ci troviamo certamente a disagio, ma tutto offriamo al Signore per la salvezza dellโItalia.
La ragione di questo mio scritto รจ per rivolgermi nuovamente a voi, come nel mese di maggio del 1940, quando venni a Roma presentata dalla Baronessa Ruggi, per consegnarvi in inscritto le rivelazioni avute dal Signore riguardo al Duce. Ricordate quando il 6 maggio del 1940 dicevamo che il Duce aveva deciso di fare la guerra, mentre il Signore gli faceva sapere nella mia lettera che doveva salvare lโItalia dalla guerra altrimenti sarebbe stato punito dalla Sua divina Giustizia? โIn tanti pericoli โ diceva Gesรน โ lโho sempre salvato; anche lui, adesso, deve salvare lโItalia dal flagello della guerra, perchรฉ vi รจ la sede del mio Vicario. Se farร questo gli darรฒ favori straordinari e farรฒ inchinare ogni altra Nazione al suo cospetto; invece lui ha deciso di fare la guerra, ma sappia che se non la impedisce, sarร punito dalla mia Giustiziaโ.
Ah!โฆ se il Duce avesse dato ascolto alle parole di Gesรน, lโItalia non si sarebbe trovata ora in cosรฌ triste condizione!โฆ Io penso che il cuore del Duce sarร molto rattristato nel vedere lโItalia, da un giardino fiorito, trasformato in un campo deserto, seminato di dolore e di morte. Ma perchรฉ continuare questa guerra terribilmente crudele, se Gesรน ha detto che per nessuno vi sarร vera vittoria? Perciรฒ, Cara Donna Edvige, dite al Duce, a nome mio, che questo รจ lโultimo avviso che il Signore gli manda. Potrร ancora salvarsi mettendo tutto nelle mani del Santo Padre. Se non farร questo โ diceva il Signore โ presto scenderร su di lui la Giustizia Divina. Anche gli altri Governatori che non ascolteranno gli avvisi e le direttive del mio Vicario saranno raggiunti e puniti dalla mia Giustizia. Vi ricordate il 7 luglio dellโanno scorso quando mi dicevate che cosa ne sarebbe stato del Duce ed io vi risposi che se non si fosse mantenuto unito al Papa sarebbe finito peggio di Napoleone? Ora vi ripeto le stesse parole: Se il Duce non salverร lโItalia rimettendosi a quanto dirร e farร il Santo Padre, presto cadrร ; anche Bruno dal cielo chiede al padre la salvezza dellโItalia e di lui stesso.
Il Signore dice spesso che lโItalia sarร salva per il Papa, vittima espiatrice di questo flagello, perciรฒ non vi sarร altra via per la vera pace e per la salvezza dei popoli, fuori di quella che traccerร il Santo Padre.
Cara Donna Edvige, riflettete bene come tutto ciรฒ che ha detto il Signore si sia perfettamente avverato.
Chi รจ che ha causato tanta rovina allโItalia? Non รจ stato forse il Duce per non avere ascoltato le parole di nostro Signore Gesรน Cristo?
Ora potrร ancora rimediare facendo quanto vuole il Signore.
Io non mancherรฒ di pregareยป. [a]
Erano sempre numerose le persone che venivano anche da lontano per conoscere Madre Elena, per trovare uno spiraglio di luce alle loro angosce, un sollievo al loro dolore, una parola di fede allo smarrimento apparentemente senza via di uscita.
Lei sapeva ascoltare silenziosa la manifestazione dellโanimo in pena, come conosceva il momento per parlare. Non tentava di cancellare il dolore con lโoblio, bensรฌ dโingrandirlo e nobilitarlo con la fede e con la speranza. Piรน spesso, si ricorreva a Suor Elena quando la sventura era soltanto una minaccia. Allora lei pregava e prometteva preghiere dalle sue bambine, disponendo lโanimo in angoscia alla speranza o alla rassegnazione.
Ecco perchรฉ i benefattori si ritenevano sempre debitori verso ยซโa monaca santaยป: ricevevano molto piรน di quanto ben volentieri essi potevano fare per lei e per lโIstituto.
Quante famiglie guardavano a Suor Elena, alle sue preghiere, alle sue sofferenze, come a un loro parafulmine, a una loro sicurezza, tanta era la fiducia che in lei riponevano.
Non di rado la Madre parlava di visite, di colloqui avuti nella notte, con defunti che particolari rapporti avevano avuto in vita con lei e con lโIstituto. Cosรฌ dopo venti giorni dalla morte, vide nella sua stanza, seduta nella poltrona ai piedi del letto, la madre di un sacerdote di sua conoscenza (don Franco), con la quale ebbe un colloquio di circa venti minuti.
Una mattina, presto, tutta la Casa Madre fu svegliata da un grande rumore, come di un grande colpo che aveva aperto la porta della stanza di Suor Elena. Accorsero tutti, e lei con la consueta calma, raccontรฒ la visita fatta dal defunto P. Vincenzo Donnarumma (ex direttore spirituale della Congregazione), che era venuto a ringraziarla per le intense preghiere fatte rivolgere a Dio per la sua anima da tutta la comunitร .
Il pensiero della patria celeste era continuo in Suor Elena che spesso parlava della sua morte. Nel 1961 alle consuete sofferenze fisiche si aggiunse una forte febbre continua, che i medici non riuscirono a spiegare e ad eliminare.
Il 12 giugno 1961 Madre Elena fu portata nellโospedale San Giovanni in Roma. La notte tra il 12 e il 13 giugno, le infermiere avvertirono un forte profumo nella stanza dove lei era ricoverata. Allora le venne chiesto: โMadre domani รจ la festa di SantโAntonio che le farร certamente la grazia della guarigioneโ. Ella con grande serenitร rispose: โDomani, nรฉ SantโAntonio, nรฉ Santa Rita, nรฉ la Madonna faranno il miracoloโ.
Domenica, 18 giugno, verso le due circa, il Parroco assistito da don Franco amministrรฒ a Suor Elena lโUnzione degli Infermi, e insieme recitarono le preghiere per i moribondi. Alle 5,30 don Franco celebrรฒ la S. Messa nella Cappella che รจ quasi di fronte alla stanza della Madre. Finita la S. Messa, Suor Elena cessรฒ di soffrire. Erano circa le 6,19 di lunedรฌ 19 giugno 1961.
La morte era giunta per tutti inaspettata. La salma fu amorevolmente trasferita in Cappella, tutta adorna di fiori bianchi. Il 21 giugno la salma arrivรฒ a Cosenza. La notizia intanto si era diffusa e la folla accorreva ad ossequiare e a pregare.
P. Bonaventura da Pavullo, per diverso tempo Assistente Pontificio dellโIstituto, avendo avuto modo di conoscere bene Suor Elena, parlava di lei come di una donna di poca istruzione che aveva perรฒ una intelligenza aperta, un intuito pratico vivissimo, un gran buon senso e una forte volontร . Si esprimeva ordinariamente in quel suo dialetto calabrese, di Montalto Uffugo, ove era nata.
Aveva una somma rettitudine con cui si regolava e reggeva in tutto il suo operare, reprimendo quando occorresse il suo fiero carattere e la sua marcata personalitร .
Era assolutamente schietta, semplice e spontanea, sia nel tratto che nelle parole, con tutti, anche con le alte Autoritร civili e religiose con cui aveva spesso a che fare, senza, con questo venire mai meno al doveroso rispetto. E queste anzichรฉ dolersene, o meravigliarsene, ne godevano e restavano edificate.
Aveva uno spirito di Fede vivissimo. Parlava di Gesรน e della Madonna come di Persone di famiglia. Nutriva profonda devozione per la SS. Eucaristia, per la Passione di Gesรน e per la Vergine SS. Addolorata e Mediatrice degli uomini. La corona del S. Rosario lโaveva costantemente avvolta al polso a portata di mano, e la sgranava in tutti i momenti liberi. Delicatissima di coscienza, era perรฒ altrettanto aliena dagli scrupoli e dalla pietร meccanica o formalistica. Amava trattare con il Signore โ come S. Teresina, sua Patrona โ con grande confidenza, pieno abbandono e naturalezza infantile. Sentiva la sua piccolezza e nullitร , ma non per questo era pusillanime; perchรฉ la sua era unโumiltร autentica. E questo spiega la facilitร con cui parlava dei suoi fenomeni mistici, perรฒ coi Sacerdoti e persone riservate e di confidenza, di preferenza; affinchรฉ ne venisse lodato il Signore. E lo faceva con molta semplicitร e naturalezza.
Non poteva sopportare il raggiro e la doppiezza e li smascherava e condannava apertamente e sdegnosamente. Si ribellava contro lโingiustizia e la denunciava, da qualsiasi parte venisse, soprattutto se perpetrata ai danni dei poveri, dei deboli e degli indifesi. Piรน volte sacrificรฒ la prudenza (umana) e le civili convenienze, pur di urlare in faccia agli sfruttatori tutto il suo sdegno e la minaccia dei severi castighi di Dio. Per questa sua franca e coraggiosa linearitร , incontrรฒ incomprensioni, umiliazioni e anche danno materiale.
Solo il peccato le incuteva paura e orrore, e gli mosse guerra spietata, ovunque lo scorgesse. Per i peccatori invece aveva una compassione materna; pur di salvarli non risparmiava preghiere, lacrime di sangue e martirio non solo mistico.
I FENOMENI SOPRANNATURALI E GLI STUDI SCIENTIFICI
Numerosi erano i fenomeni straordinari che accadevano sul corpo di Madre Elena e nei luoghi dove lei abitualmente viveva.
Ecco la relazione che il Dott. G. Battista Molezzi scrisse il 23 novembre 1938 per lโArcivescovo Mons. Roberto Nogara.
Le stigmate
ยซSuor Elena Aiello e le sue stigmate.
Quello che io dirรฒ intorno a Suor Elena Aiello, il cui organismo in ogni Venerdรฌ di Passione presenta fenomeni tali da rendere straordinariamente sorpresi, risulta da mie dirette osservazioni fatte nella sua casa in Montalto Uffugo ed a Cosenza nellโistesso suo Asilo delle โPiccole Abbandonateโ.
Non entrerรฒ in vane discussioni, nรฉ in argomenti dove per poco entri la religione, ma riferirรฒ soltanto quanto ho visto, e quello che mi ha colpito di meraviglia e di viva commozione allorquando neโ detti Venerdรฌ di Passione vidi prodursi in modo impressionante le diverse stigmate sanguinanti, come appresso descriverรฒ, ed il quadro veramente tragico delle sofferenze che martoriano quel povero corpo.
Tralascio di parlare delle gravi malattie delle quali suor Elena guarรฌ senza i rimedi della scienza, ma in seguito a soprannaturali interventi comโessa stessa narra, e suโ quali mi prefiggo dโintrattenermi, sperando di tracciare un giorno, se il Signore me ne darร la forza e lโattitudine, la vita della stigmatizzata.
Molti deโ fenomeni furono studiati da scienziati quali il Fabrizio ed il Martelli, ma senza poter venire a capo di una spiegazione qualsiasi.
Innanzi tutto bisogna accennare allโesistenza fisica di Suor Elena, che senza concedersi sia anche un pasto frugale, ma cibandosi semplicemente di un poโ di legumi e bevendo solo acqua, sopporta una vita di lavoro ininterrotto che fiaccherebbe ogni altro organismo ben costituito, e ciรฒ nonostante le sofferenze alle quali il suo fisico va soggetto. Puรฒ dirsi che Suor Elena viva del suo digiuno che se non รจ straordinario, come quello dellโaltra stigmatizzata, Suor Teresa Neumann, non รจ men degno di nota.
Ma quel che sorprende รจ la comparsa delle stigmate sanguinanti che ogni Venerdรฌ di Passione e propriamente nelle ore in cui N. Signore Gesรน Cristo soffrรฌ sulla croce, si manifestano attorno alla fronte con la comparsa di numerosi punti emorragici come se prodotti da acute spine, e poi al costato, alle mani, aโ piedi, e, fenomeno piรน spettacoloso, questi forati da parte a parte come si รจ verificato spingendo uno stecco di legno attraverso tutte e due le piante, come se veri chiodi le avessero traforate.
Tutte queste stigmate sanguinano abbondantemente tanto da restarne inzuppata molta biancheria.
Suor Elena resta allora in istato sonnambolico interrotto spesso da estasi dolorose, durante le quali rimane con le braccia aperte come su una croce, e gli occhi, spalancati, esterrefatti, fissantisi come su una lontana visione paurosa. Nello svegliarsi, e quando ha man mano ben ripreso la coscienza, afferma essere stata spettatrice della Passione di N. Signore, ed a parte di quella Tragedia Divina.
Tutti questi fenomeni cessano dโincanto passato il Venerdรฌ Santo; delle stigmate sul costato, sulle mani e suโ piedi restano macchie cicatriziali epidermiche che alle volte si coloriscono in rosa, e permangono, come puossi constatare in ogni tempo. Degno di nota รจ che Suor Elena da uno stato di prostrazione profonda, anzi di vera adinamia durante la quale piรน di una volta fa temere per la sua vita, la mattina del Sabato Santo si leva da letto ilare e forte, dร ordini, sopraintende a tutto, ed inizia la sua vita di operositร e di bene, come se nulla fosse successo nel suo organismo.
Or quanto abbiamo descritto si รจ voluto spiegare con i soliti fenomeni dโisterismo o con lโinflusso del sistema nervoso. Ma vi รจ invece da domandarsi: ci troviamo dโinnanzi ad un evento straordinario? Eโ ignoranza la nostra che non spiega la fenomenologia biologica e patologica oppure siamo dโinnanzi alla manifestazione di un mistero intorno al quale la scienza si affatica invano?
Il certo รจ questo che uscendo dalla casa dove si รจ assistito allo strazio di quel povero corpo, si ha sempre presente agli occhi quel volto inanimato rigato di sangue che cola dalla fronte e dalle tempie, quella maschera di spasimi, ed il corpo sussultante ad ogni toccamento che il visitatore incauto si permette fare su quelle piaghe.
Sotto lโincubo di un pensiero per ciรฒ che non รจ conosciuto e spiegato, lโuomo comune o di scienza rimane turbato e perplesso, e la mente non rifugge dal pensare allโinflusso di una forza ignota ed occulta che spinge il dubbio ai margini del mistero. E dubbio e meraviglia crescono nel segreto di un pensiero: come cioรจ questโanima portata dal vento dellโamore, possa dar forza al corpo martoriato continuamente da molteplici sofferenze se non sorretta da un potere Supremo.
Questo รจ quanto in mia fede e coscienza, ed anche nella mia qualitร di medico curante, mi รจ dato affermare su quanto interessa la vita straordinaria di Suor Elena Aielloยป. [a]
Il sangue apparso su un pannello di masonite e le forme sacre impresse su un fazzoleto usato per asciugare il sangue
Il 25 marzo 1957 il P. Francesco Mazza inviava allโArcivescovo, Mons. Calcara, una relazione dettagliata ยซsul fenomeno del sudore sanguigno e sul profilo del volto di Gesรนยป apparso su un pannello di masonite, ยซnella stanza di Suor Elenaยป. Cercheremo di sintetizzare qui di seguito le linee essenziali di tale relazione. Il sacerdote spiegรฒ che da parecchi anni tra il letto di Suor Elena e la parete, cui era addossato, erano stati posti alcuni riquadri di masonite per proteggere in qualche modo la degente dal freddo, dallโumido causato da una batteria di rubinetti dโacqua corrente dellโattiguo stanzino.
Sul riquadro rispondente ai cuscini, durante i fenomeni straordinari e in particolare nel venerdรฌ della Settimana Santa, alcune gocce sprizzate dal volto della sofferente erano rimaste e vi si erano poi disseccate.
Il 29 settembre del 1955, verso la mezzanotte balenรฒ una luce sullโangolo sinistro e inferiore del suddetto pannello, attirando la meravigliata attenzione di Madre Elena e di Suor Luisa Perna, che lโassisteva. Ed esse videro del sangue scorrere dalle antiche disseccate gocce del pannello. Suor Elena accostรฒ le sue dita al legno e le ritrasse rosse di sangue. Al mattino riscontrรฒ bagnata di sangue la sopracoperta bianca aderente al tramezzo.
Ebbe cosรฌ inizio questo fenomeno, assolutamente inspiegabile. Si accostarono batuffoli di cotone e fazzoletti e furono ritirati bagnati di sangue, in forme determinate: di croce, di corona, di cuore. Il sangue continuรฒ a fluire in diverse occasioni nellโarco di diversi mesi, talvolta anche in maniera particolarmente abbondante. Suor Elena a volte lavava energicamente la masonite con acqua, ma il sangue continuava a scorrere per tutta la giornata.
I lineamenti di un volto incominciarono a delinearsi, nitidi e precisi, sul pannello. Il sangue scorreva in particolare dagli occhi dellโeffigie che richiamava unโimmagine di Gesรน nella sua Passione.
In una occasione (il 23 novembre 1956), quando il sangue incominciรฒ di nuovo a scorrere dal pannello, si riuscรฌ a raccoglierne abbastanza per farlo esaminare: risultรฒ essere sangue umano. Il fenomeno, ad intervalli, continuรฒ negli anni successivi, fino alla morte di Suor Elena.
Alcune considerazionรฌ sulla fenomenologia mistica della Beata Suor Elena Aiello
Il Dott. Paolo M. Marianeschi, Medico Chirurgo e studioso dei fenomeni straordinari di Suor Elena Aiello, in un articolo pubblicato su โLa voce delle figlie di Madre Elena Aielloโ, a questo proposito ha scritto:
Foto di Madre Elena durante una sudorazione di sangue
ยซIl caso di suor Elena Aiello interessa il dibattito scientifico per diversi aspetti: ella fu estatica, stimmatizzata e manifestรฒ una drammatica e clamorosa essudazione di โsangueโ in tutti i periodi di Quaresima a partire dal 2 Marzo 1923. [โฆ] Qui mi soffermerรฒ su un aspetto fattuale specifico della Beata di Montalto Uffugo che mi sembra di grande interesse scientifico e che, a mio parere, non รจ stato ancora considerato adeguatamente nella sua valenza semiotica. Mi riferisco alle qualitร biochimiche del โsecreto ematicoโ che improvvisamente compariva sul volto dellโestatica calabrese e che altrettanto improvvisamente scompariva lasciando la cute perfettamente asciutta e sana, come poterono documentare diversi medici, lo stesso Vescovo di Cosenza oltre che migliaia di testimoni.
Lโesame chimico di quel secreto che rendeva il viso di Elena una tragica maschera di dolore, dimostrรฒ che esso era costituito da emoglobina e non da elementi figurati (globuli rossi e bianchi) del tessuto sanguigno. Il che, in termini biologici, vuol dire che non si trattava di ematoidrosi, cioรจ la fuoriuscita della sola sostanza rossa dei sangue senza le cellule che la contengono. Questo carattere forse dice poco ad un profano, ma, per un medico, รจ veramente paradossale e inspiegabile: non รจ infatti possibile che la sostanza chimica dellโemoglobina, che รจ posta allโinterno del globulo rosso, si ritrovi sulla pelle senza alcuna traccia del suo contenitore. Tutto ciรฒ appare ancor piรน strano se si considera che i globuli rossi dellโAiello risultarono perfettamente normali e cioรจ non fu trovata in nessun segno di emolisi (rottura del globulo rosso) e quindi nessuna traccia di emoglobinemia (emoglobina libera nel sangue).
Come fece osservare il Prof. Santoro nella relazione da lui inviata alla Sacra Congregazione per le cause dei Santi โnella letteratura medica non esistono casi di emoglobinoidrosiโ il che รจ come dire che nellโuomo normale e patologico tale fenomeno non accade perchรฉ non puรฒ accadere dal punto di vista istofisiologico e fisiopatologico e conseguentemente il caso singolare della Aiello risulta del tutto inspiegabile.
Il reperto biochimico evidenziato dal Prof. Santoro รจ di grande importanza anche nellโantico dibattito fra chi sostiene che la sudorazione di sangue presentata da Gesรน nellโOrto degli Ulivi e da altri mistici sia un fenomeno naturale spiegabile con lo stress emotivo e chi, invece, pensa che esso sia un segno soprannaturale non spiegabile dalla scienza.
Sembra, anche se non tutti sono dโaccordo e il fenomeno non e mai riportato nei classici trattati di Medicina Moderna, che in alcuni soggetti, per azione di batteri cromogeni, per aumento di permeabilitร capillare e diapedesi (migrazione di globuli rossi attraverso dei fori che si aprono nella parete del vaso) dovuta ad infiammazione e/o stress emotivo intenso, si possa manifestare un sudore sanguigno; ma se la fisiopatologia moderna consente di ammettere la possibilitร che qualche globulo rosso si ritrovi sulla pelle insieme al sudore, la stessa non ammette che della semplice emoglobina possa riversarsi fuori dalle ghiandole sudoripare senza che vi sia traccia delle cellule che la contengono e senza che la molecola dellโEme (Emoglobina) si ritrovi libera nel plasma come avviene nei fenomeni di emolisi (distruzione) dei globuli rossi.
Eโ evidente che il paradosso scientifico rappresentato da una โemorragiaโ cutanea costituita da sola emoglobina senza emolisi documentata porta alla conclusione che, almeno nel caso dellโAiello, lโapparente sudore sanguigno non รจ assolutamente interpretabile in modo naturale.
Risultarono, invece, di sangue umano completo di tutte le sue componenti le effusioni ematiche che, nella notte fra il 29 ed il 30 Settembre 1955, si manifestarono su un pannello di masonite che era stato posto accanto al letto di suor Elena per proteggerlo dallโumiditร del muro.
Il sangue fluรฌ per circa 15 giorni (29 Settembre โ 13 Ottobre) e poi si ripetรฉ piรน volte fino al 1956. Particolarmente vistoso fu il fenomeno il 3 Maggio 1956, solennitร della S. Croce, il 31 Maggio, festa del Corpus Domini, lโ8 Giugno, S. Cuore, ed il 10 Luglio, festa del Preziosissimo Sangue. In questa ultima occasione, il pannello fu lavato con acqua dalla stessa Aiello per ben sette volte, ma il sangue continuรฒ a scorrere per tutta la giornata, delineando, in modo molto preciso, i lineamenti di un Volto, che, da quel momento, rimarrร impresso fino ad oggi su quella lastra di legno.
E inutile aggiungere che anche in questo caso non esistono spiegazioni naturali che possano rendere ragione di un sanguinamento umano spontaneo da un materiale come la masonite, una volta esclusa lโipotesi della truffa, come autorevolmente fu fatto da parte dellโAssistente Pontificio P. Bonaventura da Pavullo, che nel Novembre 1956 fu testimone oculare e di persona prelevรฒ il materiale sanguigno per lโesame chimico-fisico.
In conclusione la fenomenologia presentata dallโAiello o prodottasi nel suo ambiente, non solo non ha spiegazione ma di per sรฉ costituisce lโavvenimento di una impossibilitร naturale dimostrabile scientificamente, per cui, considerando anche la grande valenza cristologica di tutta la fenomenologia, le virtรน cristiane esercitate dalla Beata e i frutti di conversione che da essa scaturirono, รจ razionale pensare che quella fenomenologia rappresenti, insieme ai molti fatti straordinari di sangue manifestatisi nel XX secolo, un inequivocabile richiamo alla Passione redentiva di Cristo e un forte ammonimento divino ad una umanitร sullโorlo del baratro che Dio vuole salvare con ogni mezzo ed ad ogni costoยป. [b]
LE RIVELAZIONI
Forse puรฒ aiutarci a gettare luce sui perchรฉ dei succitati fenomeni soprannaturali, un rapporto (di cui non viene specificato lโautore) che Mons. Spadafora riporta nel suo libro dedicato a Madre Elena Aiello[a], e che contiene anche un importante messaggio ricevuto da Suor Elena lโ8 dicembre 1957:
ยซEโ naturale che ci si chieda il significato di un tale fenomeno: perchรฉ questo sangue? Han forse un linguaggio queste manifestazioni fuor dellโordinario? Forse la risposta รจ offerta da un povero e semplice foglio di carta, che ho qui tra le mani, lieve come leggero soffio di vento. Il suo contenuto, perรฒ, appare assai grave: ha il calore e il tono di una pagina dellโApocalisse; ne riecheggia le pressanti ammonizioni, i tremendi annunzi; dalla visuale ampia che abbraccia tutte le nazioni, dallo sguardo profondo che risale al movente remoto e altissimo degli umani eventi. Eccone le frasi piรน salienti.
โGli uomini offendono troppo Dio. Se io ti facessi vedere il numero dei peccati che si commettono in un sol giorno, ne moriresti dal dolore.
I tempi sono gravi. Il mondo รจ tutto sconvolto perchรฉ รจ diventato peggiore che ai tempi del diluvio. Il materialismo si avanza e continua la sua marcia segnata di sangue, in lotte fratricide. Vi sono segni evidenti e pericolosi per la pace. Il flagello sta passando sul mondo come lโombra di una nube minacciosa, per testimoniare agli uomini che la giustizia di Dio preme sullโumanitร e che la mia potenza di Madre di Dio contiene ancora lo scoppio dellโuragano. Tutto รจ sospeso come ad un filo: quando questo filo si spezzerร , la Giustizia divina piomberร sul mondo e compirร il suo terribile corso purificatore. Tutte le nazioni saranno punite perchรฉ molti sono i peccati che, come una marea di fango, ha ricoperto la terra. Le forze del male sono preparate a scatenarsi in ogni parte del mondo, con aspra violenza. Tremendo sarร lo sconvolgimento per quello che avverrร .
Giร da tempo, ho avvisato gli uomini, in tanti modi. I Governatori dei popoli avvertono il pericolo gravissimo; ma non vogliono riconoscere che, per evitare il flagello, รจ necessario far ritornare la societร ad una vita veramente cristiana. Quanto strazio sente il mio cuore nel vedere che gli uomini a tutto pensano meno che a ritornare a Dio.
Ma il tempo non รจ lontano e tutto il mondo sarร sconvolto. Molto sangue sarร versato: di giusti, di innocenti, di santi sacerdoti, e la Chiesa soffrirร molto. Lโodio arriverร al colmo.
LโItalia sarร umiliata, purificata nel sangue, e dovrร molto soffrire, perchรฉ molti sono i peccati in questa nazione prediletta, sede del Vicario di Cristo.
Non puoi immaginare quello che accadrร ! Si svilupperร una grande rivoluzione e le vie saranno arrossate di sangue. Il Papa soffrirร molto e tutto questo soffrire sarร per lui come unโagonia che abbrevierร il suo pellegrinaggio terreno. Il suo Successore guiderร la nave nella tempesta.
Ma non tarderร la punizione degli empi. Quel giorno sarร spaventoso, nel modo piรน terribile: la terra tremerร e scuoterร tutta lโumanitร .
I malvagi periranno nei tremendi rigori della giustizia di Dio.
Lanciate un messaggio per avvisare subito, possibilmente, tutti gli uomini della terra, perchรฉ ritornino a Dio con preghiere e penitenzeโ.ยป. [a]
Altre rivelazioni
โEssi sono diventati cosรฌ ingrati verso il Mio Sacro Cuore e abusando delle mie grazie hanno trasformato il mondo in una scena di delitti. Innumerevoli scandali portano le anime alla rovina, specialmente le anime della gioventรน. Essi si sono dati senza ritegno ai piaceri del mondo che sono degenerati in perversioni.
Il cattivo esempio dei genitori produce nelle famiglie scandali e infedeltร anzichรฉ la pratica della virtรน e della preghiera. La casa, fonte di fede e santitร , viene macchiata e distrutta. La caparbietร degli uomini non cambia ed essi testardamente vanno avanti nei loro peccati. I castighi e le afflizioni che Dio manda per farli diventare ragionevoli sono severi ma gli uomini sono furiosi come bestie ferite e induriscono i loro cuori contro la grazia di Dio.
Il mondo non merita piรน perdono ma fuoco, distruzione e morte. Deve esserci molta penitenza e preghiera da parte dei fedeli per mitigare il meritato castigo che ora viene trattenuto dallโintervento della Mia cara Madre che รจ Madre di tutti gli uomini. Eโ prossimo il flagello che purificherร la terra dal male. La Giustizia Divina grida soddisfazione per le molte offese e i mali che coprono la terra. Nientโaltro sarร tollerato. Gli uomini nella loro ostinazione si sono induriti nei loro errori e perciรฒ non si rivolgono a Dio.
Le persone non si sottomettono alla Chiesa e disprezzano i sacerdoti perchรฉ fra di loro ce ne sono tanti che sono motivo di scandalo.
Ascolta bene ciรฒ che ti dico e annuncialo a tutti. Il mio cuore รจ rattristato dalle molte afflizioni che minacciano il mondo. La giustizia del nostro Padre Celeste รจ gravemente offesa. Gli uomini continuano a vivere ostinatamente nei loro peccatiโฆโ. (16 aprile 1954) [c]
โUna Propaganda empia ha diffuso nel mondo molti errori, suscitando ovunque persecuzioni, rovine e morte. Se gli uomini non cesseranno di offendere il Figlio mio, il tempo non sarร lontano che la giustizia del Padre manderร sulla terra il flagello dovuto, e sarร peggiore castigo che mai sia stato visto nella storia dellโumanitร . Quando nel cielo apparirร un segno straordinario, sappiano gli uomini che prossima sarร la punizione del mondo!โ. (7 gennaio 1950) [d]
โVoglio che si sappia che il flagello รจ vicino: fuoco mai visto scenderร sulla terra e gran parte dellโumanitร sarร distruttaโฆ Quelli che resteranno troveranno nella mia protezione la misericordia di Dio, mentre tutti coloro che non vogliono pentirsi delle loro colpe periranno in un mare di fuoco!โฆ La Russia sarร quasi completamente bruciata. Anche altre nazioni scompariranno. LโItalia sarร salvata in parte per il Papaโ. (11 aprile 1952) [d]
โIl mondo รจ sprofondato in una corruzione strabocchevoleโฆQuelli che governano si sono resi veri demoni incarnati, e mentre parlano di pace, preparano le armi piรน micidialiโฆ per distruggere popoli e nazioniโ. (16 aprile 1954) [c, d]
โLโira di Dio รจ prossima e il mondo sarร travagliato da gran calamitร , sanguinose rivoluzioni, forti terremoti, carestie, epidemie e spaventosi uragani, che faranno straripare i fiumi e i mari! Il mondo sarร tutto sconvolto da una nuova terribile guerra. Le armi piรน micidiali distruggeranno popoli e nazioni. I dittatori della terra, veri mostri infernali, atterreranno le Chiese con i Sacri Cibori e distruggeranno popoli e nazioni e le cose piรน care. In questa lotta sacrilega, per il feroce impulso e lโaccanita resistenza molto verrร abbattuto di tutto quello che รจ stato fatto dalla mano dellโuomo. Nubi con bagliori di incendio compariranno infine nel cielo e una procella di fuoco si abbatterร su tutto il mondo. Il terribile flagello, mai visto nella storia dellโumanitร , durerร settanta ore. Gli empi saranno polverizzati e molti andranno perduti nellโostinatezza del loro peccato. Allora si vedrร la potenza della luce sulla potenza delle tenebreโ. (16 aprile 1955) [c, d]
โVi sarร un vero e grande duello tra me e Satanaโฆ Il Materialismo avanza veloce in tutte le nazioni e continua la sua marcia segnata di sangue e di morte!โฆ Se gli uomini non torneranno a Dio, verrร una grande guerra da est a ovest, guerra di terrore e di morte, ed infine il fuoco purificatore cadrร dal cielo come fiocchi di neve su tutti i popoli e una gran parte dellโumanitร rimarrร distrutta.
La Russia marcerร su tutte le nazioni dโEuropa, particolarmente sullโItalia, e innalzerร la sua bandiera sulla cupola di San Pietro!โฆ Manifesterรฒ la Mia predilezione per lโItalia, che sarร preservata dal fuoco; ma il cielo si coprirร di densa tenebra e la terra sarร scossa da spaventosi terremoti che apriranno profondi abissi, e verranno distrutte cittร e province; e tutti grideranno che รจ la fine del mondo! Anche Roma sarร punita secondo giustizia per i suoi molti e gravi peccati, perchรฉ lo scandalo รจ arrivato al colmo. I buoni perรฒ che soffrono e i perseguitati per la giustizia e le anime giuste non debbono temere, perchรฉ saranno separati dagli empi e dai peccatori ostinati, e saranno salvati!โ. (1959) [c, d]
โLโumanitร si รจ allontanata da Dio e, allucinata dai beni terreni, ha dimenticato il Cielo e si รจ sprofondata in una corruzione strabocchevole, che non trova riscontro neppure con i tempi del diluvio!โฆ Ma lโora della giustizia di Dio รจ vicina e sarร terribile!โฆ E se gli uomini non ravviseranno in questi flagelli i richiami della Divina Misericordia e non ritorneranno a Dio con una vita veramente cristiana, unโaltra guerra terribile verrร da est ad ovest, e la Russia con le sue armi segrete, combatterร lโAmerica, travolgerร lโEuropa e si vedrร specialmente il fiume Reno della Germania pieno di cadaveri e di sangue. Anche lโItalia sarร travagliata da una grande rivoluzione e il Papa dovrร molto soffrire.
Il nemico, come leone ruggente, avanzerร su Roma e il suo fiele avvelenerร popoli e nazioniโฆโ. (22 agosto 1960) [c, d, e]
โOh, che orribile visione vedo! Sta succedendo una grande rivoluzione a Roma! Stanno entrando in Vaticano. Il Papa รจ da solo, sta pregando. Stanno tenendo il Papa. Lo prendono con la forza. Lo picchiano fino a farlo cadere. Lo stanno legando. Oh Dio! Oh Dio! Gli stanno dando dei calci. Che scena orribile! Eโ terribile!โฆNostra Signora si sta avvicinando. Quegli uomini malvagi cadono a terra come cadaveri! Nostra Signora aiuta il Papa ad alzarsi prendendolo per il braccio, lo copre con il Suo manto e gli dice: โ Non temere!โ. (Venerdรฌ Santo 1961) [e]
Fonti:
Le informazioni sulla vita di Suor Aiello sono tratte principalmente dal libro โSuor Elena Aiello, โa monaca santaโ[a] e dal sito Web delle Suore Minime della passione di N.S.G.C.. Inoltre, per le rivelazioni e gli studi scientifici si รจ fatto riferimento alle seguenti fonti:
a) โSuor Elena Aiello, โa monaca santaโ, Mons. Francesco Spadafora (con Imprimatur);
b) โLa voce delle figlie di Madre Elena Aielloโ, rivista delle Suore Minime della passione di N.S.G.C. (sito Web: http://suoreminime.medianetis.it);
c) โTrial, Tribulation and Triumphโ, Desmond A. Birch (questi brani pubblicati nel libro di D. A. Birch sono tratti da โThe Last Timesโ, di Padre Benjamรฌn Martรฌn Sanchez, SSD);
d) โViaggio nelle profezieโ, Alessandro Meluzzi;
e) โProphecies! the Chastisement and Purification!โ, Albert J. Hebert;




