NEW AGE, PROFEZIE MARIANE

La reincarnazione non esiste

Secondo la Chiesa รจ possibile la reincarnazione? Cโ€™ รจ un pronunciamento su questo?

ย 

Il rifiuto della reincarnazione nasce anche da una sana considerazione filosofica, ma la Chiesa ha espresso il suo pensiero nettamente negativo in tutto il suo insegnamento tradizionale, soprattutto sulla base del dogma della retribuzione immediata.ย 
ย 
E, quindi, anche del giudizio particolare. Lโ€™ attuale contatto con le religioni orientali ha reso piรน necessaria una presa di posizione per eliminare dalla mente dei fedeli ogni possibile infiltrazione di una teoria che, in alcuni, esercita una certa suggestione.
ย 
ย Ilย concilio Vaticano II, nellaย Lumen gentium, parla del ยซcorso irripetibile della nostra vita terrenaยป, citandoย Ebreiย 9,27 in cui si afferma che ยซper gli uomini รจ stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizioยป.ย 
ย 
Il Catechismo dei vescovi tedeschi dice che la reincarnazione ยซcontraddice in pieno la Sacra Scrittura e la tradizione della fede della Chiesaยป. La funzione fondamentale della reincarnazione (la totale purificazione) puรฒ essere espressa dalla concezione cattolica del Purgatorio
ย 
ย 

LA REINCARNAZIONE NON ESISTE

In questo articolo verranno inseriti un po’ alla volta tutte quelle che sono poi le informazioni riguardo la reincarnazione introdotta dallโ€™uomo nel cristianesimo e dai falsi profeti che inviati dal maligno in questa fine dei tempi vogliono a tutti i costi disinformare e fare perdere le anime attraverso piccole menzogne dentro grandi veritร .

MESSAGGIO DEL 24 LUGLIO 1982 MEDJUGORJE Al momento della morte si lascia la terra in piena coscienza: quella che abbiamo ora. Al momento della morte si รฉ coscienti della separazione dellโ€™anima dal corpo. E sbagliato insegnare alla gente che si rinasce piรน volte e che lโ€™anima passa in diversi corpi. Si nasce una volta sola e dopo la morte il corpo si decompone e non rivivrร  piรน. Ogni uomo poi riceverร  un corpo trasfigurato. Anche chi ha fatto molto male durante la vita terrena puรฒ andare diritto in Cielo se alla fine della vita si pente sinceramente dei suoi peccati, si confessa e si comunica.

ย 

ย 

LA FALSA DOTTRINA DELLA REINCARNAZIONE NELLA TESTIMONIANZA DI GLORIA POLO

ย 

Gloria esprime, senza mezzi termini, che la dottrina della reincarnazione รจ frutto di un oscuramento spirituale nelle prime battute della sua testimonianza, quando afferma: ยซMentre salivo sempre piรน in questa luce di amore e gioia vidi mio padre, mia madre, i miei nonni, i miei bisnonni e tutti i miei parenti defunti.ย 

Mi resi conto che persi un sacco di soldi per pagarmi le regressioni, nella erronea convinzione di riuscire a sapere se la mia bisnonna si fosse reincarnata. Siccome queste regressioni erano molto care, decisi di non verificare dove si fosse reincarnata la mia bisnonna. Che falsitร ! Che inganno! La mia bisnonna era lรฌ, davanti a me, fratelliยป[1]. Lโ€™originaria dottrina orientale della reincarnazione, che considera il ciclo delle rinascite un male, una dura necessitร  da cui liberarsi รจ stata recepita contrariamente in occidente โ€“ a partire dalle scuole filosofiche e dai movimenti religiosi greci fino ad arrivare i nostri giorni anche tra i cristiani โ€“ come un bene e cioรจ: come possibilitร  di progresso spirituale indefinito, nel quale mettere a frutto le esperienze fatte in precedenti esistenze.ย 

Possiamo sรฌ ammettere che la dottrina della reincarnazione nasce dallโ€™acuto desiderio di immortalitร  presente nellโ€™uomo ed esprime la consapevolezza della necessitร  di una purificazione piena per giungere alla comunione con Dio, ma dobbiamo altresรฌ rilevare che tale dottrina รจ falsa. E lo รจ anche quando, nella recezione che ne fanno alcuni cristiani contemporanei, essa non giunge a negare il valore redentivo della passione di Cristo.ย 

Non si rendono infatti conto che essa รจ comunque errore e offesa verso Dio e verso lโ€™uomo: verso Dio, poichรฉ ammette che egli non abbia potuto creare che un numero limitato di anime che trasmigrano di corpo in corpo[2]; verso lโ€™uomo, giudicandolo cosรฌ corrotto che difficilmente meriti premio. รˆ vero che oltre la vita terrena novantanove volte su cento lโ€™uomo dovrร  subire una purificazione prima di ricevere il premio, ma la purificazione nellโ€™aldilร  รจ giร  salvezza. E, dopo lโ€™ultimo giorno, con il corpo che gli fecero i suoi procreatori e con lโ€™anima che il Creatore gli ha creata per vivificare la carne, godrร  il premio.

Dunque rincarnarsi non รจ concesso, ma ricrearsi e rinascere per mezzo della proprio libera volontร  sรฌ, รจ concesso e Dio benedice queste volontร , le aiuta e le premia.

Fonte: Flaviano Patrizi Leggi la testimonianza di Gloria Polo Completa

ย 

GESUโ€™ A MARIA VALTORTA SULLA NEFASTA DOTTRINA DELLA REINCARNAZIONE

Le visioni di Maria Valtorta,chiunque dica che non sono approvati dalla Chiesa,rispondo:Padre Pio,nel 1967 (un anno prima della sua morte ),una sua figlia spirituale di lunga data,la signora Elisa Lucchi,gli chiese in confessione:โ€Padre,ho sentito parlare dei libri di Maria Valtorta. Mi consigliate di leggerli?โ€ Padre Pio rispose:โ€Io non te lo consiglio,te lo ordino!โ€.
โ€œPosso asserire che non ho avuto fonti umane per sapere ciรฒ che scrivoโ€,dichiarava la Valtorta [cfr. M. Valtorta,Il poema dellโ€™Uomo-Dio,Centro Editoriale Valtortiano,1992,vol. I,p. XII].

7 gennaio 1944.

Dice Gesรน: ยซUomo che mi sei caro nonostante i tuoi errori, pecora spersa per la quale ho camminato e per la quale ho versato il mio Sangue per segnarti la via della Veritร , questo dettato รจ per te. Una istruzione per te. Una luce per te. Non rifiutare il mio dono. Non commettere sacrilegio di pensare che รจ piรน giusta altra parola di questa.

Questa รจ mia. รˆ la mia voce che da secoli รจ sempre la stessa, che non muta, che non si contraddice, che non si rinnova col passare dei secoli perchรฉ รจ perfetta e il progresso non la incide. Voi potete aggiornarvi. Non Io che sono come il primo giorno nella mia dottrina cosรฌ come sono da eternitร  in eterno nella mia natura. Sono la Parola di Dio, la Sapienza del Padre. Nel mio vero, unico Vangelo, รจ detto: โ€œIo sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe. Non il Dio dei morti ma dei viviโ€. Abramo รจ vissuto una volta. Isacco รจ vissuto una volta. Giacobbe รจ vissuto una volta. Tu vivrai una volta. Io che sono Dio ho preso carne una volta e non la prenderรฒ una seconda, perchรฉ anche Dio rispetta lโ€™ordine.

E lโ€™ordine della vita umana รจ questo: Che ad una carne si fonda uno spirito per rendere lโ€™uomo simile a Dio, il quale non รจ carne ma spirito, non รจ animale ma soprannaturale. Che quando la carne tramonta, alla sua sera, cada come spoglia e rivestimento nel nulla da cui fu tratta e lo spirito torni alla vita sua: beata se visse, dannata se perรฌ per avere fatto della carne il suo signore invece di fare Dio signore del suo spirito. Che da quellโ€™al di lร  del quale inutilmente volete conoscere gli estremi senza accontentarvi di credere al suo essere, esso spirito attende con tremore di spavento o con palpito di gioia di veder risorgere la carne per rivestirsene nellโ€™estremo giorno della Terra e con quella precipitare nellโ€™abisso o penetrare in Cielo glorificato anche nella materia, con la quale avete vinto perchรฉ รจ stata la vostra nemica naturale da voi fatta alleata soprannaturale. Ma come potreste rivestire una carne al momento della mia eccelsa rassegna e con essa andare alla condanna o alla gloria, se ogni spirito avesse avuto molte carni? E quale sceglierebbe fra esse? La prima o lโ€™ultima?

Se la prima gli valse, secondo le vostre teorie, lโ€™ascesa alla seconda, รจ giร  carne meritevole, anzi piรน meritevole delle altre di possedere il cielo, perchรฉ ciรฒ che costa รจ la prima vittoria. Dopo lโ€™ascesa trascina. Ma se in Cielo devono entrare solo i perfetti, come puรฒ entrare la prima? Ingiusto sarebbe escludere la prima e ingiusto credere che sarร  esclusa lโ€™ultima delle vostre carni, che con teoria nefasta voi credete possano rivestire, a serie ascendenti, il vostro spirito, incarnato e disincarnato per tornarsi ad incarnare come abito che si posa la sera e si riprende al mattino. E come potreste voi chiamare i beati se essi fossero giร  reincarnati? E come dire vostri i vostri defunti se in quel momento essi giร  sono i figli di altri? No. Lo spirito vive. Creato che sia, non si distrugge piรน. Vive nella Vita se ha vissuto sulla terra, nellโ€™unica vita che vi รจ concessa, da figlio di Dio. Vive nella Morte se ha vissuto nella vita terrena da figlio di Satana.

Ciรฒ che รจ di Dio torna a Dio in eterno. Ciรฒ che รจ di Satana torna a Satana in eterno. E non dire: โ€œCiรฒ รจ maleโ€. Ciรฒ ? ti dico Io, Veritร  ? รจ sommo bene. Viveste mille vite, diverreste mille volte zimbello di Satana e non sempre sapreste uscirne feriti ma vivi. Vivendo una volta e sapendo che in quella volta รจ il vostro destino, se non siete dei maledetti adoratori della Bestia, agite con quel minimo almeno di volontร  che basta a Me per salvarvi. Beati poi quelli che in luogo del minimo danno tutto se stessi e vivono nella mia Legge. Il Dio dei vivi li guarda dal Cielo con infinito amore, e quel che ancora avete di bene sulla terra lโ€™avete per questi santi che voi talora spregiate, ma che i Santi chiamano โ€œfratelliโ€, che gli angeli carezzano, e che il Dio Uno e Trino benedice.ยป

Tratto I QUADERNI DEL 1944: QUADERNO Nยฐ 12 Ed.: CEV di Maria Valtorta

UNA RISPOSTA CHIARA DALLA PAROLA DI DIO: LA BIBBIA La domanda dellโ€™Ecclesiaste non esclude una esistenza eterna, bensรฌ, richiede una risposta chiara sulla vita dopo la morte fisica. La Parola di Dio, rivela che lโ€™uomo ha una esistenza terrena ed una eterna, come lo stesso Ecclesiaste dichiara: โ€œโ€ฆprima che la polveri torni alla terra comโ€™era prima, e lo spirito torni a Dio che lโ€™ha datoโ€ (Ecclesiaste 12:9). Il testo biblico rivela che ogni uomo lascerร  la vita sulla terra per entrare in quella eterna dove Dio รจ il Governatore assoluto. Difatti, il corpo creato dalla polvere della terra ritorna alla terra, mentre, la parte spirituale dellโ€™uomo, anima e spirito, ritornano a Dio, intendendo proprio come abbiamo affermato precedentemente, sotto la giurisdizione divina. La vita dellโ€™uomo sulla terra รจ una sola, come afferma, lโ€™apostolo nellโ€™epistola agli Ebrei: โ€œCome รจ stabilito che gli uomini muoiono una volta sola, dopo di che viene il giudizioโ€ (Ebrei 9:27). Da questโ€™ultimo testo biblico comprendiamo ancora meglio, che lโ€™uomo vive sulla terra una sola volta, come Dio ha stabilito. Il tempo della vita dellโ€™uomo sulla terra รจ brevissimo rispetto allโ€™esistenza eterna. La Bibbia paragona il soggiorno terreno dellโ€™uomo allโ€™โ€ombraโ€: Infatti, chi puรฒ sapere ciรฒ che รจ buono per lโ€™uomo nella sua vita, durante tutti i giorni della sua vita vana, che egli passa come unโ€™ombra? (Ecclesiaste 6:12); oppure, al โ€œfioreโ€ del campo:โ€œI giorni dellโ€™uomo son come lโ€™erba; egli fiorisce come il fiore del campoโ€ (Salmi 103:15), mentre, il Nuovo testamento paragona la vita dellโ€™uomo โ€œsotto il soleโ€ al โ€œvaporeโ€: โ€œmentre non sapete quel che avverrร  domani! Che cosโ€™รจ la vita vostra? Poichรฉ siete un vapore che appare per un poโ€™ di tempo e poi svanisceโ€ (Giacomo 4:14).

Caro amico, questa prima risposta della Bibbia offre una chiarezza sulla durata dellโ€™esistenza terrena dellโ€™uomo. La vita dellโ€™uomo โ€œsotto il soleโ€ รจ una solamente ed รจ breve quanto dura il vapore.

ย 

DAL LIBRO โ€œ NATUZZA EVOLO E LE ANIME DEL PURGATORIOโ€ DI DON STANZIONE

Quale differenza col sistema della reincarnazione! Nel quale il mio โ€œioโ€ attuale espierebbe inconsciamente delle colpe commesse da un io anteriore, e di cui io non custodisco il minimo ricordo!

Le Anime del Purgatorio non chiamano mai le loro pene โ€œpunizioniโ€ ; esse al contrario le amano, talmente sono calme e rassegnate alla Volontร  di Dio che esse amano ardentemente, di un puro amore, accettando con solerzia le loro sofferenze, considerando come una grande grazia essere in quel luogo. Ancor piรน, ella dice, se si proponesse loro di comparire davanti a Dio con la minima macchia, esse preferiscono precipitarsi in mille inferni, piuttosto che di comparire cosรฌ davanti alla Maestร  divina. E perchรฉ esse vedono che il Purgatorio รจ destinato a cancellare queste macchie, esse vi si gettano volontariamente e riconoscono che รจ una prova della misericordia infinita di Dio che permette loro, con questo mezzo, di allontanare questo ostacolo. Le Anime del Purgatorio soffrono non solamente con rassegnazione, ma con amore, ed il loro piรน grande desiderio รจ di vedere Dio. โ€œLa piรน grande sofferenza delle Anime del Purgatorio, ci dice il beato Suarez, grande teologo, รจ di essere private, e questo per loro colpa, della visione di Dio loro sovrano, perchรฉ esse hanno offerto pochissime soddisfazioni con le loro colpe nel corso della loro vita e negletto i tesori dei beni eterniโ€.

Non immaginiamo che il Purgatorio duri poco. Nostro Signore ci avverte nel Vangelo che il debitore โ€œnon uscirร  di lร  prima che egli non abbia pagato fino allโ€™ultimo soldoโ€ (Mt.5,26). Nessuna lingua potrebbe comunque dire quanto esse soffrono ! San Tommaso dโ€™Aquino scrive : โ€œIl minimo tormento del Purgatorio รจ piรน grande del piรน violento dolore sulla Terraโ€. Eโ€™ vero che le Anime del Purgatorio amano Dio di un amore ardente e che esse sono contente di soffrire ; esse sono anche visitate e consolate dalla Santissima Vergine, dagli Angeli e dai Santi. Abbiamo, anche noi, compassione di queste povere Anime, che non possono procurarsi da se stesse il minimo sollievo, se non vorremo, dopo la nostra morte, sentire questa parola : โ€œUn giudizio senza misericordia sarร  portato contro colui che non eserciterร  la misericordiaโ€.

ย 

ย 

Eโ€™ STATO CHIESTO A PADRE GABRIELE AMORTH: SU NEW AGE E REINCARNAZIONE Domanda: Ho sentito parlare spesso di New Age e di reincarnazione da parte di persone e di riviste. Che cosa ne pensa la Chiesa?

Risposta: Il New Age รจ un movimento sincretista pessimo, che ha giร  trionfato negli Stati Uniti e che sta diffondendosi con grande forza (perchรฉ รจ sostenuto da potenti classi economiche) anche in Europa e crede nella reincarnazione. Per questo movimento, tra Buddha, Sai Baba e Gesรน Cristo, tutto va bene, tutti sono elogiati. Come base dottrinale รจ fondato sulle religioni e sulle teorie e filosofie orientali. Purtroppo sta prendendo grandissimo piede e quindi cโ€™รจ da guardarsi molto da questo movimento! In che modo? qual รจ la cura? La cura contro tutti gli errori รจ lโ€™istruzione religiosa. Diciamolo pure con le parole del Papa: รจ la nuova evangelizzazione. E ne approfitto per consigliarvi di leggere innanzitutto la Bibbia come libro di base; il Nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica ed ancora, ultimamente, il libro del Papa, Oltre la soglia della speranza, specie se lo leggete piรน volte.ย 

Eโ€™ veramente una grande catechesi fatta in una forma moderna, perchรฉ รจ quasi una risposta a unโ€™intervista: alle domande provocatorie del giornalista Vittorio Messori il Papa dร  delle risposte cosรฌ profonde che non sembrerebbero tali a una prima lettura; ma se uno poi le rilegge, ne vede la profonditร โ€ฆ E combatte anche queste dottrine false. La reincarnazione รจ credere che dopo la morte lโ€™anima si reincarna in un altro corpo piรน nobile o meno nobile di quello che ha lasciato, in base a come uno รจ vissuto. Essa รจ condivisa da tutte le religioni e le credenze orientali e si sta molto divulgando anche in occidente per lโ€™interesse che oggi le nostre popolazioni, cosรฌ scarse di fede e ignoranti di catechismo, dimostrano per i culti orientali.ย 

Basti pensare che in Italia si calcola che almeno un quarto della popolazione creda nella reincarnazione. Voi sapete giร  che la reincarnazione รจ contro tutto lโ€™insegnamento biblico ed รจ incompatibile in maniera assoluta con il giudizio di Dio e la risurrezione. In realtร  la reincarnazione รจ solo unโ€™invenzione umana, forse suggerita dal desiderio o dalla intuizione che lโ€™anima รจ immortale. Ma noi sappiamo con certezza dalla Divina Rivelazione che le anime dopo la morte vanno o in Paradiso o allโ€™Inferno o in Purgatorio, secondo le loro opere. Dice Gesรน: Verrร  lโ€™ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la voce del Figlio dellโ€™uomo: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male, per una risurrezione di condanna (Gv 5,28). Sappiamo che la risurrezione di Cristo ha meritato la risurrezione della carne, ossia dei nostri corpi, che avverrร  alla fine del mondo.ย 

Perciรฒ cโ€™รจ assoluta incompatibilitร  tra la reincarnazione e la dottrina cristiana. O si crede nella resurrezione o si crede nella reincarnazione. Sbagliano quanti credono che si possa essere cristiani e credere nella reincarnazione.

Padre Gabriele Amorth Fonte

Padre Ambrogio ci schiarisce le idee

La Reincarnazione e il Cristianesimo

LA REINCARNAZIONE E IL CRISTIANESIMO

L’odierno sincretismo religioso non soltanto accetta la reincarnazione come una delle sue dottrine di base, ma cerca anche di dimostrare che esso puรฒ essere trovato nella Bibbia e nella storia del Cristianesimo. Esamineremo allora le fonti che sono citate per sostenere quest’ipotesi, dimostrando le differenze tra la dottrina della reincarnazione e l’insegnamento cristiano, e daremo infine una spiegazione per i ricordi di vita passata menzionati in un capitolo precedente.

Nelle religioni non cristiane

L’idea che l’anima possa, dopo morte, essere la forma di altri corpi appartiene al patrimonio comune dei popoli primitivi, presso i quali i fenomeni dell’allucinazione e del sogno hanno suggerito la possibilitร  per l’anima di abbandonare temporaneamente il corpo; la non chiara coscienza della distinzione tra la natura umana e quella animale, in quanto entrambe animate e viventi[4], ha reso possibile la credenza che l’anima, specialmente l’anima dei defunti, possa andare ad informare individui di una data specie animale. Naturalmente in questo passaggio non v’รจ, in origine, nessun concetto di sanzione morale; neppure, in un primo tempo, tra gli indiani i quali hanno, come altri popoli primitivi, considerato la luna come soggiorno delle anime dei morti e la pioggia come veicolo del loro ritorno a fecondare e rianimare la terra.

La speculazione brahmanica, nella sua ultima evoluzione contenuta nelle Upanishad, ha aggiunto a questo primitivo concetto animistico quello della reincarnazione (samsara), considerata come pena per non aver raggiunto con la meditazione liberatrice la comprensione dell’identitร  sostanziale dell’io con il mondo, nel che consiste la liberazione.

Il buddismo, che segna l’ultimo termine della speculazione brahmanica, accetta il postulato della reincarnazione ma considera questa, con i suoi sviluppi secondo la legge del karma, come conseguenza del non aver raggiunto la conoscenza, non giร  dell’identitร  dell’io con il cosmo, ma della realtร  empirica del dolore e dei mezzi per annientarlo, insegnati dal Buddha.

Nella filosofia greca

La dottrina della reincarnazione si ritrova anche in Grecia, dove la concezione animistica primitiva fu sviluppata da un apporto che Erodoto suppone erroneamente provenire dall’Egitto[5], ma che in realtร  proviene dall’Oriente indiano attraverso l’Asia Minore. Il movimento orfico, sviluppatosi in Grecia nel VI secolo a.C., considerรฒ la reincarnazione come mezzo di espiazione per ridare all’anima la purezza della sua origine divina, oscuratasi per esser discesa ad abitare il corpo umano, in seguito a una colpa primordiale; la rottura di questo ciclo di rinascite รจ descritta come la gioia dell’uccello che rompe i lacci che lo tengono prigioniero.

Dell’orfismo รจ tributario Pitagora, la cui dottrina in proposito รจ perciรฒ detta orfico-pitagorica[6]. Anche Platone per la psicologia dipende dall’orfismo in quanto anche egli[7] insegna che l’anima umana prima ha vissuto negli astri, dove le furono rivelate le leggi naturali e morali; poi in forza di una legge fatale (per la quale filosoficamente si deve intendere la necessaria unione di anima e corpo a formare l’individuo umano e miticamente la colpa dei titani divoratori di Dioniso) รจ discesa nel corpo che per essa รจ una prigione (ฯƒแฟถฮผฮฑ-ฯƒแฟ†ฮผฮฑ).

Nel solco di Platone si muovono il neopitagorismo e il neoplatonismo. Plotino spiega la legge fatale che induce l’anima, di origine divina, a incorporarsi, per il desiderio che essa sente di posseder meglio se stessa, individuandosi in un corpo. Soltanto con l’esercizio di una vita ascetica e purificatrice (ฮบฮฌฮธฮฑฯฯƒฮนฯ‚, kรกtharsis) che abbrevi il ciclo delle rinascite puรฒ, attraverso l’estasi, riunirsi all’Uno che l’attira e l’assorbe formando con essa un solo essere, facendole perdere il senso della sua individualitร , che รจ principio della sua inferioritร .

In epoca moderna

Le antiche dottrine pagane sulla metempsicosi sono state rinnovate nei tempi piรน recenti dai seguaci dello spiritismo e della teosofia, i quali perรฒ al termine di metempsicosi (come agli altri di ensomatosi, metensomatosi, palingenesi) preferiscono sostituire quello di reincarnazione, per sottolineare che essi limitano le trasmigrazioni dell’anima attraverso i soli corpi umani, mentre la metempsicosi puรฒ estendersi agli animali e persino ai vegetali.

Tra i protestanti alcune sette hanno rinnovato la teoria dell’apocatastasi; cosรฌ gli anabattisti e alcuni piรน recenti, come Ugo Janni[8]. Ma specialmente Schleiermacher introdusse nel protestantesimo l’idea di una possibile conversione dopo la morte[9]. Anche altri riesumarono la teoria della reincarnazione sotto diverse forme e con intonazioni diverse: cosรฌ Gerolamo Cardano, Bernardino Telesio, Giordano Bruno, Jean Baptiste Van Helmont, Charles Bonnet, Bellanche, Pierre Leroux, Jean Reynaud, Charles Fourier, ecc.

Ma furono specialmente i seguaci della teosofia e dell’antroposofia a rimetere in vigore la dottrina della metempsicosi, insegnando la successione delle vite (“reincarnazione”), con riferimento a fonti greche e latine, ad autori dei secoli XV-XVII, e, specialmente Helena Petrovna Blavatsky e Annie Besant, alle antiche filosofie e speculazioni religiose dell’India. Secondo tali teorie l’immenso ciclo di nascite e morti รจ regolato dal karma, secondo il quale ogni anima, lasciando un corpo, ne riveste un altro iniziando una nuova vita, in uno stato migliore o peggiore secondo ciรฒ che ha seminato nella vita precedente, senza escludere del tutto che si riproduca in una specie animale o vegetale o minerale, se la vita antecedente fu peccaminosa. Se si “reincarna” in un corpo umano e migliora si ha una progressiva ascesa fino alla perfezione, che si raggiunge con l’entrata nell’essenza universale, il Nirvana, dove l’uomo รจ assorbito[10].

Anche i seguaci dello spiritismo, specialmente francese, sostengono la reincarnazione invece del Purgatorio. Secondo loro la persona ha molte esistenze successive, di cui non ha ricordo. In esse espia i peccati commessi precedentemente. Quando lo spirito sarร  pienamente purificato, avrร  fine il ciclo; ma a questa purificazione completa 1’anima arriva fatalmente, per un processo quasi automatico, poichรฉ personalmente, non conoscendo i falli, non potrebbe espiarli[11].
L’insegnamento biblico

Se le dottrine reincarnazioniste parlano di differenti esistenze in corpi o esseri diversi da parte della stessa anima, l’insegnamento evangelico parla sempra nei termini di una sola vita, dopo la quale si da il giudizio.

Nel Discorso della Montagna colpisce la contrapposizione delle “beatitudini” e dei “guai”: essa si risolve in un rovesciamento di posizioni dopo la morte, quando chi “ora” ride, “allora” piangerร , e viceversa (Lc 6,20-26; Mt 5,3-12), e ciรฒ in modo definitivo. Lo stesso insegnamento risulta dalla parabola di Lazzaro e del ricco epulone (Lc 16,19-31) e da quella delle dieci vergini (Mt 25,1-13): in entrambe รจ evidente l’impossibilitร  di un cambiamento di sorte, essendo finito il tempo delle decisioni.

Le esortazioni di Gesรน alla vigilanza, all’attivitร , alla perseveranza (Mt 24,42-51; 25,13; Mc 13,33; Lc 12,35-40) non avrebbero senso se vi fosse reincarnazione: dopo la “notte” nessuno puรฒ piรน lavorare (cfr. Gv 9,4).

Lo stesso pensiero e le stesse esortazioni si trovano negli scritti degli Apostoli (cfr. Gal 6,9-10; 1Cor 9,24-27; 2Cor 5,1-10; 1Ts 5,2-3; 1Pt 1,3-8; 2Pt 3,10; Gc 4,13-15; Ap 11,10-11; 16,15). In particolare San Paolo insegna chiaramente (1Cor 15,24-28) che con il giudizio si chiude per tutti l’economia della salvezza, senza alcuna possibilitร  di un ritorno o di una universale apocatastasi. Infatti l’affermazione di una decisione essenziale e irrevocabile importa l’esc1usione di qualsiasi trasmigrazione e ricomparsa dell’anima in nuove vite.

La Lettera agli Ebrei afferma infine categoricamente:

ยซ ย [..] per gli uomini รจ stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio [..]. ยป (9,27)

Nei Padri della Chiesa
San Giustino
Clemente Alessandrino

La stessa dottrina che si trova nel Nuovo Testamento si puรฒ cogliere in numerosi testi dei Padri della Chiesa[12]: in Clemente Romano[13], in San Cipriano[14], i San Basilio[15], in San Giovanni Crisostomo[16], in Sant’Ambrogio[17].

Rispetto alle dottrine pagane sulla metempsicosi, il mondo cristiano รจ su posizioni diametralmente opposte, anche se non mancano tracce delle antiche dottrine, specialmente in qualche scrittore ispirato al platonismo e al neo-platonismo:
ย ย 
in San Giustino[18] si trova affermata una certa preesistenza dell’anima, di cui essa non ha coscienza, come nemmeno ha coscienza delle successive esistenze che seguono l’attuale;
ย ย ย 
Clemente Alessandrino non sembra abbia ammesso una forma di preesistenza, nonostante certi testi non decisivi[19]; altrove perรฒ accenna a un travisamento di anime[20], ma sembra riferirsi a speculazioni filosofiche, e chiaramente afferma la ฮผฮตฯ„ฮตฮฝฯƒฯ‰ฮผฮฌฯ„ฯ‰ฯƒฮนฯ‚, metensomรกtosis (“trascorporazione”) propria della teologia egiziana, dalla quale tale dottrina passรฒ in altri indirizzi (qui pensa a Pitagora[21]);

Origene ha una teoria sull’universale แผ€ฯ€ฮฟฮบฮฑฯ„ฮฌฯƒฯ„ฮฑฯƒฮนฯ‚, apokatรกstasis (“reintegrazione”): essa non รจ intimamente collegata con la metempsicosi propriamente detta, anche se egli ammette la preesistenza delle anime, e, nel De Principiis[22] cerca di conciliare il cristianesimo con le teorie platoniche; tali scritti suscitarono una forte polemica contro Origene, soprattutto dopo la sua morte, e particolarmente nel VI secolo, fino alla condanna del patriarca Menna di Costantinopoli e del suo Concilio particolare, e a quella del Sinodo di Costantinopoli del 543, con approvazione di papa Vigilio[23].

L’assenza di una vera e propria corrente cristiana favorevole alle teorie origeniste in generale e alla metempsicosi in particolare risulta pure da alcuni accenni che si trovano in opere antieretiche, in cui talvolta si giunge fino allo scherno di quelle teorie:

ย ย ย in Sant’Epifanio, Panarion adversus omnes haereses, 21, c. 2; 66, 28;
ย ย ย in San Basilio Magno, In Haexaemeron, homilia VIII, 2;
ย ย ย nel Pseudo-Dionigi l’Areopagita, De ecclesiastica hierarchia, c. VII, 2.

Nel Magistero medioevale

Anche se manca una definizione esplicita sulla irreformabilitร  dell’anima dopo la morte e sulla impossibilitร  di un mutamento sostanziale delle sue disposizioni, il magistero ecclesiastico ha perรฒ dichiarazioni inequivocabili secondo cui la sanzione avviene subito dopo la morte ed รจ decisiva per tutta l’eternitร :

ย ย ย nel II Concilio di Lione (1274)[24];
ย ย ย nella costituzione Benedictus Deus di Benedetto XII (29 gennaio 1336)[25];
ย ย ย nel Decretum pro Graecis del Concilio di Firenze (4 giugno 1439)[26].

Nella Scolastica
Carlo Crivelli, San Tommaso d’Aquino

La teologia scolastica riafferma e spiega razionalmente la dottrina della Sacra Scrittura e dei Padri sottolineando la distinzione tra status viae (“stato di cammino”) e status termini (“stato di termine”): in quest’ultimo non si puรฒ piรน meritare. Nel periodo della scolastica echeggia perรฒ qua e lร  l’idea manichea, giร  combattuta dai Padri, come risulta da due passi della Summa de Catharis di Fr. Rainerio Sacconi[27].

La questione รจ ancora attuale ai tempi di San Tommaso d’Aquino, che la esamina sotto tutti gli aspetti. Il rifiuto reciso e categorico di tutti gli elementi che potrebbero giustificare la metempsicosi si fonda in San Tommaso su un principio basilare: “la proporzione dell’anima dell’uomo al corpo dell’uomo รจ uguale alla proporzione dell’anima di quest’uomo al corpo di quest’uomo”[28], e di questo principio metafisico-psicologica fa il perno della sua confutazione filosofica. Tommaso poi dimostra con l’autoritร  della Rivelazione e con ragioni metafisiche e teologiche che la trasformazione finale avrร  carattere definitivo[29], e cheย le anime hanno la volontร  immutabilmente fissa nel bene o nel male, secondo lo stato in cui si trovavano al momento del trapasso[30].

Questa dottrina, conforme al magistero ecclesiastico e ai dati della Rivelazione, รจ ancor oggi comune tra i cattolici.[31]


Nel Magistero recente

Il Sant’Uffizio dichiarรฒ nel 1919[32] che le dottrine teosofiche, all’interno delle quali รจ sviluppato un insegnamento reincarnazionista, non sono conciliabili con la dottrina cattolica.

Giovanni Paolo II toccรฒ il tema della reincarnazione nell’Udienza generale di mercoledรฌ 4 novembre 1998, nella quale fa riferimento al n. 9 della Tertio Millennio Adveniente citata a inizio voce:
ยซ ย Non manca chi avverte il fascino di una credenza come quella della reincarnazione, che รจ radicata nell’humus religioso di alcune culture orientali[33]. La rivelazione cristiana non si accontenta di un vago sentimento di sopravvivenza, pur apprezzando l’intuizione di immortalitร  che รจ espressa nella dottrina di alcuni grandi ricercatori di Dio. Possiamo, inoltre, ammettere che l’idea di una reincarnazione sia suscitata dall’acuto desiderio di immortalitร  e dalla percezione dell’esistenza umana come “prova” in vista di un fine ultimo, nonchรฉ della necessitร  di una purificazione piena per giungere alla comunione con Dio.ย La reincarnazione, tuttavia, non garantisce l’identitร  unica e singolare di ogni creatura umana quale oggetto del personale amore di Dio, nรฉ l’integritร  dell’essere umano quale “spirito incarnato”. ยป
(http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1998/documents/hf_jp-ii_aud_04111998_it.html)


La risposta alle teorie reincarnazioniste

L’opposizione tra le dottrine reincarnazionistiche e la dottrina cattolica รจ evidente.[34]

Nell’impostazione tomista l’argomento contro la reincarnazione puรฒ essere cosรฌ formulato: se l’anima รจ forma sostanziale del corpo[35], che gli dร  l’essere specifico e che ha quindi con esso un unico essere sostanziale, ne consegue che non puรฒ unirsi che a questo corpo[36]; Vi รจ stretta proporzione tra tale anima e tale corpo[37]. L’anima conserva sempre le determinazioni avute nell’unione con questo corpo, come sua forma, e non puรฒ divenire forma di un altro corpo[38].

In termini piรน diretti, gli argomenti portati in favore della reincarnazione non sono cogenti:

I suoi sostenitori si appellano all’ineguale distribuzione dei mali nell’attuale permanenza sulla terra, per sostenere che essa dipenderebbe dal fatto di altre esistenze anteriori, peccaminose, da cui occorrerebbe purificarsi.

Nella visione cristiana, invece, l’ineguale distribuzione dei beni, con permissione o tolleranza dei mali, dipende dalla diversa donazione dell’amore di Dio[39], che ad ognuno assegna una via da percorrere per prepararsi alla vita eterna. I mali della vita presente servono per la purificazione dai peccati attuali, non da quelli di una vita anteriore di cui nessuno ha ricordo.

I sostenitori della reincarnazione si richiamano anche alla grande diversitร , giร  per disposizioni native, tra le anime, mentre i corpi sono simili.

Riguardo a ciรฒ รจ sufficiente far osservare che tutto il mondo รจ fatto di ineguaglianze, dalla natura inanimata alla natura spirituale, e che la diversitร  di genio, di virtรน, di intelligenza dipende sia da una diversa donazione divina, sia dall’influsso dei genitori (ereditarietร ), sia dalla particolare costituzione di ogni singolo nell’unione dell’anima a un determinato corpo.

Ancora, chi sostiene la reincarnazione afferma che per percorrere il cammino verso l’infinito una sola esistenza non basta.

Si risponde cheย non basterebbero nemmeno milioni di esistenze; in realtร  si รจ chiamati a svolgere nell’unica vita a nostra disposizione il disegno di Dio, con l’aiuto della sua Grazia.

Infine, i reincarnazionisti rilevano che quaggiรน i buoni sono spesso vittime dei cattivi, e purtuttavia la societร  non viene meno, ma progredisce: e ciรฒ perchรฉ le individualitร  migliori sempre ritornano, mantengono e sviluppano le sane tradizioni.

Si risponde che il progresso morale nell’umanitร  รจ spesso problematico e comunque, quando รจ reale, si spiega con ben altre ragioni.

Infine vi sono contro la reincarnazione argomenti inconfutabili:

l’assenza di ogni ricordo di una o piรน esistenze anteriori; i teosofi cercano di giustificare ciรฒ dicendo che tra le due esistenze vi รจ come uno spazio in cui tutto diventa tendenza, non vi รจ piรน atto di conoscenza, e pertanto al ritorno nell’esistenza รจ impossibile ricordare: ma almeno una memoria confusa dovrebbe esservi;

l’impossibilitร  di dare alla reincarnazione il carattere di sanzione morale, poichรฉ non si vede come possa esserci castigo se non c’รจ memoria della colpa che si deve espiare;

l’impossibilitร  di conciliare la reincarnazione con la spiritualitร  dell’anima, che se avesse bisogno di simili trasmigrazioni per purificarsi non sarebbe spirituale, bastando a un essere spirituale, per purificarsi, il cambiamento e riordinamento della volontร .

La teoria della reincarnazione รจ pertanto in contrasto sia con la dottrina cattolica che con i principi di una sana filosofia che resti fedele ai dati dell’esperienza e ai postulati della ragione. (dal sito cathopedia.org)

LA REINCARNAZIONE E LA BIBBIA

I testi biblici presi per sostenere l’idea di reincarnazione sono i seguenti:

1) Matteo 11,14 e 17,12-13, riguardo all’identitร  di Giovanni il battista;
2) Giovanni 9,2, “Chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perchรฉ sia nato cieco?”;
3) Giovanni 3,3, “Se uno non รจ nato di nuovo non puรฒ vedere il regno di Dio”;
4) Giacomo 3,6, “Il ciclo della vita”;
5) Galati 6,7, “Quello che l’uomo avrร  seminato, quello pure mieterร ”;
6) Matteo 26,52, “Tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada”;
7) Apocalisse 13,10, “Se uno deve andare in prigionia, andrร  in prigionia; se uno dev’essere ucciso con la spada, bisogna che sia ucciso con la spada”.

1. Il primo testo concerne l’identitร  di Giovanni il battista, che i reincarnazionisti suppongono essere la reincarnazione del profeta Elia. In Matteo 11,14 Gesรน dice: “Se lo volete accettare, egli (Giovanni il battista) รจ l’Elia che doveva venire”. Piรน avanti, nel rispondere agli apostoli riguardo alla venuta di Elia, Gesรน dice loro: “Ma io vi dico: Elia รจ giร  venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, gli hanno fatto tutto quello che hanno voluto; cosรฌ anche il Figlio dell’uomo deve soffrire da parte loro. Allora i discepoli capirono che egli aveva parlato loro di Giovanni il battista” (Matteo 17,12-13; vedere anche Marco 9,12-13).

A un lettore frettoloso, puรฒ sembrare che questi versi implichino la reincarnazione del profeta Elia in Giovanni il battista.ย La profezia del ritorno di Elia si trova nel libro del profeta Malachia (3,1; 4,5-6): “Ecco, io vi mando il profeta Elia, prima che venga il giorno del Signore, giorno grande e terribile. Egli volgerร  il cuore dei padri verso i figli, e il cuore dei figli verso i padri, perchรฉ io non debba venire a colpire il paese di sterminio”. Proprio prima dell’adempimento di questa profezia con la nascita del battista, un angelo aveva annunciato a suo padre Zaccaria: “…andrร  davanti a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per volgere i cuori dei padri ai figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto” (Luca 1:17). Cosa significano le parole “con lo spirito e la potenza di Elia”? Secondo gli altri passaggi biblici che si riferiscono a Elia e al battista, non insegnano la reincarnazione.

Al tempo in cui Giovanni il battista cominciรฒ la sua predicazione pubblica, i sacerdoti gli chiesero: “Sei tu Elia?” (Giovanni 1:21). In tali circostanze un vero “guru” non avrebbe esitato a dichiarare la sua posizione nella successione dei maestri spirituali (guru parampara) della tradizione che egli rappresenta.ย Ma Giovanni il battista rispose semplicemente: “Non lo sono”ย (stesso verso).

Il motivo della sua negazione รจ che Giovanni il battista era un TIPO di Elia, un profeta che avrebbe dovuto ripetere la missione di Elia in un contesto simile al suo. Come Elia prima di lui, anche Giovanni il battista dovette subire la persecuzione della casa reale e agire nel contesto di degenerazione spirituale in cui versava la nazione d’Israele, con la missione di ricondurre le persone a Dio.ย Il battista aveva lo stesso incarico spirituale del profeta Elia, ma non la stessa anima o lo stesso “sรจ”. Dunque nell’espressione “con lo spirito e la potenza di Elia” non bisogna vedere l’idea della reincarnazione di una persona, ma la necessaria ripetizione di un episodio ben conosciuto nella storia d’Israele. Un altro testo biblico che contraddice la teoria della reincarnazione in questo caso รจ la storia della scomparsa di Elia da questo mondo.ย Elia non morรฌ fisicamente, ma fu trasportato in cielo (2 Re 2,11). La teoria classica della reincarnazione afferma che una persona deve prima morire affinchรฉ il suo sรจ possa reincarnarsi in un altro corpo. Nel caso di Elia, questo ovviamente non accadde.ย Infine, dobbiamo ricordare l’esperienza dei tre apostoli al monte della trasfigurazione (Matteo 17,1-8, Marco 9,2-8, Luca 9,28-36), dove in presenza di Cristoย apparve Eliaย e fu identificato dagli apostoli senza alcun fraintendimento che potesse trattarsi del battista.

2. Il prossimo testo รจ quello della guarigione dell’uomo nato cieco, riportata in Giovanni 9,2. Consideriamo la domanda degli apostoli: “Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perchรฉ sia nato cieco?”. E’ ovvio che se fosse valida la prima opzione (l’uomo sarebbe nato cieco a causa dei suoi peccati) significherebbe che l’uomo poteva aver peccato solo in una vita precedente. Secondo la teoria classica della reincarnazione, in una vita precedente quell’uomo sarebbe potuto essere un crudele dittatore che ora stava subendo la condanna per le sue azioni.

Comunque, la domanda degli apostoli non implica che tra gli israeliti fosse diffusa qualche forma di dottrina della reincarnazione. Conferma anzi che alcune fazioni religiose dell’epoca insegnavano la fantasiosa teoria che il feto puรฒ commettere peccati mentre รจ ancora nel grembo della madre. Se Gesรน avesse considerato vera la reincarnazione, sicuramente avrebbe utilizzato questa opportunitร  – come Egli era solito fare – per spiegare loro la legge del karma e per applicare la reincarnazione al caso di quell’uomo. Gesรน non mancรฒ mai di cogliere simili occasioni per istruire i suoi discepoli riguardo alle questioni spirituali, e la reincarnazione sarebbe stata una dottrina cruciale da apprendere.

Ciรฒ nonostante, con la risposta che diede loro, Gesรน rigettรฒ entrame le ipotesi suggerite dagli apostoli. Sia l’idea di poter peccare prima della nascita, sia quella della punizione per i peccati dei genitori, erano sbagliate. Gesรน disse: “Nรฉ lui ha peccato, nรฉ i suoi genitori” (Giovanni 9,3). Quella situazione offrรฌ a Gesรน la possibilitร  di offrire alla gente una prova della Sua divinitร , guarendo il cieco nato (v. 39).

3. Nel Vangelo di Giovanni, Gesรน dice a Nicodemo: “In veritร , in veritร  ti dico che se uno non รจ nato di nuovo non puรฒ vedere il regno di Dio” (Giovanni 3,3). Preso fuori contesto, questo verso puรฒ sembrare suggerire che la reincarnazione (la rinascita) รจ il modo per ottenere la perfezione spirituali ed essere ammessi nel “regno di Dio”. Al verso seguente leggiamo che Nicodemo risponde: “Come puรฒ un uomo nascere quando รจ giร  vecchio? Puรฒ egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?” (v. 4). Gesรน rigettava l’idea di rinascita fisica e stava spiegando il bisogno che l’uomo rinasca spiritualmente, durante la sua vita, per poter entrare nel regno di Dio dopo la vita terrena (si veda anche questa riflessione).

Gesรน spiegรฒ ulteriormente il significato delle Sue parole riferendosi a un episodio ben conosciuto della storia d’Israele: “Come Mosรจ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌ bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato” (Giovanni 3,14). Questo episodio risale alla traversata del deserto da parte del popolo d’Israele verso la Terra Promessa, sotto la guida di Mosรจ. Essi parlarono contro Dio, e come risultato comparvero dei serpenti velenosi che presero a morderli. Rendendosi conto del loro peccato, implorarono salvezza. Dio allora disse a Mosรจ di forgiare un serpente di rame e di metterlo su un’asta, e chiunque l’avrebbe guardato sarebbe stato sanato; bastava semplicemente ubbidire e guardare, per essere guariti. Tornando al collegamento che Gesรน fece tra questo episodio e il suo insegnamento, Egli disse: “Come Mosรจ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌ bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinchรฉ chiunque crede in Lui abbia vita eterna” (Giovanni 3,14-15). In altre parole, come Mosรจ aveva innalzato il serpente di rame nel deserto 1400 anni prima, prefigurando il sacrificio di Gesรน, cosรฌ Egli doveva essere innalzato sulla croce, affinchรฉ chiunque crede in Lui sia salvato.
Come gli Israeliti nel deserto ubbidendo al comando di Dio furono salvati dalla morte, cosรฌ Dio offriva a Nicodemo, alla sua generazione e al mondo intero, di essere salvati credendo che il sacrificio di Gesรน sulla croce รจ la soluzione perfetta che Egli ha provvisto per i peccati del mondo. Dunque il tipo di rinascita di cui Gesรน parlava (come anche Paolo, vedi Tito 3,5) non รจ il concetto orientale di reincarnazione ma una rinascita spirituale che noi abbiamo sperimentato e di cui ogni essere umano puรฒ fare l’esperienza nel corso della sua vita terrena.

4. Il quarto testo interpretato da alcuni come indicativo della reincarnazione si trova nell’epistola di Giacomo 3,6, dove si parla di “corso della vita” o di “ciclo della vita”, il che sembra richiamare il ciclo di reincarnazioni senza fine presentato dalle religioni orientali. Ma il verso in questione dice soltanto che “la lingua รจ un fuoco… che contamina tutto il corpo e, infiammata dalla geenna, dร  fuoco al ciclo della vita”. La lingua senza controllo viene equiparata a un fuoco che danneggia tutti gli aspetti dell’esistenza, pensieri e opere, in un circolo vizioso. Significa cioรจ che il parlare peccaminoso รจ all’origine di molti altri peccati, che ne conseguono, e che conducono l’uomo alla geenna (l’inferno).

5. L’esempio classico di karma e samsara nella Bibbia รจ, secondo i reincarnazionisti, rappresentato dalle parole dell’apostolo Paolo ai Galati: “Non vi ingannate; non ci si puรฒ beffare di Dio; perchรฉ quello che l’uomo avrร  seminato, quello pure mieterร ” (Galati 6,7). Questo “seminare e mietere” puรฒ sembrare indicare gli atti della persona e le loro conseguenze come dettate dal karma nelle vite seguenti. In realtร , basta leggere il verso successivo per rendersi conto che il punto qui รจ il giudicare gli effetti dei nostri atti dalla prospettiva della vita eterna, come affermato nella Bibbia, senza possibilitร  di ulteriori esistenze terrene in gioco: “…quello che l’uomo avrร  seminato, quello pure mieterร . Perchรฉ chi semina per la sua carne, mieterร  corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterร  dallo Spirito vita eterna” (Galati 6,7-8, si legga anche l’intero capitolo). “Mietere corruzione” significa separazione eterna da Dio nella geenna, mentre la “vita eterna” rappresenta comunione eterna e personale con l’Iddio eterno nei cieli. Nel loro contesto, questi versi non suggeriscono affatto la reincarnazione dell’anima dopo la morte. Secondo il Cristianesimo, il giudice supremo dei nostri atti รจ Dio, e non un karma impersonale.

6. Dopo che pietro ebbe tagliato l’orecchio di Malco, servo del sommo sacerdote, nel tentativo di impedire l’arresto di Gesรน nel Getsemani, Gesรน guarรฌ il servo (Luca 22:51), e rimproverรฒ Pietro dicendo: “Riponi la tua spada al suo posto, perchรฉ tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada” (Matteo 26:52). I reincarnazionisti pensano che questo verso implichi l’azione del karma.

Tutti e quattro i vangeli fanno un resoconto del rimprovero di Gesรน contro l’iniziativa di Pietro. Per quanto eroica potesse apparire, era contraria al piano di Dio (come Gesรน stesso disse poco dopo: “Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che cosรฌ avvenga?”, verso 54). Pietro dunque in questo caso stava peccando e, secondo la legge dell’Antico Testamento il peccato doveva essere retribuito (cfr. Genesi 9,6, ecc.). Comunque, in tutta la legge dell’Antico Testamento, si parla sempre di retribuzione nella vita attuale (Es. 21,23-25, Lev. 24,19-20, Deut. 19,21, ecc.), non in presunte vite future. Altrimenti le parole di Gesรน porterebbero a delle implicazioni assurde. Se Egli avesse inteso dire che uccidendo qualcuno con la spada in questa vita, si verrebbe uccisi con la spada in una vita futura, allora la crocifissione di Gesรน (che seguรฌ di lรฌ a poco) sarebbe stata una punizione per i peccati che il Figlio di Dio aveva commesso in qualche “vita precedente”, invece di essere secondo il piano di salvezza di Dio come Cristo stesso aveva piรน volte affermato.

7. “Se uno deve andare in prigionia, andrร  in prigionia; se uno dev’essere ucciso con la spada, bisogna che sia ucciso con la spada” (Apocalisse 13,10). Questo verso appartiene a una profezia che parla del tempo della fine, in cui Satana e i suoi soggetti avranno temporaneamente potere sulla terra. I seguaci della reincarnazione devono rendersi conto che si tratta di una citazione dall’Antico Testamento: “Se anche ti dicono: “Dove ce ne andremo?”, tu risponderai loro: “Cosรฌ dice il Signore: Alla morte, i destinati alla morte; alla spada, i destinati alla spada; alla fame, i destinati alla fame; alla schiavitรน, i destinati alla schiavitรน” (Geremia 15,2). Questa sentenza fu scritta dal profeta Geremia poco prima della caduta di Gerusalemme e dell’esilio Babilonese (586 a.C.) ed esprime la condanna di Dio sugli israeliti malvagi di quel tempo, che Lo avevano rigettato. Qui non รจ all’opera una legge impersonale del karma, ma la volontร  di un Dio personale e creatore, che ha il diritto di scegliere come punire coloro che Lo hanno rigettato (si veda anche Geremia 43,11, che usa le stesse parole per annunciare la punizione dell’Egitto per i suoi peccati). Lo scrittore dell’Apocalisse usa questa citazione per rassicurare i credenti che si troveranno a vivere durante gli eventi descritti nella profezia, che Dio tornerร  a fare giustizia, cosรฌ come fece nel passato. Pertanto li esorta ad avere costanza e fedeltร , come il verso aggiunge subito dopo (v. 10).

Come si puรฒ osservare, in tutte le situazioni in cui sono menzionate delle “prove bibliche” per la reincarnazione, il contesto viene sempre ignorato. Altri passaggi usati per tentare di convalidare la reincarnazione, parlano in realtร  dell’esistenza di Cristo prima della Sua venuta nel mondo in forma umana (Giovanni 8,58), la continuitร  dell’esistenza dell’anima di ogni persona dopo la morte (Giovanni 5,28-29, Luca 16,22-23, 2 Corinzi 5,1), e la rinascita spirituale dei credenti durante la loro vita terrena attuale (Tito 3,5, 1 Pietro 1,23), l’unica ammessa dalla Bibbia. Nessuno di questi passaggi dร  una seppur vaga indicazione della reincarnazione.

QUALCUNO HA RISCRITTO LA BIBBIA, CANCELLANDO DEI PASSAGGI CHE PARLAVANO DI REINCARNAZIONE?

Alcune persone pensano che la Bibbia abbia potuto contenere molti passaggi che insegnavano la reincarnazione, e che questi furono cancellati durante il quinto cincilio ecumenico, tenuto a Costantinopoli nell’anno 533 d.C. Comunque, non esiste alcuna prova che sia mai avvenuta una cosa del genere. I manoscritti esistenti, molti dei quali sicuramente alquanto piรน antichi del 533 d.C., non sono diversi dai testi che noi usiamo oggi. Esistono inoltre numerosi motivi per credere che il Nuovo Testamento non fu scritto piรน tardi del primo secolo dopo Cristo, prima della nascita di qualsiasi istituzione religiosa cristiana.
Ulteriori informazioni sull’accuratezza dell’attuale testo Biblico sono disponibili in inglese (si veda ad es. Dating the Oldest New Testament Manuscripts, di Peter van Minnen, Duke University) e in italiano (si veda ad es. questo studio).

Inoltre, se i presunti riferimenti alla reincarnazione fossero stati cancellati, perchรฉ allora sono stati lasciati passaggi come quelli che abbiamo visto sopra? E’ chiaro, invece, che tutto il testo biblico contraddice l’idea di reincarnazione, sia esplicitamente che implicitamente (si vedano ad esempio 2 Samuele 12,23; 14,14, Giobbe 7,9-10, Salmo 78,39, Matteo 25,31-46, Luca 23,39-43, Atti 17,31, 2 Corinzi 5,1;4;8, Apocalisse 20,11-15). Ecco un chiaro esempio tratto dal Nuovo Testamento:

“Come รจ stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, cosรฌ anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirร  una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza” (Ebrei 9,27-28).

L’insegnamento cristiano che si vive una sola volta รจ biblico oltre ogni ragionevole dubbio, e viene offerto come termine di paragone il fatto che Gesรน stesso morรฌ una sola volta per i nostri peccati. Il giudizio che segue dopo la morte non รจ ovviamente il giudizio di un karma impersonale, ma quello di un Dio personale e onnipotente; l’uomo puรฒ entrare nella vita eterna con Lui in cielo, o essere separato da Lui per l’eternitร .

La reincarnazione รจ contraria al cuore stesso del Cristianesimo: la necessitร  del sacrificio espiatori di Gesรน Cristo per i nostri peccati. Se noi esseri umani dobbiamo pagare le conseguenze dei nostri peccati nelle vite future e guadagnarci la salvezza con le nostre capacitร , il sacrificio di Gesรน diventa inutile e assurdo. Non sarebbe la via per andare al Padre, ma un evento come un altro nella storia. Gesรน invece ha detto: “Io sono la via, la veritร  e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14,6).

SE LA REINCARNAZIONE NON E’ VERA, COME SI SPIEGANO I RICORDI DI VITE PRECEDENTI?

In un precedente capitolo abbiamo discusso dell’equivalenza tra il rievocare “i ricordi di vite passate” mediante l’ipnosi, e il fenomeno delle personalitร  multiple. Ma, dicevamo, se si considera la questione da un punto di vista puramente naturalistico, rimane un elemento irrisolto: come sono distribuiti i ruoli delle diverse personalitร , chi dirige cioรจ questo processo? Non puรฒ essere casuale. Usando le parole di Wilson, “lo show deve avere un ‘direttore'”.

I parapsicologi tendono ad attribuire il ruolo del “direttore” a delle entitร  personali esterne, che agiscono attraverso un processo di channeling. L’ipnosi crea delle condizioni perfette per entrare in contatto con queste entitร  mediante l’abolizione della normale coscienza. Invece di presentare la loro vera identitร , tali entitร  si presentano come personalitร  rievocate dalle vite precedenti della persona. Fino ad oggi sono stati documentati sufficienti casi di interferenza da parte di spiriti esterni nella produzione di storie di reincarnazione. La maggior parte delle persone che cercano di rievocare tali ricordi non sono consapevoli di queste entitร  parassite. Quelli che ne sono consci invece le accettano come aiuti preziosi nel processo di ricostruzione dei ricordi. Il solo motivo per accettare i ricordi cosรฌ ottenuti รจ la fiducia cieca nella sinceritร  di queste entitร  spirituali.

Ora se passiamo dal campo della parapsicologia a quello del Cristianesimo, appare evidente che tali “entitร  spirituali esterne” esistono, e hanno sufficienti motivi per mentirci riguardo alle realtร  spirituali. Sono chiamati demoni e hanno sviluppato diversi sistemi ingegnosi per ingannare gli esseri umani. La Bibbia commenta:

“Non c’รจ da meravigliarsene, perchรฉ anche Satana si traveste da angelo di luce. Non รจ dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarร  secondo le loro opere” (2 Corinzi 11,14-15).

Se accettiamo la rivelazione biblica, ammettendo che i demoni esistono e che fanno del loro meglio per diffondere le loro “veritร ” sulle realtร  spirituali, perchรฉ non si dovrebbe considerare il loro possibile coinvolgimento nella produzione di prove a favore della reincarnazione, un concetto che si oppone vistosamente all’essenza del Cristianesimo e al tempo stesso si adatta perfettamente ai loro scopi? Se le migliori condizioni per esprimersi si verificano proprio sotto ipnosi (quando la coscienza di sรจ viene abolita), perchรฉ non dovrebbero agire? Perchรฉ non dovrebbero rispondere a un pubblico invito di adempiere i loro scopi in un modo affascinante per un pubblico credulo e ignorante delle realtร  spirituali?

L’esperienza della possessione spiritica rappresenta un pieno o parziale controllo dell’essere umano da parte di un’entitร  spirituale esterna (un demone). Questo fenomeno รจ conosciuto alla maggior parte delle religioni e nell’occultismo. Lo spirito parassita esercita il suo controllo sul comportamento, sulle funzioni mentali e sulle emozioni della persona coinvolta, essendo capace di produrre sensazioni e sintomi nel corpo fisico. Questa figura รจ ovviamente molto vicina a ciรฒ che accade durante una seduta di regressione ipnotica. Perchรฉ allora rigettare la spiegazione della possessione spiritica e scegliere di credere a un’evidenza di vita precedente? Le informazioni prodotte (i ricordi di vite precedenti) corrispondono in parte alla realtร , al fine di guadagnare la fiducia dell’uomo; se queste informazioni sono conosciute dagli esseri umani, quanto piรน sono conosciute dai demoni. Se gli uomini sono in grado di creare degli scenari storici basandosi sulle informazioni a loro disposizione, quanto piรน creativi sapranno essere i demoni?

Nel caso dei “ricordi spontanei di vite passate” da parte dei bambini, il meccanismo รจ simile. All’etร  in cui essi ricordano le loro presunte vite precedenti (in genere tra i due e i cinque anni) il loro discernimento spirituale non รจ ancora neppure formato, il che li rende vulnerabili a ogni manipolazione. In un precedente capitolo su questo fenomeno, abbiamo visto che ci sono casi in cui la presunta reincarnazione dell’anima si sovrappone alla personalitร  del bambino, presentando i tipici sintomi della possessione demoniaca.

In conclusione, non รจ possibile riconciliare il Cristianesimo e la reincarnazione. Da un punto di vista di studio, come Ian Stevenson ha affermato, le cosiddette esperienze di reincarnazione rilevate fino ad oggi possono solo “suggerire” l’idea della reincarnazione, ma a un esame attento non dimostrano nulla. Da un punto di vista cristiano, invece, suggeriscono evidenza di possessione demoniaca e pertanto questi metodi non andrebbero mai usati.

La dottrina della reincarnazione e la Bibbia

a cura di G. Butindaro

La dottrina della reincarnazione ha cominciato a diffondersi ampiamente tra gli occidentali alla fine del diciannovesimo secolo per opera della Societร  Teosofica, una setta fondata dalla spiritista Helena Blavatsky (1831-1891) assieme all’avvocato spiritista colonnello Henry Steel Olcott (1832-1907), nel 1875. Questa setta, dedita all’occultismo e allo spiritismo e che avversa in maniera feroce il Cristianesimo, ha avuto un ruolo fondamentale nella formazione del New Age (in italiano Nuova Era o Nuovo Evo), il super-movimento che in questi ultimi decenni si รจ divulgato per tutto il mondo e che attira al suo interno soprattutto i giovani, tanto che taluni fanno risalire l’origine del New Age proprio alla data del 1875 e chiamano la sua fondatrice la madre del New Age.

La reincarnazione ha ricevuto un forte impulso dopo la seconda guerra mondiale dai cosiddetti guru indiani che hanno cominciato ad invadere l’Occidente. รˆ accettata da innumerevoli persone nel mondo. In particolare va segnalato che la reincarnazione spesso si fa strada nei cuori di molti giovani per il fatto che taluni cantanti, o attori o atleti sportivi di cui essi hanno profonda stima aderiscono ad essa. In sostanza molti giovani accettano la reincarnazione perchรฉ l’ha accettata il loro ‘idolo’.
Vediamo adesso che cosa dice questa dottrina; noi la descriveremo dal punto di vista induista, facendo notare man mano i punti su cui non tutti i reincarnazionisti sono d’accordo tra loro (tra di essi infatti ci sono differenti modi di vedere a riguardo di una cosa o di un’altra).

Innanzi tutto questa dottrina dice che noi sulla terra non stiamo vivendo per la prima volta, avendo vissuto delle altre vite in precedenza; e questo perchรฉ l’anima dell’uomo quando abbandona un corpo se ne andrebbe in un altro. Questo concetto รจ espresso nella Bhagavad-Gita (scritti considerati sacri da coloro che professano l’Induismo) in questi termini: ‘A quel modo che un uomo abbandona i suoi vecchi vestimenti e ne prende di nuovi, cosรฌ il sรจ abitante nel corpo abbandona i suoi vecchi corpi e ne prende di nuovi’ (Bhagavad-Gita, Seconda Lettura v. 23); ‘A quel modo che in questo corpo il sรจ incorporato passa attraverso l’infanzia, la giovinezza e la vecchiaia, cosรฌ, alla morte, egli assume un altro corpo’ (Ibid., Seconda Lettura v.14). A tale proposito va detto che alcuni credono che l’anima dell’uomo puรฒ andare a reincarnarsi anche in un animale (come credono gli induisti) e altri questo lo negano; inoltre mentre taluni credono che l’anima disincarnata se ne va subito in un altro corpo umano, altri credono che ci va dopo un certo periodo di tempo, breve per alcuni molto piรน lungo per altri, e che nel frattempo l’anima rimarrebbe sulla terra o risiederebbe in qualche altro mondo o piano di esistenza. La dottrina della reincarnazione dice anche che noi siamo e sperimentiamo sulla terra quello che meritiamo di essere e di sperimentare in base al nostro comportamento tenuto nelle vite precedenti; in altre parole il bene che uno riceve sulla terra รจ il frutto delle azioni buone passate, mentre il male che uno riceve รจ il frutto delle cattive azioni passate. Cosicchรฉ se uno nasce in una famiglia ricca o ha una buona salute viene detto che ha un buon karma, mentre se nasce in una famiglia povera, malato, e durante la sua vita subisce sventure di ogni genere si dice che ha un cattivo karma. ‘รˆ il suo karma’, ecco l’espressione che si sente ripetutamente dire ai reincarnazionisti per dare una spiegazione alla differente condizione sociale degli uomini e agli eventi buoni e cattivi che si succedono nella loro vita. Karma significa letteralmente ‘azione’ e indica la legge di causa ed effetto, in sostanza la legge che dice che quello che uno semina (in questa vita) quello pure mieterร  (nella prossima vita terrena). รˆ da notare che i reincarnazionisti per sostenere questa cosiddetta legge del karma prendono anche le parole di Paolo ai Galati: “Quello che l’uomo avrร  seminato, quello pure mieterร ” (Gal. 6:7). Sempre secondo la ‘legge’ del karma l’uomo non puรฒ sperimentare gli effetti di tutte le azioni con una sola vita perchรฉ mentre da un lato egli miete in questa esistenza il frutto delle azioni passate dall’altro compie delle azioni che hanno bisogno della corrispondente retribuzione. In altre parole egli non puรฒ scontare tutto il suo debito karmico in una sola esistenza o in altre parole ancora egli non puรฒ purificarsi (espiare il suo karma) da sรจ medesimo in una sola vita; quindi egli deve reincarnarsi ancora. Da qui la necessitร  di un ciclo di ripetute reincarnazioni chiamato samsara (ossia il ciclo delle rinascite), da cui รจ possibile perรฒ liberarsi. La meta dunque da raggiungere รจ la liberazione (moksha) da questo ciclo di rinascite, che puรฒ essere conseguita facendo ricorso ai diversi tipi di yoga. Questa liberazione sopravviene quando l’anima individuale (Atman) si ricongiunge con l’anima universale (Brahman), e l’uomo esce cosรฌ dall’illusione (maya) di essere distinto da Brahman cioรจ quando l’uomo in sostanza realizzerร  la sua natura divina; raggiungerร  allora la perfezione e finiranno allora le sofferenze e sperimenterร  la suprema beatitudine! Ecco cosa dice la Bhagavad-Gita a proposito di questa liberazione: ‘Cosรฌ lo yoghin, sforzandosi di continuo e purificate le sue impuritร , raggiunge, dopo molteplici nascite, la perfezione e perviene al fine supremo’ (Bhagavad-Gita, Sesta Lettura v.47) ed ancora: ‘Raggiunto che m’abbiano, questi magnanimi non sono piรน soggetti a nuova nascita, sede di dolore, impermanente. Essi hanno ormai raggiunto la perfezione suprema’ (Ibid., Ottava Lettura. v.15). Riguardo a questo punto va detto che taluni credono che il ciclo delle rinascite sia senza fine e quindi che la meta non sia la liberazione dal ciclo delle rinascite.

Tenete dunque presente, quando sentite parlare della reincarnazione, che essa racchiude questi principi:

ย ย ย l’anima dell’uomo รจ parte di Dio o รจ Dio stesso (si tenga presente perรฒ che per ‘Dio’ i reincarnazionisti intendono una Energia cosmica, cioรจ un Dio impersonale);
ย ย ย l’anima si รจ incorporata nel corpo umano dopo avere vissuto precedentemente in un altro essere vivente o in altri esseri viventi;
ย ย ย le circostanze della vita dell’uomo, cioรจ le cose buone e cattive, spiacevoli e piacevoli, che gli succedono non sono altro che la conseguenza delle sue azioni compiute nelle vite precedenti;
ย ย ย dopo la morte la sua anima continuerร  a reincarnarsi ripetutamente sulla terra in un altro essere umano (o persino in qualche animale) per raccogliere il frutto delle sue azioni e per compiere l’espiazione del suo karma;
ย ย ย esiste la speranza che un giorno questo ciclo di rinascite cesserร  definitivamente (per altri invece questo ciclo รจ senza fine);
ย ย ย affinchรฉ l’uomo possa essere liberato da questo ciclo di rinascite deve praticare lo yoga (ognuno mette l’enfasi su un particolare tipo di yoga);
ย ย ย quando l’uomo diventerร  Brahman o meglio tornerร  a congiungersi con Brahman (appunto mediante lo yoga) e realizzerร  la sua natura divina uscendo dall’illusione di essere separato dalla divinitร , per lui finirร  questo ciclo di rinascite perchรฉ avrร  raggiunto la perfezione;
ย ย ย non รจ previsto nessun perdono per le cattive azioni perchรฉ esse devono essere pagate fino in fondo nelle vite seguenti;
ย ย ย l’uomo non deve rendere conto delle sue azioni a Dio ma solo a se stesso.

COME LA SCRITTURA ANNULLA LA DOTTRINA DELLA REINCARNAZIONE E LA ‘LEGGE’ DEL KARMA

1) La sacra Scrittura insegna che Dio non รจ un’energia cosmica cioรจ un Dio impersonale ma un Essere vivente che parla: “E Dio disse loro: Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela soggetta…” (Gen. 1:28), vede: “E l’Eterno disse: Ho veduto, ho veduto l’afflizione del mio popolo che รจ in Egitto…” (Es. 3:7), sente: “E Dio udรฌ i loro gemiti…” (Es. 2:24), ricorda: “E Dio si ricordรฒ del suo patto con Abrahamo, con Isacco e con Giacobbe” (Es. 2:24), ha dei sentimenti che manifesta: “Dacchรฉ io parlo contro di lui, รจ piรน vivo e continuo il ricordo che ho di esso; perciรฒ le mie viscere si commuovono per lui, ed io certo ne avrรฒ pietร , dice l’Eterno” (Ger. 31:20), che fa del bene o del male a secondo che deve premiare o punire: “Benedirรฒ quelli che ti benediranno e maledirรฒ chi ti maledirร …” (Gen. 12:3), ecc.

2) La Scrittura insegna che l’uomo non รจ parte di Dio, cioรจ l’uomo non รจ un’emanazione di Dio (e perciรฒ non รจ divino), ma bensรฌ una creatura di Dio (cfr. Gen. 2:7 e Sal. 139:13-15) che ha bisogno di riconciliarsi con il suo Creatore perchรฉ gli รจ nemico nei suoi pensieri e nelle sue opere; e questo egli lo puรฒ fare solo ora, in questa vita, perchรฉ รจ scritto: “Siate riconciliati con Dio … Eccolo ora il tempo accettevole; eccolo ora il giorno della salvezza” (2 Cor. 5:20; 6:2). Quindi l’uomo รจ un essere (distinto dal suo Creatore) che a motivo del peccato di cui รจ schiavo deve fare pace con Dio mentre รจ ancora in tempo. Egli non potrร  mai realizzare di essere uno con Dio e perciรฒ di essere Dio, perchรฉ egli non รจ mai stato Dio e non ha bisogno di realizzare una sua presunta divinitร  da lui ignorata. In altre parole, l’uomo non รจ una scintilla divina (Atman) che ha bisogno di ricongiungersi con il fuoco (Brahman) da cui รจ proceduta. L’uomo ha bisogno di riconciliarsi (badate, non realizzare una ricongiunzione con Dio) con il solo vero Dio e questo lo puรฒ fare solo su questa terra, solo in questa esistenza; e quando lo fa egli viene purificato da tutti i suoi peccati e in virtรน di questa purificazione รจ certo di andare a vivere con il Signore quando morirร . Se non si riconcilia con il suo Creatore avverrร  invece che quando morirร  se ne andrร  nel fuoco dell’Ades perchรฉ morirร  nei suoi peccati. Il ciclo delle rinascite (reincarnazioni) da cui “la goccia uomo” deve uscire per immergersi nell’oceano Brahman รจ un qualcosa di inesistente, un inganno perpetrato dal diavolo a danno di tante anime per menarle in perdizione; siamo persuasi infatti che tutti i reincarnazionisti che sono morti pensando di dovere passare attraverso questa sorta di ciclo di purificazione prima di ricongiungersi con Brahman sono nel fuoco dell’Ades a biasimare la dottrina della reincarnazione e chi l’ha inventata.

3) La Scrittura insegna che la nostra anima non esisteva prima di essere in questo corpo perchรฉ รจ stata creata da Dio assieme ad esso (non possiamo dire perรฒ con certezza quando essa, per opera di Dio, รจ venuta all’esistenza nel seno di nostra madre). Perciรฒ l’anima che possediamo nel nostro corpo non puรฒ essere stata nel corpo di un altro individuo che ha vissuto prima di noi o nel corpo di un animale. State dunque tranquilli, perchรฉ voi siete voi e solo voi; la vostra anima รจ la vostra; voi non avete vissuto mai in qualcun altro prima di venire all’esistenza in questo mondo e quindi non avete bisogno di mettervi a cercare chi eravate nelle vite passate.

4) La Scrittura insegna che l’anima di ogni individuo quando muore va o in paradiso o all’inferno a secondo che รจ salvato o perduto. Ecco le prove scritturali. L’anima del ladro pentitosi sulla croce, in quello stesso giorno, quando morรฌ, andรฒ nel paradiso come Gesรน gli aveva detto poco prima: “Io ti dico in veritร  che oggi tu sarai meco in paradiso” (Luca 23:43) e questo in virtรน del fatto che il Signore gli aveva perdonato tutti i suoi peccati. Egli non andรฒ a reincarnarsi in nessuno, nรฉ subito e nรฉ dopo un certo lasso di tempo. Le anime di quegli uomini uccisi a motivo della Parola di Dio, Giovanni le vide in cielo presso l’altare. Ecco cosa dice Giovanni: “E quando ebbe aperto il quinto suggello, io vidi sotto l’altare le anime di quelli ch’erano stati uccisi per la Parola di Dio e per la testimonianza che avevano resa” (Ap. 6:9). Esse non andarono a reincarnarsi in nessuno nรฉ subito e neppure dopo un certo tempo. L’apostolo Paolo sapeva e diceva che una volta morti l’anima dei giusti va ad abitare in cielo con il Signore: egli infatti disse ai Corinzi: “Noi sappiamo infatti che se questa tenda che รจ la nostra dimora terrena viene disfatta, noi abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d’uomo, eterna, nei cieli” (2 Cor. 5:1). Questa รจ la ragione per cui egli diceva sempre ai Corinzi: “Abbiamo molto piรน caro di partire dal corpo e d’abitare con il Signore” (2 Cor. 5:8) ed ai Filippesi che egli aveva il desiderio di partire dal corpo e d’essere con Cristo secondo che รจ scritto: “Io sono stretto dai due lati: ho il desiderio di partire e d’essere con Cristo, perchรฉ รจ cosa di gran lunga migliore…” (Fil. 1:23). L’apostolo dunque non credeva nella immediata o in una posticipata reincarnazione dell’anima, ma bensรฌ in un immediato trasferimento dell’anima del giusto dal corpo umano al regno dei cieli. Gesรน ha detto che chi crede in lui anche se muore vivrร  (in paradiso naturalmente) secondo che รจ scritto: “Chi crede in me, anche se muoia, vivrร ” (Giov. 11:25) e non che anche se egli muore rivivrร  come se lo aspettasse un’altra vita terrena o altre vite terrene subito o dopo qualche tempo. L’anima del ricco della parabola, quando morรฌ non andรฒ a reincarnarsi in un povero, o in un maiale, o in una cagna, per pagare l’ingiustizia operata nei confronti del povero che giaceva alla sua porta pieno di ulcere, bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla sua tavola. Secondo la ‘legge’ del karma quell’anima avrebbe dovuto andare a reincarnarsi nel corpo di uno che sarebbe stato povero e pieno di ulcere o comunque in qualcuno che avrebbe dovuto soffrire quanto aveva sofferto il povero alla sua porta, ma cosรฌ non avvenne perchรฉ essa se ne andรฒ nell’Ades dove era tormentata dal fuoco. Dice infatti la Scrittura: “Morรฌ anche il ricco, e fu seppellito. E nell’Ades, essendo nei tormenti…” (Luca 16:22,23). Egli si era goduto la vita e quando morรฌ cominciรฒ il suo tormento; Abramo gli disse: “Ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli รจ consolato, e tu sei tormentato” (Luca 16:25).
Dopo la morte, dunque, siccome le anime dei giusti vanno in cielo (in Paradiso) e quelle dei peccatori vanno nell’Ades, esse non possono in nessuna maniera e in nessun tempo entrare nel corpo di qualcuno che deve nascere o che รจ appena nato. Fratelli, voi alla fine del vostro corso terreno andrete ad abitare con il Signore in cielo, se pure perseverate nella fede, e lร  attenderete il giorno della risurrezione nel quale ritornerete a vivere in un corpo e precisamente nel vostro corpo che avrete lasciato sulla terra trasformato perรฒ in un corpo immortale, incorruttibile e glorioso, e comparirete davanti al tribunale di Cristo per ricevere la vostra retribuzione. Quanto invece agli empi, essi quando moriranno andranno nel soggiorno dei morti come dice la Scrittura (cfr. Giob. 21:13 e Sal. 9:17) e lร  attenderanno il giorno del giudizio nel quale saranno giudicati secondo le loro opere e saranno condannati ad una eterna infamia. “รˆ stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio” (Ebr. 9:27), dice la Scrittura; questo verso esclude nella maniera piรน categorica che dopo morti l’anima di chicchessia si vada a reincarnare nel corpo di un altro individuo.

5) La Scrittura insegna che c’รจ un Dio che guida tutti i passi dell’uomo, sia dei giusti che degli empi, senza che questi possano comprendere come egli faccia infatti รจ scritto: “I passi dell’uomo li dirige l’Eterno; come puรฒ quindi l’uomo capire la propria via?” (Prov. 20:24) ed altrove: “Non รจ in potere dell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi” (Ger. 10:23). Inoltre essa afferma che tutti dipendono dal tempo e dalle circostanze secondo che รจ scritto: “Tutti dipendono dal tempo e dalle circostanze” (Ecc. 9:11) che Dio crea a suo piacimento. Quindi, per noi credenti il fatto di essere nati in una famiglia ricca o in una povera, o pieni di salute o malati รจ dipeso in definitiva da Dio e non da meriti o demeriti precedenti acquistati prima di venire in questo mondo. Anche il fatto che ci troviamo ad abitare in un determinato luogo, di esserci sposati una determinata persona, di avere un particolare lavoro, ed il passare determinate circostanze dipende da Dio il quale in una maniera che noi non comprendiamo dirige la nostra vita sempre per farci alla fine del bene. Come lui ha guidato i nostri passi quando eravamo perduti al fine di salvarci e quindi farci del bene, cosรฌ sappiamo che egli sta ancora guidando i nostri passi per farci alla fine del bene. “Tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Iddio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento” (Rom. 8:28), dice Paolo. Nulla di male quindi puรฒ accaderci senza che sia stato prestabilito anch’esso da Dio per il nostro bene. D’altronde non si puรฒ pensare altrimenti perchรฉ Gesรน ha detto che non cade un solo passero a terra senza il volere del Padre nostro (cfr. Matt. 10:29) e che persino i capelli del nostro capo sono tutti contati (cfr. Matt. 10:30). Perciรฒ siamo disposti ad accettare dalla mano di Dio non solo il bene ma anche il male e diciamo come Giobbe nelle nostre afflizioni: “Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo d’accettare il male?” (Giob. 2:10). Per quanto riguarda gli empi occorre dire che anche loro sono nati o in una famiglia ricca o in una povera, o pieni di salute o malati, o sono sposati con certe persone o abitano in un certo luogo piuttosto che in un altro, ed hanno un certo tipo di occupazione, non per dei loro meriti o demeriti acquisiti in vite precedenti ma per la volontร  di Dio. Ma mentre una parte di essi saranno a suo tempo salvati dal Signore perchรฉ sono nel numero di coloro che egli ha preconosciuti e predestinati ad essere adottati come suoi figliuoli (cfr. Rom. 8:29,30), e quindi i loro passi Dio li guida affinchรฉ in quel giorno possano pervenire alla conoscenza della veritร  che li affrancherร  dal peccato; un’altra parte facendo parte di quei vasi d’ira preparati per la perdizione saranno guidati da Dio nella loro vita in maniera tale che non possano pervenire alla conoscenza della veritร  e se ne vadano in perdizione (cfr. Rom. 9:21-24). Dio fa grazia a chi vuole e indura chi vuole; la salvezza dell’individuo dipende dal proponimento della sua elezione e non dalla volontร  di colui che annunzia l’evangelo o di chi l’ascolta (cfr. Rom. 9:10-18).

6) La Scrittura afferma che l’uomo viene retribuito giร  sulla terra in base al suo operato secondo che รจ scritto: “Ecco, il giusto riceve la sua retribuzione sulla terra, quanto piรน l’empio e il peccatore” (Prov. 11:31); ed ancora: “Ditelo che il giusto avrร  del bene, perch’ei mangerร  il frutto delle opere sue! Guai all’empio! male gl’incoglierร , perchรฉ gli sarร  reso quel che le sue mani han fatto” (Is. 3:10,11) ma questo operato รจ quello attuale e solo quello attuale, ossia non รจ che il giusto ottiene la retribuzione di sue opere buone compiute in vite precedenti, e neanche che l’empio riceve la retribuzione di malvagie opere compiute in vite precedenti. Ognuno quindi miete quello che ha seminato in questa vita, e solo in questa vita (in attesa del giudizio che per i giusti implicherร  il premio che essi si terranno per l’eternitร , mentre per gli empi il castigo eterno). Questa legge spirituale l’ha stabilita Dio e nessuno sfugge ad essa o puรฒ cambiarla. Come nella natura se uno semina un seme di grano al suo tempo raccoglierร  grano, e se uno semina spine e triboli raccoglierร  a suo tempo spine e triboli, in virtรน della legge naturale stabilita da Dio al principio della creazione; cosรฌ il giusto che semina giustizia miete pace, gioia, e riceve giustizia da Dio; mentre l’empio che semina iniquitร  raccoglie guai e dolori di ogni genere perchรฉ infrange i comandamenti di Dio.

7) La Scrittura dice: “l’Eterno รจ l’Iddio delle retribuzioni, non manca di rendere ciรฒ che รจ dovuto” (Ger. 51:56). In altre parole Dio retribuisce il male che viene fatto, punendo coloro che lo compiono come essi meritano. Abbiamo nella Scrittura diversi esempi che ci mostrano questo. Faraone fu colpito da Dio con grandi piaghe perchรฉ si era preso la moglie del patriarca Abramo (cfr. Gen. 12:14-17), la casa di Abimelec fu colpita da Dio con la sterilitร  perchรฉ Abimelec si era presa la moglie di Abrahamo (cfr. Gen. 20:1-18), Nebucadnetsar fu colpito da Dio a motivo della sua arroganza (cfr. Dan. 4:1-37), il re Jehoram fu colpito da Dio a motivo della sua malvagitร  (cfr. 2 Cron. 21:18,19), ecc. Naturalmente a questa punizione non scampano neppure i credenti quando si abbandonano a fare ciรฒ che รจ male agli occhi di Dio. Paolo infatti dice ai santi di Colosse che “chi fa torto riceverร  la retribuzione del torto che avrร  fatto; e non ci sono riguardi personali” (Col. 3:25), e Pietro che “รจ giunto il tempo in cui il giudicio ha da cominciare dalla casa di Dio” (1 Piet. 4:17). Gli esempi di Anania e Saffira (cfr. Atti 5:1-10), e di quei credenti di Corinto colpiti con la malattia e con la morte sono una dimostrazione di come Dio giudica anche quelli di dentro quando fanno ciรฒ che รจ male (cfr. 1 Cor. 11:28-32). In questo caso quindi il male che si abbatte sull’incredulo e quello che si abbatte sul credente รจ un giudizio di Dio.

8) La Scrittura insegna che il fatto che uno soffra molto sulla terra non significa che egli sia stato ingiusto o empio in vite precedenti. L’esempio di Gesรน spiega questo concetto molto bene; egli pure essendo giusto, immacolato, irreprensibile soffrรฌ molte sofferenze. Per quale motivo? Forse perchรฉ il suo karma era cattivo, ossia perchรฉ nelle sue vite precedenti egli aveva accumulato tante cattive azioni che poi ha dovuto pagare? Affatto, lui quale Figliuolo di Dio coeterno con Dio Padre, era presso Dio prima della fondazione del mondo (quindi prima di incarnarsi; ma si badi bene che Gesรน non era la “reincarnazione” di nessuno vissuto prima di lui come alcuni malvagi insinuano) in uno stato di purezza incontaminata infatti Pietro lo chiama l’agnello “senza difetto nรฉ macchia, ben preordinato prima della fondazione del mondo…” (1 Piet. 1:19,20). Gesรน soffrรฌ tutte quelle sofferenze, di cui la Scrittura parla, per tutti noi, per i nostri peccati al fine di purificarci da tutte le nostre iniquitร  col suo prezioso sangue. E noi suoi discepoli adesso siamo chiamati a soffrire come ha sofferto Gesรน; Gesรน disse infatti che se hanno perseguitato lui perseguiteranno anche noi, e questo perchรฉ gli uomini non conoscono il Padre suo (cfr. Giov. 15:20,21); le nostre sofferenze quindi non sono il risultato inevitabile di un nostro presunto karma ma sono l’adempimento delle parole di Gesรน Cristo. “Molte sono le afflizioni del giusto” (Sal. 34:19), dice la Scrittura, e questo perchรฉ egli non รจ piรน di questo mondo come non lo รจ Gesรน Cristo, e il mondo odia ciรฒ che non gli appartiene secondo che disse Gesรน: “Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel che รจ suo; ma perchรฉ non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciรฒ vi odia il mondo” (Giov. 15:19). Quindi, i cristiani di tutte le epoche hanno sofferto non a motivo del loro karma, ma a motivo del fatto che essi non fanno parte di questo mondo e siccome il principe di questo mondo รจ il nemico, il maligno, il quale tiene sotto di sรจ la maggior parte delle persone, egli istiga coloro che sono sotto la sua potestร  contro i cristiani.

9) La Scrittura insegna che esiste un essere malvagio chiamato diavolo e Satana il quale mediante i dominatori di questo mondo di tenebre ed altri suoi ministri invisibili spinge le persone ad agire iniquamente secondo che รจ scritto: “Chi commette il peccato รจ dal diavolo, perchรฉ il diavolo pecca dal principio” (1 Giov. 3:8) e difatti Caino uccise il suo fratello perchรฉ era dal diavolo. Ed il peccato retribuisce chi lo serve con la morte, e lo rende nemico di Dio. E quindi il male che l’uomo compie non trova nessuna giustificazione neppure nella reincarnazione, perchรฉ l’individuo lo compie perchรฉ รจ dominato da un essere malvagio invisibile piรน forte di lui. E’ dunque completamente errato dire o pensare che uno รจ omosessuale perchรฉ in una vita precedente si faceva beffe degli omosessuali, o che uno commette adulterio con una donna sposata perchรฉ in una sua vita precedente quella era sua moglie ed altre cose di questo genere. Il malvagio รจ dal diavolo, e per il male che compie si deve ravvedere, altrimenti ciรฒ che lo aspetta รจ il fuoco. Inoltre il diavolo infligge pure malattie di ogni genere agli uomini; Satana colpรฌ Giobbe che era giusto con un ulcera maligna (cfr. Giob. 2:7); sempre Satana aveva tenuto legato (per ben diciotto anni) quella donna tutta curva guarita da Gesรน (cfr. Luca 13:10-17). E sempre Satana, per mezzo di uno spirito sordo e muto, aveva colpito quel giovane poi liberato da Gesรน (cfr. Mar. 9:20-22). Quindi in alcuni casi il male che ricevono taluni (sia giusti che empi) รจ un’opera del diavolo, che Dio permette per degli scopi ben precisi, tra cui quello di trarre gloria per il suo santo nome.

10) La Scrittura insegna che c’รจ un giorno in cui tutti noi credenti compariremo “davanti al tribunale di Cristo, affinchรฉ ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte quand’era nel corpo, secondo quel che avrร  operato, o bene, o male” (2 Cor. 5:10); questo avverrร  quando risusciteremo corporalmente. Quindi noi per tutto ciรฒ che abbiamo fatto saremo retribuiti in quel giorno e non nel corso di successive vite sulla terra. La retribuzione ce la darร  Dio per mezzo di Cristo. Questa รจ la ragione per cui siamo chiamati ad essere zelanti nelle opere buone, ad approfittare delle opportunitร  per fare il bene mentre siamo ancora in vita perchรฉ una volta morti non ci sarร  piรน nessuna possibilitร  di compiere ulteriori buone azioni; rimarrร  solo di attendere la retribuzione per quello che abbiamo fatto. Quello che avremo fatto sarร  fatto per sempre; quello che non avremo fatto non sarร  possibile mai piรน farlo. E sempre questa รจ la ragione per cui siamo chiamati ad aborrire il male e a fuggirlo, perchรฉ farlo (oltre a dispiacere a Dio e disonorare la dottrina di Dio) significa dovere rendere conto per esso un giorno a Dio, il giusto Giudice e riceverne noi stessi danno.

11) La Scrittura insegna che gli empi risorgeranno nell’ultimo giorno per essere giudicati secondo le loro opere ed essere condannati al tormento eterno. Dice infatti Giovanni che vide le anime dei morti tornare in vita stare ritti davanti al trono di Dio “ed i libri furono aperti;… e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere” (Ap. 20:12); quindi per i malvagi impenitenti ci sarร  ira e indignazione da parte di Dio e nessuna misericordia. E quindi non c’รจ la possibilitร  che i malvagi dopo morti tornino a vivere sulla terra per pagare i loro debiti, perchรฉ i loro debiti rimarranno con loro per l’eternitร  e per essi dovranno subire una punizione eterna. Naturalmente tra i malvagi ci saranno diversi gradi di punizioni, perchรฉ essi saranno giudicati in base alle loro opere (cfr. Matt. 11:20-24).

12) La Scrittura insegna che c’รจ un Dio in cielo pronto a rimettere tutti i debiti a chi si ravvede dai suoi peccati e crede nel suo Figliuolo Gesรน Cristo; dice infatti il profeta Isaia: “Lasci l’empio la sua via, e l’uomo iniquo i suoi pensieri: e si converta all’Eterno che avrร  pietร  di lui, e al nostro Dio che รจ largo nel perdonare” (Is. 55:7) e Pietro afferma che “chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome” (Atti 10:43). Quindi i debiti che un uomo ha contratto nei confronti del nostro Dio possono essere da lui rimessi appieno e gratuitamente mentre l’individuo รจ ancora in vita. La ‘legge’ del karma esclude che una cosa simile possa avvenire, la Parola di Dio invece lo afferma chiaramente. La ‘legge’ del karma รจ quindi da rigettare essendo falsa, generata dal diavolo, padre della menzogna, il quale vuole fare credere alle persone che non esiste perdono per i loro falli perchรฉ non esiste un Dio perdonatore. E’ vero che i reincarnazionisti parlano anch’essi talvolta di assoluzione e di espiazione ma si tratta sempre di autoassoluzione di autoespiazione perchรฉ l’uomo รจ chiamato a pagare il prezzo del suo riscatto, ossia – per loro – il debito karmico. Nei loro discorsi non รจ infatti mai menzionato il pagamento del riscatto compiuto per noi una volta per sempre da Cristo Gesรน quando offrรฌ se stesso in propiziazione per i nostri peccati. Gli uomini devono pagare fino all’ultimo spicciolo – essi dicono -, quando avranno finito di pagare questo debito allora saranno salvi (non dal peccato perรฒ, ma bensรฌ dal ciclo delle rinascite).

13) La Scrittura dice che “con un’unica offerta egli ha per sempre resi perfetti quelli che sono santificati” (Ebr. 10:14); ciรฒ sta a significare che chi ha creduto in Gesรน Cristo mediante la fede nel Suo sangue che Egli ha sparso per i nostri peccati รจ stato reso perfetto quanto alla coscienza una volta per sempre. Nel sangue di Cristo c’รจ infatti il potere di cancellare dalla coscienza dell’uomo ogni peccato, ogni iniquitร . Noi che abbiamo sperimentato questa purificazione attestiamo che le cose stanno proprio cosรฌ come dice la Scrittura. Se dunque i discepoli di Cristo hanno raggiunto – quanto alla coscienza – la perfezione in virtรน del sangue prezioso di Gesรน Cristo, non c’รจ il benchรฉ minimo bisogno di vite successive durante le quali purificarsi dalle impuritร , appunto perchรฉ queste impuritร  sono loro state purificate dal sangue di Gesรน. Anche per quanto riguarda i peccati che si commettono dopo la conversione il sangue di Gesรน persiste ad avere lo stesso potere purificatore infatti รจ scritto: “Se camminiamo nella luce, com’Egli รจ nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesรน, suo Figliuolo, ci purifica da ogni peccato” (1 Giov. 1:7). Questa รจ la ragione per cui il credente sa che la reincarnazione e la relativa ‘legge’ del karma non possono essere cose vere, perchรฉ la fede nel sacrificio espiatorio perfetto di Cristo e nel suo sangue prezioso annulla qualsiasi altra dottrina sulla purificazione dalle iniquitร  sia in questa vita che in vite successive. Si legge spesso nei libri che trattano la reincarnazione che la perfezione in una sola vita per la maggioranza รจ un’impresa pressochรฉ impossibile, per questo ci vogliono altre vite.

La Buona Novella del regno di Dio afferma invece che quantunque la perfezione รจ un impresa umana impossibile a tutti in questa unica vita concessaci da Dio perchรฉ nessuno puรฒ purificarsi dai suoi peccati ed eliminare il senso di colpa che essi producono nel cuore, Gesรน Cristo offrendo se stesso sulla croce per i nostri peccati ci ha acquistato col suo sangue la perfezione della nostra coscienza. Quello che l’uomo deve fare quindi non รจ sforzarsi per raggiungere la perfezione, ma bensรฌ pentirsi e credere nel Figlio di Dio per essere reso perfetto da lui mediante il suo prezioso sangue quanto alla coscienza. Sia ringraziato Dio per Gesรน Cristo che col suo sangue ci ha resi perfetti!
Come si puรฒ ben vedere l’insegnamento della Scrittura a riguardo di Dio, dell’uomo, dell’espiazione compiuta da Cristo Gesรน, del dopo la morte e del giudizio a venire non lascia spazio nella maniera piรน assoluta alla dottrina della reincarnazione e alla ‘legge’ del karma.

COME I REINCARNAZIONISTI SOSTENGONO LA REINCARNAZIONE NEI CONFRONTI DEI CRISTIANI E COME RISPONDIAMO LORO

Coloro che sostengono la reincarnazione pensano di avere trovato un alleato persino nella Bibbia che รจ la Parola di Dio (un po’ come pensano alcuni maghi per sostenere certe loro pratiche occulte); quindi per loro la reincarnazione รจ presente pure nella Parola di Dio. Adesso citeremo i passi principali da loro presi a sostegno di questa eresia e ne daremo la spiegazione.

Mosรจ disse in una sua preghiera a Dio: “Ritornate, o figliuoli degli uomini” (Sal. 90:3). Queste parole starebbero a indicare che Mosรจ credeva nella reincarnazione perchรฉ dice che Dio dice agli uomini di ritornare a vivere sulla terra, ossia di rinascere sulla terra. Falso. Il profeta Mosรจ non ha per nulla attribuito a Dio una tale cosa perchรฉ poco prima ha detto: “Tu fai tornare i mortali in polvere” (Sal. 90:3) e poi afferma: “E dici: Ritornate, o figliuoli degli uomini” (Sal. 90:3). Quel “ritornate” sta a indicare quindi quel processo naturale secondo il quale l’uomo ritorna nella polvere donde รจ stato tratto secondo che Dio disse all’uomo: “Sei polvere, e in polvere ritornerai” (Gen. 3:19) e secondo che รจ scritto: “Prima che la polvere torni alla terra com’era prima, e lo spirito torni a Dio che l’ha dato” (Ecc. 12:9). Quel ritornare รจ dunque un ritornare alla polvere della terra e non un ritornare a vivere sulla terra nel corpo di qualcun altro.
ย ย ย 
Dio disse a Geremia: “Prima che io ti avessi formato nel seno di tua madre, io t’ho conosciuto; e prima che tu uscissi dal suo seno, io t’ho consacrato e t’ho costituito profeta delle nazioni” (Ger. 1:5). Geremia quindi prima di venire al mondo era vissuto in qualcun altro perchรฉ Dio l’avrebbe conosciuto e costituito profeta ancora prima che egli nascesse in questo mondo. Falso. La dottrina della prescienza di Dio non ha nulla che fare con la dottrina della preesistenza delle anime; la prima รจ vera la seconda รจ falsa. Dio aveva preconosciuto Geremia e perciรฒ lo aveva potuto anche prestabilire profeta delle nazioni: ma ciรฒ non significa che Geremia era esistito prima di essere concepito nel seno di sua madre. Egli, se cosรฌ possiamo dire, prima di essere concepito esisteva nella mente di Dio; ma nella realtร  del mondo invisibile non esisteva affatto. Sono cose impossibili a comprendere perchรฉ troppo profonde; sia chiaro comunque che queste parole di Dio a Geremia non sostengono per nulla la preesistenza di Geremia o la sua reincarnazione.
ย ย ย Gesรน disse ai suoi discepoli di Giovanni Battista: “E se lo volete accettare, egli รจ l’Elia che dovea venire” (Matt. 11:14). Giovanni Battista sarebbe stato quindi la reincarnazione di Elia. Falso. Innanzi tutto ricordiamo che per esserci la reincarnazione deve esserci la morte di chi si va a reincarnare; nel caso di Elia egli non morรฌ ma fu assunto in cielo spirito anima e corpo (cfr. 2 Re 2:9-12). Quindi gli stessi reincarnazionisti sono impossibilitati a sostenere persino la trasmigrazione dell’anima di Elia perchรฉ egli non morรฌ. E poi Giovanni Battista se fosse stato Elia lo avrebbe saputo e confessato; mentre lui disse chiaramente di non essere Elia. Quando infatti gli fu chiesto: “Sei Elia?” (Giov. 1:21) egli rispose: “Non lo sono” (Giov. 1:21). Se dunque Giovanni disse di non essere Elia gli dobbiamo credere. Che volle dire allora Gesรน con quelle parole ai suoi discepoli? Volle dire che Giovanni Battista era venuto con lo spirito e la potenza d’Elia come era stato predetto dall’angelo Gabriele a suo padre Zaccaria quando gli disse: “Egli andrร  innanzi a lui con lo spirito e con la potenza d’Elia” (Luca 1:17). Questa รจ la retta interpretazione di quelle parole di Gesรน.
ย ย ย 

รˆ scritto: “E passando vide un uomo, ch’era cieco fin dalla nascita. E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perchรฉ sia nato cieco? Gesรน rispose: Nรฉ lui peccรฒ, nรฉ i suoi genitori; ma รจ cosรฌ, affinchรฉ le opere di Dio siano manifestate in lui” (Giov. 9:1-3). Ecco la prova che i discepoli credevano nella ‘legge’ del karma e nella reincarnazione! dicono i reincarnazionisti. Come avrebbe potuto quell’uomo peccare prima di nascere se non perchรฉ era vissuto prima in un altro corpo umano? Innanzi tutto diciamo che quantunque i discepoli in questa loro domanda fanno capire che essi pensavano che prima di nascere si potesse peccare, bisogna escludere che essi pensavano che l’uomo quando moriva se ne andava nel corpo di un altro a scontare i suoi peccati. La legge, i salmi e profeti infatti non insegnano una tale cosa. Si puรฒ supporre perรฒ, ma precisiamo che si tratta solo di una supposizione, che al tempo di Gesรน ci fossero scribi che insegnavano che prima di nascere si potesse peccare e per questi peccati si veniva puniti da Dio, e i discepoli avevano accettato questo particolare insegnamento errato (che fa pensare subito ad una preesistenza dell’anima) e volevano sapere da Gesรน se la cecitร  di quel cieco nato fosse dovuta a qualche suo peccato commesso prima di nascere. Quello comunque che รจ importante non รจ la domanda dei discepoli, ma la risposta di Gesรน; egli rispose infatti che quell’uomo non era nato cieco per qualche suo peccato compiuto prima di nascere ma in virtรน di un disegno di Dio. Dio aveva decretato infatti di fare nascere cieco quell’uomo per poi un giorno tramite il suo Figliuolo donargli la vista e manifestare cosรฌ la sua gloria. Ancora oggi ci sono persone che sono nate cieche in virtรน di questo disegno di Dio.
ย ย ย Gesรน disse a Nicodemo: “In veritร , in veritร  io ti dico che se uno non รจ nato di nuovo, non puรฒ vedere il regno di Dio” (Giov. 3:3). Ecco la rinascita ossia la reincarnazione insegnata da Gesรน, dicono i reincarnazionisti! Falso anche questo. Gesรน qui ha parlato della nuova nascita spirituale che l’uomo deve sperimentare per potere entrare nel regno di Dio. Infatti poco dopo egli afferma: “In veritร , in veritร  io ti dico che se uno non รจ nato d’acqua e di Spirito, non puรฒ entrare nel regno di Dio” (Giov. 3:5). Nascere d’acqua significa essere rigenerati (o vivificati) dalla Parola di Dio e nascere dallo Spirito significa essere rigenerati (o vivificati) dallo Spirito Santo. Questa nuova nascita si sperimenta quando ci si ravvede e si crede in Cristo Gesรน.

Passiamo ora alle altre asserzioni che fanno i reincarnazionisti nei nostri confronti.

ย ย ย ‘La reincarnazione era nella Bibbia inizialmente ma poi col tempo fu da essa tolta’.

In altre parole la Bibbia sarebbe stata manipolata per questo la reincarnazione non รจ chiaramente insegnata nella Bibbia. E quale fu la ragione per cui i passi che parlavano chiaramente della reincarnazione sarebbero stati tolti dalla Bibbia? Questa: la dottrina della reincarnazione diminuiva il potere della chiesa perchรฉ essa responsabilizza l’individuo, il quale diventa il padrone del proprio destino e non ha bisogno di rendere conto a nessuno, se non a se stesso, delle proprie azioni. Il perdono non viene piรน da Dio ma si ottiene attraverso l’espiazione del karma nelle vite successive, finchรฉ non si raggiunge, vita dopo vita, la perfezione e pertanto Dio. La chiesa, una volta che l’individuo scopre la reincarnazione, diventa inutile perchรฉ l’individuo si rende conto di essere autonomo; in altre parole il reincarnazionista non ha piรน bisogno che gli sia mostrata la via che mena a Dio perchรฉ lui stesso diventa, teoricamente, la via che lo porterร  a Dio.

Comunque – dicono sempre i reincarnazionisti – i riferimenti sulla reincarnazione nella Bibbia rimangono in forma velata, simbolica, ma chiara per chi รจ in grado di tradurre dalle antiche lingue ebraiche e greco. Rispondiamo: la dottrina della reincarnazione non รจ mai stata nella Bibbia, al pari di qualsiasi altra eresia. La Bibbia insegna la risurrezione finale dei morti sia nell’Antico Testamento che nel Nuovo, il che esclude che in essa ci potesse essere anche la dottrina della reincarnazione perchรฉ questa e la risurrezione sono in aperta contraddizione l’una contro l’altra, sono due dottrine inconciliabili, l’una esclude l’altra. Dio non si contraddice su nessun punto; la sua parola quindi non ha mai potuto includere la reincarnazione.
In sostanza queste ragioni addotte dai reincarnazionisti non fanno altro che fare capire quanto pericolosa sia la dottrina della reincarnazione per la chiesa di Dio. Per quanto riguarda poi l’affermazione che i riferimenti sulla reincarnazione sono nella Bibbia in forma velata e simbolica, diciamo che essi invece sono inesistenti, anche per chi conosce la lingua ebraica e quella greca.

ย ย ย ‘La chiesa ha condannato la reincarnazione al concilio di Costantinopoli del 553 d.C’.

Con questo vogliono dire che essa veniva insegnata da taluni cosiddetti padri ma poi venne condannata. I fatti sono altri; in quel concilio vennero lanciati diversi anatemi contro degli insegnamenti di Origene; uno dei quali (il primo) era contro la dottrina della preesistenza delle anime che Origene insegnava. Origene aveva insegnato infatti la preesistenza delle anime dicendo che l’anima esisteva prima del corpo umano (ma non in un altro corpo umano) e che l’uomo era sulla terra quello che meritava di essere in base alle sue azioni commesse prima di incorporarsi nel corpo. Ma non si puรฒ dire che Origene insegnava la reincarnazione perchรฉ la reincarnazione insegna che dopo la morte l’anima torna a incarnarsi ripetutamente in altri corpi per purificarsi e questo Origene non l’accettava.ย Si deve quindi attribuire a Origene la dottrina errata della preesistenza delle anime ma non gli si puรฒ attribuire la reincarnazione.ย Origene insegnava la risurrezione. Ma noi vogliamo dire pure che quand’anche un concilio della chiesa antica avesse approvato la reincarnazione non per questo noi saremmo chiamati ad accettarla per questo motivo, ma saremmo sempre chiamati a rigettarla.

ย ย ย ‘La reincarnazione fu insegnata da Gesรน ai suoi discepoli in privato e non pubblicamente’.
ย ย 

In altre parole Gesรน come spiegava in privato ai suoi discepoli il significato delle parabole, cosรฌ avrebbe spiegato loro in privato la reincarnazione.ย Falso anche questo. Dire una tale cosa รจ come affermare che Gesรน in privato avrebbe spiegato ai suoi discepoli che Pietro era il loro capo che alla morte avrebbe lasciato le chiavi del regno dei cieli a un suo successore che poi sarebbe diventato capo di un impero, che esisteva un purgatorio, che oltre a lui sarebbero sorti nel tempo altri mediatori su cui appoggiarsi nelle preghiere a Dio, che Maria sua madre doveva essere adorata e pregata da loro, e tante altre eresie che ancora oggi vengono insegnate e credute da molti che si dicono cristiani. Niente di nuovo sotto il sole; il discorso di costoro รจ vecchio, molto vecchio.

‘PROVE’ A SOSTEGNO DELLA REINCARNAZIONE – LA LORO REALE SPIEGAZIONE

Ci sono dei fatti che – a dire dei reincarnazionisti – proverebbero che la reincarnazione รจ una dottrina vera, e perciรฒ questi fatti sarebbero delle prove irrefutabili. Ecco quali sono questi fatti e come noi rispondiamo.

1)ย Il dรฉjร -vuย (“giร  visto”). Un fenomeno che consiste nella sensazione, anzi nella certezza, di conoscere perfettamente un luogo mai visto, nel quale si va per la prima volta. Alcuni di questi fenomeni sono spiegati dalla scienza come risultato di un affaticamento del cervello. Ma ci sono diverse persone che asseriscono di essersi trovate in qualche posto per la prima volta e di avere visto cose o persone che essi giร  conoscevano. Cosa dire a riguardo di queste esperienze? Dopo averne lette alcune sono giunto alla conclusione che si tratta di un’opera del diavolo il quale riesce in qualche modo a fare credere all’individuo di avere vissuto in un’altra vita in un castello del Medioevo, in un paese del deserto, ecc. Noi credenti riconosciamo solo un tipo di ‘dรฉjร -vu’; รจ quell’esperienza che si sperimenta tale e quale dopo che noi l’abbiamo vista in sogno o in visione. In questi casi Dio ci annunzia un evento che deve avere luogo e ci fa vedere esattamente come esso avverrร ; quando la cosa succede diciamo: ‘E’ proprio cosรฌ come Dio mi aveva fatto vedere in sogno o in visione’.

2) Regressioni ipnotiche. L’ipnotista chiede al paziente di tornare in un tempo precedente alla sua nascita e lui sotto ipnosi crede di vivere in un altro tempo della storia, in circostanze a lui estranee e cosรฌ di seguito. In altre parole mediante queste sedute ipnotiche gli individui sarebbero in grado di ricordare le loro vite passate. Anche in questo caso si deve dire che si tratta di un’opera del diavolo.

3) Le sedute medianiche. In queste sedute il medium dice alla persona chi lui era e dove ha vissuto nelle sue vite precedenti (l’attrice americana Shirley MacLaine – che da anni divulga idee del New Age – in un suo libro racconta come un medium le disse chi lei era stata nelle sue vite precedenti). In questo caso degli spiriti seduttori parlano tramite la bocca di questi ministri di Satana per indurre le persone a credere nella menzogna. Bisogna tenere presente quando si parla della reincarnazione che il diavolo ha tutti gli interessi a fare sรฌ che le persone la credano, perchรฉ sa che chi l’accetta non sentirร  affatto il bisogno di ravvedersi dai suoi peccati e di credere in Gesรน Cristo, perchรฉ penserร  che la salvezza รจ nelle sue mani, che dipende da lui. Non c’รจ dunque da meravigliarsi che questi medium parlino molto di vite passate, di registri akascici, e di tante altre cose del genere.

4) I cosiddetti colpi di fulmine, ossia l’innamoramento improvviso tra due persone che non si sono mai viste prima. Due persone si innamorano a prima vista e pare che si siano sempre conosciute perchรฉ si sarebbero conosciute in una vita precedente e quindi esse si sarebbero reincontrate. Non รจ affatto vero, perchรฉ l’innamoramento a prima vista, quello vero che sfocia nel matrimonio, รจ dovuto all’imperscrutabile opera di Dio nei loro cuori.

5) Le capacitร  straordinarie di quei “bambini prodigio” che riescono a suonare o fare delle cose che alla loro etร  normalmente non si possono fare. Se per esempio un bambino sa suonare maestrevolmente, significherebbe che รจ la reincarnazione di Mozart, di Beethoven o di qualche altro famoso musicista del passato; se riesce a scrivere delle belle poesie sarร  la reincarnazione di un famoso poeta e cosรฌ via. Nel caso dei bambini prodigio diciamo che in qualche caso si tratta di possessione demoniaca; cioรจ degli spiriti maligni prendono possesso del bambino che comincia a fare delle cose impensabili per un bambino della sua etร . Un esempio di ciรฒ รจ riportato nella New Age Encyclopedia di Melton Gordon dove viene detto che un bambino prodigio di nome Pepito Arriola nel 1900, all’etร  di tre anni e mezzo componeva marce, valzer, minuetti e riusciva a suonare a memoria 20 difficili pezzi musicali. La risposta spiritualista per le sue abilitร  fu data solo undici anni piรน tardi quando Arriola cominciรฒ a esercitare una pratica occulta, la scrittura automatica (J. Gordon Melton, Clark Jerome, Kelly Aidan A., New Age Encyclopedia, Detroit 1990, 1 ed., pag. 294). Ricordiamo perรฒ che come il diavolo riesce a fare stupire le persone tramite questi bambini, cosรฌ Dio riesce a fare stupire molto di piรน sempre tramite bambini. Un bambino puรฒ essere infatti costituito profeta sin dalla sua giovanissima etร , e lasciare stupiti per i doni di rivelazione che si manifestano tramite lui; Samuele e Geremia ne sono degli esempi. Anche Gesรน da bambino fece meravigliare gli uomini, infatti a dodici anni egli faceva delle domande ai dottori della legge e tutti stupivano del suo senno e delle sue risposte. Ma tutto ciรฒ era dovuto all’opera di Dio Padre in lui. Una cosa deve essere chiara; quando รจ Dio a visitare un bambino o un fanciullo, il Suo nome viene glorificato e le persone sono attratte a Cristo Gesรน per la loro salvezza.

6) Il fatto che taluni dimostrano capacitร  nello studio delle lingue o di particolari materie difficili. Cioรจ, se l’individuo รจ riuscito nelle lingue per cui รจ in grado di parlare dieci lingue sarร  stato uno studioso di lingue del passato, se รจ riuscito invece nella medicina, allora sarร  stato un famoso dottore del passato, e cosรฌ di seguito. Non รจ affatto cosรฌ; quell’individuo riesce in quella cosa in virtรน dei suoi studi e basta. Si รจ impegnato ed รจ riuscito, tutto qui.

REINCARNAZIONE E VEGETARIANISMO

Abbiamo visto che una parte dei reincarnazionisti sostiene che l’uomo puรฒ reincarnarsi nelle sue vite successive anche in un animale. Tra coloro che credono in questo ci sono soprattutto le sette orientali di matrice induista, come per esempio gli Hare Krishna. Conseguenza di questa credenza: costoro rifiutano di mangiare ogni tipo di carne per non rendersi colpevoli di omicidio nei confronti di coloro che secondo loro si trovano negli animali per espiare il loro debito karmico, e impongono ad altri di non mangiare nessun tipo di carne.
Abbiamo dimostrato che la reincarnazione รจ una dottrina generata dal diavolo, quindi รจ superfluo dire che chi uccide gli animali per cibarsene non si rende colpevole di nessun omicidio. La Scrittura dice chiaramente che il divieto di mangiare la carne รจ una dottrina di demoni insegnata da uomini a motivo della loro ipocrisia i quali sono “segnati di un marchio nella loro propria coscienza” (si legga 1 Timoteo 4:2).
Ma perchรฉ รจ una dottrina di demoni? Perchรฉ si oppone alla Parola di Dio che dice: “E Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono” (Gen. 1:31) ed ancora all’ordine che Dio diede dopo il diluvio: “Tutto ciรฒ che si muove ed ha vita vi servirร  di cibo; io vi dรฒ tutto questo, come l’erba verde…” (Gen. 9:3) ed ancora alle parole di Dio: “Potrai a tuo piacimento scannare animali e mangiarne la carne in tutte le tue cittร …” (Deut. 12:15).

Il concetto di reincarnazione offre una spiegazione alternativa affascinante riguardo alle origini dell’uomo e al suo destino. C’รจ un interesse crescente su questo argomento oggi, grazie soprattutto ai libri e alle riviste, alle trasmissioni televisive, i film e le conferenze. Molte di queste fonti sono collegate al mondo del sapere esoterico e delle cosiddette scienze occulte. La reincarnazione รจ anche un soggetto particolarmente “caldo” su internet. รˆ accettata non soltanto dai seguaci delle religioni orientali e delle correnti new age, ma anche da tanti che non condividono tali interessi e dottrine esoteriche.

La reincarnazione sembra dare speranza per la continuazione dell’esistenza della persona, che puรฒ nelle vite successive avere maggiori possibilitร  di conseguire la liberazione. Appare come una fonte di conforto specialmente per coloro che cercano liberazione sulla base delle proprie possibilitร  interiori. D’altra parte, la reincarnazione รจ un modo per liberarsi dalla preoccupazione del giudizio finale da parte di un Dio imparziale, e dalle conseguenze eterne che avrebbero le proprie azioni se ci fosse una sola esistenza da vivere in questo mondo.
Un altro motivo importante per cui molti credono alla reincarnazione รจ che essa sembra spiegare il motivo delle differenze che esistono tra le persone. Prendendo in considerazione gli estremi, notiamo alcuni che sono in buona salute, e altri tormentati da handicap che li accompagnano per tutta la vita. Alcuni sono ricchi, altri vivono nella miseria. Alcuni trovano realizzazione nella religiositร , mentre altri nonostante i loro sforzi non sono mai soddisfatti.
Le religioni orientali spiegano che queste differenze sono il risultato delle vite precedenti che una persona ha vissuto, bene o male, di cui si raccolgono i frutti nella vita presente attraverso l’azione del karma. Ecco dunque che la reincarnazione sembra essere un modo perfetto per punire o ricompensare le proprie opere, senza il bisogno di credere alla realtร  di un Dio personale.

Considerato l’enorme impatto che questa ideologia ha sulla vita sociale e spirituale delle persone, analizzeremo di seguito gli argomenti principali:

A) La reincarnazione nelle religioni del mondo;
B) Il ricordo di vite precedenti come prova della reincarnazione;
C) La reincarnazione e la giustizia cosmica;
D) La reincarnazione e il Cristianesimo.

A) LA REINCARNAZIONE NELLE RELIGIONI ORIENTALI

Quello della reincarnazione non รจ un concetto tanto antico come si pensa. Non รจ un elemento comune a molte delle antiche religioni conosciute, e la sua origine non appartiene a un passato immemorabile.

La forma classica della dottrina della reincarnazione fu formulata in India, ma certamente non prima del 9ยฐ secolo a.C., quando gli scritti brahmani furono composti. Quando le Upanihad (tra il 7ยฐ e il 5ยฐ secolo a.C.) ebbero definito chiaramente il concetto, esso fu adottato dalle altre grandi religioni orientali che ebbero origine in India, il Buddismo e il Giainismo. In seguito alla diffusione del Buddismo, la reincarnazione fu poi adottata dal Taoismo cinese, ma non prima del 3ยฐ secolo a.C.

Le antiche religioni del mondo mediterraneo svilupparono credi reincarnazionisti piuttosto differenti. Ad esempio, il platonismo greco affermava la preesistenza dell’anima in un mondo celestiale e la sua caduta in un corpo umano. Per liberarsi, l’anima aveva bisogno di essere purificata mediante la reincarnazione. In questo Platone fu fortemente influenzato dalle piรน antiche scuole filosofiche. Il primo importante sistema filosofico greco ad adottare una visione della reincarnazione paragonabile a quella induista fu quello neoplatonico, nato nel 3ยฐ secolo d.C., sotto influenze orientali.

Nel caso dell’antico Egitto, il Libro Egizio dei Morti descrive il viaggio dell’anima verso l’altro mondo senza ritornare alla terra. E’ noto che gli antichi egizi imbalsamavano i morti in modo che il corpo potesse essere preservato e accompagnare cosรฌ l’anima nell’altro mondo. Ciรฒ suggerisce che questo popolo credesse nella resurrezione anzichรฉ nella reincarnazione.
Allo stesso modo, in molti casi di antiche religioni tribali che oggi sono descritte come aderenti al concetto di reincarnazione, si tratta invece di credenza nella preesistenza dell’anima prima della nascita o nella sua sopravvivenza indipendente dopo la morte. Ciรฒ non รจ collegabile all’idea classica di trasmigrazione da un corpo fisico a un’altro secondo una la legge impersonale come quella del karma.

LA REINCARNAZIONE NELL’INDUISMO

L’origine del samsara va cercato nell’Induismo e nei suoi scritti classici. Non puรฒ essere apparsa prima del 9ยฐ secolo a.C. perchรฉ gli inni vedici (i piรน antichi testi nell’Induismo) non la menzionano; ciรฒ prova che la dottrina della reincarnazione non era stata ancora formulata al tempo della loro stesura (tra il 13ยฐ e il 10ยฐ secolo a.C.).

A quel tempo – come si evince ad esempio dall’esegesi del rituale funerario – si credeva che l’uomo continuava ad esistere dopo la morte come persona completa. Tra l’uomo e gli dรจi esisteva un distinzione assoluta, come in tutte le altre religioni politeistiche del mondo. Siamo piuttosto lontani dal concetto di una fusione impersonale con la fonte di tutta l’esistenza, che troviamo piรน tardi negli Upanishad.

Troviamo poi Yama, il dio della morte (menzionato anche nei testi sacri buddisti e taoisti), che regnava sulle anime dei defunti; a lui le famiglie facevano delle offerte in favore dei propri cari deceduti.
La giustizia divina era amministrata dagli dรจi Yama, Soma e Indra, non da una legge impersonale come il karma. Queste divinitร , anzi, avevano il potere di gettare i malvagi in una buia prigione eterna dalla quale essi non sarebbero mai piรน potuti scappare (Rig Veda 7,104,3-17).

(Per uno studio sull’evoluzione e la relazione tra le dottrine religiose politeiste e monoteiste si veda questo documento.)

La premessa per l’ottenimento di una ricompenza per le proprie azioni in una nuova esistenza terrena (invece di una celeste) apparve negli scritti brahmani (9ยฐ secolo a.C.). In essi si affermava una limitata immortalitร  celeste, che dipendeva dalle opere e della qualitร  dei sacrifici fatti duranti la vita. Dopo aver raccolto la ricompensa per queste cose, l’uomo doveva affrontare un’altra morte nel regno celeste (punarmrityu) e quindi ritornare all’esistenza terrena. L’antidoto a questa situazione era considerato come conoscenza esoterica, ottenibile solo durante la propria esistenza terrena.

LA REINCARNAZIONE NEGLI UPANISHAD

Gli Upanishad furono i primi scritti in cui si spostรฒ il luogo della “seconda morte” dal cielo alla terra, identificandone la giusta soluzione con la conoscenza dell’identitร  atman-Brahman.

L’ignoranza della propria individualitร  (atman o purusha) mette in azione il karma, la legge di causa ed effetto della spiritualitร  orientale. La sua prima formulazione puรฒ essere trovata in Brihadaranyaka Upanishad (4,4,5): “Secondo come si agisce, secondo come ci si comporta, cosรฌ si diventa. Chi fa bene diventa bene. Chi fa male diventa male. Si diventa virtuosi con le azioni virtuose, malvagi con le azioni malvagie”.

La reincarnazione (samsara) รจ la via pratica con cui si raccoglie il frutto delle proprie azioni. Pertanto, l’individuo รจ obbligato a entrare in una nuova esistenza materiale finchรฉ tutto il debito karmico che ha accumulato รจ pagato (Shvetashvatara Upanishad 5,11).

Qui puรฒ essere osservata una mutazione fondamentale nel significato della vita dopo la morte in confronto alla prospettiva vedica. Abbandonando il desiderio di avere comunione con gli dรจi (Agni, Indra, ecc.), conseguita come risultato dei buoni sacrifici portati, gli Upanishad giungono a considerare il destino finale dell’uomo come una fusione impersonale tra atman e Brahman, raggiungibile esclusivamente tramite la conoscenza esoterica. In questo nuovo contesto, il karma e la reincarnazione sono gli elementi chiave che segneranno da ora in poi ogni particolare sviluppo nell’Induismo.

LA REINCARNAZIONE NEI PURANA

Nel Bhagavad Gita, che รจ parte del Mahabharata, il concetto di reincarnazione รจ espresso chiaramente come un processo naturale della vita che dev’essere seguito da tutti i mortali (2,13; 2,22).

Nei Purana invece la speculazione su questo soggetto รจ piรน sostanziale e si considerano dei destini specifici per ogni tipo di male che si commette: chi uccide un sacerdote rinasce tisico, chi uccide una mucca rinasce gobbo o demente, chi uccide una vergine rinasce lebbroso, chi mangia la carne rinasce di colore rosso, chi ruba del cibo rinasce topo, chi ruba del grano rinasce locusta, chi ruba profumo rinasce puzzola, e cosรฌ via (Garuda Purana 5).

Simili punizioni si trovano anche nelle Leggi di Manu (12, 54-69).

INDUISMO: CHI O COSA SI REINCARNA?

Secondo gli Upanishad e la filosofia Vedanta, l’entitร  si reincarna nell’sรจ impersonale (atman). L’atman manca non ha un elemento personale, ragion per cui l’uso del pronome riflessivo “sรจ” (l’io) non รจ corretto. Si puรฒ definire l’atman solo negando ogni attributo personale. Sebbene esso costituisca il substrato esistenziale dell’esistenza umana, l’atman non puรฒ essere ciรฒ che trasporta il “progresso spirituale” della persona, perchรฉ non puรฒ mantenere nessun dato prodotto nel dominio illusorio dell’esistenza psico-mentale. Il progresso spirituale che si accumula verso la realizzazione dell’identitร  atman-Brahman รจ registrato dal karma, o piuttosto da una minima quantitร  di debito karmico. A seconda del proprio karma, alla (ri)nascita l’intero essere fisico e mentale che costituisce l’essere umano viene ricostruito. A questo livello, la persona cosรฌ rimodellata sperimenta i frutti delle “sue” azioni derivanti dalle vite precedenti e deve fare del suo meglio per fermare il circolo vizioso avidya-karma-samsara.

Per cercare di spiegare il meccanismo della reincarnazione, l’Induismo Vedanta ha adottato il concetto di un corpo sottile (sukshma sharira) che resta attaccato all’atman per tutta la durata della sua schiavitรน, e registra i debiti karmici e li trasmette da una vita all’altra. Comunque, questo “corpo sottile” non puรฒ essere una forma in grado di preservare gli attributi personali, in quanto non offre informazioni riguardanti le vite precedenti alla presente vita psico-mentale. Tutti questi dati sono cancellati, cosรฌ che i fatti registrati dal corpo sottile sono una somma delle tendenze nascoste o impressioni (samskara) provenienti dal karma. Si materializzano inconsciamente nella vita dell’individuo, senza dargli alcun modo di comprendere la sua condizione attuale. Non esiste nessuna possibile forma per trasmettere la memoria cosciente da una vita all’altra, perchรฉ il suo dominio appartiene al mondo delle illusioni e si dissolve alla morte.

Nei darshana Samkhya e Yoga, l’entitร  che si reincarna รจ chiamata purusha, un equivalente dell’atman. Data l’assoluta dualitร  tra purusha e prakriti (sostanza), niente di ciรฒ che appartiene alla vita psico-mentale puรฒ passare da una vita all’altra perchรฉ appartiene alla prakriti, che a una relazione meramente illusoria con la purusha. Comunque, nello Yoga Sutra (2,12) viene definito un meccanismo simile per la trasmissione degli effetti del karma da una vita all’altra, come nel caso della Vedanta. Il serbatoio del karma รจ chiamato karmashaya. Esso accompagna la purusha da una vita all’altra, e rappresenta l’insieme delle impressioni (samskara) che non hanno potuto manifestarsi nei limiti di una data vita. Non si tratta assolutamente di una memoria cosciente, di un insieme di informazioni che la persona puรฒ usare consciamente o di un nucleo di personalitร , perchรฉ il karmashaya non ha niente a che fare con le abilitร  psico-mentali. Questo deposito di karma serve soltanto come meccanismo per adattare gli effetti del karma sulla vita della persona. Impone in modo meccanico e impersonale la rinascita (jati), la durata della vita (ayu) e le esperienze che devono accompagnarla (bhoga).

LA REINCARNAZIONE NEL BUDDISMO

Il Buddismo nega la realtร  di un sรจ permamente, e spiega l’esistenza umana come un mero accumulo di cinque aggregati (skandha), che hanno una relazione funzionale di causa-effetto: 1) il corpo (la forma materiale e i sensi), 2) sensazione (prodotto dei sensi), 3) percezione (costruito sulla sensazione), 4) attivitร  mentale, e 5) consapevolezza.
Tutti e cinque gli elementi, e l’insieme che essi costituiscono, sono non permanenti (anitya); sono sottoposti a una continua trasformazione, e non posseggono un principio dimorante in essi, un “sรจ”. L’uomo solitamente pensa di averne uno a motivo della sua coscienza di se stesso. Ma essendo egli stesso in un continuo processo di trasformazione e cambiamento, la coscienza non puรฒ essere identificata con un sรจ che si possa supporre essere permanente. Oltre i cinque aggregati menzionati prima non puรฒ essere trovato nient’altro nell’uomo.

Comunque, qualcosa deve potersi reincarnare, secondo i dettami del karma. Quando fu chiesto al Buddha la spiegazione delle differenze tra le persone riguardo alla durata vitale, malattie, benessere materiale, ecc., egli rispose che gli uomini ereditano le conseguenze delle loro azioni, e che queste stabiliscono la loro condizione bassa o elevata (Majjhima Nikaya 3,202).

Se non esiste un vero sรจ, chi eredita allora le azioni e si reincarna? Buddha rispose che solo il karma passa da una vita all’altra, usando la figura della luce di una candela, che รจ derivata da un’altra candela senza possedere una sostanza propria. Il Buddismo insegna che nella stessa maniera si ha la rinascita senza il trasferimento del sรจ da un corpo all’altro. L’unico collegamento tra una vita e la successiva รจ di natura causale. Questa รจ sensa dubbio la piรน assurda definizione di reincarnazione che si sia mai avuta. Nella Sutra della Ghirlanda (10) si legge (trad.): “A seconda delle azioni compiute, si hanno le conseguenze che ne risultano; ma chi agisce non ha esistenza: questo รจ l’insegnamento del Buddha”.

Le scuole Yogachara e Vajrayana (Buddhismo tibetano) del Buddismo Mahayana insegnano che esiste un’entitร  che si reincarna: รจ la consapevolezza (uno dei cinque aggregati), che ha dunque la stessa funzione dell’atman della Vedanta. Il Libro Tibetano dei Morti descrive in dettaglio le presunte esperienze avute nello stato intermedio tra due incarnazioni, suggerendo che il defunto mantiene i suoi attributi personali. Sebbene in questo caso non viene detto chiaramente cosa sopravvive dopo la morte, รจ menzionato un corpo mentale che non puรฒ essere toccato dalle visioni che il defunto sperimenta (12).

Qualunque sia la condizione del defunto dopo la morte secondo il Buddismo, รจ evidente che un eventuale nucleo personale svanirebbe subito dopo la nascita, pertanto non puรฒ esservi alcun elemento psico-mentale trasmesso da una vita all’altra. La persona nata non ricorda niente delle vite precedenti, nรฉ dei viaggi da uno stato intermedio a un altro (bardo).

Un altro elemento contraddittorio nella teoria buddista della reincarnazione รจ l’estrema raritร  della reincarnazione come esseri umani. Il Buddha insegnรฒ nella Chiggala Sutta che รจ una rara coincidenza l’ottenere un corpo umano, proprio come รจ una rara coincidenza che sorga nel mondo un Tathagata, un individuo degno e consapevole.

Volendo prendere alla lettera le parole del Buddha (Samyutta Nikaya 35,63), รจ stato calcolato che la possibilitร  di incarnarsi come essere umano รจ di una sola possibiltร  su un numero di anni pari a 5 seguito da 16 zeri. Questo numero รจ pari a 5 milioni di volte l’etร  dell’universo.

LA REINCARNAZIONE NEL TAOISMO

Quello della reincarnazione รจ un concetto difficile da trovare negli aforismi del Tao-te Ching (6ยฐ secolo a.C.), pertanto dev’essere apparso piรน tardi nel Taoismo. Sebbene non venga specificato cosa si reincarna, la dottrina taoista sostiene che qualcosa passa da una vita all’altra. Un importante testo del Taoismo, il Chuang Tzu (4ยฐ secolo a.C.) afferma:

“La nascita non รจ un inizio; la morte non รจ una fine. C’รจ esistenza senza limiti; c’รจ continuitร  senza un punto d’inizio. … C’รจ la nascita, c’รจ la morte, c’รจ l’uscire, c’รจ l’entrare. Ciรฒ attraverso cui si passa dentro e fuori senza vederne la forma, รจ il Portale di Dio” (23).

LA REINCARNAZIONE NEL PENSIERO MODERNO

Quando il concetto orientale di reincarnazione arrivรฒ in Europa, il suo significato cambiรฒ. Durante il Medioevo fu una dottrina riservata agli iniziati di alcune tradizioni occulte (Ermetismo, Catarismo, ecc.), che l’avevano assorbita dal Neo-platonismo. Una piรน ampia accettazione della reincarnazione fu promossa nel mondo Occidentale solo dagli inizi del secolo scorso, dalla Teosofia e in seguito dall’Antroposofia. Il loro intenso lavorio, combinato con quello di molti guru orientali e occultisti occidentali, e in particolare dal movimento New Age, determinรฒ un’ampia accettazione della reincarnazione nella nostra societร , cosรฌ che questo concetto fu ricevuto come una delle dottrine piรน intriganti sulle origini e sul significato della vita.

Comunque, la “versione moderna” รจ sostanzialmente diversa da quella insegnata dalle religioni orientali. Lungi dall’essere un tormento dal quale l’uomo deve fuggire a ogni costo tramite l’abolizione della propria identitร , il pensiero New Age considera la reincarnazione come una progressione dell’anima verso piรน alti livelli di esistenza spirituale.
Influenzati dal contesto culturale cristiano ma opponendosi totalmente all’ideologia orientale classica, molti reincarnazionisti oggi pensano che l’entitร  che si reincarna รจ l’anima, che preserva gli attributi della personalitร  da una vita all’altra. Questo compromesso ovviamente emerge dal desiderio di adattare la dottrina della reincarnazione al pensiero occidentale. Il concetto di un atman impersonale che si reincarna era troppo astratto per essere accettato facilmente, cosรฌ gli occidentali avevano bisogno di una versione piรน innocua di questa dottrina per poterla accettare.
Sebbene questa tendenza sia prova dello struggersi dell’anima per un destino personale, non c’รจ molta somiglianza con la spiritualitร  orientale classica, che la rigetta come qualcosa di completamente perverso.

Le informazioni che abbiamo visto sul significato della reincarnazione nelle religioni orientali e sulla natura dell’entitร  che si reincarna, ci saranno utili per esaminare quelle che oggi vengono considerate prove della reincarnazione. Nell’analizzarle, dobbiamo ricordare che nel concetto orientale di reincarnazione non puรฒ esistere alcun elemento personale che passi da una vita alla successiva.

B) IL RICORDO DI VITE PRECEDENTI COME PROVA DELLA REINCARNAZIONE

Oggi molti degli occidentali che accettano la reincarnazione sostengono che essa puรฒ essere dimostrata scientificamente. Solitamente basano la loro convinzione sulle cosiddette esperienze di vite precedenti, che rappresentano l’abilitร  di alcune persone di ricordare fatti delle loro presunte vite precedenti.
Vi sono due occasioni in cui si puรฒ osservare questo fenomeno. La prima รจ una sessione di ipnosi, in cui si tenta di far regredire una persona al tempo che precede la sua nascita. L’altra si ha quando alcuni bambini spontaneamente ricordano un’identitร  di una loro vita passata, meravigliando i vicini con dettagli specifici che coincidono con quelli della vita di una persona defunta. Queste esperienze possono essere considerate delle prove valide a sostegno della reincarnazione?

LA REGRESSIONE IPNOTICA COME PROVA DELLA REINCARNAZIONE

L’ipnosi puรฒ essere definita come un metodo per indurre uno stato alterato di coscienza, che fa sรฌ che la persona divenga molto ricettiva ai suggerimenti dell’ipnotista. Il metodo รจ stato in psicanalisi per il trattamento delle malattie psichiche, evocando gli eventi dolorosi che ne sono stati causa nel passato (specialmente durante l’infanzia), e poi suggestionando la persona in modo che possano guarire quelle ferite che ne affliggono ancora il presente.
Sebbene vi siano dei risultati incoraggianti nell’uso di questo tipo di terapia, รจ un fatto che l’ipnosi puรฒ mischiare la fantasia con i ricordi autentici o addirittura creare episodi interamente inventati. In stato profondo di ipnosi, alcuni soggetti hanno dichiarato di avere avuto esperienze “fuori dal corpo” (OOB), e di aver viaggiato in misteriosi luoghi spirituali. Altri hanno avuto un’esperienza mistica di unitร  con l’universo.

La regressione ipnotica cominciรฒ ad essere utilizzata come metodo per “ricordare le vite precedenti” nel 1952, quando Ruth Simmons del Colorado (USA), fu portata mediante ipnosi “indietro nel tempo” fino a prima della sua nascita. Improvvisamente ella cominciรฒ a parlare con un marcato accento irlandese, affermando che il suo nome era Bridey Murphy e che viveva in Irlanda nell’anno 1890. Le sue brevi descrizioni sembravano descrivere bene la societร  irlandese del tardo 19ยฐ secolo. Si credette allora che era stata trovata la prova scientifica della reincarnazione. Perciรฒ, questo metodo fu usato da un numero sempre crescente di ipnotisti per ottenere informazioni sulle presunte vite passate dei loro pazienti.
Recentemente il metodo si รจ diffuso in molti ambienti e viene usato per spiegare il motivo di paure e ansie. Durante la regressione, alcuni pazienti adottano personalitร  diverse, cambiano voce, comportamento ed espressione facciale. Tutte le informazioni ottenute sono il risultato di un dialogo tra l’ipnotista e il paziente, in cui le domande devono essere poste in modo semplice e chiaro al fine di ottenere la giusta risposta.

Fintanto che le informazioni prodotte da queste persone non possono essere state apprese durante l’arco della loro vita, possiamo desumere che si tratti di reali residui di esperienze di vita passata. Questa conclusione solleva perรฒ diverse difficoltร , in quanto esistono altre spiegazioni plausibili a questi fenomeni.

Una possibile spiegazione, valida per una parte dei casi, รจ la criptoamnesia. Cosรฌ come l’ipnosi puรฒ essere usata per riportare a galla ricordi dimenticati del proprio passato, fatti che non sono piรน disponibili alla memoria cosciente, allo stesso modo puรฒ essere utilizzata per rievocare informazioni udite da altre persone, lette nei libri, o viste nei film, in cui il soggetto dell’ipnosi viene coinvolto come partecipante durante la seduta. La sua memoria subcosciente ha immagazzinato quelle informazioni e l’ipnosi ne determina l’uso in uno scenario completamente fittizio. Ian Stevenson, uno dei piรน importanti ricercatori su questo fenomeno, cita un caso a conferma di quanto detto:

“Vi รจ un altro caso inglese che รจ stato studiato da un docente universitario di Cambridge. Una giovane donna sembrava in grado di descrivere la vita di una certa Blanche Poynings, vissuta nel 14ยฐ secolo alla corte di Riccardo II. Diede un gran numero di dettagli sulla gente conosciuta da questa persona, citรฒ diversi nomi propri e parlรฒ del tipo di vita che ella conduceva. Gli studiosi continuarono a scavare nei suoi ricordi, finchรฉ a un certo punto le chiesero specificamente quale fosse la fonte di quelle informazioni. In stato di trance ipnotica, la ragazza stessa citรฒ i riferimenti di un libro, Countess Maud, pubblicato verso la fine del 19ยฐ secolo; un romanzo classico vittoriano incentrato sulla corte di Riccardo II. Il soggetto era stato leggermente alterato, ma essenzialmente ciรฒ che la ragazza aveva descritto proveniva da quel libro. Si scoprรฌ poi che sua zia aveva in casa una copia del libro. La giovane non ricordava di averlo letto, ma ricordava distintamente di averne sfogliato le pagine” (Omni Magazine, 10(4):76, 1988).

Un aspetto intrigante delle testimonianze registrate sotto ipnosi รจ il fatto che esse dipendono pesantemente dai dati preesistenti nell’attuale conoscenza storica. In molti casi, sebbene le informazioni corrispondono ai dati storici generalmente riconosciuti, successive scoperte archeologiche le contraddicono, sollevando seri dubbi sulla veracitร  di queste “vite precedenti”.
Ian Wilson, un altro importante ricercatore di questi fenomeni, descrive molti casi del genere nel suo libro Reincarnation (p. 88-90). Una delle persone citate nel libro diceva di essere la reincarnazione di un antico egizio vissuto durante il regno del faraone Ramses III. Ma invece di dire che la capitale era “No”, disse che il nome era “Tebe” (quello che i greci usarono molto tempo dopo). D’altra parte, un antico egizio non avrebbe mai potuto dire di conoscere un faraone basandosi sul numero (Ramses III), dato che la numerazione dei faraoni fu adottata dagli egittologi vittoriani durante il 19ยฐ secolo. Un altro errore fu il fatto di menzionare l’uso dei sesterzi come moneta, la quale fu introdotta dai romani solo mille anni piรน tardi.
Un altro caso riguardava una persona che raccontava di aver assistito agli sbarchi dei vichinghi nel Nord America durante l’11ยฐ secolo. Secondo la descrizione data, essi indossavano elmetti con dei corni, il che non รจ storicamente vero. Negli ultimi anni gli studiosi hanno provato che quest’idea, per quanto comune, รจ falsa, in quanto i vichinghi indossavano copricapi conici. Gli elmetti cornuti venivano indossati soltanto durante le cerimonie religiose da individui di alto rango. Questi e altri casi dimostrano che le esperienze di “ricordi di vite passate” dipendono moltissimo dalla conoscenza storica che l’uomo ha al momento in cui viene effettuata la seduta di regressione ipnotica, e che spesso queste informazioni vengono contraddette dalle scoperte piรน recenti, dimostrandone l’infondatezza.
Questo รจ anche il motivo per cui gli scrittori di esperienze di reincarnazione di solito evitano di menzionare dati specifici che a un esame piรน attento potrebbero essere confutati.

Un’altra possibile spiegazione per il fenomeno dei ricordi delle vite passate รจ l’influenza dell’ipnotista stesso, la cui capacitร  di suggestionare รจ una condizione “sine qua non” all’efficacia dell’ipnosi. L’altro fattore necessario รจ la ricettivitร  del paziente alle suggestioni dell’ipnotista. Sebbene le due condizioni determinino l’efficienza dell’ipnosi quando รจ usata nel trattamento psichiatrico, nel caso della regressione l’abilitร  dell’ipnotista di suggestionare puรฒ diventare un grave impedimento all’ottenimento di informazioni reali, in quanto puรฒ contaminare la storia del paziente. Ian Stevenson afferma:

“Nella mia esperienza, quasi tutte le cosiddette personalitร  precedenti evocate mediante l’ipnosi sono del tutto immaginarie e sono il risultato del desiderio del paziente di ubbidire ai suggerimenti dell’ipnotista. Non รจ un segreto che siamo altamente suggestionabili quando siamo sotto ipnosi. Questo tipo di investigazione puรฒ in realtร  essere pericoloso. Alcuni sono stati terribilmente spaventati dai loro presunti ricordi, e in altri casi le personalitร  multiple evocate non sono piรน scomparse prima di un lungo tempo” (Omni Magazine 10(4):76, 1988).

Sotto ipnosi, il soggetto รจ pronto ad accettare ogni tipo di distorsione, ad avere la sua realtร  plasmata dalla volontร  dell’ipnotista. In molti casi รจ facile discernere le convizioni religiose dell’ipnotista nelle storie raccontate dai suoi pazienti.
Il rischio di costruire scenari completamente fittizi mediante l’ipnosi non puรฒ essere ignorato. Anzi รจ giร  accaduto molte volte. Ricorderemo i numerosi casi di donne che durante un trattamento d’ipnosi per problemi comuni scoprirono di aver subito abusi sessuali durante l’infanzia, il che alla fine si rivelรฒ essere falso.
Persino Freud abbandonรฒ l’ipnosi come metodo di trattamento quando scoprรฌ i tanti casi di falsi ricordi. Piรน ancora, fu osservato che i ricordi “scoperti” sotto ipnosi possono arrivare a sostituire i veri ricordi dopo che la sessione d’ipnosi รจ terminata, distorcendo completamente la vita della persona. Questo caso รจ chiamato “false memory syndrome” (sindrome dei falsi ricordi).
I tribunali specie all’estero sono al corrente di questi pericoli e molti di essi non accettano testimonianze rese da persone che sono state precedentemente ipnotizzate. Lo stesso dicasi per i casi di abusi sessuali sui bambini, scoperti mediante ipnosi, che si rivelarono essere falsi. Il quadro non cambia per i ricordi di vite precedenti e per i ricordi di rapimenti extraterrestri.

Un altro fattore compromettente รจ la preparazione che la persona subisce prima della seduta: la persona viene informata dello scopo della regressione, e questo induce in lei una grande aspettazione. Il desiderio conscio di conoscere la veritร  sulle sue “vite precedenti” indubbiamente influenza le risposte date sotto ipnosi.

Una terza possibilitร  per spiegare questi fenomeni appartiene specificamente al campo della psichiatria. Le personalitร  multiple sono conosciute in essa come disturbi della personalitร . Una stessa persona puรฒ cambiare nel giro di poco tempo anche fino a 20 diverse personalitร , come se stesse giocando diversi ruoli successivi. Queste personalitร  contraddittorie hanno mentalitร , comportamenti, voci e persino sessi diversi dalla persona reale. Di solito accade che una delle personalitร  conosce e osserva gli atti e i pensieri delle altre, ed รจ anche in grado di parlare a nome di tutte.

Dal punto di vista psichiatrico, le testimonianze di vite precedenti confermate mediante ipnosi possono essere il risultato di un disordine da personalitร  dissociate indotto attraverso l’ipnosi. Ciรฒ si รจ verificato in diversi casi di cura della schizofrenia: nel tentativo di far uscire fuori le personalitร  nascoste e reintegrarle con quella reale, molti casi di ipnosi hanno invece prodotto nuove personalitร , che sono rimaste attive anche dopo il trattamento. E’ dunque possibile creare personalitร  addizionali e ricordi addizionali mediante l’ipnosi.

Comunque, resta ancora un mistero al quale le interpretazioni naturalistico-scientifiche non hanno una risposta soddisfacente: come sono distribuiti i ruoli delle “vite passate”, chi decide quale sarร  la prossima a manifestarsi? Non puรฒ essere un processo casuale. Ian Wilson scrive: “Da qualche parte, in qualche modo, deve esserci un “direttore”. E’ come guardare uno show di marionette, guardare i fili che le animano, senza vedere il burattinaio”. Chi potrebbe essere il regista dello show delle personalitร  multiple? La spiegazione naturalistica dice che dev’essere la mente della persona, laddove la coscienza รจ suddivisa in entitร  separate, una delle quali assume il ruolo di dirigere le altre. A conferma di questo si puรฒ dire che a volte, durante l’ipnosi, una certa parte della mente continua ad essere cosciente, continua a ricevere dati dall’area reale che la circonda. Il problema irrisolto in questa spiegazione รจ la motivazione che anima tale entitร  (rimasta cosciente nella mente della persona) ad agire in questo modo. Perchรฉ dovrebbe ingannare altri riguardo a delle vite precedenti?

Giungiamo dunque a un’altra possibile spiegazione per il ricordo di vite precedenti. In parapsicologia รจ chiamato channeling (canalizzazione), termine che rappresenta il fenomeno di trasmettere delle informazioni generate da entitร  spirituali esterne al nostro mondo. Spesso agiscono attraverso delle persone (i medium) mentre sono in stati alterati di coscienza. Nel channeling vi sono sempre esseri esterni personali (spiriti) coinvolti nella trasmissione di informazioni attraverso i medium. L’annichilimento della coscienza normale attraverso l’ipnosi crea le condizioni ottimali per contattare questi “maestri” esterni, che possono presentare se stessi come personalitร  delle vite passate di una persona. Si puรฒ rigettare questa ipotesi solo presumendo che l’entitร  che sta comunicando attraverso il medium non ha motivo di mentire quando afferma di essere una personalitร  reincarnata e non uno spirito esterno.
Esistono moltissimi casi di simili entitร  che, come รจ stato scoperto in seguito, hanno mentito; analizzeremo comunque in dettaglio piรน avanti la loro possibile identitร  e le loro motivazioni.

In conclusione, il solo criterio per poter stabilire la veracitร  dei “ricordi di vita precedente” รจ la nostra fiducia nell’ipnotista e nella sua interpretazione di tali ricordi. Esamineremo quindi le altre “prove decisive” per la reincarnazione attraverso il ricordo di vite passate.

IL RICORDO SPONTANEO DI VITE PRECEDENTI DA PARTE DI BAMBINI

Un’altra categoria di esperienze citate come prove a favore della reincarnazione sono i casi in cui certe persone, quasi tutti bambini sotto i 10 anni d’etร , ricordano spontaneamente eventi di presunte vite passate, insistendo di essere qualcun altro che ha vissuto in epoche passate. I dettagli da essi menzionati riguardo ai luoghi, alle persone e agli avvenimenti del passato, circa i quali normalmente non potrebbero sapere niente, si rivelano corrispondere alla realtร  quando si investiga nell’area indicata.
Le approfondite ricerche del Dr. Ian Stevenson e i suoi libri su questo argomento sono ben noti. Sebbene i casi di ricordi spontanei di vita precedente da parte di bambini sono significativamente piรน pochi delle testimonianze prodotte sotto ipnosi, sembrano perรฒ essere molto piรน convincenti.
I casi delle ragazze indiane Swarnlata e Shanti Devi sono due dei piรน noti. All’etร  di 3 anni (Swarnlata) e 4 anni (Shanti Devi) hanno cominciato ad affermare di aver vissuto in una vita precedente come mogli e madri di due bambini, in un villaggio lontano. L’elemento piรน sbalorditivo รจ che hanno menzionato fatti specifici relativi alle loro presunte vite precedenti, e quei fatti sono stati verificati da degli investigatori. Possiamo immaginare quanto siano rimasti sorpresi i figli della madre defunta nel vedersi visitare da una bambina di 4 anni che asseriva di essere la loro madre reincarnata (o altri parenti in altri casi simili). Spesso in questi casi si sviluppano dei disturbi emotivi. Stevenson commenta: “In molti casi questi bambini rigettano i loro genitori dicendo che non sono i loro veri genitori, e spesso vagano per le strade in cerca della loro vera casa. In altri casi, insistono per essere riuniti ai loro ex mariti, o mogli, o figli. Un bambino indiano era cosรฌ appassionatamente legato a una donna che lui diceva essere stata sua moglie, da cercare di riaverla indietro, causando grande dolore a se stesso e a lei” (Omni Magazine, 10(4):76, 1988).

Comunque, esistono altre interpretazioni possibili, al di lร  della reincarnazione. Una di esse รจ la possibilitร  che questi bambini siano venuti in contatto con delle entitร  spirituali, tramite channeling. Il bambino in questo caso รจ inconsapevolmente il “medium”. Ma questa spiegazione non รจ convincente, in quanto i bambini non hanno di solito particolare interesse a stabilire un contatto con gli spiriti.

Una spiegazione alquanto piรน probabile รจ la possessione di questi bambini da parte di entitร  spirituali esterne. Si tratta di un fenomeno collegato alย channeling, ma questa volta la persona รจ obbligata a trasmettere il messaggio dello spirito senza avere la possibilitร  di apportare un contributo consapevole all’intero processo. In altre parole, la possessione implica che lo spirito “invasore” entra nel corpo e prende interamente possesso della consapevolezza dell’essere umano, agendo come se si trattasse di una personalitร  di una vita passata.
Va ricordato che quasi tutti i casi di ricordi di vite passate sono prodotti da bambini che li manifestano tra i due e i cinque anni, quando il loro discernimento spirituale รจ quasi inesistente, specialmente riguardo alle entitร  spirituali. Questa situazione li rende particolarmente vulnerabili ad essere manipolati da spiriti esterni. Durante la crescita, le entitร  perdono l’influenza che esecitavano su di loro, il che potrebbe spiegare perchรฉ i ricordi di vita precedente nei bambini scompaiono dopo i 10 anni d’etร .
Si puรฒ obiettare che questi bambini non manifestano i classici sintomi di una possessione violenta. Comunque, le azioni violente e incontrollate non sono la sola forma in cui puรฒ manifestarsi la possessione spirituale.

Una conferma dell’ipotesi della possessione si ha in quei casi in cui lo spirito invasore entra nel corpo del bambino molto tempo dopo la nascita, e solo allora produce i ricordi di vita passata che vanno ad interferire con la sua personalitร . Sono documentati sufficienti casi del genere in letteratura. Una breve descrizione di tre di questi casi รจ fornita da Stevenson, nel suo libro “Twenty Cases Suggestive of Reincarnation”.

Il primo caso riguarda un bambino indiano chiamato Jasbir, di 3 anni e mezzo, che era gravemente ammalato ed entrรฒ in un coma che la sua famiglia credette essere morte. Si riebbe qualche ora piรน tardi, e dopo diverse settimane dimostrรฒ un comportamento completamente diverso, affermando di essere un brahmino chiamato Sobha Ram, morto in un incidente nel periodo in cui lui (Jasbir) era malato. Dato che Sobha Ram era morto quando Jasbir aveva giร  3 anni e mezzo, questi ricordi di “vita precedente” ovviamente non possono essere accettati come prova della reincarnazione. Inoltre, considerando i tempi dell’incidente e la malattia di Jasbir, รจ probabile che la “reincarnazione” dell’anima del brahmino ebbe luogo ancora prima che costui fosse fisicamente morto. Per i 3 anni e mezzo precedenti entrambi avevano vissuto in villaggi vicini. Mentre parlava attraverso Jasbir, il presunto “brahmino reincarnato” disse che gli era stato indicato di entrare nel corpo del piccolo. Ci fu dunque un periodo in cui nel corpo di Jasbir erano presenti due diverse personalitร : quella del piccolo e un’altra che sarebbe dovuta essere quella del brahmino. E’ evidente che non puรฒ trattarsi di reincarnazione, ma di possessione da parte di uno spirito che pretendeva di essere quello del brahmino.

Il secondo caso, รจ quello di Lurancy Vennum, una bambina di appena 1 anno, che cominciรฒ a manifestare la personalitร  di una certa Mary Roff quando questa (Mary Roff) morรฌ. Questa situazione durรฒ diversi mesi, mentre la “personalitร  Mary Roff” affermava di aver occupato il corpo vuoto della bambina. Dopo questo periodo, Mary Roff la lasciรฒ e la bambina riprese in controllo di se stessa. Le personalitร  sovrapposte e i messaggi espressi durante quel periodo sono forti indicatori di possessione, ed escludono ogni possibilitร  di reincarnazione.

Il terzo caso riguarda un monaco buddista, Chaokhun Rajsuthajarn, nato un giorno prima della morte di Nai Leng, la personalitร  che egli dichiarava di essere stato nella sua vita precedente. Stevenson commenta in un’intervista: “Ho studiato questo caso con grande cura ma non ho trovato alcuna giustificazione plausibile per questa discrepanza” (Omni Magazine 10(4):76, 1988).

La possessione spiritica puรฒ anche spiegare un’altra “prova” per la reincarnazione che sta diventando molto popolare: la corrispondenza tra le ferite che hanno causato la morte di una persone e le “voglie” (macchie colorate) sulla pelle dei bambini che affermano di essere la reincarnazione di qualche persona. Non significa che qualche spirito sia la causa di queste piccole anomalie fisiche (almeno, non nella grande maggioranza dei casi), ma piuttosto che da esso provenga il “suggerimento” del loro significato, specialmente in culture dove la maggior parte delle peculiaritร  fisiche e comportamentali sono attribuite a delle vite precedenti (Sud Asia, Libano, indiani del Nord America).
Non molti casi, comunque, necessitano di una spiegazione elaborata come la possessione. La maggior parte di questi casi sono infatti da scartare perchรฉ non hanno alcuna prova scientifica (un rapporto medico preciso sulle ferite del defunto), o sono stati indotti da adulti che hanno convinto i bambini a ritenersi la reincarnazione di un certo parente defunto.

Un fattore importante che puรฒ confermare la possessione spiritica sono i casi di predizione della reincarnazione da parte della gente che vi crede fermamente. Ecco un caso scoperto da Stevenson nella tribรน Tlingit in Alaska:

“Un uomo aveva predetto a sua nipote che sarebbe ritornato da lei e le indicรฒ due segni nel suo corpo. Erano cicatrici di operazioni. Una era sul suo naso. Aveva avuto un’operazione nell’angolo del suo occhio destro; l’altra era sulla schiena, ma non so a cosa era dovuta. Comunque, l’uomo disse a sua nipote: Mi riconoscerai perchรฉ nel mio corpo ci saranno delle voglie proprio in questi punti. Morรฌ, e 18 mesi piรน tardi sua nipote ebbe un bambino che aveva delle voglie sulla pelle esattamente in quei punti. Io stesso vidi e fotografai quelle voglie. Questo bambino aveva circa 8-10 anni quando lo vidi per la prima volta. La voglia sulla schiena era particolarmente evidente. Aveva dei piccoli segni circolari ai lati che sembravano precisamente i segni lasciati da un’operazione chirurgica” (Venture Inward Magazine, settembre/ottobre 1995).

Un’ulteriore indicazione per comprendere i ricordi spontanei di vite passate da parte dei bambini รจ il fatto che esse dipendono dalle culture. Molti casi sono riportati in India e altri in paesi del Sud Asia, dove la reincarnazione รจ pienamente accettata. I casi asiatici sono sempre i piรน ricchi di dettagli rispetto ai casi occidentali. I bambini occidentali che hanno simili esperienze danno pochissimi dettagli. Quando รจ possibile verificare alcuni dei dettagli, di solito si scopre che si tratta di esperienze del passato di altri membri della famiglia. Il condizionamento culturale gioca sicuramente un ruolo importante in questi fenomeni.

Per questo motivo, Ian Stevenson fu costretto ad ammettere che i casi da lui studiati possono solo suggerire l’idea di reincarnazione, ma non offrono nulla neanche lontanamente paragonabile a una prova (Omni Magazine 10(4):76, 1988).

MOTIVI METAFISICI PER RIGETTARE I RICORDI DI VITE PRECEDENTI COME PROVE

Anche se la regressione ipnotica e il ricordo spontaneo di vite passate fossero privi di contraddizioni, vi sarebbe ancora un motivo importante contrario alla loro veracitร : secondo la dottrina classica della reincarnazione, l’entitร  che si reincarna รจ il sรจ impersonale (atman o purusha), accompagnato dal debito karmico. Ogni elemento psico-mentale che definisce la personalitร  non appartiene al sรจ o al corpo sottile, e perciรฒ cessa di esistere alla morte fisica. La memoria รจ un tale elemento. Essa agisce solo nei limiti di una vita fisica e svanisce alla morte. Se le cose fossero diverse, se la memoria potesse passare alle vite successive attraverso la reincarnazione, avrebbe la stessa natura ontologica del sรจ, il che รจ assurdo, perchรฉ la memoria appartiene al dominio psico-mentale della personalitร .

Di solito viene affermato che il veicolo che trasporta le impressioni psichiche da una vita all’altra รจ il corpo sottile (sukshma sharira nella Vedanta) o il deposito karmico (karmashaya nel Samkhya-Yoga). Anche se alcuni dicono che questi due elementi agiscono come una sorta di memoria conscia delle vite precedenti, non possono rappresentare una terza natura ontologica (differente sia dal sรจ che dal dominio psico-mentale), che potrebbe giocare il ruolo di memoria personale trasmissibile da una vita all’altra.
Il karmashaya e il sukshma sharira sono mere espressioni del modo in cui il karma registra i debiti del passato. Dal momento che il karma rappresenta una legge meccanica e impersonale che funziona con precisione matematica, il karma stesso non puรฒ giustificare lo stato di una persona ad un certo momento. In altre parole, l’uomo non puรฒ comunicare con il suo karma. Il karma spinge semplicemente l’individuo in uno scenario preordinato, senza comunicare quali debiti devono essere pagati dalle vite precedenti.
Anche se ci sono delle tecniche di meditazione speciali per ottenere alcune informazioni limitate sulle vite passate (lo Yoga-Sutra menziona ad esempio la pratica del samyama), esse sono disponibili sono agli yogi avanzati. E anche allora, la veracitร  di tali informazioni ottenute in stato di coscienza alterata รจ quantomeno dubbio.

Il debito karmico della persona puรฒ al massimo essere immaginato per intuito. Ad esempio, i reincarnazionisti suppongono che un uomo che viene assassinato abbia ricevuto la giusta ricompensa per l’aver egli stesso commesso omicidio in una sua vita precedente. Neppure i ricordi di tali vite possono dare informazioni sui “peccati” commessi durante quelle vite. Queste esperienze non cercano di provare la giustizia del karma, ma solo che le vite passate sarebbero reali. In altre parole, gli scenari “ricordati” non indicano quali fattori delle vite precedenti hanno prodotto l’incarnazione attuale, ma si limitano a convincerci che abbiamo vissuto delle vite precedenti e che dobbiamo credere alla reincarnazione.

A causa delle considerazioni metafisiche sopra menzionate, molti guru orientali non considerano i ricordi di vite passate come prove valide per la reincarnazione. Nel periodo in cui Stevenson stava compiendo i suoi studi tra dei bambini indรน che affermavano di ricordare le loro vite precedenti, incontrรฒ uno swami indรน dell’ordine Ramakrishna. Egli commentรฒ cosรฌ quei casi: “Si, รจ vera [la reincarnazione], ma non fa alcuna differenza, perchรฉ noi in India abbiamo tutti creduto nella reincarnazione e l’abbiamo accettata come fatto, eppure non ha fatto nessuna differenza per noi. Abbiamo tanti roghi e uomini malvagi qui in India come li avete nell’occidente” (Venture Inward Magazine, settembre/ottobre 1995).
Tali ricordi sono ricercati e apprezzati principalmente dagli occidentali, probabilmente a causa della loro errata comprensione della dottrina della reincarnazione e anche a motivo dell’apparenza pseudo-scientifica. L’argomento principale per la reincarnazione in oriente ha tutt’altra natura e sarร  ora analizzato.

C) LA REINCARNAZIONE E LA GIUSTIZIA COSMICA

L’argomento principale per la reincarnazione รจ di ordine morale. Si ritiene cioรจ che il karma e la reincarnazione siano il modo ideale per realizzare la giustizia nel mondo terreno, in quanto tutte le opere e i pensieri delle persone vengono retribuiti nelle loro vite future. Questa retribuzione si manifesterร  sotto forma di circostanze positive o negative, con esattezza matematica; ciรฒ significa che tutto ciรฒ che si fa sarร  giustamente punito o ricompensato, sia a livello quantitativo che qualitativo. Questo sistema spiegherebbe anche le disuguaglianze che vediamo tra le persone, dร  conforto a quelli che non riescono a comprendere la loro attuale situazione negativa, e dร  loro speranza per una vita futura migliore. Secondo il karma, non esiste alcun perdono per le proprie colpe del passato, ma soltanto l’accumulo di debito karmico, seguito dal pagamento delle conseguenze nelle vite future. Swami Shivananda dichiara:

“Se l’uomo virtuoso che non ha commesso alcun atto malvagio in questa vita soffre, ciรฒ รจ dovuto a qualche atto malvagio che puรฒ aver commesso nella sua vita precedente. Avrร  una compensazione nella sua nascita successiva. Se l’uomo malvagio che compie il male giorno per giorno apparentemente si gode la sua vita, questo รจ dovuto al karma buono che ha avuto nella sua vita precedente. Avrร  una compensazione nella sua nascita successiva. Soffrirร  nella sua prossima vita. La legge della compensazione รจ inesorabile e senza pietร ” (Swami Shivananda, Pratica del Karma Yoga, 1985, p. 102).

Considerando che il debito karmico che ogni uomo accumula nel suo passato รจ assai grande, una sola vita non รจ abbastanza per espiarlo. Pertanto, per ottenere la liberazione, diventano necessarie molte vite. Nel panteismo, in cui รจ assente un dio personale come Realtร  Definitiva, l’uomo รจ solo nella sua lotta col proprio passato. Anche i rami teisti delle religioni orientali sono incapaci di risolvere la solitudine dell’uomo nel proprio combattimento, in quanto i concetti di karma e di grazia divina non possono essere conciliati senza stravolgere completamente l’uno o l’altro. La grazia, concessa da un dio o da un guru, contraddice la regola base del karma e renderebbe inutile la sua azione. Ne risulta che le affermazioni di alcuni guru riguardo all’essere in grado di cancellare il karma dei loro discepoli รจ assurdo. Attraverso l’ascetismo e la meditazione, l’uomo deve guadagnarsi la salvezza con le proprie mani, o essere abbandonato a subire i dettami del karma.

Anche se potrebbe sembrare che il meccanismo del karma e della reincarnazione offre una spiegazione alla questione della giustizia sociale, vi sono due obiezioni principali che la contraddicono:

1) Fintanto che la sofferenze (o la ricompensa per il bene compiuto) puรฒ essere sperimentato solo a livello personale (fisico o psichico), e l’uomo cessa di esistere come persona dopo la morte fisica, รจ chiaro che un’altra persona, generata in un altro corpo fisico, subirร  le conseguenze dettate dal karma dell’altra persona defunta. Il sรจ impersonale (atman o purusha) che si reincarna non ha niente a che fare con la sofferenza; รจ un semplice osservatore dello svolgimento della vita psico-mentale. Se, al momento della morte, non รจ rimasto alcun debito karmico da scontare, la separazione del sรจ dal coinvolgimento illusorio con il mondo fisico e psico-mentale รจ permanente, e ciรฒ rappresenta la liberazione. Se no, il sรจ รจ obbligato a entrare in una nuova associazione illusoria con la personalitร  finchรฉ tutti i frutti delle sue vite passate vengono consumati. Per conseguire ciรฒ, una nuova persona nasce ogni volta che il sรจ entra in un nuovo corpo umano. La nuova persona porterร  le conseguenze del karma prodotto dalla persona precedente, abitata dallo stesso sรจ. Questo meccanismo, in cui una persona accumula il karma e l’altra ne porta le conseguenze, รจ alquanto ingiusto e contraddice fondamentalmente l’idea di poter realizzare una perfetta giustizia. Non รจ dunque possibile spiegare con il karma i disastri naturali, le piaghe e gli incidenti che affliggono gli innocenti.

Per questi motivi, il detto “si raccoglie ciรฒ che si รจ seminato” non puรฒ essere usato per esprimere le idee dei reincarnazionisti (in realtร  queste parole sono state prese dal Nuovo Testamento, Galati 6,7, dove hanno un significato molto diverso). Secondo il meccanismo della reincarnazione, una persona semina e l’altra raccoglie, dato che nessuna caratteristica personale puรฒ essere preservata da un’incarnazione del sรจ impersonale alla successiva. Nel Buddismo, che rigetta l’idea stessa di un sรจ che trasmigra, l’idea di seminare e raccogliere รจ ancora piรน assurda. Vediamo ad esempio il seguente testo:

“Se accade che uomini e donne buoni, che ricevono e ritengono queste parole, sono oppressi, i loro destini malvagi sono l’inevitabile risultato retributivo dei mali commessi nelle loro vite mortali passate. Mediante la virtรน delle loro sofferenze attuali l’effetto del loro passato sarร  espiato, ed essi saranno nella posizione di conseguire il Completamento dell’Incomparabile Illuminazione” (Sutra del Diamante, 16).

CHI deve espiare gli effetti del SUO passato? Una nuova distribuzione dei cinque aggregati? CHI conseguirร  l’illumazione? Una certa configurazione di quei cinque aggregati impersonali? Questo processo assicura una giustizia perfetta PER CHI? Per una personalitร  illusoria che sparisce alla morte fisica?

2) Una seconda obiezione concerne l’attuale possibilitร  di ottenere la liberazione dal karma e dal ciclo della reincarnazione. Normalmente si suppone che la persona che vive le conseguenze del proprio karma deve farlo in uno spirito di rassegnazione e sottomissione. Ma questo ideale รจ lontano dalla realtร . Invece di adottare un’attitudine passiva nei confronti delle proprie sofferenze, quasi sempre l’uomo reagisce con indignazione, e cosรฌ accumula un debito karmico costantemente in crescita. L’esperienza comune insegna che il male genera quasi sempre altro male e perciรฒ un equilibrio tra il bene e il male non puรฒ essere raggiunto. Come risultato, un circolo vizioso viene generato e il debito karmico cresce in continuazione, a dismisura. Questo accadrebbe per la maggior parte delle persone sulla terra, in quanto รจ detto che la maggior parte di noi vive nell’ignoranza (avidya). Da una generazione alla successiva, il totale del debito karmico รจ costantemente in crescita e questa situazione non puรฒ mai essere risolta. Che tipo di giustizia รจ quella che causa molti piรน problemi di quanti ne puรฒ risolvere?

Se c’รจ un’alta probabilitร  di accumulare nuovo karma invece di liberarsene, ecco che la soluzione migliore per ottenere la liberazione dalla reincarnazione diventa il digiuno totale Jainista che mira alla morte, secondo ciรฒ che afferma il Mahavira:

“Se questo pensiero si presenta a un monaco: ‘Sono malato e incapace, al momento, di mortificare il mio corpo regolarmente’, quel monaco deve ridurre il suo cibo regolarmente; riducendo regolarmente il suo cibo e diminuendo le sue colpe … esercitandosi egli dissolve il suo corpo…
Vincendo ogni sorta di dolore e sofferenza attraverso la fiducia in questo, egli raggiunge questa temibile morte religiosa. Cosรฌ a tempo debito porrร  fine alla propria esistenza. Questo รจ stato adottato da molti che erano liberi da illusioni; รจ buono, integro, adatto, beatificante, meritorio. Cosรฌ ho parlato.” (Acaranga Sutra 1,7,6)

Prendiamo ora un esempio e vediamo come le due obiezioni si applicano ai casi di persone reali. Se consideriamo Hitler, i risultati sono sorprendenti (per uno studio dettagliato su questo caso e altri aspetti importanti della reincarnazione si veda il libro di Mark Albrecht “Reincarnation”, InterVarsity Press, 1982). Non c’รจ dubbio che qualunque reincarnazionista concordi sul fatto che molte vite sono necessarie per consumare il suo debito karmico. Hitler morรฌ nel 1945 e, stando alla dottrina della reincarnazione, ha dovuto reincarnarsi in un bambino per subire le dure conseguenze dei suoi atti mostruosi. Le due obiezioni viste prima possono essere formulate come segue:

1) La persona di Hitler ha cessato di esistere al momento della sua morte fisica. Solo il sรจ impersonale si reincarna, accompagnato dal suo deposito karmico. Comunque, non vi รจ continuitร  tra la persona di Hitler e quella dell’individuo che deve subire le sofferenze imposte dal karma di Hitler. Il nuovo nato non sa che deve subire le conseguenze del karma di Hitler. Dopo la crudele vita e morte di questa nuova persona, altri milioni di reincarnazioni si succederanno con lo stesso tragico destino. Il fatto piรน disgustoso รจ che la persona di Hitler, l’unica che avrebbe dovuto subire a livello fisico e psichico i risultati delle sue folli opere, si รจ dissolta al momento della sua morte fisica, mentre innumerevoli altre persone, che sono del tutto ignare della situazione e innocenti, devono subire le angosciose conseguenze del suo karma negativo.

2) In conseguenza delle durezze che devono essere subite dalle nuove incarnazioni di Hitler, รจ quasi certo che queste reagiranno con indignazione invece di rassegnarsi alla loro situazione, e dunque accumuleranno un debito karmico costantemente in crescita. Ogni nuova reincarnazione diventa una fonte di nuovo karma acquistato, e dร  vita a una nuova catena di individui che devono pagarne le conseguenze. Lo stesso accade nel caso di Hitler stesso. Chiunque egli fosse stato in precedenza, ha aggravato moltissimo il suo karma durante gli anni della sua vita. Dunque, invece di risolvere il problema della giustizia globale, il problema si aggrava. Partendo da un singolo individuo come Hitler, si raggiunge un numero enorme di persone che devono pagare il karma di quel singolo e al tempo stesso ne accumulano altro durante le loro vite. Questo รจ solo uno dei casi di tutta la storia umana. Ogni tentativo di immaginare cosa accade su scala piรน larga rivelerebbe una catastrofe impossibile da risolvere.

E’ evidente che il karma e la reincarnazione non possono fornire alcun tipo di giustizia. La reincarnazione non puรฒ risolvere il problema del male ma anzi lo amplifica, e lascia che il male commesso in origine resti impunito. Se la reincarnazione fosse reale, Hitler non sarebbe mai stato punito per i suoi atti perchรฉ ha smesso di esistere, prima che qualunque essere umano o circostanza della vita potesse realmente punirlo.

Analizzando poi i collegamenti tra le persone e il karma da una prospettiva globale, ci sono da fare due riflessioni.

Primo, dato che per la reincarnazione la sofferenza รจ il risultato delle opere malvagie compiute nelle vite precedenti, un possibile modo di reagire coerentemente con la legge del karma potrebbe portare a una mancanza di compassione verso coloro che soffrono. Un reincarnazionista potrebbe pensare che chi soffre merita di essere punito, e che chiunque osa aiutarlo interferisce con lo svolgimento del suo karma e di conseguenza si sta accumulando del karma negativo per se stesso.

Secondo, l’uomo che diventa strumento del castigo del karma accumula per se stesso del karma negativo e quindi dovrร  essere punito a sua volta, nella vita successiva. Poi la prossima persona che agirร  come strumento del karma dovrร  essere punita a sua volta, e cosรฌ via. Una possibile soluzione a questo ciclo infinito sarebbe che chi agisce come strumento del karma lo faccia in maniera completamente distaccata e disinteressata, secondo le parole di Krishna nel Bhagavad Gita (2,47; 3,19; ecc.). Ciรฒ porterebbe a non acquisire nuovo karma. Comunque, questa soluzione sarebbe limitata al massimo a quei pochi “distaccati” che conoscono il loro ruolo e che lo seguono, e dunque non ha significato sulla ben piรน ampia scala della societร  umana. Ben poche persone infatti si considerano esecutori distaccati del karma sulle vite dei loro vicini.

Esaminiamo questi due punti nel caso dei milioni di Ebrei uccisi nelle camere a gas dai nazisti durante la guerra. Primo, un reincarnazionista potrebbe ritenere assurdo avere sentimenti di compassione verso di loro, perchรฉ essi si sarebbero meritati la loro sofferenze e morte, in una vita precedente. Potrebbe poi concludere che, dopo tutto, i nazisti stavano facendo la cosa giusta, in quanto esecutori dei dettami del karma. Usando questo ragionamento, ogni concepibile crimine commesso nel passato o nel presente puรฒ essere giustificato, senza preoccuparsi delle implicazioni morali. Tutto ciรฒ apre una prospettiva orrenda sul passato e sul futuro dell’umanitร , con implicazioni difficili da afferrare.

Secondo, l’uccisione di milioni di persone richiede che i loro giustizieri siano a loro volta uccisi, in modo simile, nelle loro vite future. Ma questo implica che i giustizieri reincarnati saranno a loro volta uccisi, e i loro giustizieri anche, ecc. ecc. Il ciclo non avrebbe mai fine. Si puรฒ obiettare che la morte dei colpevoli puรฒ avvenire anche, ad esempio, mediante calamitร  naturali. Questa spiegazione non รจ accettabile, in quanto il karma รจ generato non solo dalle azioni compiute, ma anche dal desiderio che le ha prodotte. Anche il desiderio di uccidere viene retribuito, non soltanto l’atto in se stesso. Dunque, se la reincarnazione fosse un concetto logico, implicherebbe che non ha nรฉ un inizio nรฉ una fine. Non puรฒ essere una soluzione per la giustizia, ma solo una sorta di eterno circo.

Un’analisi piรน approfondita del concetto di giustizia karmica dimostra che il principio base della moralitร  Indรน, il non uccidere (ahimsa), diventa assurdo. Secondo questo principio non bisogna partecipare nell’uccisione di qualsiasi essere vivente, altrimenti ci si reincarna per pagarne le conseguenze (questo principio รจ la base del vegetarianismo religioso orientale).
Ad esempio, il macellaio che uccide un maiale si reincarnerร  in un maiale per essere ucciso a sua volta. Comunque, il principio stesso di reincarnazione contraddice il significato di ahimsa e ne prova l’inutilitร . Il maiale viene ucciso, probabilmente perchรฉ era la reincarnazione di un altro macellaio, che doveva essere punito in quel modo. Neppure in questo caso il circolo vizioso puรฒ essere fermato in modo naturale (ad es. morte naturale dell’animale per malattia), in quanto il desiderio del macellaio di uccidere l’animale (per mangiarlo o per guadagnarsi da vivere) genera del karma. Dunque la violazione del principio di non-violenza diventa una necessitร  per adempiere alla giustizia karmica. Il macellaio รจ al tempo stesso strumento dell’espiazione del debito karmico e produttore di un nuovo debito per se stesso. In modo strano e contraddittorio, l’adempimento del debito karmico richiede la punizione del suo esecutore. In altre parole, il karma paradossalmente agisce condannando gli esecutori della sua “giustizia”.

In conclusione, il concetto di reincarnazione รจ in contraddizione con la logica, con la giustizia sociale, con la moralitร  e anche con il senso comune. Guardando oltre l’apparente conforto che esso sembra fornire alla vita corrente nel promettere altre vite in cui potersi perfezionare, la credenza nella reincarnazione non puรฒ portare alcun risultato benefico, ma solo rassegnazione e disperazione nell’affrontare il proprio destino.

Abbiamo visto in maniera chiara che per il cristianesimo la reincarnazione non esiste, รจ solo frutto di invenzioni umane, Dio non insegna la reincarnazione, si muore una sola volta, e risusciteremo per esser giudicati per essere accolti in Paradiso, o per andare all’inferno.

Il mito illusorio della Reincarnazione

รˆ impressionante oggi il numero di chi crede nella reincarnazione. Non mi riferisco al mondo orientale, dove questa credenza รจ molto diffusa, costituendo una delle dottrine base dellโ€™induismo, del giainismo e del buddismo, ma del mondo occidentale. Da unโ€™inchiesta compiuta in nove Stati dellโ€™Europa (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda del Nord, Italia, Repubblica dโ€™Irlanda e Spagna) รจ risultato che credono nella reincarnazione il 21% degli Italiani e il 23% di essi si dichiara ยซincertoยป, mentre quelli che credono nel dogma cristiano della vita eterna sono il 47%. Perchรฉ la reincarnazione attrae cosรฌ tante persone? รˆ quello che vogliamo vedere, tracciandone prima di tutto una breve storia e poi esaminando gli argomenti sui quali essa si fonda.

La trama dellโ€™esistenza: morire e nascere

Che cosโ€™รจ la reincarnazione? รˆ la credenza secondo la quale lโ€™anima o lโ€™elemento psichico (o il ยซcorpo sottileยป), che รจ per sua natura immortale, a ogni esistenza successiva sโ€™incarnerebbe in un corpo mortale umano. Essa si distingue nella ยซmetempsicosiยป, perchรฉ, secondo questa, lโ€™anima trasmigrerebbe successivamente sia in corpi umani, sia in corpi di animali o in corpi vegetali oppure assumerebbe un nuovo stato, ma non necessariamente un nuovo corpo. Perciรฒ, perchรฉ si possa parlare di reincarnazione, lโ€™anima deve dotarsi, a ogni successiva esistenza, di un corpo umano differente. Il corpo sarebbe quindi una veste caduca che lโ€™anima immortale si costruisce per il suo bisogno di ascensione e che, una volta consumata, smette per costruirne unโ€™altra.

La reincarnazione – secondo i suoi fautori โ€“ risponde al principio di espansione e di contrazione dei cicli del mondo e deriva dal principio di dualitร ,ย  per cui la morte si alterna alla vita quale condizione per lo sviluppo della coscienza.[1]ย Morire e nascere, nascere e morire: questa รจ la trama dellโ€™esistenza. Cโ€™รจ un continuo nascere e morire di forme; con la morte del corpo lo spirito scompare, con la nascita riappare. La reincarnazione perciรฒ รจ la conseguenza dellโ€™indistruttibilitร  della sostanza e del trasformismo. In realtร , lโ€™anima sarebbe in una continua evoluzione e quindi sottoposta a successive reincarnazioni, le quali avverrebbero progressivamente su piani sempre piรน alti fino a che lโ€™anima non giunga alla perfezione e diventi spirito non piรน bisognoso dโ€™incarnazione oppure sโ€™immerga nellโ€™infinito. Il principio che regola la reincarnazione รจ ilย Karma: ยซIl karma รจ la forza che costringe alla reincarnazione, e quel karma รจ il destino che lโ€™uomo tesse per se stessoยป[2].

Comโ€™รจ noto karma รจ una parola sanscrita che significa ยซazioneยป e designa la necessitร  di nascere in una nuova esistenza in conformitร  con quello che si รจ compiuto nellโ€™esistenza precedente: in condizioni animali, umane o divine, secondo che nellโ€™esistenza precedente ci si รจ comportati male o bene. La legge delย karmaย รจ la legge della retribuzione degli atti. Questi portano necessariamente frutti, se non nella vita presente, certamente nella vita futura. Per i reincarnazionisti la legge senza eccezione che regge lโ€™intero universo, dallโ€™atomo invisibile e imponderabile fino agli astri, รจ la ยซlegge universale della giustizia distributivaยป. Questa legge consiste nel fatto che ogni causa produce il suo effetto, senza che, una volta prodotta la causa, niente possa impedire o sviare lโ€™effetto. Quindi non รจ possibile nessun intervento della volontร , nรฉ umana nรฉ divina: ยซNรฉ il pentimento, nel il dolersi del fatto possono ottenere nulla. Non cโ€™รจ posto nรฉ per il perdono, nรฉ per la redenzione. Il karma รจ cieco, automatico, non intelligente; quel che รจ fatto resta fattoยป.[3]

Cosรฌ, ยซin ognuna delle nostre vite noi gettiamo i semi della personalitร  della prossima reincarnazione. Questo รจ il metodo con cui agisce il karma umano. I due fattori sono intrecciati inscindibilmenteยป.[4]

La reincarnazione nella storia

La credenza nella reincarnazione รจ molto antica anche in Occidente. Era conosciuta presso i celti, dei quali Cesare scrive: ยซUna delle loro principali massime รจ che le anime non muoiono, ma che alla morte passano da un corpo in un altro, ciรฒ che essi credono assai utile per incoraggiare alla virtรน e per fare disprezzare la morteยป.[5]

Nellโ€™antica Grecia, gli orfici ritenevano che lโ€™anima, appena uscita da un corpo, sโ€™incarna di nuovo in un altro corpo (sลma), che perciรฒ รจ una prigione (sฤ“ma), da cui si possono liberare solo coloro che sono ยซiniziatiยป. Anche Pitagora e i pitagorici credevano nella trasmigrazione delle anime.ย  Dagli orfici e dai pitagorici Platone derivรฒ questa dottrina, che passรฒ poi ai neoplatonici e agli gnostici. Per Platone si tratta di una teoria conforme alla giustizia, perchรฉ noi riceviamo un corpo per espiare le colpe commesse nel corso di vite precedenti.

Nel mondo cristiano nessuno ha mai sostenuto la reincarnazione, per il semplice fatto che essa รจ in radicale contraddizione con la risurrezione, รจ incompatibile cioรจ con la dottrina del Vangelo, la quale insegna che la salvezza, dono di Dio in Cristo, si realizza nel corso di una sola esistenza. Lungo tutta la sua storia, la Chiesa non ha fatto che riprendere ciรฒ che dice Paolo: ยซCome รจ stabilito che gli uomini muoiono una volta sola, dopo di che viene il giudizio, cosรฌ Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirร  una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che lโ€™aspettano per la salvezzaยป.[6]

I reincarnazionisti affermano spesso che la Chiesa allโ€™inizio fu un gruppo esoterico, vicino agli esseni e alla loro dottrina, e che i padri della Chiesa, in particolare Origene, cedettero alla reincarnazione fino al secolo IV, quando lโ€™imperatore Giustiniano lโ€™avrebbe fatta condannare in un Concilio ecumenico. La veritร  รจ che nessun padre della Chiesa ha professato nei suoi scritti la dottrina della reincarnazione, definita da Girolamo ยซempia scellerataยป.[7]

Neppure Origine puรฒ essere accusato di reincarnazionismo, perchรฉ egli difese (e fu condannato per questo dalla Chiesa) la preesistenza delle anime, sotto lโ€™influsso platonico, ma non la reincarnazione. Dโ€™altra parte, nessun Concilio ecumenico si รจ pronunciato contro la reincarnazione, poichรฉ questa credenza non รจ stata mai condivisa dai cristiani e non รจ stata mai oggetto di controversia nella Chiesa. Una condanna indiretta della reincarnazione possiamo trovarla nel Concilio di Firenze (1439), quando esso dichiara che il destino dellโ€™uomo รจ irrevocabilmente definito immediatamente dopo la morte.[8]

Nel mondo cristiano si รจ ricominciato a parlare di reincarnazione soltanto nel secolo XVI nei circoli neoplatonici da parte di Girolamo Cardano e di Giordano Bruno. La maggior diffusione di questa credenza perรฒ si รจ avuta nel secolo XIX, quando in Europa e in America del nord diventa il tema principale della teosofia[9]ย e degli ambienti occultisti e spiritisti. Gli esponenti sono Allen Kardek (pseudonimo di Hyppolithe Rivail che si crede la reincarnazione di un druida o sacerdote celtico) e che nel 1857 nelย Livre des esprisย riporta le rivelazioni che gli spiriti disincarnati gli hanno fatto circa la reincarnazione; Elena P.Blavatsky, inventrice della teosofia, e Annie W. Besant, autrice di opere molto diffuse, comeย Reincarnazioneย (1892) eย Karmaย (1892). Il reincarnazionismo ottocentesco รจ allโ€™insegna dellโ€™evoluzione e del progresso continuo; ci si reincarna per progredire.ย  Il motto รจ di Allen Kardek che cosรฌ riassume la legge della reincarnazione: ยซNascere, morire, rinascere ancora e progredire sempre:ย  questa รจ la leggeยป.

Possiamo rilevare che proprio su questo punto sta la differenza sostanziale tra il reincarnazionismo occidentale e quello delle religioni e delle filosofie orientali. In queste ultime la reincarnazione non รจ un fatto positivo, non costituisce un motivo di gioia e di speranza, ma รจ una dura necessitร  cosmica, una purificazione necessaria cui devono assoggettarsi coloro che alla loro morte non possono ancora godere della liberazione definitiva e fondersi nellโ€™Atmanย universale (induismo) o giungere alย nirvanaย (buddismo); รจ dunque un male, da cui ci si deve liberare attraverso la meditazione e lโ€™ascesi. Cosรฌ, per le religioni e filosofie orientali accedere alla salvezza รจ uscire dal ciclo delle rinascite (samsara). Invece per il reincarnazionismo dei teosofi e degli spiritisti occidentali, ispirati al mito del ยซprogresso perenneยป, la reincarnazione รจ un messo di perfezionamento e di progresso, รจ lo strumento con cui lโ€™anima si eleva ยซprogredendo sempreยป.

Nel secolo XX, con la diffusione dello spiritismo alla Allen Kardek, la dottrina della reincarnazione si รจ diffusa ampiamente, anche se gli spiritisti anglosassoniย  si sono opposti ad essa con forza. Negli ultimi decenni del secolo XX ha ricevuto nuovo impulso dalla diffusione in Occidente delle religioni orientali. Attualmente la reincarnazione รจ sostenuta dagli aderenti della Scientologia di L. Ron Hubbard, morto nel 1989, e dal movimento New Age.[10]

Le prove della reincarnazione

I fautori della reincarnazione fondano la loro credenza su argomenti diretti e indiretti. Gli argomenti diretti sono le affermazioni degli spiriti che nelle sedute medianiche avrebbero dichiarato di essere vissuti altre volte, e il fatto che certiย mediumย in stato diย tranceย ricorderebbero vite trascorse. (Ecco, ad esempio, la rivelazione di uno spirito, come รจ riferita dagli spiritisti: ยซDal 1881 al 1884 sโ€™incontrava per le vie di Huesca (provincia di Aragona in Spagna) un uomo, denominato โ€œil folle di Suciacโ€. Vestiva in modo buffo; spesso correva senza scopo, qualche volta invece camminava solennemente; non rispondeva ad alcuna domanda che gli si rispondeva. Venuto a morire, in un circolo medianico, si manifestรฒ unโ€™identitร  che disse di essere โ€œil folle di Suciacโ€ e che egli era stato, un tempo, signore di Sangarren; che aveva trascorso una condotta colpevole, e che lโ€™ultima vita gli era stata imposta per espiazione. La conferma delle sue asserzioni si sarebbe trovata in documenti nascosti in una buca della cucina del suo castello, presso il focolare. Le persone del circolo medianico si portarono a Sagarren, chiesero il permesso di entrare nel castello, e nella buca della cucina trovarono nascosti i documenti che confermarono le affermazioni dello spiritoยป.[11]

Ed ecco un ricordo di vita anteriore rivelato in uno stato diย trance: ยซUna sera il principe Galitzin, il marchese di B. e il conte di R.ย  โ€“ racconta lo spiritista Lรฉon Denis โ€“ erano riuniti, nel 1862, a Homburg. Passeggiando nel parco del Casino, scorsero una povera donna coricata su di una panca.ย  Avvicinatala, la invitarono a magiare qualche cosa allโ€™hotel. Poi il principe Galitzin, che era magnetizzatore, ebbe lโ€™idea di addormentarla e vi riuscรฌ. Furono meravigliatissimi quando la donna si mise a parlare correttamente il francese, mentre precedentemente aveva parlato in cattivo tedesco; e raccontava che era una francese, reincarnata in persona povera, per punizione, in seguito a delitto commesso nella vita precedente nel secolo XVIII, perchรฉ aveva precipitato suo marito da una rupe in mare, per convivere con altra persona. Il fatto era avvenuto sulle coste settentrionali della Britagna, e indicรฒ la localitร . Quei signori si recarono sul luogo del delitto, e vi appresero da vecchi contadini, che avevano sentito raccontare dai loro genitori, la storia di una giovane signora che aveva ucciso suo marito facendolo precipitare dalla rupe in mareยป.[12]

Cosa possiamo dire di questi argomenti diretti portati a sostenere le teorie della reincarnazione? Anzitutto si tratta di fatti di cui รจ difficile accertarne la storicitร . Poi, per quanto riguarda le affermazioni degli spiriti, cโ€™รจ allโ€™interno dello stesso mondo spiritista una diversitร  di vedute circa la veritร  della reincarnazione; infatti, alcuni spiriti avrebbero detto che la reincarnazione esiste, altri che non esiste: a chi dobbiamo credere? Infine, per quanto riguarda i ricordi di vite anteriori nello stato ipnotico o nello stato di veglia, la spiegazione va cercata nel campo ancora in gran parte sconosciuto della parapsicologia. Ad ogni modo, i casi di cui un individuo si ricorderebbe di una vita anteriore sono molto pochi e si possono spiegare psicologicamente.

Lo studioso che meglio ha approfondito questo fenomeno รจ Ian Stevenson, professore allโ€™Universitร  della Virginia (Stati Uniti). Tra i duemila casi che gli sono stati presentati, soltanto venti suggerirebbero di una vita anteriore.[13]

Egli rileva che questo fenomeno psicologico si verifica quasi esclusivamente nel periodo infantile e tra persone che giร  credono nella reincarnazione; potrebbe quindi trattarsi di idee ricevute dallโ€™ambiente ed elaborate da una particolare indole fantastico-sognatrice. In ogni caso, il ยซricordoยป finisce con passare dellโ€™infanzia.

ยซI teosofi โ€“ aggiunge M. Delahoutre โ€“ citano ugualmente i casi di yogi e di saggi, come Buddha, che hanno coscienza delle loro vite passate. Ma questi casi sono storicamente contestati e si tratta sempre di stadi di meditazione e di coscienza anteriore al risveglio e quindi ancora soggetti a imperfezioni e ad erroriยป.[14]

ย ย 

ย ย ย ย ย ย ย ย ย ย  Argomenti indiretti che proverebbero la reincarnazione

Per i reincarnazionisti gli argomenti piรน forti sono quelli indiretti, nel senso che la reincarnazione spiegherebbe alcuni fatti che altrimenti sarebbero inspiegabili. Spiegherebbe, ad esempio, il fatto che ci siano negli uomini idee innate; che alcuni uomini siano piรน intelligenti di altri, in particolare il fenomeno dei โ€œbambini-prodigioโ€; che ci sia il male nel mondo, e il dolore sia distribuito tra gli uomini in modo diseguale, in modo che alcuni siano piรน felici di altri e viceversa; che alcuni bambini muoiono precocemente; che ci siano negli uomini simpatie e antipatie; che alcuni matrimoni siano infelici; ย che lโ€™umanitร  sia in continuo progresso.

Infatti โ€“ dicono di reincarnazionisti โ€“ le idee innate si devono interpretare come maturazione di concetti elaborati da altri spiriti nelle vite precedenti; le persone intelligenti, i geni, i bambini-prodigioย  sono spiriti reincarnati che hanno acquistato scienza nelle esistenze precedenti, mentre gli idioti sono anime che non hanno fatto tesoro delle occasioni favorevoli nelle vite precedenti; le persone buone sono anime giร  perfezionate nelle vite precedenti, mentre i criminali sono anime reincarnate ancora allโ€™inizio della loro evoluzione; il male e il dolore sono la conseguenza del cattivo comportamento nelle vite precedenti,ย  secondo la legge del karma: perรฒ il male e il dolore forgiano le anime come il martello forgia il ferro sullโ€™incudine, e in questo modo le anime si perfezionano, per cui, trasmigrando da un corpo allโ€™altro, per successive prove, raggiungeranno la perfezione;ย  i bambini che muoiono precocemente sono individui che pagano con la loro morte un debito contratto nellโ€™esistenza precedente e poi ritornano sulla terra, liberate dal debito, per incarnarsi in un altro corpo e per raccogliere altre esperienze e perfezioni; il continuo progresso dellโ€™umanitร  รจ una prova che gli individui che nascono hanno giร  unโ€™esperienza che essi hanno acquisito nelle vite precedenti;ย  le simpatie e le antipatie trovano la loro causa in amori e odi nutriti in esistenze anteriori; i matrimoni falliti si spiegano con il fatto che gli sposi hanno debiti da pagare in esistenze antecedenti.

Ma lโ€™argomento piรน importante, per i reincarnazionisti, รจ che una sola vita umana sarebbe insufficiente per far raggiungere allโ€™uomo quel grado di perfezionamento che รจ necessario per il godimento della felicitร  perfetta. Nemmeno gli uomini migliore nel momento della morte si trovano in questo stato di perfezione intellettuale e morale da essere degni di accedere alla beatitudine. Un perfezionamento assoluto al momento della morte pare impossibile. รˆ piรน credibile che questa perfezione possa essere raggiunta gradualmente con la reincarnazione in altri corpi.

Qual รจ il valore di questi argomenti?

Vediamoli brevemente uno per uno.

Prima di tutto, non ci sono nellโ€™uomo idee innate, ma ogni idea รจ formata dallโ€™intelletto partendo dalle sensazioni fornite dai sensi; da queste sensazioni lโ€™intelletto astrae le idee universali. Cโ€™รจ, invece, una facilitร  innata ad acquistare alcune idee piรน semplici.ย  Che alcuni uomini siano piรน dotati di altri sotto il profilo intellettuale e morale si spiega con lโ€™ereditarietร , con i condizionamenti dellโ€™ambiente, con lโ€™educazione, con lโ€™impegno che ciascuno mette per migliorarsi intellettualmente e moralmente; il caso dei โ€œbambini-prodigioโ€ รจ un caso limite, ma si spiega anche lui con lโ€™ereditarietร , con una precoce maturitร  cerebrale ed endocrina, con unโ€™adeguata educazione ricevuta fin dallโ€™infanzia, unita a particolari inclinazioni e talenti, come la matematica, o lโ€™arte, la musica.[15]

Quanto agli uomini buoni o cattivi, essi sono tali per la loro educazione ricevuta e per lโ€™ambiente nel quale sono vissuti, sia per lโ€™impegno che hanno o non hanno posto nel compiere il bene. Il male e il dolore, che certamente esistono nel mondo, non sono la conseguenza di comportamenti cattivi nella vita precedente. Secondo i reincarnazionisti le anime, passando da un corpo allโ€™altro, sarebbero in un continuo progresso spirituale: quindi, avendo vissuto molte volte, dovrebbero avere raggiunto una grande perfezione e per conseguenza la vita attuale dovrebbe essere, almeno per moltissime di esse, una vita felice in base al bene compiuto nelle esistenze precedenti. Invece, il male e il dolore colpiscono inesorabilmente tutti gli uomini buoni e cattivi, santi e criminali. Ora questo non si spiegherebbe, se si trattasse di anime reincarnate. O si reincarnano soltanto i cattivi e i criminali?

Lโ€™obiezione di fondo contro la reincarnazione

Cโ€™รจ poi unโ€™obiezione di fondo contro la reincarnazione, a cui i suoi sostenitori non sanno rispondere: come mai, tra i miliardi di uomini che oggi sono sulla terra โ€“e che sarebbero tutti reincarnati โ€“ nessuno ricorda nulla delle vite precedenti?ย  I reincarnazionisti dicono che le anime reincarnandosi dimenticano tutto il passato; ma come spiegare una dimenticanza totale e generale? Si potrebbe spiegare una dimenticanza parziale e particolare, non il fatto che tutte le anime dimenticano tutto. Questo รจ tanto piรน incomprensibile in quanto i reincarnazionisti seguono la concezione platonica dellโ€™anima come sostanza completa che si serve del corpo come il pilota si serve della nave o come un cavaliere si serve del cavallo; in quanto sostanza completa,ย  lโ€™anima, passando da un corpo allโ€™altro, dovrebbe conservare tutti i ricordi, come li conserva un cavaliere passando da un cavallo allโ€™altro.

Cโ€™รจ di piรน; lโ€™ignoranza delle esistenze anteriori rende inutile la reincarnazione. Infatti, la ragione principale per cui questa รจ ammessa รจ che, reincarnandosi, lโ€™anima si perfeziona, partendo dal punto di perfezionamento cui era giunta nella vita anteriore e servendosi delle esperienze in essa acquisite per andare piรน avanti e piรน in alto. Ora, comโ€™รจ possibile un maggiore perfezionamento in base alle esperienze acquisite, se di queste esperienze non si conserva nessun ricordo? Certamente, se lโ€™anima conservasse il ricordo delle esperienze passate, potrebbe partire da esse per progredire; ma se deve rifare tutte queste esperienze, a che vale averle fatte nelle esistenze passate? La reincarnazione, cosรฌ, sarebbe del tutto inutile.

In altre parole, la reincarnazione avrebbe senso se, ad esempio, un grande scienziato come Einstein, reincarnandosi, potesse partire dal punto in cui รจ arrivato in questa vita per progredire ulteriormente; se invece deve ripartire da zero, perchรฉ non ricorda nulla della vita precedente, la reincarnazione รจ perfettamente inutile per il suo progresso intellettuale e morale e anche per il progresso della scienza, e quindi della civiltร .

Infine, per quanto riguarda lโ€™argomento principale dei reincarnazionisti, si puรฒ certamente dire che una sola vita non basta affinchรฉ lโ€™uomo possa raggiungere la perfezione assoluta; ma come non basta una vita, non bastano neppure molte vite, tanto รจ alto lโ€™ideale della perfezione umana.ย  Tanto piรน che – come si รจ visto โ€“ lโ€™anima nella vita seguente non parte dal punto cui รจ giunta nella vita precedente ma parte da zero, non ricordando nulla dei progressi fatti nelle vite passate. In realtร , se fosse vera la dottrina della reincarnazione – poichรฉ sono passate centinaia di migliaia di anni dallโ€™apparizione dellโ€™uomo sulla terra e poichรฉ a ogni reincarnazione lโ€™anima progredisce sempre -, dovremmo oggi avere tutti uomini molto progrediti intellettualmente, spiritualmente e moralmente. Invece, nellโ€™umanitร  attuale, non mancano le persone buone e intelligenti, ma ce ne sono anche non buone nรฉ progredite intellettualmente e spiritualmente.

Un ยซmito illusorioยป

Da quanto abbiamo detto dobbiamo finire che la reincarnazione รจ un ยซmito illusorioยป, una creazione fantasiosa, senza alcun fondamento razionale. Essa si basa su una concezione radicalmente errata.

Lโ€™uomo per i reincarnazionisti non sarebbe un essere unico, composto di due principi (lโ€™anima e il corpo) che unendosi forma un unico essere completo nello stesso tempo spirituale e corporeo, ma uno spirito (o un corpo sottile materiale) che si unisce in modo accidentale e passeggero a un corpo, per poi abbandonarlo al momento della morte e reincarnarsi in un altro corpo. Cioรจ, secondo i reincarnazionisti, lโ€™anima e il corpo sarebbero due esseri completi e distinti, che si uniscono e si separano accidentalmente. Per loro il corpo non farebbe parte dellโ€™individualitร  della persona.

Questa dottrina platonico-gnostica รจ dimostrata falsa tanto dalla ragione quanto dallโ€™esperienza umana. Questa ci dice che lโ€™uomo รจ un essere personale non diviso, ma unico, in cui spirito e materia sono cosรฌ intrinsecamente uniti che tutto ciรฒ che fa il corpo porta lโ€™impronta dello spirito, e tutto ciรฒ che pensa e vuole lo spirito porta lโ€™impronta della materia.

La ragione – a sua volta โ€“ spiega questa esperienza di unitร , affermando che nellโ€™uomo lโ€™anima spirituale, come principio dโ€™informazione, ยซin-formaยป attivamente la materia e ne fa un corpo umano, che รจ tale proprio perchรฉ รจ ยซin-formatoยป dallโ€™anima.

Questโ€™unione sostanziale, nellโ€™uomo, del principio spirituale e del principio materiale fa si che ogni anima sia in rapporto trascendentale col corpo che essa in-forma – col ยซsuoยป corpo -, cosicchรฉ non si puรฒ pensare che essa possa perdere tale rapporto per in-formare un altro corpo, รจ un assurdo. Ogni anima si unisce a un solo corpo, e ogni corpo รจ unito a una sola anima.

Tuttavia, per quanto assurda sia, la dottrina della reincarnazione pone taluni interrogativi cui va trovata la risposta che essa non puรฒ dare.ย  Cโ€™รจ, anzitutto, il problema della brevitร  della vita umana che non conosce di raggiungere un sufficiente grado di perfezione. Poi il problema che sorge dalla costatazione che la maggior parte degli uomini progredisce spiritualmente e moralmente poco, cosicchรฉ si trova allโ€™ora della morte ad avere fatto ben poco. Infine, il problema derivante dal fatto che durante la vita gli uomini hanno possibilitร  diseguali di perfezionamento: alcuni godono di un buon carattere, di una buona educazione, di un ambiente di vita che favoriscono lโ€™avanzamento spirituale,ย  altri invece hanno unโ€™indole difettosa, nessuna educazione e vivono in condizioni ambientali poco favorevoli al progresso intellettuale e spirituale. Nascono allora alcune domande.

Se la reincarnazione non รจ in grado di spiegarli, dove trovare allora la risposta a questi problemi? Cโ€™รจ, in altre parole, unโ€™alternativa allโ€™ipotesi reincarnazionista,ย  di cui abbiamo dimostrato lโ€™inutilitร  e lโ€™assurditร ?

Partiamo da un dato incontrovertibile.

Il nostro esistere รจ un enigma; ed รจ un enigma inquietante non tanto perchรฉ (nonostante il progresso scientifico e tecnologico) tante sono le cose che in esso i dati che restano inconoscibili e problematici, ma proprio perchรฉ lui stesso ci tiene nascosto quale sia il suo significato e il suo destino. รˆ un enigma che non si lascia spiegare da nessuno: i filosofi, i cultori di discipline religiose e, in genere, gli specialisti del pensiero tentano da sempre di penetrarlo e di scioglierlo, ma non ci riescono mai. Le loro piรน acute elaborazioni, i loro asserti piรน perentori in questo campo e persino le loro ipotesi piรน caute non arrivano mai a persuaderci.

Ed รจ un enigma insopportabile perchรฉ possiamo vivere anche senza le comoditร  che disponiamo e senza la tecnologia che abbiamo, ma non possiamo vivere senza senso.

I ยซministriยป e i ยซmediatoriยป delle cose belle โ€“ poeti, artisti, maestri del benessere, cultori del corpo โ€“ riescono sรฌ ad alleviare lโ€™angoscia di questo dramma con le loro genialitร  e le loro ispirazioni, consolandoci in qualche modo della contraddizione che ci punge e ci sgomenta. Ma le consolazioni non ci bastano; a dare ragione alla nostra natura di creature ragionevoli e a rendere plausibile questo nostro non plausibile stato si creature smarrite, รจ necessario che lโ€™enigma sial oltrepassato e vinto.

E siccome ciรฒ che in assoluto non ha senso non puรฒ esistere, come non puรฒ esistere ciรฒ che รจ assurdo, dobbiamo supporre che da qualche parte ci sia qualcuno in grado di dare senso e finalitร  a noi e alle cose.ย  Solo da lui, perciรฒ โ€“ da qualcuno che ci trascende โ€“ possiamo aspettarci una risposta pacificante.

Giร  Platone aveva notato con profetica penetrazione che ยซsu questo problema non cโ€™รจ che una sola cosa da fare di queste tre: o apprendere da altri come stanno le cose; o scoprirlo da sรฉ, o, se ciรฒ รจ impossibile, accogliere la migliore e la meno contestabile delle idee umane,e su questa lasciarsi trasportare come su una zattera, arrischiando cosรฌ la traversata della vita; salvo che uno non possa fare il tragitto, con maggiore sicurezza e con minor pericolo, su piรน solida barca, cioรจ con qualche divina rivelazioneยป.[16]

Oggi, avendo visto il naufragio di tutte le zattere, cโ€™รจ solo da vedere se effettivamente esista e ci sia data la ยซpiรน solida barcaยป.

Una risposta data: forse lโ€™unica

Dio – perchรฉ solo di lui puรฒ trattarsi – con la sua risposta non si mette a gareggiare con i filosofi, con i cultori di discipline religiose e, in genere, con i pensatori professionisti.ย  Non propone una dottrina, realizza un fatto: un fatto – lโ€™avvenimento pasquale – che immette senso, destino, finalitร  nella vicenda dellโ€™uomo e cosรฌ scioglie lโ€™enigma; un fatto che sโ€™identifica con una persona (la persona di Gesรน di Nazareth immolato e glorificato), e dunque รจ un fatto che puรฒ e deve farsi destinatario della nostra conoscenza dโ€™amore e del nostro slancio di comunione vitale; un fatto e una persona che รจ anche un progetto onnicomprensivo – รจ lโ€™eterno ยซdisegno di ricapitolare in Cristo tutte le coseยป (Ef 1,10) – sicchรฉ nel Crocifisso Risorto ogni realtร  รจ idealmente raccolta e compendiata.

Con questa scelta provvidenziale il Creatore mette fuori gioco una volta per tutte i ยซsapientiยป e gli ยซintelligentiยป di questo mondo, privilegiando invece i ยซpiccoliยป. I ยซpiccoliยป infatti – che davanti alle analisi, alle teorie, ai sistemi si trovano a mal partito – capiscono ciรฒ che avviene o non avviene e messi davanti ad un avvenimento sono in grado di reagire, cioรจ di accoglierlo o di non accoglierlo.

Non รจ che per i ยซsapientiยป e gli ยซintelligentiยป non ci sia speranza: la salvezza dal nonsenso e dallโ€™assurditร  รจ offerta a tutti, perchรฉ tutti sono in grado di tornare ad essere ยซpiccoliยป.

Un ยซloghionยป evangelico dice che intransigenza e misericordia coesistono nellโ€™agire divino: ยซSe non diventerete come bambini, non entrerete

Possiamo trovare la risposta a questi problemi nella rivelazione cristiana. Essa afferma, innanzitutto, che ogni essere umano ha una sola vita, nella quale si compie il suo destino eterno. Ma il compimento di questo destino non รจ opera solo dellโ€™uomo. La salvezza, infatti, รจ dono di Dio, il quale porta a compimento il bene che lโ€™uomo, aiutato e sostenuto dalla grazia, ha compiuto nella sua vita, e con il suo perdono cancella le colpe che ha commesso. Non รจ dunque lโ€™uomo che si salva da solo, progredendo dallโ€™una allโ€™altra reincarnazione: ciรฒ รจ impossibile, perchรฉ da solo lโ€™uomo non puรฒ raggiungere, per quanti sforzi faccia, la perfezione assoluta; ma รจ Dio che lo salva e lo rende perfetto con la sua grazia. Si spiega cosรฌ che anche una sola vita umana puรฒ bastare per giungere allโ€™assoluta perfezione. Si spiega che gli uomini possono salvarsi, pur trovandosi allโ€™ora della morte ad avere compiuto poco bene e molto male; se essi si pentono del male fatto e si affidano a Dio, per il poco bene realizzato in vita, dio perdona il male compiuto (e cosรฌ lo distrugge) e porta a compimento il bene fatto con la sua grazia, rendendoli partecipi dei meriti infiniti di Cristo, che ha sofferto ed รจ morto sulla croce per la salvezza di tutti.

La Chiesa certo riconosce che nessuno puรฒ essere ammesso alla visione di Dio, se non รจ perfettamente purificato. Per questo essa ammette il dogma del purgatorio, cioรจ di uno stato di purificazione che randa lโ€™anima capace di accedere alla visione di Dio faccia a faccia. Per quanto riguarda coloro che sono vissuti in condizioni di povertร  e di miseria e di mancanza di educazione, che hanno impedito loro di elevarsi, non solo Dio terrร  conto di tali condizioni nel giudicarli, ma il Cristo nel Vangelo arriva addirittura ad affermare che essi saranno i primi nel regno dei cieli, e che proprio ad essi appartiene il regno di Dio.

Concludendo, il cristianesimo risponde al problema del destino dellโ€™uomo superando le contraddizioni della credenza reincarnazionista, prospettando non un itinerario evolutivo senza fine, ma la visione faccia a faccia con Dio subito dopo la morte (o dopo il purgatorio, se essa รจ necessaria) e alla fine dei tempi la risurrezione dei morti.

Cโ€™รจ nellโ€™uomo un desiderio di felicitร  infinita che puรฒ essere soddisfatto non da una catena di esistenze senza fine, ma soltanto dalla partecipazione alla felicitร  stessa di Dio; cโ€™รจ ancora nellโ€™uomo il desiderio che il corpo, in quanto fa parte dellโ€™identitร  stessa della persona umana, sia eternamente felice con lโ€™anima. A questo duplice desiderio risponde il cristianesimo, da una parte, assicurando che, immediatamente dopo la morte, lโ€™anima (se non ha bisogno di purificazione) รจ ammessa alla partecipazione della felicitร  di Dio e, dallโ€™altra, affermando che non soltanto lโ€™anima รจ chiamata a partecipare alla gioia di Dio, ma che anche il corpo รจ destinato a risorgere un giorno.

BIBLIOGRAFIA

ยญย ย ย ย ย ย ย Balthasar (von), Hans Urs,ย La metempsicosi, in: Idem,ย Homo creatus est. Saggi teologici V, trad. it., Morcelliana, Brescia 1991, pp. 111-130.

ยญย ย ย ย ย ย ย Cantoni, Pietro,ย Cristianesimo e reincarnazioneย (Religioni e Movimenti 8), Elledici, Leumann (TO) 1997.

ยญย ย ย ย ย ย ย Introvigne, Massimo (a c. di),ย La sfida della reincarnazione), Effedieffe, Milano 1993.

ยญย ย ย ย ย ย ย Kochanek, Hermann (ed.), Reinkarnation oder Auferstehung. Konsequenzen fรผr das Leben, Herder, Freiburg – Basel – Wien 1992.

ยญย ย ย ย ย ย ย MacGregor, Geddes,ย Reincarnation in Christianity. A new Vision of the role of rebirth in christian thought (A quest book), The Theosophical Publishing House, Wheaton, Ill. U.S.A 1986.

ยญย ย ย ย ย ย ย Martensen, Hans Ludvig, S.J.,ย Reincarnazione e dottrina cattolica. La Chiesa di fronte alla dottrina della reincarnazione, trad. it., Cristianitร , Piacenza 1993.

ยญย ย ย ย ย ย ย Mondin, Battista,ย Preesistenza Sopravvivenza Reincarnazione, ร€ncora, Milano 1989.

ยญย ย ย ย ย ย ย Prabhupada, Bhaktivedanta Swami A.C.,ย La reincarnazione: la scienza eterna della vita, trad. it., Edizioni Bhaktivedanta, Firenze 1983.

ยญย ย ย ย ย ย ย Scheffczyk, Leo, Die Reinkarnationslehre und die Geschichtlichkeit des Heils, in: Mรผnchener Theologische Zeitschrift 31 (1980), pp. 122-129.

ยญย ย ย ย ย ย ย Schรถnborn, Christoph,ย Risurrezione e reincarnazione, trad. it., Piemme, Casale Monferrato 1990.

[1]ย Coscienza

[2]ย H.P.Blavatsky

[3]ย Cfr F.M. PALMรˆS,ย Metapsรญquica y Espiritirmo, Barcelona โ€“ Madrid, Labor, 482.

[4]ย L.H.L. SMITH, ยซKarma e reincarnazioneยป, in V. HANSON,ย Karma. La legge universale di armonia, Roma, Ed. Mediterranee, 43.

[5]ย CESARE,ย De bello gallico, IV, 14,5.

[6]ย Eb 9,27-28.

[7]ย GIROLAMO,ย Ep. 130 ad Demetriademย [PL 22, 1.120].

[8]ย Cfr Denz.- Schรถn. 1305-1306.

[9]

[10]ย Sulย New Ageย sto cercando di preparare un altro studio alla luce anche delle dichiarazioni ufficiali del Magistero della Chiesa, in particolare a partire dal documento della Congregazione per la Dottrina della Fede,ย Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della Meditazione Cristianaย (Orationis Formas), Cittร  del Vaticano (Editrice Vaticana) 1989. E del Pontificio Consiglio della Cultura,ย Una riflessione cristiana sul New Age.

[11]ย Riportato in G. B. ALFANO,ย La Reincarnazione, Napoli, Adriana, 1952, 77.

[12]ย Ivi, 77 s.

[13]ย Cfr I. STEVENSON,ย Twenty Cases Suggestive of Reincarnation, Charlottesville, 1979.

[14]ย M. DELAHOUTRE, ยซRรฉincarnationยป, inย Dictionnaire des Religions, Paris, PUF, 1984, 1.419.

[15]ย ยซA ben considerare le loro qualitร  โ€“ osserva A. B. Alfano โ€“ si รจ trattato di straordinaria redentiva, di facile coordinazione delle idee che hanno appreso, o che sentirono; sicchรฉ in poco tempo compirono quella vita che altri avrebbero percorsa in tempi piรน lunghi per rafforzare nella memoria le cose studiate o udite. Spesso perรฒ questi ragazzi, divenuti adulti, finirono di essere un prodigio e non poche volte morirono presto, probabilmente per lโ€™ingente consumo di energia, quando questa sarebbe stata utile per lo sviluppo del corpo. Del resto questi ragazzi prodigio, tirando le somme, non furono molti. Si citano sempre gli stessi nomi; sono una decina, una ventina, in qualcuno di questi famosi fanciulli-prodigio ci ha dato vera dimostrazione di essere Galileo e Newton o Leonardo o Pasteur redivivi. Chiamiamoli geni infantili, ingegni precoci, intelligenze speciali, ma non si puรฒ avere il coraggio di chiamarli celebritร  che furono e che ritornano. Quale vantaggio per lโ€™umanitร  se questi spiriti sommi rinascessero, reincarnandosi in altri corpi! Per queste speciali creature vi sono varie spiegazioni da opporre allโ€™ipotesi che si tratti di reincarnazioni di spiriti superiori giร  vissuti: una particolare ereditarietร  fisiologica, unโ€™idonea educazione fin dai primi anni, una precoce maturitร  cerebrale ed endocrina, un particolare carattere di imitazione. I precoci musicisti erano dei privilegiati orecchisti, ma non conoscevano certo il contrappunto e le leggi dellโ€™armonia. I quali ragazzi precoci ebbero in seguito bisogno dโ€™insegnamento, i libri per progredire; e questo dimostrรฒ che non possedevano per niente nozioni precedenti, ma semplice inclinazione, per quanto meravigliosaยป. G. B. ALFANO,ย La Reincarnazione, cit., 37 s.

[16]ย Platone,ย Fedone, c.35.

ย