SUOR BEGHE

LA SETTIMANA SANTA RIVELAZIONI SUOR BEGHE MESSAGGI DI NOSTRO SIGNORE GESU CRISTO 30 MARZO 2026

30 marzo 2026
Settimana Santa

Miei carissimi e amatissimi figli,
Voi siete più miei figli di quanto non siate figli dei vostri genitori; io vi amo, siete miei e in Cielo sarete pienamente figli del mio Padre Celeste, miei fratelli e sorelle, e la famiglia soprannaturale sarà la vostra vera famiglia. In Cielo, i vostri genitori terreni saranno vostri fratelli e sorelle in Dio, e tutti voi mi onorerete come il vostro squisito Salvatore e Redentore, il vostro Fratello Maggiore, il migliore tra voi, e non smetterete mai di imitarmi, di essere miei pari mentre mi lodate al cielo.
Io sono, in verità, il vostro Dio e mi sono umiliato per diventare come voi, un uomo pur essendo il vostro Creatore, l’unico e solo Dio Onnipotente.
Io sono il vostro Dio, e lo ripeto perché voi, mie creature, tendete a trattarmi come vostro pari. Vi rivolgete a me con familiarità, con rispetto, naturalmente, ma non vi rivolgereste al Papa o al vostro re con altrettanta familiarità. La religione cattolica vi insegna: (Primo e Secondo Comandamento) “Adorerai e amerai un solo Dio” e “Rispetterai il suo santo nome, astenendoti dalla bestemmia e dal falso giuramento”. Che cos’è l’adorazione, che cos’è il rispetto? L’adorazione si esprime attraverso la latria, cioè il culto attribuito solo a Dio; Egli merita quindi un immenso rispetto, un atteggiamento appropriato e un linguaggio consono alla sua ineguagliabile Maestà.
Miei carissimi figli, vi lascio queste parole per la vostra meditazione; pensateci, rifletteteci sopra, cercate di capire come potete fare meglio di quanto fate, parlatemi con più rispetto, servitemi come il migliore dei servi servirebbe il migliore dei padroni: il migliore, sì, ma anche il più potente, il più giusto e il più maestoso.
assassini.

Sì, figli miei, immaginate di essere inginocchiati davanti al Re dei re, e di essere così piccoli da non poter nemmeno per un istante immaginare di essere paragonabili a Lui, così piccoli, così insignificanti, eppure, sì, siete proprio voi che state davanti a Lui, ma Lui è così al di sopra di voi che non osate pronunciare una sola parola. Ciononostante, Egli vi tende le braccia, vi rassicura, vi sorride, si fa piccolo per non intimorirvi più, ma voi, sapendo chi Egli è veramente, rimanete rispettosi e pieni di meraviglia, e non smettete mai di sentirvi piccoli accanto alla Sua Perfezione.

Meditate su questo, figli miei, fratelli miei, e prendete come esempio i Santi che ci hanno lasciato numerosi scritti. Essi Lo conoscevano intimamente, in un certo senso; erano sempre consapevoli della grande differenza tra la Perfezione divina e la loro insignificanza umana, le loro mancanze, il loro bisogno di Lui, perché senza di Lui non erano nulla. Tutta la loro forza proveniva da Lui, la loro conoscenza da Lui, anche la loro saggezza, tutti i loro doni da Lui, e la loro venerazione per questo Maestro eccezionale li colmava di rispetto, dipendenza, adorazione e una presenza costante.

È vero che la Santa Chiesa Cattolica ha sempre educato i suoi figli in questo spirito di adorazione e di priorità da dare a tutto ciò che riguarda Dio, ma dal Concilio Vaticano II
In secondo luogo, gli ecclesiastici incoraggiavano i fedeli ad avere un’apparente maggiore vicinanza a Dio Onnipotente, al punto da smussare questo necessario rispetto, questa essenziale delicatezza.

Troppo spesso, qualsiasi rapporto tra un Superiore e un Inferiore, e tra Nostro Signore, è stato preso alla leggera, trattato come un rapporto di parità, e poi, con l’aiuto dell’abitudine, ha cessato di essere infinitamente diverso dai comuni mortali. I fedeli troppo spesso siedono a Messa, dimenticando di inginocchiarsi, che è un atteggiamento di adorazione; prendono la Santissima Eucaristia nelle mani, mentre il Signore, la mattina della Sua Resurrezione, disse a Maria Maddalena nel giardino vicino al sepolcro dove non giaceva più: «Non mi toccare».

Voi, figli miei che fate parte dei miei fedeli, non prendete nelle vostre mani la Santa Eucaristia. Lo ripeto sempre: mani che non sono state unte dal Sacramento dell’Ordine sacro non sono autorizzate a toccare il Santissimo Sacramento dell’Eucaristia. Solo i sacerdoti hanno questa autorità, e i fedeli non devono sostituirsi a loro; e coloro che tra di loro affidano la Santa Eucaristia ai fedeli sono in errore.
Io sono Dio, e nel farmi uomo non ho perso nessuno dei Miei attributi. Io sono tuo Fratello; ti attiro a Me, e sarai perfettamente Mio in Cielo, dove godrai di tutti gli attributi della Mia Divinità. In Cielo, sarai perfetto come Io sono perfetto; parteciperai alla Mia Divinità, e Io ti ho creato per il Cielo. In Cielo, avrai raggiunto lo Scopo della tua esistenza, e guarderai alla tua condizione terrena come una quercia guarda la sua ghianda.
Esercitatevi a imitare le Mie virtù, la Mia pazienza, la Mia mitezza, la Mia umiltà, e Io vi accoglierò nel Mio Cielo con l’affetto di Dio per i Suoi. La vostra presenza sulla terra, un luogo di preparazione lontano dalla realtà per la quale siete stati creati, è necessaria, e Io rimango con voi attraverso la Santa Eucaristia per donarvi la forza della santità, la forza della Mia Vita in voi, con tutte le sue qualità, tutte le sue virtù e tutta la sua vitalità.
Questa settimana è la Settimana della Mia Passione; vivetela pienamente, in unione con Me. I racconti evangelici sono veri, ma non si soffermano su tutte le sofferenze, le umiliazioni, le oscenità e le derisioni di cui sono stata vittima innocente durante quelle interminabili ore di ingiustizia e crudeltà inflittemi.

Questa settimana è la più importante dell’anno. Pregate per il mondo indifferente, per il vostro paese apostata e per i tanti increduli che non sanno o hanno dimenticato ciò che accade durante questa Settimana Santa. La mia Passione si ripete ogni anno perché ogni Messa è un rinnovamento, nel vostro tempo, di ciò che accadde duemila anni fa, e ogni Settimana di Passione è un rinnovamento, nel vostro tempo, di questo Santo Sacrificio offerto da Dio a Dio per la remissione dei vostri peccati e la vostra ammissione al Paradiso.
Non siate neutrali, offritevi a Dio con Me, dimenticatevi di voi stessi come Io mi sono dimenticato di Me stesso, e la parola chiave di questa Passione è quella che dissi alle donne di Gerusalemme che piangevano vedendomi, sofferente, passare davanti a loro portando la Mia Croce: “Non piangete per Me, ma piangete per voi stesse e per i vostri peccati!”.
La vostra santificazione è una mia preoccupazione, il vostro amore per il prossimo è necessario per realizzarla, e io vi benedico, miei carissimi figli, voi e i vostri cari, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Il tuo Signore e il tuo Dio