
INTRODUZIONE
Perché la pubblicazione di questo V Libro?
Per un disegno misterioso della Provvidenza Divina che ogni cosa cura e volge al proprio fine.
Gesù vuole che tutti sappiano e conoscano ciò che attende questa Chiesa scristianizzata. La misura è colma il vaso trabocca; il baratro è vicino!
L’umanità sta avviandosi rapidamente verso l’autodistruzione e Gesù vuole che nessuno possa dire nell’ora cruciale cui molti ostinatamente si rifiutano di credere «io non sapevo».
Chi non saprà, sarà perché volutamente ha voluto ignorare.
Si accettano i messaggi degli uomini ma ostinatamente si rifiutano quelli di Dio, senza neppure degnarsi di appurarne l’autenticità, ma questa è storia antica quanto è antico il mondo, vi è forse stato Profeta che non abbia conosciuto invidia, gelosia, odio, ostilità… sarebbe strano oggi che si riconoscesse a Dio, a Gesù vero Dio e vero Uomo il diritto di vivere in mezzo agli uomini, di parlare come e quando vuole con coloro che da sempre Egli ha prescelto, se così non fosse, non sarebbe vero quanto è detto nel presente libro.
d. O. M.
1 Dicembre 1977
LA MIA CHIESA
Supremazia su tutte le autorità della terra
Scrivi figlio mio,
sono sempre Io, Gesù, che intendo riprendere il discorso sospeso poco fa; dei mali della mia Chiesa e dei responsabili dei mali della stessa, ti ho già detto assai nei precedenti libri, ma non esaurii l’argomento, altre cose vi sono da chiarire, in seguito chiarirò.
Da quanto ti ho detto nei due precedenti messaggi, emerge una realtà dura per gli attuali reggitori dei popoli, la piena supremazia della mia Chiesa su tutte le autorità della terra, e questo, per la sua origine non umana ma Divina, per la sua missione che trascende i beni e le cose terrene, per i suoi fini che sono gli stessi per cui Io, Gesù, Unigenito Figlio del Padre, nella pienezza dei tempi, mi sono fatto Carne e morii sulla Croce per la salvezza del genere umano.
Tutto questo, per gli uomini di chiesa, deve essere sempre motivo non di superbia ma di umiltà; dovrebbero essere a conoscenza che furono ab aeterno prescelti, non per loro particolari meriti, ma bensì per pura Bontà Divina.
Stridente contrasto
Io poi, col Mistero della mia reale, personale e fisica Presenza eucaristica nella mia Chiesa, Mistero per cui si stupirono gli Angeli in cielo, a buona ragione, ponendomi al centro di tutta la creazione, posso dire a tutti «imparate da Me che sono mite ed umile di Cuore».
Osserva figlio, quale stridente contrasto tra Me, neonato Messia nella culla di Betlemme, osserva e medita ancora il non minore contrasto tra Me, Gesù, Crocifisso sulla Croce e la pomposa alterigia, truccata sotto le apparenze di una vellutata umiltà che ne altera perfino la personalità e permette loro di manifestarsi quali in realtà non sono, si sono creati in altre parole una maschera che ne cela agli altri la vera loro fisionomia; ebbene, figlio mio, Satana fu a porre sul loro volto la maschera e Satana sarà a strappargliela dal volto.
Oh, figlio mio, non preoccuparti delle verità che scrivi, via quel turbamento, la «verità», così poco amata, va sempre affermata, senza curarsi delle conseguenze che ne derivano, tanto nessuno ti potrà torcere un solo capello, dovrai soffrire, ma non ho sofferto Io, Eterno Verbo di Dio, Io, somma ed eterna Verità, per affermare la «verità»?
Sì, lo ripeto ancora una volta, quale tremendo contrasto tra Me e loro! ma l’ora della purificazione spazzerà via tutto il putridume di teologi presuntuosi e superbi che tanto veleno hanno seminato ovunque nella mia Chiesa, spazzerà via tutto il luridume con cui si è contagiato ogni cosa, deturpando il volto della mia Chiesa, quel volto che Io le diedi nel suo nascere; ora essa è avvolta nell’oscurità e ricolma a tal punto da straripare di innumerevoli contraddizioni, figlio, nella mia Chiesa non pochi Pastori, Sacerdoti, anime consacrate in genere e fedeli, sono incapaci di riconoscersi per quello che in realtà sono.
Figlio mio, nella Chiesa fatta nuova non tollererò più burocrati, funzionari, governatori, professionisti… no! Santi voglio, Padri, soltanto padri, capaci di esercitare il loro mandato con bontà non disgiunta dalla fermezza, ma fermezza paterna, sempre e solo paterna.
Un padre non compie mai ingiustizie verso i propri figli, anche se i figli non sono sempre rispettosi nei riguardi dei genitori, se tutti i Pastori di anime, sacerdoti, ecc. fossero veramente «padri», nella mia Chiesa scomparirebbero tutte le ingiustizie, un mare di ingiustizie; figlio, non dico tutte, ma molte evasioni si debbono attribuire a chi nella mia Chiesa si è dimenticato di essere «padre»; pensa figlio, vocazioni soffocate, distrutte nella superbia e nell’orgoglio di chi non ha saputo o voluto essere padre.
Né si ama, né si perdona per delega
Un padre vero sa comprendere e perdonare il figlio che erra, il padre vero sa comprendere la pecorella che si è smarrita e la insegue, la rincorre e trovatala se la pone sulle spalle, un padre vero si occupa direttamente del figlio perduto, nè si ama, nè si perdona per delega.
Figlio, tu ben sai, l’amore porta all’unione; se nella mia Chiesa fosse osservato il primo e massimo comandamento dell’amore ci sarebbe non l’unione, ma una vera autentica comunione; tu stesso puoi constatare come stanno le cose in merito. Mai, figlio mio, potrà essere compreso da mente umana il prezzo della superbia che rende stolti gli uomini.
Nella mia Chiesa rigenerata non vi saranno più i tanti morti che si registrano nella Chiesa, oggi.
Sarà questa mia intermediaria venuta sulla terra, con l’avvento del mio Regno nelle anime, e sarà lo Spirito Santo a mantenere purificata col Fuoco del suo Amore e dei suoi carismi la nuova Chiesa che sarà eminentemente carismatica.
Attualmente molti Vescovi sono diffidenti nei riguardi dei carismatici, questa diffidenza donde trae origine? dalla prudenza forse? qualche volta sì, ma molte volte trae origine dalla gelosia, la quale è figlia della superbia; si ha paura che il carismatico diminuisca il prestigio, al quale quasi tutto si sacrifica, il prestigio è l’ombra malefica di Satana che li persegue ovunque.
Molti oggi non capiscono, ma verrà tempo in cui capiranno.
La superbia, che avvolge la mia Chiesa di ombre di morte, frustra gli scopi della mia Chiesa, perché è causa della perdizione eterna di tantissime anime; se si pensa poi che la perdizione di una sola anima è più grave di tutte le sventure, sofferenze e calamità di ogni tempo, si potrà ben capire la drammaticità della situazione.
Basta per ora, figlio; ti benedico, prega e voglimi bene.
1 Dicembre 1977
LA MIA CHIESA
Maestra e Guida di tutte le genti
Figlio mio, scrivi,
sono Gesù, riprendo il discorso aperto ma tutt’altro che chiuso sulla mia Chiesa; Io l’ho posta nel mondo, in mezzo al mondo, perché la sua missione è rivolta a tutti i popoli e nazioni della terra, essa è costituita per Divino Volere maestra e guida di tutte le genti; questo è il posto che le compete, questo è il posto che le sarà riconosciuto dopo la purificazione. Indescrivibile è il suo compito in questo tempo intermedio tra la prima venuta di Cristo sulla terra col Mistero dell’Incarnazione e la sua seconda venuta, alla fine dei tempi, per giudicare i vivi e i morti; tra queste due venute, rivelanti, la prima, la Misericordia di Dio, la seconda, la Giustizia Divina, la Giustizia di Cristo, vero Dio e vero Uomo, come Sacerdote, Re e Giudice Universale, questa terza intermedia venuta è invisibile a differenza della prima e ultima venuta entrambe visibili.
Questa terza venuta è il Regno di Gesù nelle anime, Regno di pace, Regno di giustizia, che avrà il suo pieno e luminoso splendore dopo la purificazione.
La mia Chiesa è posta in mezzo alle nazioni, ma nessuna nazione del mondo avrà il diritto di sovrapporsi a lei, chi osasse farlo, andrebbe contro i disegni della Provvidenza Divina provocandone lo sdegno. La mia Chiesa ha in sè tutto quanto le occorre per svolgere la sua divina missione, essendo Io, Gesù, presente nel mio Vicario, il Romano Pontefice, essendo inoltre Io, presente realmente, fisicamente e personalmente nel Mistero della fede, l’Eucaristia, presente ancora con la Parola Divina, Io, sono il Verbo Eterno di Dio.
Missione salvifica, libera ed indipendente
Ora figlio mio, è evidente che nessuna autorità sulla terra può prevalere su Colui il quale è la Somma Autorità, Alfa e Omega di tutto e di tutti, senza della quale nessuna autorità può essere. Nessuna autorità se non da Dio!
Detto e premesso questo, la mia Chiesa deve e dovrà svolgere (come Sacramento di salvezza) la sua missione salvifica, libera ed indipendente, perché essa è da Dio, perché Dio è in essa; guai a coloro che per superbia ed orgoglio cercheranno di ostacolarne il cammino sulla terra, urterebbero nel giusto sdegno e nell’ira della Giustizia Divina. La mia Chiesa sulla terra, nei suoi rapporti con le nazioni, coltiverà il rispetto e la comprensione reciproca, infatti il fine è comune, il bene dell’uomo; la mia Chiesa con l’edificazione della celeste Gerusalemme, le Nazioni con l’edificazione della terrestre Gerusalemme. Ambedue le città sono per il bene comune dei popoli, ambedue i poteri, l’ecclesiale e il civile, se non sono corrosi dalla superbia, generatrice sempre di invidia e gelosia, saranno come due binari paralleli che marciano equidistanti con lo stesso punto di partenza e di arrivo, separati, ma uniti dalle traverse, come uniti sono dalle traverse i binari del treno che procedono insieme senza mai scontrarsi.
Necessariamente rapporti vi debbono essere tra i due poteri, l’uno non può ignorare l’altro; questi rapporti dovranno sempre svolgersi nell’ambito delle rispettive competenze e rispetto reciproco, Dio è estremamente geloso del dono che forma la grandezza e dignità umana, cioè della «libertà», ogni sopruso, ogni sopraffazione è un attentato alla libertà che non può essere che severamente punito.
Questi uomini, strumenti diretti di Satana, saranno spazzati via come pulviscolo al vento
Mai la mia Chiesa rigenerata prenderà misure atte a ferire o a ledere la libertà altrui, o comunque, non conforme al suo Divino
Mandante, così pure i poteri, e quando dico poteri, intendo parlare delle autorità di qualsiasi natura, civili, militari, politiche, giudiziarie… non potranno esorbitare dai loro limiti, facendolo, romperebbero l’equilibrio della pace nel mondo, reato grave che grida vendetta al cospetto Divino.
Figlio mio, non parliamo di quello che sta avvenendo nel mondo per opera di uomini corrotti e degenerati, rotti ad ogni nefandezza, accecati al punto, come il loro maestro Satana, di volersi sostituire a Dio, credendo di poterne distruggere le Leggi Divine ed Eterne, arrogandosi il diritto, che è solo di Dio e di nessun altro al mondo, quale è quello di disporre della vita e della morte, operando in tal modo contro Dio, Autore della vita.
Questi uomini, strumenti diretti di Satana, sommo ed irriducibile corruttore, saranno spazzati via come pulviscolo al vento nell’ora che inesorabilmente si avvicina, allora si capirà che Dio veramente esiste e che è cosa tremenda incorrere nella sua Ira.
Hanno sacrilegamente violato le mie Leggi, i miei Comandamenti, hanno profanato la mia Chiesa, hanno reso col loro fetore infernale l’aria irrespirabile, ma un fuoco dal cielo cadrà sulla terra e cancellerà ogni segno della follia umana, non rimarrà, per città e nazioni, pietra su pietra, finché non sarà placata l’Ira tremenda di Dio.
Figlio mio, per ora basta, prega, ripara, offrimi le tue sofferenze, voglimi bene.
Ti benedico e con te benedico le persone che ti sono care.
1 Dicembre 1977
LA MIA CHIESA
Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana, prerogative che non muteranno mai
Scrivi figlio, riprendiamo il discorso sulla mia Chiesa, essa è e resterà, Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana, non muta in questo né potrà mutare mai col mutare degli eventi umani; nessuno mai potrà privarla delle sue prerogative.
La mia Chiesa è nel mondo per il mondo, non è statica, ma perennemente in cammino, terrà il passo col mondo come il pastore lo tiene col gregge, la sua missione è nettamente missionaria, suo compito portare a tutte le genti il messaggio evangelico; non è assolutista e neppure del tutto democratica, di una democrazia pura, è Gerarchica perché tale l’ho voluta e la voglio Io, suo Fondatore; la gerarchia ne forma la spina dorsale; il suo governo sarà una forma intermedia tra l’assolutismo e la democrazia pura.
Suoi membri saranno tutti i battezzati; al vertice sarà il Papa, che in casi di emergenza potrà governare da solo, avendo in sè ogni potere deliberativo ed esecutivo.
Il Papa, vero e diretto successore di S. Pietro, sarà al vertice della mia Chiesa, che è società perfetta e come tale tiene e possiede tutti i mezzi per perseguire i suoi fini indipendentemente da qualsiasi altra struttura umana; non poche delle attuali strutture cadranno e altre saranno semplificate.
Altro è chi porta il messaggio, altro chi riceve il messaggio
Capo Invisibile della mia Chiesa sono Io, Gesù; Capo visibile è il Romano Pontefice, successore di S. Pietro a cui si dovrà sempre
amore, rispetto e umile obbedienza da parte di tutti, Vescovi, sacerdoti e fedeli, senza distinzione alcuna.
La Chiesa è nel mondo ma diversa dal mondo e non potrà mai identificarsi col mondo, ne è impedita dalla sua natura di maestra, di madre del mondo, dalla sua missione, altro è chi porta il messaggio, altro è chi riceve il messaggio, le degenerazioni dell’ora attuale troveranno dissenzienti molti fedeli e sacerdoti e anche Pastori, ma ristabilita la verità e l’equilibrio, ora scossi da tanti mali, la Chiesa rigenerata non conoscerà dissenzienti circa la sua natura.
Sarà contrastata sempre, il Corpo segue le sorti del Capo, ma le forze e le oscure potenze del male mai prevarranno su di lei; essa gode della particolare presenza dello Spirito Santo che già la pervade coi suoi carismi; oggi i carismatici si vanno ovunque moltiplicando, il Carisma è sempre esistito nella Chiesa, i santi furono tutti carismatici, qui parlo del carisma come dono particolare e straordinario dato a determinate persone per la comunità ecclesiale, non parlo dei carismi comuni partecipati a tutti i cristiani con la vita sacramentale.
Così il Signore disperde i superbi…
Le potenze oscure dell’Inferno impiegano tutte le loro risorse per seminare discordia, invidia, gelosia tra i carismatici onde diminuirne e anche annientarne gli effetti; i carismatici debbono prenderne coscienza per non permettere al nemico di attentare al piano della Divina Provvidenza, i carismatici vigileranno per non cadere nelle insidie del nemico, coltivando in se stessi tutte le virtù, ma in modo particolarissimo l’Umiltà, pilastro fondamentale e centrale della santità.
La Chiesa rigenerata sarà quasi totalmente carismatica, sarà veramente santa e sarà lo Spirito Santo a vivificarla e santificarla per fare di lei un faro di Luce che si proietterà sull’intera umanità.
Chi sono gli uomini per porsi contro Dio con la folle intenzione di ostacolarne il passo? Meno che un pugno di polvere che il vento disperde; polvere sono i reggitori dei popoli immersi nell’oscurità più densa della loro superbia.
Che ci vuole per confonderli? essi hanno chiuso il loro cuore, le loro bocche parlano con arroganza, eccoli, avanzano e mi circondano per abbattermi, ma Io li disperderò come polvere, nient’altro che polvere; hanno scavato dinnanzi a Me una fossa e vi cadranno e dalla stessa saranno ingoiati. Così il Signore disperde i superbi che hanno ordito congiure contro di Lui, così abbatterà i suoi nemici e la sua Chiesa porterà la salvezza fino agli estremi confini della terra.
Figlio per ora basta, voglimi bene; ti benedico e con te benedico tutti coloro che ti sono cari.
1 Dicembre 1977
LA MIA CHIESA
Pochi ne avvertono il misterioso fermento
Sono Io, Gesù, che intendo continuare nella manifestazione dei miei pensieri circa la mia Chiesa attuale, e la mia Chiesa che si sta rinnovando, solo poche anime si sono accorte della mia Divina attività, ti ho fatto toccare con mano la realtà della mia attiva Presenza nella mia Chiesa, hai visto alcune delle anime che mi sono prescelto e che avranno importanti mansioni nel mio Corpo Mistico, ma dei miei ministri, solo pochi avvertono questo misterioso fermento, i più sono ingolfati nelle loro cose, che non sono le mie cose, come dovrebbero essere, perché i miei ministri dovrebbero giorno e notte essere occupati nelle cose mie, che mi riguardano, dovrebbero essere occupati nel tutelare e difendere i miei interessi cioè la Gloria di Dio e il bene delle anime, ma a queste cose ben pochi pensano, la politica, lo sport, i films, magari pornografici visti in televisione o in pubbliche sale, formano il loro nutrimento, quando non si cibano di cose peggiori.
Sempre sordi, sempre pronti alle mormorazioni, quasi sempre indifferenti al problema per cui sono stati creati, per cui sono stati chiamati e prescelti… un tale atteggiamento con cui si dice «no» all’Amore, no alla Luce, no alla Verità, e, «sì» a ciò che a questi beni si oppone, è veramente paradossale, assurdo e inconcepibile per cui non è più tollerabile.
Voglio solo Sacerdoti Santi… disperderò gli altri come pula al vento
Ecco allora che Io, Verbo di Dio, presente nella mia Chiesa, sto attuando l’ora della purificazione che dovrà ristabilire l’equilibrio
e l’armonia distrutta sotto l’incalzante azione malvagia del principe delle tenebre e della menzogna.
Nella mia Chiesa fatta nuova, voglio solo Sacerdoti Santi per santificare, voglio solo sacerdoti coscienti e responsabili della loro grandezza, potenza e dignità sacerdotale, disperderò gli altri come pula al vento e di essi non resterà tra i miei santi ricordo alcuno. Saranno i miei Santi Sacerdoti animati dall’Amore e dal Timore di Dio, coscienti del loro essere strumenti nelle mie mani della nuova creazione.
Sapranno e crederanno veramente di essere i ministri di un Re Onnipotente ed Universale, sapranno valutare il prezzo delle anime, per cui giorno e notte ne zeleranno la salvezza, sapranno di essere oltre che ministri miei, gli «amici miei» il che vuol dire, amici di Dio, «non servi ma amici vi chiamo», sapranno i miei santi sacerdoti della Chiesa rigenerata di non essere stranieri nella Casa del Padre, ma futuri concittadini della Gerusalemme celeste e familiari di Dio.
Li porrò come capi in mezzo al mio popolo, faranno ricordare il mio Santo Nome di generazione in generazione, saranno loro ad indicare ai popoli e alle nazioni l’Agnello di Dio, saranno loro a farlo amare e ad indicarlo come Alfa e Omega di tutto e di tutti, come la risurrezione e la vita, come l’Amore Eterno ed Increato che di Sé riempie l’universo, saranno loro a narrare a tutti le mie meraviglie, saranno loro a proclamare ai popoli le meraviglie del Dio Vivente, saranno loro a proclamare i suoi Comandamenti, saranno loro a portare ovunque l’immagine dell’uomo celeste e non dell’uomo fatto di terra e, con l’immagine dell’uomo celeste, essi porteranno l’integrità di vita, di santità e verità.
È tempo di perdizione, ma anche di salvezza
Così saranno e dovranno essere i ministri della mia Chiesa fatta nuova e splendente di luce come mai non fu, figlio, è questo, tempo di
calamità, ma anche di grande Misericordia, è tempo di pianti ma anche di gioia, è tempo di perdizione ma anche di salvezza, e, salva sarà la mia Chiesa dagli artigli di Satana che la vorrebbe per sempre distrutta, sarà il tempo di vittorie e di trionfi, sarà il tempo del trionfo della Madre mia, che, per la seconda volta, col suo calcagno schiaccerà la testa al malvagio serpente, sarà tempo di vita e di risurrezione.
Vedrai figlio mio, sì, lo vedrai, l’evolversi di questi avvenimenti senza riscontro nella storia umana, molti ancora si rifiuteranno di credere, sventuratamente crederanno quando sarà troppo tardi; figlio, è vero, la Croce non ti mancherà, ma la Croce per te, non solo è predilezione, ma è amore.
Coraggio figlio mio, so quello che pensi, ma non dimenticare che Io sono Dio e tutto posso, posso sì figlio, prendere il ripugnante vermiciattolo strisciante nella polvere e nel fango della terra, sollevarlo fino a Me e farne un Angelo di Luce; sarai tu Profeta nella Chiesa di domani, e verranno a te per conoscere i miei pensieri. Non ti turbare figlio, è il tuo Gesù che ti parla, che ti segue, che ti ama, è l’Amore che in te cerca l’amore, non deludermi figlio, troppe anime mi hanno deluso, troppe anime mi hanno tradito.
Coraggio figlio, accogli la mia benedizione come pegno del mio Amore; con te benedico coloro che ti sono cari e per i quali preghi, voglimi bene e offrimi le tue sofferenze.
1 Dicembre 1977
LA MIA CHIESA
Meravigliosa fusione del Divino con l’umano
Scrivi figlio mio, sono Gesù che ti parlo,
debbo dirti cose importanti sempre in merito alla mia Chiesa post puriphicationem, figlio, la Chiesa è mia, essa è uscita dal mio costato aperto, la mia Chiesa è un Sacramento di salvezza da Me istituito per guidare tutti gli uomini verso il porto dell’«eterna salvezza».
La Chiesa è una meravigliosa fusione del Divino con l’umano, di cui si ha immagine in un ordine inferiore, nella fusione dello spirito con la materia (corpo) nella persona umana, altra immagine la puoi dedurre dalla fusione dell’elemento naturale, anima, con l’elemento soprannaturale, Grazia.
Io, Dio Uno e Trino, ho voluto la Chiesa, strumento per attuare e perpetuare sulla terra la seconda creazione; della Chiesa sono il Capo, Invisibile ma reale, sempre presente, soprannaturalmente attivo e fecondo; della Chiesa sono il Maestro Indefettibile, la Guida sicura, in essa sono Via, Verità e Vita.
La mia Chiesa è società perfetta, umana e Divina, umana perché gli uomini ne formano le membra, divina perché divina è la sua origine, perché divina è la sua natura, perché divina è la sua dottrina, perché divini sono i mezzi di santificazione a sua disposizione, perché divini sono i fini che persegue; la mia Chiesa è perfetta perché nulla le manca per essere tale, perché divina è la Vita che in lei circola, perché permeata dalla azione e dalla presenza dello Spirito Santo che la sorregge, la vivifica e santifica nel suo cammino su questa terra d’esilio.
Il fumo dell’Inferno è entrato in lei
Figlio mio, prevengo la tua obiezione non espressa ma pensata, perché allora, Gesù mio, la Chiesa è terribilmente così sofferente per innumerevoli mali? Perché nella Chiesa vi è l’elemento uomo, ove è l’uomo, ivi è imperfezione, se poi l’uomo mosso da presunzione e orgoglio tresca con Satana, Satana se ne impossessa e ne fa uno strumento di male, non dimenticarlo mai, esso è la scimmia di Dio, tutto quello che Dio fa nel bene, lui lo fa nel male.
Perché Gesù mio, la Chiesa è cosi gravemente ammalata?
Perché il fumo dell’Inferno è entrato in lei oscurando le menti di coloro che per superbia così hanno voluto; questi sventurati non potranno mai valutare il danno incalcolabile causato alla Chiesa. Rispondo ancora ad un’altra tua obiezione, è forse venuta meno l’azione dello Spirito Santo? No figlio, Dio non mente e Dio è fedele alle sue promesse, non Dio è venuto meno, ma l’uomo ha mancato alla sua fedeltà.
Pochissimi sono disposti a seguirmi sulla via della Croce
Dio non coarta mai la libertà dell’uomo anche quando l’uomo usa di questo stupendo dono contro di Dio, se così non fosse, dimmi che ne sarebbe ora del mondo? Figlio, quante volte non ti ho detto che il male, di qualsiasi natura esso sia, non viene mai da Dio, ma da Satana che è «il male» tutto il male, e dall’uomo che lo vuole, non mai da Dio, non Dio è infedele all’uomo, ma l’uomo è infedele a Dio.
I fini della mia Chiesa sono i fini del mistero della mia Redenzione, spetta alla Chiesa perseguire questi fini, ma anche i mezzi per perseguire questi fini sono quelli della mia Redenzione: Umiltà, Povertà, Obbedienza e il Calvario che moltissimi oggi si rifiutano di salire, anche tra i Vescovi, i sacerdoti e i consacrati in
genere, sono pochissimi quelli che sono disposti a seguirmi nella Via della Croce.
L’aridità della mia Chiesa oggi trova qui la sua radice.
La mia Chiesa è la sola custode, interprete, depositaria della mia Parola, chiunque ardisse negare alla mia Chiesa questa prerogativa e sacrilegamente impadronirsene, mutilando, deturpando, trasformando la mia Parola, commetterebbe peccato grave contro lo Spirito Santo, peccato grave di presunzione, peccato che raramente trova perdono.
Figlio ti benedico, dona gioia al tuo Gesù con la tua disponibilità alla Croce.
2 Dicembre 1977
LA MIA CHIESA
È interessata a tutte le attività dell’uomo
Scrivi figlio,
l’attività della mia Chiesa non è limitata a qualche aspetto della vita umana del cristiano in cammino sulla terra, il cristiano è l’oggetto e il fine di tutta l’attività umana e divina della Chiesa, come persona singola, come membro della comunità familiare, sociale ed ecclesiale, perciò tutte le strutture in cui il cristiano si muove, lavora e vive, sono esse pure oggetto dell’attività ecclesiale, il volere limitare il campo d’azione della Chiesa ad alcuni aspetti soltanto della vita del cristiano per escluderne altri, sarebbe un attentare alla sovranità della Chiesa, sarebbe alterarne la natura, il che equivale a frustrarne i fini per cui Dio l’ha voluta e posta nel mondo.
Chi ciò osasse fare, verrebbe a mettersi in aperto e stridente contrasto con Dio; si volgano indietro coloro che fossero tentati a farlo; la mia Chiesa è interessata a tutte le attività dell’uomo, siano pubbliche siano private.
È compito della mia Chiesa vigilare sulle singole anime e su tutte le strutture in cui le anime vivono; difenderle e proteggerle da tutti i pericoli che ne minacciano l’integrità morale e dottrinale. Il compito e la responsabilità della mia Chiesa è veramente grande, perché essa dovrà vivere in continuo allarme, perché le forze del male, dell’Inferno e della terra, la cingono d’assedio da ogni parte, perciò dovrà difendersi sempre con mezzi adeguati che non le mancano, come non le può mancare l’assistenza dello Spirito Santo, per cui non verrà mai meno l’aiuto Divino necessario, se,
nella fede, vorrà guardarsi dalle invidie e dalle sottili astuzie dei suoi nemici.
Nulla le può essere indifferente
di ciò che è inerente alla vita dell’uomo
Grande e grave compito della mia Chiesa nel mondo, con la sua presenza e col suo mandato, coi mezzi di cui dispone, dovrà santificare la vita dei cristiani e l’ambiente in cui essi vivono, nulla le può essere indifferente di ciò che è inerente la vita dell’uomo, famiglia, scuola, stampa, cultura in genere e tutte le strutture su cui si regge la civiltà.
Non è lecito a nessuno sbarrare il passo alla feconda attività della mia Chiesa, il farlo sarebbe opporsi a Colui che nella sua Onnipotenza e nella sua Provvidenza, a prezzo del suo Sangue Divino, ha fatto della Chiesa un Sacramento di salvezza per tutti gli uomini; se ne convincano gli uomini, una volta per sempre, che alla radice di ogni oppressione alla mia Chiesa è sempre Satana, suo irriducibile e implacabile nemico, ma se al nemico non ci si crede o non ci si preoccupa di individuarlo, non lo si potrà mai vincere…
L’uomo è al centro, oggetto e vittima…
Chi opera contro la mia Chiesa, lo si voglia o no, è un diretto collaboratore di Satana, che di pari passo agisce con Satana nell’odio inestinguibile che Satana alimenta e favorisce in tutti i modi contro Cristo; tutto questo ho detto perché tutti voi dovete sapere, e, da questa conoscenza, trarne motivo per non essere travolti dall’errore e dal male.
Non si possono servire due padroni simultaneamente che abbiano interessi opposti in questo mondo di luce e di tenebre, di vita e di morte, di verità e di errori, o si serve Dio, o si serve
Satana, non vi sono altre vie alterne; o Dio Onnipotente, Onnisciente, Dio Amore Eterno Infinito, Increato, o Dio che è Luce, oppure Satana primo ribelle, oscurità, odio, divisione, superbia, omicida, generatore di tenebre, fomentatore di errori, di eresie e di ogni altro male.
L’uomo è al centro, oggetto e vittima di questa situazione, l’uomo, libero e intelligente, è il solo capace di poter scegliere tra questi due poli, o con Dio nella vita senza fine, nella luce, nella verità, o, con Satana che in sè racchiude tutti i mali.
Questa è la grande realtà storica in cui l’uomo si inserisce venendo in questo mondo; questa realtà, nella mia nuova Chiesa, costituirà il nucleo centrale e fondamentale dal quale a nessuno sarà lecito, o comunque permesso, scostarsi.
Per oggi basta figlio mio, prega, ripara e voglimi sempre bene.
3 Dicembre 1977
LA MIA CHIESA
e il fallimento pieno, totale, del materialismo
Figlio riprendi la penna e scrivi.
Gli uomini sono fieri, orgogliosi della loro civiltà, ma di quale civiltà? Della civiltà delle cose, della materia, sono convinti, o, tali si fingono, di aver ricreato un secondo paradiso terrestre, pensano, e come potrebbe essere altrimenti, pensano che appena un palmo di mano li divida dalla tanto agognata felicità, che con tanta febbrile ansia ovunque cercano, la cercano nei piaceri della carne, ecco l’esilarante, ossessionante, fanatica esaltazione della sensualità, della pornografia, il vizio organizzato e legalizzato, che impegna mezzi finanziari enormi che neppure la più vivace fantasia può raggiungere, messe nere, quanto costano agli occulti organizzatori, la cercano, gli uomini materialisti di questo secolo perverso, nei piaceri della tavola, nel possesso delle ricchezze, nell’avidità degli onori, nelle scoperte della scienza, nell’arte degenerata e avvilita per la carenza di fede e per il rigurgito di stomachevoli sentimenti…
Ma stanno accorgendosi, inutilmente cercando di nasconderselo, ecco perché ho detto fingono, che in tutte queste cose non sta la felicità tanto febbrilmente e ansiosamente cercata… fallimento allora del materialismo?
Sì, figliolo mio, fallimento pieno, totale del materialismo, ma l’orgoglio umano mai ammetterà questo, sarà travolto e incenerito, e queste parole vanno intese nel loro senso letterale, sarà incenerito, ma questo non lo ammetterà mai, sarà l’era della purificazione a spazzarne via il luridume e perfino il ricordo; figlio mio, tra vent’anni non se ne parlerà più.
La battaglia è in atto, ma la Vittoria è decisa
Marx sollecitò gli operai e i popoli di tutto il mondo ad insorgere contro Dio, nota figlio, ho detto contro Dio, per abbattere Lui e la sua Chiesa, questo è il vero obiettivo del marxismo mascherato diabolicamente sotto il manto del bene sociale, infatti non ha il marxismo detto che la Religione è l’oppio dei popoli?
La Vergine SS.ma, Madre mia e vostra, che ben conosce la vera matrice del comunismo ateo, ne ha raccolto la sfida, la battaglia è in atto, ma la vittoria è decisa, essa è e sarà della Madre mia, che, all’ora giusta, schiaccerà col suo calcagno il capo del velenoso serpente.
Dunque per i nemici di Dio e della sua Chiesa, per i fautori del materialismo tanto pubblicizzato come la grande vittoria dell’uomo, oltre la quale più nulla v’è, se non il gelido squallore della tomba su cui sta incisa la parola «fine», il marxismo ateo costituisce il più colossale inganno perpetrato dalle Potenze oscure dell’Inferno a danno dell’intera umanità… e questo è motivo di stupore, di meraviglia che singoli uomini, che popoli e nazioni, che creature intelligenti fatte ad immagine e somiglianza di Dio loro Creatore, abbiano potuto essere tratte in questo macabro e pauroso inganno… solo la superbia che acceca, può dare una spiegazione, non è poi tanto difficile rendersi conto delle innumerevoli contraddizioni del marxismo ateo; la Divina Realtà di Dio si manifesta nell’uomo stesso, si manifesta nel Creato ove è palesemente manifesta la sua Sapienza, la sua Potenza, la sua Presenza.
Traditori non meno perversi di Giuda
Nessun uomo può accettare il marxismo senza degradare se stesso, senza urtare contro l’evidenza della sua spiritualità, della sua grandezza originaria, della sua libertà, libertà che non è, e mai potrà essere, dalla materia.
Figlio, se non è facile capire la folle cecità dell’uomo che l’ha portato a tale incredibile pervertimento da rinnegare se stesso e porre se stesso ad un livello inferiore a quello degli animali, dimmi tu figlio mio, se può essere facile capire come, cristiani consacrati, e, perfino Vescovi, siano anch’essi caduti in questa rovinosa concezione materialista per cui spendono tempo ed energie per convincere se stessi e gli altri che il comunismo ateo merita di essere preso in considerazione e, con esso, si cresca, e, peggio ancora, ci si nutre del suo mortifero veleno; ma questa è perfidia che grida vendetta al cospetto di Dio.
Traditori non meno perversi di Giuda, hanno chiuso gli occhi alla Verità, sono i necrofori dello spirito, sono e saranno, fra non molto, i carnefici della Chiesa, la loro presenza parla di morte, essi, per elezione, destinati ad essere portatori di vita.
La mia Chiesa ha molti rami secchi, ha arbusti spinosi, ha moltissime foglie ingiallite incapaci di ricevere ormai i raggi vivificatori, rami e foglie che sono nell’oscurità, ma la mia Chiesa è anche Corpo Vivo, stupendamente vivo, ricco di profumati fiori, santi, giusti, confessori, martiri e anime vittime particolarmente feconde.
La mia Chiesa è in attesa della sua completa potatura, dopo della quale rigurgiterà di umori vitali, ogni bruttura le sarà tolta, apparirà così al mondo bella, divinamente bella, splenderà più di qualsiasi primavera sprizzando bagliori di sovrumana luce, sarà la Sposa da Me voluta, desiderata, fecondata, ornata dei suoi preziosi monili; sapienza, saggezza, umile purezza, amore, fede, speranza saranno le perle che orneranno la sua fronte.
Ora basta, figlio mio, riposati; ti benedico e con te benedico tutti coloro che ti sono cari.
3 Dicembre 1977
LA MIA CHIESA
Bella, pura, rivestita di candore e di amore, è così che la voglio, e così sarà
Scrivi figlio mio,
sono Io, Gesù, che ti chiedo di riprendere in mano la penna; ciò che sta avvenendo nella mia Chiesa, nella quale peraltro non mancano anime stupende, è veramente abominevole.
In precedenti messaggi ebbi più volte occasione di dirti che se ti avessi fatto vedere quello che sta dietro alla facciata della mia Chiesa ne saresti morto all’istante: un infame connubio, una nauseante tresca di miei ministri, di miei fedeli e perfino di Vescovi con le forze oscure del male, sono solo un tragico aspetto di questa desolante realtà, è la desolazione della desolazione, desolazione grande che richiede un energico intervento e una anticipazione dei tempi.
Figlio, sono lo Sposo arso dal desiderio di incontrarsi con la Sposa nel dì delle nozze, sono lo Sposo che arde del desiderio di sottrarre la sua Sposa dal fango in cui è stata gettata per riaverla bella, pura, rivestita di amore e di candore; è così che la voglio e così sarà la Sposa mia di domani, guai a coloro che attenteranno al suo candore, sono geloso di essa e non permetterò che sia ulteriormente oltraggiata.
È cosa veramente paradossale e assurda
La mia Chiesa rigenerata non dovrà più sottostare alle sopraffazioni della superbia di uomini resi schiavi dalle potenze oscure del male; figlio mio, la lotta condotta dal Principe delle
tenebre, servendosi della concezione materialistica della vita, ha posto la Chiesa, e, non solo la Chiesa, ma l’umanità tutta in un vicolo cieco, senza uscita che non può se non sfociare nella più tremenda tragedia della storia del genere umano, tragedia senza precedenti, ti riaffermo, è cosa veramente paradossale e assurda, che l’umanità cammini con tanta leggerezza verso una così immane catastrofe.
L’esaltazione della materia, in tutti i suoi vari aspetti e settori, la glorificazione della forza bruta, la divinizzazione di tutto ciò che è corruttibile, il dispregio di tutti i valori dello spirito immortale, che non perisce e mai perirà, lo spregio per le conquiste dello spirito, ragione e fine della prima e della seconda Creazione, sono logiche conseguenze del precipizio in cui Chiesa e popoli della terra stanno per precipitare.
Nella mia Chiesa rigenerata, la vita individuale, familiare e sociale degli uomini, dovrà essere sfrondata da tutti quei falsi ed ingannevoli beni per cui uomini e popoli faticano, lottano e muoiono, raccogliendo la triste realtà del peccato, cioè la dannazione eterna; questo, figlio mio, è pazzia, come pazzo è colui che questa follia ha portato sulla terra, la vita del genere umano sulla terra sarà ridimensionata, sia nel numero, sia nella insaziabile sete di sempre nuove esigenze.
Povera umanità, sarai salvata, non per tuo merito, ma a quale prezzo!
Figlio, saranno gli uomini stessi con le loro mani a distruggere questa loro civiltà della materia, delle cose materiali, ignorando che la vera civiltà non è delle cose materiali, ma dello spirito immortale; non sarà a Me che dovranno imputare lo sfacelo della loro nauseante civiltà pagana che li sta portando all’estrema rovina, alle violenze brutali, all’esaltazione del delitto, alla legalizzazione del delitto, vedi l’aborto, presentato come conquista sociale… non a Me figlio, non a
Me, ma solo alla loro insipienza si dovrà l’ora tremenda della purificazione.
La Chiesa, rinata a novella vita, non trescherà più col perfido materialismo, decantato ed esaltato con coro unanime con tutti i mezzi di comunicazione, stampa, radio, cinema, teatro, come una pseudo-arte senza ispirazione e con altri mille modi, questa civiltà pagana, definita anche civiltà del consumo, tutto ha dissacrato, tutto ha sconvolto, tutto ha profanato e violato, la natura, le sue leggi invariabili, mari, fiumi, laghi, tutto ha inquinato ed avvelenato, ha rotto questa civiltà della materia l’armonia del mondo dello spirito e infranto l’equilibrio del mondo fisico.
Povera umanità, sarai salva, non per tuo merito, ma a quale prezzo; sarai salva per la Bontà Divina che ti ha creata, redenta, santificata.
Prega figlio mio, voglimi bene; ti benedico.
3 Dicembre 1977
LA MIA CHIESA
Dovrà essere radicalmente ristrutturata
Scrivi figlio mio, sono Gesù.
Quante cose saranno bruciate nella mia Chiesa nell’ora della purificazione, ho detto figlio mio, bruciate, una cosa bruciata vuol dire cosa distrutta, annientata, quindi che non può più servire agli uomini, parlo di tante strutture materiali e anche non materiali; la mia nuova Chiesa, come più volte ti ho detto, dovrà essere radicalmente ristrutturata per cui dovrà riapparire con la primiera linea che Io le diedi tramite la Madre mia e i miei Apostoli.
La Madre mia SS.ma dopo la mia Risurrezione rimase sulla terra, Lei, con Me Corredentrice, seguitò con i miei Apostoli (Regina Apostolorum) a generare, nella semplicità, nell’umiltà, nell’amore e nel dolore la mia Chiesa, è evidente figlio mio, che immutato ed intoccabile deve restare il patrimonio della Rivelazione, che presunzione e orgoglio umano vorrebbero modificare, amputare, trasformare, questo è delitto imperdonabile, questa è superbia pari solo a quella di Satana e questa superbia sta nell’animo di pseudo-teologi, di parecchi Vescovi, d’innumerevoli sacerdoti e miei consacrati, i quali si arrogano l’assurdo diritto di interpretare secondo il loro arbitrio la Parola di Dio, di piegarla e di asservirla all’esigenza dei tempi, per cui ciò che ieri era, oggi non è più per il mutare degli avvenimenti umani, non è nuova questa eresia, quanti se ne fecero paladini, soprattutto i Protestanti con la controriforma.
Figlio, ciò che è da Dio, nè si tocca nè si muta, chi osa farlo sfida Dio, e, chi è l’uomo da porsi contro Dio e osare di sfidarlo?
Guarda la semplicità della mia Vita terrena…
Strumenti di Satana, sì, ve ne sono, ma Io li disperderò, meno di un pugno di polvere sono essi che il vento disperderà perché neppure il ricordo rimanga di loro, hanno abusato e stanno spavaldamente abusando della mia Misericordia, Pazienza e Longanimità Divina, e questo peggiorerà la loro sorte.
La mia Chiesa sarà ridimensionata, come ridimensionata sarà l’intera umanità, le sarà restituito il suo primitivo volto, sarà distrutto quello tumefatto, deturpato che le hanno dato gli uomini.
Quante volte figlio mio, non ti ho detto che Io, Dio, sono infinitamente Semplice e semplici voglio tutte le cose? Detesto l’orgoglio umano che per prestigio personale tende a rendere complicato e complesso ciò che per sua natura è semplice, questa impronta di semplicità l’uomo saggio la scopre in tutte le cose, essa costituisce il mio Divino sigillo.
Figlio mio, considera e medita, grande Mistero fu ed è quello dell’Incarnazione, ma guarda con quanta semplicità Io l’ho manifestato al mondo, considera ancora la semplicità della Famiglia di Nazareth, prototipo di tutte le famiglie, stupiscono gli Angeli del cielo, come i grandi della terra, come i Magi del lontano Oriente, guarda e osserva ancora, figlio, la semplicità di tutta la mia Vita terrena, quanto lontana dagli intrighi, dalle congiure, dalle ambizioni, dalle avidità dei Sacerdoti del Tempio, che non pochi punti di riscontro hanno con uomini di Chiesa di questa generazione materialista.
Sarà l’uomo, giustiziere di se stesso!
Oh, figlio mio, un fuoco cadrà dal cielo, voluto e provocato dall’uomo, dalla superbia dell’uomo, incenerirà tutto quanto è stato avvelenato e contagiato dall’uomo, per cui sarà l’uomo stesso giustiziere di se stesso, paradossale, ma vero. Sono già segnati
coloro che sfuggiranno al fuoco distruttore che ripulirà Chiesa e umanità dal luridume di cui sono intrise; saranno distrutte tutte le strutture scaturite dalla superbia e dalla follia umana che hanno reso umanità e Chiesa abominevoli al cospetto di Dio.
Figlio, coraggio, tu salirai a Me quando tutto sarà consumato, quando popoli e Chiesa cammineranno insieme uniti, in pace e fraternità, nella semplicità di Dio Creatore e Signore di ogni cosa.
Figlio, i Santi Padri, i Santi e Grandi Dottori della Chiesa, mai si sarebbero permessi di dissentire dall’autorevole giudizio di coloro che del Patrimonio della Rivelazione sono, per Volere Divino, i soli custodi ed interpreti legittimi, in altre parole mai avrebbero contestato il legittimo Magistero della Chiesa, sola Maestra, Custode ed Interprete della Divina Parola, è chiara e manifesta malafede non giustificabile in nessuno, tanto meno nei Pastori, sacerdoti e consacrati in genere, l’affermare che la Parola di Dio, come Dio Eterno ed Immutabile, possa essere adattata a tempi mutevoli come mutevoli sono gli uomini ad ogni stormir di vento.
Come è possibile ignorare che Dio, Somma ed Eterna Verità, né muta, né può mutare? Non Dio né la sua Parola possono piegarsi all’uomo, ma è l’uomo che sempre e dovunque «deve» piegarsi a Dio.
Come è possibile ignorare che fra tutti i viventi visibili ed invisibili solo l’uomo in cammino sulla terra può mutare? Figlio, è sempre Satana a spingere l’uomo a sostituirsi a Dio, per sottrarlo a Dio e spingerlo verso il baratro della perdizione.
Ora basta, figlio, ti benedico; voglimi bene, prega e offrimi le tue sofferenze.
8 Dicembre 1977
SONO LA MISTICA ROSA DEL PARADISO
Scrivi figlio,
sono la Mamma del mio e del tuo Gesù, sono l’Immacolata Concezione, sono la Vergine Madre di sol vestita e coronata di stelle, sono Maria, la Rosa Mistica del Paradiso, la Rosa che racchiude in sè ogni profumo, che ti vuole parlare.
Figlio quanto mai gradita è stata la Consacrazione al mio Cuore Immacolato di cui oggi mi hai fatto omaggio; Io avrei voluto oggi, che si celebra la festa del mio Immacolato Concepimento, cogliere e ospitare nel mio Cuore la Consacrazione di tutto il genere umano per farne dono al mio Gesù, al Padre mio Celeste e allo Spirito Santo ai quali il genere umano appartiene per Creazione, per Redenzione e per Santificazione, ma purtroppo ciò che oggi non si è potuto fare, Io, Maria, Madre della Chiesa e Regina dell’Universo, ti assicuro che lo si farà, quando, in tempo non lontano, tutto sarà compiuto.
Figlio bisogna affrettare questo giorno perché in esso si potrà dire che finalmente l’avvento del Regno del mio Gesù, nel cuore di tutti gli uomini, è venuto.
Santo Rosario, potente rimedio ai tantissimi mali
Bisogna affrettare questo giorno con la preghiera a Me gradita del Santo Rosario, con la mortificazione interiore dello spirito e con la mortificazione dei sensi, sono sordi, e, tali rimangono, molti dei cosiddetti buoni a questo mio vecchio invito, eppure, figlio mio, Io, da secoli l’ho additato e, l’ho additato in questi ultimi 150 anni alla mia Chiesa, come un potente rimedio ai molti, moltissimi mali che l’affliggono; se mi avessero ascoltato, in particolare i
miei sacerdoti, tutti i miei consacrati, la pace regnerebbe sul mondo; in essi sta la grande responsabilità di essere guida nel mondo, di essere luce, sale e lievito, ma purtroppo di tutte queste cose, moltissimi di essi, non sanno proprio niente.
Figlio mio ti è stato detto e tu hai visto come tutto si è realizzato, che moltissimi incontri con tante anime fedeli sono stati predisposti perché tra di voi cementaste l’unità, e, nell’unità, che sempre racchiude in sé la Carità, i mezzi di difesa contro i rabbiosi assalti di Satana e delle sue legioni contro i buoni.
Satana, avendo al suo seguito buona parte del genere umano, riversa le sue forze e quelle dei suoi seguaci contro la mia Chiesa inerme e tu lo sai perché inerme, necessita quindi che i buoni siano e stiano uniti per fare argine alle brulicanti forze del male che da ogni parte vi circondano.
Ma non abbiate paura, siate sì, vigilanti, ma anche fiduciosi nello Spirito Santo, nel Cuore Misericordioso del mio Gesù e nel mio Cuore Immacolato: nei nostri Cuori sempre troverete rifugio e protezione.
Figlio mio non dimenticare il Battesimo, tu ben comprendi ciò che voglio dirti, per te, ha una estrema importanza, specie nel tuo futuro, tu, figlio mio in seguito capirai ciò che oggi non puoi capire.
Ti benedico, figlio mio diletto e con te benedico tutti i tuoi confratelli del Movimento Mariano e benedico anche quella che sarà la tua famiglia, in un futuro non lontano.
L’Immacolata
5 Gennaio 1978
LA MIA CHIESA
«Quasi totale deficienza di Direttori spirituali»
Scrivi figlio mio, sono Gesù,
voglio riprendere i messaggi di cui ti ho accennato in un nostro colloquio, ritorno su di un argomento già trattato: «quasi totale deficienza di Direttori spirituali»; quali le cause?
Accennerò alle principali:
1 Mancanza di sensibilità pastorale da parte di non pochi Pastori.
2 Compenetrazione del materialismo in tutte le strutture della mia Chiesa, Seminari, Ordini religiosi, Conventi …
3 Deficiente cultura patristica, ascetica e mistica.
4 Carenza grande di vita interiore con conseguente impossibilità e logica incapacità di dirigere anime per lo stridente contrasto tra le manifeste esigenze delle anime assetate di verità e di ascensione spirituale e il freddo gelo che si trova nell’animo dei sacerdoti richiesti di adempiere a questo delicatissimo ministero.
Figlio, se entri in una casa buia e gelida, donde attingerai luce e calore se quella casa ne è totalmente priva? Come può un’anima desiderosa di essere portata a Dio trovare aiuto da chi da Dio è lontano? Quante anime sono ferme come paralizzate, incapaci di camminare, proprio perché non hanno chi le aiuta!
La salvezza eterna, traguardo finale della vita
A capo delle chiese locali stanno i Vescovi, sui quali incombe la grande responsabilità della vita spirituale del gregge loro affidato, vita spirituale vuol dire fluida circolazione della Vita Divina nella sua Chiesa, nelle anime che ne fanno parte, al Vescovo quindi incombe il dovere di rendersi conto delle più gravi necessità delle anime a lui affidate, se il Vescovo è santo, a lui non mancherà la Sapienza, ho detto la Sapienza, l’intuito che viene dallo Spirito che è nel suo cuore, per cui sarà come divorato dallo zelo per dare e fornire alle anime tutti i validi aiuti di cui hanno bisogno per camminare rettamente verso il traguardo finale della vita che è la salvezza eterna, allora vedrà il Vescovo con chiarezza tutte le lacune, le ombre, le necessità delle anime del gregge che deve pascolare e di tutto farà per provvedere, si renderà conto della vita stentata, latente di famiglie religiose, vedrà la paralisi di molte anime e di molte comunità, gruppi di preghiera, che tante volte sgarrano proprio per mancanza di una sicura guida spirituale.
Prima grande preoccupazione, spoglia di ogni interesse materiale umano, sarà quella di raccogliere attorno a sé i migliori sacerdoti per farne delle buone «guide» spirituali; con questi sacerdoti deciderà poi ciò che sarà necessario fare per una vera rigenerazione spirituale della sua chiesa, perché nella sua chiesa nulla manchi per poter camminare sulla via della Santità.
Il Vescovo non è solo «un» Presidente di un’Assemblea, ma il Padre spirituale della sua Chiesa che deve curare, alimentare, preservandola dall’eresia, dall’errore, dalla amoralità, quindi grande è il suo compito che deve assolvere con prudenza e coraggio, ma con grande fede e amore, prescindendo dai giudizi degli uomini e tenendo conto della sola Divina Volontà; ora, figlio mio, è mia Volontà che i Vescovi siano Santi, che rispecchino in sè la mia Vita di Uomo-Dio, per questo mi sono fatto Uomo, e che mettano, magari, la scure alla radice per sradicare il male ovunque si è annidato, senza paura e senza timore, non sarà mai negato loro il mio aiuto se vorranno operare solo per la Gloria di Dio, per
l’avvento del suo Regno, per l’attuazione della sua Volontà, non è questo che Io, Gesù, vi ho insegnato a chiedere ogni giorno?
Allora radicale disinfezione di tutte le strutture infettate; se un Vescovo non si sente bruciare da questo zelo. non può più essere mio Apostolo nel mondo.
Problema centrale della Pastorale: strappare le anime a Satana
La concezione materialista che ha avvolta la mia Chiesa in un buio profondo mai visto prima, questa crisi di fede che ha allontanati non solo i cristiani, ma anche altri popoli infedeli, da Dio, non può essere curata se non con il ritorno alla fede, per cui sarà cura dei Vescovi di svolgere una pastorale sapiente ed illuminata, sia diretta ai loro sacerdoti, che ai loro fedeli; ci siano centri per la formazione di catechisti e un centro per la formazione di una valida cultura delle S. Scritture, dei S. Padri e Dottori della Chiesa, non ho bisogno di sacerdoti scienziati, non ho bisogno di teologi presuntuosi, ma ho bisogno di sacerdoti sapienti e santi che abbiano piena coscienza della loro grandezza sacerdotale e dei loro poteri sacerdotali.
Questo i Vescovi debbono comprendere, per questo debbono operare, a questo debbono orientare la loro pastorale lasciando da parte tutto ciò che è marginale; ancora una volta figlio, affermo che il problema centrale della Pastorale, a cui Pastori e Sacerdoti debbono indirizzare le loro energie spirituali e materiali, perché il corpo è supporto dell’anima e per l’anima è stato dato, è di strappare le anime a Satana e seguaci suoi per ridarle a Me, perché a Me appartengono, e, impedire in tutti i modi che i retti e i puri di cuore non abbiano ad essere ingannati e travolti dalle astuzie del Nemico.
Che lo si voglia o no, questo è ciò che voglio, e, la purificazione in atto, farà lei ciò che l’insipienza dei miei consacrati non ha saputo o voluto fare.
Ti benedico figlio mio e voglimi bene.
17 Gennaio 1978
GIORNI DURI E DIFFICILI
CHE RAPIDAMENTE SI AVVICINANO
Scrivi figlio mio, sono Gesù che ti parla.
Non credo, figlio mio, che tu possa nutrire ancora qualche dubbio circa quanto ti ho detto in tutti i messaggi precedenti, tu ti sei sforzato di indovinare i tempi pur non avendoti mai fissate date precise, se errori in questo vi sono stati, sono soltanto errori tuoi, non miei.
Tu hai detto che la tirannia di Satana sulla terra sta per raggiungere il suo massimo livello, tu, l’hai detto perché Io ho voluto che tu lo dicessi, molti ti hanno ascoltato commiserandoti, perché figlio mio sono pochi quelli che vedono, moltissimi quelli che non vedono e fra questi moltissimi vi sono di quelli che hanno come compito precipuo della loro vita di precedere in qualità di guide e di maestri le anime loro affidate, anime redente col mio Sangue Preziosissimo.
Figlio, ti ho preparato ai giorni duri e difficili che rapidamente si avvicinano, ti ho fatto conoscere anime vittime e anime prescelte, perché nell’ora della prova, pur fisicamente separati, sappiate essere vicini, tanto vicini da formare una sola anima, un solo spirito, un solo corpo a Me unito con l’offerta generosa e con la preghiera viva; non abbiate paura, non lasciatevi intimorire, se Io sono con voi, chi potrà qualcosa contro di voi?
Nulla potrà accadere senza che Io lo permetta
– Gesù mio, che dovrò fare io?
Te l’ho già detto figlio mio, lasciarti guidare senza timori, nulla potrà accadere senza che Io lo permetta; quante volte ebbi a dirti che tutto il male, fisico, morale, spirituale ha una sola unica radice, il peccato compiuto dagli uomini non senza l’interferenza di Satana, radix omnium malorum.
Gli uomini hanno detto di no al loro Dio, si sono voltati verso false divinità, si sono creati nuovi idoli servendo così il Demonio loro irreversibile nemico, ora ne raccoglieranno i frutti.
Non ho Io creato l’uomo libero? non ho Io fornito l’uomo di intelletto perché potesse discernere il bene dal male? non ho Io dato all’uomo la volontà, perché conosciuto il bene lo scegliesse come scopo supremo della sua vita? potevo Io, Dio, coartare la libertà dell’uomo facendolo simile, anzi inferiore ai bruti? purtroppo moltissimi uomini, specialmente i miei consacrati, si accorgeranno solo quando sarà troppo tardi, ma solo figlio mio, perché così loro hanno voluto.
· Gesù mio, saranno molti questi giorni duri?
Figlio, in parte l’asprezza e la durata dipenderà anche da come voi reagirete con la vostra fede e con la vostra generosità.
· Non lasciarci soli o Signore! Tu solo sei la nostra roccia, la nostra difesa!
Quante volte non ti ho detto che Io non deludo mai? Io, sono in mezzo a voi, in mezzo a voi sta la Mamma mia, figlio, guardate a Noi con la semplicità di bambini innocenti e tutto avrete da Noi.
Anche nel buio Io vi sarò accanto!
Il mondo sta sempre più scivolando verso il baratro, l’oscurità che lo avvolge sta crescendo e fra non molto sarà buio completo; non dimenticatelo, anche nel buio Io vi sarò accanto!
Figlio, fu così anche per Me nel Getsemani, né vedevo né sentivo il Padre mio, solo ero in mezzo ai miei amici; al buio del Getsemani seguì la sfolgorante luce della Resurrezione.
So ciò che pensi figlio e ancora una volta ti prevengo, l’Associazione Speranza sarò Io, Gesù, a preservarla nonostante i Giuda che la tradiranno; tu ben conosci la triste sorte dell’Apostolo traditore, il tradimento racchiude in sé tanta malvagità per cui difficilmente trova perdono.
Naturalmente quando la tempesta infuria con violenza tutti hanno paura, anche gli Apostoli sul lago di Genezaret si spaventarono, fate in modo di non meritare il rimprovero che Io in quella occasione feci loro!
Ora figlio ti benedico e con te benedico tutti quelli per cui preghi, non dimenticare mai l’efficacia della mia benedizione.
Voglimi bene.
8 Marzo 1978
LA SACRA BIBBIA È DIRETTA AL POPOLO PER ILLUMINARLO E TRARLO DALL’OSCURITÀ DEL PECCATO ORIGINALE
Scrivi figlio mio, sono Io, Gesù, che intende chiarirti quanto ti ha detto C. in merito alla Sacra Bibbia.
Tu sai figlio mio, perché tante volte te l’ho detto, che Io, Dio Uno e Trino, sono per natura infinitamente Semplice e che perciò tutto quello che Io faccio e dico riflette questa mia Natura, come ogni libro, ogni opera d’arte riflette il temperamento artistico e letterario dell’autore, anche la mia Bibbia, pur manifestando il temperamento artistico, poetico e letterario di coloro che come strumenti furono scelti per scriverla, lascia in una meravigliosa trasparenza intravedere l’infinita semplicità del suo vero Autore, lo Spirito Santo.
La Sacra Bibbia poi è il libro voluto dalle Tre Persone Divine in perfettissima comunione di Volontà, per comunicare la Parola Eterna ed Immutabile di Dio al popolo eletto, per prepararlo al più grande avvenimento della storia del genere umano, alla venuta sulla terra di Me, Verbo di Dio da sempre generato dal Padre, col mandato Divino del Padre di provvedere al ripristino dell’equilibrio infranto da Satana col peccato originale, mediante la seconda Creazione col Mistero dell’Incarnazione, Morte e Resurrezione mia.
La S. Bibbia prima, ed il Vangelo poi, sono diretti al popolo e per il popolo di Dio, per illuminarlo e trarlo dall’oscurità calata sul genere umano col peccato originale, il suo contenuto di Luce e di Sapienza è accessibile a tutte le anime non intossicate e avvelenate
dal fumo dell’Inferno, che oscura ed inquina, è la superbia vomitata sull’umanità da Satana, che crede, ritiene e vuole sua per conquista di male e su cui tenta imporre il suo regno di tenebre in contrapposizione al Regno di Dio, Regno di Luce, di Giustizia, di Pace e di Amore.
«Chi non è con Me è contro di Me,
e, chi è contro di Me non ha parte con Me»
Nessuno ha il diritto di interpretare la Parola di Dio, cioè la Rivelazione, se non colei che da Dio a questa è stata deputata, cioè la sua Chiesa e nella Chiesa solo a Colui cui è stata data la chiave del Regno dei cieli, cioè a Pietro, il Vicario mio e ai Successori dei miei Apostoli che vivono in comunione con Pietro.
Sono state arbitrarie, sono e saranno arbitrarie le interpretazioni personali di tanti teologi superbi e presuntuosi che non la Gloria di Dio e il bene delle anime li ha indotti ad erigersi a maestri del popolo di Dio, mentre il Maestro è uno solo, Io Verbo Eterno di Dio, visibilmente rappresentato sulla terra dal Romano Pontefice, e, chiunque, Teologi, Pastori o Sacerdoti che non vogliono o non accettano il Magistero della Chiesa, sono eretici, anatemi perché essi stessi si mettono al di fuori della Chiesa, non hanno importanza il prestigio, la dignità, le cariche che essi coprono, «chi non è con Me è contro di Me» e «chi è contro di Me, non ha parte con Me» col mio Regno, ma ha parte col regno di Satana.
Figlio, quanti ve ne sono oggi in alto e in basso, perfino coperti di porpora, fuori della mia Chiesa, incedono solenni e, ti ripeto ancora una volta, ammantati di un’untuosa e vellutata ipocrita umiltà, camminano sull’orlo del precipizio anche molti Vescovi che pur protestando la loro fedeltà alla Chiesa, passivamente, facendosi così complici di Satana maestro e principe di menzogna, hanno permesso allo stesso Satana di entrare ovunque, soprattutto nei Seminari, Università ecclesiali, Congregazioni religiose, per demolire, travolgere nell’errore e nell’eresia tante e tante anime che nel piano Divino della
mia Provvidenza, erano state prescelte come germi preziosi e fecondi di futura messe mentre sono diventati strumenti di perdizione; per questo figlio, ti dissi di sconsigliare i giovani di entrare nei Seminari, per non avviarli nelle fauci di lupi rapaci.
Guai a chi attenta alla Parola di Dio contraffacendola e mistificandola
Come potrò essere Misericordioso con quei Pastori responsabili di tanto scempio? di tante rovine? non si rendono conto che il Pastore dà la vita per le sue pecorelle, mentre essi non hanno mosso un dito per impedire tanto male? figlio, ma che pensano? quando mai rientreranno in se stessi per piangere e deplorare tanta insana e stolta pastorale?
Figlio non è questo un argomento che si possa esaurire in un solo messaggio, ben altro ho da dirti!
Nella mia Chiesa rinnovata e rigenerata i successori dei miei Apostoli dovranno essere severamente intransigenti e vigilanti affinché il patrimonio prezioso ed inestimabile della mia Rivelazione non abbia più ad essere così terribilmente lacerato dall’orgoglio umano, affinché il deposito della mia Rivelazione sia custodito come un «orto chiuso» in cui a nessuna serpe avvelenata sia concesso di entrarvi!
La mia Parola va accolta pura e semplice, come pura e semplice Io l’ho manifestata da sempre nei miei Profeti; guai a chi attenta ad Essa contraffacendola e mistificandola, meglio sarebbe per questi disgraziati gettarsi con un sasso al collo nel profondo dei mari!
Figlio mio, ti benedico; ripara e prega.
10 Marzo 1978
RIFORMA DI VITA INTERIORE
Figlio mio, sono Io, Gesù, che intendo riprendere il discorso della mia Chiesa.
La Chiesa sarà fatta nuova come già ti dissi nei precedenti messaggi, ma non senza un efficace apporto del mio Corpo Mistico che dovrà rigenerare se stesso nell’amore e nella sofferenza, e questo ti può giovare per capire meglio lo sbocciare di tanti virgulti che domani, riunificati, saranno il giardino della mia Chiesa, questo ti dice ancora che non ultimo è l’Associazione Speranza.
Non so figlio mio se tu ricordi tutto quello che ti dissi in merito alla sterilità della Pastorale moderna, che non solo non dà frutti, proprio come il fico di cui parla il Vangelo, ma ha avvelenato e inquinato la quasi totalità delle strutture della vecchia Chiesa, così deformata nelle linee che Io le diedi nell’atto della sua nascita.
Il nemico che sta alla radice di tutti i mali, materiali, morali e sociali è sempre lo stesso, Satana, che con l’industrializzazione e con la moderna tecnologia, tanto decantata come le grandi conquiste della scienza, ora, come non mai, sta smascherando il suo tragico inganno teso all’umanità intera che solo ora intravede quale grande pericolo le sta innanzi, per l’inquinamento che suona morte e distruzione per l’intera natura, morte e distruzione totale per la stupenda dimora (la terra) che Io con il Padre mio vi abbiamo dato… ma che è mai l’inquinamento materiale di fronte al più grave inquinamento delle anime? L’obbiettivo del nemico è sempre e solo stato questo, rovina e morte spirituale e materiale per questa umanità da lui conquistata con l’inganno e sempre mantenuta e tiranneggiata con la violenza, con le guerre,
rivoluzioni e morte: tutto questo oggi chi non lo vede è proprio per colpevole e volontaria cecità.
“È vero Gesù mio che nella tua Chiesa vi è tanto male e tanto putridume, ma vi è anche tanto bene…”
Figlio mio, hai visto nel messaggio precedente come l’ardire e l’aggressione di lui alle anime non conosce limiti, a tanto lo spinge l’odio da suscitare nella stessa mia Chiesa uomini, sacerdoti e Pastori che con inaudito orgoglio, con l’inimicus hominis, non esitano a seminare nella mia Vigna, cioè nella mia Chiesa, ogni sorta di errori e di eresie.
Figlio, voglio ricordarti un’altra cosa, quello che tu un giorno mi dicesti: “È vero, Gesù mio, che nella tua Chiesa v’è tanto male e tanto putridume, ma vi è anche tanto bene…” che cosa ti risposi? Se ti facessi vedere quello che sta dietro alla facciata della mia Chiesa, tu ne moriresti all’istante; ora figlio mio, voglio chiarirti meglio il senso di queste parole, tu vedi tanto bene, ma tutto il bene che credi di vedere, pensi proprio che sia tutto tale? Io non ti nego, e voglio confermartelo ancora una volta, che non mancano nella mia Chiesa Vescovi santi, santi sacerdoti, anime veramente coraggiose ed anche eroiche le cui opere spirituali e anche materiali, sono animate da vitalità soprannaturale, perciò gradite a Dio, ma figlio, ti dissi e ti ripeto, che sono poche, poche in rapporto al dilagare del male, della corruzione, dell’eresia che travolge nella dannazione eterna un numero stragrande di anime.
Ma capisci cosa vuol dire dannazione eterna?
Già tentai di fartelo capire un’altra volta, significa che tutte le calamità della terra, dalla Creazione dell’uomo fino alla fine dei tempi, sono un NULLA in confronto ad una sola anima che va dannata!
Non esagerazione, ma verità!
Gridala forte questa verità ai ciechi e ai sordi.
Grida a tutti che il Padre Celeste ha mandato Me sulla Croce perché nessuna anima avesse a perdersi!
Capite da questo la tragedia del Calvario che continua nella Messa e nel mio Corpo Mistico per la salvezza delle anime?
Capite la grandiosità della lotta tra Vita e Morte, tra Luce e Tenebre, tra Verità ed Eresia?
Cercate di capire e di vedere non solo i grandi mali del mondo esteriore, della materia, ma anche i più grandi, i più immensamente grandi mali delle anime.
Moltissime opere e attività della Pastorale moderna sono carenti della loro anima, della retta intenzione
Sì figlio, molte sono le opere e le attività della Pastorale moderna ma moltissime di queste sono carenti della loro anima, della retta intenzione, tu vedi l’attività e non sempre è dato a tutti conoscerne l’anima, dinnanzi a Me, figlio mio, moltissime di queste attività appaiono come possono apparire i cadaveri in avanzata putrefazione; le opere senza la fede non sono accette a Dio, ora la superbia e l’orgoglio hanno soffocato la fede nelle anime, come potrebbe quindi piacere a Dio una Pastorale imperniata su una fede semplicemente umana, senza l’anima del soprannaturale? Su una fede umana «razionale» nemica della fede
«soprannaturale»?
Ecco la spiegazione figlio mio, non illuderti, solo le poche anime privilegiate potranno capirti, le altre no, da qui l’avversione che esse nutrono nei tuoi riguardi.
Per ora basta figlio mio, sei stanco, ma resisti per la recita del S. Rosario in comunione dei Santi del cielo e della terra.
Ti benedico e voglimi bene. Estendi pure questa benedizione a tutti quelli che ti vogliono bene e ti sono cari, non turbarti poi per le molestie che il nemico vorrebbe recarti in misura ben maggiore.
10 Marzo 1978
L’ABBANDONO, SOFFERENZA CHE TORTURA E LACERA IL CUORE
Non temere figlio, scrivi, Io te lo dico di scrivere.
Ricordi, figlio, quello che ti feci vedere alla Verna nel 1975, in un attimo tu vedesti lo stato di depressione della mia Chiesa, ebbene, questo stato di depressione nel mio Corpo Mistico si va sempre più aggravando, lo vedi figlio mio, l’abbandono in cui sono lasciato?
L’abbandono di una persona da parte di un altro è sempre disa- more; i figli che abbandonano i genitori per andarsene per il mondo, non amano certamente i loro genitori, oppure viceversa i genitori che abbandonano i figli, e quante volte succede che padri e madri snaturati abbandonano anche in tenerissima età i propri figli, e perché lo fanno? non certamente perché li amano, ma perché bruciati dalle più turpi passioni preferiscono il male al bene, il peccato sozzo all’amore puro paterno o materno.
Quanta sofferenza da parte di chi si sente abbandonato, sofferenza che molti non possono capire, ma che tortura e lacera il cuore.
Figlio allora tu pensa e rifletti sull’abbandono da parte degli uomini, ma aggiungi pure da parte dei «figli di Dio», dei miei fratelli, dei miei «amici», dei miei ministri, di tanti miei Pastori, guarda e considera come sono trattato nel Mistero dell’Amore, guarda la solitudine in cui vengo lasciato, guarda e considera i sacrilegi con cui vengo tradito e venduto, guarda e considera da quanti vengo rinnegato, guarda e considera da quanti sono odiato… l’Amore, odiato! l’Amore che esige come unica e sola risposta l’amore, ha invece l’avversione, l’ostilità e spesso l’odio!!!, la Via abbandonata, la Verità rinnegata per
l’errore, la Vita rifiutata e posposta alla morte,… Io, la Luce, cui si preferisce le tenebre!
Convertitevi al Signore, altrimenti tutti perirete.
Figlio, vedi che non si tratta solo di abbandono, ma v’è molto di più dell’abbandono che pur tanta sofferenza genera e tante lacrime fa versare da chi ne è l’oggetto, e, l’oggetto oggi, nella mia Chiesa, di questa avversione, è il mio Cuore Misericordioso e il Cuore Immacolato della Madre mia e vostra.
Perché continuo a parlarti di tutto questo? Perché figlio continuo con tanta insistenza a richiamare i mali che affliggono il mio Corpo Mistico, che, ostinatamente, salvo sempre le eccezioni, si ostina rifiutandosi di prendere coscienza di questa sua tragica situazione, immergendosi sempre più nell’oscurità che sta perdendo nella dannazione eterna le anime?
Insisto a parlarne perché tu, mia piccola penna spuntata, lo abbia a scrivere e gridarlo forte a tutti: «convertitevi al Signore altrimenti tutti perirete!» Ti ho sempre detto di non curarti del giudizio degli uomini, ma sempre e solo di quello di Dio.
Sordi ai richiami miei e della Madre mia;
hanno deriso e schernito i miei Profeti… che ne sarà di loro?
Figlio, è chiaro e ben comprensibile da ogni anima retta l’urto tremendo tra le potenze delle tenebre e i figli della luce; è ben comprensibile ed intuibile da parte di tutti i buoni che a questo punto non si sarebbe giunti, se nella mia Chiesa l’esercito dei miei cresimati, puoi dire con più esattezza, esercito dei miei soldati, dei miei ministri, dei miei Pastori non avessero rifiutato i miei insegnamenti, dati con la mia Parola di Vita e con la mia Vita di umiltà, di obbedienza, di amore e di sofferenza, se i miei ministri e i miei Vescovi non avessero dimenticato il mio chiaro ed esplicito
invito a seguirmi fino in fondo sulla Via della Croce, oggi non penderebbe sulla mia Chiesa e sul mondo l’ira tremenda della Giustizia Divina, così duramente provata e offesa.
Fino a quando il Padre mio sopporterà la generazione di questo secolo perverso? Sono rimasti sordi ai richiami della Madre mia, hanno deriso e fatto oggetto di scherno i miei Profeti, che ne sarà di loro?
Figlio, ora vai a riposare, ti benedico, voglimi bene e come sempre offrimi le tue sofferenze in riparazione di tanto abominio.
28 Maggio 1978
DI FEDE VIVE IL GIUSTO
Scrivi figlio mio, sono Gesù,
«di fede vive il giusto», la fede trova la sua ragione di essere in Me, che sono l’Eterna Parola Vivente di Dio, trova la sua ragione di essere in Me che sono la Verità e che agli uomini ha dato testimonianza di Me, Via Verità e Vita.
Figlio, tu di ogni cosa vorresti sempre conoscerne il perché, Io ti ho ammonito di non farlo, perché la tua fede sia perfetta e perché la tua fede ti conduca al totale abbandono al mio Cuore Misericordioso.
Oggi è la festa del mio Corpo e del mio Sangue; questo Mistero va accettato e vissuto sulla veridicità della mia Parola, questo Mistero già annunziato nella Sacra Bibbia più volte, da Me rivelato, poi istituito durante l’Ultima Cena, è il dono più grande che Dio poteva fare all’umanità, ma specialmente alla sua Chiesa per la vita della stessa, Esso è al centro delle prove dal Padre richieste per l’ingresso nel Regno dei Cieli, Esso è l’oggetto di queste prove, ne forma l’anima che si trasforma in vita con la speranza e l’amore: oh, se gli uomini, figlio mio, sapessero preservare il loro cuore puro e scevro dal peccato quale potenza, quale luce troverebbero in questo Mistero d’amore; il Mistero del mio Corpo e del mio Sangue è quanto Dio nella sua infinita munificenza ha potuto e voluto dare all’umanità, come testimonianza del suo Amore Infinito per la stessa umanità.
L’Amore mi tiene prigioniero nel Mistero eucaristico.
Miracolo continuo, figlio mio, non inferiore al miracolo della Creazione dell’Universo, della Redenzione, non inferiore a tutti i
miracoli compiuti nel tempo, prima e dopo la mia venuta, sorgente perenne posta nel mondo perché gli uomini, nel loro breve cammino sulla terra, potessero accostarsi alla Sorgente della Vita, e di questa vita, nutrirsi, come gli Ebrei nel deserto si nutrirono della Manna che il Padre faceva cadere sull’arido e sterile deserto, per non essere fatti preda della morte, chi mangia questo Pane avrà la Vita e non morirà in eterno, ma chi volutamente non ne mangia, e, chi ne mangia indegnamente, perirà in eterno.
· Oh, mio caro Gesù, Tu che da sempre conoscevi la sorte che ti era serbata nella tua Divina Presenza nel Mistero dell’Amore dall’ingratitudine e malvagità umana, come mai non ti sei preoccupato di impedire tanto male?
· Figlio, l’Amore che mi ha portato sulla Croce è lo stesso Amore che mi tiene prigioniero nel Mistero eucaristico; l’Amore mio per gli uomini è Infinito e supera di gran lunga le malvagità e ingratitudini umane. Figlio mio, i motivi di credibilità di questo Mistero grande, non mancano, anzi non solo non mancano, ma abbondano, se vi sono cristiani che affermano di non credervi è solo per voluta e colpevole ignoranza religiosa, se vi sono cristiani che profanano il Mistero dell’Amore, è perché questi cristiani si sono dati anima e corpo a Satana, il quale è così profondamente penetrato nel loro cuore al punto di esserne diventato l’assoluto dominatore.
L’ora è prossima ed inevitabile
Se vi sono poi Sacerdoti, e, tanti ve ne sono, e, non solo semplici sacerdoti, che celebrano sacrilegamente il Sacrificio della Messa, questi, come gli antichi sacerdoti Ebrei, dominati dalle DUE concupiscenze e dello spirito e della carne, non possono capire né possono vedere, perché avvolti dalla stessa oscurità demoniaca, per cui di loro con ragione si può dire: «homo animal non percepit ea quae sunt spiritus Dei».
Figlio mio, tu ben conosci lo stato di tremenda depressione in cui è piombata la mia Chiesa; ormai è satura, a nulla sono valsi tutti i richiami, l’ora è prossima ed inevitabile, e, i nemici miei, i novelli Giuda venduti alle potenze oscure del male, saranno distrutti e dispersi come polvere al vento.
Prega figlio mio, ripara con le tue sofferenze, non importa che tu capisca, importa che tu con grande umiltà abbia a credere, fermamente credere a Me, Parola Vivente ed Eterna di Dio, presente nella mia Chiesa nel grande Mistero dell’Amore e della Fede, presente, e molte volte «solo», nei miei Tabernacoli.
Ti benedico figlio e con te tutte le persone che ti sono care.
30 Maggio 1978
UNITI NEL TEMPO E NELL’ETERNITÀ
Figliolino mio, sono la Luigina.
Potessi, figliolino mio, farti partecipe per un solo istante del nostro Paradiso, tutte le tue perplessità scomparirebbero all’istante; immagina un buio profondo, intenso, che ti avvolge tutto, nel buio non si sta bene, il buio è di Satana, ne è lui l’inestinguibile sorgente e il buio dello spirito è ancora più terribile del buio di una notte cupa, poi, improvvisamente uno sprazzo di Luce celeste ti toglie il buio in cui sei immerso per tuffarti in questa luce paradisiaca… ma figliolino caro sono cose che è difficile far capire a voi che procedete d’immaginazioni, siete in cammino e il porto per te don Ottavio è ancora tanto lontano…
Non eravate e non siete soli però nella bufera in corso; tu sai che tutte le anime semplici ed umili mai per loro iniziativa vengono meno alle promesse fatte, e, in virtù del nostro patto, «uniti sempre nel tempo e nell’eternità», non ho mai distolto il mio sguardo dal tuo cammino, ti seguo e ti seguirò fino all’approdo tuo nel posto che ti attende, ma legata a te ora è l’opera che Dio vuole e per la quale ha già fatto la sua scelta, allora io con tutti gli amici tuoi del Paradiso, vi consideriamo una cosa sola inscindibile ed inseparabile, niente timori ed incertezze quindi, perché tu sai che a Lui non piacciono e non piacciono perché sono una manifestazione di sfiducia e di mancanza di abbandono, mentre Lui attende da te e dai Soci più impegnati una totale e perfetta fiducia, un totale e perfetto abbandono in Lui.
Lo sai che Lui non ha fretta, questo però non vuol dire che in Lui vi sia disinteresse o noncuranza, queste cose sono imperfezioni ed in Lui, invece, tutto è infinitamente perfetto!
Il male esplode con la violenza dell’uragano, ma passerà
Figliolino mio, non misurare te stesso e la tua missione sulla terra con lo stesso metro con cui misuri gli altri, non ti troveresti col risultato, ogni uomo e ogni opera hanno un’impronta diversa, Dio non si ripete mai, e questo vale per te e per tutti coloro che nell’Associazione Speranza hanno compiti e responsabilità di primo piano.
Figliolino mio tu lo sai, lo dovresti sapere, che il male esplode con la virulenza dell’uragano e che nel suo infuriare travolge uomini e cose, ma anche l’uragano che Lui più e più volte ti ha non solo preannunciato ma fatto vedere in fondo al Calice con ricchezza di particolari per te molto importanti, passerà come passano tutte le vicende umane, e a trarne le conclusioni non saranno le oscure potenze del male, ma sarà Lui, Lui solo il supremo Signore del cielo e della terra a cui tutti debbono sottostare, amici e nemici, cui tutti debbono servire per la sua Gloria e per l’avvento del suo Regno sulla terra.
Figliolino mio credilo, non è mai stato tanto vicino a voi l’avvento del Regno di Dio come in questo momento, coraggio, fiducia, abbandono; come tanti bambini state abbarbicati a Lui che vi guarda, che vi protegge, che vi benedice, che vi ama come voi sulla terra mai potrete capire, ma non importa capire, importa crederlo, fermamente crederlo, non lasciatevi intimorire dalle ondate di fumo che il nemico vi getta negli occhi.
Vittima, per formare con Lui una sola vittima.
· Mammina cara, questi fatti nuovi che si verificano in me, questo aumento di sofferenze, come spiegarli?
· Non credo necessitino di ulteriori spiegazioni, fanno parte della tua Croce; il male infierisce e infierirà di più, ma non hai sempre detto che la sofferenza è un dono di Dio? figliolino mio, la
fede qui comincia ad essere operante e feconda, se tu crederai, accetterai e donerai questa tua sofferenza a Lui e così sarai il sacerdote secondo il suo Cuore Misericordioso, cioè il sacerdote che sa e vuole essere con Lui, la Vittima per eccellenza, vittima per formare con Lui una sola vittima e così assolvere la tua missione di corredentore.
Figliolino mio, ti ripeto, coraggio, noi del Paradiso ti siamo vicini, vi siamo vicini, la nostra intercessione è continua perché la Grazia e le Benedizioni di Dio Uno e Trino, della Vergine Santa Regina degli Angeli, Regina delle Vittorie scendano sopra di voi, sopra dell’Associazione Speranza, sopra del suo Consiglio e sopra tutti coloro che per voi pregano e che voi seguono.
Figliolino mio «uniti sempre nel tempo e nell’eternità».
Luigina
30. Maggio 1978
IL DOGMA DELLA COMUNIONE DEI SANTI È COSA STUPENDA E MERAVIGLIOSA
Scrivi fratello don Ottavio, sono Madre Margherita.
Leggendo i tuoi messaggi, le anime semplici e umili non dovranno fare nessun sforzo per accettare quanto nel messaggio è detto, ma tanti altri dovranno faticare per credere, tantissimi altri non crederanno affatto per causa della loro presunzione, ma tu fratello mio non preoccuparti, solo non dimenticare mai che il cammino terreno è prova, questo pensiero servirà a te e a tutti i buoni come chiave indispensabile per scoprire sempre nuove fonti di luce e di grazia.
Don Ottavio valga per te e per i tuoi fratelli, per D., d. P., F., M., e per tutti gli altri di buona volontà e di fede viva e genuina, per i Sigg. C. che con voi sono stati e sono travolti dalla bufera in corso, tutti abbiate fiducia, grande fiducia in Colui che in questo vostro cammino vi precede e vi guida, abbiate fiducia anche in noi, fratelli e amici vostri che già abbiamo raggiunto la Casa del Padre comune.
Dillo a tutti, non stancarti mai di ripeterlo e di insistere che il Dogma della Comunione dei Santi è cosa stupenda e meravigliosa per la sua natura e per gli effetti da voi impensati che esso produce; fratello mio, la prova cui siete sottoposti vi appare grande e quasi insostenibile, in realtà è grande, ma se voi la poteste vedere nei meravigliosi effetti destinata a produrre in tante anime, non solo non vi lamentereste, ma voi la chiedereste anche maggiore.
Abbiate paura di una cosa sola, il peccato!
Tu fratello don Ottavio senti impulsi di ribellione nell’interno del tuo cuore per ciò che tu giudichi trionfo dell’iniquità, ma
ricorda che tanto ti è stato detto in merito all’incessante lotta tra le potenze delle tenebre e le potenze della Luce, e, tante volte sei stato rassicurato che le prime non prevarranno sulle seconde, quindi per conservare il tuo animo in pace e serenità, pur nell’infuriare della lotta, devi credere nell’assoluta invulnerabilità di Lui e di tutti quelli che in Lui e con Lui sono una cosa sola.
Andate avanti sereni e fiduciosi, sensibili e vigili ad ogni suo accenno, solerti nel prevenire, se vi sarà possibile, ogni suo desiderio; piace a Lui questa diligente attenzione ad ogni cenno della sua Divina Volontà.
Non sarà né inutile né vano ricordarvi ciò che innumerevoli altre volte vi è stato suggerito, l’Umiltà; abbiate paura di una cosa sola, del peccato in genere, e, in particolare, del peccato causa di tutti i mali, del peccato di superbia, di presunzione; siamo tutti servi inutili; di questa realtà deve essere impregnata la vostra anima, il vostro cuore, il vostro spirito, senza umiltà, profonda umiltà, tutto ciò che come strumenti prescelti state costruendo, sarebbe inutile e vano.
Don Ottavio, come nel messaggio precedente ti ripeto che per quel legame che ci ha unito in vita, prego l’Onnipotente Dio di benedirti e con te di benedire l’Associazione Speranza, d. P., D., F., M., e tutto il Consiglio di amministrazione che con buona volontà guida l’Associazione, non posso poi dimenticare G. e M.
C coi loro figlioli.
Madre Margherita
30. Maggio 1978
A DIO, OVUNQUE E SEMPRE, IL PRIMO POSTO!
Scrivi fratello don Ottavio, sono Giovanni Bosco.
La visita tua e di d. P. al santuario in Torino alla Mamma Celeste Aiuto dei Cristiani, è stata cosa gradita all’Altissimo Dio, cara, immensamente cara alla Vergine SS.ma nostra comune Madre; le S. Messe celebrate nella cappella delle Reliquie in onore dei S. Martiri Ottavio, Giovenco ecc. vi hanno ottenuto grazie per intercessione degli eroici e fedeli testimoni della fede; non fu quindi un viaggio inutile il vostro pellegrinaggio, ma fu ricco di doni e di grazie che un giorno conoscerete in Paradiso.
Fratello don Ottavio e fratello d. P. ambedue avete dinnanzi a voi un cammino segnato dagli eterni Decreti di Dio, dovrete formare anime, dovrete dirigere anime, dovrete insegnare alle anime che Lui metterà sulla vostra via, che Dio solo è l’Alfa e l’Omega di tutto e di tutti, che a Lui tutto dobbiamo perché da Lui tutto abbiamo, e di conseguenza a Lui, ovunque e sempre, si deve il primo posto.
Fratelli cari, operare così, vuol dire operare per la rigenerazione spirituale di una cristianità atea, incredula ed empia, vuol dire portare amore, cioè unione, ove regna odio cioè divisione, vuol dire portare luce ove sono tenebre, portare fede ove è incredulità, vuol dire fare nuova la società.
Compito dei membri dell’Associazione Speranza è di rinnovarsi per rinnovare, santificarsi per santificare, arricchirsi per poter donare a chi non ha; fratelli carissimi, dovrete scendere in campo con un gruppo di ottimi vignaioli per bonificare e fertilizzare una vigna satura di zizzania e infestata di nemici che debbono essere debellati.
Nessun rinnovamento e rigenerazione è possibile senza Maria Immacolata e Gesù Eucarestia
Accanto a voi, altri scenderanno in campo per far nuova la Chiesa di Dio, formerete assieme a loro un grande esercito benedetto da Dio Padre, da Gesù Redentore e dallo Spirito Santo, Anima della Chiesa stessa; fratelli nel sacerdozio, entrate a far parte di un grande piano di Dio, io, don Bosco per l’amore e devozione che nutrite per me, ho voluto esservi di aiuto, ed ecco gli incontri con d. C., d. A., con d. U. P., due degni figli miei, degni membri della nostra Congregazione, i quali ti confermano, don Ottavio e ti indicano le DUE grandi Colonne, salvezza della Chiesa, le due grandi strade da indicare a tutti i battezzati di buona volontà: l’Immacolata e Gesù Eucarestia.
Nessun rinnovamento e rigenerazione spirituale senza Maria Immacolata, senza Gesù Eucarestia, si ricompone l’equilibrio distrutto, solo con Loro, senza di Loro saranno moltiplicate le rovine, senza di Loro non v’è che perdizione; la Vergine Immacolata è la Porta per la quale il Verbo di Dio entra e si inserisce nell’umanità.
La Croce è e resterà la liberazione dell’umanità dalla tirannide malvagia di Satana, ma la Croce è una sola cosa con l’Eucarestia, perché è la Messa che dona al mondo il Redentore con il Mistero della Croce; la visione delle Due Colonne va così intesa!
Fratelli nel sacerdozio don Ottavio e d. P. mi potreste obbiettare che la vostra missione è comune a tutti i consacrati, sì, è vero, la missione comune a tutti i consacrati è quella di farsi «vittima» in unione con Lui, per la ragione per cui Lui è entrato nel mondo ed è morto sulla Croce, missione comune a tutti i consacrati, ma assolta da pochissimi, e, questo è il sovvertimento, ciò che dovrebbe essere di tutti o dei più, è diventata realtà per pochissimi, ma prescindendo da questo, solo due giorni fa ti è stato detto che Dio non si ripete mai, se il fine è comune a tutti, le vie per arrivarci
sono diverse, e, la via dell’Associazione Speranza, pur operando in comunione con altre istituzioni e opere per la rigenerazione della Chiesa nuova, è diversa dalle altre, e voi, don Ottavio, dovete aprire questa «via» a seconda del tracciato ab aeterno segnato dalla Provvidenza Divina.
Vi benedico, vi sarò al fianco nelle vostre necessità e difficoltà; Dio e la Madre sua SS.ma, Aiuto dei cristiani, sono con voi.
San Giovanni Bosco
1 Giugno 1978
LA STRADA DELL’AMORE
Fratello mio, sono S. Teresa del Bambino Gesù.
Finalmente fratello mio è arrivato il momento da me atteso; tu parlando delle strade che portano le anime a Dio, facesti cenno anche a me, attribuendo a me la strada più breve, quella dell’amore, questa strada più che scoperta, io, l’ho riscoperta e mi sono in verità sforzata di percorrerla fino in fondo e sono contenta, tanto contenta che di più non lo potrei essere.
Mi è parsa la meno difficile ma soprattutto la più meravigliosa, gareggiare nell’amore con l’Amore; fratello mio caro intendimi in questa mia affermazione da non prendersi in senso letterale, ma bensì in senso lato, Lui che ti ama sconfinatamente se tu metti tutta la tua buona volontà, e, l’amare è atto della volontà, quel che succede non è possibile esprimere, mi ci proverò ma non è facile, se tu fai partire dal tuo cuore, come sicuramente fai, verso il suo Cuore un atto d’amore, Lui ti risponde col suo Amore Infinito che avvolge, penetra e compenetra il tuo cuore, allora il piccolo razzo entra e si confonde nel Cuore Misericordioso di Lui e l’Amore suo e tuo si fondono, sono e formano un solo grande amore, come la fiammella del piccolo cerino gettata nel grande braciere di un alto forno diventa un solo grande braciere.
Il cammino dell’uomo sulla terra è prova
Fratello carissimo, fai bene a insistere e propagandare il concetto che il cammino dell’uomo sulla terra è prova, prova a cui nessuno può sfuggire, ma prova di cui necessita avere la giusta, esatta visione perché nessuno abbia a correre il pericolo di deviare.
In che cosa consiste questa prova? per me è una che si articola in tre:
– la prima è prova di Fede; è il collaudo della fede, senza la fede è impossibile piacere a Dio, perciò se non si crede non ci si salva. Credere, fermamente credere alle verità e misteri rivelati;
credere alla Chiesa come Sacramento di salvezza posta da Dio in mezzo ai popoli come Maestra, Guida e Luce di tutte le genti; credere sulla autorità di Dio Rivelante;
credere nelle Parole del Verbo di Dio che né s’inganna né può ingannare;
credere alla Legge Eterna di Dio, a quella Legge che non muta nè può mutare mai e che nessuno può intaccare senza incorrere nell’Ira di Dio.
· La seconda prova richiesta dall’Onnipotenza Divina consiste, da parte dell’uomo sulla terra, di riconoscere che Dio è Supremo Signore e Padrone di tutto e di tutti e che a Lui si deve piena e assoluta sottomissione, quindi obbedienza alla Legge.
· La terza prova richiesta dalla Misericordia Divina è quella dell’amore; per me, Teresa del Bambino Gesù, questa prova racchiude in sé le prime due; io personalmente mi sono sforzata di dare all’Amore la prova più consona all’amore; all’Amore Infinito di Dio non vedo, non capisco si possa dare altra prova che non sia quella dell’amore.
Nel Battesimo abbiamo ricevuto dall’Amore
la capacità di amare, quindi, di servire e obbedire
Pur accettando la piena ragionevolezza delle due prime prove, non ne vedo il bisogno, e direi l’utilità, soprattutto per i Cristiani ricevendo essi nel Battesimo la Grazia santificante cioè la Fede, la Speranza e la Carità, virtù inseparabili e inscindibili; ove è amore a Dio, ivi è fede, quindi se vi è fede, ivi è amore a Dio, non è un gioco di parole ma una stupenda realtà; nel Battesimo abbiamo ricevuto la capacità dall’Amore di amare, quindi di servire e
obbedire. Per me la via dell’amore è la più meravigliosa, la più breve e la più sicura.
Fratello don Ottavio, amalo, amalo l’Amore, non lasciarti mai suggestionare dalle falsità, vanità, lusinghe e insidie del mondo, io, ancora bambina, vidi con chiarezza, con tanta chiarezza, vidi come ogni vita umana è come fiore che germoglia nella notte per cadere poi avvizzito nel meriggio.
Amalo l’Amore don Ottavio, non ne sarai mai deluso nel tempo e nell’eternità, amalo ora nelle tribolazioni, un giorno l’amerai nella gioia più perfetta e completa; l’Amore ti muove verso di Lui come muove Lui verso di te; nell’impatto che ne segue ne scaturiscono effetti meravigliosi e stupendi per te, per voi, per le anime; amalo, amalo fratello caro fino a consumarti per Lui come Lui si è consumato per te; capirai un giorno come in questo consista la vera meravigliosa ragione della nostra vita.
Per virtù della Comunione dei Santi restiamo uniti in Lui, Amore Eterno e Infinito che da sempre ci ama.
Dio ti benedica e con te benedica tutti coloro che tu ami, ora e sempre.
S. Teresa del Bambino Gesù
2 Giugno 1978
DIO, LA SORGENTE DELLA VITA
Scrivi fratello mio don Ottavio, sono S. Giuseppe Cottolengo.
L’umanità, oscurata dalla prima colpa e dal moltiplicarsi quasi all’infinito delle colpe personali dei singoli, nasce, cresce, vive e scompare dalla scena di questo mondo nella quasi totale oscurità, appena appena intravvede un tenue chiarore, fra le tenebre che l’avvolgono, dato dalle fondamentali verità rivelate; sono poche le anime che illuminate vedono in piena luce le grandi realtà celesti per le quali l’uomo è stato creato.
Prima sola grande realtà, Dio, la Sorgente della vita, che comunica a tutto l’universo mondo la vita, la vita che vibra, pulsa ovunque, nelle profondità dei mari, sulla superficie della terra, nella densità dell’aria, l’universo mondo ne è pieno, ovunque è la vita in movimento.
Oh, uomini stolti e ciechi che non volete vedere il prodigio della vita che Dio opera sì, per la sua Gloria, ma anche per voi che della sua Gloria vi vuole partecipi, per voi, che siete, che vivete e della vita godete, frutto stupendo e prodigioso del suo Amore.
La Creazione dell’universo è stata un atto d’Amore, la Creazione di ogni vivente è atto d’Amore, la Creazione dell’uomo fra tutti i viventi della terra, è atto d’Amore e di predilezione, poiché l’uomo solo è stato fatto ad immagine e somiglianza del suo Signore e Creatore, e lui solo può proiettare l’immagine di Dio su tutti gli altri viventi, lui solo l’uomo, è stato creato con un compito ed una missione cosmica, re e dominatore di tutti i viventi sulla terra, lui solo può essere ed è, purché lo voglia, l’interprete del rendimento di grazie presso Dio di tutti i viventi della terra.
Ora fratello mio don Ottavio, se Dio è Principio e Causa prima della vita di tutti i viventi, sarebbe assurdo che non fosse Lui a provvedere, a
conservare e dirigere tutte le sue creature al perseguimento del loro fine, infatti cosi è; nel Vangelo si dice che se Dio provvede ai fiori dei campi, a rivestire del loro splendore i gigli e a nutrire gli uccelli dell’aria, non provvederà Egli a maggior ragione alle necessità di voi creature umane che siete il riflesso di Lui sulla terra?
L’uomo come impazzito si pone al di sotto degli stessi bruti
Fratello don Ottavio, di fatto in questi giorni per Volontà Divina, state dando vita ad una Comunità, la prima delle tante comunità dell’Associazione Speranza, e questa comunità in germe fiorirà se in essa avrà impulso la fede, la speranza e l’amore, cioè se oltre la vita fisica personale, nella vita sociale della stessa, sarà sempre profondamente radicata la vita della Grazia, per mezzo della quale a Dio, Creatore e Signore, sarà riconosciuto e dato il primo posto, il che vuol dire, come ti ha comunicato ieri sera S. Teresa del Bambino Gesù, vita di Grazia, vita Divina che vi muoverà verso di Lui nel perseguimento del fine che vi ha assegnato con l’esercizio della Fede, della Speranza e della Carità.
Fratello don Ottavio per più ragioni ti ho parlato della vita, prodigioso dono di Dio, infatti ovunque pullula la vita, quella vita, che secondo l’ordine stabilito da Dio creatore deve essere da tutti rispettata, venerata come lo esige il retto uso della ragione umana, così come lo esige la Fede e come lo esige il naturale ordine delle cose, ma che, in realtà, mai come in questo secolo di oscuro e barbaro materialismo, la vita degli uomini e degli esseri inferiori viene dissacrata, violentata, annientata, l’uomo, come impazzito, si erige contro Dio, contro l’ordine naturale stabilito da Dio e, in un folle istinto, in un selvaggio istinto di ribellione, uccide, violando la Legge Divina, sopprime la vita, con leggi inique ed inumane, fin dal suo sbocciare, la distrugge con le più innumerevoli forme di violenza, ponendosi lui, l’uomo, il re del creato, il sacerdote dell’universo, al di sotto degli stessi bruti superandone paurosamente gli istinti peggiori e
tutto bugiardamente in nome del Diritto, della Legge e della Libertà della persona umana!
A questo vi ha portato l’inganno di Satana, a questo vi ha portato il più cupo oscurantismo della pseudo-civiltà del peccato.
La Fede, potente calamita che attrae a sé l’Autore stesso della vita
Fratello don Ottavio ti ho parlato della vita, dono prodigioso dell’Amore Divino che, per la sua stessa natura, opera per la conservazione della stessa vita dirigendola al conseguimento del suo fine, qui si rivela l’Amore soprannaturale operante nel Mistero della Provvidenza Divina, qui la Fede diventa calamita potente, tanto potente che attrae a Sé l’Autore stesso della vita, «se avrete un briciolo di fede e direte ad una montagna spostati essa si sposterà…» fratello don Ottavio più che le parole qui servono i fatti, e per ciò che mi concerne, a Torino tu ben conosci il grande miracolo che da solo basterebbe a diradare le tenebre che avvolgono gli uomini di questo secolo materialista, ma gli uomini di questa generazione perversa, non vogliono vedere, ricusano di vedere, amano le tenebre, le hanno preferite alla luce!
Visitare la Piccola Casa del Cottolengo che ospita migliaia e migliaia di creature umane reiette, sofferenti, abbandonate, si ha la chiara testimonianza di quanto a Dio siano care le vite di tutte le creature umane, perfette ed imperfette, e come Lui, Dio, intervenga in continuazione per conservare e crescere con continui miracoli la vita di tante creature umane.
Dio ama e predilige la vita di tutte le creature umane, in particolare delle più sofferenti e delle più bisognose, ad esse con Infinito Amore provvede; Mistero vivo quello della Divina Provvidenza! Vi è forse stato Santo, e vi è forse Santo sulla terra che non abbia sperimentato la Potenza e la Misericordia della Provvidenza Divina?
La tua Comunità sarà fra quelle che, se avrete fede, vi farà toccare con mano quanto Buono è il Signore, Lui, non solo provvede, ma previene i bisogni e le necessità di coloro che in Lui confidano e in Lui si abbandonano.
Sarà tuo compito fratello don Ottavio, volere e sapere trasfondere in tutti coloro che faranno parte della vostra Associazione fede e amore senza limiti alla Provvidenza Divina, tu non puoi avere dubbio alcuno, ti sei più volte nutrito dei doni della Divina Provvidenza, per te non si deve parlare di fede, ma di certezza in merito a questa stupenda realtà.
Quanto fratello mio vi sarebbe ancora da dire su questo argomento che non ritengo esaurito… ora prego Dio perché ti conceda il dono di affidarti senza riserve a Lui; ti benedica e ti protegga sempre da ogni male, e con te benedica il Consiglio e tutta l’Associazione Speranza.
Non diffidare, vedrai, vedrete, e le opere di Dio e i miracoli della sua Divina Provvidenza.
San Giuseppe Cottolengo
3 Giugno 1978
CAPOVOLGIMENTO DI SITUAZIONE
Scrivi fratello don Ottavio, sono Lorenzo.
Don Ottavio, che capovolgimento di situazione, voglio dire, come è diversa la visione che si ha delle cose qui in Paradiso da quella che si ha sulla terra… Che sforzo ci vuole sulla terra per potersi fare una visione delle vicende umane più prossima alla realtà! il giudizio nostro sulla terra è influenzato da tanti elementi, diversi e spesso contrastanti, per cui a stento e con fatica arrivi alla realtà giusta, quali:
· la natura umana ferita dalla colpa e di per se stessa incline al male, al falso;
· interessi personali spesso ci fanno svisare la verità;
· antipatie e simpatie giocano assai sui nostri giudizi… ma qui le cose vanno diversamente, qui tutto si vede in Dio, somma ed eterna Verità, per cui la verità delle cose la vedi nitida, pulita, scevra da ogni elemento estraneo, per cui don Ottavio tu puoi ben immaginare la meraviglia quando, dopo un breve, ma pur sempre lungo Purgatorio, in Lui ho visto la realtà delle cose mie e dell’Associazione Speranza.
Come è aspra e dura la lotta per la Verità e per il bene, ma guai a lasciarsi sopraffare, sarebbe viltà il cedere; Lui è morto sulla Croce per il trionfo della verità e della giustizia. Chi è in Lui, e in Lui pone la sua fede, la sua confidenza, è certo della vittoria; don Ottavio tu però sai, tutti sapete la via della vittoria: pazienza, umiltà, amore, non l’istinto della natura ferita, ma la fede vi deve guidare alla conoscenza e all’attuazione della Giustizia e della Verità.
Don Ottavio, l’opera da Dio voluta è iniziata nel modo da Lui desiderato, Dio Somma ed Eterna Sapienza procede a seconda del suo disegno Divino; che ne sarebbe di C. se non avessimo accolto l’invito Divino? Ora sarebbe caduta nelle fauci di lupi famelici!
Coraggio, avete tanti amici in Paradiso che vi guardano, che vi seguono, che per voi pregano, e, fra questi, vi sono anch’io.
Lorenzo
3 Giugno 1978
LA PIÙ GRANDE BATTAGLIA CHE SIA DATA ALL’UOMO
DI CONDURRE SULLA TERRA
Fratello don Ottavio,
sono S. Michele Arcangelo, il Principe delle celesti milizie che desidera da tempo questo incontro, anche se il nostro reciproco silenzio, come ben sai, non significa dimenticanza o disinteresse l’uno dell’altro, tu mi hai invocato quotidianamente e io, alle tue invocazioni, ho sempre risposto con l’aiuto.
Fratello, secondo il criterio umano si dovrebbe dire che le cose non vanno come tu le desidereresti, perché ciò fosse, non ci dovrebbero essere le attive potenze oscure del male e neppure una Superiore Volontà Divina, tu stai fratello mio tra le prime e la seconda, per questo ti trovi in perenne conflitto interiore, per questo fu detto che la vita dell’uomo sulla terra è una battaglia, ma soggiungo, non è solo una battaglia, bensì una grande battaglia, una grandissima battaglia, la più importante battaglia che sia data all’uomo di condurre sulla terra, la battaglia decisiva per tutta l’eternità; ma fratello mio, il guaio sta proprio qui, come altre volte ti è stato comunicato, nessuna battaglia può essere condotta e vinta senza, non solo credere al nemico, ma conoscerne le astuzie, le insidie, la strategia, le intenzioni che ha nel confronto dell’avversario…
Incredulità diffusa e propagandata nella Chiesa di Dio
Caro Don Ottavio, somma sventura per la Chiesa, per le anime oggi è l’incredulità che si ha su questo Nemico, incredulità da lui
coltivata e diffusa in tutta l’umanità, ma ciò che è più grave, e che questa incredulità è diffusa e propagandata nella Chiesa di Dio da coloro che nella Chiesa dovrebbero essere sentinelle vigili e attente ad ogni mossa e insidia tesa dal nemico alle anime
Ciò che è tremendamente doloroso è proprio il fatto che coloro che Dio ha prescelto per essere guide e condottieri del grande esercito dei soldati di Cristo, non solo non credono, ma ti giudicano matto se tu osi parlare del nemico e del dovere, tre volte santo, di combatterlo con tutti i mezzi che la Bontà Divina ha messo a vostra disposizione.
Fratello don Ottavio, tu in merito hai già un’esperienza di cui puoi ben ringraziare Colui che con la sua nascita, con la sua vita e la sua morte, ha insegnato come si deve combattere il nemico, lo ha insegnato con le parole e con l’esempio, già queste cose ti sono state ripetute, ma voglio che tu ti convinca, se ne avessi bisogno, quanto fuori della realtà prima è stata portata la Chiesa, questa è e rimane la sola vera ragione per cui Cristo Redentore è morto sulla Croce, ristrappare le anime al baldanzoso Nemico che sembra ignorare questa Realtà Divina, per ricordare soltanto il suo nauseante sopruso scaturito dall’inganno e dalla menzogna.
Non credono se non in chiave umana
Fratello Don Ottavio tu ti scervelli per chiederti come mai, sacerdoti, pastori e consacrati in genere sempre salvo le debite eccezioni, e di eccezioni bisogna parlare, hanno portato la Chiesa fuori del suo asse naturale provocandone uno squilibrio e un danno immenso, come mai ti chiedi? Anche qui fratello ti è stato ripetutamente risposto, la superbia, la superbia più o meno velata, ha portato questa oscurità che avvolge tutta la Chiesa.
Tu, come sei stato trattato da un Pastore di una grande Diocesi? Che cosa l’ha fatto uscire in escandescenze nei tuoi riguardi? l’oscurità che avvolge il suo animo; se fosse stato illuminato, certo
non si sarebbe comportato come si è comportato, ma la via giusta è quella che questa mattina ti è stata indicata da Lorenzo, non credono, fratello mio, non credono se non in chiave umana.
Fratello, questo atteggiamento comune a tanti Pastori sarà causa per te e l’Associazione Speranza di altre sofferenze, ma Lorenzo ti ha giustamente detto che sarebbe viltà il cedere, avanti quindi! La lotta è in atto e si va sempre più intensificando, ma l’esito è già segnato e voi lo conoscete, avanti quindi senza paura.
Ti benedico fratello, con te benedico il Presidente, il Consiglio e tutti i membri dell’Associazione di buona volontà.
Dio è con voi, con voi siamo noi tutti della Chiesa trionfante, di che temere allora?
San Michele Arcangelo
3 Giugno 1978
VIGILARE PREGANDO
Fratello Don Ottavio,
sono l’Arcangelo cui Dio ha affidato la tua custodia.
Tutti coloro che ti hanno parlato ti hanno raccomandato prudenza, molta prudenza, fiducia e abbandono totale in Lui, fratello, tutto ciò che per Bontà Divina ti è stato comunicato, confermo.
Nel groviglio di questa lotta, di cui tu vedi solo alcuni aspetti e altri li scoprirai in seguito, sì, è necessario procedere con molta prudenza e cautamente, poiché il nemico, astuto e maligno è sempre in agguato per approfittare della tua e altrui inesperienza, tu, voi, combattete da qualche anno, lui combatte da millenni, quanti guai e sconfitte avete registrato per la mancanza di prudenza; parlare poco e solo con persone di provata fede, che non sono molte, lui, il maligno, sempre trae profitto dai vostri errori, vi è stato detto che quando dovete necessariamente parlare, ci sia sempre al posto di guardia chi vigila pregando.
Ogni buon stratega non si fida del nemico, per questo quando raccoglie attorno a sé i suoi consiglieri prima sua precauzione è mettere sentinelle al posto giusto, ecco perché, e dall’Apostolo, e da tanti altri, vi è stato detto e ripetuto «siate prudenti», unite poi a questa virtù una grandissima umiltà che vi inclina a diffidare di voi stessi e a porre la vostra piena totale fiducia nel Signore, il quale nella sua Infinita Misericordia vi ha dato, vi dà e vi darà molto più del necessario perché camminiate con piena fiducia e abbandono a Lui che vi ama, e, quanto vi ama!
Non avete ragione di dubitare, è Lui che vi ha prescelti, è Lui che dovete fedelmente seguire, è Lui che opera, Gli basta che non Gli mettiate il bastone fra le ruote, come voi dite.
Per Dio, niente è grande, niente è potente, niente è importante
Fratello Don Ottavio, devi convincerti di una cosa, come Lui un giorno, dando vita alla Chiesa col Mistero della sua Incarnazione Passione, Morte, Resurrezione, affidò ai suoi prescelti, cioè agli Apostoli la grande missione di trasformare gli uomini in figli di Dio, dando agli Apostoli tutto ciò che questa missione necessitava
«andate, battezzate, predicate il Vangelo, guarite gli infermi, cacciate i demoni…» come avrebbero potuto gli Apostoli assolvere questa grande sublime missione se non fossero stati ben corazzati e arricchiti di doni e di mezzi indispensabili?
Lui, il Salvatore e Maestro Divino non ha lesinato, ora anche per voi si tratta di una grande missione, si tratta di riedificare la Chiesa in rovina, gli Apostoli avevano tutto il mondo dinnanzi a loro ma non per questo si spaventarono.
Fratello so che pensi in questo momento, la sconfinata sproporzione tra il fine della missione che vi si chiede e gli strumenti inadeguati quali voi siete e quali voi vi ritenete, so che questo è vero per ciò che vi riguarda, non è esatto per ciò che riguarda Dio, fuori del tempo e dello spazio, cose finite e limitate, Lui, l’Onnipotente e l’Eterno, ha in sè il tempo e lo spazio, per Lui i millenni sono meno di un’ora, per Lui niente è grande, niente è potente, niente è importante, Lui sceglie chi vuole, quando vuole e come vuole, una cosa sola chiede, il sì o il no alla sua Divina Volontà, Lui rispetta l’opera delle sue mani, l’uomo, e ne rispetta e attende le decisioni; se la risposta è la desiderata, allora entra in atto la sua azione di Grazia, tramite la quale attua il suo disegno d’Amore.
Scopo della Redenzione, liberazione delle anime dalla schiavitù e tirannia di Satana
Fratello Don Ottavio, donate a Lui il vostro «sì» continuo, generoso come la Madre sua sempre fece, il vostro sì è il vostro
«fiat», questo solo Lui vuole, questo solo Lui domanda, per il resto pensa tutto Lui; abbandono totale alla sua Divina Volontà, in questo sta la vera pace del cuore.
Fratello Don Ottavio sarà necessario tenere sempre presente alcune cose molto importanti, tu sai che le idee precedono sempre l’azione, perciò occorrono idee semplici e chiare su cui basare la vostra azione, ritengo quindi giusto che assieme con d. P. fissiate sulla carta le idee che vi sono state comunicate e quelle altre che vi saranno date, su cui sviluppare il vostro piano per agire e mettere in atto il vostro piano d’azione; innanzi tutto il vostro programma,
· amare, ubbidire, servire – Dio al primo posto; cercare prima il Regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato; dovete chiarire il concetto che la vita dell’uomo sulla terra è lotta, che lo scopo della Redenzione è la liberazione delle anime dalla schiavitù e tirannia di Satana… ecc… ecc…
Riordinare queste idee, viverle e farle vivere con le parole e con l’esempio sarà ricostruire o riedificare la Chiesa in rovina. Coraggio don Ottavio, fiducia, prudenza, abbandono e avanti!
Dio Uno e Trino vi benedica e vi conduca alla vita eterna.
L’Arcangelo Gabriele
3 Giugno 1978
DOVE CERCARE LA CAUSA DI TANTO MALE
Scrivi fratello mio, sono l’Arcangelo Raffaele che voglio completare con un pensiero mio ciò che ti è stato comunicato in questi giorni.
Come mai si vanno alternando in te sentimenti di fiducia, di speranza ad altri di timori ed incertezze? Dopo tutto ciò che ti è stato detto, questo non dovrebbe avvenire, se avviene devi cercarne la causa dove essa è, io, Raffaele fui inviato da Tobia e Sara con il compito di liberarla dagli esseri immondi che la tormentavano, è qui che bisogna cercare la causa del male, cioè fratello caro tu fatichi a convincerti che devi liberarti da pensieri, dubbi e timori coi mezzi che hai a di- sposizione perché non sono altro che interferenze del nemico comune.
Fratello Don Ottavio, io ebbi, e ancora ho, l’ambitissimo onore di essere stato prescelto come strumento, come ministro, per assolvere i compiti che mi sono stati assegnati, ma anche tu, anche d. P. siete stati prescelti per assolvere una grande missione nella Chiesa e nella Associazione Speranza, e, questa missione tendente a rigenerare la Chiesa stessa, è contrastata, aspramente contrastata, con un’azione interna ed esterna; quella interna consiste nell’agitare timori, incertezze, turbamenti di ogni genere e natura, quella esterna con l’eccitare contro di voi tanti, che vi assalgono da ogni parte, come cani mastini.
La fede «viva», vi guidi nella lotta tra il Bene e il Male
Fratello don Ottavio, se non vuoi, se non volete essere sopraffatti, dovete difendervi nel modo che vi è consentito, pur sempre rimanendo nell’obbedienza, essendo questa virtù essa stessa un’arma di difesa, Lui, l’Onnipotente vi ha dato la
possibilità di conoscere con precisione l’assedio con cui siete stati circondati e con cui lo siete tutt’ora, ma vi ha fornito anche tutti i mezzi, come ben sapete, per difendervi: circospezione, prudenza, preghiera, sacramenti e sacramentali, non vi rendano incerti l’incredulità di questo secolo e di tantissimi vostri confratelli, né l’insensibilità di molti Pastori, la Fede viva vi guidi nel vostro operare per il bene vostro e di tante anime.
Duplice quindi è il vostro fronte di difesa, interno ed esterno; il Sacramento della Cresima vi ha fatto «soldati», cioè vi ha fatto dei combattenti, il Sacramento dell’Ordine vi ha fatto dei
«comandanti» degli Ufficiali di questi soldati, quindi non lasciatevi ingannare, poiché oggi, l’ateismo così esteso come mai non fu, ha soffocato nella Chiesa questa coscienza con l’oscuramento degli animi, portando ovunque indifferenza, inerzia e di conseguenza rovina e perdizione per tante anime, ti è noto che queste non sono esagerazioni fanatiche, questa è la triste realtà che porta il mondo verso il baratro, nel quale precipiterà per la sua cocciuta volontà nel rifiutare la Luce.
Per la malvagia e sottile malizia del nemico, di questo problema non si deve parlare
Non ti impressioni l’insistenza fratello Don Ottavio, con cui tutti noi che siamo nella eterna beatitudine vi invitiamo a riflettere sul problema della lotta tra bene e male, poiché questo è il vero grande problema dell’umanità, perché in questo l’umanità è stata ed è ingannata, perché questo è il problema che ha causato la Morte in Croce del Figlio di Dio, del Verbo Eterno di Dio fatto Carne, perché questo è il problema che Satana ha voluto togliere di mezzo agli uomini intensificando il suo inganno, la sua menzogna, perché questo è il problema, fai attenzione alla sottile e malvagia malizia del nemico, questo è il problema di cui non bisogna parlare, di cui non si «deve» parlare.
Don Ottavio, d. P. siete ministri di Dio e come tali dovete assolvere la missione da Dio assegnatavi di riportare sul tappeto questo vitale problema, centrale problema, senza curarvi delle isteriche convulsioni di chi tradisce questa missione col pretesto che nelle loro Diocesi non possono accettare la Spiritualità di C., nè la vostra, lasciateli dire, pur nel rispetto della loro dignità Episcopale così male intesa e peggio ancora usata.
Avanti, vedete quanto vi siamo vicini, perché questo è il problema, il solo grande problema che interessa cielo e terra, Luce e Tenebre, Dio e Satana, salvezza e perdizione, questo è il problema che interessa Paradiso, Inferno e l’intera umanità, allora vedi ed intendi come non v’è esagerazione nella nostra insistenza, combattiamo fianco a fianco per la gloria di Dio e il bene delle anime, lasciamo i morti ai morti e avanti nel duro cammino.
Ti benedica, vi benedica Iddio Uno e Trino, benedica l’Associazione che come tale inizia embrionalmente il suo cammino, benedica il Signore i vostri passi, i vostri propositi di bene, ora e sempre.
L’Arcangelo Raffaele
5 Giugno 1978
L’AMARSI È LEGGE,
PERCHÉ CHI NON AMA È NELLA MORTE
Scrivi fratello mio, sono Don Armando Benatti.
È stato detto che nell’Associazione Speranza l’amarsi è legge, perché chi non ama è nella morte, ma è legge per tutti i cristiani l’amarsi, è la Legge Eterna dell’Amore, cioè di Dio che è l’Amore, è la Legge dell’Uomo-Dio il quale ha detto «vi ho dato un Comandamento nuovo, amatevi l’un l’altro come Io vi ho amati», è la Legge che affratella gli uomini, che li rende figli dell’Unico Padre che è Amore, è la Legge che unisce gli uomini, per cui dovrebbe essere eliminato dalla terra l’odio che divide, l’odio che oscura, l’odio che uccide, l’odio che genera tanti mali, che fa versare e spargere tanto sangue, l’odio che porta all’astio, che esaspera gli animi e li rende infelici …
Fratello Don Ottavio, Dio, dell’amore, ne ha fatto una legge perché:
1 – come ti ho detto, essendo Lui l’Amore, non poteva fare altrimenti, uno non può non essere quello che è;
2 – non può essere in contraddizione con se stesso, e, l’Amore, come bene ti ha detto S. Teresa del Bambino Gesù, esige l’amore, non potrebbe essere altrimenti;
3 – avendo il nemico per eccellenza di Dio e dell’umanità, per odio, ferito mortalmente l’umanità inquinandola coi germi dell’odio, della gelosia, dell’invidia, e, avendo posto nella stessa umanità la causa prima della divisione che ha portato e porta gli uomini gli uni contro gli altri, di conseguenza ha raccolto il secondo frutto della malvagità del Maligno, il fraticidio di Caino e, giù fino a noi, guerre
interminabili, rivoluzioni… le cui vittime chi le può contare, e le violenze di ogni natura come si potrebbero spiegare altrimenti? bisognerebbe chiederlo ai Teologi presuntuosi, essi stessi causa di tante divisioni bisognerebbe domandarlo a tanti pastori di anime come spiegano il male nella natura umana, come questo male lo si potrebbe almeno in parte eliminare… ecco, perché Dio dell’amore ne ha fatto una legge, perché l’amore è unione, e l’unione è sorgente di pace, di gioia, di serenità; l’Unigenito Figlio di Dio è morto perché noi siamo una cosa sola con Lui Uno e Trino:
4 – Dio, pur rispettando sempre, come ieri ti è stato detto, l’opera delle sue mani, dell’amore ne ha fatto una legge quasi per forzare delicatamente l’umanità verso il fine della Creazione e della Redenzione, che è la suprema felicità dell’uomo, ma che l’uomo non potrà mai raggiungere al di fuori dell’amore, senza l’amore!
Fratello mio Don Ottavio, questa è la tragedia dell’umanità, ha la felicità a portata di mano, ma il ladro deicida fa di tutto per impedire agli uomini il raggiungimento di questa felicità, Don Ottavio, questo solo è il grande problema, questo conflitto che si perpetua nel tempo coinvolgendo le generazioni che si succedono le une alle altre, è la vera tragica storia dell’umanità.
Vi stia a cuore sempre e solo la Gloria di Dio, la verità e la salvezza delle anime
L’incredibile e l’inverosimile è di non voler fare di questo problema il centro fondamentale di tutta l’attività ecclesiale, infatti di mille pretesti si vale il nemico, presunzione, paure, rispetto umano, quieto vivere, interessi subdoli di carriera… in coloro che come «guide», come «condottieri» del grande esercito dei cresimati, cioè di coloro che dovrebbero essere i veri combattenti per il trionfo della vita sulla morte spirituale, della luce contro le tenebre, della verità contro l’errore, per ottenere il suo malvagio scopo, a ragione l’Arcangelo Gabriele questa mattina stessa nel
messaggio che ti ha dato, vi ha incoraggiato ad essere perseveranti nel bene in questa battaglia nella quale sono interessi di cui, maggiori non vi possono essere, interessi in cui sono in gioco i valori e le ragioni della Creazione e della Redenzione dell’uomo, veri epicentri questi della storia del genere umano.
Non curatevi dei giudizi balordi di coloro che per abbietti motivi personali si ricusano di vedere, vi stia a cuore sempre e solo la Gloria di Dio, la verità e la salvezza delle anime.
L’Associazione in cui, Don Ottavio, la Provvidenza di Dio ti ha posto come guida, deve essere talmente permeata e compenetrata di questa luce, di questa Vita Divina che è l’amore, per cui diverrà virgulto prima, albero poi, cui tutti guarderanno e di cui si dirà, come delle prime comunità cristiane: «guarda come si amano».
Don Ottavio, sempre uniti nell’amore a Lui, alla sua Mamma SS.ma, sempre uniti e vivi più che mai nella Comunione dei Santi, tutta la Chiesa trionfante è con voi, e come potrebbe essere altrimenti?
Avanti con la benedizione di Dio Uno e Trino, della Vergine Santa e con l’aiuto che noi per voi chiediamo.
Don Armando Benatti
5 Giugno 1978
SONO PRESENTE COME REDENTORE, SALVATORE E CAPO DELLA MIA CHIESA
Figlio mio, sono Gesù, scrivi.
Ancora una volta Io, Verbo Eterno di Dio ab aeterno generato dal Padre, fatto Carne nel Seno purissimo della Madre mia e vostra, mi rivolgo a te che da sempre ho prescelto come mio strumento per un grande disegno d’Amore e di salvezza.
Sono Io, vero Dio e vero Uomo, presente in mezzo a voi nel Mistero della Fede, vivo, reale, con la mia presenza racchiudente in sè le due nature, la Divina e l’umana, presente quindi anche fisicamente, presente come Redentore, Salvatore e Capo della mia Chiesa, ti ripeto della «mia» Chiesa, oggetto d’immenso odio da parte di colui che la mia Chiesa mai ha accettato, mai ha voluto, che sempre ha odiato e odia, presente come Capo della mia Chiesa perché è uscita dal mio Sangue, dal mio Cuore squarciato, presente nella mia Chiesa, centro di tante ambizioni, di tante oscure manovre volute e fomentate per saziare le concupiscenze e dello spirito e della carne, fomito di tanti peccati, di tante profanazioni, di tanti sacrilegi che si vuole coprire sotto il vellutato manto del
«saperci fare», cioè dell’ipocrisia, degli egoismi più abbietti.
Più volte Io e la Madre mia siamo intervenuti con forti richiami per coloro che sembravano avere smarrito le grandi realtà spirituali della Creazione e della Redenzione, ti dissi, figlio, in un messaggio, che molti dei miei consacrati, travolti dall’eresia della azione, vengono come soffocati da questo corrosivo dinamismo, lasciandosi così, quasi senza rendersene ragione, trasportare sempre più lontano dalle «fonti» rigeneratrici della Vita Divina.
Non possono ammettere che Io possa rivolgermi a chi credo… senza il loro permesso…!
Ho invitato queste anime rese cieche non senza loro responsabilità e colpa, a porsi dinnanzi al Crocifisso, li ho invitati a salire con Me il mio Calvario la strada maestra, la grande strada tracciata per ammaestrare le anime con gli insegnamenti della mia Passione, Morte e Resurrezione, ho invitato tutti i consacrati a seguirmi sulla via della rinuncia, dell’umiltà, dell’obbedienza e della povertà, li ho invitati a dare uno sguardo a Me sospeso sulla Croce e a riflettere e a meditare, sarebbe bastato questo per determinare in loro il pentimento purificatore, per ritrovare la Fede quasi del tutto spenta, per ravvivare il fuoco della carità estinto o quasi… e non l’hanno fatto!
Alcuni non hanno degnato neppure della minima attenzione i miei messaggi, perché nella loro presuntuosa incredulità, non possono ammettere che Io, vero Dio e vero Uomo, che sto nella mia Chiesa, non possa rivolgermi a chi credo, dove, come, e quando Io voglio; Io dovrei, sempre secondo la loro presunzione, chiedere a loro il permesso per parlare alle anime che mi sono care!!!
È vero che Io ho dato loro dignità e poteri non dovuti all’uomo, ma questa dignità e questi poteri li ho comunicati loro per il bene di tutta la comunità ecclesiale, non per soddisfare la loro sete di potere, di ricchezza, di ambizione personale; se poteri e dignità ho dato loro, li ho dati perché li mettessero a servizio di tutta la mia Chiesa, ti ripeto, di tutti i membri della mia Chiesa.
Guarda l’alterigia con cui trattano i loro sudditi, figlio mio, tu sai bene, e ora lo sai anche per esperienza personale, che quanto ti sto dicendo non è frutto della tua fantasia o della tua follia, se in loro ci fosse umiltà, non ci sarebbe la reazione violenta in corso e in un crescendo continuo che ti conferma, se mai ce ne fosse bisogno, la triste realtà che la Chiesa sta vivendo.
Causando a te sofferenza, sono la conferma palese della verità che ti ho manifestato
Figlio, ti avevo preavvertito che saresti stato ritenuto pazzo, il mio avvertimento non poteva errare, ma che cosa impedisce loro di constatare questo? la superbia! figlio mio, non ti ho mai promesso altro sulla terra che sofferenza, loro non sanno che causando a te sofferenza sono la conferma palese della verità che ti ho manifestato, ma non lasciatevi impressionare, uniti a Me di nulla dovete temere.
Figlio, in tutta la mia Vita terrena non ho mai usato della mia potenza per umiliare, mortificare, ferire i miei nemici, se qualche sprazzo di potenza ho manifestato, l’ho solo fatto a conferma delle verità che ho predicato ed insegnato, non ho cercato sulla terra gloria o prestigio, ma bensì umiliazioni, non posti di privilegio o benessere, ma bensì povertà, non autorità, ma obbedienza fino alla morte.
Figlio, ho chiesto intensità di vita interiore, ho chiesto umiltà, povertà, paternità, fermezza, che cosa ne ho ottenuto? prega e fa’ pregare, ripara, offrite le vostre pene tutte, affinché il piatto della bilancia non trabocchi oltre dalla parte del male.
Ti benedico figlio e con Me ti benedicono la Madre mia SS.ma e San Giuseppe.
8 Giugno 1978
VIVIAMO ENTRAMBI L’UNO DELL’ALTRO
Figlio carissimo,
sono Maria, la Madre del mio e tuo Gesù, mi pare giusto e logico che dopo di Lui abbia a parlarti anch’Io.
In un mio precedente messaggio di due anni fa1 ebbi a dirti cose importanti circa la comunione mia con Gesù, ti dissi che si tratta di una comunione così perfetta, del tutto diversa da quella comunione che voi avete col Figlio mio Divino, comunione di «natura», Lui ha donato a Me la sua Natura Divina, Io poi donai a Lui la mia natura umana cosicché viviamo entrambi l’Uno dell’Altro in un modo unico, perfetto e irrepetibile, i pensieri, le gioie, i dolori, i desideri, le volontà dell’Uno, sono anche quelle dell’Altro, comunione quindi perfettissima in modo che le sofferenze mie sono anche le sofferenze sue.
Coloro che oggi sorpassando ogni limite di doverosa prudenza non accettano i numerosi interventi del Figlio mio Divino nella sua Chiesa per evitare ad essi di diventare l’agognata preda di Satana e delle sue innumerevoli legioni, per evitare a tanti miei consacrati la paurosa strada della perversione che porta all’Inferno, coloro che per ragioni di comodo col pretesto della prudenza, virtù meravigliosa e tanto raccomandata, ma tante volte e così spesso male usata, non credono ai miei altrettanti numerosi interventi sulla terra, hanno forse fatto tutto perché questi interventi miei e del Figlio mio Divino portassero alle anime i frutti sperati? oh no, anzi hanno fatto di tutto per soffocare gli effetti benefici che ne sarebbero derivati; la prudenza da essi invocata fu un semplice
(1) Vedi «II Figlioli miei, coraggio!» pag. 228
pretesto onde mascherare la ragione vera nascosta sotto il manto della prudenza, è noto a tutti che l’incredulità si è universalizzata, cioè si è diffusa fra tutti i popoli cristiani e non cristiani, l’ammettere quindi fatti e avvenimenti che trascendono le leggi della natura umana, vorrebbe dire urtare contro un mondo che non si vuole urtare, contro cui non si vuole cozzare anche a scapito della fede e quindi del soprannaturale, così si è inventata la teoria del «saperci fare», teoria eretta a costume di vita, per essi l’arte del mentire è sempre di attualità.
Chi si tuffa nelle tenebre da se stesso si priva della Luce
Forti, i nemici di Dio, della debolezza della sua Chiesa, incoraggiata la chiesa di Satana, dall’acquiescenza di chi dovrebbe essere disposto a dare la vita per la difesa della Verità, diventa sempre più audace ed aggressiva, e passa all’offensiva sempre più velenosa sui due fronti dei «principi» e della «morale», eresie fomentate e diffuse con larghezza di mezzi, pornografia diffusa con altrettanta larghezza di mezzi, stampa, cinema, moda, corruzione che erompe da ogni parte come torrente in piena travolgendo l’innocenza dei piccoli, l’adolescenza, la gioventù, la famiglia, la scuola, le istituzioni religiose, divorzio, aborto, ecco la vittoria della chiesa di Satana fatta forte, aggressiva dall’inedia, dalla paura dal rispetto umano, dal professionismo che si è sostituito all’apostolato della Chiesa di Dio, da qui figlio, i molti mali che hanno colpito la Chiesa del mio Figlio Divino.
Figlio, a chi ti rimprovererà di dire sempre le stesse cose, risponderai che i mali sono sempre gli stessi, chi si tuffa nelle tenebre da se stesso, si priva della Luce, e tenebre sono, ambizioni, sete di potere, smania di emergere sempre ad ogni costo contro chi le tenebre non ama e non vuole.., figlio è semplicemente assurdo il comportamento di coloro che nella mia Chiesa occupano posti di responsabilità e non abbiano a comprendere come Dio, Creatore e Signore di tutte le cose, che tutte le cose sostiene, che a tutte le
cose provvede, possa essere indifferente, estraneo a Se stesso e alle cose della sua Chiesa che tanto ama, essendo Lui l’Amore.
La Chiesa è Sacramento di amore, scaturita da Lui Amore, e quello che si deve dire di Lui lo si deve dire anche di Me stessa, ecco la ragione per cui ho voluto richiamare alla tua memoria all’inizio di questo messaggio, il mio precedente.
L’oscurità che oggi avvolge la Chiesa, è la superbia, il peccato di Satana
Figlio, quante cose non ha portato alla tua conoscenza la Bontà Divina in questi ultimi giorni; non temere, non ti è stato ripetutamente detto che questa è l’ora delle tenebre, che l’oscurità avvolge la Chiesa? Ancora una volta ti ricordo che l’oscurità è la superbia, peccato di Satana, impersonificato nella chiesa di Satana che è la Massoneria imperante nel mondo e nella mia stessa Chiesa.
Figlio non è un segreto che molti consacrati sono rimasti vittime di questa piovra mostruosa che stende i suoi tentacoli ovunque, con la diabolica preoccupazione che nessuna delle sue vittime abbia a sfuggire e con la perfida volontà di ghermirne altre; figlio questa è la verità; la reazione incontrollata che questa verità suscita in non pochi miei consacrati è la conferma che essi ne fanno parte; prove, prove domandano, ma prove ed esplicite conferme quante ti sono state date!… non preoccuparti delle loro minacce più o meno velate, non preoccuparti di nulla, Io, Madre di Dio e Madre vostra, vi confermo che siete sotto il mio manto per cui nessuno potrà sopra di voi alcunché!
Avanti figlio, prega, ripara, una sola cosa abbi a cuore, la Gloria di Dio e la salvezza delle anime.
Ti benedico, vi benedico, ora e sempre.
8 Giugno 1978
LE OPERE DI DIO
HANNO ORIGINE DALLA PERFEZIONE, MA SI SVILUPPANO NELLE IMPERFEZIONI
Don Ottavio, sono Mamma Nina,
quanta gioia mi dona il sapere i tuoi buoni rapporti con la Casa della Divina Provvidenza di Carpi, quanto bene ad essa e a te ne è venuto, le varie vicende tue e anche della Casa non hanno potuto recidere questi rapporti… tutto ciò è buono e bello, per cui bisogna ringraziare Dio e a Lui darne lode.
Don Ottavio, l’esperienza tua personale ti ha dimostrato come anche le opere di Dio che nascono sulla terra, non sono e non potranno mai essere perfette, hanno origine dalla Perfezione ma si sviluppano nelle imperfezioni di coloro che, pur sforzandosi di dare il meglio di se stessi, sono stati prescelti come strumenti di Dio per attuare i suoi disegni di amore sempre e solo con le forze ed energie naturali, seppure corroborate con ricchezza di aiuti divini, e queste ricchezze di aiuti divini, non mancano mai nelle opere che sono di Dio, però l’entità e l’intensità di questi aiuti, pur rimanendo sempre di Dio, dipendono in buona parte dalla corrispondenza sensibile, pronta, generosa, perseverante, a volte, eroica, di coloro che Lui ha prescelto per queste opere.
Don Ottavio, perché rivolgo a te queste parole? perché tu coi Soci fondatori dell’Associazione Speranza, coi membri del Consiglio di amministrazione, con D. e altri, siete gli strumenti da sempre eletti per l’Opera che in germe sta aprendosi alla vita per il bene di tante anime, per questo, don Ottavio, Lui ha voluto legarti all’Opera della Provvidenza, per questo Lui ha voluto che ne vedessi il nascere e
l’avessi a seguire in tutti gli anni della sua infanzia, poiché l’Opera della Provvidenza è ancora bambina, il suo sviluppo infatti, lo vedrai dopo l’ora cruciale della purificazione.
Don Ottavio, tu sai bene quanto doloroso è stato per me soprattutto e per coloro che mi furono vicini in quei momenti duri e difficili, il parto dell’Opera della Divina Provvidenza, sai e conosci in parte, ma non sai tutto di quanto costò a me di sofferenza interiore ed esteriore, di quante umiliazioni sia essa intessuta, di quante lacrime sia essa impastata… tu vedi come ammirabili sono le vie di Dio, anche per te è già vicina l’ora del parto, non ti scandalizzi questo vocabolo, perché anche le opere di Dio, che da Dio sono, non potrebbero «essere» (cioè esistere) se non fossero anche delle creature unite a Dio, per dar vita ai suoi disegni Divini.
Questo mio messaggio fallo leggere e rileggere a D., agli altri soci fondatori e ai membri del Consiglio.
Chi non è nella Luce è nelle ombre di morte
Quante volte ti è stato ripetuto che le forze tenebrose dell’Inferno non prevarranno, s’intende, purché la vostra corrispondenza sia come ti ho detto pronta, sensibile, generosa, perseverante e se è necessario eroica, sappi vedere in tutto e per tutto la mano di Dio; sei stato cacciato come un malfattore, che ti dice questo? che sei con Lui unito, che ti chiede di partecipare alla sua Passione salendo con Lui il Calvario, che sei sulla strada giusta e che perciò nulla hai da temere, anche la Mamma Celeste te lo ha già detto col suo messaggio.
Don Ottavio, non è necessario che io ti rassicuri con quanta trepida gioia, fiducia e speranza seguo te, d. P. e gli altri che vi trovate nel bel mezzo della mischia, per il trionfo dell’amore sull’egoismo umano, per il trionfo della giustizia, della verità, per il trionfo di Dio sulle forze oscure delle tenebre così spavalde e
oggi così sicure di sè, così baldanzose, per aver trovato non solo il consenso ma la collaborazione di coloro che dovrebbero, nei piani di Dio, essere gli Alfieri di Dio nella lotta in atto, ma ciò non vi impressioni, Lui, è, era e sarà il più Forte e il Vittorioso insieme alla Madre sua SS.ma e Madre nostra tenerissima.
Don Ottavio, chi non è nella Luce è nelle ombre di morte; solo questa mattina ti è stato spiegato perché portano morte e nel tempo e nell’eternità e sono, come sai, superbia, presunzione, sete di potere, volontà di emergere sopra tutti e sopra tutto, e, quelli che sono nelle ombre di morte, non possono vedere e, solo un grande miracolo potrebbe salvarli…
Dio benedica te, Dio e la Madre sua SS.ma benedicano tutti; siamo con voi, vedi che la Comunione dei Santi è realtà sublime. Ci risentiremo.
Mamma Nina
8 Giugno 1978
DIVERSA È DAL PARADISO
LA VISIONE DELLE VICENDE UMANE
Fratello don Ottavio, sono Padre Benedetto.
Dall’ultimo nostro colloquio, quanti avvenimenti sono avvenuti e riguardanti il tuo cammino sulla terra e la Chiesa; non è molto che sono uscito dal tempo, ma qui nell’eternità tutto è presente, quindi si ha una visione delle vicende umane diversa da quella che si ha sulla terra, non che siano diverse in sè le cose della vita umana, esse sono e rimangono le stesse, solo che da noi si vedono in un modo più completo, più perfetto del vostro, altro è vedere il fuoco da lungi altro è trovarsi fra le fiamme o dalle stesse esserne investiti, non che noi vediamo le vostre cose con distacco e indifferenza, l’amore che ci unisce è maggiore e più perfetto e sempre e ovunque ci unisce, non sarebbe amore se così non fosse, ma qui, noi seguiamo le vostre cose con un amore gioioso, sempre e solo gioioso, per voi invece è molto diverso.
Fratello don Ottavio, so che vivrai a lungo sulla terra, tu pure ne sei a conoscenza ma non ne sei molto soddisfatto, anche se ti sforzi, come giustamente fai, di volerti adeguare alla Volontà di Dio che non hai bene interpretata; Lui ha accolto un tuo desiderio, una tua preghiera traendo da essa un duplice bene per te e per la Chiesa, per te, perché non solo ti dà modo di espiare i tuoi peccati, e qui mi permetto di farti osservare che conviene pagare i debiti contratti con la Giustizia Divina qui sulla terra, nel tempo anziché nell’eternità, e anche per la Chiesa perché negli anni che ancora dovrai vivere, dovrai soffrire tanto, ma sarà sofferenza feconda di tanto bene e anche di tanti meriti, d’altronde Lui che ti ama, altro non ha fatto che esaudire un tuo desiderio, ringrazialo quindi, non Lo ringrazierai mai abbastanza per il grande dono che ti ha fatto; a questo dono infatti è legata la salvezza di tante
anime, chi mai poi non sarebbe contento di occupare il posto a te assegnato nel piano Divino della salvezza?
Che è un quarto di secolo di fronte all’eternità?
Fratello don Ottavio per quella fraterna amicizia che ci ha legato sulla terra mi sia concesso di dirti che non è giustificabile la tua perplessità al cui posto devi mettere tutta la riconoscenza e gratitudine che ti è possibile, che è un quarto di secolo di fronte all’eternità se i millenni dinnanzi a Lui che è l’Eterno, sono come o meno di un soffio? hai forse dimenticato l’affermazione di tua sorella e cioè «se in Paradiso si potesse formulare un desiderio per me sarebbe quello di ritornare sulla terra per centuplicare nel tempo e nell’intensità la mia sofferenza?»
Fratello don Ottavio tutti i Santi del Paradiso se un desiderio potessero avere sarebbe quello della tua sorella I. per questo ti dico, avanti per la strada assegnata e da sempre tracciata fino al traguardo finale, Lui, l’Amore Infinito, guida te e con te, D., d. P., i Fondatori, il Consiglio di Amministrazione fino al raggiungimento della meta; non mettete a Lui i bastoni fra le ruote, il che vuol dire, fate in modo che vi sia una corrispondenza piena e perfetta, se così sarà, di nulla dovrete temere.
La folle illusione di Satana avrà presto il suo epilogo
Attorno a voi rugge il temporale, ma la vita sulla terra non è un susseguirsi di temporali, di buono e cattivo tempo, non è la vita sulla terra un susseguirsi di giornate luminose e piene di sole e di altre nuvolose e piene di pioggia?
La folle illusione di Satana avrà presto il suo epilogo, la Vergine Santa, Madre di Dio e Madre nostra gli schiaccerà il capo ed un’alba nuova si alzerà, e, tu, fratello don Ottavio, assisterai al sorgere di quest’alba che farà bella e luminosa la Chiesa di Lui,
uscita dal Purissimo e Preziosissimo suo Sangue, spettacolo nuovo al cielo e alla terra.
Don Ottavio uniti sempre come da accordo fatto, non ci vedi ma pur ti siamo vicini, solo un tenue e per voi invisibile velo, ci toglie dai vostri occhi.
Ti benedica, vi benedica Dio Uno e Trino e con Lui la Vergine Immacolata ora e sempre.
Padre Benedetto
9 Giugno 1978
IL DOGMA DELLA COMUNIONE DEI SANTI NON BASTA CONOSCERLO, BISOGNA VIVERLO
Siamo le anime del Purgatorio, scrivi fratello.
Siamo noi anime purganti a dirti che aspettavamo questo incontro, che indubbiamente porterà bene a te e a noi, l’amore che unisce i figli di Dio, siano essi nel tempo o fuori del tempo come siamo noi, è sempre utile e fecondo di bene.
Il Dogma della Comunione dei Santi, per chi in esso vi crede e per chi si sforza di viverlo, porta sempre frutti santi per ambedue le parti, certo fratello don Ottavio, per noi nessuno sforzo, nessuna fatica sia per credere sia per vivere la sublime e stupenda realtà del Dogma in oggetto, per voi invece pellegrinanti sulla terra si richiede l’esercizio della Vita Divina della Grazia, si richiede l’esercizio delle facoltà della vostra anima, innanzi tutto della vostra intelligenza che deve cercare di conoscere l’esistenza del Dogma, di conoscerne l’origine, cioè da dove e come è nato, di conoscere gli effetti che produce in chi lo conosce e in chi lo vive, si richiede inoltre l’esercizio della vostra volontà, volerlo accettare e volerlo vivere è atto della volontà, si richiede ancora l’esercizio della memoria che sempre deve tenerlo presente all’intelligenza e alla volontà perché esse possano ricordarlo e volerlo.
Fratello don Ottavio, non è tutto, il Dogma della Comunione dei Santi, come del resto deve essere detto di tante altre realtà soprannaturali, richiede sì l’esercizio naturale dell’anima, ma soprattutto l’esercizio della Vita Divina della Grazia inserita nell’anima, quindi: esercizio della Fede, perché il Dogma sia reso operante bisogna fermamente credere, fortemente crederlo senza veli o sottintese limitazioni, richiede inoltre l’esercizio della
Carità, dell’amore, amore vero non fittizio, non illusorio, amore reale accompagnato dalle opere e tu, voi, sapete di quali opere importa la natura di questo Dogma, richiede inoltre l’esercizio della Speranza che come luce trasparente vi fa intravedere e desiderare i benefici effetti che il Dogma visto, voluto, amato porta in voi e in noi.
Quanti tesori ancora da scoprire e da valorizzare
Fratello don Ottavio abbiamo parlato di realtà meravigliosa, anzi stupenda, se avessimo altri vocaboli più efficaci li useremmo per farvi capire quanti tesori sono ancora da scoprirsi e da valorizzare da parte di moltissimi cristiani, che ignorano, che non vedono, e quindi non operano a loro danno e nel caso, anche a nostro danno; don Ottavio non basta il dono della vita ma la vita anche fisica, intellettuale, spirituale bisogna viverla, a che gioverebbe una vita non vissuta?
Quanto bene non fatto, quanto bene trascurato per la superficialità di fede, di speranza di amore, doni meravigliosi ma tante volte quasi sciupati in una tiepidezza e negligenza incomprensibili.
Voi dovreste ben sapere che le vostre possibilità di bene nei nostri riguardi costituiscono una riserva potenziale pressoché inesauribile, qualunque cosa facciate basterebbe, dal piano naturale, trasportarla ed elevarla al piano soprannaturale della Grazia aggiungendovi l’intenzione «per le anime sante del Purgatorio», se poi sono già cose di ordine soprannaturale come la
S. Messa celebrata o ascoltata basta solo aggiungere la intenzione sopraddetta; uscite per una passeggiata, per una spesa, o qualsiasi altro facciate o pensiate, fatelo per amore del Signore e in suffragio delle nostre anime.
Sta a voi uomini dare il «via»
Tu sai fratello che da parte nostra la risposta sarebbe, è immediata, per noi non possiamo fare «nulla», per voi possiamo fare «tanto», ma siete voi che vivete nella fede e nella prova che dovete, per così dire, dare il «via» per rendere operante questo Dogma della Comunione dei Santi.
Don Ottavio è vero che le necessità e i bisogni materiali ma soprattutto spirituali sono tanti per voi, ma perché non tener conto che anche noi anime purganti potremmo aiutarvi tanto nel risolvere tutti i vostri problemi personali e sociali… se tu sapessi cosa vuol dire Purgatorio!!! se lo sapessero i cristiani che così presto si dimenticano di noi, che così facilmente dimenticano le loro promesse, che così male vivono la loro fede, che più che a noi pensano alla putredine e cenere dei nostri corpi!!!
Fratello nostro don Ottavio, quanto si potrebbe e si dovrebbe fare per Carità e Giustizia nei nostri riguardi… intensifichiamo di molto la nostra comunione e abbondanti saranno i benefici effetti e le benedizioni di Dio.
In attesa.
Le anime del Purgatorio
12 Giugno 1978
FEDE E AMORE ALLA MADONNA
Scrivi fratello don Ottavio, sono Michele Rua.
Sono stato il primo successore di S. Giovanni Bosco, l’ho conosciuto bene in terra, carattere gioviale, sapeva nascondere la grande sofferenza che accompagnò la sua vita terrena, in questo l’aiutò molto la sua ferrea Fede, non vacillò mai, l’aiutò molto ancora la grandissima devozione a Maria Ausiliatrice, fede e amore alla Madonna furono i binari che lo guidarono in tutta la sua tormentata vita e che gli fecero superare ogni sorta di difficoltà.
Giovanni Bosco fu un grande pioniere della Chiesa, fu un coraggioso alfiere che inalberò, agli albori della sua vita sacerdotale, il vessillo della nuova Chiesa e che consumò la sua vita di Sacerdote per rigenerare la Chiesa, e rigenerare vuol dire farla nuova.
Giovanni Bosco per la purezza adamantina della sua vita, per l’ardore della sua fede, in lui sempre operante, per il fuoco del suo amore soprattutto per i giovani lasciati a se stessi, privi di quel nutrimento spirituale senza del quale non è possibile la vita di Grazia, ebbe una visione chiara e precisa dei mali che in quei tempi afflissero la Chiesa, per questo mise tutta la sua vita a disposizione della grande causa, cioè, il rinnovamento spirituale del Corpo Mistico.
Fu questa sua completa e generosa dedizione che lo rese tanto gradito a Dio che su di lui riversò fiumi di grazie, ma fu proprio questo che gli scatenò contro l’ira e una rabbiosa reazione delle forze avverse dell’Inferno, che si servirono della loro chiesa, la Massoneria di cui era piena allora come anche oggi l’Italia, ma Don Bosco ben sapeva da dove provenivano le difficoltà, ben conosceva i suoi nemici, cui con prudenza ma anche con coraggio, oppose
sempre una tenace resistenza ben consapevole e ben cosciente, che non avrebbero mai prevalso contro la Luce, la Verità e la Giustizia.
Fratello don Ottavio, penso che sarai incuriosito di conoscere il perché di questo mio preambolo, la ragione non manca ed eccola: tu ti sei venuto a trovare nel centro di una grande tempesta, tu fratello mio è da anni che vivi in un clima tempestoso, che ti muovi in mezzo ad acque agitate, tu in cuor tuo speravi che il bel tempo fosse per incominciare, quand’ecco improvvisamente respinto indietro dai marosi ed eccoti ancora a lottare con queste occulte potenze del male con tuo stupore, per questo penso che la figura di don Bosco ti possa essere di molta utilità.
Non scoraggiatevi, la lotta sarà vinta
Don Bosco era la prudenza personificata, vigilava attentamente per non mettere il piede in fallo, aperto e riservato perché conosceva profondamente gli uomini e sapeva quindi come trattare con loro, confortato in questo da un grande dono, il discernimento degli animi, per cui ha potuto sempre agire a colpo sicuro, completavano poi questi doni altri non meno belli e preziosi, come una profonda pietà, una grande sapienza, una fortezza d’animo non comune, umiltà, mitezza, mansuetudine, insomma era completo.
Don Ottavio, tu lo sai che il nemico lo si abbatte solo con l’umiltà e la pazienza, del Maestro Divino si è potuto dire «coepit facere et docere» e questo lo si deve poter dire di tutti coloro che Lui ha prescelto per i suoi disegni d’Amore, non scoraggiatevi quindi, la lotta è ingaggiata e la lotta sarà vinta, Lui ha vinto il mondo, la morte e l’Inferno, così sarà di voi se a Lui sarete uniti in una comunione perfetta con l’umiltà, la pazienza e con tutti quegli altri doni che Lui non nega mai.
Vi è stato detto con carità e giustizia; ciò che importa è che deve essere soffocato in voi ogni risentimento, ogni ombra di risentimento ed in questo siete mancanti, il risentimento non viene
mai da Dio, ma non potete vincere quell’istintiva ripulsa da soli, pregate e offrite sinceramente le vostre sofferenze per la sua conversione, giustizia e umiltà possono stare benissimo insieme.
Coraggio e avanti, noi siamo con voi. Vi benedica Dio ora e sempre.
Michele Rua
14 Giugno 1978
LA CONOSCENZA IN DIO DELLE TUE SOFFERENZE È MOTIVO DI INCONTENIBILE GIOIA
Figlio mio, scrivi, sono la tua mamma terrena.
Sono passati non pochi anni dal mio transito terreno e avrei voluto tante volte parlarti, e anche tu nutrivi un simile desiderio, ma le numerosissime vicende della tua vita sempre mi trattennero dal provocare un nostro colloquio, tu ben sai come questo mio atteggiamento di rispetto e di attesa non è mutato nel mio passaggio dal tempo all’eternità.
Figlio mio don Ottavio, nessuna mamma vorrebbe sapere che il suo figlio soffre, ho detto nessuna mamma che vive sulla terra, ma qui le cose si vedono in una prospettiva ben diversa da quella terrena, qui io vedo nitidamente gli effetti della tua sofferenza, qui io vedo l’«ante» e il «post» della tua sofferenza, qui io ne posso valutare gli effetti in virtù dei meriti infiniti della sua Incarnazione, Passione e Morte e questo figlio mio, questa conoscenza, annulla ogni pena, anzi, al contrario, ti infonde una gioia incontenibile; vedi figlio, sulla terra, la conoscenza delle tue sofferenze, era per me motivo di altrettanta sofferenza, qui sono motivo di una incontenibile gioia.
Tutto questo ti conferma quanto ti ha detto I. nel suo messaggio, perciò figlio mio, ti dico anch’io come ti hanno detto tanti altri, coraggio, è vero che dovrai rimanere sulla terra per tanti anni ancora, è vero che il proseguimento del tuo esilio terreno è seminato di sempre maggiori e crescenti sofferenze, ma che è tutto questo di fronte all’eternità che ti spetta, che è figlio mio tutto questo di fronte al posto che ti è da sempre stato preparato e riservato? Meno figlio mio che un fugacissimo istante.
La mamma che ha un figlio atleta e che sa con certezza che suo figlio arriverà al traguardo vincitore, non può non pregustare in anticipo la sua vittoria, figlio, tu pure sei un atleta e io so con certezza che raggiungerai la palma della vittoria pur sapendo che il tuo percorso sarà quanto mai aspro e duro ma coronato dalla vittoria.
Figlio, superfluo il dirti ciò che ti è noto, tutto il Paradiso vi guarda, perché ciò che Dio ama e vuole, noi pure amiamo e vogliamo. Mamma, ci siete tutti in Paradiso? Sì figlio ci siamo tutti, non temere. Questo mi basta e dona gioia.
Ti benedico figlio e, per te, e per la grande famiglia, dico grande perché un giorno sarà così, prego insieme ai beati Comprensori perché Lui vi benedica ora e sempre.
La tua mamma
14 Giugno 1978
GLI ANGELI, SIA NEL BENE SIA NEL MALE, POSSONO AGIRE SULLA MATERIA
Scrivi fratello mio, sono don Orione.
Vedi fratello don Ottavio, più ancora di noi creature umane fatte ad immagine e somiglianza di Dio, gli Angeli, in misura ben maggiore, riflettono la stessa immagine di Dio, puri spiriti, scevri dalla materia, infatti i loro spiriti non sono imprigionati come lo sono le nostre anime per cui la loro vita non è condizionata dallo spazio, essi si muovono con la rapidità del pensiero e quindi, sia nel bene sia nel male, possono molto di più di quello che voi potete, spogli della materia, essi possono agire sulla materia in un modo che impressiona sempre la vostra anima.
Ritengo utile questa premessa fratello don Ottavio, perché conoscendone sempre meglio la natura è più facile capirli; la loro [in]visibilità, perché esseri semplici spirituali possono esserti vicino in numero grande ma tu non te ne accorgi se loro così vogliono, agevola di molto la loro attività nei vostri riguardi e, quando si tratta degli Angeli neri è chiaro immaginare la natura della loro incessante attività; ora fratello don Ottavio, l’oscurità in questa materia è quasi totale nella Chiesa di Dio.
Queste potenze oscure del male hanno influenzato a tal punto le menti ed i cuori di Pastori, Sacerdoti e degli uomini in genere, da essere ritenuto nella stessa Chiesa manifestazione di ignoranza e di superstizione il solo parlarne, non si dice forse che sono tabù da Medio Evo?
E il vertice della Chiesa, voglio dire Pastori e Sacerdoti, non sono sulla stessa linea del popolo paganizzato?
Vitalissima ed essenziale questione
Tu fratello mio don Ottavio hai avuto chi in materia ti ha bene istruito, ma le tue cognizioni sono lungi dall’essere complete, lo diventeranno complete, per cui la tua missione di riportare sul tappeto questa vitalissima ed essenziale questione della Dottrina cattolica, sarà adempiuta con grande vantaggio della Gloria di Dio e della salvezza delle anime, ma fratello mio, tu sai, che non vi è bene reale autentico se non a prezzo di sofferenza.
Considera l’espansione delle mie istituzioni ancora io vivente, quale prezzo di pene e sofferenze sono costate, vedi fratello, tu camminando per la città ti vien dato di vedere enormi palazzi che emergono dal suolo e si innalzano verso il cielo quasi lo volessero sfidare, tu li guardi, li ammiri o li apprezzi più o meno a seconda del loro stile e delle loro linee, mai però tu pensi a quella parte che deve portarne tutto l’enorme peso da esserne schiacciata, così è anche di quelle anime prescelte come fondamenta delle Opere di Dio, debbono, di queste opere portarne l’enorme peso, dato dalla grande responsabilità, dalle incessanti e pressanti ostilità del Nemico che le Opere di Dio odia, non vuole e combatte con tutti i mezzi di cui è in possesso d’intelligenza, di potenza e di malvagità, ecco perché ieri ti è stato parlato della strategia che l’Inferno usa contro le basi di Dio nella sua Chiesa.
Fratello don Ottavio non c’è quindi da meravigliarsi degli assalti che l’Associazione Speranza ha subito e sta subendo tuttora da parte di chi odia disperatamente il bene e persegue il male a qualunque costo, piuttosto penso che non sarà male ricordarvi come dovete affrontare la lotta, come dovete usare i mezzi di difesa.
Vi siano sempre le «sentinelle» che esorcizzano
Don Ottavio il primo vostro difetto che tanto vi mette in condizione di inferiorità di fronte al nemico è la mancanza di
convinzione; molti credono a ciò che vedono ma dinnanzi alle realtà invisibili diventano incerti e dubbiosi come se queste realtà non fossero, ieri ti è stato detto che questa è superficialità di fede, fratello, non posso che confermarlo.
Usate poi prudenza, prudenza, siate prudenti come le colombe ma anche scaltri dovete essere, non fare mai nomi, essi vi spiano in continuazione, e, quando siete nella necessità di parlare, vi siano sempre le sentinelle che esorcizzano, poi preghiera, ma soprattutto umiltà, umiltà, Satana non sopporta l’umiltà, un atto di umiltà lo sconvolge a tal punto che quasi sempre molla la preda suo malgrado.
Fratello don Ottavio non ti sembri strano che queste cose che ti sono state dette appena un giorno fa io te le ripeta, conosci il proverbio latino «repetita juvant», ma questo vale soprattutto per le cose tanto importanti che le vicende quotidiane e le difficoltà della vita tendono a far dimenticare, in particolare perché l’Avversario fa di tutto per distrarti dal pensiero e dall’azione che ritornano a suo danno, per rendervi impotenti ed inoffensivi, ecco la ragione per cui dall’Alto cerchiamo di aiutarvi in tutti i modi.
Don Ottavio è vero che noi siamo nella pace e nella beatitudine, che di nulla manchiamo e che nulla possiamo desiderare in più di ciò che abbiamo, però la vostra lotta è stata ed è la nostra lotta, per questo vi siamo a fianco pronti sempre ad un vostro cenno ad aiutarvi.
Prego Dio di benedirvi e di accompagnarvi in ogni vostro passo e la comune Madre vi benedica e protegga da ogni male.
Don Orione
14 Giugno 1978
ANDATE, ISTRUITE TUTTE LE GENTI…
Caro Don Ottavio, sono Don Enrico.
Molte cose hai saputo in questi giorni, cose tutte interessanti ed utili o per meglio dire necessarie per ogni cristiano, ma soprattutto per ogni sacerdote il quale, lo voglia o no, è vaso di elezione con lo stesso «mandato» apostolico: «andate, istruite tutte le genti battezzandole nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» e questo è lo specifico mandato dato agli Apostoli e loro Successori e per delega a tutti i sacerdoti. Per analizzare l’importanza e la grandezza di questo mandato, basta considerarlo nella sua provenienza, che è provenienza divina, nella sua natura, la quale non è altro che il frutto dell’Amore di Dio Uno e Trino, del Padre che infinitamente ama, del Figlio che redime, dello Spirito Santo che santifica; se poi questo mandato lo si vuole considerare nelle sue finalità, esse sono talmente importanti da superare tutte quelle di qualsiasi altra natura perché sono finalità soprannaturali, «porro unum est necessarium»… ora, fratello don Ottavio, che questo mandato abbia peso come dovrebbe avere nel cuore di coloro cui è stato affidato bisogna dire di no, purtroppo no, salve sempre le debite eccezioni, tutti i messaggi precedenti direttamente o indirettamente te lo confermano, amara constatazione ma purtroppo reale constatazione.
I fatti te lo confermano con chiarezza; l’oscurità dell’inferno non solo avvolge la Chiesa e il mondo, ma è penetrata profondamente nell’animo e nel cuore di coloro che dovrebbero essere lucerne accese per spandere luce ed invece si accontentano che siano salve le apparenze, per loro questa è necessità di sopravvivenza, se anche le apparenze fossero nella condizione di sparire come è sparita la sostanza che coprivano, sarebbe la fine,
per cui tanto zelo viene usato «solo» perché la maschera non abbia a cadere.
Le apparenze debbono essere salve
Solo così fratello Don Ottavio tu puoi spiegare a te e agli altri il perché delle stridenti contraddizioni della Pastorale presente, solo così tu ti puoi spiegare la severità usata contro di te e di tanti altri più o meno che sono nelle tue stesse condizioni…, lassismo e anarchia non sono minimamente veduti, ma per il loro zelo vero tanti buoni e santi sacerdoti sono perseguitati contro ogni diritto naturale ed ecclesiale, e questo, fratello, fa parte della moderna Pastorale; che si affermino eresie di ogni genere miranti a distruggere e a demolire la Rivelazione, la Morale, la Sacra Tradizione non importa, ma se qualcuno cerca di arginare le acque putride e sudice che ovunque si insinuano rodendo e corrompendo ogni cosa, allora si insorge contro questo qualcuno accusandolo di fanatismo, di follia, di nevrastenia, accusandolo di turbare la quiete, quella quiete che cercano solo affinché non siano toccate le loro prerogative e i loro privilegi.
No, fratello Don Ottavio, non dimenticarlo, il mondo è di Satana e, chi dal mondo non si è voluto distaccare, chi il mondo si rifiuta di combattere, chi col mondo si allea accettandone il costume e le idee così in aperto contrasto con Chi il mondo e il suo perfido Principe è venuto sulla terra per affrontare e combattere, non può assolutamente ammettere o accettare chi si schiera contro di lui; le apparenze fratello mio, debbono essere salve, e che cosa non si fa perché esse lo siano, ma fino a quando?
Missione dura e difficile
Fratello don Ottavio la missione tua in particolare, la missione di coloro che collaborano con te e la missione dell’Associazione Speranza è dura e difficile, vivete in un tempo tutto particolare
come ti è stato detto, per Volontà Permissiva di Dio vivete nel tempo del più sfacciato e impudente dominio di Satana non solo sul mondo ma sulla Chiesa, e ormai, tu ne conosci molto bene le ragioni e le cause.
Don Ottavio, Lui l’Amore e la Misericordia Infinita, non chiede mai prove superiori alle forze, è sempre largo di abbondanti aiuti perché tutte le prove siano superate, avanti quindi!
Don Ottavio bastarono pochi giorni per fraternizzare, ci conoscemmo in quei pochi ma fortunati giorni, insieme pregammo, insieme abbiamo celebrato il Santo Sacrificio della Messa, insieme parlammo e ci promettemmo di non lasciare perire nell’oblio la nostra amicizia, per questo dal cielo ti seguo, per te, per voi tutti prego implorando su voi, sulla Associazione Speranza abbondanti benedizioni Divine.
Come ora uniti nella fede, nella speranza e nell’amore, così un giorno lo saremo nella beatitudine eterna.
Don Ottavio, richiamami presto.
Don Enrico
14 Giugno 1978
LA VIA DELLA SANTITÀ
Fratello Don Ottavio, scrivi, sono Alessandrina.
La via della santità è una via segnata e chiunque la può imboccare e percorrere, chiunque al suo inizio può fermarsi e sceglierne un’altra, è certo però, che Lui, l’Onnipotente Dio, vuole tutti salvi e che il momento di Grazia per metterci sulla via giusta non lo nega a nessuno, ma per quel rispetto della libertà e dignità umana che ha, non obbliga nessuno ad una scelta piuttosto che ad un’altra, se così non fosse potremmo dubitare della sua Infinita Giustizia, il che è assurdo perché sarebbe come negarne l’esistenza.
Ciò, fratello mio, è mistero per noi, Lui solo, il Creatore, conosce la profondità e tutti i meandri del cuore e dell’animo umano, insondabile per noi, ed è certo che per ogni creatura umana vi è un momento in cui viene lasciato cadere l’invito alla salvezza, come vi è un momento in cui Dio lascia cadere l’invito ad una determinata vocazione, ma che cosa è che determina un «sì» oppure un «no» all’invito di Dio?
Questo è un grande mistero per noi, ma è certo che nessuno potrà mai imputare a Dio la propria condanna alla perdizione.
Ciò poi che riesce più incomprensibile è il fatto che l’uomo non si curi, in particolare il cristiano, di approfondire con maggiore serietà il problema della vita, non vi è uomo che non intuisca che lui è diverso da tutti gli altri animali e che questa diversità è sostanziale e non accidentale, per cui dovrebbe sentire il bisogno di approfondire la conoscenza di se stesso, e da questa conoscenza di se stesso, alla conoscenza dell’Autore della vita, il passo è breve, ma pare che l’uomo non riesca a compiere questo piccolo passo, perché?
La Chiesa è oggi nelle mani del suo Avversario
La risposta a questo «perché» è di importanza capitale; l’uomo viene alla luce di questo mondo con la sua natura spirituale ferita mortalmente, quindi debole, influenzabile, l’uomo viene a trovarsi così più incline all’errore, al male che al bene, e, crescendo e sviluppandosi, cresce e si sviluppa con lui anche questa inclinazione che si manifesta con atti, gesti ed espressioni che contraddicono con il suo essere di creatura libera ed intelligente, creata ad immagine e somiglianza di Dio, ed è con questa inclinazione al male operata da Satana nell’uomo, che Satana continua la sua azione di pervertimento.
Don Ottavio, la Chiesa, Sacramento di salvezza, voluta da Dio proprio per aiutare l’uomo a risanare le proprie ferite spirituali e per ridargli il dono meraviglioso perduto col peccato d’origine, è oggi nelle mani del suo terribile Avversario che la tiranneggia a suo piacimento, prima l’ha assediata da ogni parte, poi ha creato in essa le fessure per cui entrare, in seguito, entrato all’interno, ne ha demolito tutte le basi e tutte le fortezze.
So che cosa ti passa per la mente in questo momento, perché non è stata impedita questa invasione, e dei singoli e delle strutture sociali della Chiesa? il perché ti è noto, Dio Onnipotente, Alfa e Omega di tutto e di tutti, si arresta dinnanzi all’opera delle sue Mani, si arresta dinnanzi all’uomo tratto dal limo della terra e ne rispetta la dignità di figlio di Dio, e la libertà. Perché non è stato impedito l’assedio e l’invasione della Chiesa? anche questo sai fratello, perché nella economia Divina della salvezza, Dio piega al bene anche il male operato dai suoi nemici.
La Chiesa nuova… integra e pura
Nella Chiesa nuova bisognerà addestrare i figli di Dio alla lotta contro le potenze oscure del male, dovranno essere i Vescovi e i Sacerdoti ad organizzare un grande piano di difesa e per i singoli e
per tutto il Corpo Mistico, la Chiesa nuova, liberata e purificata da ogni infestazione demoniaca dal sangue dei Martiri e dalle indicibili sofferenze dei singoli e dell’intero Corpo Mistico, dovrà essere mantenuta integra e pura da ulteriori attacchi del nemico, il quale, umiliato e vinto, per la grande sconfitta subita per opera di Maria Regina delle Vittorie, non avrà più l’aggressiva prepotenza attuale pur non desistendo dai suoi attacchi.
Fratello Don Ottavio, ora sai con chiarezza che fa parte del tuo compito insistere sulla realtà inoppugnabile che il centro della Pastorale della Chiesa tutta è e sempre sarà il vero motivo dell’Incarnazione, Passione e Morte di Gesù Redentore, cioè ristrappare le anime a Satana.
Questo oggi forma motivo di scandalo da parte di molti Vescovi e sacerdoti, forma motivo di scherno e d’incredulità, ma post purificationem, tutto sarà radicalmente cambiato.
Don Ottavio, il cammino che porta alla santità è il cammino della Croce, essa è e resterà il grande segreto della felicità, quella felicità che il mondo ignora e che quindi non accetta anzi disprezza, ma, amala la Croce e avanti, anch’io Alessandrina, ti dico non sei, non siete soli, è importante perseverare.
Dio Uno e Trino a cui va ogni onore e gloria ti benedica, vi benedica ora e sempre.
Alessandrina
15 Giugno 1978
IL FINE DELLA CREAZIONE
Scrivi fratello, sono Domenico Savio.
Al coro degli Angeli e Santi che ti hanno parlato, al coro dei Santi che ti parleranno unisco anch’io la mia voce, piccolo santo del Paradiso; in Paradiso non vi sono che Santi, non vi possono essere che santi, perché tre volte Santo è Colui che il Paradiso ha voluto dall’eternità perché il Paradiso fosse la Patria, la Casa delle schiere Angeliche che per la sua gloria si batterono e si battono, e perché il Paradiso fosse anche Patria e Casa dei figli degli uomini che sull’esempio e con l’aiuto delle schiere Angeliche fedeli al loro Creatore e Signore anch’essi si batterono in una dura lotta per la Gloria di Colui cui sempre ogni onore e gloria si deve nei secoli eterni.
Fratello Don Ottavio, vedo ciò che ha sfiorato la tua mente in questo momento, sì ti rispondo, anch’io non potrei che parlarti del problema più importante riguardante la vita degli uomini sulla terra, tu hai pensato, almeno tu dimmi qualcosa di nuovo… quante cose per te nuove io potrei dirti, ma non posso che ricalcare la via di coloro che mi hanno preceduto nei loro colloqui con te, solo ieri ti è stato ricordato il monito del Vangelo: “che importa all’uomo guadagnarsi la stima, la gloria, la ricchezza di tutto il mondo se poi alla fine perde l’anima sua?”
Fratello Don Ottavio, il fine della creazione dell’uomo qual è se non conoscere, servire, amare Dio sulla terra per poi andarlo a godere in Paradiso?
Si può dire oggi che questo altissimo fine sia voluto e perseguito dalla grande maggioranza degli uomini, dei giovani, si
può dire oggi che l’umanità abbia coscienza della ragione del suo essere, del suo pellegrinare sulla terra?
La misura è colma
Non vedi anche tu fratello mio lo smarrimento dei popoli, delle nazioni, dei singoli, della gioventù in genere, smarrimento pauroso per cui ignorando la strada giusta da percorrere si sono smarriti e si perdono in labirinti tenebrosi della più cupa degradazione spirituale, morale e materiale, gli uomini, per non aver voluto e saputo cercare la Luce, sono piombati nelle tenebre più orribili prodotte dalle sfrenate concupiscenze e dello spirito e della materia, non vedi fratello Don Ottavio come le cose più abbiette e delittuose sono accolte da questa umanità materializzata al punto di aver smarrito completamente il senso del bene e del male, della giustizia e delle più paurose ingiustizie, il senso della verità e dell’errore, si plaude all’aborto, al delitto, si plaude alla corruzione, alla violenza, alla glorificazione della forza bruta, si plaude a tutto ciò che è contro la Legge Divina e di natura, a questo punto l’acerrimo nemico dell’umanità e di Dio sta spingendo l’umanità stessa verso l’oscuro abisso in cui sarà in grandissima parte annientata.
La misura è colma, il vaso trabocca, l’umanità col suo pervertimento sta accingendosi ad essere la giustiziera di se stessa; fratello Don Ottavio, la follia del materialismo e del razionalismo che così fortemente è penetrato nella mia Chiesa, sta per raccogliere i suoi frutti amari di perdizione temporale ed eterna.
La Chiesa dovrà subire la sua tremenda passione
L’uomo non ha bisogno di Dio, così si è detto, ed in questo clima totale o quasi di materialismo e di razionalismo si è preparato e si sta preparando, nella più folle gara tra i grandi della terra, il più ingente deposito di armi micidiali atte a distruggere la
terra, non una volta sola, ma tante e tante volte, fratello Don Ottavio, ecco gli amari frutti che l’umanità senza Dio e contro Dio sta ammassando per questa generazione insensata e sorda a tutti i richiami del Cielo, questa mia affermazione non da intendersi in senso totalitario, ma quasi.
E la Chiesa posta nel mondo come Maestra e Guida dei popoli? oh! la Chiesa, la Chiesa di Gesù, uscita dalla Ferita del suo costato anch’essa è stata inquinata dal veleno di Satana e delle sue maledette schiere, non perirà, nella Chiesa è presente il Divin Redentore, non può perire, ma dovrà subire, come il suo Capo Invisibile, la sua tremenda passione.
Chiesa e umanità intera usciranno dalle loro rovine per dare inizio ad un nuovo cammino di pace e di giustizia in cui sarà veramente in tutti i cuori il Regno di Dio, quel Regno interiore che i buoni da tempo chiedono e invocano.
Fratello don Ottavio, anch’io ti dico coraggio! verrà il momento in cui di coraggio, di fede, di amore ci sarà tanto bisogno, ma non temere, Lui, al momento giusto vi darà ciò di cui avrete bisogno. Dio, Sommo Signore di ogni cosa a cui si deve ogni onore e gloria nei secoli eterni, ti benedica, vi benedica, sia e rimanga sempre con voi.
Domenico Savio
15 Giugno 1978
SEGNO DI FESTA
Sono Mons. Pranzini, scrivi.
Ricordi Don Ottavio il giorno in cui nel Duomo di Mirandola, 12 Marzo 1932, ti ordinai Sacerdote, nella notte nevicò, 12 cm. di neve, io, tuo Vescovo ti dissi che quella nevicata non era fortuita ma che costituiva un «segno», un segno di festa, un segno che la Provvidenza Divina volle dare per confermare una mia intuizione nei tuoi riguardi, per confermare che la tua ordinazione era una cosa grande nella vita della Chiesa, ti dissi apertamente che quella nevicata era di buon auspicio, ma tu non mi pare avessi capito, e così fu, infatti non credesti alle mie parole, a te quella nevicata non disse nulla, a me disse tanto, a me disse che il tuo sacerdozio era segnato come non comune, io ne ebbi conferma in cielo, tu ne hai conferma ora.
Già tu conosci i termini della tua missione sacerdotale, porre sul tappeto il problema centrale della Pastorale di tutta la Chiesa Universale, è un problema di sostanza, è un problema di centro, senza del quale non hanno ragione di essere gli altri problemi ecclesiali; come mai Don Ottavio si può spiegare che la Chiesa, vera, una, santa, cattolica, apostolica abbia potuto essere oscurata a tal punto da dimenticare la sua ragione di essere nel mondo nonostante in questi ultimi tempi abbia avuto come Capi visibili uomini santi, come tali sono stati i Pontefici che si sono succeduti sul trono di Pietro negli ultimi cent’anni?
Chiesa, Mistero in cui l’umano e il divino s’incontrano
Don Ottavio tu sai che la Chiesa è un Mistero in cui l’umano e il divino s’incontrano, s’intrecciano e si fondono, la parte umana
pur essendo mirabilmente unita alla parte divina, rimane sempre umana per cui è soggetta ai mali derivanti da una natura debilitata e ferita dalla prima colpa, la storia si ripete, ma più ancora che ripetersi, la storia della natura umana dal momento della sua ferita mortale è sempre quella sotto la persecuzione implacabile del suo mortale nemico, se non si difende e non è difesa, è travolta inesorabilmente, povera natura umana.
Inoltre tu ben sai che la Chiesa è un «corpo», un corpo vero, sociale ma reale, al cui vertice supremo sta il Redentore Divino Gesù, il Verbo di Dio fatto Carne, vicino a Lui sta il suo Vicario sulla terra, ora, il Capo Divino e umano governano e muovono l’intero corpo per mezzo delle membra, nè più nè meno di come avviene nel corpo umano, dal capo partono tutti gli ordini che muovono le altre membra, così nella Chiesa dal suo Capo e dal suo vertice vengono gli impulsi che mettono in movimento le varie membra, ma mentre le varie membra del corpo umano, occhi, bocca, orecchie, gambe, braccia… non sono né libere né intelligenti e quindi si lasciano liberamente manovrare dal vertice, nel corpo sociale che è la Chiesa, le membra sono libere ed intelligenti e sono parte di quel corpo ferito ed inquinato e quindi facilmente influenzabili da parte del loro acerrimo nemico, le potenze tenebrose del male, sempre in agguato, le quali ne forzano la libertà e hanno la meglio quando il soggetto, fatto oggetto della loro azione malvagia, ha lasciato sviluppare in sè i germi del male iniettati al momento della caduta originale.
Nessun positivo risultato senza la sofferenza
Don Ottavio, in altre parole, inquinati i cervelli di coloro che stanno al vertice della Chiesa, l’inquinamento per forza maggiore si allarga a tutta la Chiesa… ti è stato detto, e non dimenticarlo, che l’oscurità spirituale che circonda la Chiesa è data dalla superbia, ora capiscimi, chi arriva al governo delle chiese locali tramite raggiri e retroscena scaturiti dall’ambizione, è un intruso che non
opera mosso dall’umiltà e dall’amore, ma bensì opera nella Chiesa mosso dall’ambizione e dall’egoismo come un mercenario, ecco perché oggi tanti non sono «padri» ma burocrati e funzionari che nulla hanno da invidiare ai burocrati e funzionari di una società senza Dio e quindi senza amore.
Don Ottavio è terribile ma è così, comprendi allora perché con tanta insistenza ti viene suggerito di riproporre allo studio della Chiesa il problema fondamentale della stessa sua ragione di essere al centro del mondo e dei popoli e cioè la lotta senza tregua tra Luce e Tenebre, tra Dio e Satana, tra Bene e Male. Non ti stupisca quindi il susseguirsi di messaggi impregnati tutti degli stessi richiami sul più grande problema della Pastorale.
Stai lavorando per la nuova Chiesa, deve essere per te motivo di gioia anche se questo lavoro è strettamente legato alla Croce, nessun positivo risultato dalla tua missione senza la sofferenza di cui già sai e più saprai in seguito.
Dio Onnipotente Uno e Trino, il Verbo Eterno di Dio personalmente presente nella sua Chiesa in unione con la Madre SS.ma ti benedicono, vi benedicono, ora e sempre.
Mons. Giovanni Pranzini
15 Giugno 1978
MERAVIGLIOSA METAMORFOSI
Don Ottavio, sono sorella Fernanda.
Tu conosci la metamorfosi chiesta e ottenuta da me a Gesù:
· metamorfosi fisica, ero bella ed avvenente e diventai brutta e non piacevole a vedersi;
· metamorfosi sociale, avevo una posizione sociale invidiabile e ad essa preferii la povertà e così divenni Religiosa nella Casa della Divina Provvidenza e della Casa diventai l’asinello, non mi vergognai infatti di trascinarmi dietro per le vie di Carpi il mio baroccino carico di quanto la Provvidenza ci donava;
· metamorfosi spirituale, la più desiderata e domandata, di essa pochi si accorsero in terra e, anch’io pur cosciente della sua realtà, non ne vidi in terra l’ampiezza e la profondità.
Don Ottavio quest’ultima meravigliosa metamorfosi è la ragione della durata del cammino terreno, esso vi è donato perché ognuno di voi diventiate, trasformandovi interiormente, frutti preziosi e maturi per l’eternità; in questo si manifesta l’Infinita Bontà e Amore di Dio per voi creature umane.
Ieri ti è stato detto che Dio vuole tutti gli uomini salvi, nessuno escluso, ieri ti è stato detto inoltre che a tutti Egli dona la Grazia sufficiente, l’esito di questo dono prezioso dipende solo dalla corrispondenza o dalla incorrispondenza umana.
Il nostro «sì» o il nostro «no» sono completamente liberi; all’invito di Dio alla salvezza scatta automaticamente l’interferenza del Maligno, ma nello stesso istante scatta un’ulteriore Grazia atta a mantenere nell’animo umano il giusto equilibrio che renda possibile l’esercizio della libertà, da qui la
responsabilità dell’uomo, del bene e del male che egli compie, da qui il giusto premio o il meritato castigo delle azioni umane.
Dalla mia scelta è dipesa la mia santificazione
Se non ci fosse questo intervento equilibratore della Grazia in proporzione all’ulteriore sforzo delle potenze del male, Dio non sarebbe giusto, il che è assurdo anche solo pensarlo, pensare al bene e al male nella vita dell’uomo senza dover pensare a Dio e al suo Nemico è cosa altrettanto assurda, e siccome non v’è e non vi può essere nessuna creatura umana responsabile che non sia toccata da questo problema del bene e del male, vuol dire che ogni creatura umana ha l’obbligo di approfondire il tragico contrasto che si verifica nella sua vita, così avvertito profondamente da S. Paolo «in me vi sono due leggi…» nonché cercare l’origine di questo grande problema e da esso risalire a Dio Creatore e Signore di tutto e di tutti e a Satana, che da generatore di luce prima della sua caduta, diviene generatore di oscurità e di ogni male dopo la sua caduta.
Don Ottavio i messaggi che attualmente ricevi hanno tutti come fine questo, riportare alla ribalta della Chiesa e dell’umanità il grande tema della Pastorale che non può essere che questo: l’implacabile lotta tra Dio e Satana, tra l’umanità mortalmente ferita e le potenze oscure dell’Inferno.
Don Ottavio io, sorella Fernanda, ho avvertito fin dalla mia prima giovinezza l’asprezza di questa lotta, giovane, avvenente, con posizione invidiabile mi sentivo attratta verso il meglio che il mondo mi prospettava, insidiata dal Demonio che di tutto faceva per spingermi a cedere alle sue lusinghe, e dall’altra parte, Dio che con gli impulsi della sua Luce e della sua Grazia mi faceva intravedere la futilità di ogni bene terreno, vanitas vanitatum, la fugacità della vita terrena che è come fiore che sboccia al mattino e avvizzisce al meriggio, in questo duello ed in questo raffronto tra le due tesi, chiamiamole così a me prospettate dalla Luce e dalle
Tenebre, è la deduzione che la mia intelligenza ne traeva ed ecco la scelta della mia volontà, ecco la piena e libera responsabilità della mia persona; ho agito in piena libertà e dalla mia scelta è dipesa la metamorfosi operata in me dalla Bontà Divina per la mia personale santificazione.
Conseguenze irreparabili di questa lotta perduta
Ho aderito agli impulsi della Grazia, ho rifiutato le lusinghe del Demonio, da qui la trasformazione di tutta la mia vita, da umana in soprannaturale, e ciò che è avvenuto di me persona, può e dovrebbe avvenire delle famiglie, della Chiesa, dei popoli e di ogni altra istituzione, se non avviene non è per colpa di Dio, ma solo per colpa di coloro che a Dio non credono, che non ascoltano, che Dio rifiutano dando ascolto al contrario al Diavolo che vuole la rovina dei singoli e della Chiesa.
Grande responsabilità per Pastori e sacerdoti che non illuminano le anime sulla origine e gravità della lotta che, volenti o nolenti, debbono affrontare sulla terra, terribile responsabilità dei Vescovi e sacerdoti che tacciono, mossi dai più assurdi pretesti, sulle conseguenze irreparabili di questa lotta perduta.
Non temere, mai ti mancheranno gli aiuti necessari perché è tuo compito insistere per annunziare alle anime la triste realtà in cui sono immersi e per indicare loro il modo di uscirne indenni come io indenne ne uscii.
Dio, a cui spetta ogni onore e gloria, ti benedica; pregate, riparate in particolare per coloro che non vedono ciò che voi vedete.
Sorella Fernanda
16 Giugno 1978
DOLOROSISSIMA PASSIONE
E SFOLGORANTE RESURREZIONE
Scrivi figlio, sono Padre Pio.
Non poteva mancare la mia voce unita a quelle dei beati del Paradiso che ti hanno parlato, già in terra figlio mio carissimo, vidi con chiarezza, per Bontà Divina, l’evolversi nel futuro della vita della Chiesa, vidi i suoi travagli e vidi l’ascesa sua verso il Calvario già in atto, ne vidi l’oscurità in cui era avvolta e in cui sempre più s’immergeva, ne vidi i Giuda e le conseguenze dei loro tradimenti, ne vidi i Martiri, ne vidi i giustiziati, vidi il sangue bagnare abbondantemente la terra, ma vidi anche i germogli turgidi di umori vitali, vidi l’alba della sua primavera, ne vidi la dolorosissima passione e la sua sfolgorante resurrezione, e tra tutte queste cose, vidi anche te figlio mio don Ottavio, sì vidi anche te con la tua croce seguire l’Agnello sulla via del Calvario, ti vidi anche col tuo fardello di tribolazioni sulle spalle mentre annunciavi alla Chiesa il problema centrale della Pastorale, messo da parte da un buon numero di Pastori e da un grandissimo numero di sacerdoti che, in nome di non so quale riforma o di quale Concilio, si sono ripromessi di tutto cambiare, di tutto ristrutturare: Bibbia, Vangelo, Tradizione mettendo da parte Cristo vero Dio e vero Uomo, per cui sempre più apertamente ormai di Cristo accettano solo la sua Umanità e praticamente rifiutano e negano la sua Divinità; pretendere di ristrutturare Dio, di ristrutturare la Dottrina e la Morale vuol dire avere raggiunto il più alto livello della presunzione, della superbia cui l’uomo potesse arrivare.
Figlio mio, non è che la Chiesa anche per il passato non abbia conosciuto uomini dello stampo di tanti presuntuosi teologi di questo secolo, ma questi uomini apparivano alla ribalta della
Chiesa in tempi successivi, mai un così grande numero è apparso in uno stesso secolo e mai hanno messo in discussione tutta la Rivelazione e tutta la Legge per cui, come ieri ti è stato detto, oggi si è perso il senso del Bene e del Male, del lecito e dell’illecito.
Il nemico non prevarrà
Figlio mio, quanto tempo vi ha messo Satana a preparare il suo vasto e complesso piano di materializzazione della Chiesa e del mondo? Millenni, ma in questi ultimi due secoli, in nome del progresso e servendosi dello stesso progresso materiale, ha accelerato i tempi; coi mezzi che il progresso delle cose ha messo a disposizione dell’umanità e quindi anche della Chiesa, ha accelerato il suo micidiale piano di demolizione di quella Chiesa che sempre ha odiato prima ancora che il Salvatore la collocasse come Sacramento di salvezza in mezzo all’umanità.
È riuscito il nemico feroce nel suo intento e nel suo proposito di demolire l’opera di Dio solo in parte, perché non gli sarà permesso di andare oltre il limite decretato, cioè non prevarrà, ma il danno arrecato alle anime è certamente incalcolabile, superiore ad ogni capacità d’intendere da mente umana.
È inutile figlio avanzare una risposta al perché di tutto questo, la risposta ti è stata data e ripetuta più volte, figlio mio Don Ottavio tu sei stato prescelto come strumento della Provvidenza Divina per riproporre il vero problema della Pastorale, perché esso deve stare alla base di ogni attività ecclesiale, perché nessun rinnovamento o rigenerazione sarebbe possibile senza fondarlo sui solidi ed intramontabili principi della Fede e della Morale.
Il vento della purificazione già soffia
Figlio mio Don Ottavio i millenni dinnanzi a Lui sono meno che un attimo fuggente e l’attuale situazione della Chiesa è come
quella di una nuvolosa e nebbiosa giornata autunnale, aria stagnante, visibilità nulla, tanti incidenti e tanto malessere, poi si alza il vento che spazza via il freddo e l’uggiosa e densa nebbia ed ecco il sole brillare di nuovo per rifondere fiducia agli animi stanchi e disillusi… il vento della purificazione già soffia e già gonfia il cielo di nubi sempre più scure, poi il temporale, la tempesta che sconvolgerà ogni cosa, che distruggerà le balorde e folli speranze del nemico, dopo, il sole della nuova era, di pace e di giustizia, il sole che illuminerà la terra di una nuova luce mai vista e conosciuta; il calore del sole renderà feconda la terra come mai non fu.
Figlio mio, la Bontà Divina ti ha serbato questo privilegio di vedere tutto e di vedere l’esito della vittoria dopo l’aspra lotta da te predetta e da te vissuta, poi salirai anche tu alla Casa del Padre per cantare con noi in eterno le lodi di Dio, per proclamare la Potenza, la Gloria, l’Onore per i secoli eterni e così sia!
Figlio mio, Lui ti guarda con amore, amalo amalo figlio, seguilo fin sulla Cima.
Ti benedica, vi protegga oggi e sempre dagli assalti dei vostri e suoi nemici.
Padre Pio
16 Giugno 1978
LA MORTE NON RECIDE LA VITA
Don Ottavio sono Don Sisto.
Ti fu detto che la morte non recide la vita ma per gli eletti la perfeziona e questo è vero, infatti come colui che forestiero arriva in una grande città prima sconosciuta ed è distratto dalle grandi novità che ivi scorge, poi i problemi della sua vita riaffiorano e si riaffacciano alla sua memoria, così, per colui che arriva in Paradiso non è che inizi la vita ex novo, ma riprende a ricordare le cose della sua vita terrena, naturalmente in una luce completamente diversa e vede le cose in un profilo nitidissimo, per cui anche l’interesse per le cose terrene è modificato dalla nuova situazione.
Quando la vita terrena era in corso, io sapevo dei molti mali che affliggevano la Chiesa, ma la mia conoscenza era limitata e ristretta e mai avrei potuto supporre la realtà, dal Paradiso per permissiva Volontà Divina, ben diversa è la visione delle vicende umane e anche diversa è la visione della Chiesa, basterebbe che per un istante solo tutti gli uomini in cammino sulla terra potessero avere una visione del mondo, per operare un cambiamento radicale delle amare e tristissime realtà che voi state vivendo, ma ciò non è possibile, la vita sulla terra è prova, non sarebbe più prova se non fosse così.
Nell’oscurità della notte
Don Ottavio mi pare inutile continuare il discorso sull’origine dei mali portati sulla terra dalla ribellione a Dio, dalle forze oscure dell’Inferno e dalla disobbedienza dei nostri progenitori, mali aggravati da sistemi di vita economico sociali che ledono o la giustizia
o la libertà degli individui e dei popoli, può sembrare assurdo che l’uomo fornito di facoltà così meravigliose che l’hanno portato alla scoperta di tanti segreti della natura e alla conquista di un progresso che ben guidato poteva veramente portare o accrescere il benessere dell’uomo sulla terra, non abbia saputo acquistarselo, non per la incapacità dell’uomo, ma per la perversa volontà di colui che è il Principe di questo mondo e che ritiene l’umanità sua preda, preda fatta sua con la bugia e la menzogna, infatti mai ha permesso che si potessero instaurare per i loro popoli governi di buona volontà, governi in cui giustizia e libertà potessero stare assieme, invece o è conculcata una o è conculcata l’altra, per cui la vita dei popoli è sempre stata convulsa, agitata, turbata da guerre civili, rivoluzioni e da altri malanni sempre provenienti dalla prima ed unica causa, la superbia di Satana e delle sue schiere.
Don Ottavio per chi usa l’intelletto con la volontà di appurare la verità, la verità emerge chiara dal marasma degli uomini sulla terra, in mezzo ai popoli sta la Chiesa che ha per mandato di portare le verità divine a tutti i popoli, ebbene anche nella Chiesa Maestra di pace, di verità e di giustizia è da sempre entrato il disordine, la lotta, l’ingiustizia, come mai? non ti risponderò io, ma bensì ti risponderà Lui, il Divino Maestro, con la parabola del Seminatore che ebbe il suo campo infestato dalla zizzania che l’hinimicus hominis aveva seminato nell’oscurità della notte, rifletti su queste ultime parole «nell’oscurità della notte» egli non si manifesta mai, tutto fa nel segreto della notte, del buio.
Combattere il vero grande nemico dell’uomo
Don Ottavio basterebbe un pizzico di buon volere per capire che le radici dei mali che travagliano umanità e Chiesa, e che presentano tutti le stesse caratteristiche, ambizioni personali, orgoglio, invidia, gelosie, sono sempre le stesse, Satana e le forze oscure dell’Inferno, possibile che gli uomini non siano capaci dalla conoscenza di tale realtà di eliminare dai loro cuori, dai popoli,
dalla Chiesa questi mali? non è possibile fintantoché individui, nazioni e popoli, individuato l’autore di tutti i mali, non concepiranno la volontà di combatterlo con mezzi adeguati ed efficaci, pazienza per i popoli non cristiani, ma per i popoli cristiani e per la Chiesa che aveva il mandato di additare all’umanità intera l’origine di tutti i mali, a lei che erano stati dati i mezzi efficaci per combatterlo e additarlo agli altri come il vero grande nemico dell’uomo e del cristiano in genere, è assurdo non lo faccia, ma la Chiesa oggi si è lasciata magnetizzare per cui più di qualsiasi altro ne subisce il danno, gravissimo nelle sue conseguenze.
A te Don Ottavio, convincitene, è stato affidato il compito di riportare all’attenzione comune il vero grande problema, ecco il perché dell’intervento straordinario che ti viene dall’Alto, ecco il perché ti siamo vicini, tu continui nel tuo intimo a domandarti come mai può essere che l’Onnipotente abbia scelto te per una missione così grande… non chiedertelo, già ti è stato ripetuto, Egli opera e non ha bisogno di nessuno, Egli ha scelto te non perché tu Gli possa in qualche modo giovare, ma solo perché così ha voluto e così vuole, sia fatta sempre e in ogni momento la sua Divina Volontà.
Ti benedica Dio Uno e Trino, a Lui sempre ogni onore e gloria nei secoli eterni, con te benedica l’Associazione, d. P. e tutti i dirigenti e soci.
Don Sisto
19 Giugno 1978
GRANDE MISSIONE DELLA CHIESA
Sono tua sorella Alice, scrivi Don Ottavio.
In questi ultimi giorni piuttosto intensa è stata la tua comunione con la Chiesa trionfante, non pochi Beati ti hanno parlato e ti hanno erudito sulla grande missione della Chiesa nel mondo, e nella Chiesa, sulla grande missione dei Vescovi e sacerdoti per guidare le anime attraverso le lotte della vita terrena a Dio.
Fratello ricordi le vicende di un grande Generale che visse quasi due secoli or sono?
Si tratta di Napoleone, lo immagini tu seduto al suo tavolo da lavoro circondato dai suoi migliori generali e coi migliori esperti di cose militari studiare attentamente il grande piano della sua spedizione in Russia; in quelle adunanze si considerò di quanti uomini delle diverse armi, di quanti cavalli, di quanti cariaggi, di quante armi, fucili, cannoni, spade, di quante provviste fosse necessario provvedere per effettuare la grande impresa; si studiarono nei minimi particolari le varie tappe da effettuarsi giorno per giorno, si cercò di prevedere tutte le reazioni dell’avversario di cui si valutarono nei minimi particolari le mosse, la capacità di resistenza, le ritirate, e, innumerevoli altri elementi… tutto si cercò di prevedere, tutto si fece per prevenire ed evitare mosse sbagliate; ci vollero mesi per portare a termine la stesura del piano di invasione
Questo fanno gli uomini fratello mio, per le loro imprese umane, infatti tutto era stato considerato, la natura del terreno, i corsi d’acqua che dovevano essere attraversati, le vettovaglie, previsti i vari luoghi dove sarebbe avvenuto l’impatto col nemico
del quale si era cercato di conoscere tutto per mezzo di spie, di diplomatici…
Umanità e Chiesa popolo di Dio in marcia
Fratello questo fanno gli uomini in caso di guerra, l’umanità e la Chiesa sono il «popolo di Dio» in marcia attraverso il deserto della vita terrena, ho detto attraverso il deserto e che altro è la terra se non un orrido deserto paragonato alla Patria Celeste?
E non è l’umanità nella sua marcia terrena continuamente insidiata da forze e potenze nemiche generatrici di tutti i mali che la travagliano? Non è sempre in agguato il nemico, sempre pronto ad aggredire?
Voi sacerdoti coi vostri Pastori come conducete la difesa dei vostri soldati? I vostri generali (i Vescovi) che fanno per vincere la più importante di tutte le guerre?
Tutta la crisi odierna della Chiesa di Dio ha qui le sue cause, le radici dei suoi molteplici ed ormai incurabili mali!
Chi semina vento raccoglie tempesta
L’umanità e la Chiesa non potranno mai imputare a Dio di averli privati di tutti gli aiuti ordinari e straordinari, come non li lasciò mancare al popolo Ebreo nel suo cammino verso la Terra Promessa, per portarli alla vittoria, è cosa veramente incomprensibile la cecità umana e cristiana, la cecità è tale che l’umanità, che presente ed intuisce che sta camminando verso il baratro, non trovi la volontà di reagire onde salvarsi…, forse non merita lo sprazzo di Luce necessaria quando la Luce è stata freddamente e metodicamente rifiutata, chi semina vento raccoglie tempesta, e, vento si è seminato, quanto vento ed ora l’uragano travolgente è in cammino
Fratello mio Don Ottavio non c’è tempo da perdere, conosco la tua missione, accelera la preparazione del Quinto libro, passalo alla stampa quanto prima senza curarti delle eventuali reazioni negative, avanti, cerca di essere fedele a Lui che ti ama, non dar peso ai giudizi del mondo che a nulla servono e che a nulla valgono, ti stia a cuore la gloria di Dio e il bene delle anime, queste sono le cose che veramente valgono e per le quali vale la pena di immolarsi.
Lo sai che ti aspettiamo e che nell’attesa per te intercediamo perché la benedizione di Dio Onnipotente e della Madre sua e nostra, di San Giuseppe discenda sopra di te e sopra tutti quelli che ti sono cari.
Alice
19 Giugno 1978
GUERRA SENZA QUARTIERE
Scrivi figlio mio, sono Io, Gesù.
Ti sono stati dati messaggi, svariati messaggi, aventi come oggetto l’umanità intera e la mia Chiesa posta in mezzo all’umanità come oggetto di odio, d’invidia, di gelosia per la sua missione di Maestra e Guida di tutti i popoli, Satana alla testa delle sue perfide e malvagie legioni, persa la sfida lanciata contro Dio, ha giurato nell’intimo del suo spirito odio e guerra a Dio e all’opera delle sue mani.
Avvenuta la creazione dell’universo, seguita da quella dell’uomo, ecco la prima grande battaglia sferrata e vinta da Satana insieme con tutte le potenze del male contro i Progenitori; questa battaglia, la prima di una guerra senza quartiere ancora in corso che non terminerà se non alla fine della vita dell’ultimo uomo, cioè alla fine dei tempi, questa guerra condotta con ricchezza e potenza d’intelligenza era del tutto sproporzionata, tra la natura angelica e la natura umana intercorre una disparità di forze e d’intelligenza per cui la natura umana sarebbe sempre stata sottoposta ad una tale e così barbara tirannia senza la minima speranza di rivalsa alcuna, ora, anche se tutta l’umanità si era resa colpevole perché potenzialmente tutta era in Adamo ed Eva, i singoli uomini nel tempo e nell’eternità avrebbero dovuto atrocemente soffrire per una colpa di cui personalmente non erano responsabili, ciò ripugnò all’infinita Giustizia Divina per cui Essa decretò il Mistero dell’Incarnazione e Redenzione umana.
Nessun «effetto» senza una «causa»
Che oggi nell’umanità e nella stessa mia Chiesa sia venuta meno la fede nelle grandi realtà storiche che ne formano la ragione
della loro esistenza, credute e vissute per millenni dal Popolo eletto e dalla stessa Chiesa, che senza queste realtà non avrebbe ragione alcuna di «essere», è veramente contro ogni retto uso dell’intelligenza, contro la storia non mai smentita dei secoli passati, contro l’evidenza di queste realtà in atto; è noto che non vi può essere «effetto» senza la propria «causa», ora il male (effetto) unito alla natura umana onde trae la sua origine (causa) mentre Dio ha fatto «Buone Tutte le Cose?» dove l’origine della Stessa Chiesa, da Chi e perché ebbe origine?
È la storia del popolo Ebreo coi suoi Profeti e con tutte le sue vicissitudini, e la mia Dottrina, e il numero senza numero dei Santi e dei Martiri se non vengono inquadrati nell’immane guerra in atto come realtà nella storia, e come potrebbe reggere la vera storia umana senza la spina dorsale di cui si compone e per cui si regge, e l’attuale situazione del mondo e della Chiesa come la si potrebbe spiegare al di fuori del Bene e del Male che si urtano e si scontrano in un duello continuo senza posa?
Dicano gli uomini dietro il Male chi ci sta, e chi semina il male, e chi lo rende aggressivo da portare violenze di ogni tipo, rivoluzioni, guerre, discordie, rovine in tutto il mondo?
E viceversa, Chi sta dietro il Bene, e chi anima il bene, e chi porta il bene alle più alte vette della perfezione, e chi perpetua questo scontro tremendo che investe tutti gli uomini, tutti i popoli e che dura oltre la vita delle generazioni, che ha vita così lunga e potente da perpetuare il conflitto su tutta la terra e per una durata che dai primordi dell’umanità non conosce soste e non conosce tramonti?
Sono forse gli uomini, i teologi, i filosofi o gli uomini della scienza a sviluppare o coordinare a fini ben precisi la tremenda lotta in atto?
Perché gli uomini fanno sforzi inauditi per sovvertire le grandi realtà storiche della vita umana sulla terra? Non sarebbe più onesto, più semplice, più consono al retto uso dell’intelligenza e
della volontà umana guardare in faccia alla realtà senza spremere il cervello onde trovare modo di sovvertire la storia e farne di essa una grande menzogna? Non è questa una conferma e una conseguenza della prima colpa, radice e causa di tutti i mali imputabili all’umanità?
È immensamente triste sentirmi abbandonato, tradito, rinnegato… dagli «amici»
Il dibattersi continuo e senza sosta dei grandi problemi sull’origine, presenza e fine dell’uomo sulla terra, non costituisce una prova della presenza della «vivente Menzogna» nel mondo che odia terribilmente la Verità, e la Verità è Dio, mentre la Menzogna è stata incarnata da Satana che ne è il Principe sommo?
Che ne dicono storici, scienziati, teologi di poca fede ma di molta presunzione?
Checché ne dicano non ha importanza, importante è la realtà che emerge dai secoli e che gli uomini nel loro incomposto dibattersi non possono nè distruggere nè cambiare.
Figlio in questi giorni molto ti è stato manifestato nei messaggi che ti sono stati donati, non posso che ripeterti che è immensamente triste per Me Gesù constatare il pietoso stato in cui oggi si trova la mia Chiesa, capisci figlio, la mia Chiesa, prezzo del mio Sangue!
Anche per Me, soprattutto per Me vero Dio e vero Uomo, sentirmi abbandonato, tradito, rinnegato da coloro che sempre amai e chiamai «amici» è tanto triste!
Figlio non posso che ripeterti l’invito tante altre volte fatto, voglimi bene, ripara, fa pregare e riparare, sono Io che te lo chiedo e ne sai il perché.
Ti benedico.
19 Giugno 1978
LA PRESUNZIONE UMANA ORIGINA L’OSCURITÀ
Scrivi figlio mio, sono Io Gesù.
Desidero proseguire il discorso di ieri col quale ho voluto farti vedere come la presunzione umana origini ipso facto oscurità nelle menti umane per cui si rendono incapaci a volte di fare anche i più semplici e facili ragionamenti.
Il Nemico dell’uomo che è un profondo conoscitore della natura umana e che ne conosce la parte più vulnerabile, su questa si ferma, su questa lavora, questa accarezza e seduce, e, creata la fessura, entra e dà inizio alla sua opera demolitrice.
Coi Progenitori che ha fatto? Anche qui si è rivolto alla donna, ad Eva più suscettibile alla vanità, «perché non mangiate del frutto dell’albero della scienza del Bene e del Male?». «Perché il Signore ce lo ha proibito ammonendoci che se ne mangiassimo, moriremmo». «No, soggiunse il Nemico, se ne mangerete diventerete simili a Lui…».
Figlio, il nemico è sempre quello e, constatata l’efficacia dell’arma usata contro i Progenitori, continua con la stessa astuzia; quante volte non è entrato in anime che sembravano fortezze inespugnabili mentre in realtà caddero nelle sue mani con facilità incredibile!
Satana odia terribilmente il Battista che gli strappa tante anime, bisogna farlo fuori… ed ecco fa leva sulla «gelosia» di Erodiade della cui figlia si invaghisce Erode il tiranno, ed il gioco è fatto!
Molte più le «vittime» che i combattenti
Altra arma su cui fa leva Satana è la donna, non v’è luogo ove essa non sia, cinema, teatro, sui muri delle città e dei più remoti
paesi di montagna o di campagna, non v’è luogo ove essa non sia discinta, sui giornali e sulla stampa di ogni genere, sugli oggetti più svariati, in lei è la concupiscenza della carne presente ovunque, arma tremenda le cui vittime sono innumerevoli.
Egli assedia l’umanità con le due concupiscenze e dello spirito e della carne, con queste è riuscito ad impadronirsi del mondo, con queste due esche è riuscito a dominare gran parte degli uomini, con queste due armi è riuscito e riesce a sfogare tutta la sua spumeggiante rabbia sugli uomini, sui popoli, con questo riesce a dissetare la sua sete di male, di sangue, di violenza e di ogni altra malvagità.
Non vi è nessuno capace di un poco di analisi dei mali di cui soffre il mondo che non possa vederne chiaramente l’origine, la causa efficiente?
Nella stessa mia Chiesa sono più le vittime, molto più le vittime che i combattenti dei mali odierni, perché mai questo?
Perché non si crede più nella lotta, perché non si crede più alle mie parole che non sono come le parole degli uomini, ma sono le parole di Dio che non cambia e non muta mai.
Solo pochi santi sono rimasti saldi al loro posto, perché salda è rimasta la loro fede, con la fede la speranza e l’amore e così, corazzati da queste tre grandi virtù, sono dei veri «lottatori» contro le potenze delle tenebre e dell’orgoglio.
Esercito sbaragliato… da Ufficiali traditori
Sacerdoti e Pastori che pensano e che fanno di fronte al disorientamento di un esercito sbaragliato? fatta eccezione infatti dei pochi buoni e santi, al presente è come un grande esercito privato dei suoi migliori ufficiali, è meno male per un esercito mancare di ufficiali che avere ufficiali traditori o inetti, questa è cosa evidentissima, un ufficiale traditore si trasforma in un’arma
potente e micidiale nelle mani del nemico, e quanti ve ne sono oggi nella mia Chiesa di questi ufficiali passati al nemico… il danno lo constaterete fra non molto.
Figlio mio perché tanta insistenza nel mettere a nudo i mali che sono nella mia Chiesa? L’amore, e Io sono l’Amore, copre le piaghe, non le espone a ludibrio degli altri, e allora come spiegare l’atteggiamento nel darti i messaggi?
Figlio, non il desiderio di umiliare che in Me non può esservi, ma il desiderio ardente di guarire, di risanare, di salvare quelli che sono sulla via della perdizione, il chirurgo, quando si sono manifestati inefficaci i mezzi a disposizione per eliminare certi mali, mette a nudo la ferita ed interviene, ora Io sono il Medico costretto a mettere a nudo le ferite della mia Chiesa per porvi rimedio, ma se anche quest’ultimo tentativo riuscirà inutile, come purtroppo sarà, allora l’imprevedibile sarà tremenda realtà.
Figlio sii perseverante nel pregare e riparare, tu non sai quanta gioia possono dare al mio Cuore le tue preghiere e la tua riparazione.
Ti benedico figlio, vi benedico ora e sempre.
19 Giugno 1978
CHE NE HANNO FATTO
Figlio mio, scrivi.
Che ne hanno fatto del frutto prezioso del mio Amore?
Figlio Io amo il Padre con Amore Infinito, se così non fosse non sarei Dio, ma con pari amore Io amo l’umanità, la mia Chiesa, per essa il Padre mio ha inviato Me sulla terra, per essa Io accettai di immolarmi sulla Croce, istituì la Chiesa perché tramite essa Io potessi operare la seconda Creazione, per Me furono create tutte le cose, per Me furono redente tutte le anime, per il peccato geme il creato sotto il peso della prima colpa e di tutte le colpe che ne seguirono e ne seguiranno fino alla totale liberazione perché figlio mio, il Mistero della Redenzione continua, cioè è in atto e lo sarà fino alla fine dei tempi dopo di che seguirà il riassetto definitivo del terribile squilibrio provocato dalla ribellione a Dio.
Ciechi sono gli uomini quando rifiutano di credere, ché non vi è tragedia al mondo paragonabile alla prima colpa e che tutte le tragedie dell’umanità non sono altro che le naturali figlie di così mostruosa madre, mai si potrà valutare la situazione del genere umano nelle sue dolorose e alternative vicende senza risalire i millenni di storia fino alla fonte da cui l’umanità trae origine e vita.
Siamo nelle condizioni precedenti il Diluvio
Quello che appare strano è il fatto che questa azione di distorcere ad ogni costo la verità per sostituirla con balorde teorie, quale quella dell’evoluzionismo, abbia trovato una muta accoglienza, una tacita accondiscendenza in ambienti della mia Chiesa che al contrario avrebbero dovuto insorgere contro tale infame tentativo e contraffazione della verità in difesa della stessa, invece, come ci si difende? con altrettante insensate argomentazioni, ci si rifiuta di prestare fede all’autorità di Dio, mentre si concede fiducia a uomini superbi e ambiziosi, così, per opera di Satana e col consenso di uomini della Chiesa, si stende una coltre di nebbia sulla Rivelazione, sorgente di Luce e di Verità.
Inquinata la sorgente, anche lo zampillo che dalla sorgente scaturisce non è più puro ed ecco che l’inquinamento continua, anzi, aumenta, e le distorsioni della verità non si contano più; la confusione delle idee oggi in campo teologico è tale per cui nulla ha da invidiare alla confusione delle lingue in Babilonia, confusione con la sua origine, con la sua storia, coi suoi autori, quindi, coi suoi responsabili e, fra questi, abbondano uomini di Chiesa.
Figlio tu ben sai che, inquinate le idee degli uomini, prima o poi ne saranno inquinate anche le azioni, così è stato e così è, il Marxismo che ha materializzato la concezione della vita, ha distrutto il concetto della morale nel popolo cristiano, per cui di cristiano oggi vi è rimasto il nome ma non certamente il costume di vita.
Non è la prima volta nella storia dell’umanità che si verifica questo triste fenomeno per cui, per Volontà Permissiva di Dio, come l’umanità fu distrutta nella quasi totalità dal Diluvio, salvo Noè con i figli e i figli dei suoi figli, così oggi, poiché le condizioni sono come quelle precedenti il Diluvio, l’umanità sarà distrutta, fatta eccezione di quelli che il Signore ha decretato di salvare, essendo l’umanità nella sua grande maggioranza ripetutamente rimasta sorda a tutti gli inviti a lei rivolti di pentimento e di conversione.
Confermo l’ora della purificazione
Gli uomini hanno sbagliato e sbagliano nel giudizio che essi si sono arbitrariamente formati della Misericordia e Giustizia Divina, hanno sbagliato nel giudicare la mia Longanimità, sbagliano quando dubitano contrariamente all’evidenza dei fatti della mia esistenza, perversi sono quando negano la mia esistenza e l’esistenza dell’opera delle mie mani.
Non sanno tutti che non v’è Legge senza Legislatore, non lo sanno gli scienziati, atei e non atei, che dovrebbero essere arrivati attraverso lo studio delle leggi scoperte negli ultimi decenni, leggi meravigliose, regolatrici perfette di tutta la dinamica dell’universo intero, a capire che queste leggi presuppongono necessariamente l’intelligenza, e non sanno tutti che l’Intelligenza che le ha create non può essere se non l’Intelligenza Purissima di Dio?
Sofismi tortuosi per nascondere la limpida verità non sono mancati e non mancano, ma tutto il prodotto della follia, umana e satanica, sarà spazzato via come pugno di polvere e nulla rimarrà di quello che la superbia ha inquinato.
Ti confermo figlio mio ancora una volta l’ora della purificazione, dopo della quale vi saranno cieli nuovi, terra nuova e Chiesa nuova; evidente apparirà a tutti l’intervento decisivo della Madre mia Regina delle Vittorie e la Gloria e la Potenza di Me vero Dio e vero Uomo, una nuova Era avrà corso nella storia dell’umanità.
Figlio voglimi bene, ti benedico, vi benedico, pregate e riparate.