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PREMESSA

Benvenuto in questo articolo, dove vogliamo raccogliere una serie di testimonianze, inviti, messaggi del cielo e dei papi sulla riparazione dei peccati altrui e anche nostri ovviamente attraverso il sacramento della Confessione. L’obiettivo di questo articolo è quello di fare informazione su questa pratica chiesta da Gesù sul farsi vittima come Luisa Piccarreta e altri santi, per riparare i peccati del mondo e mitigare per quanto possibile la giustizia divina.

Abbiamo aperto un cenacolo di preghiera online, precisamente su whatsapp con l’obiettivo di pregare, riparare e offrire noi stessi per i peccati del mondo, e accorciare il tempo rimanente del trionfo del cuore immacolato di Maria e il ritorno di Gesù in potenza e gloria. Per partecipare al cenacolo di preghiera riparatore, contattaci attraverso la nostra pagina contatti presente nel menù.

 

Il termine espiazione, infatti, si riferisce, a pieno titolo, a Colui che è stato mandato nel mondo da Dio Padre, affinché fosse ‘vittima di espiazione per i nostri peccati’ (1 Gv 4, 10); e parliamo di Uno che ‘non ha bisogno di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo’ (Eb 7, 27) perché Egli non ha peccato, ‘è il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia’ (Eb 7, 26). Il Signore Gesù è l’unico giusto che offre la sua vita per i peccati degli ingiusti (cf 1 Pt 3, 18). 

Chiamiamo quindi riparazione la partecipazione all’atto espiatore di Cristo da parte dei cristiani, i quali, mentre si uniscono al suo sacrificio redentore, chiedono anzitutto il perdono per le proprie colpe e poi per quelle degli altri, specialmente di coloro che la redenzione la rifiutano o la combattono. Dunque niente presunzione nel concetto, pienamente cattolico, di preghiera riparatoria; piuttosto la chiara consapevolezza che siamo tutti nella stessa barca, perché a differenza del Signore Gesù, noi abbiamo bisogno di offrire preghiere e penitenze anzitutto per i peccati nostri, prima che per quelli degli altri; consapevolezza del fatto che se siamo nel numero dei fedeli di Cristo e non dei suoi nemici, non è per merito nostro ma per somma degnazione del Signore; più ancora, consapevolezza del fatto che ‘a chi più è stato dato, molto di più sarà chiesto’ (Lc 12, 48), quindi la tentazione di sentirsi migliori degli altri sarebbe sciocca e pericolosa.

Di tutto questo abbiamo meravigliosa sintesi, espressa in preghiera dal santo Papa Pio XI nell’Atto di Riparazione al Sacro Cuore di Gesù: «O Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblio, di trascuratezza e di disprezzo, ecco che noi, prostrati innanzi a te intendiamo riparare … Memori, però, che noi pure, molte volte ci siamo macchiati di tanta indegnità, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia …».

Precisato questo e tolto di mezzo il presunto pericolo di qualunque atteggiamento altezzoso, resta il fatto, ampiamente documentato dalla Scrittura e dalla Tradizione, del valore centrale della spiritualità della riparazione. Ecco qualche esempio.

Il Signore Gesù, agonizzante nel giardino degli ulivi, chiede ai tre apostoli, appositamente scelti, di vegliare con lui, cioè di offrirgli compagnia e conforto mentre egli si carica dell’immenso fardello dei peccati dell’intera umanità per portarli, da lì a poche ore, sul calvario e inchiodarli alla croce insieme a quella natura umana assunta nell’incarnazione.

San Paolo si propone a modello per i cristiani di ogni tempo, quando afferma di offrire le proprie sofferenze per completare nella sua carne ciò che manca ai patimenti di Cristo a favore del suo corpo, che è la Chiesa (cf Col 1, 24).

In coerenza con l’insegnamento e l’esempio del divino Maestro e dei suoi apostoli, tutta la storia cristiana di questi duemila anni è segnata dall’esperienza di santi famosi o sconosciuti che hanno offerto preghiere e penitenze, e persino la propria vita, per riparare il male morale che ci inonda e a causa del quale, per quanto dipende dall’uomo, satana, e non Cristo, è il principe di questo mondo.

Non possiamo comunque non citare esplicitamente due interventi soprannaturali nei quali il cielo stesso chiede riparazione. Nel giugno del 1675, il Signore, Gesù apparendo a santa Margherita Maria Alacocque, si mostra con il petto squarciato e le dice: «Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini … e per contraccambio ricevo dalla maggior parte irriverenze e sacrilegi … almeno tu dammi il piacere di supplire alla loro ingratitudine tanto quanto ne sarai capace».

L’angelo del Portogallo che appare varie volte ai tre piccoli veggenti di Fatima prima che inizino le note visioni mariane del 1917, insegna loro questa preghiera, con la raccomandazione che la recitino più spesso possibile: «Mio Dio io credo, adoro, spero e vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano … santissima Trinità, io vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità del nostro Signore Gesù Cristo … in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli è offeso». Nella apparizione del 13 luglio la Vergine raccomanda ai veggenti: «Offrite sacrifici per i peccatori e dite: o Gesù, per amore vostro, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati contro il Cuore immacolato di Maria».

Sollecitato da questi eventi, dieci anni dopo Fatima, il papa Pio XI dedica al tema della riparazione una specifica enciclica, la Miserentissimus Redemptor, in cui spiega come i cristiani, in virtù del sacerdozio battesimale, possono e devono unirsi all’unico atto espiatorio che è la croce di Cristo, conformandosi ad essa con l’offerta quotidiana della preghiera e delle sofferenze. Da allora più volte, sulla scorta di tali possenti indicazioni, il Magistero contemporaneo è tornato sul tema, mostrandone l’imperitura attualità.

È dunque urgente che i fedeli, ma ancora di più i Pastori, abbandonino la devastante conformazione alla mentalità del mondo che ci ha portato fuori strada in questi anni e si abbracci con chiarezza e decisione la via indicata dal Cielo. Fonte.

LE INTENZIONI IN RIPARAZIONE PECCATI ALTRUI E DEL MONDO

 

1° VENERDI’: RIPARARE I SACRILEGI EUCARISTICI
A tale scopo si offra la Santa Comunione e la Messa, le preghiere e le opere buone della giornata

Fioretto: durante la settimana dire spesso, possibilmente al suono delle ore la giaculatoria:
“Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento!”

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria, in onore delle cinque Piaghe, in riparazione dei sacrilegi eucaristici.

 

2° VENERDI’: RIPARARE L’ABUSO DELLA CONFESSIONE
Fioretto:Esaminare la coscienza, per vedere come si siano fatte le Confessioni. Se sarà necessario, si faccia una Confessione più accurata del solito, come se fosse l’ultima della vita, come se si stesse sul letto di morte.

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria, in onore delle cinque Piaghe, in riparazione dei sacrilegi della Confessione.

 

3° VENERDI’: RIPARARE LE BESTEMMIE
Si offrano a lui tutte le opere della giornata e della settimana in riparazione delle bestemmie.

Fioretto: sentendo qualche bestemmia, dire: “Dio sia benedetto!” oppure
“Signore, vi benedico per quelli che vi maledicono!”

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria in onore delle cinque Piaghe, in riparazione delle bestemmie.

 

4° VENERDI’: CONVERTIRE I PECCATORI
Convertire un peccatore, come insegna Sant’Agostino, è un miracolo maggiore che risuscItare un morto. Eppure, il Sacro Cuore di Gesù desidera ardentemente che i peccatori si convertano.

Il primo mezzo per convertire i peccatori è la preghiera: i cinque Pater, Ave e Gloria alle cinque Piaghe, sono preghiera efficacissima.
Diceva un giorno Gesù ad un’anima, vittima straordinaria:
“Prega, prega molto per i peccatori! Quando un’anima prega per un peccatore con l’ardente desiderio che si converta, il più spesso si ottiene il suo ravvedimento, non fosse altro almeno al termine della vita, e l’offesa ricevuta dal mio Cuore viene riparata. Se il peccatore per cui si prega non si converte, la preghiera non è mai perduta, perchè da una parte consola il dolore che mi cagiona il peccato e dall’altra, la sua efficacia e potenza servono, se non a quel determinato peccatore almeno ad altre anime meglio disposte ad accoglierne i frutti.” Non perdiamoci dunque di coraggio se pregando per un’anima peccatrice, non ne vediamo subito la conversione.
Oltre alla preghiera, giova molto l’offerta dei sacrifici a vantaggio dei peccatori. Ogni sacrificio, per piccolo che sia, unito ai meriti di Gesù Cristo, acquista un grande valore ed ottiene un aumento di grazia al peccatore. Alle volte un sacrificio può salvare un’anima, come si rileva da ciò che disse la Madonna ad Josefa Menendez: “Tu, figlia mia, questa mattina prima della Messa hai compiuto una piccola opera buona, con sacrificio e con amore. In quel momento c’era un’anima in procinto di cadere nell’inferno; il mio Figliuolo Gesù ha utilizzato il tuo piccolo sacrificio ed essa si è salvata. Vedi figlia mia, quante anime si possono salvare con i piccoli atti!”

Fioretto: in  ogni contrarietà e sofferenza, dire:
“Signore, sia fatta la tua volontà! Accetto questa croce a bene dei peccatori!”

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria in onore delle cinque Piaghe per la conversione dei peccatori più ostinati.

 

5° VENERDI’: RIPARARE I PECCATI DI ODIO
Dopo l’amore di Dio, il primo comandamento è quello di amare il prossimo. Gesù Cristo inculca spesso e con forti parole, il dovere di amare il nostro simile; espressamente comanda di voler bene anche a coloro che ci fanno del male. Quanti rancori, quante vendette, quante lotte nella società e nelle famiglie! Il Cuore di Gesù resta gravemente offeso per tante iniquità ed è necessario ripararlo. Questo quinto venerdì ha il compito di riparare gli odii e di ottenere a tante anime la forza di perdonare le offese ricevute. Ma prima di riparare per gli altri, conviene che noi stessi siamo in pace con tutti.

Fioretto: perdonare le offese per amore di Gesù e fare la pace con coloro verso i quali abbiamo nutrito rancore.

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria in onore delle cinque Piaghe, per coloro che durante la vita ci hanno offeso.

 

6° VENERDI’: RIPARARE I PECCATI CONTRO LA PUREZZA
Iddio Creatore ci ha formato di anima e di corpo. L’anima è la parte più nobile di noi e dobbiamo salvarla a tutti i costi. Il corpo, quantunque sia inferiore all’anima, merita il massimo rispetto; perchè è sacro. Se è sacro il Calice della Messa, perchè trattiene per pochi minuti il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo, tanto più lo è il corpo umano, perchè si ciba del Corpo e del Sangue di Gesù con la Comunione; inoltre perchè è stato santificato dalle acque battesimali e dal Sacro Crisma e perchè tempio dello Spirito Santo. E come pecca chi profana un vaso sacro, così pecca gravemente chi profana il proprio corpo o quello altrui. Iddio, per fare custodire dignitosamente il Corpo alle sue creature, ha dato due comandamenti:

il sesto: non fornicare e il nono: non desiderare la persona altrui.
La purezza che il Signore esige è differente secondo il proprio stato. C’è la purezza verginale che deve osservarsi da chi non è legato dal matrimonio, e c’é quella matrimoniale, prescritta agli sposati. Se la coscienza ci rimorde per qualche colpa, prima di riparare il Cuore di Gesù dei peccati altrui, ripariamolo delle nostre colpe; promettiamo di vivere nella massima purezza. Gesù perdona, Gesù dimentica. Vuole però vedere la buona volontà di fuggire le cattive occasioni. Non si pretenda ricevere grazie dal Sacro Cuore se l’anima è vittima del peccato impuro.

Fioretto: custodire bene la purezza nelle azioni, negli sguardi e nei pensieri.

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria, in onore delle cinque Piaghe, per riparare il Cuore di Gesù delle disonestà che si commettono nel  mondo.

 

7° VENERDI’: RIPARARE I PECCATI DI SCANDALO
Uno dei peccati più gravi è lo scandalo, perchè per mezzo di esso il male si moltiplica nelle anime.

Si chiama scandalo la spinta o l’occasione di fare peccare gli altri. Questo male può farsi eccitando qualcuno al peccato o insegnando a commetterlo. Ordinariamente si chiama scandalo il cattivo esempio in fatto di moralità.

Fioretto: se qualche persona o qualche famiglia sono motivo di peccato o di scandalo, per amore del Cuore di Gesù, troncare con essa ogni relazione.

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria, in onore delle cinque Piaghe, per riparare il Sacro Cuore degli scandali che ricevono i piccoli.

 

8° VENERDI’: RIPARARE I CATTIVI DISCORSI
Davanti al tribunale di Dio bisognerà dar conto di tutto ciò che si è fatto durante la vita. Il Giudice Divino domanderà ragione anche delle parole. Sono discorsi disonesti o immorali quelle conversazioni su argomenti delicati di purezza, fatte per ridere e per scherzare, ovvero per dilettarsi di ciò che Dio proibisce Il cattivo discorso è per lo più un vero peccato. Non giova dire: Ormai siamo grandi!… Certe cose si conoscono già!… Coloro che ascoltano ne sanno più di me!…Non esca mai dalla nostra bocca la parola indecente, la frase equivoca, ovvero il discorso immorale. Non ascoltiamo mai volentieri il cattivo parlare che altri ardissero tenere alla nostra presenza; ascoltarlo con piacere costituisce già una colpa. Abbiamo il dovere d’impedire, nei limiti del possibile e con modi opportuni, il discorso immorale, rimproverando chi avesse la sfacciataggine di farlo davanti a noi. Il demonio che spinge al cattivo parlare i suoi servi, infonde la paura ed il rispetto umano nei buoni, affinché lascino parlare senza interrompere. Si superi dunque la paura della critica altrui e sì richiami con energia chi parlasse senza ritegno.

Si dirà: «Mi pare di mancare di rispetto a dare un rimprovero e temo di perdere l’amicizia!». Non è così! Chi parla scandalosamente, non merita rispetto, anzi merita disprezzo, perchè offende la dignità di chi ascolta. Perdere l’amicizia di una persona immorale è un bene, non già un male. Chi è ripreso energicamente, difficilmente si permetterà di parlare sboccato. Se dopo un giusto rimprovero qualcuno riderà alle nostre spalle, dandoci del «bigotto», conviene restare contenti, pensando: “Ho compiuto il mio dovere! Ho dato gloria a Dio! Ho impedito l’opera di Satana! Ho guadagnato un premio per il Cielo!”

Fioretto: fuggire la conversazione immorale e rimproverare chi parlasse scandalosamente.

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria, in onore delle cinque Piaghe, in riparazione delle offese che riceve Gesù a motivo dei discorsi scandalosi

 

9° VENERDI’: RIPARARE PER LA STAMPA CATTIVA
Come si fa a sapere se la stampa è buona ovvero cattiva?

Dagli argomenti che tratta e dalla maniera di trattarli. E’ cattivo il libro che parla male della santa religione, del Papa, dei Sacerdoti e di quello che Gesù ha insegnato. E’ pure cattivo il libro che tratta di argomenti indecenti o tendenti alla disonestà.

Fioretto: distruggere al più presto la stampa cattiva che si trovasse in famiglia.

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria, in onore delle cinque Piaghe, per riparare il Cuore di Gesù dei peccati che produce la stampa cattiva.

 

10° VENERDI’:  RIPARARE I DIVERTIMENTI MONDANI
Fioretto: privarsi dei divertimenti, ove ci sia pericolo di offendere Gesù, ed esortare gli altri a fare altrettanto.

Preghiera: ogni giorno della settimana recitare cinque Pater, Ave, Gloria, in onore delle cinque Piaghe, in riparazione dei peccati che si fanno nei cinema, nelle danze e nelle spiagge.

 

11° VENERDI’: RIPARARE LA PROFANAZIONE DELLA FESTA
Il Signore vuole essere onorato sempre, ma specialmente nel suo giorno. Eppure il giorno festivo suole essere quello in cui la Divinità è più offesa. Il lavoro è un dovere; chi lavora, dà gloria a Dio. Nella domenica e nelle feste comandate chi lavora senza una ragione vera e propria forte, è reo di peccato grave. Chi tralascia la Santa Messa durante la settimana, cioè nei giorni feriali, non offende Dio. Chi trascura di assistere al Santo Sacrificio nella festa, se non c’è un grande impedimento, commette una grave colpa. E quanti milioni di anime tralasciano la Messa alla domenica!

Le anime pie si dedichino ogni festa a questa riparazione ed ecco la maniera pratica. Oltre alla Messa prescritta, si ascolti, potendo, un’altra Messa per coloro che la tralasciano colpevolmente. Tutte le opere buone della domenica si offrano a Dio in riparazione della profanazione festiva, cioè a tale fine s’indirizzi la Comunione, il Rosario, le altre pratiche di pietà ed i sacrifici.

Fioretto: fare attenzione affinché in famiglia nessuno profani il giorno festivo.

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria, in onore delle cinque Piaghe, per riparare i peccati che si commettono nella festa.

 

12° VENERDI’: RIPARARE I DELITTI
Il quinto comandamento «non ammazzare» è tra i più importanti del Decalogo. L’omicidio volontario è uno dei quattro peccati che gridano maggiormente vendetta al cospetto di Dio. Uccidere un bambino di pochi mesi, anzi di un giorno o di un’ora dopo che Dio l’ha creato, è delitto maggiore che togliere la vita ad una persona adulta. La Santa Chiesa colpisce di scomunica chi opera questo misfatto ed anche chi lo consiglia o vi coopera.

Perchè uccidere un bambino prima che veda la luce è peccato più grave degli altri delitti? I motivi sono diversi. Un adulto che viene ucciso, avrà fatto qualche mancanza o avrà provocato l’avversario; il bambino invece è innocente del tutto. Un uomo maturo, che venga assalito, potrebbe difendersi; il bambino è nell’impotenza. Un adulto ucciso potrebbe andare in Paradiso, perchè è stato battezzato; il bambino non può andare in Cielo, perchè senza Battesimo.

Fioretto: dire spesso: Eterno Padre, vi offro il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo, in sconto dei miei peccati e di quelli dell’umanità”

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria, in onore delle cinque Piaghe, per la conversione di coloro che stanno nelle carceri.

 

13° VENERDI’: RIPARARE LE INGIUSTIZIE
La regola per amare il prossimo è: non fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi. Se il mondo è pieno di ingiustizie, lo si deve alla violazione di questo grande precetto. Si deve rispettare la roba altrui, senza appropriarsi ingiustamente di alcuna cosa del prossimo. Eppure, quanti furti si fanno! E non mancano su questo punto soltanto i così detti «ladri di professione», ma sono veri ladri tutti quelli che fanno ingiustizie nelle vendite e nelle compere, che alterano la merce, che trattengono il denaro altrui ricevuto per sbaglio, che trascurano di pagare i debiti, che non danno la giusta mercede agli operai, che esigono troppo interesse dal denaro prestato, che non restituiscono la roba trovata…gravi ingiustizie si commettono nel far perdere l’impiego ad onesti padri di famiglia, nel testimoniare il falso a danno di qualcuno, nell’incolpare innocentemente gli altri, nei rendere pubblica una mancanza importante che sia ancora segreta…le ingiustizie del mondo sono innumerevoli.

Fioretto: non pensare male degli altri, non mormorare e non fare male ad alcuno.

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria, in onore delle cinque Piaghe, per riparare il Cuore di Gesù dei peccati d’ingiustizia.

 

14° VENERDI’: RIPARARE I PECCATI PROPRI E QUELLI DELLA FAMIGLIA
Dice la Sacra Scrittura: “Non dimenticarti dei peccati commessi nel passato.” Il ricordo delle colpe passate non deve opprimere l’anima, ma deve servire di stimolo a ricorrere a Dio con umiltà e fiducia, pensando che Gesù è padre di misericordia. Quantunque il Cuore di Gesù abbia perdonato i nostri peccati, abbiamo noi il dovere della riparazione. Ognuno ripari in questo quattordicesimo venerdì tutto il male operato in vita con i pensieri, con le parole, con le azioni e con ogni specie di omissione.
Si dica a Gesù:
Lava col tuo Sangue l’anima mia! Brucia nelle fiamme del tuo Cuore ogni mia scelleratezza!
Conviene riparare pure i peccati della nostra famiglia. Anche quando una famiglia si dice cristiana, non sempre tutti i suoi membri vivono da veri cristiani. In ogni famiglia si è soliti commettere dei peccati.
I devoti del Sacro Cuore prendano l’impegno di questa riparazione.
E’ cosa ottima che questa opera si compia sempre e non soltanto nel corso dei quindici venerdì. Perciò si raccomanda alle anime pie di scegliere un giorno fisso della settimana, in cui fare atti di riparazione per i peccati propri e per quelli della famiglia. Nel giorno stabilito per questa riparazione si preghi molto, ci si comunichi e si compiano altre opere buone. E’ lodevole la pratica di far celebrare, quando c’è la possibilità, qualche Santa Messa, con l’intenzione di riparare.

Fioretto: scegliere un giorno fisso, per tutte le settimane, e riparare il Cuore di Gesù dei peccati propri e di quelli della famiglia.

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria in onore delle Sante Piaghe, in riparazione dei peccati della propria famiglia.

 

15° VENERDI’: PREGARE PER I MORIBONDI
II tempo è uno dei più grandi doni che Iddio possa farci. Utilizzando il tempo, possiamo arricchirci di meriti per tutta l’eternità. L’unico affare interessante della vita è la salvezza dell’anima. Purtroppo si vive come se si dovesse restare sempre su questa terra. Eppure si deve morire! Non tutti sono pronti a presentarsi a Dio serenamente, perchè tanti vivono in peccato. Ma guai a trovarsi in disgrazia di Dio nell’ora della morte! Ogni giorno muoiono centinaia di migliaia di persone. Il Sacro Cuore di Gesù, che è morto in Croce per tutti, desidera che tutti muoiano nella sua grazia. Siccome tra i moribondi ci sono anche dei peccatori ostinati, conviene muovere la divina misericordia a farli convertire, almeno nella ultima ora. Gesù non nega a nessuno la sua grazia, come non la negò al ladrone pentito, prima di emettere l’ultimo respiro. Quest’ultimo venerdì serve a consolare il Sacro Cuore, con la preghiera per conversione dei peccatori moribondi. Pregare per gli agonizzanti dovrebbe essere la premura di ogni anima pia, per tutti giorni, poiché ogni giorno le anime partono per l’eternità. Quando siamo a conoscenza di qualche moribondo, interessiamoci di fargli ricevere i Santi Sacramenti. Chi trascura questo grave dovere, si rende responsabile davanti a Dio. Se variamo a sapere che qualche moribondo rifiuta i conforti religiosi, offriamo a Dio con fede le preghiere e sacrifici. Se possiamo, facciamo celebrare qualche Santa Messa per la sua buona morte. Domandiamo a Dio qualche sofferenza o croce particolare a bene del moribondo irreligioso. Avverrà allora un aumento straordinario di grazia, per cui l’infermo riconoscerà il suo triste stato e facilmente potrà ritornare a Dio. Quello che si fa per i peccatori moribondi è grandemente accetto al Sacro Cuore di Gesù. Quante anime si possono salvare ogni giorno, facendo l’apostolato a vantaggio degli agonizzanti! La carità che usiamo agli altri, Iddio farà sì che venga un giorno usata a noi. Quando saremo sul letto di morte, il Sacro Cuore susciterà altre anime che preghino per noi.

Fioretto: ogni sera, prima di prendere riposo, rivolgerci questa domanda: Se questa notte venisse la morte, come si troverebbe l’anima mia? Se qualche grave peccato rimorde la coscienza, facciamo un atto di dolore perfetto, promettendo di confessarci al più presto.

Preghiera: recitare ogni giorno della settimana cinque Pater, Ave, Gloria, in onore delle cinque Piaghe, per i moribondi della giornata.
Fonte.

Scarica il PDF dei Quindici Venerdì in onore del Sacro Cuore di Gesù 

PREGHIERE DI RIPARAZIONE DETTATE DA GESU’

«Padre mio, Dio santo e misericordioso, ricevi il mio desiderio di consolarTi. Vorrei poter riparare tutte le offese degli uomini… ma siccome ciò mi e impossibile, ti offro i meriti di Gesù Redentore del genere umano, per soddisfare la tua giustizia».

«O Dio infinitamente santo! Ti adoro, mi prostro umilmente alla tua presenza e ti prego nel nome del tuo divin Figlio di perdonare a tanti peccatori che ti offendono! Ti offro la mia vita e desidero riparare tante ingratitudini!».

 

“O Dio santissimo e giustissimo!… Padre di clemenza e d’infinita bontà! Tu hai creato l’uomo per amore, e per amore l’hai fatto erede dei beni eterni: se per debolezza egli Ti ha offeso ed è degno di castigo, ricevi i meriti del tuo Unigenito che s’offre a Te come vittima d’espiazione!

 

«O Dio, infinitamente santo… Padre infinitamente misericordioso! Ti adoro. Vorrei riparare tutti gli oltraggi che ricevi dai peccatori su tutta la faccia della terra e in ogni istante del giorno e della notte. Vorrei soprattutto, o Padre mio, riparare le offese e i peccati che si commettono in quest’ora. Ti presento tutti gli atti di adorazione e di riparazione delle anime che Ti amano. Ti offro in special modo l’olocausto perpetuo del Figlio tuo che s’immola sugli altari in tutti i punti della terra… in tutti gli istanti di quest’ora. O Padre infinitamente buono e compassionevole, ricevi quel sangue purissimo in riparazione degli oltraggi degli uomini, cancella le loro colpe e fa’ loro misericordia!».

 

«Eterno Padre, per amore degli uomini hai dato alla morte il tuo Unigenito: per il suo sangue, per i suoi meriti, per il suo Cuore, abbi pietà del mondo intero e perdona tutti i peccati che si commettono. «Ricevi l’umile riparazione che ti offrono le tue anime scelte! Uniscile ai meriti del tuo divin Figlio, affinché i loro atti acquistino una grande efficacia. «O eterno Padre! abbi pietà delle anime e ricordati che non è ancora giunto il tempo della giustizia, ma è ancora quello della misericordia!». 

    * Le succitate preghiere ed altre, le potete trovare nel libro: Colui che parla dal fuoco, nella sezione “libri”.

ATTO DI RIPARAZIONE PER I PECCATI DEL MONDO

Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblio, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi, prostrati innanzi a te, intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l’amantissimo tuo Cuore. Memori però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità, e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che, errando lontano dalla via della salute, ricusano di seguire te come pastore e guida, ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del battesimo, hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge. E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro te e i tuoi santi, gli insulti lanciati contro il tuo Vicario e l’ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi onde è profanato lo stesso sacramento dell’amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da te fondata. Ed oh potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto come riparazione dell’onore divino conculcato, noi ti presentiamo, accompagnandola con le espiazioni della Vergine tua madre, di tutti i santi e delle anime pie, quella soddisfazione che tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari, promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica, specialmente della carità, e di impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di te, e di attrarre quanti più potremo alla tua sequela. Accogli, te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per l’intercessione della beata Vergine Maria riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua obbedienza e nel tuo servizio fino alla morte con il gran dono della perseveranza, mediante il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni Dio per tutti i secoli dei secoli. Amen. Fonte.

PREGHIERA DI SUA SANTITÀ PIO XII
IN RIPARAZIONE DEL GRANDE PECCATO
DELLA BESTEMMIA*

 

O augustissima Trinità — Padre, Figliolo e Spirito Santo — che, pur da tutta l’eternità in Te e per Te infinitamente felice, ti degni di accettare benignamente l’omaggio che dalla universale creazione s’innalza fino al tuo trono eccelso; distogli, Te ne preghiamo, i tuoi occhi e storna il tuo udito divino da quegli sventurati che, o accecati dalla passione o trasportati da impulso diabolico, iniquamente bestemmiano il tuo nome e quello della purissima Vergine Maria e dei Santi.

Trattieni, o Signore, il braccio della tua giustizia, che potrebbe ridurre al nulla coloro che osano farsi dei di tanta empietà.

Accetta l’inno di gloria, che incessantemente si leva da tutta la natura: dall’acqua della fonte che scorre limpida e silenziosa, fino agli astri che risplendono e si volgono con giro immenso, mossi dall’Amore, nell’alto dei cieli. Accogli in riparazione il coro di lodi che, come incenso innanzi agli altari, sale da tante anime sante che camminano, senza mai sviarsi, nei sentieri della tua legge e con assidue opere di carità e di penitenza si studiano di placare la tua giustizia offesa; ascolta il canto di tanti spiriti eletti che consacrano la loro vita a celebrare la tua gloria, la lode perenne che in tutte le ore e sotto tutti i cieli ti offre la Chiesa. E fa che un giorno, convertiti a Te i cuori blasfemi, tutte le lingue e tutte le labbra servano ad intonare concordi quaggiù quel cantico che risuona senza fine nei cori degli angeli: Santo, Santo, Santo è il Signore Dio degli eserciti. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Così sia!

 

PIUS PP. XII

*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, XVI,
Sedicesimo anno di Pontificato, 2 marzo 1954 – 1° marzo 1955, p. 498
Tipografia Poliglotta Vaticana – fonte

Atto di riparazione alle bestemmie | Nel Cuore di Gesù

 

Atto di riparazione alle bestemmie

“O ammirabile Nome di Dio! – in spirito di riparazione per le
bestemmie!».

Sempre sia lodato, benedetto, amato, adorato, glorificato,
il Santissimo, il Sacratissimo, l’adoratissimo, eppure incomprensibile Nome di Dio in cielo, in terra e negli inferi,
da tutte le creature uscite dalle mani di Dio.
Per il Sacro Cuore di nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell’altare. Amen.

Dio sia benedetto
Benedetto il Suo Santo Nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il Suo Sacratissimo Cuore
Benedetto il Suo preziosissimo Sangue
Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima
Benedetta la Sua Santa e Immacolata Concezione
Benedetta la Sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto San Giuseppe Suo castissimo sposo
Benedetto Dio nei Suoi angeli e nei Suoi santi.

GESU’ E MARIA VI AMO SALVATE TUTTE LE ANIME.

Edson Glauber 9 febbraio 2020
Messaggio di Gesù

La mia pace a tutti voi! Figlio mio, sono venuto dal Cielo con mia Madre Immacolata per implorare ai vostri cuori un poco di amore. Manca l’amore, mancano soprattutto i cuori che amano Dio, mancano le anime che sanno riparare e sacrificarsi per i peccatori. Impara a salvare le anime, sono preziose per Me! Ho versato sangue e ho sofferto i terribili martiri della passione e della croce per tutti loro. Prega figlio mio! Prega affinché i cuori si aprano al mio Amore, e affinché i tuoi fratelli si decidano a vivere per il Regno dei Cieli, lasciandosi dietro tutte le cose sbagliate. Non aver paura di niente, il mio Amore è più forte di ogni altra cosa, e proteggerà te e tutti quelli che credono in Me. Chiedimi grazie per il mondo peccaminoso e Io, nella mia infinita saggezza, le darò a quelle anime che ne hanno un grande bisogno e che compiono la mia divina volontà. I tempi sono oscuri e difficili perché la fede si è raffreddata e molti cuori sono stati contaminati dalle bugie di Satana. Molti vivono nell’errore e nel peccato perché non c’è nessuno che porta ad essi la mia luce e la mia grazia. Molti vivono per se stessi, nel proprio egoismo e nel proprio interesse personale. Cerco in questi tempi dei veri apostoli che vogliono ascoltare le mie parole e viverle, portandole a coloro che hanno bisogno di luce e di conversione. Non perdere tempo figlio mio, presto molte cose cambieranno nel mondo perché i peccati dell’umanità stanno attirando la mia giustizia, che ferirà terribilmente i peccatori. Molte regioni della terra scompariranno per sempre perché non vogliono pentirsi dei loro crimini e riparare i loro oltraggi commessi contro di Me. Sto concedendo un tempo all’Amazzonia per la sua conversione, non disprezzate questa grazia rimanendo sordi, altrimenti vi pentirete di non avermi ascoltato! Dico a tutti: ritornate, ritornate, perché non posso più sopportare così tante offese e peccati! Pentitevi sinceramente e avrò misericordia di ognuno di voi e delle vostre famiglie! Ti benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen! Fonte.

LIBRO DI CIELO 11° VOLUME  ·  

“Ogni preghiera, ogni riparazione, ogni atto d’amore, qualunque cosa santa che fa la creatura, è un paradiso di più che si acquista”.

Ricordo che un giorno il mio amabile Gesù mi disse:

“Figlia mia, io sono il centro e tutta la creazione riceve vita da questo centro. Sicché io sono vita d’ogni pensiero, d’ogni parola, d’ogni azione, di tutto, e le creature se ne servono di questa vita che do loro per prendere occasione d’offendermi; io do vita, e se potessero mi darebbero morte”.

Ricordo pure che pregandolo che risparmiasse i flagelli, mi disse:

“Figlia, credi tu che son’io che voglio flagellare gli uomini? Ah, no! Anzi è tanto l’amore, che tutta la mia vita la consumai nel rifare ciò che era obbligato [a fare] l’uomo alla Maestà Suprema; e siccome i miei atti erano divini, li moltiplicai in tanti, da rifare per tutti e per ciascuno, in modo da riempire Cielo e terra, da mettere a difesa l’uomo per fare che la giustizia non potesse colpirlo; ma l’uomo col peccato rompe questa difesa, e rotta la difesa i flagelli colpiscono l’uomo”.

Ma chi può dire tutte le piccole cose che mi ha detto? Onde questa mattina io pregavo e mi lamentavo con Gesù che non mi esaudiva, specie che non finisce di castigare, e gli dicevo: “A che pro pregare se non volete esaudirmi? Anzi dite che i mali peggioreranno”.

E lui: “Figlia mia, il bene è sempre bene; anzi devi sapere che ogni preghiera, ogni riparazione, ogni atto d’amore, qualunque cosa santa che fa la creatura, è un paradiso di più che si acquista. Sicché l’atto più semplice, santo, sarà un paradiso di più; un atto di meno, un paradiso di meno; perché ogni atto buono viene da Dio, e quindi l’anima in ogni atto buono prende Dio. Siccome Dio contiene gaudi infiniti, innumerevoli, eterni, immensi, tanti che gli stessi beati per tutta l’eternità non giungeranno a gustarli tutti, quindi non è maraviglia che ogni atto buono, prendendo Dio, Dio resta come compromesso di sostituirli in altrettanti contenti.

Onde se l’anima soffre anche le distrazioni per amor mio, in Cielo l’intelligenza avrà più luce e gusterà tanti paradisi di più per quante volte ha sacrificato la sua intelligenza, e tanto più comprenderà di più Iddio. Se per amor mio soffre la freddezza, tanti paradisi gusterà della varietà dei contenti che ci sono nel mio amore; se l’oscurità, tanti contenti di più nella mia luce inaccessibile, e così di tutto il resto. Ecco che significa una prece in più o in meno”.

 
(Libro di Cielo 11° Volume – 3 agosto 1916) Fonte.

PREGHIERA DI GESU A LUISA PICCARRETA
GESÙ TI AMO

GESU’, Ti amo con la tua Volontà! Vieni, Divina Volontà, a pregare in
me e poi offri questa preghiera a Te, come mia, per soddisfare alle
preghiere di tutti e per dare al Padre la Gloria che dovrebbero dargli tutte le creature.
GESU’, Ti amo con la tua Volontà! Vieni, Divina Volontà, ad abbracciare in me tutto quello che vuoi che oggi io faccia; che tutto sia
nella tua Divina Volontà per darti il ricambio di amore, adorazione,
gloria, come se tutte le creature aprendo gli occhi Ti avessero dato questo contraccambio completo.
GESU’, Ti amo con la tua Volontà! Vieni, Divina Volontà, a pensare
nella mia mente.
Vieni, Divina Volontà, a circolare nel mio sangue.
Vieni, Divina Volontà, a guardare nei miei occhi.
Vieni, Divina Volontà, ad ascoltare nelle mie orecchie.
Vieni, Divina Volontà, a parlare nella mia voce.
Vieni, Divina Volontà, a respirare nel mio respiro.
Vieni, Divina Volontà, a palpitare nel mio cuore.
Vieni, Divina Volontà, a muoverti nel mio moto.
Vieni, Divina Volontà, a camminare nei miei passi, per andare in cerca
di tutte le creature e chiamarle a Te.
Vieni, Divina Volontà, nel mio scrivere e scrivi la tua legge nell’anima
mia.
Vieni, Divina Volontà, nel mio leggere ed imprimi le tue Verità, come
vita, nel mio cuore.
Vieni, Divina Volontà, ad operare nelle mie mani.
Vieni, Divina Volontà, a soffrire nel mio soffrire e, la mia anima unita
con la tua Volontà, sia il Crocifisso vivente immolato per la gloria
del Padre.
Vieni, Divina Volontà, ad offrire nel mio offrire, perché tutto in me
chieda del Padre la gloria e la santificazione delle anime.
Gesù, Ti amo con la tua Volontà! Vieni, Divina Volontà, ad adorare in
me. E poiché la tua Volontà moltiplica gli atti all’infinito, così intendo darti soddisfazione come se tutti partecipassero alla Santa
Messa nella tua Divina Volontà; ed intendo dare a tutti il frutto del
Santo Sacrificio ed impetrare per tutti la salvezza e la santificazione nel Divin Volere.
GESU’, Ti amo con la tua Volontà! Vieni, Divina Volontà in questa
comunione mia con Te; vieni, perché io intendo non solo donarti
all’anima mia, ma a tutte le anime che non Ti ricevono, per riparare
i nostri peccati e dare gloria al Padre.
Fonte.

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