CATALINA RIVAS STIGMATE

Catalina Rivas la segretaria di Gesù

 

CATALINA RIVAS PROFEZIE E RIVELAZIONI

 

Biografica di Catalina Rivas 

 

Catalina Rivas vive a Cochabamba, in Bolivia. Nella prima metà degli anni ’90 è stata scelta da Gesù per trasmettere al mondo i Suoi messaggi di amore e misericordia. Catalina, che Gesù chiama  “la Sua segretaria”, scrivendo sotto Sua dettatura, è in grado di riempire in pochi giorni centinaia di pagine di quaderno, fitte di testo. Per scrivere i tre quaderni da cui venne tratto il libro “La Grande Crociata dell’Amore”, Catalina, impiegò appena 15 giorni. Gli esperti rimasero impressionati dalla notevole quantità di materiale che la donna aveva scritto in così poco tempo. Ma rimasero colpiti ancor di più dalla bellezza, dalla profondità spirituale e dalla indubbia validità teologica dei suoi messaggi, considerando per altro il fatto che Catalina non aveva terminato le scuole medie superiori, né tantomeno possedeva alcuna preparazione in campo teologico.

Catalina nell’introduzione di uno dei suoi libri scrive: “Io, indegna Sua creatura, sono diventata improvvisamente la Sua segretaria…Io che non ho mai saputo niente di teologia né ho letto mai la Bibbia…improvvisamente ho iniziato a conoscere l’Amore del mio Dio, che è anche il tuo…I Suoi fondamentali insegnamenti ci rivelano che l’unico amore che non mente, non inganna, non ferisce, è il Suo; egli ci invita a vivere quell’amore attraverso numerosi messaggi, uno più bello dell’altro”.

I messaggi contengono verità teologiche che, nonostante la loro intrinseca complessità, vengono espresse con una semplicità ed una immediatezza sconcertanti. I messaggi contenuti nei libri di Catalina Rivas rivelano la speranza fondata sull’immenso amore di Dio. Un Dio di immensa misericordia ma allo stesso tempo un Dio di giustizia che non viola la nostra libera volontà.

Tutti i messaggi dettati da Gesù sono stati raccolti in otto libri che il 2 aprile 1998 hanno ricevuto l’Imprimatur dall’Arcivescovo di Cochabamba Mons. René Fernández Apaza. In questo documento l’Arcivescovo afferma: “Abbiamo letto i libri di Catalina Rivas e siamo sicuri che il loro unico obbiettivo è quello di condurci tutti attraverso la strada dell’autentica spiritualità, la cui fonte è il Vangelo di Cristo […] Per questo, autorizzo la loro stampa e diffusione, raccomandandoli come testi di meditazione e orientamento spirituale, al fine di ottenere molti frutti per il Signore che ci chiama a salvare anime, mostrando loro che Egli è un Dio vivo, pieno di amore e misericordia”.

Le stigmate di Catalina Rivas 

 

Catalina Rivas dal 1994 porta su di sé le piaghe del Signore che appaiono di solito il Venerdì Santo.

Nell’ottobre del 1994, mentre si trovava in pellegrinaggio a Conyers, negli Stati Uniti, Catalina vide improvvisamente una forte luce attorno al Crocifisso e sentì il bisogno di offrire sé stessa e la sua vita al Signore. Vide 4 raggi di luce che uscivano dalle mani, dai piedi e dal costato di Gesù crocifisso, i quali penetrarono nelle sue mani, nei piedi e nel suo cuore come fulmini. Il dolore era talmente intenso che Catalina cadde a terra. Due giorni dopo, in Costarica, Gesù le disse che il dono delle stigmate che le aveva fatto le avrebbe consentito di condividere con Lui le sofferenze della Sua Croce e che esse sono riservate solo a coloro che sono capaci di amarlo come Egli desidera essere amato.

 

Nel gennaio del 1996 il dottor Ricardo Castañón, ricercatore e docente di neuropsicofisiologia all’università Cattolica della Bolivia, visitò Catalina in ospedale e qui ebbe modo di constatare la presenza delle stigmate sul corpo della donna e la sua terribile sofferenza durante l’esperienza mistica della passione di Gesù. Le piaghe della donna il giorno dopo si erano già miracolosamente rimarginate, tanto che i medici non riuscivano a spiegare come quelle profonde ferite potessero essere guarite in un lasso di tempo così breve.

La passione di Gesù testimonianza di Catalina Rivas 

Figliola mia, lasciati abbracciare dal Mio ardentissimo desiderio che tutte le anime vengano a purificarsi nell’acqua della penitenza… Si compenetrino in sentimenti di fiducia e non di timore, perché Io sono un Dio di Misericordia e sono sempre disposto a ricevervi nel Mio Cuore. Così, giorno dopo giorno, andremo unendoci nel nostro segreto d’amore. Prima una piccola scintilla, e poi una grande fiamma… Solo che l’amore vero, oggi, non è amato!… Fai amare l’amore! Ma prima, figliola, prega, prega molto per le Anime Consacrate che hanno perso l’entusiasmo e la gioia del servizio. Prega anche per quei Sacerdoti che realizzano sull’altare il miracolo, per eccellenza, e la cui fede è languida. Perditi in Me come una goccia d’acqua nell’oceano… Quando ti ho creata, ho baciato la tua fronte, segnandoti con il segno della Mia predilezione… Va’ in cerca di anime, poiché sono poche quelle che Mi amano; cerca anime ed imprimi, nella loro mente, la visione del dolore nel quale Mi sono consumato. Gli uomini, senza saperlo, stanno per ricevere dei grandi doni. Sono vicino a te, ogni volta che fai ciò che Io ti chiedo: è come se tu Mi togliessi la sete ardente che sulla Croce Mi seccò anche le labbra. Sarò presente, ogni volta che invocherete la Mia Passione, con amore. Ti concederò di vivere unita a Me nel dolore, che ho sperimentato quando nel Getsemani ho conosciuto i peccati di tutti gli uomini. Sii cosciente di questo, perché sono poche le Creature che chiamo a questa specie di Passione, ma nessuna di loro comprende quale predilezione ho posto in esse, associandole a Me nell’ora più dolorosa della Mia Vita terrena.

Ci sono Anime che riflettono sulla Mia Passione, ma sono molto poche quelle che pensano alla preparazione della Mia Vita pubblica: la Mia solitudine! I quaranta giorni, che ho trascorso sui fianchi della montagna, sono stati i giorni più angosciosi della Mia Vita, perché li ho passati completamente solo, preparando il Mio Spirito per ciò che sarebbe accaduto: ho sofferto la fame, la sete, LO scoraggiamento ed L’amarezza. 8 Sapevo che, per quel popolo, il Mio Sacrificio sarebbe stato inutile, visto che non Mi hanno riconosciuto. In quella solitudine, ho percepito che, né la Mia nuova Dottrina, né i Sacrifici ed i Miracoli, avrebbero potuto salvare il Popolo Ebreo, che si sarebbe trasformato in deicida (uccisore di Gesù Cristo). Nondimeno, dovevo compiere il Mio Dovere, la Mia Missione Divina. Dovevo, innanzitutto, lasciare loro la Mia semenza e dopo… morire. Quanto è triste tutto questo, considerandolo sul piano umano! Anch’Io sono stato uomo e ho provato dolore ed angoscia. Quanto Mi sono trovato solo! Ho mortificato il Mio Corpo con il digiuno, il Mio Spirito con la preghiera. Ho pregato per tutta l’Umanità, che non Mi avrebbe riconosciuto, che Mi avrebbe sacrificato tante volte… Sono stato tentato come qualsiasi altro mortale, e Satana non ha mai avuto una curiosità tanto grande come quella di sapere chi era l’uomo che stava in tanta solitudine ed abbandono. Pensate a tutto ciò che ho dovuto patire, per salvare l’uomo, per poter regnare nel suo cuore, per rendergli possibile l’ingresso nel Regno del Padre Mio. Leggi tutto accedendo al pdf…

 

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Accenni sull’Avvertimento Universale Catalina Rivas 

AVVERTIMENTO E MIRACOlO

26 OTTOBRE 1996 – GESÙ

“Figli Miei, [ … ] sta arrivando il giorno in cui il Figlio dell’Uomo dovrà darvi un avvertimento sull’ amarezza del castigo, nel quale ogni uomo vedrà il proprio giudizio.”

1 DICEMBRE 1996 – GESÙ

“Sappiate che il Figlio dell’Uomo presto verrà a verificare le verità passate e a raccogliere i Sui eletti perché arriverà l’ora in cui tutti sperimenteranno lo stato delle loro anime … Ognuno dovrà guardare dentro se stesso, non può essere evitato.”

16 lUGliO 1996 – GESÙ “La Mia mano sinistra indica l’Avvertimento e la Mia mano destra indica il Miracolo. Prega, piccola Mia, ripara alle ferite del Mio Sacro Cuore.”

PURIFICAZIONE E CASTIGO 15 GENNAIO 1996 – GESÙ

“La guerra non è solamente il castigo per l’odio fra le nazioni, ma anche il castigo per i peccati dell’umanità.”

6 lUGliO 1996 – lA MADONNA

“In quanto al castigo tanto temuto, dipende dal mondo che questo sia forte come il dolore che sente Mio Figlio o che si plachi… Con la preghiera, la penitenza e il digiuno, potete fare in modo che non si determini la Terza Guerra Mondiale. Leggete: 2 Corinzi 12,14.”

9 GENNAIO 1996 – GESÙ “Il mondo si getta coscientemente nell’ abisso, senza accettare l’aiuto che il Mio Cuore gli offre; dopo sarà pianto e disperazione: l’umanità gemerà sotto il meritato flagello. Bisogna espiare e pregare perché il castigo verrà: ma se si facesse penitenza le anime si affiderebbero al Mio Cuore … lo prometto nella tenerezza e grandezza del Mio amore di liberare gli uomini dal rigore della giustizia Divina, portandoli in un porto sicuro, dove né il terrore né la morte possono nuocergli … Soffri, espia con Me.”

13 GENNAIO 1996 – GESÙ “

La pace del mondo dipende dalla santità della Chiesa, dei suoi figli. Ti sono state annunciate tante cose a proposito del mondo, delle anime, della Chiesa … Tutto si compirà perché il cielo e la terra passeranno, ma le Mie parole non passeranno. (Chiedo se si compiranno anche quei terribili castighi. [qui parla Catalina, N.d.T]) Sì, anche quelli, se il mondo conti¬nua nella sua vita di immoralità e di peccato. Mia Madre in altri tempi aveva annunciato il castigo, ma oggi l’ora è molto più vicina. I popoli più forti distruggeranno i più deboli. Tutti i diritti umani saranno oppressi. Sangue e fuoco su tutta la terra. Cose mai viste dalla creazione del mondo. Il Cielo non avrà che riflessi di fuoco; non sarà azzurro, ma carico del fumo dei mezzi di distruzione … La terra resterà avvolta da un manto nero. Il tempo della vera Apocalisse è molto lontano e sarà voluto da Dio, mentre questo sarà voluto e preparato dall’uomo. Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho voluto radunare i tuoi figli, come la chioccia riunisce i suoi pulcini sotto le sue ali e tu non hai voluto! Questo è il messaggio di cui ti parlavo l’altra notte, di amore e di dolore. Te lo confido. [ … ] Questo mondo incredulo e infedele non crede facilmente a molte cose, perché è più facile vestirsi di scetticismo che di verità. È più comodo. Una volta di più ti dico che nessuno è profeta nella sua terra. Il mondo ha bisogno di un segno per credere e lo avrà. La mia gente ha pensieri di guerra, mentre lo ho pensieri di pace. Non siamo fatti per intenderei.” Leggi il pdf completo cliccando qui…

 

La provvidenza divina Catalina Rivas 

PRIMO CAPITOLO

L’Amore bussa alla mia porta

Alla fine del mese di Maggio, mi sono messa in viaggio verso la città di Orange County, (California), negli Stati Uniti, per tenere fede ad un impegno, in compagnia del mio Direttore Spirituale e di una coppia di amici molto cari. In quel periodo, mia madre era molto malata, e il Signore mi aveva chiesto di preoccuparmi a preparare il lutto per la famiglia. Ho telefonato a casa per avere notizie dello stato di salute di mia madre e mi dissero che era stabile; mi sono, inoltre, informata se mio fratello Carlo sarebbe venuto per accompagnarci in quei giorni per noi tanto delicati. Per quanto sapessi che non era la cosa più importante, il fatto di dovere comprare degli abiti neri da lutto per la mia famiglia, è stata un’esperienza molto particolare, perché aveva a che vedere con la morte di qualcuno che io amavo, in questo caso, ho pensato a mia madre. Il modo, nel quale il Signore mi guidava, mi faceva capire che stava preparando il mio Spirito, il mio stato d’animo e quello della mia famiglia. Giorni prima, il Signore aveva chiesto al mio Direttore Spirituale e a me di fare un’ora quotidiana di Adorazione notturna, in riparazione dei nostri peccati, dei peccati dei nostri familiari e di quelli di tutto il Mondo. Il giorno 6 Giugno, due giorni prima di Pentecoste, il Signore, come abitualmente fa, mi ha dettato alcune citazioni bibliche perché le meditassimo. Poi soggiunse: “Chiedi, per sabato, un aiuto particolare per le tue faccende di casa; ho bisogno che tu sia quasi come reclusa in comunione con Me”. Ho capito che il Signore voleva che non mi distraessi con altre cose, per essere totalmente disponibile per Lui, per pregare e per aspettare che mi parlasse. Mi dissero che mio fratello Carlos non era ancora arrivato, perché aveva avuto un problema renale. Sabato, 7 Giugno, di mattina, vigilia di Pentecoste, il Signore, dopo la recita delle Lodi, disse: “Voglio la vostra disponibilità: non pensate ad altre cose, conto su di voi, lascia che siano gli altri a fare ciò che avete programmato. È necessario che sappiate operare con calma e fermezza. L’importante è l’Amore che si mette in tutto ciò che si fa…”. Mentre facevamo le nostre preghiere mattutine, il mio Direttore Spirituale ed io abbiamo ricevuto la visita di una persona, che si è poi unita a noi in preghiera. Più tardi, è arrivato mio figlio con la tremenda ed inaspettata notizia che mio fratello Carlos era venuto a mancare nel mio paese. Sono corsa davanti al Santissimo e mi sono messa a piangere, dicendo al Signore che se lo era portato via in un momento nel quale non era preparato, o almeno questo era ciò che io pensavo. Ero preoccupata, perché mio fratello, divorziato, aveva contratto un altro matrimonio in seconde nozze, e non poteva Comunicarsi. Questa situazione lo faceva soffrire molto, perché aveva cominciato ad accostarsi al nostro Gruppo di Apostolato e ad una vita di intesa preghiera. Non potevo fare partecipe di questa notizia mia madre, perché era ormai giunta allo stadio terminale della sua malattia. Abbiamo deciso che, il giorno seguente, mi sarei messa in viaggio per la Bolivia insieme a mio figlio. Sono ritornata a casa a pregare per la sua Anima, ho chiesto misericordia per lui, perché non si perdesse e perché le mie preghiere potessero giungere in tempo per intercedere per la sua salvezza.
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La santa messa testimonianza di Catalina Rivas 

Testimonianza di Catalina Rivas sulla santa messa Sulla meravigliosa catechesi con la quale il Signore e la Vergine Maria ci stanno istruendo – in primo luogo insegnandoci il modo di pregare il Santo Rosario, di pregare con il cuore, di meditare e di trarre profitto dei momenti di incontro con Dio e con la nostra Madre benedetta, e sul modo di confessarsi – inoltre, sulla conoscenza di ciò che avviene nella Santa Messa e sul modo di viverla con il cuore. È questa la testimonianza che devo e voglio dare al mondo intero, per la maggior Gloria di Dio è per la salvezza di chiunque voglia aprire il proprio cuore al Signore. Affinché molte anime, consacrate a Dio, ravvivino il fuoco dell’amore per Cristo, sia quelle che hanno nelle loro mani il potere di farlo scendere sulla terra per essere nostro nutrimento, sia le altre, affinché perdano l’uso di riceverlo per “abitudine” e rivivano il meraviglioso stupore dell’incontro quotidiano con l’amore. Affinché i miei fratelli e sorelle laici di tutto il mondo vivano il più grande dei Miracoli con il cuore: la celebrazione della Santa Eucaristia. Era la vigilia del giorno dell’Annunciazione, e i componenti del nostro gruppo erano andati a confessarsi. Alcune signore del gruppo di preghiera non riuscirono a farlo e rimandarono la confessione al giorno seguente, prima della Santa Messa. Quando il giorno seguente giunsi in Chiesa un po’ in ritardo, il signor Arcivescovo e i sacerdoti stavano già entrando nel presbiterio. In quel momento, la Vergine disse con la sua voce dolce e soave che raddolcisce l’anima: «Oggi per te è un giorno di apprendistato e voglio che tu faccia molta attenzione perché, di ciò che sei testimone oggi, tutto ciò che vivrai in questo giorno, dovrai farne partecipe l’umanità». Rimasi sorpresa senza comprendere, ma cercando di essere molto attenta. La prima cosa della quale mi resi conto era un coro di bellissime voci che cantavano, come se venisse da lontano; in alcuni momenti la musica si avvicinava, come se si trattasse di un suono portato dal vento. Il signor Arcivescovo cominciò la Santa Messa, e giunto all’Atto Penitenziale, la Santissima Vergine disse: «Dal profondo del tuo cuore, chiedi perdono al Signore per tutte le tue colpe, per averlo offeso, così potrai partecipare degnamente alla privilegio di assistere alla Santa Messa». È certo che per una frazione di secondo pensai: «Sono certamente in Grazia di Dio, mi sono appena confessata ieri sera».

Ella rispose: «Credi forse che tu, da ieri sera, non abbia offeso il Signore? Lascia che ti ricordi alcune cose. Quando stavi uscendo per venire qui, la ragazza che ti aiuta ti si avvicinò per chiederti alcune cose, e poiché eri in ritardo, sbrigativamente le rispondesti in modo non molto cortese. È stata una mancanza di carità da parte tua, e dici di non aver offeso Dio…?» «Nella strada che hai fatto per venire fin qui, un autobus ha intralciato la tua strada e ti ha quasi urtato e tu hai detto un’abbondante quantità di cose contro quel pover’uomo, invece di venire in Chiesa facendo le tue orazioni, preparandoti per la Santa Messa. Hai mancato di carità e hai perso la pazienza e la pace. E dici di non aver offeso il Signore…?» «E arrivi all’ultimo momento, quando già la fila dei celebranti sta uscendo per celebrare la Messa… e stai per parteciparvi senza una previa preparazione…» – Va bene, Madre mia, non mi dire di più, non ricordarmi altre cose, altrimenti morirò immediatamente di vergogna e di dolore – risposi. «Perché arrivare all’ultimo momento? Dovreste essere qui prima, per poter fare una preghiera e chiedere al Signore di mandare il Suo Santo Spirito, perché vi conceda uno spirito di pace che scacci via lo spirito del mondo, le preoccupazioni, i problemi e le distrazioni, e poter essere così capaci di vivere questo momento tanto sacro. Invece, arrivate quasi all’inizio della celebrazione e vi partecipate come se andaste ad assistere ad un evento qualsiasi, senza nessuna preparazione spirituale. Perché? È il Miracolo più grande, e voi avete la possibilità di vivere il momento del più grande regalo da parte dell’Altissimo, ma non lo sapete a apprezzare.» È bastato così.

Mi sentivo così male che fu più che sufficiente perché chiedessi perdono a Dio, non solamente per le colpe di quel giorno, ma per tutte le volte che, come moltissime altre persone, ho aspettato che terminasse l’omelia del sacerdote per entrare in Chiesa. Per tutte quelle volte che non ho saputo o che ho rifiutato di capire che cosa significava essere lì, e per quelle altre volte che, essendo forse la mia anima piena di peccati più gravi, avevo osato partecipare alla Santa Messa. Era un giorno festivo e si doveva quindi recitare il Gloria. La Santa Vergine disse: «Glorifica e benedici con tutto il tuo amore la Santissima Trinità, riconoscendoti una Sua creatura.» Come fu diverso quello Gloria! Mi vidi d’un tratto in un altro luogo, pervaso di luce, davanti alla Presenza Maestosa del Trono di Dio, tutto pieno di luce; con quanto amore, ringraziando, ho ripetuto… “Per la tua Gloria immensa, noi Ti lodiamo, Ti benediciamo, Ti adoriamo, Ti glorifichiamo, Ti rendiamo grazie Signore, Dio, Re del cielo, Dio Padre Onnipotente – e mi immaginavo il volto paterno del Padre pieno di bontà… Signore, Figlio unico Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, Tu che togli peccati del mondo…” – e Gesù stava davanti a me, con quel volto pieno di tenerezza e di Misericordia… “perché Tu solo sei Dio, solo Tu, Altissimo Gesù Cristo, con lo Spirito Santo…” il Dio dell’Amore perfetto, Quello che in questo momento fa trasalire tutto il mio essere… E ho chiesto: «Signore, liberarmi da ogni spirito cattivo; il mio cuore ti appartiene, Signore mio, mandami la tua pace per ottenere il miglior beneficio da questa Eucaristia e perché la mia vita dia migliori frutti. Spirito Santo di Dio, trasformami, opera in me, guidami. O Dio, dammi i doni di cui necessito per servirti meglio…!» Articolo completo in pdf qui….

In Adorazione Catalina Rivas

 

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Tutte le dimensioni dell’Eucarestia si riannodano in un aspetto che più di tutti mette alla porta la nostra fede: è il mistero della presenza “reale” di Gesù.

Per questo la fede ci chiede di stare davanti all‘Eucarestia con la consapevolezza che siamo davanti a Cristo stesso.

L’Eucarestia è mistero di presenza, per mezzo del quale si realizza in modo sommo la promessa di Gesù di restare con noi fino alla fine del mondo. E’ sempre presente in noi la tentazione di ridurre questo Sacramento alle proprie dimensioni, mentre in realtà siamo noi a doverci aprire alle dimensioni del Mistero.

Occorre, in particolare, coltivare, sia nella celebrazione della Messa che nel culto eucaristico fuori della Messa, la viva consapevolezza della presenza reale di Cristo avendo cura di testimoniarla con il tono della voce, con i gesti, con i movimenti, con tutto l’insieme del comportamento.

La presenza di Gesù nel tabernacolo deve costituire come polo di attrazione per un numero sempre più grande di anime innamorate di lui capaci di stare a lungo ad ascoltare la voce a quasi sentirne i palpiti del cuore. “Gustate e vedete quanto è buono il Signore!”. (salmo 33 (34),9). Al di fuori della Celebrazione Eucaristica, la Chiesa si prende cura di venerare l’Eucarestia che deve essere “conservata”.. come centro di spiritualità della comunità religiosa e parrocchiale”.

Rimanendo in silenzio dinanzi al Santissimo Sacramento è Cristo, totalmente e realmente presente, che noi scopriamo, che noi adoriamo e con il quale stiamo in rapporto. IN ADORAZIONE La contemplazione prolunga la Comunione sacramentale e permette di incontrare durevolmente Cristo, vero Dio e vero uomo, di lasciarsi guardare da lui e fare esperienza della sua presenza. Quando lo contempliamo presente nel Santissimo Sacramento dell’altare, Cristo si avvicina a noi e diventa intimo con noi più di quanto lo siamo noi stessi. Nell’adorazione Gesù ci rende partecipi della sua vita divina in una unione che trasforma e mediante lo Spirito, ci apre la porta che conduce al Padre, come Egli stesso disse a Filippo: “ Chi ha visto me ha visto il Padre”. (Giovanni 14,9). La contemplazione, che è anche una comunione di desiderio ci associa intimamente a Cristo e associa in modo particolare coloro che sono impossibilitati a riceverlo. E’ bello intrattenersi con Gesù e, chinati sul suo petto come il discepolo prediletto (Giovanni), possiamo essere toccati dall’amore infinito del suo Cuore.

Nell’adorazione poco a poco veniamo configurati a Cristo. L’intimità divina con il Cristo, nel silenzio della contemplazione, non ci allontana dai nostri contemporanei, ma al contrario, ci rende attenti e aperti alle gioie e agli affanni degli uomini e allarga il cuore alle dimensioni del mondo. Essa ci rende solidali verso i nostri fratelli, in particolare verso i più piccoli che sono i prediletti del Signore. Attraverso l’adorazione, il cristiano contribuisce misteriosamente alla trasformazione radicale del mondo e alla diffusione del Vangelo. L’Eucaristia è un tesoro inestimabile: non solo nel celebrarla, ma anche il sostare davanti a essa fuori dalla Messa consente di attingere alla stessa sorgente di grazia.. e di prolungare e di moltiplicare i frutti della Comunione al corpo e al sangue di Cristo. “Quante volte ho fatto questa esperienza, e ne ho tratto forza, consolazione, sostegno” ( G.Paolo II )

COS’E’ L’ADORAZIONE

L‘adorazione Eucaristica è un tempo trascorso in preghiera davanti al Sacramento dell’Eucarestia esposto solennemente. Adorare è lasciarsi amare da Dio per imparare ad amare gli altri. Adorare è entrare nell’esperienza del Paradiso, per essere più concreti nella storia.

COME SI ADORA

Si adora sforzandosi di fare silenzio dentro ed intorno a sè, per permettere a Dio di comunicare col nostro cuore ed al nostro cuore di comunicare con Dio. Si fissa lo sguardo verso l’Eucarestia, segno vivo dell’amore di Gesù per noi, si medita sul mistero della sofferenza, della morte e della risurrezione di Gesù. “ Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Matteo 28,20). Pdf completo da leggere online cliccando qui….