La mistica che vedeva i morti sprofondare all’Inferno e tra le fiamme del Purgatorio

Le visioni della beata Edvige Carboni evidenziano che anche dopo aver espiato le pene, le anime purganti arrivano in Paradiso dopo un lunghissimo periodo

 

 

 

Le visioni della beata Edvige Carboni evidenziano che anche dopo aver espiato le pene, le anime purganti arrivano in Paradiso dopo un lunghissimo periodo

Edvige Carboni, una mistica sarda nata a Pozzomaggiore, in provincia di Sassari, il 2 maggio del 1880 ed in seguito trasferitasi a Roma e là deceduta nel 1952 all’età di settantadue anni fin da giovanissima rinunziò alla scelta della vita religiosa per dedicarsi con eroismo, al servizio della mamma, della nonna e di altri familiari provati dalla malattia.

Fu arricchita di doni soprannaturali fino ad essere configurata, nella sua carne, a Gesù crocifisso. Le numerose grazie, seguite alla sua morte, indussero i Passionisti, nel 1968, ad iniziare i processi informativi sulla fama di santità per avviare la serva di Dio alla gloria degli altari. Nella sua biografia è scritto che nel 1950 le apparve una donna che le disse: “Io giaccio morta a tal punto. Sono nel Purgatorio, ma dovrò starci del tempo, perché Gesù non vuole che le donne facciano ciò che fanno gli uomini; desidera che esse restino a casa come ai tempi passati a compiere i loro doveri di mamme e di spose”.

La donna era precipitata in un burrone durante una scalata a una vetta alpina in compagnia della guida. Edvige Carboni poi scrive nel suo diario: “ Mentre pregavo davanti al crocifisso, d’un tratto mi si presentò una persona tutta in fiamme. Sentivo l’orrore di quelle fiamme accese con violenza alle vesti della persona che mi era apparsa. Piansi tanto. Da quelle fiamme sentii una voce, appenata, ma distinta: “Io sono N.N.; il Signore mi ha permesso di venire a te affinché trovi un poco di sollievo per le pene che soffro in Purgatorio. Ti domando per carità di applicare in mio suffragio tutte le tue orazioni, patimenti, umiliazioni e abbandoni, e questo farai per due anni, se chi guida la tua coscienza te ne darà il permesso. La misericordia di Dio è infinita, ma altrettanto infinita è la sua giustizia; e nella gloria del Paradiso non si può entrare, se non si ha pagato fino all’ultimo spicciolo il debito contratto con la giustizia divina. Il Purgatorio per me è pesante perché ho atteso l’ultimo istante per raccogliere la voce di Dio che mi ha chiamato a penitenza”.

Dal diario della Carboni ancora leggiamo: “Ottobre 1943. mi si è presentata una persona. Non la conobbi; era vestita da ufficiale. “Sono morto in guerra –mi disse -, vorrei delle sante messe: Me le farete celebrare da monsignor Vitali; tu e Paola ( la sorella di Edvige) mi farete delle sante Comunioni”. Dopo fatte le Comunioni e fatte celebrare le Messe mi si presentò tutto risplendente e mi disse: “Vado in Paradiso ove pregherò per voi, specialmente per mons. Vitali. Sono russo e mi chiamo Paolo Vischin. Mia madre mi aveva educato nella santa religione, poi crescendo mi sono lasciato trascinare nella condotta non buona. In punto di morte mi pentii e ricordai le belle parole che, bambino, mi diceva la mamma. Gesù buono mi ha perdonato”. Mentre Edvige era ancora a Pozzomaggiore in Sardegna, una amica le chiese dei soldi in prestito. Passò del tempo e un giorno Edvige e tale donna erano in chiesa. Edvige si avvicinò e chiese: “potresti restituirmi la somma?”, l’altra la guardò storto e gli augurò: “ ti colga un fulmine!”. Questa maledizione pronunciata nel tempio impressionò Edvige che silenziosamente si allontanò. Nessuno seppe il fatto e anni dopo quando Edvige già viveva a Roma il suo pensiero tornò a quella donna e ne chiese notizie al Signore. La risposta fu: “E’ in Purgatorio e ne avrà ancora per otto anni”.

Edvige ne fu sinceramente addolorata. Insieme a sua sorella Paolina offrirono per lei suffragi e le applicarono pure le indulgenze del Giubileo del 1950. il Signore le diede una bella notizia. “ Domani N. N. sarà in cielo”. Erano le prime ore del mattino seguente quando l’antica debitrice le comparve e disse: “Grazie delle vostre preghiere, per le vostre offerte al Signore io salgo alla gloria del cielo. Grazie”. Come rileva il professore Ernesto Madau, il suo maggiore biografo, le anime del Purgatorio furono sempre in cima ai pensieri di Edvige e per esse offriva le sue sofferenze ed i suoi rosari, il suo lavoro domestico, le numerose messe che faceva celebrare offrendo la santa Comunione per esse.

Qualche mese dopo l’inizio del secondo conflitto mondiale, morì in Sardegna la matrigna della sua carissima amica Vitalia Scodina. Edvige che ne ebbe notizia dalla sua amica, la vide in atto di chiederle la celebrazione di due sante Messe per essere liberata dal Purgatorio; otto giorni dopo, l’apparizione si ripetè e quell’anima rivelò di essere passata in Paradiso; per potersi sdebitare si presentò ancora e sbrigò alcune faccende domestiche. Sempre dal diario di Edvige leggiamo: “Ieri mattina dopo la santa Comunione, mi sentii toccare la spalla ed una voce triste all’orecchio mi disse: “io sono un’anima morta poche ore fa sotto le macerie e sono poche ore che soffro nel Purgatorio; mi sembra un secolo; Dio è severo, Dio è giusto, Dio punisce; prega per me e fa pregare mons. Massimi, come pure Paola e anche Vitalia; pregate, pregate, liberatami da tante tremende pene”.

La sorella Paolina portò questa testimonianza al processo di beatificazione di Edvige: “Un’altra volta mentre Edvige si trovava sola in casa ricevette la visione del fratello Giorgino; era consumato dalle sofferenze e le disse di non spaventarsi per le sue sofferenze, perché era stato condannato, dal tribunale celeste, a scontare otto lunghi anni di Purgatorio; a motivo di questo la invitava a pregare fervidamente per la sua salvezza. Lasciandola le strinse la mano scottandogliela”.

La teste Flora Argenti riguardo alla devozione di Edvige per la Chiesa sofferente così depose: “Ella pregava assiduamente per le anime del Purgatorio. Continuamente queste anime purganti, per concessione divina, comparivano a lei perché raddoppiasse le preghiere per la loro liberazione e le lasciavano impronte e scottature del loro fuoco. E spesso io la vidi soffrire per queste piaghe. Allora si moltiplicava per pregare e faceva celebrare sante Messe… dopo la liberazione queste anime si presentavano tutte raggianti di beatitudine eterna a lei per ringraziarla. Ella, nelle estasi, vedeva anime che, appena morte cadevano nell’inferno, ed erano molte, e anime del fuoco del Purgatorio e anime che volavano in Cielo. Nel giorno dei morti vedeva stuoli e stuoli di anime che la ringraziavano e le dicevano di ringraziare le persone che avevano pregato per loro per volare in Paradiso”.

La Beatificazione di Edvige Carboni

Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le cause dei santi – il cui prefetto è il cardinale sardo Angelo Becciu – a promulgare alcuni decreti che porteranno a nuovi beati.

Ci sono anche due donne laiche italiane per le quali è stato riconosciuto il miracolo che porterà alla loro beatificazione: Edvige Carboni, nata a Pozzomaggiore (Sassari) il 2 maggio 1880 e morta a Roma il 17 febbraio 1952; e Benedetta Bianchi Porro, nata a Dovadola (Forlì-Cesena) l’8 agosto 1936 e morta a Sirmione del Garda (Brescia) il 23 gennaio 1964. 

Edvige Carboni era già stata proclamata Venerabile dallo stesso Papa Bergoglio lo scorso 4 maggio 2017 sulla base di un miracolo (la guarigione non spiegabile di un arto negli anni ’50) ottenuto da un operaio grazie all’intercessione della laica sarda. Le “virtù eroiche della Serva di Dio” vennero dunque riconosciute nel decreto dello scorso anno.  La causa di Edvige Carboni fu avviata nel 1968.

 

 

Il Diario spirituale di Edvige Carboni

27 Maggio 1941

Gesù mi ha detto alla S. Comunione Figlia mia, come sono triste vedendo che tanti miei sacerdoti peccano anche sopra l’altare!

Il mondo è bagnato di sangue e velato di lacrime, eppure loro non riparano il mio Cuore addolorato che con la più nera ingratitudine!

Dì al tuo conf.re che colle sue fervorose preghiere ripari le offese che quotidianamente ricevo da tanti miei amici.

 

25 maggio 1941

Mentre pregavo davanti al S. Sacramento, d’un tratto fui rapita dai sensi: vidi Gesù in croce, grondante sangue da ogni piaga; il sangue scendeva a rivi che bagnava il pavimento.

Vidi degli angeli, con calici d’oro in mano, mettere vicino alle piaghe (il calice); in un momento il calice (era) ripieno. Si appartava uno e veniva l’altro con un nuovo calice; parte del sangue andava perduto. Gesù piangeva.

perché piangi?, io dissi.

Figlia, piango perché tanto del mio sangue, che io sparsi nella dolorosa passione, vedo che va perduto senza profitto.

 

27 Maggio 1941

Sognai Don Bosco nel cortile della casa della Chiesa del S. Cuore. Mi avvicinai e mi disse: Figliole, tu e tua sorella vi state occupando per la conversione di tale famiglia. Figlia, da quelli non otterrete niente di buono, non sono di parola.

Vedi questo vaso come è bello? In un momento il medesimo vaso lo vidi sporco. Vedi, mi disse, quelli sono uguali a questo vaso, si sporcano ogni momento.

Tua sorella non ha pazienza; nelle piccole contrarietà non va bene. Tu non sai quanto io soffri(i) quand’ero nel mondo! La mia vita è stata intessuta di spine; e voi per un nonnulla vi agitate: non va bene.

 

31 Maggio 1941

Grazia è malata, non stare in pensiero; questi giorni, parto per Sassari. Io la scelsi per vittima, perciò le do da soffrire con varie tribolazioni.

 

Pasqua 1941

Dopo la S. Comunione mi è apparso Don Bosco e mi disse: Figliuola, vedi questo giardino come è bello?

Io vidi tanti gigli bianchi. E lui mi ripetè: Figlia, questi sono le anime dei giovani, che io coltivai, e che tuttora continuo a coltivare: i miei figli. Ogni giovane aveva davanti un giglio; chi lavora per le anime avrà la ricompensa che ebbi io della gloria.

 

Martedì 17 Maggio

Mi si presentò due corone, e l’angelo mi disse: Di queste due corone, quale vuoi?

Io guardai, e non sapevo quale scegliere; rimasi incerta sulla scelta. E l’angelo mi ripeté: Chi sceglie in vita quella di rose, nell’altra avrà quella di spine.

 

4 Maggio 1941

Il 4 Maggio 1941 ebbi una grande umiliazione da una signora. Mentre pregavo mi si presento la Vergine Ausiliatrice col bambino in braccio. Io, inginocchiata davanti, pregavo e piangevo. La Mamma Celeste mi sorrise e mi diede per un momento il S. Bambino in braccio. Passai pochi momenti di Paradiso.

 

Maggio 1941

Un altro giorno pregavo, quando mi vidi davanti il Sacro Cuore che mi disse:

– Figlia, tu piangi per una piccola umiliazione; ed io non fui tradito innocente? Che male avevo fatto? Mi tradì uno che mangiava nella mia tavola.

 

29 Maggio 1941

Mentre pregavo fui rapita in un istante. Mi si presentò la Mamma Celeste col Bambino nelle ginocchia.

Mi si avvicinò un angelo e mi disse: Vieni con me; mi fece inginocchiare davanti alla Vergine: lui recitava una preghiera e volle che io la ripetessi assieme a lui.

Mamma mia Celeste!

 

Aprile 1941

Mentre pregavo mi si presento davanti una scala ove ci erano due angeli ai lati. Uno in mezzo con un tavolino, calamaio e penna ed un gran registro.

Tanta gente passava davanti, ma indifferente; pochi si fermavano, prendevano la penna e scrivevano nel registro.

In alto a cotesta scala c’era scritto: Buoni del Tesoro; poi un’altra scritta diceva: Diecimila d’interesse per mille in cima alla scala vidi che rimaneva in mezzo il S. Cuore che invitava a salire in alto, ma parecchi, arrivati ad un punto, scendevano indietro.

Nel mentre che anch’io facevo le scale, il S. Cuore mi disse: Figlia, dì al tuo conf.re che propaghi i nove venerdì primi del mese, che io dò l’interesse mille per dieci mila “.

 

23 maggio 1941

Gesù, lagnandosi, mi disse: di al tuo con.re che preghi per tanti sacerdoti che mi offendono anche sopra l’altare.

 

Maggio 1941

Gesù mi presentò due fogli e mi disse: Scrivi sopra questo foglio “Ama il tuo prossimo, perdona il tuo prossimo, non parlar mai male del tuo prossimo”.

Io scrissi le parole da Lui dettate.

Poi mi disse: Ora scrivi sopra il secondo foglio, per tua sorella. Io scrissi.

In ultimo timbrò tutti e due i fogli con un timbro pieno di sangue.

 

1 giugno 1941

Oggi Gesù, dopo la S. Comunione, mi disse: Al tale sacerdote non scrivergli più cose della tua anima; devi avere un po’ più di prudenza. E tu con tua sorella dovete essere più rassegnate e più buone; se volete che io vi ami, dovete non darmi il minimo dispiacere.

Vidi una processione ove, in trionfo, portavano la Madonna Ausiliatrice. La processione arrivò fino a Porta San Giovanni.

La Vergine, proprio a Porta San Giovanni parlò e disse: – Verrà fra (1) è un errore di scrittura; per il contesto va inteso come quello in cima alla scala: “Diecimila per mille”.

pochi mesi una terribile guerra; io sto trattenendo il braccio del mio Figliuolo, sdegnato per le mode immodeste e altri peccati orribili, ma non riesco a placarlo.

Però io sarò protettrice della mia zona affinché non abbia, in questa tremenda guerra, nessun danno.

E la processione ritornò in Via Appia fino alla Chiesa di Maria Ausiliatrice.

 

Dicembre 24, 1940

La notte di Natale mi trovai nella stalla ove nacque Gesù. Dentro un(a) misera grotta c’era il S. Bambino coricato sopra una mangiatoia, S. Giuseppe colla Madonna inginocchiati davanti al Bambino che tremava di freddo.

  1. Giuseppe, appena mi vide, mi fece cenno di inginocchiarmi anch’io, vicino, e mi disse:

– Vedi la nostra povertà? Tutte queste sofferenze sono per la salvezza del genere umano.

 

Novembre 1938

Pregavo il buon Gesù; d’un tratto mi si presentò un angelo e mi ferì il cuore.

Detta ferita la sento tutt’ ora; è una ferita che mi fa bruciare d’amore per Gesù.

 

Maggio 1941

Una notte, mentre pregavo, mi si presentò un angelo con una corona in mano, di spine; me la mise in testa che sentì un dolore, perché mi trafisse tutta la testa che, per parecchi giorni, un occhio non lo potevo aprire, perché divenne rosso e, dentro, mi sembrava d’esserci una spina.

 

Marzo 1940

La Madonna mi portò al fronte ove vidi tanti soldati feriti. Mi tremavo nel vedere tanti feriti grondanti sangue.

La Vergine mi disse: “Figlia, prega, prega e fa pregare il tuo santo conf.re affinché il mio figlio presto faccia cessare cotesto orribile flagello.

Poi mi fece vedere un mio fratello che ho lontano; passeggiava, era magro e triste; e la Madonna mi disse: è così pensieroso perché (non) ha avuto più vostre notizie.

 

Ottobre ’38

Una sera, mentre pregavo, un angelo mi prese il cuore; sentì(i) un gran dolore, ed io dicevo: (Gesù) t’amo, sebbene mi vegga nemica agli occhi tuoi: scacciami quanto vuoi, sempre ti seguirò.

 

Aprile 1941

La Vergine, una sera mentre pregavo, mi disse: “Mio Figlio non vuole concedere la grazia della pace perché il mondo è corrotto; le donne immodeste che vanno ad insultare mio figlio anche dentro la Chiesa, mascherate di rosso che fanno ribrezzo.

Prega tu, figliuola, e fa pregare il tuo conf.re affinché mio figlio si possa calmare.

E pregate pure per tanti soldati che muoiono al fronte, non tutti con una vera contrizione. Molti di questi rimangono a soffrire nel purgatorio.

 

Maggio 1941

La Vergine mi disse: Figlia, dal più umile al più alto il mondo è corrotto.

 

Giugno 5 1941

Gesù colla Vergine Ausiliatrice mi disse: Tali Suore sono senza pane; oggi per, mio amore, devi dare l’offerta che dovevi a San Antonio, ossia alle orfanelle, devi dare, per mio amore, la metà a dette suore.

Ed io risposi: Obbedisco, però mi hanno fatto piangere!

E Lui: Non fa niente; nel libro della vita ci devi scrivere altre sofferenze!

 

Primo venerdì del mese (di) giugno 1941

Gesù mi disse: Figlia mia, dammi il tuo cuore, dammelo. Ed io: Prendilo, Gesù, e fanne ciò che vuoi.

Sai figlia, che a tanti lo chiesi? Chi me lo vuol dare a metà ed è corrotto; io le cose divise non le accetto…

 

Giugno 7 1941

Figlia, non rispondere a nessuno senza il permesso del confessore; abbi prudenza! Non far niente senza prima aver chiesto il permesso. Tua zia è la mamma dei poveri, ed io ho deciso di levarla dal mondo perché tanti poveri da lei beneficati, invece di beneficare (ringraziare) Me, non si degnano, tanti, neppure in giorno di festa ascoltare la S. Messa, né fare la Pasqua.

Ed io voglio punire tali poveri; tu prega e ripara per loro.

 

Maggio 1940

La Vergine Ausiliatrice mi (si) presentò e mi disse:

– Figlia mia, il mio Figlio è sdegnato per il mondo corrotto, e vuole inviare al genere umano un castigo. Io non posso, da sola, riuscire a calmare il suo potente braccio: assolutamente lo vuole punire.

Sono in cerca di firme per calmare il mio Figlio sdegnato.

Mi diede un foglio ed io scrissi.

Vorrei altre anime che firmassero… Tutta addolorata sparì.

 

Giugno 1941

Dopo la S. Comunione Gesù mi rimproverò, dicendorni: Figliuola, tu e tua sorella vi preoccupate troppo per l’avvenire; se io penso per gli uccelli dell’aria, e come non posso pensare per voi che tanto vi amo?

 

Maggio 1941

Gesù mi fece vedere la gloria di San Francesco d’Assisi; lo vidi risplendente: il più bello del Paradiso.

 

Giugno, 9

Dopo la S. Comunione, Gesù mi disse: Sono sdegnato contro gli uomini; mode scandalose… Pochissime sono le anime che riparano per tanti peccati dei loro fratelli.

La sera del 9 giugno nella Chiesa del Corpus Domini, mentre pregavo, fui rapita, vidi Gesù nell’ostia scintillante; poi, attorno c’era scritto in tre scritte: Tuo l’amor mio. Tuo l’amor mio. Tuo l’amor mio.

 

Giugno 11

Vidi Don Bosco nella Chiesa di Maria Ausiliatrice. Mi prese per mano e mi fece inginocchiare davanti all’immagine della Madonna: Pregala, mi disse, questa buona Mamma ti otterrà quanto tu desideri.

Io, a voce alta, la pregai, dicendo così: Domandate a Dio, Mamma Celeste, che ci faccia tutti santi! Che sarebbe di noi, se voi ci abbandonaste?

Io non merito che voi spandiate sopra di me quell’abbondanza di grazie che tutti i giorni ottenete alle anime pure, ma almeno ottenetemi la grazia che le nazioni si diano il bacio della pace.

La Mamma mi sorrise.

 

12 giugno

Il giorno 12 giugno, dopo la S. Comunione, vidi tre Croci: in una, in mezzo, ci era Gesù; nelle altre due non c’era nessuno.

Allora mi si avvicinò Don Bosco e mi disse: Figliuola, Gesù mi ha messo qua per cercare delle anime vittime per riparare a tante offese che continuamente si fanno contro Gesù, specie con le mode immodeste; e poi queste vittime serviranno per ottenere la pace fra le Nazioni.

Figlia, in tanto girare trovai te e Grazia; queste due croci vuote serviranno, una per te, l’altra per Grazia.

 

Giugno

Dopo la S. Comunione vidi altre tre Croci: in una camminava Gesù trascinando la Croce; le altre due, mi disse Gesù, una è per te, l’altra per Grazia.

Chi vuol seguirmi prenda la sua Croce e mi segua!

 

Giugno 21

Ieri ebbi un piccolo dispiacere; io piansi un poco: nel momento pregavo.

Fui rapita; mi si presentò un angelo con una corona, e me la mise in testa dicendomi: Questa corona te la regala Gesù, abbila cara.

Nel mentre che mi metteva la corona, mi senti(i) la testa tutta trafitta, gli occhi non li potevo aprire. Mi durò il dolore per ore ed ore.

La mattina del 21 giugno, Gesù, dopo la S. Comunione, mi disse: Devi aver pazienza, io t’invierò qualche crocetta, accettala per mio amore.

 

Giovedì 3 luglio 1941

Mentre recitavo l’Angelus Domini, fui rapita: vidi il S. Cuore e mi disse: Mi ho preso la tua zia. In tale notizia, piansi.

E Gesù: Non piangere! Non sai che io sono il S. Cuore, pieno di carità?

Un’altra volta il S. Cuore, dopo la S. Comunione, mi disse: Sappi, figlia, che io sono Carità Cristis (Caritas Christi); non temere, sono, ripetè, Carità Cristi.

 

Oggi 9 luglio

La Mamma Celeste mi (si) presentò e mi disse: Come siete triste! Tu e tua sorella non avete fede in me, vostra Mamma! E non sai che io sono la tesoriera di tutte le grazie?

Recita ed innalza alla Santissima Trinità questa orazione:

– O Padre, o Figliuolo, o Spirito Santo, o Santissima Trinità, o Gesù e Maria, o Santi del Paradiso, questa grazia domando per il Sangue di Gesù Cristo.

Un giorno, in cotesto mese di luglio mi si presentò Gesù che aveva davanti una statua di marmo; rivoltosi a me, disse: Io sto ritoccando cotesta statua poco per volta. Col mio scarpellino (sic) la ritocco per divenire a perfezione.

Questa statua siete voi, figliuole, ed io vi ritocco ora con una tribolazione, ora con altre; ma voi non siete per niente capaci di soffrire la minima occasione, specie la tua sorella.

 

Giugno 30 1941

Dopo la S. Comunione mi si presentò S. Paolo Apostolo; sorridente, mi disse: Figlia, tu ti allarmi per piccole cose: Se (tu) sapessi quanto sofri(i) nel mio apostolato! Fame, sete, disprezzi, prigionia.

Sì, figlia, dì a Gesù che disponga di te come a Lui piace per la salvezza delle anime, e per l’avvento del Regno del Sacro Cuore.

 

12 luglio 1941

Mentre pregavo, fui rapita: mi si presentò in aria una gran Croce con Gesù inchiodato sopra.

Gesù piangeva perché una moltitudine di uomini appresso, lo maltrattavano: chi gli tirava sassi, chi pezzi di ferro, chi l’insultava con parolacce.

Gesù, tutto insanguinato, piangendo, diceva: Salvatemi, aiutatemi, portatemi al Vaticano, nascondetemi a San Pietro.

E tutti quei (sic) uomini sempre appresso lo seguivano fino al Vaticano.

Io a tal vista, dissi: Gesù mio, anch’io ti ho tirato sassi come cotesti cattivi.

E Lui mi rispose: Aiutami; nascondetemi al Vaticano.

Nel mentre, una schiera di angeli facevano la corte al S. Crocifsso, e l’accompagnavano verso il Vaticano.

 

Giugno 1941

Una sera, mentre facevo orazione, fui rapita in spirito; mi si presentò Don Bosco e mi disse: Figliuola, se sapessi quanto soffrii io quend’ero nel mondo! La mia vita fu un martirio.

Tu ora, se soffri, ricordati che ti sei offerta vittima per la liberazione dei poveri Russi dal bolscevismo, accanito nemico di Dio.

Figlia, prega, prega che presto il Crocifisso entri nella Russia.

Una sera, mentre facevo orazione, mi si presentò la Mamma Celeste, Maria Ausiliatrice, e mi disse: La tua zia è in Purgatorio perché tralasciava molte volte la S. Messa nei giorni festivi. Sta tranquilla, penserò io per il tuo avvenire.

Una sera mi si presentò S. Teresa del Bambino Gesù, e sopra il mio letto sparse moltissime foglie (di) rosa, (e) subito sparì.

Una sera, mentre facevo orazione, mi si presentò la Vergine Ausiliatrice col Bambino nel braccio; mi sorrise tutta affettuosa.

Una mattina pregavo per un mio cugino sofferente di mal di testa; dicevo a Gesù: Guariscilo, è un tuo ministro Salesiano. Se non ha salute non può lavorare nella tua vigna; deve partire missionario, e come fa col mal di testa? Guariscilo, Gesù! Tu sai che non vuol prendere medicine.

E Gesù rispose: Figlia, sappi che le piante, ce ne sono tante che (se) non sono innaffiate, si seccano; e così tuo cugino, se non prende le medicine, si può seccare più e più nella salute.

lo posso farlo guarire in un momento, ma per certe anime sante, mie predilette, permetto che rimangano deboli, per poi farne dei miei prediletti. 43

Una volta fui portata in Paradiso, e vidi due troni.

Chiesi: Chi ci sta in questi troni? Non vedo nessuno. E l’angelo mi disse: Uno di questi sarà per te, e l’altro per tua sorella, però se perseverete nella santa purità, di amore di Dio e del prossimo.

 

Luglio, 20 1941

Nella Chiesa del Corpus Domini facevo orazione a Gesù Sacramentato. Fui rapita in spirito; mi si presentò la Mamma Addolorata e, piangendo, mi disse: Figlia, prega; il mondo cade in rovina, il mondo è divenuto un letamaio fetente. Puzza, puzza; dalle mode immodeste, dalla sfacciataggine nel vestire: il mondo è divenuto un immondezzaio puzzolente.

Un giorno, mentre facevo orazione, fui rapita. Mi si presentò Gesù e mi disse: Figlia, vuoi soffrire?

Io risposi: sì, Signore, per tuo amore voglio soffrire tanto tanto.

Nel mentre Gesù mi si presentò in forma di Crocefisso; dalle ferite di Gesù uscivano raggi di luce, e detti raggi vennero a ferirmi le mani, i piedi e la testa ed il costato.

Mi senti(i) un dolore in tutte le parti ferite, che rimasi ore caduta per terra.

Mi svegliai e vidi che dalla parti ferite mi usciva un poco di sangue, con dolore immenso in tutte le parti.

Ero sull’età di 29 anni. Dal giorno mi affezionai a meditare mattina e sera, la Passione di Gesù.

Mio Gesù, io dal giorno non desiderai più consolazioni, ma solo di soffrire per te: soffrire tanto da dimenticare me stessa e vivere solo per te, o Signore.

Gesù è tanto buono, specialmente verso i tribolati. La povera mamma tante volte mi mandava a fare la spesa di sera tardi; avevo paura (a) camminare da sola, specialmente in vie isolate.

Ero piccola, ma obbedivo la mamma, ed ero pronta ad ogni comando dei miei genitori.

Paurosa, svelta camminavo; ad un tratto mi vidi vicino il mio angelo custode che, tutto affettuoso, mi diceva: Non aver paura, sono io vicino, che ti sto facendo buona compagnia.

Discorrevamo, mi esortava ad essere sempre buona verso il prossimo; io entravo nella casa per comprare ricotta e formaggio, e lui rimaneva fuori. Poi di nuovo mi accompagnava fino alla porta della mia casa, e spariva, lasciandomi tutta contenta della buona compagnia.

La nonna l’ho avuta malata circa sei anni. Era vecchia, non sempre si contentava di ciò che io le davo per mangiare.

Era tempo di guerra mondiale; mancava(no) molte cose, specie per una malata.

Piaceva a lei tanto il pesce; un giorno non volle mangiare: voleva pesce ad ogni costo.

Dove trovarlo? Io piansi; ero giovinetta senza sperienza (sic). Mi misi a frugare fra i tiretti… Meraviglia! Trovai un piatto di pesce caldo!! Come è buono il Signore anche verso i malati!

 

8 Luglio 1941

Mentre pregavo nella Chiesa di Corpus Domini, fui rapita in spirito. Mi si presentò la Vergine tutta mesta, mi disse: Il mio Figliuolo è sdegnato per i peccati degli uomini; io non riesco a placarlo. Si pentì d’aver creato l’uomo.

Sto pregando affinché tutti gli uomini si diano presto il bacio della pace, ma non posso placare il mio Figlio sdegnato!

Prega tu, Figlia, prega e fa pregare anche il tuo conf.re e quante anime tu conosci buone, affinché presto si calmi questo flagello.

E, così triste, la Vergine si ritirò.

 

Luglio 1941

Pregavo la Vergine e Sant’Anna affinché il mio nipotino fosse intelligente e più di buona volontà negli studi; insistevo presso la Vergine che tale grazia mi concedesse.

La mia buona nonna, Sant’Anna, mi si avvicinò e mi disse: Figlia mia, abbi fede nella tua nonna Anna, che io ti otterrò la sospirata grazia. Ed io, tutta contenta, le baciai la mano, e mi svegliai.

 

Luglio 1941

Ieri mattina, dopo la S. Comunione, mi senti(i) toccare la spalla, ed una voce triste, all’orecchio mi disse: Io sono un’anima, morta (da) poche ore sotto le macerie. Sono poche ore che soffro nel Purgatorio: mi sembra un secolo!

Dio è severo, Dio è giusto, Dio punisce. Prega per me, e fa pregare Monsignor Massimi, come pure a Paola ed anche a Vitalia.

Pregate, pregate; liberatemi da tante tremende pene!

 

Luglio 1941

Mentre pregavo, dopo la S. Comunione, fui rapita. Mi si presentò Sant’Anna colla Vergine. La Vergine mi si avvicinò e mi disse: Figlia, la maggior parte degli uomini son divenuti sozzi; sozzi come le bestie immonde. Si buttano nelle croache (sic) putride e puzzolenti. insultano mio Figlio anche nelle Chiese; le donne spudoratamente mascherate, e nudo il corpo, si presentano nel Sacro Tempio.

Le loro preghiere non sono ascoltate, non salgono al trono di Dio, perché fatte da persone nefande. La S. Messa l’ascoltano peccaminosamente, i S. Sacramenti ricevuti malamente.

Mio Figlio, nel vedere tanta nefandità, si pente d’aver creato l’uomo, e non vuole ascoltare le loro orazioni; anzi per niente (si) alzano al trono di Dio: un bronzo si è messo fra il cielo e la terra.

Dì al tuo conf.re che preghi, e dica alle anime che avvicina, che il mio Figlio è grandemente sdegnato contro il genere umano.

E, così lagnandosi, la Vergine con la Mamma sua si allontanarono.

 

1941…

Mi trovai a Calangianus. Vidi parecchi angeli che facevano e preparavano nelle vie degli archi trionfali.

Mentre tutto era preparato, vennero altri due angeli messaggeri, ed a voce alta dicevano: Levate questi archi; non lo meritano.

Prontamente i medesimi angeli che avevano preparato gli archi, levarono gli archi di alloro già preparati.

Una gran festa si era preparata in quel paese, ma non so per (quali) motivi di demerito, il Signore fece levare gli archi già preparati.

 

Luglio 29 1941

Ieri sera, mentre recitavo il Rosario, fui rapita in ispirito: Mi si presentò la Vergine con le mani giunte, in atto di preghiera verso il Crocefisso Gesù.

La Mamma Celeste diceva al suo caro fgliuolo: Perdona, Figlio mio, perdona al genere umano, perdona! Fallo per quei nove mesi che ti portai nel seno; calma questo flagello, fa che tutti gli uomini si diano il bacio della pace! Fallo, Figlio mio, per il latte che ti diedi; fa riabbracciare colla pace tutti gli uomini!

Gesù rispondeva: Non lo meritano. La Vergine, mesta, abbassò gli occhi.

Come è buona la Mamma Celeste! Come ci vuol bene! Lei vuole che Gesù ci perdoni e dimentichi i nostri peccati.

 

1 agosto 1941

Dopo la S. Comunione fui rapita: mi trovai davanti alla Chiesa di S. Pietro. Vidi in alto il S. Cuore di Gesù con un maestoso manto; davanti passavano truppe di soldati con fucile sulle spalle. E tutte le immense truppe passavano davanti al Cuor di Gesù. E Lui li benediceva e diceva loro: Andate, figli, e difendete la mia causa; poi verrò io a regnare. Le truppe salutavano Gesù e proseguivano a camminare. Andate alla Russia Gesù voleva dire, a difendere la religione.

 

Agosto 1941

Stamattina, dopo la S. Comunione, Gesù mi disse: Oggi il diavolo ti ruberà i soldi.

Sì, lo sapevo; ieri sera P. Manzella “” me ne aveva avvertito: Non ti può vedere, mi disse, perché vai a confessarti da quell’anima santa, e perché lasci entrare in casa tua Vitalia. Come pure tua sorella a lui ruba delle anime, parlando della bellezza del s. Paradiso, e come è bello fare la S. Comunione.

Il diavolo è nemico forte, terribile, di Dio.

 

Agosto 2 – 1941

Il confessore sempre mi dice: Dì a Gesù che cessi questo flagello, che tante anime muoiono bestemmiando.

Io glielo dissi a Gesù, e mi rispose: Dì al tuo conf.re, e figlio del mio Cuore, che il castigo della presente guerra, non è un castigo della mia giustiza, ma un castigo cella mia bontà e misericordia; e per mezzo di questo flagello, moltissime anime si salvano. E; dal sangue di tante vittime lo, nella Russia, sopra cotesto sangue pianterò la mia Chiesa; e presto andrò per metterci il mio trono. Anche lì voglio vivere e regnare.

 

Agosto 9 1941

Ieri sera mi sognai nella Russia. Vidi Stalin seduto, con davanti un (1) Era morto a Sassari il 23 ottobre 1937.

tavolino dove scriveva a caratteri grandi queste parole: – lo sono il forte e terribile nemico di Dio – con un brutto viso, che a me fece paura di guardarlo bene.

Stalin inviava truppe di soldati per ammazzare le truppe di soldati cattolici; ed io strillavo: Avanti!, dicevo ai nostri buoni soldati, avanti, coraggio!

E così gridando, mi svegliai.

Stalin è proprio brutto; seguace del diavolo.

Bisogna pregare anche per lui, perché Gesù soffrì in Croce e sparse il suo Preziosissimo Sangue anche per Stalin.

 

Agosto 6 1941

Stamattina, dopo la S. Comunione, ebbi un rimprovero da Gesù. Mi disse: Figliuola, ti voglio più buona; anche Paolina dev’essere pronta a perdonare non solo le grandi offese, ma anche le più piccola. Altrimenti che virtù è mai la vostra?

Se viene quell’anima, ricevetela per mio amore, con carità e gentilezza.

Se così non fate, io non vi voglio, da qui in avanti, niente bene: dovete ricompensare il male in bene!

Tu non sai, figliuola, quanto io ami le anime umili! E sappi che l’umiltà è il fondamento di tutte le altre virtù. lo amo tutte le anime, ma specialmente con le anime umili io mi delizio; e tu non sai quanto a me piace conversare con i figli degli uomini!

Quanto è buono Gesù, quanto ci ama! Se a me peccatora ama tanto, cosa sarà alle anime buone?

Anch’io, Gesù, ti amo, e vorrei morire a forza di amarti!

 

Stamattina 8 agosto 1941

Stamattina dopo la S. Comunione fui rapita in ispirito: Mi si presentò il S. Cuore.

lo, piangendo, dissi: Gesù mio, quella persona che ci aveva promes-

so per quell’affare, vedi come ci ha fatto? Abbiamo speso tanti soldi! è tutta roba perduta.

Figlia, mi rispose, quella persona poteva, se avesse voluto; ma offrilo a Me per la pace delle Nazioni.

E non ti eri offerta vittima? Ripeti insieme all’angelo tuo custode. l’atto di offerta che ti fu insegnata da mia Mamma.

Ed io, insieme all’angelo, rinnovai l’offerta di vittima.

Gesù proseguì: Figlia, state tranquille con Paolina. Io vi aiuterò, vi ricompenserò di tutto il soffrire di questa volta in benedizioni.

Come è buono Gesù! E noi ingrati, non sappiamo apprezzare tanta bontà e misericordia verso di noi tutte sue indegna figlie!

 

Agosto 9 1941

Dopo la S. Comunione fui rapita in ispirito: Mi si presentò il S. Cuore, ed io, piangendo, dissi: Gesù, come è cattivo il mondo! Solo tu sei buono.

Un’amica mi promise di farmi ottenere quel posto, invece!

Come è (sono) senza cuore le persone del mondo! Tanti soldi tante spese! Ed il ricco non si commuove.

Gesù mi rispose: Figlia mia, io comandai ed imposi che il ricco aiuti il povero senza mercede; eppure il ricco, figlia mia, questo mio comando non l’ascolta e non vuole ascoltarlo. Ma dico in verità che son rari i ricchi ch’entrano in Paradiso, perché la maggior parte levano il sangue del povero che io tanto amo ed ho sempre amato.

Il bene fatto per l’interesse per Me, non sarà mai scritto nel libro della vita, ma sarà scritto in un altro libro a caratteri neri.

Figlia mia, chi non ama il povero, è bugia che ama me; chi disprezza il povero, disprezza me: chi usurpa il sangue del povero, usurpa me. Ti ripeto che (è) più facile entrare un cammello nella cruna di un ago, che il ricco avaro entri nel mio Regno.

Sta tranquilla, figlia mia, ed anche tua sorella non si preoccupi tanto; io penserò a tutto. Tutto andrà bene, ed io vi farò da benefattore.

La tua zia è ancora in Purgatorio. Se tu farai celebrare qualche Messa, io non gliela regalerò. Soltanto reciterai qualche orazione in particolare.

Mio buon Gesù, quanto sei buono! Ma sei anche giusto.

 

Domenica 10 agosto 1941

Mi trovai nella Chiesa di S. Domenico; fui rapita. Nella stessa si presentò Gesù in aspetto maestoso; si mise in mezzo alla Chiesa con aspetto non solo maestoso, ma coll’aspetto di comando.

Tanta gente entravano con regali; chi cose d’oro, chi d’argento, chi depositava soldi in gran quantità: tutto mettevano davanti a Gesù. Sembravano ricchi, Conti. Principi, insomma persone ricche.

Gesù si fece avanti, prese tutti quei regali e li buttò fuori. Severamente diceva: Questi regali tutto sangue del povero; non ne accetto. E mentre li buttava fuori del Tempio, tutti quei oggetti, ed anche i soldi, lasciavano una fiumana di sangue.

La Vergine, seduta alla destra con tante ragazze, che ad una ad una accarezzava, e a loro diceva: Figlie mie, andate ognuna ove la Provvidenza vi ha destinate. Siate sempre buone, oneste ed obbedienti a chi sarà destinato per vostri superiori.

Chi, di quelle ragazze, era destinata per donna di servizio, chi per impiegata, chi per sposa; una diversa dall’altra aveva il suo comando: Tutte, ripeteva la Vergine, siete mie figliuole, tutte mi siete care. Dopo l’esilio di questa valle di lacrime dovete, caste e pure, ritornare fra le mie braccia.

Quanto è buona la Vergine! Davanti a Lei non (ci) sono preferenze né privilegi; solo chi può (e) si conserverà buono, sarà la sua privilegiata.

 

Agosto 11 1941

Ieri sera, addolorata per un affare di mia sorella, mi addormentai. Gesù, come in una tela, mi presentò tutta la mia vita passata; pene ed affanni: insomma anche la minima sofferenza io vidi rinnovarsi davanti a me.

Per queste sofferenze, mi disse Gesù, è che io ti voglio bene, perché tutte le sopportasti per mio amore.

Mi presentò un posto. Vieni, mi disse, qua; vedrai tante belle cose

Camminando, arrivai ad un bel portone ove erano due angeli ai lati, in atto di imponente vigilanza.

Sopra il portone d’oro, era scritto: Qua non entreranno né disonesti, né impudichi.

I due angeli mi fecero segno di entrare; io, contenta, entrai: era un pezzo del Paradiso. Come era bello! Piante e fori mai visti, il pavimento smaltato di perle e fiori preziosi.

Camminai un pezzetto; poi mi fecero segno di non oltrepassare più oltre.

Mentre, incantata, guardavo bellezze mai viste, vidi avvicinarsi un prete salesiano, con una chiave in mano, diretto ad un giardino che trovavasi dentro il S. Paradiso.

Nel cancello prezioso (c’)era scritto a caratteri d’oro:

Giardino Salesiano. Dentro si vedevano preti grandi e piccoli, secolari di tutte le età, un giardino meraviglioso, piante (e) fiori mai visti; tutta la gente di dentro cantavano allegramente.

Lo avvicinai Don Angelini: Ci lasci entrare a vedere il vostro giardino! No, rispose: è roba nostra.

Mentre parlavamo con lui, nell’aria vidi scritto il mio nome e quello di mia sorella. Guardi, dissi io, il nostro nome è scritto in Cielo!

Lui sorrideva.

Così meravigliata, mi svegliai.

 

Agosto 20 1941

Mentre pregavo, martedì mattina, dopo la S. Comunione, Gesù mi disse: Figlia,voi vi addolorate tanto tanto per Don Angelini. Lui è un’anima a me molto cara; però lui deve lavorare per la mia gloria e portarmi molte anime: voi di guida ne avrete un’altra. Io ve la potrò scegliere anche migliore.

Rassegnatevi, fgliuole mie; poi vi affliggete troppo per le cose temporali. E non sapete che io sono la porta, che ricevo tutti i miei cari tribolati: il mondo ve la potrà chiudere la sua porta, ma io son sempre pronto ad aprirvela.

Quanto è buono Gesù! Quanto ama i suoi figli!

 

Agosto 22 1941

Ieri sera, mentre pregavo in casa, vidi don Bosco: era bello, sorridente, affettuoso. Mi si avvicinò e mi disse: Figlia mia, ama tutti i miei preti salesiani; tu non sai quanti di essi ce ne sono santi! Un Don Rotolo, un Don Angelini, Don Aurelio: questi sono anime sante. Quanti altri uguali a loro ne ho santi e puri.

Non solo dei preti ho santi, ma anche dei secolari miei collaboratori ne ho santi. Tu non tutti conosci, ma ne ho un gran rnimero. Anche Don Gasbarra è anima a me cara.

Ne ho altri non secondo il mio cuore, non cattivi, ma non come io desidero.

Ti raccomando i miei salesiani, di volerli (sic) tutti bene e pregare per loro affinché tutti i miei salesiani si facciano gran santi.

è così allegro Don Bosco, (con) un viso bello che io rimasi meravigliata! Dopo avermi dato queste avvertenze, la visione sparì…

 

Agosto 1941

Mentre pregavo fui rapita. Mi vidi in un gran luogo bello bello che io non posso descrivere; fiori, piante attorno (a) dei bei troni.

Guardai e vidi in ogni trono una verginella vestita di bianco, con la testa cinta d’una bella corona, ed un’arpa vicino che suonava e cantava. Ogni verginella aveva la sua arpa, e tutte assieme cantavano lodi al Signore, gli occhi rivolti in alto; tutte assieme formavano un coro.

In ogni trono era scritto il nome della verginella che l’occupava: una era Santa Agnese, l’altra S. Lucia, un’altra S. Teresa del Bambino Gesù. Erano tutte a fila: Che belle! Mi sembravano angele.

Mentre così guardavo, mi si avvicinò Gesù e mi disse: Figlia mia, se tu nel mondo soffrirai tutte le tue pene con pazienza, uno di questi troni. sarà riservato per te, però bisogna essere buona come lo sono state queste verginelle.

Guarda questo: è un lembo del S. Paradiso: più oltre non puoi vedere.

Come era bello! Io non posso descrivere tante bellezze.

Quanto è buono Gesù! Per piccole cose che Gesù ci chiede, quanti premi, quante beatitudini!

 

Agosto 1941

Dopo la S. Comunione Gesù mi fece vedere Don Bosco. Mi avvicinai io con mia sorella, e Don Bosco ci disse: Figliole, io vi voglio bene perché siete semplici. Volete bene a Don Gasbarra; badate che è un’anima santa. Dei miei sacerdoti salesiani, ne ho parecchi anime sante. Appena dette (queste) parole, sorridendo, sparì.

Quanto è buono Don Bosco! Com’è affettuoso! Anche con le anime cattive, com’è la mia, lui è buono.

 

Agosto 1941

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, (sii) sempre più paziente.

lo sono dispiaciuto con quella persona che vi aveva promesso quel posto; e poi ricompensa male male. E questo a me dispiace tanto.

Siete povere, ed essa (?), ma io la punisco: Chi maltratta uno dei miei poveri, maltratta Me, Figliuola.

 

Agosto 1941

Mentre pregavo nella Chiesa di San Sebastiano, fui rapita. Mi si presentò Gesù e mi disse: Figlia mia, come sono dispiacente per tanti peccati che commettono moltissimi dei miei amici! Uno a S. Giovanni è in peccato mortale; vita immorale, è malato, eppure non si distacca dal peccato, seguita a vivere nel mondezzaio e vuol morire in mezzo al mondezzaio, imbrattato in gravi peccati.

Prega, Figlia mia, prega per queste anime, e fa pregare a tale sacerdote, ossia a Mons. Vitali ed a Padre Massimi.

Altri ci sono uguali nel peccato, anche a S. Maria Maggiore.

Prega, figlia, e salvami queste anime che a me costarono sangue e la stessa mia morte.

 

Agosto 1941

Nel sogno mi trovai in una vasta campagna; camminavo assieme a mia sorella.

Nel camminare inciampavamo (in) tante travi, travi che erano appese, e pendevano da alti alberi. Le travi ci ferivano gli occhi, il petto; insomma ci facevano tanto male.

Eravamo al buio, e per camminare, mettevamo le mani davanti, ma era inutile il non ferirci; almeno ci feriva al petto se salvavamo gli occhi: un camminare pericoloso, piccoli inciampi nelle gambe e nei piedi.

Mentre, affannate, (si) proseguiva (a) camminare a stento, ci si presentò Don Bosco. Tutto luminoso, si avvicinò e ci disse: Figlie, state attente nel camminare; questo prato vasto è il mondo ove voi vivete, tutti

questi alberi grossi sono i sacerdoti, le travi che voi vedete, curve verso ‘ di voi, quasi chinate per terra, sono grossi rami che (si) distaccano dagli alberi, attaccati, ma curvati, che offendono migliaia di uomini: vuol dire il mal esempio di questi sacerdoti (che) fanno tanto male agli uomini. Al buio vi rendono questi, col pericolo di farvi divenire ciechi e di ferirvi mortalmente il cuore.

I piccoli inciampi nei piedi, sono il mal esempio di altri uomini, ma non di preti, ma di secolari. 1 più terribili sono gli inciampi degli alberi grossi.

Pregate, figliuole, affinché questi sacerdoti rischiarino di nuovo la via e raddrizzino i rami, rovina di milioni di anime.

Così dicendo, mi svegliai.

 

Settembre 1941

Nel sogno vidi. Don Bosco. Mi si avvicinò e, tutto sorridente, mi disse: figliuola, io, quand’ero nel mondo, le più terribili persecuzioni le ebbi da parte dei preti.

Sta tranquilla, non lamentarti con nessuno, offrilo a Gesù, e vedrai il gran merito che ne avrai.

Quando ti viene qualche tribolazione, va davanti a Gesù sacramentato e sfogati con lui.

Con lui solo, figliuola, e da lui avrai forza e coraggio da sopportare tutte le pene con amore.

Appena mi dette queste avvertenze, mi svegliai, e Don Bosco spari.

 

Settembre 1941

Una mattina, dopo la S. Comunione fui rapita. Mi vidi davanti Gesù che mi diceva: Figliuola, io agli uomini ho dato libera volontà di operare come a loro piace. Il mondo è cattivo cattivo, che sono stato costretto di abbandonarli a loro stessi.

Non sono io che ho mandato la guerra, no, no; sono i peccati degli uomini che hanno attirato il presente flagello, sono i capi, gli uomini che fanno da soli. Ed io interverrò quando vedo che gli uomini non possono far più niente.

Intervengo lo per salvare la mia Sposa, la Chiesa.

 

Settembre 1941

Ieri sera il diavolo mi (si) presentò vicino vicino; me lo sentivo, mi faceva delle smorfie: ti farò dei dispetti, mi diceva.

Poi si avvicinava a mia sorella, e le faceva delle smorfie e boccacce. La mattina, appena mi alzai, mia sorella entrò nella sala, ove trovò tre libri regalatici da Monsign. Vitali, tutti sfogliati e malconci, sparsi per terra e sopra il divano.

 

Settembre 1941

Ieri sera facevo la visita al S. Sacramento. Fui rapita in ispirito: Mi si presentò Don Bosco tutto sorridente, mi disse: Figliuola mia, abbi pazienza, sii più buona, offri questa persecuzione al Cuore di Gesù, e vedrai il premio che ne avrai!

 

Settembre 1941

Dopo la S. Comunione, Gesù mi disse: Con quella tribolazione che il mondo ti chiede, tu non sai quante anime hai liberato dal purgatorio, perché, mentre le hai ricevute, tutte le hai offerte a Me per suffragio delle anime del Purgatorio più abbandonate.

 

Settembre 3 – 1941

Mentre pregavo fui rapita in ispirito. Gesù mi disse: Figlia mia, per il posto di tua sorella, lo ho disposto di ottenerlo, ma tu ben sai che lo propongo e l’uomo dispone; lascio in tutte le cose libertà all’uomo.

Ma non perderti di coraggio: seguita le tue preghiere ed otterrete.

 

ettembre 3 – 1941

Ieri sera, mentre pregavo, ad un tratto fui rapita. Mi vidi davanti la Mamma Ausiliatrice che mi disse: Figlia mia, il mondo sta cadendo in rovina; quanto son poche le anime che pregano per il flagello della guerra da voi meritato, quanto son pochi!

Pensano, la maggior parte, alle mode immodeste, ossigenarsi e mascherarsi il viso e le ungue(sic), ed ai grassi perché non possono mangiar bene.

Quanta miseria! Mamme che, invece di dare il buon esempio, rovinano i loro figli e figlie! Quanta miseria!

Pregate almeno voi affinché il mio Figlio plachi l’ira contro gli uomini corrotti.

La Mamma Ausiliatrice, sospirando, mi lasciò.

Povera mia Mamma, quanto vorrei fare per vederti contenta e placare Gesù!

 

4 Settembre 1941

Stamattina, dopo la S. Comunione, Gesù mi disse: La mia barca è piena di cani; come ne sono sdegnato!

Dì a don Alfredo V. che non ci vadi (sic) per quell’affare; e dille che lo l’amo tanto, che è uguale, perché in loro trovo il cuore pieno di terra, ed io in quei cuori non posso entrare perché già pieno di terra, e per me non trovo posto.

Ama le Anime del Purgatorio, prega per loro, mie dilette Spose.

 

Quante volte vedo il Cuor di Gesù triste, piangere per la cattiveria degli uomini!

L’altra sera, mentre pregavo, Gesù mi disse: Figlia mia come sono indifferenti gli uomini verso di me! Io li ho amati fino allo spargimento del mio Sangue, eppure corrispondono coll’oltraggiarmi!

Sono in cerca di anime vittime, ma poche sono quelle che trovo.

Ed io: Sì, Gesù, accetto ben volentieri, perché la tua giustizia offesa, rimanga riparata.

 

Settembre 1941

Nel sogno mi (si) presentò Don Bosco con Domenico Savio al fianco. Salivano le nostre scale per entrare in casa a farci visita; nel mentre io e mia sorella scendevamo, e c’incontrammo. Loro due venivano sù, noi due, con mia sorella, andavamo giù.

Don Bosco, appena ci vide, si fermò e, sorridendo e mettendo la mano nella spalla a mia sorella, disse: Cattivona, non ti sei scritta fra le mie cooperatrici! Scriviti. Hai dato il nome di tua sorella, ed il tuo no, cattivella!, toccandole sempre la testa.

E noi gli dicevamo: Venga sù. – No, no, un’altra volta.

Dica, io dissi: Don Angelini è buono; ed Angelo e Monsign. Vitali?

– Buoni figli, anzi anime sante. Fra i Salesiani ne ho tanti, anzi moltissimi, santi.

E noi:

– Venga sù.

– No, un’altra volta.

Domenico Savio, sorridendo, ci rispose: Io verrò a farvi visita fra poco; mi ci manda Pietro Ricardone.

Così dicendo mi svegliai.

La mattina raccontai il sogno a mia sorella: Che sogno, dissi, ieri sera! Ma non bisogna credere ai sogni, replicai io.

Meraviglia! Dopo pranzo arrivò una lettera con dentro un libretto di Domenico Savio, ossia la fotografia e biografia ed una lettera ove diceva di averla inviata Pietro Ricardone da Torino.

 

Settembre 8 – 1941

Dopo la S. Comunione Gesù mi fece sentire delle consolazioni grandi. Mi portò vicino alla Mamma Celeste, ch’era tutta risplendente..

Mi accarezzò e mi disse: Figlia mia, io prima di vedere la luce del mondo, ebbi l’uso della ragione.

Quanto è buona la Vergine!

 

Settembre 1941

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figliuola, vuoi soffrire qualche cosa per mio amore?

Sì, io risposi; non solo voglio soffrire per te, ma vorrei dare tutta la mia vita e spargere il sangue tutto per te.

 

Settembre 1941

L’altra sera, mentre pregavo, fui rapita in spirito, mi vidi davanti ad un immenso numero di soldati: Italiani, Tedeschi, Russi, Inglesi.

Uno contro l’altro sparavano fucili, cannoni.

Si sentiva tirare una nazione contro l’altra nemica; metteva paura solo il vederli da lontano.

In mezzo a tutti quei soldati si presentò Gesù, e diceva:

– Tutti (siete) miei figliuoli, tutti io amo ed ho sempre amato; per tutti lo sparsi il mio preziosissimo Sangue.

Amatevi!, ripeteva Gesù; amatevi!. Perché tanto spargimento di sangue? Perché non tutte le nazioni sono unite alla mia Sposa; perché non amate Me, vostro Padre, non vi potete amare fra voi, tutti fratelli in Me. Quanto sangue vidi spargere in pochi minuti!; mi tremavo dalla paura. Gesù, dopo aver detto quelle tremende parole, sparì.

 

Settembre 1941

Mentre pregavo vidi la Vergine Ausiliatrice seduta in trono; vicino ci aveva dei bambini e bambine. La Vergine ne chiamava altri che stavano a giocare. Quelli si avvicinarono.

La Vergine li prese per mano e li accarezzò, dicendo a loro: – Poveretti, siete orfani!.

– No, rispondevano questi ultimi venuti, non siamo orfani; abbiamo babbo e mamma.

– Sì, ripeté la Vergine, siete orfani perché i vostri genitori poco o niente si curano di voi, a darvi una educazione cristiana, e così, abbandonati a voi stessi, siete più che orfani; perché gli orfani veri son da compatire, ma voi siete più orfani degli orfani.

Io alla vostra mamma e babbo vorrei punire, ma ho compassione di voi innocenti.

lo quei bambini li conosco. Quanto è buona la Vergine!

 

Settembre 1941

Mi comprai un quadro delle Vergine dell’Ausilio. Mentre la portavo in mano, la Vergine si animò, e mi disse: Portami da Vitalia.

Voglio andare dai parenti di Vitalia che son cattivi, che non mi amano; ed io mi voglio in casa loro, per prendere possesso in quella famiglia che sta andando in rovina.

Portami subito.

 

Settembre 1941

Mentre pregavo, la Santa Vergine mi disse: Figlia mia, prega assieme a Paolina, prega affinché mio Figlio si plachi; è sdegnato col genere umano. Io, figlia mia, non riesco a placare lo sdegno del mio Figlio; 1 peccati son troppi; che il mondo è colmo di nefandità e (im)pudicizia!

 

Settembre 1941

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, prega affinché il mondo si. converta, e che lo possa regnare in tutte le Nazioni.

Io voglio assolutamente regnare.

 

Settembre 1941

Dopo la S. Comunione fui rapita. Vidi Gesù triste, e mi disse: Sono in cerca di anime vittime. Il mondo sta cadendo in rovina; sono in cerca di anime vittime, ma ne ho trovate poche, pochissime.

E tu vuoi accettare per riparare ai peccati dei tuoi fratelli? Ti manderò qualche tribolazione, l’accetti?

Ed io risposi: Volentieri. Gesù caro, io l’accetto, pur di salvare tutti i miei fratelli.

Ebbene, replicò Gesù: Io quanto prima ti metterò sopra la croce.

 

Settembre 1941

La sera che abbiamo portato il quadro della Madonna Ausiliatrice, io e mia sorella ed una nostra amica, ci mettemmo a pregare davanti alla Vergine.

Mentre pregavamo assieme, fui rapita: Mi sembrava di vedere la Vergine dipinta nel quadro, animarsi e dirmi: Figlia mia, ora ho preso possesso della vostra casa; da qui in avanti vi farò da madre”‘ (cfr. n. 84).

Ieri sera, 22 settembre 1941, mentre pregavamo, io, Paolina, ed una mia amica, fui rapita in ispirito, mi sembrò che la Madonna Ausiliatrice si animasse e, triste triste, mi disse: Figlia mia, ti. raccomando di pregare per il presente flagello.

Mio Figlio è grandemente sdegnato per gli uomini; non riconoscono più il loro creatore: vuole mandare al genere umano un altro tremendo castigo. Io, figlia mia, non riesco a placarlo.

Tutte le nazioni van dimenticando il loro creatore, il mondo va cadendo in rovina, le donne, semivestite, vanno perfino ad insultare il mio Figlio dentro la sua Sposa, la Chiesa, sfacciate, senza pudore.

Mio Figlio non ne può più. Pregate almeno voi, figliuole mie. Io non riesco a placarlo.

Una mia cugina mi scrisse di una mia amica, che soffriva tanto tanto, avendo perduta la vista ed (aveva) il fratello paralitico grave.

Prima di ricevere la lettera di mia cugina, la sera avanti. Gesù me ne aveva avvertito.

 

Settembre 23 – 1941

Oggi ricevetti una lettera dall’amica cieca. Giorni avanti di ricevere (1) Ora il quadro si trova ad Alghero presso i Passionisti.

la lettera. Gesù me ne aveva avvertito, dicendomi: Bada che Grazia ti chiederà vestiti e scarpe; inviale la tale e tale roba.

Quanto è buono Gesù!

 

Settembre 22 – 1941

Camminavo nella strada; mi si avvicinò un bambino di circa sei anni, mi prese la mano e mi disse: Gesù è sdegnato contro gli uomini, non ne può più.

Vuole inviare un altro tremendo castigo; prega tu e Paolina: pregate affinché Gesù si plachi.

Finite queste parole, il bambino spari.

Io piansi dal dolore per tale notizia, e ritornai a casa tremando.

Pregavo davanti alla Vergine Ausiliatrice. Fui rapita: Vidi Don Bosco vicino a me con una quantità di bambini, tutti genuflessi davanti alla Madonna.

Don Bosco pregava, anche lui inginocchiato, e diceva: Mamma Celeste, abbi pietà del genere umano che soffre in quest’ora tanto tanto, calma il braccio possente di Gesù che sta castigando il mondo orribilmente.

Mamma bella, per amor di queste anime innocenti che vedi a me d’intorno, vedi che muoiono di fame, pieta. Madre Ausiliatrice, pietà di cotesti innocenti!

La Vergine abbassò gli occhi e pianse. E rispose: Mio Figlio è sdegnato; non ne può più dei peccati degli uomini!

Sparì la visione, e mi trovai sola, inginocchiata davanti al quadro della Madonna.

 

Dicembre 1941

Dopo la S. Comunione fui rapita in ispirito. Vidi il S.Cuore; io mi

avvicinai e dissi: Gesù, abbi pietà di noi. Vedi che siamo tribolati; ci manca anche il pane, specie i bambini come faranno? Piangono per la fame: abbi bietà!

Gesù mi rispose: Figlia mia, io sparsi tanto sangue sopra la terra per la vostra salvezza, ma vedo che tanto sangue io sparsi inutilmente, perché ovunque mi rivolga, non vedo che peccati: peccati negli uomini, peccati nelle donne colle mode scandalose, sfacciate: vengono ad insultarmi anche nella mia casa.

Povero Gesù! Quante offese ricevi da noi!

 

Dicembre 1941

Dopo la S. Comunione fui rapita. Vidi Gesù in aspetto maestoso, ma severo; mi avvicinai e dissi: Gesù, tu puoi in un istante far calmare l’odio che regna in quest’ora fra gli uomini: fa. Gesù, che presto tutti si possano abbracciare e darsi il bacio della pace, fa ricordare loro che tutti siamo fratelli.

Gesù severamente mi rispose: Figlia mia, il mondo sta cadendo in rovina. Non ci è più pudore; peccano di disonestà con tanta sfacciataggine, le chiese sono deserte, i teatri sono affollati, i cinemi (sic) non possono più contenere le persone, tutto è corruzione, tutto è sfrenatezza.

Il mio Padre è sdegnato; vuol castigare il genere umano. Quanto Sangue io sparsi inutilmente!

Così triste, Gesù si ritirò. Povero Gesù!

 

Dicembre 1941

Mentre pregavo, fui rapita in ispirito. Vidi Gesù, mi si avvicinò e mi disse: Figlia mia, non pregare per i soldati che muoiono in guerra; per quelli ci penso io. Prega specialmente per i sacerdoti, che molti di loro mi offendono e mi feriscono il cuore.

Così triste, Gesù se ne parti.

 

Dicembre 1941

Mentre pregavo, fui rapita in ispirito. Mi è sembrato di essere vicino al Cuore di Gesù.

Io le presi la mano e gliela baciai, e Lui mi disse: Figlia mia, a mio Padre chiedi affinché ti dia l’amore sacerdotale.

Se questo amore otterrai, rimarrai felice per sempre.

Gesù, quanto sei buono verso di me, indegna tua figlia e Sposa!

 

Dicembre 1941

Una sera, mentre pregavo, fui rapita in ispirito. Pregavo davanti al quadro di Maria Ausiliatrice. Dicevo alla Madonna: Mamma, prega il tuo figlio Gesù affinché presto cessi il presente flagello.

Vicino a me pregava pure Don Bosco con tanti bambini attorno. E Don Bosco diceva: Mamma mia, ti presento queste anime innocenti che sono senza pane. Dì al Bambino Gesù che cessi il presente flagello della guerra, la cessi presto, almeno per amore di queste innocenti creature. Madonna Ausiliatrice, da te speriamo di ottenere la sospirata grazia.

Don Bosco piangeva e pregava davanti alla Madonna, e la Vergine rispose: lo non riesco a calmare il mio diletto Figlio, sdegnato contro il genere umano.

Vicino a Don Bosco ci conobbi un prete Salesiano, D. Angelini. Quanto è buona la nostra Mamma Celeste!

 

Dicembre 1941

Ieri sera, mentre pregavo, fui rapita. Mi sembra(va) di vedere il Sacro Cuore che mi disse: Il lenzuolo che ti diedi, significa il lenzuolo ove sono stato involto io appena mi dovevano deporre nella sepoltura; significa il lenzuolo che dovranno involgere a tutti i miseri mortali; ricorda la morte che dovete sempre aver presente.

Figlia mia, Paola è senza prudenza; non dare pezzi della detta stoffa

a nessuno: è imprudenza.

Né ad Aurelio, né a suore: a nessuno.

Figlia, non recarti a fare auguri a nessun prete. Io ti voglio più ritirata, più nascosta.

Gesù mio, quanto siete buono!

 

Dicembre 1941

Gesù è tanto buono! Pregavo per la cessazione della guerra e dicevo: Gesù buono, calma cotesto flagello! Ricordati che per il genere umano hai sparso il tuo Sangue Preziosissimo! Ed ora ci vuoi abbandonare in questo modo? fa che, presto, tutti ci possiamo abbracciare da veri fratelli! Fammela questa grazia!

Figlia, mi disse, il mio Padre, per placare la sua giustizia, vuole delle anime vittime, che si offrano volentieri a soffrire tante pene e disagi per, così soffrendo, possano calmare il mio Padre sdegnato.

E tu, Figlia mia, sei pronta ad offrirti vittima?

Sì, Gesù mio, risposi: io son pronta (a) soffrire tutte le pene che tu vuoi, purché venga la pace fra gli uomini.

La vittoria l’avranno, ma bisogna soffrire soffrire noi assieme i poveri soldati.

 

Dicembre 1941

Ieri sera mi sognai Gesù; si mise vicino e mi disse: Figliuola mia, ti vuoi offrire vittima per la vittoria dell’Italia?

Sì, io risposi. Magari se vuoi (nel caso che tu voglia), la mia vita prendila pure, purché venga la vittoria.

No. La vita no.

Ma ti mando un dolore al cuore che ti ricorderà il mio dolore che soffro per la indifferenza di tante anime che mi ricevono per abitudine e senza proponimento di emendarsi.

Gesù mio, quanto sei buono, quanto ci ami! Anch’io ti amo tanto tanto.

 

Gennaio 1942

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, vi voglio più perfette. Levate certi inciampi che vi disturbano nella via della perfezione. Sono pietrucce che, camminando, vi possono anche far cadere: sono, figlia mia, le debolezze, il pensare troppo alle cose del mondo, all’avvenire.

E poi vi voglio, a te e a Paolina, più morte a voi stesse.

 

Gennaio 1942

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, quel dentista che è morto pochi mesi fa, lui non volle riconoscere a me per Padre; ed io non lo riconobbi come figlio.

 

Dicembre 1941

Dopo la S. Comunione pregavo nella cappella dedicata a S. Anna. Dopo una mezzora mi vidi avvicinare una bestia brutta. Mi prese la borsetta, mi levò lire 100 che avevo messo dentro per fare delle spese, le prese tra le mani e me le fece diventare, in un poco di cenere; perché (perciò) appena mi svegliai, trovai sopra il borsellino le 100 lire ridotte in cenere. Piansi un poco, ma dopo offri(i) tutto al buon Gesù.

 

Gennaio 1942

Mi sembra di aver visto, mentre pregavo. una monaca. Guardai bene e conobbi di essere (che era) Santa Teresa del Bambino Gesù.

Tutta sorridente ci disse: Voi, specialmente Rna, si occupa (preoccupa) troppo dell’avvenire. Confidate in Dio!

Gesù a me m’innalzò alla perfezione perché tutta mi abbandonai; nelle sue divine mani, come una bambina nella braccia della mamma.

Poi prese delle foglie (petali) di rose e le sparse sopra il letto mio e di mia sorella: foglie vellutate rosa e bianche.

Messe le foglie, spari.

 

Gennaio 1942

Io, mia sorella, ed una nostra amica, facevamo l’ora santa. Ad un tratto fui rapita. Vidi un angelo biancovestito; e ci guardò tutte e tre; poi disse: Pregate bene!

Portava una carta bianca in mano, ove scrisse i nostroi nomi. Poi, sorridente, ci disse: Detti nomi devo portare a Gesù

Pronunciando dette parole, spari, tutto risplendente.

 

Gennaio 1942

Mentre dormivo mi (si) presentò una giovinetta sui tredici anni, mi prese la mano e mi. disse: Paolina vuol fare da giardiniera, ma io direi di lasciar piantare i fiori al giardiniere celeste, che a suo tempo sa piantare e togliere le qualità dei fiori.

Piantando voi, specie P.na, getta il seme anche per terra ove c’è il pericolo di calpestare (che calpestino) il seme i passanti.

Voglio dire: Nelle cose di spirito di essere prudenti, perché secondo a chi lo raccontate, invece di fare un bene, fate un male.

 

Gennaio 1942

Mi sembra(va) di vedere una giovinetta sui dodici anni; si presentò vicino al mio letto.

Era di bianco vestita, coi capelli biondi, bella, sembrava un angelo. Mi guardò e mi disse: lo ero umile in tutte le cose, e sempre mi rassegnai alla volontà di Dio; umile, al punto di abbassarmi come i bambini; Gesù, vedendo la mia umiltà e rassegnazione, m’innalzò fino al riposo nel suo Divin Cuore.

ola dev’essere più umile e più rassegnata, altrimenti non contenta

Gesù.

Dette queste parole, sparì.

Conobbi ch’era Teresa del Bambino Gesù…

 

Gennaio 1942

Dopo la S. Comunione fui rapita. Vidi la Vergine con un cestino fra le mani; era pieno di rosari bianchi e colorati.

La Vergine prendeva i rosari e li dava alle anime che si trovavano presenti per pregare.

Da ognuno di quei grani del rosario, mentre li dava, scendeva una specie di acqua odorosa; li distribuì tutti, ch’erano migliaia.

Poi, rivolgendosi a tutte quelle anime, disse: Figliuoli e figliuole mie, voi con questa corona smorzerete il fuoco che (è) sparso in quasi tutto l’universo. Se voi reciterete con fede questa corona, questo fuoco si smorzerà presto.

Questa è l’arma più potente; e più potente arma di questa l’uomo non può trovare.

Dette queste parole, sparì tutta risplendente.

 

Gennaio 1942

Mentre pregavo, fui rapita in ispirto. Mi (si) presentò San Giovanni Bosco, mi prese la mano destra e mi disse:

– Quella persona ama tutte uguali; quello è in via di gran perfezione: in ogni anima vede Gesù, e tutte le anime a Gesù vuole portare.

 

Gennaio 1942

Mentre pregavo, fui rapita. Mi sembra(va) di vedere S. Giovanni. Bosco; mi si avvicinò e mi disse:

– Quella persona è una fonte ove ognuno va e riempie la sua anfora;

chi grande e chi piccola: voglio dire che ogni anima ha differenti cose da dire al conf.re.

Chi più chi meno, secondo i bisogni, sono gli avvertimenti ed incoraggiamenti; e l’anima dal conf.re riceve consigli secondo lo spirito.

 

Gennaio 1942

Mentre pregavo davanti alla statua di S. Teresa, un mano brutta mi graffò al polso e mi disse: – Te preghi la mia nemica, e m’indicò la Vergine. (F)in tanto che tu non cessi di pregare a quella mia eterna nemica, io non ti lascerò mai in pace.

Mi fece dal polso uscire sangue.

 

Gennaio 1942

Mentre pregavo, fui rapita. Mi vidi davanti Don Bosco, e tutto sorridente, mi disse:

– Figliuole mie, il conf.re è come il sole; certi giorni. riscalda di più, certi giorni riscalda di meno: voglio dire che nel conf.re parla Dio secondo come l’illumina lo Spirito Santo. è lo Spirito Santo che parla in lui.

Non dovete, figliuole, rattristarvi che il conf.re parli poco o molto; dovete essere umili ed obbedienti, senza punto pensare al molto dar consigli. Sarà una semplice esortazione: quella basta a fare la volontà di Dio. Dette codeste ammonizioni, sparì.

 

Febbraio 1942

Mentre pregavo, fui rapita. Vidi Gesù colla croce sulle spalle; la trascinava a stento.

Il povero Gesù aveva il viso insanguinato; mesto mesto, mi disse: Figlia, aiutatemi, aiutatemi! Grondava sangue anche dagli occhi.

Povero Gesù, come ti hanno ridotto i nostri peccati!, io risposi. E Lui: Anime, aiutatemi!

Anime, disse, perché nel mentre (in quel momento) facevamo l’ora santa io, mia sorella, ed una nostra amica.

Povero Gesù, quanto ti vorremmo consolare!

 

Febbraio 1942

Dopo la S. Comunione fui rapita. Mi si presentò Gesù e mi disse: Figlia, voglio il tuo cuore, lo voglio assolutamente.

Sì, Gesù, io risposi; io te lo do subito subito: te lo regalo, e ne farai ciò che tu vuoi. Tienilo tu, sempre stretto al tuo, affinché nessuno te lo possa rubare.

Gesù, quanto sei buono! Se a me, peccatora, tratti tanto bene e con tanto amore, cosa non sarà colle anime a te tanto care!

Gesù, io ti amo! Ti amo, e vorrei morire a forza di amarti!

 

Febbraio 1942

Mentre pregavo davanti a Sant’Anna, mi si presento il diavolo, brutto brutto, mi graffiò il polso, e mi disse: Sei mia nemica.

Che brutto il diavolo! Mi fece uscire sangue dal polso.

 

Febbraio 1942

Mi ero preparata per andare in Chiesa. Sento suonare il campanello; mi affacciai (e) vidi davanti alla porta una bestia brutta brutta: – Ti è guarito il polso?, mi disse. E mi graffiò di nuovo; poi corse sulle scale.

Sembrava una brutta bestia, ed io invocai la Madonna affinché non mi maltrattasse di più.

 

Febbraio 1942

Pregavo con tanto fervore; mi vidi vicino la Vergine Ausiliatrice che mi disse: Figlia, io vi voglio bene perché siete semplici.

Tua sorella è molto semplice, ed io le regalo questo mazzo di gigli bianchi. Mi regalò un bel mazzo di fiori per Paolina.

Che buona la Mamma Celeste!

Ci vuole semplici, ed ama i semplici.

 

Febbraio 1942

Mi trovavo malata; la mattina mia sorella era andata a scuola. lo ero rimasta sola colla febbre, quando vidi un bambino, vestito di rosa, coi capelli biondi, gli occhi celesti.

lo lo guardavo, e lui rifece il letto di mia sorella, mi pulì per bene la camera; poi mi si avvicinò e mi disse:

– Sempre buone, sempre più buone! E spari. Quanto è buono Gesù! Quanto è buono!

 

Marzo 1942

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, in questa S. Quaresima bisogna che (tu) offra qualche cosa per mio amore.

Devi sopportare, senza lagnarti, un forte dolor di testa; ti trafiggerò la testa con una corona ai spine uguale a quella che regalarono a me: tanto sarà il dolore che un occhio ti lacrimerà per tutta l’intera quaresima. E tutto devi soffrire per amor mio.

Gesù, quanto sei buono! Quanto mi ami! Mi vuoi fare, nel soffrire, simile a te.

Anch’io, Gesù buono, ti amo! E vorrei amarti quanto non sei stato mai amato!

 

Marzo 1942

Gesù è buono, Gesù mi ama, Gesù non mi abbandona; io amo a Gesù, l’amo tanto, l’amo quanto non è stato mai amato: vorrei avere nelle mie mani tutti i cuori degli uomini, e tutti li darei a Gesù!

Del mio cuore ne vorrei fare una candela per rimanere sempre accesa davanti a Gesù Sacramentato

Gesù, Gesù, tu lo sai quanto ti amo! Se tu mi mandi nell’inferno, io, lì, non farò altro che cantare lodi a te e alla Mamma Celeste, e farò sentire la mia voce gridando: Gesù ti amo. Gesù ti amo. Gesù ti amo.

T’amo, sebbene mi nemica ai tuoi occhi; Puniscimi quanto vuoi: sempre t’amerò.

Notte e giorno vorrei starmene vicino a Gesù Sacramentato; vorrei morire ai tuoi piedi, o Gesù!

Vorrei che il mio amore si struggesse d’amore per te, o Gesù; niente altro desidero, solo che il mio cuore si possa sciogliere davanti a te, come una candela di cera.

Non voglio beni terreni, non onori; il tuo amore mi basta, Gesù. Dammi tanto amore quanto ne sei degno; vorrei morire bruciata d’amore per te, o Gesù.

Se fossi un angelo, prenderei una tromba, farei il giro dell’oceano e griderei a tutti gli esseri umani: amate Gesù, amatelo amatelo uomini, amatelo il buon Gesù, ricordate che è morto in croce per salvare a noi miseri peccatori.

Mi sognai la Vergine; mi (si) presentò davanti, nella camera, e mi disse:

– Prega per i peccatori. Mio Figlio è sdegnato per le mode immodeste.

E tu con Paolina, recitate spesso questa preghiera che ora ti insegno: “Madonna dell’amore, Vergine santa, fammi diventar santa, perché tu lo puoi e lo vuoi”.

La Vergine era triste, con le lacrime agli occhi. Povera Mamma, ha ragione di piangere, perché offendiamo tanto il suo caro Figliuolo Gesù!

 

 

Marzo 1942

Mentre pregavo, fui rapita. Vidi Gesù che mi disse: Figlia mia, quella persona vi ha dato dispiaceri perché non si è curata di mantenere la parola promessa per P na.

A me, figlia, questo fare non va bene, perché è approfittare della bontà del povero. E io a tale persona, perché ingiusta, la devo punire.

Gesù mi disse: Grazia non guarirà perfettamente a tutti e due gli occhi, ma (al)1’ultimo avrà un poco di luce, il tanto da poter lavorare qualche cosetta.

Giorgio guarirà in parte, ma non perfettamente, perché deve scontare debolezze passate, per poi – se soffre per mio amore – soffrire pochissimo in Purgatorio.

Io, figliola, tutto permetto per (il) bene dell’anima.

 

Marzo 1942

Ieri sera, mentre pregavo, mi é apparso Gesù Crocifisso; grondava sangue da tutte le parti del corpo. La testa era tutta trafitta dalla corona di crudeli spine; una delle spine arrivava alla lingua: aveva il palato trapassato dalla crudele spina che gli impediva anche il parlare.

Gesù dalla Croce mi guardò, dicendomi: Figlia, io ti vorrei più semplice nel cappello. I fiori nella tua testa non mi piacciono: solo il nastro. Le teste fiorite non va(nno) bene, specialmente per te. Ti voglio più semplice.

Paolina se li metta pure, ma per te non son contento. Paola t’impone di vestire a suo genio, ma devi obbedire a Me tuo Sposo.

Gesù aveva ragione; il mio cappello era coi fiori, a me non piaceva, lo mettevo per contentare mia sorella, ma da qui in avanti obbedirò al mio caro Gesù…

 

Marzo 1942

Mentre pregavo vidi Gesù Crocifisso, tutto grondante sangue; vidi tanta gente, uomini, e donne, che verso di Gesù tiravano dei sassi.

Lui, piangendo, cercava di tirare (scansare) e indietreggiare i sassi, ma non poteva perché inchiodato mani e piedi.

(Con) lo sguardo pietoso si rivolse verso di me, dicendo:

Almeno voi, anime a Me care, riparatemi da questi sassi; son tutto pe

sto.

Vedi. anche le donne, tutte mascherate, mi tirano i sassi. Riparatemi! Povero Gesù, quanto ti fanno soffrire le anime cattive! Ma io mi metterò davanti al Crocifisso affinché i sassi non arrivino al povero Gesù, ma voglio che vengano tutti (addosso) a me. lo ti farò da muro, Gesù, e vedrai che non verrai più maltrattato.

 

PREGHIERA voluta da Gesù

Lo so, o mio Dio, che io sono interamente miserabile; che ogni giorno moltiplico le mie colpe. Io so che davanti alla vostra santità infinita, io, da me sola, sono come fango davanti al sole.

Ma io mi prostro davanti a Voi: per la grazia sono un membro del corpo mistico del Figlio vostro.

Vostro Figlio mia dato questa grazia, dopo avermi riscattata col suo Sangue; ora che gli appartengo, non mi respingete dalla vostra divina presenza.

 

Quando prego, mi presento all’Eterno Padre con una confidenza irremovibile nei meriti di suo Figlio; Gesù ha saldato tutto per noi, acquistato tutto, e prega continuamente per noi.

 

Dopo la S. Comunione mi è apparsa la Vergine con le lacrime agli acchi. lo mi avvicinai:

– E perché piangete? le dissi.

Piango, mi rispose, perché non posso placare il mio Figlio, sdegnato verso il genere umano. Se gli uomini non fanno penitenza la guerra non cesserà, e molte vittime dovranno ancora versare il loro sangue.

Figlia mia, le mode immodeste, scandalose, e poi la disonestà in ogni ceto di persone, ha attirato l’ira di Dio; non riesco a placare mio Figlio. Pregate e fate penitenza; recitate sovente il santo Rosario, arma potente ed unica per attirare le benedizioni. celesti.

 

Mentre pregavo fui rapita in ispirito. Mi trovai in un bel giardino ove vidi un gran trono. Sopra detto trono conobbi la Vergine vestita di bianco ed un manto celeste che le coprivano i piedi, il rosario fra le mani, attorno tante bellissime fanciulle, tutte vestite di bianco, risplendevano come il sole.

Tutte queste fanciulle cantavano delle lodi bellissime al Signore; più distante c’erano altre ragazze vestite di bianco, lo stesso, però erano meno risplendenti: cantavano anch’esse lodi al Signore. Fra queste conobbi Mariettina, morta da poco; il maggio 1942.

lo chiesi ad un alto personaggio perché tanta differenza fra quelle attorno alla Vergine e le altre più lontane.

Mi fu risposto: Quelle ragazze vicino alla Vergine sono le anime che nel mondo han fatto voto di verginità e che han sofferto di più con malattie, disprezzi e persecuzioni; le altre che vedi, più lontane, , sono anime buone che nel mondo han sofferto, però molto meno delle prime.

Tutti i due gruppi che vedi, godono e sono care al Signore, ma (quelle del secondo) hanno meno gloria perché meno hanno sofferto.

 

Mentre pregavo fui rapita in ispirito. Vidi il Padre Eterno, Gesù da un lato, la Vergine dall’altro.

Il Padre Eterno, con un viso sdegnato, si rivolse a me, e mi disse:

– I peccati del genere umano sono tanti e tanto gravi, che ho deciso dei castighi più terroranti (sic) di quelli che mai siano stati sulla terra. Tutta l’Europa verrà sconvolta, il sangue allagherà la terra; l’America e il Brasile andranno contro l’Europa: tante Nazioni scompariranno.

Le Nazioni che vorranno riconoscere il Creatore ed adorare il Dio Onnipotente saranno liberate; se al contrario: verranno distrutte ed abbattute da grandi persecuzioni.

Il S. Padre ne soffrirà, ma la gran nave di Pietro sarà salva e trionferà dappertutto.

Se il mondo si umilia, pregando e facendo penitenza. Io invierò la pace fra tutte le Nazioni; se il mondo sarà indifferente alle mie chiamate, i tempi verranno peggiori, non solo mancando il pane, ma grandi malattie distruggera(nno) più e più il genere umano.

Io risposi: Padre Eterno, non castigarci così; ricordati che il tuo Figlio Gesù ha sparso il suo Sangue per il mondo intero: Perdonaci! Bada che non sappiamo ciò che facciamo! Vedrai che tutti faremo penitenza, e pregheremo tanto tanto!

Ma l’Eterno Padre non mi volle ascoltare (e) sdegnato, scomparse. Rimase la Vergine col viso mesto (e) le lacrime agli occhi. Figlia, mi disse, il mondo è cattivo: non si prega come si deve, pensano alle mode immodeste che fanno ribrezzo, le chiese in parte deserte, i teatri, i cinema sono affollati. Le mamme rovinano i loro piccoli col far vedere loro scene impure, discorsi brutti. E mio Figlio già l’ha detto: Ci da scandalo ad uno dei piccoli, si metta una pietra nel collo e si getti in fondo al

Mio Figlio non può più sopportare i peccati del mondo. lo sto trattenendo il suo braccio affinché non scagli gli orribili castighi; prega tu, figliuola, e fa pregare ad altre anime buone che tu ben conosci.

mare.

 

Ieri sera mi sognai San Maria Ausiliatrice; pregavo con to mi vidi avvicinare Don

– lo vi voglio bene tanta mi regali, ora che hai tanti lo, pensierosa, risposi: V E lui: Io vi voglio soltan (a) Cooperatrice a Torino; Ed a tuo fratello quanto Si(i) sempre buona, ras; non ti abbandonerà mai; frire qualsiasi tribolazione. per la conversione dei poveri Mi svegliai. Credetti miracolo! Ci scrisse un nostro podere, hanno conseg Sia ringraziato il buon nostro caro protettore San Giovanni Boscoi!

 

Ieri sera mi sognai San Giovanni Bosco. Mi trovavo in chiesa di Maria Ausiliatrice; pregavo con tanto fervore davanti al Sant.mo. D’un tratto mi vidi avvicinare Don Bosco, tutto sorridente ed allegro. Mi disse:

– Io vi voglio bene tanto; vi ho fatto guadagnare Lire 4000: quanto mi regali, ora che hai tanti soldi?

lo, pensierosa, risposi: Vi do quello che voi volete.

E lui: Io vi voglio soltanto lire 10 (per) abbonamento di te e Paolina (a) Cooperatrice a Torino; neppure un soldo di più ti voglio. Poi replicò: Ed a tuo fratello quanto vuoi dare? Ed io: lire 500. Sì, va bene, mi disse.

Si(i) sempre buona, rassegnata e devota di Maria Ausiliatrice che non ti abbandonerà mai; anche Paolina deve essere sempre pronta a soffrire qualsiasi tribolazione. Tutte le vostre sofferenze offritele a Gesù per la conversione dei poveri peccatori.

Mi svegliai. Credetti d’essere (che fosse) un sogno qualsiasi, ma: miracolo! Ci scrisse un cugino, che dice che nel taglio della legna d’un nostro podere, hanno consegnato a lui la somma di lire 4000.

Sia ringraziato il buon Gesù ed il Cuore Immacolato di Maria e del nostro caro protettore San Giovanni Bosco!.

 

Mi sognai la S. Vergine. Si avvicinò dicendomi:

– Oggi, otto settembre, festa della mia nascita, Figlia mia, confidate in me: tutte le grazie passano nelle mie mani.

La giornata di oggi è la più odiata dal nemico infernale, perché colla mia nascita doveva venire la salvezza del genere umano.

Giorno senza notte è il giorno della mia nascita! Ma il mondo poco o niente capisce tali misteri. Te, assieme a Paola, pregate oggi molto molto; pregate per tutti quelli che non mi conoscono, oppure mi conoscono, ma non mi amano, anzi mi oltraggiano con le più orrende bestemmie.

 

Mi sognai Don Bosco. Mi venne avanti con un registro tra le mani. In detto registro erano scritte tante pagine.

Lessi e vidi scritto delle buone opere che fece mia sorella, cioè, anime che aveva attirato ai Sacramenti, ed altre opere buone.

Poi vidi una pagina ove non c’era scritto niente: rimaneva in bianco. Don Bosco col dito mi additò quella pagina, e mi disse: questi giorni te e Paola avete lasciato di fare tale e tale opera buona. Perciò Gesù, in questi giorni, non ha scritto niente di bene, né di male.

Però rimane senza scritto; cosa che a Gesù non piace, lasciare di fare il bene per debolezza.

 

Ottobre 1942

Mentre pregavo fui rapita in ispirito. Mi (si) presentò la Vergine Ausiliatrice e Don Bosco.

La Vergine piangeva e diceva: Figlia mia, pregate pregate! Non posso trattenere il braccio del mio Figliuolo; è sdegnato per i tanti peccati che ogni giorno si fanno contro il mio Cuore Immacolato: mi bestemmiano ed insultano la mia Immacolata Concezione colle parole più nefande. Il Cuore del mio Figlio è oltraggiato anche dai piccoli.

La Vergine piangeva perché Gesù ci vuol punire con altri castighi più tremendi di quelli che ora vediamo.

Don Bosco si avvicinò e mi disse:

– Figlia, amate le mie Suore che son tanto buone; e tu, con tua sorella, non affannatevi per il domani, che per l’avvenire ci pensa la Provvidenza: e quando vi avanza qualche cosa, datela sempre ai bisognosi.

Amate i poveri, siate umili con tutti, e fate sempre del bene, anche a quelle persone che vi sembrano di avervi offeso.

Pregate per la guerra (che finisca). La Vergine piange perché Roma, la Città Santa, è divenuta Roma pagana, colle impudicizie e le mode scandalose.

 

Ottobre 1942

Mi sognai Santa Teresa del Bambino Gesù. Era nella mia camera; si avvicinò a mia sorella e, tutta sorridente le disse: lo con piccoli atti mi santificai, ed in breve arrivai ad un’alta perfezione. Anche tu, Paolina, (c)iò che ho fatto io lo potresti fare tanto facilmente; ti mortificherai in tutto, prendendo tutto dalle mani di Dio, perdonando con umiltà anche i piccoli dispregi: insomma sorridente con tutti.

Ti regalo un fiore, una bella rosa bianca, col gambo lungo, verde. Lo pose fra le mani di mia sorella e spari; a me mi sorrise, ma non diede niente.

 

5 Gennaio 1943

Mentre pregavo fui rapita in ispirito. Mi (si) presentò Gesù, tutto risplendente. Avvicinandomi. mi disse:

– Figliuola mia, pregate con tua sorella, recitate rosari tanti; nel recitare l’Ave Maria, (fatelo) con vera fede e devozione. Io, dopo la loro morte 1″, farò nelle loro lingue spuntare un bel giglio.

Il mondo, mi disse, sta cadendo in rovina; vi ho inviato un castigo. In tutto il mondo le mode scandalose e le disonestà si hanno attirato il presente castigo.

Il mio braccio, se non si pentono, dovrà punire il genere umano con altri nuovi e tremendi castighi.

Pregate voi, figliuola, e riparate per quelli che non solo non pregano, ma mi mettono in Croce più tremendamente di quello che mi misero il giorno della (m)ia passione e morte.

Così dicendomi, Gesù si allontanò, lasciandomi addolorata.

Pensai: Povero Gesù come sei mesto, come afflitto! I nostri peccati ti hanno fatto soffrire la morte di croce, ed ora, forse, saranno i miei peccati (che) ti han ridotto a farti piangere più con dolore del giorno che ti hanno messo in Croce.

Disonestà, mode immodeste, parlare scandaloso; tutto, tutto a te ti addolora.

Dimmi, Gesù buono, cosa vuoi che io faccia? Che penitenza vuoi che faccia per riparare i miei enormi peccati e per quelli dei miei cari fratelli che io tanto amo?

Perdonali! Bada, Gesù, che non sanno quello che fanno di male; non capiscono il male che ne deriva alle loro anime. Come pure non comprendono il dolore che tali enormi peccati recano a Te, Dio loro Creatore. E Salvatore e Redentore mille volte delle loro anime.

 

6 gennaio 1943

Dopo la S. Comunione fui rapita in ispirito: Gesù mi disse: – Figlia, dammi il tuo cuore, dammelol

Ed io:

– Gesù, prendilo; è tutto tuo. Te lo consegnai dai primi anni della mia infanzia.

 

Mentre pregavo, Gesù mi disse: La guerra finirà; ed avrete la vittoria se l’Italia si convertirà, se lascia la disonestà, se lasciano le mode immodeste e scandalose, rovina delle loro anime e di tante altre anime innocenti.

Il cinema è sempre pieno, rovina grande dei bambini. Le mie Chiese sono deserte.

Che volete, Figlie mie? Che io abbia compassione di una nazione cristiana di nome?

Pregate e riparate voi per quei ciechi che non vedono e camminano lungo la via del precipizio, che da un momento all’altro son pronti a cadervi dentro ed affogarvi.

 

16 Febbraio 1943

Mentre pregavo mi addormentai. Mi sembra(va) di vedere una monaca carmelitana che si avvicinò al mio letto e di Paolina.

Sorridente, mi disse: Sorelline, vi regalo delle rose, però non sono sbocciate, ma sbocceranno in Paradiso. Coteste rose son tanto belle perché ve le regalo in premio della pazienza che la piccola Paolina dovrà sostenere da tale insegnate N.N., che deve soffrire con pazienza le sgarbatezze ecc. ecc…

(A) quell’altra persona fatele il sorriso, ed offrite tutto al buon Gesù: disprezzi ed apprezzi.

Era Santa Teresa del Bambin Gesù: com’era bella! Che bella monaca! Quanto ci ama!

 

Febbraio 1943

Mentre camminavo nella via, incontrai un bel ragazzo. Mi (si) avvicinò e mi disse: Pregate pregate molto Gesù.

è tanto offeso; non ne può più dei peccati degli uomini: le mode scandalose, il parlare non buono. La disonestà è tanta che il suo Divin Cuore è molto amareggiato.

Quanta disonestà in … Pregate con Paolina e riparate per coteste orrende offese.

Dette queste parole, spari, ma non lo riconobbi.

Rimasi impressionata, che subito raccontai tutto a mia sorella.

 

Febbraio 1943

L’altra sera mi sognai Santa Teresa del Bambin Gesù. Mi si presentò davanti al letto; prese tante foglie di rose e le mise sopra il mio letto ed in quello di mia sorella.

Belle foglie (petali) di rose fresche con un profumo incantevole. Dopo di averci messo le rose, mi disse:

– Pregate pregate! Gesù è molto sdegnato per i peccati degli uomi-

ni; invece di riparare, l’oltraggiano con (i) più orrendi peccati: la disonestà, l’inpudicizia ove ora sono ingolfati gli uomini, sono i peccati più odiosi da Dio.

Per tali peccati Dio ha sempre punito l’uomo. Anche nell’antico testamento distrusse Sodoma e Gomorra.

Tante si sposano senza pensare al grande dovere che Dio a loro impone. Danno alla luce tanti fiori, e questi fiori sono di Dio, e loro debbono custodire e coltivare; invece, giardinieri infedeli, questi fiori li lasciano appassire senza dar loro l’acqua rinfrescante e vivificante della divina parola: mamme infedeli che rovinano le loro piante, da Dio affidate. Vedendoli, certi fori, non appassire, ma seccare, per carità, altri giardinieri entrano nel loro (sic) giardino abbandonato e trascurato, ed innaffiano le piante già appassite.

Sorelline, peccato gravissimo una mamma che non educa cristianamente il suo figlio!

Sorellina, diceva a Paolina, prega tu per coteste mamme infedeli. Dette queste parole, sparì.

Mia sorella la mattina si svegliò. Meraviglia! Vide sopra il suo letto cinque belle foglie di rose profumate, e tre foglie nel mio. Miracolo! Il profumo sembrava un Paradiso.

 

Aprile 1943

Giovedi Santo, dopo la S. Comunione, mi sentii dire: figlia mia, nascondimi nel tuo cuore! Il mondo mi perseguita, mi lanciano dei sassi: voglio nascondermi!

Povero Gesù, quanto sei affannato!

Lo so: ti perseguitano i bestemmiatori, ti perseguitano i disonesti, ti perseguitano i malvagi.

Vieni, Gesù, vieni che ti nasconderò nel mio povero cuore!

 

Aprile 1943

Dopo la s. Comunione mi senti(i) dire:

– Figlia mia, il mio amore non è conosciuto, non è amato. Io per voi sparsi tutto il mio Sangue, fino a morire in Croce; eppure come sono mal corrisposto!

Almeno tu, Figlia mia, dammi qualche sollievo, qualche consolazione: amami e fammi amare dalle mie creature!

Povero Gesù, quanto poco sei riamato!

Non piangere: t’amerò io per tutti quelli che non ti amano e non ti vogliono riconoscere per loro Dio e Creatore.

 

Aprile 1943

Oggi, giorno di Pasqua, dopo la S. Comunione mi sono trovata in una grande pianura, ove c’era tanta acqua sporca, piena d’immondezza. Una moltitudine di persone, uomini e donne, passavano in mezzo all’acqua sporca, ove dentro si buttavano e tuffavano come bestie immonde.

Lì si divertivano tutti assieme, si rialzavano colle vesti sporche che facevano pietà

In mezzo a quell’acqua sporca passava un’altra strada stretta, però pulita, magari (sebbene) stretta…

In quest’ultima traversava altra pochissima gente; ed un Angelo con una spada in mano, faceva da guardia.

In mezzo alla stretta strada, io mi avvicinai e dissi: Perché quella fiumana di gente si tuffano in mezzo a quell’immondezza?

E Lui: Questo è figura del mondo d’oggi, che si tuffano in mezzo ai. brutti piaceri, sozzi e disonesti, come i maiali immondi.

La via stretta è la via del S. Paradiso, ove poca gente ci vuol passare, perché stretta.

Il mondo cerca i piaceri impuri e brutti; questi se non si puliscono col sacramento della confessione, verranno da Dio puniti per l’eternità, perché davanti al divin tribunale non si può nessuno salvare se prima non si sia pulito dalle sozzure con una confessione e contrizione di mai più immergersi in quei pantani sporchi.

L’Angelo me lo diceva con grande severità, che io tremavo di paura. Pensavo: Anch’io, se prima di presentarmi a Gesù Giudice, non mi confesso con una vera contrizione dei miei peccati, anch’io sarò inviata a soffrire in eterno.

 

Maggio 1943

Ieri sera mi sognai il S. Cuore. Mi sembrava che il S. Cuore fosse in mezzo alla mia camera, in atto di preghiera.

Io mi avvicinai e gli dissi: Caro Gesù, perché siete così mesto? Figlia mia, mi rispose, son triste perché vedo che la maggior parte degli uomini, nelle loro famiglie hanno collocato il diavolo per far da padrone, cacciando a Me, loro Creatore e Dio.

Vedremo che opererà il diavolo, rovinando la gioventù, insinuando mode immodeste, col parlare scandaloso, colla vita più brutta della vita dei brutti animali.

Ecco, figlia mia, la rovina delle famiglie di oggi: Non lasciando regnare Me, regna il diavolo, che tutte le porta alla loro rovina dell’anima.

 

Maggio 1943

Dopo la S. Comunione mi è sembrato di vedere un Angelo che portava tanti gigli e rose bellissime.

Detto Angelo si avvicinò e mi disse: Se voi, tutti i giorni, reciterete il Santo Rosario con fede ed attenzione, io dalle Ave Marie ne formerò delle rose, e dai Pater Noster ne formerò dei gigli; e tutti li unirò assieme per farne una bellissima corona che vi regalerò in Paradiso.

Perciò in cotesto mese di Maggio recitate sovente il Santo Rosario.

 

Maggio 1943

Dopo la S. Comunione mi trovai in un prato. In mezzo al prato, sopra un trono vidi la Vergine Ausiliatrice, coperta con un gran manto. Nella immensa pianura bruciava, con vento e burrasca spaventevole che metteva paura.

In mezzo a tutta quella spaventosa burrasca di vento (e) fuoco incendiato in tutta l’immensa pianura, si trovavano milioni e milioni di uomini, e donne.

A un tratto si presentò San Giovanni Bosco che correva in mezzo a quella burrasca terribile. Chiamava uomini e donne; venite, diceva, venite: la vostra salvezza è sotto il grande manto di Maria Ausiliatrice.

Tante persone, per salvarsi, corsero sotto il manto della Vergine. Don Bosco fece mettere sotto il gran manto anche a noi; ci spinse, per far presto, colle sue proprie mani.

Migliaia entrarono sotto il gran manto, ma altre migliaia rimasero fuori, non vollero entrare, anzi con scherzo satilico (satirico), burlandosi di quelli entrati sotto il ricovero della Vergine, li mettevano in scherzo e ridicolo.

E loro in mezzo a quella burrasca e terribile fuoco, ridevano (e) scherzavano senza curarsi del pericolo che loro attorniava.

Il fuoco (si faceva) sempre più forte, il vento terribile.

Don Bosco vendendo (sic) che tanti uomini e donne non vollero mettersi in salvo sotto il manto di Maria Ausiliatrice, salì sopra un tavolo e cominciò a predicare, esponendo loro il gran pericolo che li attorniava, di mettersi in salvo sotto il manto della Vergine.

Badate, diceva, che voi tutti perirete per vostra colpa; venite venite sotto la protezione della Mamma Celeste,

Ma quei cuori duri, rimasero sordi ed indifferenti alle parole del Santo.

Ed io li vidi intorno al fuoco (attorniati dal fuoco), senza potersi salvare, arrampicandosi l’uno coll’altro, per scampare dal gran pericolo; però sotto il manto non vollero entrare.

Tutta paurosa, mi trovai davanti all’altare di Don Bosco con una (profonda) impressione.

Mi sembrava, non una visione, ma come che fossi sveglia con tutti i sensi; che anche oggi, quando me ne ricordo, mi tremo dallo spavento vedendo tante anime dure, che vollero bruciare e non obbedire alla voce di salvezza di Don Bosco.

Noi tutti, sotto il marito della Mamma, stavamo ben sicuri.

 

Maggio 1933

(NB.: probabilmente “1933” è un errore di scrittura, in quanto è inserito nell’anno “1943 “).

San Giuseppe quanto è buono! Chi non ci crede lo provi. Io me lo scelsi per mio babbo; sempre, nei bisogni, ricorro a Lui, e non mi lascia mai senza confortarmi: sia cosa spirituale, come cosa corporale. S. Giuseppe è un gran Santo! Amatelo, fratelli e sorelle mie, amatelo e invocatelo!

 

Giugno 1943

Dopo la S. Comunione fui trasportata in ispirito. Mi vidi davanti al Sacro Cuore di Gesù.

Io mi inginocchiai davanti al Suo Cuore Immacolato, pregandolo che terminasse il flagello della guerra; non per i miei meriti lo facesse, che niente meritavo, misera ed indegna sua figlia, ma lo facesse per amore della Mamma Immacolata e di tanti innocenti bambini.

Figliuola, mi disse Gesù, non pregarmi, ho deciso di punire severamente il genere umano, specie a quelli che sono stati rigenerati col santo battesimo, ed ora si sono, la maggior parte, rivoltati contro di Me, loro Creatore e Salvatore: con le più orrende bestemmie insultano il Mio Divin Nome.

Figlia, non posso scendere (abbassare) il mio braccio; ho deciso di punirvi severamente. Le bestemmie orrende, le mode scandalose, le disonestà senza numero ha(nno) contristato il Mio Cuore al punto di punirvi severamente. Le bestemmie orrende, le mode scandalose, le disonestà senza numero ha(nno) contristato il Mio Cuore al punto di punirvi severamente 1′ I.

Gesù, tu mi dici di non pregare; ed io pregherò tanto tanto, e farò pregare altre anime. Grideremo tanto forte che tu, sentendoci così strillare, sarai costretto di farci la grazia, non per nostro merito, ma affinché le nostre grida si possano da te allontanare.

Bada. Gesù, se non ci ascolti il male è per te, perché diventerai intontito dalle nostre preghiere fatte con voce alta.

Da buono, Gesù ascoltaci; ci faremo tutti buoni!

E non ricordi che tutti siamo tuoi figliuoli, riscattati col tuo Sangue preziosissimo?

Gesù mi sorrise e mi disse: Amo tanto la Mia Mamma, e per la sua tristezza e per il suo Immacolato Cuore sono costretto di cedere.

 

Luglio 2 – 1943

Ieri, giorno della festa del sacro Cuore, ho pregato tanto tanto, ed ho detto a Gesù che se il mio cuore lo potessi accendere come una candela, l’avrei acceso e messo davanti al S.mo Sacramento. e l’avrei lasciato acceso giorno e notte fino alla fine del mondo.

 

Luglio 1943

Mi sembrava di trovarmi in Chiesa, davanti al Sacro Cuore. Io mi misi vicino, inginocchioni, davanti al Suo Sacro Cuore, e Lui, mesto, mi disse:

Figlia mia, vedi il Mio Cuore come è trafitto da tante spade? Sono i miei Figli battezzati e da Me beneficati che mi trafiggono il Cuore! Vengono nella mia Casa ad insultarmi con le mode immodeste, colle bestemmie contro il mio Divin Cuore. E la Mia mamma è oltraggiata colle più orrende bestemmie. E queste vengono da persone da me beneficate! Figlia mia, prega tu e ripara per tanti tuoi fratelli ingrati. .

Caro Gesù, io ti amo tanto, e vorrei morire a forza diamati!

 

Luglio 1943

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, ripara per tanti tuoi fratelli che, invece di adorarmi, mi oltraggiano dicendomi che io non li amo perché non cessa cotesto flagello della guerra.

Fi(gli)a mia, è un castigo della Mia misericordia.

Povero Gesù, quanto sei offeso! Quanto ti vorrei riparare! Castiga me, e salva i miei fratelli tutti!

 

Luglio 1943

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, un agricoltore, dopo aver lavorato per mesi e mesi, se per poca attenzione, gli cadesse un fiammifero e si accendesse, e le bruciasse tutto il seminato, sarebbe per lui una rovina; così è per quel tale prete, dopo di aver lavorato tanto per innalzare l’anima (tua) ad un alto grado di perfezione, poi con una parola, cioè col dirti che il fumo non è peccato, che nei miei Comandamenti non è scritto che non si debba fumare. Cotesta è una parola che rovina tanto l’anima.

Il fumare, le mode immodeste, il dipingersi il viso, mani e piedi, sono grosse barriere che impediscono di salire al Santo Paradiso.

 

Luglio 1943

Ieri, 10 luglio, dopo la SS.ma Comunione, Gesù mi disse: Figlia mia, lo nei miei santi Comandamenti, specie nel sesto, ho detto di non fornicare; però non spiegai che il sacerdote è sacerdote in eterno, e non può levarsi l’abito I”, per nessuna ragione; farebbe un gran peccato, e se ne andrebbe all’inferno se non facesse penitenza prima di morire. Eppure nei Comandamenti non l’ho messo.

Figlia mia, un vero cristiano, da sé, può capire senza spiegare tutto minutamente.

Il mio Cuore è trafitto, è grandemente trafitto dai cristiani. Figlia mia, non ho un cuore da poter sfogarmi tutte le Mie pene; almeno tu consolami.

Povero Gesù, quanto sei offeso! Anche i tuoi amici ti offendono, ma io, vedrai Gesù, ti consolerò per tutti quelli che non ti amano.

 

Luglio 1943

Dopo la S. Comunione mi sembrava d’essere davanti al quadro di S. Anna.

D’un tratto l’immagine si animò e, rivolgendo gli occhi verso di me, mi disse: Mia cara Figliola, sto pregando per la pace del mondo, per il quale (nel quale) tante Nazioni sono sconvolte con odi e rancori; ma Gesù è sdegnato: io e la Sua Mamma non riusciamo a placare lo sdegno.

I peccati d’impurità son tanti, la terra ne è allagata, i capi non sono secondo il Cuore di Dio; Gesù è offeso non ne può più.

Te, Figlia mia, prega e fa pregare affinché il buon Dio presto possa far scendere, verso tutte le Nazioni sconvolte, le sue benedizioni di fratellanza e di amore, riabbracciandosi tutti come fratelli, figli del medesimo Padre.

 

Agosto 1943

Dopo la S. Comunione fui rapita: Chiedevo a Gesù che presto alla nostra Italia dasse la pace e la tranquillità.

Gesù mi rispose: Figlia mia, le offese fatte alla Mia Divinità sono immense. Un’offesa. quando si riceve da un figliolo amato e beneficato dal suo padre, è più orrenda che quando si ricevesse da una persona lontana; voi, l’Italia, siete stata sempre da Me prediletta, amata e beneficata, e mi hanno ricompensato con ingratitudine ed oltraggi. Perciò lo sono offeso, e non posso calmare cotesto flagello della guerra senza che, prima, i miei figli non si inchinino davanti a Me, e non chiedano perdono.

Te, Figlia mia, non affliggerti con Paolina, state davanti a me come due bambine, che a tutto pensa il padre, non essendo voi capaci di regolare la vostra vita: penserà a tutto il vostro amato babbo, che sono Io.

Confidate in Me, che io non abbandono mai i Miei figli che mi amamano e mi obbediscono.

A te e Paola vi ho scelte di camminare non in una via comune, no, ma in una via superiore, straordinaria, cioè nella via della santità. A Paola ne diedi un segno nel cielo, che essa ricordi sempre.

Per i soldi non pensarci; tutto è nelle mie mani.

Non è il capo, né il Re, né altri: il Capo che guida il mondo sono lo, che tutto saprò disporre per il bene delle vostre anime.

Continuate a pregare.

 

Agosto 1943

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, prega perché il mondo è cattivo; ha fatto un nodo col diavolo, ed io non posso soffrire tali peccati: l’impurità.

Mia Madre mi sta trattenendo il braccio affinché non scarichi più e più la mia giustizia sopra il mondo colpevole.

 

Agosto 1943

Oggi, dopo la S. Comunione Gesù mi disse: figlia mia, gli uomini d’Italia, la maggior parte, si sono buttati, nel fanno (fango) come brutti animali. Dalle cronache (sic) luride n’escono sozzi che a me fa ribrezzo; e non mi commuovo ad alleggerire il presente flagello. Perciò donne e uomini corrotti, principiando dal piccolo pastorello ai grandi principi, è un lago di corruzione; ed io, sdegnato, abbandonai l’Italia in balìa di sé

Soltanto il Papa e poche altre anime mi fanno compassione, perché anime belle, degne del mio amore. Se qualche grazia vi concederò, è per amore del mio santo Vicario, il Papa.

Figlia mia, mode immodeste con un parlare sozzo, piccoli e grandi non rispettano più i miei ministri.

Ecco, Figlia mia, il presente flagello da che cosa ne deriva: castigo del peccato.

Io, Figlia mia, mi compiaccio sopra le anime pure e semplici; te non sai quanto era semplice la cara Gemma Galgani!

stessa.

 

Settembre 1943

Mi sognai Santa Teresa del Bambin Gesù, bella, sorridente; mi sembrava di vederla vicino al mio letto e della mia sorella.

Ci guardava allegra, e mi disse: Il nome di Paolina sta scritto in cielo, ed anche il tuo. Però, se non corrispondete, il vostro nome verrà scancellato; voglio dire, se non corrispondete colle buone opere, colla carità, coll’umiltà e coll’ubbidienza, cose care al buon Gesù: amate tutti come fratelli e sorelle, perdonate a chi vi fa del male.

lo ho sempre amato Gesù, amato fino a morire d’amore per Lui; le mie sorelle mi han voluto sempre bene da bambina, e godevano quando vedevano che io amavo tanto Gesù: niente gelosie, anzi gioivano nel vedermi tanto infiammata d’amor di Dio.

Paolina mia, io ti amo tanto; corrispondi alle grazie che il Signore ti fa: sempre più buona, umile con tutti.

Ci salutò con un inchino d’Angelo e spari.

 

Settembre 1943

Mi sognai Santa Teresina. In mano portava un mazzo di rose bian

che.

Prese una delle rose e tanti petali (e li) sparse sopra il letto ai mia sorella; in ogni petalo (c’)era scritto in rosso: Ave Maria.

I petali saranno stati una cinquantina.

Lasciò i petali sopra il letto pochi minuti; poi li raccolse uno per uno e se li porto via: salutò mia sorella con un sorriso angelico, e ci disse: Se tu, Paola, tutti i giorni reciterai tante Ave Maria alla Vergine Santissima con devozione e costanza, dopo la tua morte, sopra la tomba sboccerà un fiore che in ogni petalo sarà scritto Ave Maria.

 

Mi sognai Gemma Galgani; era bella come un angelo. Mi (si) avvicinò e mi disse: ama le sofferenze ed i disprezzi. Io quand’ero nel mondo, ebbi tanti disprezzi che nessun’anima viva può immaginare; ed io n’era contenta, ed offrivo tutti i miei patimenti per la salvezza dei peccatori,

 

Settembre 7 – 1943

Dopo la Sant.ma Comunione Gesù mi disse: Figliuola mia, prega con Paola per placare il mio Padre, sdegnato col genere umano, Mia Madre non riesce a placarlo.

Il castigo per l’Italia è per la disonestà che corre e si è dilagata da un punto all’altro dell’Italia, bestemmie orrende contro il Cuore Immacolato di mia Madre; tutto questo ha attirato l’ira dell’Eterno mio Padre con inviarvi il presente flagello; anzi aveva deciso di inviarvi una pioggia di fuoco, ma la Mamma mia Immacolata si è opposta, chiedendo perdono per voi tutti.

Il mondo, figlia mia, è corrotto e divenuto un ammasso di putridume. Prega te, e fa pregare affinché il mio Padre si possa calmare.

 

Settembre 1943

Mi sognai una insegnante, morta (da) un mese circa, a causa di un bombardamento.

La vidi tutta risplendente, però aveva le braccia un poco bruciate; il rimanente della persona era sano e bello.

Si avvicinò dove stava con me anche mia sorella. La sopra detta defunta ci disse: vedete come sono ancora?… Debbo scontare un’altra sola Messa, e sarò liberata del tutto; fatemela celebrare da Monsignor Vitali. Dette coteste parole, scomparse.

 

Erano passati appena due giorni dal giorno che vidi detta insegnante defunta. Di nuovo nel sogno mi (si) presentò tutta lucente come un sole, bella d’una bellezza di Paradiso.

Si avicinò a mia sorella e le disse: Paola, quanto ti voglio bene! Mi hai, colle tue orazioni, e S. Comunioni, liberata dal Purgatorio, ed ora vado a godere. Pregherò per te tanto tanto.

Dette coteste parole, spari.

 

Ottobre 1943

Dopo la s. Comunione mi sembrò di vedere Santa Teresa del Bambino Gesù. Io la pregai di scongiurare il Signore affinché presto calmasse il flagello della guerra.

La santa mi rispose:

– Che vuoi! Il mondo ha fatto un nodo col demonio; cioè con peccati gravi, che n’è allagato, specie d’impurità.

E cotesto nodo nessuno l’ha sciolto, neppure il dolore e le sventure della guerra ha commosso nessun cuore umano a cambiar vita.

Perciò Gesù sdegnato non vuole ascoltare nessuna supplica perché i peccati sono enormi, e grande il numero dei peccatori.

Pregate pregate, affinché Gesù si commuova.

 

Dopo la S. Comunione pregavo Santa Teresa e dicevo: Dimmi che cosa vorrà Gesù da mia sorella Paola: che cosa deve fare in questi giorni della tua festa?

La Santa mi rispose: Dì a tua sorella che io voglio tre fiori per presentare alla Vergine il giorno della festa del santo Rosario.

Tre fiori; cioè uno è l’umiltà, la seconda è la carità, l’ultimo è l’ubbidienza: e mi presentò una bella rosa, grande, con belle foglie; sembrava una pianta: questa, mi disse, è la carità.

Poi mi fece vedere un’altra pianta, ed era una bella pianta di viole: questa, mi disse, è l’umiltà. Poi un pianta di fiori bianchi, bellissimi: questi sono l’obbedienza.

 

Il giorno tre ottobre, dopo la S. Comunione, vidi Santa Teresa con tre grandi piante, belle piante di Paradiso mi sembravano.

Una era di rose, l’altra di viole, la terza fiori bianchi: Ecco, mi disse, i fiori bianchi che mi ha portato Paolina, e li mise ai piedi della Vergine. Tutte e tre le grandi e belle piante erano intrecciate con una corona di quindici poste: nelle Ave Maria sbocciava una bella rosa, nei grani del Pater Nostro spuntava un bel giglio, ed in ultimo, a basso, una scritta ricordo.

Io pensai che la rosa, mia sorella proprio il giorno avanti aveva avuto una gran carità con persone moleste; l’umiltà l’aveva praticata giorni avanti con cuore di un Serafino; l’ubbidienza al confessore, in modo da far piacere alla grande Santa Teresa.

 

Ottobre 1943

Mi (si) è presentato una persona; mi toccò il polso che mi rimase bruciato. Non lo conobbi; era vestito da ufficiale.

– Sono morto in guerra, mi disse; vorrei delle S. Messe: me le farete celebrare da Mons. …Vitali. Tu e Paola mi farete delle sante Comunioni.

Dopo fatte le Comunioni e fatte celebrare le Messe, mi (si) presentò un’altra volta, tutto splendente, e mi disse:

– Vado in Paradiso dove pregherò per voi, specialmente per Monsigr. Vitali. Sono Russo, e mi chiamo Paolo Vischin.

Mia madre mi aveva educato nella santa religione; poi, crescendo, mi sono lasciato trascinare nella vita Russa, non buona. In punto ai morte mi penti(i), e ricordai le belle parole che, (da) bambino, mi diceva la mia mamma.

Gesù buono mi ha perdonato.

 

Ottobre 1943

Mi sognai santa Teresina con due mazzi di viole, uno grande e l’altro piccolo, legato con nastro verde.

Il mazzo grande lo diede a mia sorella, il più piccolo lo diede a me. Nel consegnarcelo, ci disse: Prendete questi mazzi e conservateli fino al giorno ultimo della vostra vita. Vi raccomando di recitare ogni giorno il S. Rosario, catena vi unisce a Dio; e quando desid zie, invocate la S. Vergine colla preghiera del S. Rosario. N(,~. passare giorno senza prima aver recitato il Rosario. Dette queste parole, sparì.

 

Ottobre 1943

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figliuola, tu e Paola siete rose del mio giardino, ove v’innaffio col mio amore.

 

Ottobre 1943

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Siate umile; l’umiltà è il fondamento della santità.

Ti ripeto che tu e Paola siete le rose del mio giardino.

lo pregavo per il presente flagello della guerra, affinché mettesse termine a tante pene: Figlia, mi disse, sto purificando le anime perché sono guaste come le favette che comprasti giorni fa, e queste son piene di farfallette, e per pulirle bisogna passarle al fuoco.

E così sono le anime d’oggi: piene di sozzure. E per pulirle bisogna passarle nel fuoco della purificazione, coi dolori e pene grandi.

 

Novembre 1943

Dopo la S. Comunione mi è sembrato di vedere la Vergine bianco vestita. lo mi avvicinai e le dissi:

– Mamma Celeste, come sei bella! Dimmi: sei contenta di me e di mia sorella?

Figliuola, mi rispose, io sarei più contenta se voi due foste più rassegnate in tutte le contrarietà che Gesù permette che voi soffriate, più umiltà, più carità, facendo del bene a chi vi offre il male.

Ecco ciò che io desidero da voi due!

 

Dicembre 1943

Mi è comparso San Francesco con un cingolo fra le mani, e mi disse: Questo cingolo è per Paola.

Ed io vorrei che voi foste più umili, più rassegnate, e più obbedienti al confe.re.

Soffrite tutte le pene per Gesù: umiliazioni, disprezzi ed indifferenze, sia da qualsiasi persona vi venga presentata.

Io nel mondo ho sofferto disprezzi ed anche bastonate; pensate che la vita è breve: tutto passa e passa presto.

Figliuole mie, solo il Paradiso è eterno! Dette queste parole, spari.

 

Dicembre 1943

Ieri sera mi sognai d’essere in Chiesa. Mentre pregavo davanti al Sant.mo, si presentò il Sacro Cuore, vestito con un manto rosso; salì al pulpito e si mise a predicare.

Cominciò la predica con aria severa; rimproverava i grandi peccatori disonesti. lo, diceva, ho sempre punito con castighi severi le Città e luoghi ove allaga la disonestà, peccato odioso al mio Cuore.

Per tale peccato ho distrutto Pompei, ho distrutto Sodoma e Gomorra; ora ho punito a voi con cotesto flagello e, se non cambiate costumi, io vi invierò castiti (sic) peggiori.

La mia Mamma mi sta sostenendo il braccio per non punirvi più severamente. Le mie parole non sono ascoltate, ma io vi ripeto: se non cambiate costumi la guerra non cesserà che dopo avervi purificati col dolore.

Finita la predica. Gesù sparì, lasciandomi un grande dolore al cuore, vedendo che gli uomini rimanevano freddi ed indifferenti.

Povero Gesù, non sei ascoltato!

 

Dicembre 1944

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, non ne posso più. Il mondo è cattivo, pochissimi sono quelli che mi amano, pochissimi sono quelli che rispettano il giorno festivo a me consacrato; anzi tali giorni sono impiegati non per adorarmi, ma piuttosto per oltraggiarmi, santificano la Domenica con recarsi ai cinemi impuri, conducendoci non solo loro stessi, ma per più oltraggio, ci conducono i loro piccoli innocenti per rovinarli prima del tempo col vedere scene immodeste.

Ed io di tali genitori ne sono sdegnato, ed ho pensato di punirli…

 

Dicembre 1943

Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, mi ami? Si, io risposi, ti amo tanto tanto; e, se fosse possibile, del mio cuore ne farei una candela e, per tuo amore, la terrei sempre accesa.

Fiaglia mia, come ti voglio bene! Lo dirai a tutti che io amo tanto gli uomini! E li amo fino alla pazzia da morire in Croce per loro.

Però, quando a tale amore mi vedo corrisposto con l’ingratitudine, il mio Cuore si rattrista e piange.

Povero Gesù quanto poco sei conosciuto!

 

Gennaio 1944

Mi sognai d’essere in una Chiesa, ove vidi Gesù nel pulpito che predicava. Mi ricordo tali (queste) parole:

– Il mondo è divenuto un lago di corruzione, di putredine; li ho chiamati a far penitenza, ma mi corrispondono con insulti e bestemmie; son pochi quei che ascoltano la mia voce. La guerra non finirà, se prima gli uomini non chinano il capo a far penitenza.

La disonestà ha allagato il mondo intero; ed il presente flagello è una punizione per tali brutti peccati.

Ricordatevi, segui(ta)va Gesù, che per tali peccati ho dovuto distruggere Sodoma e Gomorra, e distruggere anche Pompei.

Ricordatevi che i peccati impuri attirano la mia ira.

Fate penitenza, fate penitenza se volete che il (nel) mondo ritorni la pace e la pace intera.

 

Dicembre 1944

Giovedì sera mi sognai nella chiesa del Vaticano, dove c’era tanta gente: donne, uomini, e moltissimi stranieri di tante nazionalità.

Ecco che si affaccia il Santo Padre. Cominciò a parlare, e noi tutti ad ascoltare:

– Figliuoli miei, diceva, in questi tristissimi tempi in cui viviamo, bisogna far penitenza, bisogna placare l’ira di Dio Padre, gravemente sdegnato per tanti enormi peccati che tutti i giorni l’uomo commette.

Per cagione dei nostri peccati è avvenuta cotesta terribile guerra: odi e rancori fra Nazioni, odi e vendette fra fratelli e fratelli.

Lasciate, figliuoli miei, di offendere Dio, e plachiamolo col far penitenza; amatevi e perdonatevi.

Io vi amo, figliuoli miei, tutti vi amo senza distinzione di nazionalità; io vi aiuterò ed invierò, per mettere la pace, non un esercito di soldati, ma un esercito ai Santi Missionari, onde spargere in tutte le Nazioni la parola dell’amore e della fratellanza.

Amatevi e ricordate che tutti siamo figli di un medesimo Padre! Non appena il Santo Padre principiò a parlare, tanti uomini ed anche donne tirarono dei sassi contro il Papa, facendogli uscire anche del sangue. Nel vederlo insanguinato, parecchi si mettevano a ridere. Tante erano le sassate che il Santo Padre non poté proseguire, e dovette ritirarsi dal balcone. L’Angelo, sceso al piazzale di San Pietro, si avvicinava alle persone dicendo: Il mondo sta cadendo in rovina, non vogliono ascoltare la parola del Vicario di Dio. Guai alle Nazioni che non rispettano il Vicario di Dio in terra: quelle Nazioni verranno da Dio punite.

Si avvicinò a me e a mia sorella, e ci disse: Pregate almeno voi, recitando cotesta preghiera, almeno fino al Santo Natale.

– Chi siete? io dissi.

– Sono l’Angelo di Roma. – E dove abitate?

– Abito nel Vaticano.

– Ma, io risposi, cotesta orazione che voi mi volete imparare (insegnare), non la ricordo, poi, tutta a memoria.

Colse un pezzettino di carta, mi diede un penna: Scrivi te stessa per ricordartela.

La scrissi:

Mio caro e buon Gesù, il mondo è ancora come ieri. Dagli uomini hai da aspettarti dell’odio e ancora delle crocifissioni. E Tu le vedi!

Ma Tu che non sai odiare, dona lo stesso a questi Tuoi figli che ti sono nemici, quella eterna pace che nell’anno decimo quinto dell’impero di Tiberio Cesare regnava sulla terra.

Ricordati, Gesù, che per essi tutti hai sparso il Tuo Preziosissimo Sangue nell’altare della Croce.

 

EPIFANIA – 6 Gennaio 1945

Ieri sera mi sognai il Santo Gesù Bambino. Da una culletta ove si trovava nella camera da letto, si raddrizzò, e venne dal letto di Paola, ove l’accarezzai, dicendole:

– Io ti amo tanto perché sei umile e semplice; ed io mi compiaccio delle anime semplici e umili.

Stasera io vi regalo una befana più di valore che mai il mondo possa offrire; non vi regalo oro né argento. Io vi fo un regalo più di valore: vi regalo il mio amore! Amatemi e fatemi amare.

Pregate per tanti vostri fratelli che invece di amarmi ed adorarmi come loro Creatore, mi offendono, oltraggiando il mio santo nome colle più orrende bestemmie.

Dette queste parole, venne da me, dicendomi e raccomandandomi di pregare per i peccatori tutti.

Se ne partì da me, e va a riposarsi sopra una sedia, ove stava una blusa di Paola.

Svegliatami, raccontai il sogno a mia sorella.

Mi fece accendere la luce: Meraviglia! Trovammo il Bambino posato davvero sopra la sedia che vidi nel sogno.

Sia ringraziato il buon Gesù che tanto ci ama!

 

Gennaio 1945

Quanto è buono il Bambino Gesù! Buono verso di me e di mia sorellina. Eccomi a raccontarne una: Io e mio sorella avevamo un grande dispiacere; eravamo rassegnate si, ma il dispiacere si faceva sentire nel nostro povero cuore.

Mentre una sera ritornavamo dalla Chiesa, abbiamo visto il Bambino che abbiamo nella culla, sopra il letto della mia sorellina. Meraviglia! Da solo si era mosso dal posto ove noi lo teniamo per devozione.

Quanto è buono Gesù! Per confortarci ha voluto fare una bella improvvisata. E poi, meraviglia! Sembrava di essersi, in quella sera, animato: aveva le guance rosse, gli occhi celesti più belli di prima.

Cotesto fatto si è verificato due o tre volte, sempre in occasione che noi avevamo dei grandi dispiaceri.

Gesù buono, quanto sei buono! Tu solo ci puoi confortare, e ci hai sempre confortato.

 

Gennaio 1945

L’altro giorno, dopo la S. Comunione, dissi a Gesù: – Gesù mio, quanto ti voglio bene!

-Anch’io, mi rispose, ti amo tanto tanto, però ti chiedo un favore, ed è di farmi amare da tante anime che ogni giorno vanno in Chiesa, ascoltano la Messa, fanno la Comunione; però tante lo fanno per abitudine e non per amore.

Il Mio Cuore ha bisogno di spendersi, ma non trovo anime che mi corrispondano. Amami tu, mi figlia, amami e fammi amare.

Gesù buono, quanto sei buono! Io ti amo, te lo prometto, e ti farò amare da tante altre anime.

 

Ottobre 1945

Mi sognai un grande prato; vidi un giovinetto (di) circa otto anni. Detto ragazzetto si inginocchiò davanti a due bimbe coperte di terra. Dalle due tombe spiccava un giglio. Il giovinetto, colle mani giunte, recitò una poesia sentimentale che diceva:

Giglio purissimo, tanto caro a Dio – se da gigli vivrete – dalle vostre tombe un giglio spunterà.

Un giglio (era) già cresciuto in dette tombe. In ogni foglia c’era una scritta, incisa a caratteri d’oro; in una foglia era scritto così: purità, umiltà nell’altra, nella terza era scritto pazienza.

Dette tombe, una era mia, l’altra compresi essere di mia sorella Paolina.

 

Novembre 28 1948

Gesù è in cerca dì anime che si offrano vittime per poter salvare tanti uomini.

Figlia, mi disse, e te vuoi fare qualche cosa dì bene per salvare tanti uomini che, non solo mi rinnegano, ma, di più, mi oltraggiano anche nel S.mo Sacramento dell’altare.

Pregate, figlie mie, pregate per questi vostri fratelli, e offrite per loro tutte le vostre pene e tribolazioni, abbandoni e disprezzi che vi verranno fatti da persone a voi tanto care. Tutte queste tribolazioni offritele per la salvezza dei peccatori.

lo e Paolina abbiamo risposto: Sì, sì, vogliamo soffrire tutto ciò che voi volete, purché si salvino le anime dei nostri fratelli che a voi costarono spargimento di sangue.

Quanto è buono Gesù! E come non amare Gesù? E come non soffrire per consolare Gesù?

 

Dicembre 1 1948

Mi trovavo in Chiesa; pregavo davanti al S.mo Sacramento. Ad un tratto mi si presentò Gesù in Croce, tutto piagato, che faceva molta pena.

Altre due croci erano ai fianchi della croce di Gesù. Queste croci erano di legno nero; io e Paolina eravamo inginocchiate ai piedi di quelle due croci.

Gesù, dalla croce, parlò a noi due e disse: Te e Paolina sarete le vit-

time di queste due croci. Pregate, figliuole, e soffrite per amore e la salvezza di tanti vostri fratelli peccatori.

Ho cercato anime vittime, ma non ne posso trovare; almeno voi due ditemi di sì: soffrite, soffrite per salvare tante anime che stanno nella via della perdizione.

Noi, che abbiamo risposto? Che accettavamo tutto con amore per la salvezza di tante anime che vanno nella via della perdizione.

 

Anno 1948

Mi trovavo davanti al S.mo il Giovedì sera del 2 dicembre 1948. Fui rapita in ispirito.

Gesù, in forma gloriosa mi si appressò e mi disse:

– Figlia mia, amami e dammi l’amore che il mondo mi nega continuamente; anche Paolina mi ami.

Amate pure il poveretto, e fate loro del bene, con non negare mai a nessun poveretto l’elemosina; nel povero guardate la mia persona: ciò che fate al povero di bene lo fate a me.

Se volete grazie, date ai poveri qualche cosa che vi chiedo(no), anzi di più. Chi benefica per amor mio il poverello, otterrà, non soltanto grazie grandi, ma otterrà il perdono dei propri peccati.

Voi, figliuole mie, siete una carta bianca; se non scrivete sopra la carta qualche riga di beneficenza, rimarrà un semplice carta bianca.

 

Anno 1950 – ANNO SANTO

Il Venerabile Domenico Savio è nostro fratellino; ci ha fatto tante grazie:

A te ed a Paolina vi voglio tanto bene: affetto di fratellino. Vi amo, mi disse, perché siete anime semplici. Fatevi sante, sorelline mie! Amate Gesù, amatelo! Gesù ama le anime semplici.

Dette coteste avvertenze, questo angelo dai miei occhi spari, lasciandomi il cuore pieno di gioia.

Il 28 febbraio mi trovavo in cucina, ecco, sento suonare il campanello; mi recai ad aprire la porta: Di nuovo riconobbi Domenico Savio, ben vestito, pantaloni e giacca grigio chiaro.

Mi sorrise, dicendomi: ti faccio un piccolo regalo; è per te e per Paolina: ci regalò un pacchetto di caffè tostato.

Di questo, ci disse, ne darete a quei poveri ministri di Dio che voi sapete quanto soffrono.

Appena dette quelle parole, sparì, lasciandomi nel cuore una gioia immensa.

 

Il 28 febbraio 1950

Mi sognai il Sacro Cuore di Gesù. Dal Suo Sacratissimo Cuore uscivano fiamme come di fuoco.

Sorridendo mi disse: Prendi questo regalo; è un regalo che voglio fare a Paolina, perché voi avete coperto un povero prigioniero che stava morendo di freddo, e voi, per mio amore, l’avete coperto, togliendovi da dosso i vostri vestiti.

Figliuola, il bene che fate ai poveri per mio amore, lo lo considero come fatto a me stesso.

Amate i poveri, amateli! Son vostri fratelli e miei figli prediletti. Come è buono Gesù! Ama tutti in generale: peccatori e buoni, ricchi e poveri, ma di più ama i poveri.

Datomi questi consigli sparì dalla mia presenza, lasciandomi il cuore pieno di gioia.

Quanto è buono Gesù! Mi vorrei sempre vicino a Lui.

 

Marzo 5 1950

Giorno della Beatificazione del Ven. Domenico Savio.

Mi è sembrato, mentre pregavo, di vedere il Venerabile Domenico Savio; si avvicinò tutto allegro e sorridente verso dì me e Paola mia sorella, e ci disse: Fatevi sante, Gesù lo vuole, fatevi sante; amate sempre la Vergine. Amate pure il Papa che anche Gesù lo vuole.

Dette queste parole, sparì.

 

Aprile 1950

Giorno 9 aprile Mi recai in pellegrinaggio alla Città di Siena; bella Cittadina, specialmente perché lì nacque Santa Caterina; santa che io amai da bambina.

Il giorno di Pasqua a Siena feci la S. Comunione con tanto fervore. Dopo la S. Comunione mi sembrò di vedere Santa Caterina, vestita tutta di bianco. Mi si avvicinò e mi disse: Sorelle mie, fatevi sante, fatevi sante; il tempo è breve! Vorrei che Paola fosse meno scrupolosa.

Mi accarezzò, e così a Paola. E subito sparì.

 

Aprile – 1950

I primi giorni di aprile, dopo la S. Comunione, Gesù mi disse:

– Figlia mia, prega per i tuoi fratelli cattivi, comunisti. Prega; Mio Padre vuol punire gli uomini, vuole inviare un grande castigo, vuol punire tutti gli uomini perché insultano Me, insultano i miei ministri, insultano il Papa da Me inviato.

Figliuola mia, prega te e fa pregare anche a Paola, tua sorella affinché il Mio Eterno Padre non mandi i terribili castighi che ti dissi prima. Ed in questo mese di Aprile abbi in devozione un Santo a Me tanto caro: San Francesco di Paola. Detto Santo a me amava tanto. Lui nei viaggi del mare non (andava in) barca, ma la sua barca era il bastone.

E voi, figlie mie, camminate sempre col bastone dell’amore.

 

All’età di cinque anni feci voto di verginità; capivo che Gesù lo voleva.

Dopo fatto il voto divenni più assennata; non giocavo mai se non qualche volta.

In casa della nonna c’era un bel quadro grande, col Bambino nelle braccia (della Madonna).

Qund’ero sola mi mettevo sopra una sedia, stendevo le braccine e

dicevo: Mamma bella, io ti voglio bene tanto tanto; dammi il tuo Bambino a giocare un poco con me.

La Vergine, parecchie volte, mi accontentò. Giocavamo con una bambola che m’era stata regalata da un(o) zio materno.

Gesù mi diceva: La cedo a te la bambola; a me basta un momentino. Come era buono Gesù Bambino! Lo ricordo tanto bene.

Gesù è stato, verso di me, sempre buono.

 

La mia povera mamma mi diceva sempre: Figlia mia, te sei nata il tre di Maggio, giorno Sacro, ricorrenza della S. Croce di Gesù, e Gesù ti ha nel petto (voluto) imprimere una piccola crocetta, segno che te dovrai nel mondo molto soffrire.

Perciò preparati a soffrire con amore e rassegnazione, offrendo tutto al buon Gesù.

 

Feci la Cresima a due anni. Mi ricordo che una mia zia materna mi portava in braccio, perché piccolina; perché ricordo che, quando si avvicinò il Vescovo, io piangevo, io piangevo perché vedevo un uomo alto e, sulla testa, una grande mitra.

Piangevo perché avevo paura. Ricordo che il Vescovo mi accarezzò, ed io facevo del tutto per svincolarmi dalle braccia della zia.

Da bambina, come ero cattiva! Piangevo sempre; la mamma non aveva il latte per nutrirmi: fu costretta darmi a balia.

 

Essendo già grandetta, di sette e nove anni, andavo a scuola, però vedevo che la mia mamma era poco sana, soffriva al fegato; io per contentare la mamma, scopavo, spolveravo, facevo le faccendine adatte alla mia età.

Ricordo di non aver mai dato un dispiacere alla mia mamma. Tutte le sere mi portava in Chiesa per fare la visita al S.mo Sacramento. lo giungevo le mani e ripetevo il voto di Verginità:

-Mio Gesù, dicevo, fo voto di castità perpetua; vi consacro la mia verginità.

Questa preghiera me l’aveva insegnata Gesù quando giocavamo.

Se fossi morta a quell’età, sarei stata in Paradiso; adesso ho paura che Gesù mi mandi all’inferno.

 

La prima Comunione la feci all’età di undici anni, presso a poco. Non ero vestita di bianco, no. (Mi ricordo) ch’ero con un vestito oscuro, color cannella, cucita (dal)la zia materna. La mia mamma era malata; non pensava al lusso.

La prima volta, ricordo che Gesù mi disse: – Mi vuoi bene?

Tanto tanto, io risposi.

Lo dissi al conf.re che Gesù mi aveva detto così; lui mi rispose: Anche a me lo dice sovente, se lo voglio bene.

Ed io: Va bene! Ora a Gesù lo vorrò bene davvero.

Pregavo continuamente, ma io non volevo che mi vedessero i fratellini., né nessuno. Come fare?

Non avevamo una camera appartata; allora mi recavo nel cortile ove c’era una ritirata, li pregavo pregavo: Gesù mio, ti voglio bene, dicevo.

Un giorno, mentre pregavo con tanto fervore, mi si presentò un giovane chierico; mi sorrise e mi disse:

– Mi conosci? – No, risposi.

lo sono San Luigi Gonzaga; son venuto a dirti che io ti voglio bene tanto tanto: però ama sempre Gesù.

Tante altre volte è venuto a insegnarmi come debbo pregare.

 

Aprile 8 – 1951

Ieri sera mi sentivo molto male, e tra me dicevo: Domani mattina non potrò fare la S. Comunione.

La mattina, verso le 4 e mezzo, credo, non più, sento aprire la porta; vedo e riconobbi San Paolo della Croce con due chierici ai fianchi: uno conobbi ch’era San Gabriele dell’Addolorata. Portavano, i chierici, due candele.

San Paolo fece recitare il confiteor e mi diede la Santa Comunione. Obbedisci, mi disse, obbedisci a Padre Ignazio; voglile bene: bada che è un figlio del mio cuore, caro tanto a Gesù. Te non sai quanto ha sofferto cotesto mio figlio; ora ne voglio fare una perla dei miei Ritiri. Nel mese di marzo Gesù, tante e tante volte mi diceva: Padre Ignazio è una perla del mio Cuore, che io amo tanto tanto. Anche la Mamma Mia lo vuol tanto bene.

Quanto è buono Gesù!

Però Gesù piange troppo per i peccatori. Io gli dico:

– Non piangere così; se ti fanno piangere tutti quelli cattivi sacerdoti, invece loro, ti ama tanto tanto Padre Ignazio.

Lo so, mi rispose, è un mio prediletto figlio; anch’io me lo stringo al mio cuore, però anche per tutti gli altri sparsi il Mio Sangue.

Bada, io dissi, se continui così a piangere, ti ammali negli occhi; bada che Padre Ignazio non cesserà di pregare fin tanto che non li veda tutti convertiti. Glielo dissi a Padre Ignazio che i peccati di tutti quelli, ti trafiggono il Cuore. Ci pensa Padre Ignazio, vedrai.

Povero Gesù! Io ho paura che si ammali. Povero Gesù!

 

Padre Ignazio mi ha detto: Quando mi dai la tua Croce, di dire sempre di sì.

Ed io obbedisco volentieri; ma la vuole anche lui la tua Croce, ti vuole aiutare; ti ama tanto tanto. Si mette anche il cilizio per far penitenza; Tu non vuoi, e lui invece…

Stamattina gli dissi: Bada che lei facendo queste penitenze può mo-

rire, ed io rimarrò di nuovo senza Padre conf.re.

Sta tutto per Gesù! Rimproveralo tu stasera; a me non mi ascolta. Vuole salvare tutte quelle anime che mi disse questi giorni.

 

Preghiera

Mio caro e buon Gesù, il mondo è ancora come ieri. Dagli uomini hai da aspettarti dell’odio e ancora delle crocifissioni. E Tu le vedi!

Ma tu non sai odiare; dona lo stesso a questi tuoi figli che Ti sono nemici, quella stessa pace che nell’anno decimo quinto di Tiberio Cesare regnava sulla terra.

Ricordati, Gesù, che per essi tutti hai sparso il Tuo Preziosissimo Sangue nell’altare della Croce.