LUZ DE MARIA

Sacrificarsi per i peccatori

Per un cattolico riparare i peccati รจ un dovere

Le preghiere di riparazione ormai sono fuori moda. Cโ€™รจ perfino chi dice che possano essere segno di presunzione.

Nella prima apparizione del 13 maggio 1917 a Fatima, la Madonna chiese ai tre pastorelli ยซvolete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrร  inviarvi,ย in atto di riparazione per i peccatiย per i quali รจ offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?ยป.

Lโ€™Immacolata il 13 luglio 1917 chiede ai tre di sacrificarsi per i peccatori (anche il 13 agosto) e dice loro che verrร  a chiedere ยซla Comunioneย riparatriceย nei primi sabatiยป.

Anche nelle precedenti apparizioni dellโ€™Angelo (1916) viene detto ai veggenti ยซoffrite costantemente allโ€™Altissimo preghiere e sacrificiยป e alla domanda su come sacrificarsi risponde ยซin tutti i modi possibili. Offrite a Dio un sacrificioย in atto di riparazione per i peccati con cui รจ offeso e di supplica per la conversione dei peccatoriยป. Lโ€™Angelo insegna anche una preghiera ai tre, oramai da molti conosciuta (โ€œTrinitร  Santissima, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente โ€ฆโ€), e anche lรฌ si parla di ยซriparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui รจ offesoยป.

Da sempre nella Chiesa si prega in riparazione dei peccati e delle offese subรฌte da Nostro Signore e le parole della Madonna a Fatima hanno confermato la necessitร  e la โ€œortodossiaโ€ di questa pratica. E hanno anche confermato che non si prega solo per le proprie offese, ma anche -in generale o in particolare- per quelle operate da altri.

Riparare, dโ€™altronde, significa ridare a Dio la gloria che gli viene tolta con il peccato, che, come la Vergine ha spiegato a Fatima, lโ€™offende.

ยซIl peccato infatti รจ una vera ingiustizia, perchรฉ toglie a Dio una parte di quella gloria esterna a cui ha diritto; richiede quindi per giustizia una riparazione, che consisterร  nel restituire a Dio, per quanto possiamo, lโ€™onore e la gloria di cui lโ€™abbiamo colpevolmente privatoยปย (Tanquerey, Compendio di ascetica e mistica, n. 736)

Pio XI nellโ€™Enciclicaย Miserentissimus Redemptorย (8.5.1928) oltre a spiegare la consacrazione al Sacro Cuore di Gesรน, insiste sul dovere della riparazione:

ยซ(โ€ฆ) se nella consacrazione primeggia lโ€™intento di ricambiare lโ€™amore del Creatore con lโ€™amore della creatura, ne segue naturalmente un altro, che dello stesso Amore increato, quando sia o per dimenticanza trascurato o per offesa amareggiato, si debbano risarcire gli oltraggi in qualsiasi modo recatigli;ย il qual dovere comunemente chiamiamo col nome di riparazione. Se allโ€™uno e allโ€™altro dovere siamo obbligati per le stesse ragioni,ย al debito particolarmente della riparazione siamo tenuti da un piรน potente motivo di giustizia e di amore: di giustizia, per espiare lโ€™offesa recata a Dio con le nostre colpe e ristabilire, con la penitenza, lโ€™ordine violato; di amore, per patire insieme con Cristo paziente e ยซsaturato di obbrobriยป e recargli, secondo la nostra pochezza, qualche confortoยป.

Tanto รจ importante la pratica della riparazione, che Pio XI al termine dellโ€™Enciclica citata ci ha lasciato proprio un atto di riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesรน, in cui si evidenzia anche che si deve offrire la riparazioneย ยซnon solo dei peccati commessi da noi, ma anche di quelli di coloro che, errando, ricusano di seguire Te come pastore e guida ostinandosi nella loro infedeltร , o calpestando le promesse del Battesimo hanno scosso il soavissimo giogo della tua leggeยป. Fonte.

Sacrificarsi per i peccatori

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Nel 1917 apparve la Madonna a Faยญtima a Lucia Dos Santos ed a Giacinta e Francesco Marto; disse loro: Sacrifiยญcatevi per i peccatori e dite spesso, speยญcialmente nel fare qualche sacrificio: ยซ O Gesรน, รจ per vostro amore, per la conversione dei peccatori ed in riparaยญzione delle ingiurie commesse contro l’Immacolato Cuore di Maria! … ยป. Reยญcitate il Rosario, dicendo alla fine di ogni postina: O Gesรน mio, perdonate le noยญstre colpe, preservateci dal fuoco dello inferno, portate in cielo tutte le anime, specialmente le piรน bisognose della vostra misericordia!… -Badate che molte anime vanno all’inferno, perchรฉ non vi รจ chi si sacrifichi per loro. –
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La Madonna vuol salvare i suoi figli a tutti i costi. รˆ necessario dunque riยญfugiarsi sotto il suo manto materno ed attaccarsi sempre piรน alla sua devozione, se vogliamo salvare l’anima nostra e preยญparare al mondo un’era nuova di pace e di religiositร . […]
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L’uomo, Adamo, peccรฒ nel paradiso terrestre per mezzo della donna, Eva. L’uomo-Dio, Gesรน Cristo, ha voluto salยญvare l’umanitร  per mezzo di una Donna, Maria, Vergine. Gesรน รจ il Redentore, la sua Madre Santissima รจ la Corredentrice. Egli ebbe il martirio del corpo; la Madre sua quello del cuore. I dolori di Gesรน e della Madonna riaprirono il Paradiso alla misera umanitร ; รจ giusto quindi amare ed onorare la seconda Eva, quale tenera Madre.
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Ognuno ha la madre del corpo; tutti perรฒ abbiamo una Madre comune, la Maยญdre dell’anima, Maria Santissima. […] Alla madre terrena si deve amore, riยญspetto, ubbidienza; alla Madre celeste si deve ancora di piรน! Per quanto si faccia verso la Madonna, non si fa mai troppo. Conviene perciรฒ moltiplicare gli atti di ossequio e di amore verso la Regina del Cielo, sia perchรฉ ne รจ degna, sia perchรฉ abbiamo bisogno della sua continua proยญtezione.

Fonte
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[Brano tratto da “Vera devozione a Maria”, di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

Riscoprire il senso del sacrificio

1.ย La parola sacrificio vuol dire letteralmente โ€˜sacrum facereโ€™, rendere sacro qualcosa o qualcuno, offrendolo alla divinitร . รˆ da osservare che lโ€™idea e la pratica del sacrificio si incontra nelle varie religioni, nellโ€™Induismo, nel Buddismo Zen, nellโ€™Islam e nelle cosiddette religioni naturali, seppure con accentuazioni e sfumature diverse. Si puรฒ dire che il sacrificio fa parte della storia dellโ€™umanitร , a cominciare da Caino e Abele (cfr.ย Genย 4,3-4), tanto che, secondo alcuni studiosi, le societร  sono fondate sul sacrificio. Da rilevare, inoltre, che i riti sacrificali rivestivano un carattere istituzionale-pubblico. I cristiani che rifiutavano di sacrificare agli dei, nellโ€™Impero romano, erano condannati a morte.
Il sacrificio viene inteso, solitamente, come โ€œimmolazione di una vittimaโ€, e questo ha a che vedere con la vita e con la morte. Lo scopo del sacrificio รจ, essenzialmente, la comunicazione con il Sacro, con la Divinitร  per adorarla e ottenere i suoi benefici.
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2.ย Nellโ€™Antico Testamentoย il sacrificio, collegato con il sacerdozio e il tempio, assume una notevole importanza, ed รจ regolato da una legislazione del culto sacrificale contenuta, specialmente, nei libri del Levitico e Numeri. I sacrifici sono di tipo diverso. Lโ€™โ€œolocaustoโ€ si ha quando la vittima รจ bruciata totalmente, per cui tutto รจ offerto a Dio. Il sacrificio di โ€œcomunioneโ€ รจ lโ€™offerta di lode, di devozione, di compimento di un voto a Dio. Vi รจ, poi, il sacrificio di โ€œespiazioneโ€ per i peccati.
รˆ da notare che, agli inizi dellโ€™umanitร , secondo la Bibbia, vigeva un regime vegetariano e il sacrificio consisteva in unโ€™offerta di vegetali. Il passaggio ai sacrifici cruenti di animali viene interpretato dal fatto che lโ€™umanitร  post-diluviana non era guarita dalla violenza, per cui lโ€™abbattimento di animali le viene consentito, ma con la proibizione di consumo del sangue.
La Bibbia conosce la pratica dei sacrifici umani (cfr.ย Salย 106,37s.), ma essa รจ severamente proibita come pratica idolatrica. รˆ questo il senso del โ€œsacrificio di Abramoโ€ (cfr.ย Genย 22,1-13): al posto del figlio Isacco, in obbedienza a Dio, egli sacrifica un ariete.
Dio, per mezzo di Mosรจ, prescrive al popolo di Israele:
ยซQuando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare per il fuoco il suo figlio o la sua figliaยป (Dtย 18,9s.).
Importanza tutta particolare รจ ilย sacrificio pasqualeย dellโ€™agnello immolato, per mezzo del quale il popolo di Israele รจ stato liberato dalla schiavitรน, ha fatto lโ€™alleanza con Dio ed รจ entrato nella Terra promessa. In questo sacrificio cโ€™รจ lโ€™unione del rito cruento (agnello immolato) e dellโ€™offerta vegetale (pane e vino). Esso รจ un โ€˜memorialeโ€™ da essere celebrato ogni anno.
Nello stesso tempo, i Profeti hanno elaborato unaย interpretazione personalizzataย e spiritualeย del sacrificio mettendo in luce quello che dovevaย essere il suo valore profondo di obbedienza a Dio e di amore al prossimo. Samuele dice a Saul:
ยซIlย Signoregradisceforsegliolocaustiย e i sacrifici quanto l’obbedienza alla voce delย Signore? Ecco, obbedire รจ meglio del sacrificioยป (1Samย 15,22).
Il profeta Osea, con la stessa ispirazione, enuncia questa intenzione di Dio che sarร  riproposta da Gesรน stesso:
ยซVoglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio piรน degli olocaustiยป (Osย 6,6; cfr.ย Mtย 9,13; 12,7).
Osea propone, anche, il โ€œsacrificio di lodeโ€:
ยซPreparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: โ€œTogli ogni iniquitร , accetta ciรฒ che รจ bene: non offerta di tori immolati, ma la lode delle nostre labbraโ€ยป (Osย 14,3).
Questo senso del sacrificio viene espresso nei salmi:
ยซLa mia preghiera stia davanti a te come incenso, le mie mani alzate come sacrificio della seraยป (Salย 141,2).
In questa stessa linea, รจ sacrificio davanti a Dio โ€œil cuore contritoโ€ nella confessione dei propri peccati:
ยซTu non gradisci il sacrificio; se offro olocausti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito รจ sacrificio a Dio; un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezziยป (Salย 51,18-19).
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3. Il sacrificio di Cristo e dellโ€™Eucaristia
รˆ familiare al cristiano la figura di Gesรน che sulla croce offre la sua vita come un sacrificio di redenzione. รˆ lโ€™โ€œAgnello immolatoโ€ della Pasqua che porta a compimento e sostituisce la figura dellโ€™agnello dellโ€™antica alleanza. Viene crocifisso nellโ€™ora in cui, nel tempio di Gerusalemme, si offrivano i sacrifici. Occorre che comprendiamo bene il senso genuino del sacrificio di Cristo sulla croce, che ha posto fine a tutti gli altri sacrifici.
Il sacrificio di Cristo consiste, essenzialmente e primariamente, nellโ€™offerta di se stessoย e della sua vita in obbedienza e amore a Dio Padre e a noi per la nostra salvezza. Con lโ€™oblazione di se stesso, Gesรน opera il passaggio dal sacrificio di cose esteriori a unโ€™oblazione di sรฉ esistenziale, che prende il centro della vita per donarlo a Dio e ai fratelli. Il sacrificio di Cristo รจ il dono totale di sรฉ, della sua persona fino alla morte, dono ispirato da un amore senza misura, che va ยซfino allโ€™estremoยป (Gvย 13,1).
In conseguenza della sua obbedienza a Dio e del suo amore, della sua solidarietร  con noi peccatori, Cristo ha subรฌto e accettato la croce. Quindi, Cristo non ha scelto la sofferenza e la croce, โ€“ nel Getsemani ha pregato il Padre di allontanargli questo calice (cfr.ย Mtย 26,39) โ€“ ma lโ€™ha accettata come espressione di obbedienza e di amore. Il sacrificio di Cristo sulla croce, che ripara il rifiuto di Adamo e stabilisce la piena comunione con Dio e tra gli uomini, รจ avvenuto una volta per tutte e per tutti. Non ha senso che sia ripetuto. Il sacrificio della Santa Messa non รจ la ripetizione, ma la ripresentazione nel tempo e nello spazio, dellโ€™unico sacrificio di Cristo.
Nella celebrazione dellโ€™Eucaristia, che rende presente e attuale lโ€™immolazione di Cristo sulla croce, la parola sacrificio ritorna con frequenza riferita a Cristo ma, anche, ai partecipanti:
ยซQuesto รจ il mio corpo offerto in sacrificio per voi.
โ€ฆ Questo รจ il mio sangue versato per voiยป.
E dopo la consacrazione, il celebrante prega:
ยซEgli faccia di noi un sacrificio perenne a Te graditoยป.
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4. Il culto della vita: amore, obbedienza, caritร , preghiera.
In virtรน dei sacramenti dellโ€™Iniziazione cristiana e, soprattutto, partecipando allโ€™Eucarestia, riceviamo la grazia di far passare nel nostro vissuto esistenziale lโ€™atteggiamento di donazione di Gesรน Cristo.
Le indicazioni del Nuovo Testamento vanno nella direzione, giร  indicata dai profeti, di unaย interiorizzazioneย del senso essenziale del sacrificio, da tradursi in atteggiamenti vitali verso Dio e verso il prossimo. Viene, quindi, proposto di rendere la vita una espressione liturgica, laย liturgia della vita. Qui si vede una re-interpretazione della separazione tra sacro e profano. San Pietro cosรฌ si esprime:
ยซQuali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesรน Cristoยป (1Ptย 2,5).
Sacrificio spirituale รจ laย preghiera, โ€œsacrificio di lodeโ€.
San Paolo propone analogamente un โ€œculto spiritualeโ€ consistente nel โ€œsacrificio viventeโ€ che รจ lโ€™offerta del proprio vissuto espresso dalย corpo.
ยซVi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo eย graditoย a Dio; รจ questo il vostroย cultospiritualeยป (Rmย 12,1).
Parte integrante del โ€œsacrificio spiritualeโ€ รจ lโ€™esercizio dellaย caritร .
รˆ interessante, in questa ottica, rilevare come san Paolo qualifichi la colletta delle comunitร  cristiane greche, a favore della Chiesa di Gerusalemme, come โ€œattivitร  liturgicaโ€, come โ€˜Eucaristiaโ€™ (cfr. 2Corย 9,12).
Similmente egli denomina come โ€˜azione liturgicaโ€™ lโ€™assistenza che gli ha prestato Epafrodito (cfr.ย Filย 2,25. Per significare lโ€™assistenza si usa il termine โ€œleiturgonโ€).
Santโ€™Agostino, in riferimento polemico con i sacrifici pagani, ha espresso con la sua acutezza il senso cristiano del sacrificio.
ยซVero sacrificioย โ€“ scrive โ€“ย รจ ogni azione compiuta per unirsi a Dio in santa comunione, ossia riferita a quel sommo bene che ci puรฒ rendere veramente beatiยป (cfr.ย De civitate Dei, LX,6).
รˆ lโ€™uomo stesso, in quanto vive consacrato a Dio, ad essere un sacrificio vivente. Riferendosi al testo diย Rmย 12,1, che abbiamo citato, Agostino scrive che รจ un sacrificio laย temperanzaย con cui trattiamo il nostro corpo. Sacrificio รจ soprattutto lโ€™amore. Ancor piรน ยซla stessa anima diviene un sacrificio quando si rivolge a Dio per essere accesa dal fuoco del suo amoreยป (Ivi).
Con grande profonditร , poi, Agostino considera come vero sacrificio le ยซopere di misericordia, sia verso noi stessi sia verso il prossimo, fatte in riferimento a Dioยป (Ivi). Ne consegue โ€“ egli scrive โ€“ che ยซtutta la cittร  redenta, cioรจ lโ€™assemblea e la societร  dei Santi, viene offerta a Dio come sacrificio universaleยป (Ivi).
Agostino esprime qui la grandiosa visione del โ€œCristo totaleโ€ che unisce Capo e membra in un unico corpo e rende, quindi, i cristiani partecipi dello stesso sacrificio di Cristo: ยซQuesto รจ il sacrificio dei cristianiยป (Ivi).
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5. Educare allo spirito del sacrificio
Sulla base delle considerazioni che abbiamo espresso, รจ possibile e importante recuperare il senso e il valore del sacrificio, anche se non รจ facile cambiare mentalitร . Anche noi cristiani non sempre lโ€™abbiamo compreso e proposto nel suo genuino significato. Notiamo, anzitutto, che lโ€™evoluzione socio-culturale ha condotto, con il processo di secolarizzazione, a una visione della vita di tipo โ€œprofanoโ€ che astrae dalla religione e dal sacro. In questa ottica, il sacrificio, nel senso religioso sacrale, non appare piรน significante. Nella concezione secolarizzata il termine viene assunto come impegno e rinuncia a qualcosa e, persino, alla vita stessa per una โ€œnobile causaโ€: la Patria, lo Stato, per ottenere uno status sociale etc. Quanto alla concezione cristiana del sacrificio, come sโ€™รจ detto, essa lo ha interpretato in chiave personalistica spirituale ed etica, ma in riferimento, anzitutto, a Dio.
Il sacrificio, interpretato alla luce dei profeti e di Gesรน, significa, essenzialmente, lโ€™offerta, il dono di se stessi, della propria persona a Dio e al prossimo. Possiamo dire che รจ lโ€™applicazione del 1ยฐ comandamento: ยซIo sono il Signore tuo Dio, [โ€ฆ]ย non avrai altri dei di fronte a meยป (Esย 20,2s.;ย Dtย 5,6s.), oppure, come lโ€™esprime il Vangelo: ยซ..adorare il Padre in spirito e veritร ยป (Gvย 4,23).
Dare il primato a Dio significa riconoscere la Sorgente della vita e dei valori, rende liberi dalla schiavitรน degli idoli, che sono falsi assoluti, infonde luce di sapienza per valutare rettamente la realtร .
Il senso genuino, lโ€™ispirazione e lโ€™anima del sacrificio รจ lโ€™amore, il dono di sรฉ che, in un mondo caratterizzato dalla menzogna, dallโ€™egoismo, dalla violenza, comporta rinuncia e sofferenze, anche dolorose.
Il cristianesimo propone una concezione della persona che si realizza pienamente nel dono di sรฉ (cfr.ย Concilio Vaticano II,ย GS, 24), sacrifica se stessa per gli altri, non sacrifica gli altri per il proprio benessere. Una conseguente affermazione della fede cristiana, consona alla veritร  che ยซDio รจ amoreยป (1Gvย 4,8), รจ che ยซla legge fondamentale della umana perfezione, e perciรฒ anche della trasformazione del mondo, รจ il nuovo comandamento dellโ€™amoreยป (GS, 38).
Il Papa Benedetto XVI, nellโ€™Enciclica โ€œCaritas in veritateโ€, ha proposto, nella sfera economica e dello sviluppo, il significato e il valore del dono valorizzando la categoria della fraternitร .
Queste considerazioni portano a chiedersi: in che cosa consiste il vero progresso sociale? Puรฒ essere computato solo in termini di Pil, di economia e di tecnologia? La nostra societร  ha realmente progredito, in termini di valori, in questi anni?
Questa considerazione porta, anche, ad interrogarsi sul tema educativo che, oggi, attraversa una fase critica, al punto che i Vescovi italiani hanno proposto un decennio (2010-2020) per affrontare lโ€™esigenza educativa. Come educare o ri-educare allo spirito di sacrificio?
รˆ chiaro che, se sacrificio viene inteso primariamente o solo come rinuncia-privazione, appare una proposta non percorribile.
Il problema รจ quello di unโ€™antropologia, esplicita o implicita, secondo cui il movente ultimo della realtร  sarebbe il principio del piacere, inteso in senso riduttivo psico-fisico, avulso dalla dimensione spirituale, relazionale e comunitaria della persona. Giร  santโ€™Agostino aveva compreso che noi, nel nostro agire, siamo determinati, piรน che dalle idee, da quello che ci procura diletto; ma egli intendeva il diletto in senso integrale, quello, cioรจ, che dร  un senso di realizzazione piena allโ€™esistenza.
In realtร , quello che procura diletto รจ la percezione che ciรฒ che scegliamo e facciamo, anche se faticoso, ha un senso. La crisi piรน grave, personale e sociale, che affligge la persona, รจ ilย vuoto interiore, lโ€™oscuramento e lo smarrimento del senso della vita; รจ questa laย frustrazioneย piรน deleteria che si manifesta, anche, in una malattia diffusa: la depressione.
Ad essere frustrate vuote e depresse non sono le persone che si sacrificano per lโ€™amore di Dio e per gli altri spinti da un ideale di servizio, ma quanti, pur avendo ricchezze e piaceri, non hanno uno scopo per cui vivere e donare se stessi.
Il nocciolo del problema educativo sta qui. Il resto appartiene ai metodi e alla didattica.
La nostra societร , veneta in particolare, che ha sperimentato nellโ€™ultimo ventennio una โ€œgrande trasformazioneโ€ (cfr. D. Marini,ย La grande trasformazione,ย Padova, 2012) in aspetti fondamentali, non solo demografici e di stili di vita ma, anche, di visione e di senso della vita, appare, oggi, piuttosto incerta e smarrita. Certamente il vivere รจ diventato piรน complesso e faticoso. La visione secolarizzata della vita si rivela insufficiente e incapace di rispondere ai desideri piรน profondi della persona e al senso pieno della vita. Per questo, la domanda di senso e di spiritualitร  รจ diventata una esigenza piรน acuta.
In questa situazione, le comunitร  cristiane sono chiamate e sfidate a proporre e a testimoniare esperienze di โ€œvita nuova secondo lo Spiritoโ€, in una rinnovata evangelizzazione.
La crisi economica incombente rappresenta una prova molto seria. Il governo attuale persegue lโ€™obiettivo dellโ€™equitร . E, in veritร , รจ necessario correggere situazioni di grave sperequazione e ingiustizie sociali, di ricchezze nascoste, di favoritismi, di evasioni fiscali. In questo caso, non si tratta tanto di โ€˜sacrificiโ€™, quanto, piuttosto, di giustizia e di giusta riparazione. Dovrebbe essere chiaro che attivitร  economica ed etica non sono separabili.
Una questione molto seria si pone riguardo allโ€™obiettivo della crescita. La crescita economica non dovrebbe essere disgiunta dalla crescita di autentici valori che ispirano una โ€œvita buonaโ€.
Abbiamo visto che la storia registra il fatto di sacrifici umani offerti agli idoli; e questo fa pensare allโ€™uomo moderno di aver superato questa fase di sacro selvaggio dellโ€™umanitร .
Ma รจ proprio cosรฌ? A ben considerare non si compiono forse, oggi, dei sacrifici di vittime umane a qualche idolo? Pensiamo allโ€™idolo della razza e allโ€™antisemitismo che hanno indotto genocidi, pulizia etnica e Shoa, pensiamo al terrorismo e alla violenza perpetuata in nome di una falsa concezione di Dio o di interessi politici, economici, etc.
Pensiamo, anche, allโ€™aborto volontario. Non รจ, forse, una vita umana innocente sacrificata allโ€™idolo dellโ€™egoismo, del benessere e del tornaconto personale?
Qui si pone una questione di enorme rilevanza. Se accettiamo il male giustificandolo con argomenti che riteniamo ragionevoli, si pone la domanda: ci puรฒ mai essere vero progresso dellโ€™umanitร ? E se al male non cโ€™รจ soluzione, non รจ questa una visione di radicale pessimismo? A questi inquietanti interrogativi รจ proprio il Sacrificio di Cristo sulla Croce che dร  la risposta, sacrificio che ha conseguito la Risurrezione.
Gesรน Cristo, accettando di essere immolato sulla Croce come vittima innocente, sarร  sempre dalla parte delle vittime della menzogna, della violenza, dellโ€™ingiustizia, capace di ridare quella vita che รจ stata loro tolta.
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6. Attingere dallโ€™Eucaristia, dalla purificazione del cuore e dalla preghiera lo spirito del sacrificio
La Quaresima รจ il tempo propizio e di grazia, offerto da Dio, per ritrovare le sorgenti piรน rinnovatrici della nostra vita. รˆ lโ€™invito, anzitutto, a riscoprire la grandezza del Sacrificio di Cristo, che รจ il suo infinito amore misericordioso per noi peccatori. Il sacrificio di Cristo lo incontriamo vivo e attuale nellโ€™Eucaristia.
Prendervi parte con una fede viva vuol dire ricevere da questa inesauribile sorgente divina la capacitร  di vivere lo spirito del sacrificio, di fare, cioรจ, della nostra vita e della nostra attivitร  un dono che non puรฒ essere distrutto dalla morte e, neppure, dalla violenza e dallโ€™ingiustizia, perchรฉ il Crocifisso, apparentemente sconfitto, รจ Risorto ed รจ, dunque, il vero Vincitore.
Nella celebrazione dellโ€™Eucaristia viene assunto e offerto a Dio ilย lavoro. Nel pane e nel vino il celebrante presenta a Dio il โ€œfrutto della terra e del lavoro dellโ€™uomoโ€. Ecco il senso grande del lavoro: ยซnel lavoro umano il cristiano ritrova una piccola parte della croce di Cristo e lโ€™accetta nello stesso spirito di redenzione nel quale Cristo ha accettato per noi la croceยป (Giovanni Paolo II, Enciclicaย Laborem exercens, 27). Partecipando allโ€™Eucaristia preghiamo, anche, perchรฉ tutti possano avere un lavoro onesto e dignitoso.
Cโ€™รจ un altro aspetto del โ€œsacrificio eucaristicoโ€ che รจ importante considerare e interiorizzare.
Allโ€™offerta del pane e del vino, collocata sullโ€™altare affinchรฉ divenganoย corpo di Cristo, la Chiesa chiede che si uniscano leย offerte per i poveri, che rappresentano anchโ€™essi il corpo di Cristo e sono da collocare nel cuore della Chiesa, custoditi e venerati con la caritร . รˆ importante far comprendere e vivere questo atteggiamento, come scrive Benedetto XVI: ยซLa frazione del pane eucaristico deve proseguire nello โ€œspezzare il paneโ€ della vita quotidiana, nella disponibilitร  a condividere quanto si possiede, a donare e cosรฌ vivere. รˆ semplicemente lโ€™amore in tutta la sua immensitร  che si manifesta in questo gesto, e con esso il nuovo concetto cristiano di culto e di cura per il prossimoยป (Prefazione al libro diJ.P. Cordes,Lโ€™aiuto non cade dal Cielo, Cantagalli, 2012).
In questa prospettiva raccomando le proposte della โ€œQuaresima di fraternitร โ€ della Diocesi.
รˆ un vero peccato che la Domenica, Giorno del Signore, sia ormai praticamente considerata giorno di mercato, al pari degli altri. La ritengo una scelta profondamente sbagliata, non un guadagno ma una perdita non solo per la fede cristiana ma, anche, per dare senso alla vita e allโ€™attivitร  umana. Ritengo, inoltre, ingiusto che si privino tante persone del loro diritto di santificare la domenica partecipando alla Santa Messa e godendo della gioia delle relazioni familiari. Considero contraddittorio difendere il crocifisso come oggetto ma non il Crocifisso Risorto dellโ€™Eucaristia domenicale; la Realtร  vale infinitamente piรน del segno.
In questa Quaresima cโ€™รจ un sacrificio che tutti siamo chiamati a compiere: รจ il sacrificio del ยซcuore contrito e umiliatoยป (Salย 51,19) per i nostri peccati. Questo รจ davvero sacrificio gradito a Dio.
La Sacra Scrittura considera la โ€œdurezza del cuoreโ€ come particolarmente grave, in quanto denota insensibilitร  e indifferenza verso Dio e verso il prossimo. Ascoltiamo la voce di Dio che ci chiama alla conversione in questo tempo di Quaresima. Lo fa con i richiami della sua Parola, lo fa, anche, con quel senso di tristezza, di vuoto e di frustrazione che proviamo nel nostro intimo quando la nostra vita non รจ orientata a Dio e non lo accogliamo. รˆ un richiamo alla conversione di modelli e stili di vita anche lโ€™attuale crisi. Incoraggio, inoltre, a riscoprire il senso profondo del digiuno per liberare la nostra vita da tante cose inutili e vane che ci appesantiscono.
E poi vorrei esortare a offrire a Dio il โ€œsacrificio della lodeโ€, della preghiera.
Dio non ne ha bisogno, ma gradisce la preghiera per riversare sulla nostra vita il suo amore, la sua luce, la sua forza divina.
Cerchiamo, in questa Quaresima, di dedicare piรน tempo a rientrare in noi stessi e a riscoprire la sorgente viva della preghiera.
La Quaresima รจ un cammino di fede che conduce, sulle orme di Cristo, alla Pasqua di Risurrezione. Intraprendiamola con fiducia e ne trarremo un rinnovato senso di vita e di speranza.
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Antonio Mattiazzo Vescovo di Padova – Fonte
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LA SALVEZZA ATTRAVERSO IL SACRIFICIO

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Cristo salva tutti gli uomini attraverso il dono di se stesso, attraverso il sacrificio di sรฉ sulla croce. Ciรฒ รจ attestato numerose volte nel Nuovo Testamento. Leggiamo alcune pericopi:ย “Cristo ha dato se stesso per tutti”ย (2 Cor 5, 15; cfr. Eb 2, 9); Cristo ha dato se stessoย “in riscatto per tutti”ย (1 Tm 2, 6; cfr. 2 Pt 2, 1); Cristo ha annullato il peccato con il sacrificio di se stesso (Eb 9, 26) ed รจย “vittima di espiazione per i nostri peccati”ย (1 Gv 2, 2; cfr. 1 Gv 4, 10); il sangue di Cristoย “รจ versato per noi”ย (Lc 22, 20), ci giustifica (Rm 5, 9), ci libera (1 Pt 1, 18), ci libera dai peccati (Ap 1, 15), ci purifica da ogni peccato (1 Gv 1, 7); dalle piaghe di Cristo siamo stati guariti (1 Pt 2, 25; cfr. Is 53, 5). La nostra salvezza รจ dunque legata al sacrificio di Cristo, alla sua sofferenza.

Ma vi sono altri luoghi biblici in cui la salvezza viene collegata alle nostre sofferenze, al nostro sacrificio. Leggiamo negli Atti degli Apostoli cheย “รจ necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio”ย (At 14, 22). Nella Lettera ai Romani san Paolo afferma che dobbiamo offrire i nostri corpi come sacrificio vivente (Rm 12, 1); e nella seconda Lettera ai Corinzi, che siamo tribolati per la salvezza (2 Cor 1, 6; cfr. 2 Cor 4, 17). La Lettera di Giacomo ci dice che quelli che sopportano sono beati (Gc 5, 11). E la prima Lettera di Pietro che sopportare la sofferenza รจ gradito a Dio (1 Pt 2, 20).

In altri passi ancora viene fatto un collegamento tra il nostro sacrificio e il sacrificio di Cristo, tra le nostre sofferenze e le sofferenze di Cristo. Vi sono intanto quei passi in cui si afferma che occorre seguire Cristo e che per farlo occorreย “prendere la croce”ย (Mt 10, 38; 16, 24; Mc 8, 34; Lc 9, 23) e rinnegare se stessi (Mt 16, 24; Mc 8, 34; Lc 9, 23). Vi รจ poi un passo della prima Lettera di Pietro che ci invita a rallegrarci di partecipare alle sofferenze di Cristo (1 Pt 4, 13). Ma รจ nel corpus paolino che si trovano i due passi, di importanza centrale, che collegano le nostre sofferenze alle sofferenze di Cristo, in vista della salvezza. Nella Lettera ai Romani san Paolo afferma che siamoย “coeredi di Cristo, dal momento che soffriamo insieme con lui, per essere con lui glorificati”ย (Rm 8, 17). รˆ attestato che soffriamo “insieme con lui”, per essere nella gloria “con lui”; cioรจ, che siamo salvati con Cristo perchรฉ soffriamo con Cristo. Nella Lettera ai Filippesi san Paolo sostiene che la conoscenza di Cristo significa per luiย “partecipazione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, con la speranza di giungere, in qualche modo, alla risurrezione dai morti”ย (Fil 3, 10-11). La “partecipazione” alle sofferenze di Cristo ci rende “conformi alla sua morte”, facendoci sperare nella risurrezione. Ci viene attestato, cioรจ, che, come Cristo ha sofferto ed รจ risorto, anche noi, soffrendo, risorgeremo.

Che la salvezza sia legata alla sofferenza e al sacrificio di Cristo, ma anche degli uomini, รจ attestato anche dal Magistero cattolico, il cui insegnamento in proposito si puรฒ riassumere in alcuni passi della Lettera apostolica di Giovanni Paolo IIย Salvifici Dolorisย (1984): “Cristo dร  la risposta allโ€™interrogativo sulla sofferenza e sul senso della sofferenza [โ€ฆ] prima di tutto con la propria sofferenza” (n. 18); Cristo compie lโ€™opera della salvezza “per mezzo della sua Croce” (n. 16); “ognuno [โ€ฆ] รจ chiamato a partecipare a quella sofferenza, per mezzo della quale ogni umana sofferenza รจ stata anche redenta” (n. 19); “quanti partecipano alle sofferenze di Cristo diventano degni [del Regno di Dio]” (n. 21). Laย Salvifici Doloris, inoltre, pone una spiegazione del perchรฉ vi รจ un legame salvifico tra la sofferenza degli uomini e la sofferenza di Cristo: “ogni umana sofferenza, in forza dellโ€™unione nellโ€™amore con Cristo, completa la sofferenza di Cristo” (n. 26); “nella sofferenza si nasconde una particolare forza che avvicina interiormente lโ€™uomo a Cristo, una particolare grazia” (n. 26). Mi sembra chiaro, tra lโ€™altro, come questa “particolare grazia” non possa essere riservata solo ai cristiani, dato che tutti gli uomini, di ogni tempo, luogo, cultura e religione, sperimentano nella loro vita la sofferenza. La Lettera apostolica sottolinea, infine, e la ritengo una attestazione fondamentale e centrale del Magistero cattolico, che Cristo ha legato la sofferenza allโ€™amore, che dalla sofferenza nasce lโ€™amore che ci salva e non cโ€™รจ amore senza sofferenza e sacrificio: con la passione di Cristo lโ€™umana sofferenza “รจ entrata in una dimensione completamente nuova e in un nuovo ordine: รจ stata legata allโ€™amore” (n. 18); “la sofferenza รจ presente nel mondo per sprigionare amore, per far nascere opere di amore verso il prossimo, per trasformare tutta la civiltร  umana nella “civiltร  dellโ€™amore”. In questo amore il significato salvifico della sofferenza si realizza fino in fondo e raggiunge la sua dimensione definitiva” (n. 30).

Sulla base di questi dati biblici e magisteriali, credo si possa fare una riflessione sulla salvezza attraverso il sacrificio, che arrivi a mostrare una convergenza della posizione cattolica con quella delle altre confessioni cristiane e delle altre religioni.

Nella passione e morte di Cristo non รจ lโ€™uomo che sacrifica una vittima a Dio, ma รจ Dio che, fattosi uomo, sacrifica se stesso (cfr. Gv 1, 29; Rm 8, 32). Questo autosacrificio di Dio ci dice che Dio non vuole il sangue della vittima sacrificale offerta dallโ€™uomo, ma vuole salvare lโ€™uomo attraverso lโ€™amore. Poichรฉ lโ€™amore passa attraverso il sacrificio di sรฉ, e non puรฒ esserci amore senza sacrificio di sรฉ, e poichรฉ Dio รจ amore (1 Gv 4, 8), non poteva non sacrificare se stesso. Quando anche lโ€™uomo sacrifica se stesso, anche lโ€™uomo diventa amore, e partecipa alla vita di Dio, entra in Dio:ย “chi sta nellโ€™amore dimora in Dio”ย (1 Gv 4, 16); cioรจ, si salva. Il testo che conferma questa convinzione รจ Rm 3, 25-26:ย “Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue, al fine di manifestare la sua giustizia”. La fede che giustifica รจ quella in Cristo “strumento di espiazione”; รจ la fede nella salvezza che passa attraverso il sacrificio. Ed รจ il sacrificio di Cristo che giustifica; quindi lโ€™amore. Quindi anche lโ€™amore degli uomini e le loro opere; perchรฉ lโ€™amore degli uomini viene da Dio, รจ lo stesso amore di Dio:ย “lโ€™amore di Dio รจ stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci รจ stato dato”ย (Rm 5, 5). Lโ€™uomo che agisce guidato da questo amore agisce come Dio; cioรจ, sacrifica se stesso. E perciรฒ si salva. La salvezza, allora, avviene per lโ€™amore di Dio divenuto amore degli uomini; avviene attraverso il sacrificio di Dio divenuto sacrificio degli uomini.

Credo sia questo anche il senso di unโ€™affermazione della costituzione dogmatica del Concilio Vaticano IIย Gaudium et Spesย (1965): lโ€™uomo non puรฒ “ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sรฉ” (n. 24). E credo sia proprio questo dono di sรฉ che manca dove manca lโ€™uomo ritrovato, cioรจ nelle troppe occasioni e nei troppi luoghi della storia in cui non manca qualcuna delle cose di cui egli รจ capace.

Ma anche lโ€™uomo incapace di sacrificare se stesso puรฒ salvarsi. Perchรฉ puรฒ riconoscerlo, puรฒ riconoscersi debole e peccatore. Allora interviene per lui il sacrificio di Cristo a salvarlo (2 Cor 12, 9). รˆ la dinamica del perdono e della misericordia divina. La salvezza viene sempre da Dio; lโ€™uomo la accoglie. Nel caso in cui lโ€™uomo sia capace di sacrificare se stesso, questa capacitร , che lo salva, gli viene dallo Spirito Santo donatogli da Dio. Nel caso in cui lโ€™uomo riconosca la sua incapacitร  al sacrificio e il suo peccato, egli di fatto riconosce che la sua vita รจ un sacrificio, che รจ stato sacrificato nella debolezza umana. E questo riconoscimento lo unisce al sacrificio di Cristo; e perciรฒ lo salva. Perchรฉ il sacrificio che lui riconosce รจ quello compiuto da Cristo, Dio-uomo che non ha risparmiato se stesso. Il peccatore pentito, cioรจ, di fatto riconosce Cristo, anche se non crede in Cristo, o lo nega, o non ne ha mai sentito parlare. Quindi ha fede. Non solo, ma chi crede, in ogni religione e in ogni tempo, riconosce la sua debolezza; si riconosce, cioรจ, come incapace di salvarsi da sรฉ e bisognoso di una salvezza che non viene da lui. Poichรฉ tale salvezza viene da Cristo, chi crede di fatto riconosce Cristo, anche se non crede in Cristo, o lo nega, o non ne ha mai ascoltato il messaggio. Ecco perchรฉย “lโ€™uomo รจ giustificato per la fede”ย (Rm 3, 28). E perchรฉ la salvezza non รจ opera dellโ€™uomo, ma di Dio.

Ed ecco perchรฉ il Magistero cattolico afferma che con lโ€™eucaristia ci uniamo a Cristo “mediante lโ€™atto redentore del suo sacrificio” (RH n. 80) e nella Dichiarazione congiunta fra cattolici e luterani tedeschi stilata nel 1984ย 1ย si dice che lโ€™eucaristia offre a Dio solo il sacrificio di Cristo avvenuto una volta per sempre sulla croce.

Del resto, il sacrificio di sรฉ, il riconoscimento della propria debolezza e il pentimento hanno una dinamica simile e conducono a un risultato simile. Il sacrificio di sรฉ significa sacrificio del proprio orgoglio e della propria pretesa di forza e di potenza, che รจ poi il peccato originale:ย “Sarete simili a Dio”ย (Gn 3, 5). Cosรฌ anche il riconoscimento della propria debolezza significa sacrificio della propria pretesa di forza e potenza. Ecco perchรฉ agli occhi di Dio il peccatore pentito รจ gradito come il giusto, ed entrambi sono salvati. Questa salvezza passa attraverso il sacrificio di sรฉ ed รจ opera di Dio. Ritengo che questa concezione non crei nessuna contraddizione tra la visione cattolica e quella protestante della salvezza.

Il senso profondo della croce รจ allora la salvezza di chi pecca e si riconosce peccatore e di chi crede, di ogni tempo, luogo, cultura e religione. Tale senso nasce anche da una lettura integrata della passione nei Sinottici. Cristo sulla croce ha sperimentato veramente lโ€™abbandono del Padre (Mt 27, 46; Mc 15, 34). Poichรฉ ha sacrificato la propria onnipotenza, il suo sacrificio รจ stato vero e reale; non รจ stata una finta o una messa in scena. Ma pur avendo sperimentato tale abbandono, non ha perso la fiducia nel Padre, al quale consegna lo Spirito (Lc 23, 46) e che salverร  il peccatore che si รจ riconosciuto tale (Lc 23, 40-43). Il sacrificio di Cristo รจ stato necessario perchรฉ gli uomini non sono perfetti e non sono capaci del sacrificio di sรฉ. Cristo si รจ sacrificato per tutti quelli che riconoscono la propria debolezza e la propria incapacitร  di sacrificarsi, e tra questi vi sono uomini di ogni tempo, luogo e religione.

A questa si puรฒ aggiungere unโ€™altra riflessione. Se la salvezza ci รจ data da Dio solo per il sacrificio e i meriti di Cristo, perchรฉ non รจ data a tutti indistintamente gli uomini? Perchรฉ qualcuno non si salva? Perchรฉ cโ€™รจ lโ€™Inferno? Occorre ritenere che la salvezza ci รจ data non solo “per” Cristo, ma anche “in” Cristo (cfr. At 4, 2; Rm 6, 23; 1 Cor 15, 22; 2 Tm 1, 9; 2, 10; 1 Gv 5, 11). Egli ci ha detto:ย “Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”ย (Mt 16, 24; cfr. Mc 8, 34; Lc 9, 23). E ancora:ย “Chi vorrร  salvare la sua vita, la perderร ; ma chi perderร  la sua vita per amor mio la troverร ”ย (Mt 16, 25; cfr. Mc 8, 35; Lc 9, 24). La salvezza passa anche attraverso il proprio sacrificio, perchรฉ se uno non rinnega se stesso di fatto non aderisce pienamente alla volontร  di Dio, cioรจ alla realtร  come ci รจ stata data, che รจ diversa da quella che vorremmo, da quella che il nostro io desidererebbe. E quando aderisce alla volontร  di Dio pienamente, uno prende la sua croce, perchรฉ accetta il proprio corpo con i suoi limiti, la propria debolezza umana, la propria sofferenza.

La salvezza passa anche attraverso il proprio sacrificio per un altro motivo, collegato al precedente: la necessitร  della propria conformitร  a Cristo. Si salvano quelli che sono conformi a Cristo (cfr. Gv 13, 15; Rm 8, 29; Fil 3, 10-11), quelli che seguono la via seguita da Cristo: debolezza, sofferenza, morte, risurrezione.

Per questa conformitร  a Cristo non รจ necessaria una fede esplicita. Quelli che si salvano senza credere in Cristo, seguendo la voce della loro coscienza e compiendo il bene attraverso un sacrificio, aderiscono alla volontร  di Dio, che รจ quella che tutti siano salvati per Cristo e “in Cristo”. Del resto, lo stesso Gesรน ha detto:ย “Non chiunque mi dice Signore, Signore entrerร  nel regno dei cieli, ma chi fa la volontร  del Padre mio”ย (Mt 7, 21). E lโ€™enciclicaย Redemptor Hominis di Giovanni Paolo II afferma che “Cristo si รจ unito in certo modo ad ogni uomo” (n. 13). Dio non pretende che gli uomini si salvino aderendo esplicitamente alla Chiesa fondata da Cristo, ma seguendo la via seguita da Cristo e compiendo la sua volontร . Fonte.

Alcune apparizioni Mariane dove si parla dell’importanza del sacrificarsi per i peccatori

Lโ€™offerta di sacrifici

“Offrite… sacrifici a Gesรน, affinchรฉ si realizzi tutto come Lui ha programmato, cosicchรฉ satana non possa fare nulla”.ย 

(9 gennaio 1986, messaggio della Madonna aย Medjugorje)

La Madonna a Medjugorje ha detto: “Testimoniate con la vostra vita e sacrificate le vostre vite per la salvezza del mondo. Io sono con voi e vi ringrazio. Poi nel cielo riceverete dal Padre la ricompensa che vi ha promesso”.ย 

(25 febbraio 1988, messaggio della Madonna aย Medjugorje)

“Fate riparazione, piccoli Miei; molti di voi non fanno il minimo sacrificio. Fateli, offrite piccoli e grandi sacrifici a Dio”.ย (23 gennaio 1996, messaggio della Madonna aย Catalina Rivas, Bolivia)

“Di tutto ciรฒ che potete, offrite un sacrificio al Signore come atto di riparazione per i peccati con cui รจ offeso e di supplica per la conversione dei peccatori”.ย 

(1916, messaggio dellโ€™angelo apparso ai tre bambini diย Fatima)

“Figli miei, pregate e offrite sacrifici per le anime dei vostri fratelli e sorelle. Pregate e offrite sacrifici per la pace”.ย 

(13 settembre 1992, messaggio della Madonna aย Nancy Fowler, Conyers)

“Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori. Badate che molte, molte anime vanno allโ€™inferno, perchรฉ non vi รจ chi si sacrifichi e preghi per loro”.ย 

(13 agosto 1917, messaggio della Madonna ai bambini diย Fatima)

A Conyers la Madonna ha detto che possiamo salire le scale che portano al cieloย in questa vita, attraverso il sacrificio personale. Dobbiamo abbracciare la Croce e unire le nostre sofferenze con quelle di Gesรน.ย 

(13 ottobre 1996, messaggio della Madonna aย Nancy Fowler, Conyers)

“Pregate e sacrificatevi per i peccatori. Offrite voi stessi e le vostre opere al Padre Eterno tramite la mia mediazione e abbandonatevi a me senza riserve…”.ย 

(1937-1940, messaggio della Madonna aย Heede)

Gesรน e la Madonna a Conyers, in vari messaggi, ci chiedono di offrire ogni giorno dei sacrifici. Dobbiamo offrire al Signore tutti i sacrifici della giornata. Gesรน in uno di questi messaggi sottolinea che se faremo cosรฌ non saremo colti di sorpresa quando Lui ci chiamerร  per offrirgli il nostro sacrificio. Saremo preparati per offrirgli tutto ciรฒ che ci chiederร . Perciรฒ dobbiamo vivere ogni giorno preparandoci per questo momento. Viviamo ogni momento per Lui. Noi non sappiamo quando Egli verrร  a chiedere il nostro sacrificio. Dobbiamo amarlo come Lui ci ama. Questa richiesta riguarda tutti gli uomini. Gesรน conclude il Suo messaggio dicendo che la Croce รจ la nostra via verso il Cielo. La Croce รจ la vittoria sul Maligno.ย 

(13 settembre 1995, messaggio di Gesรน aย Nancy Fowler, Conyers; 13 ottobre 1996 e 13 ottobre 1997, messaggi della Madonna aย Nancy Fowler, Conyers)

“Lโ€™umanitร  deve pregare e sacrificarsi in riparazione dei peccati del mondo…”.ย 

(Messaggio della Madonna aย Patricia Talbot, El Cajas)

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A Conyers la Madonna ha detto: “Settantacinque anni fa sono venuta in Portogallo chiedendo preghiere e sacrifici in riparazione per i peccati del mondo. Oggi vengo qui con le stesse richieste”.ย 

(13 maggio 1992 e 13 ottobre 1997, messaggi della Madonna aย Nancy Fowler, Conyers)

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La Madonna a Belpasso ha detto: “Li voglio tutti santi i miei cari figlioli: beati i puri di cuore perchรฉ vedranno realmente Dio. Ora, cari figli, in questo giorno cosรฌ importante, rinnovo la mia richiesta: recitate molti Rosari, fate sacrifici per la conversione dei peccatori, digiunate per la pace nel mondo, e soprattutto partecipate piรน volte alla settimana alla S. Messa, ma con tutto il cuore e con dei buoni propositi nellโ€™impegno a migliorare e santificare la vostra anima, a rendere puri i vostri cuori.

Accostatevi ai SS. Sacramenti della Confessione e della Comunione. Pregate ancora per la santificazione dei religiosi e del popolo di Dio, infine, le vostre preghiere, le vostre suppliche, fatte con tutto il cuore, saranno presentate da Me a nostro Signore”.ย 

(1 novembre 1987, messaggio della Madonna a Rosario Toscano,ย Belpasso)

Fonte

Come praticare la devozione dei primi cinque sabati del mese

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La storia dei primi cinque sabati del mese

Il 13 maggio 1917, la Vergine Maria parla per la prima volta a Fatima della devozione al suo Cuore Immacolato, dicendo,ย โ€œAvete visto lโ€™inferno dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se si farร  quello che vi dirรฒ, molte anime si salveranno e vi sarร  pace. Tu, almeno procura di consolarmi e annunzia in nome mio.โ€

Il 10 dicembre 1925, la Vergine appare a Lucia spiegandole come doveva praticarsi al devozione al suo Cuore Immacolato. Queste parole ci vengono dunque dal resoconto dellโ€™apparizione fatto da Lucia stessa:

Il 10-12-1925 mi apparve la Santissima Vergine e, al Suo fianco, sospeso in una nuvola luminosa, un Bambino. La Santissima Vergine, mettendomi la mano sulla spalla, mi mostrรฒ parimenti un cuore coronato di spine che teneva nellโ€™altra mano. Allo stesso tempo il Bambino disse:

ย ยซAbbi compassione del Cuore Immacolato della tua Santissima Madre, che sta coperto di spine che gli uomini ingrati in tutti i momenti Vi infiggono, senza che ci sia chi faccia un atto di riparazione per strapparleยป.

In seguito la Santissima Vergine disse:

ยซGuarda, figlia mia, il Mio Cuore coronato di spine che gli uomini ingrati a ogni momento Mi conficcano, con bestemmie e ingratitudini. Tu, almeno, cerca di consolarmi, e diโ€™ che tutti quelli che per cinque mesi, nel primo sabato, si confesseranno ricevendo poi la santa Comunione, diranno un rosario, e Mi faranno 15 minuti di compagnia meditando sui 15 misteri del rosario, collโ€™intenzione di darMi sollievo, lo prometto di assisterli, nellโ€™ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza di queste animeยป

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Come praticare la devozione dei primi cinque sabati del mese

1)ย Confessarsi, entro gli otto giorni precedenti,ย con lโ€™intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria.ย Se durante la Confessione si dimentica di formulare tale intenzione, si puรฒ esprimerla nella Confessione seguente;

2)ย Ricevere la Comunione, in grazia di Dio, con la stessa intenzione della Confessione;

3) La Comunioneย deve essere ricevuta nel primo sabato del mese;

4) La Confessione e la Comunioneย devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione,ย altrimenti si deve ricominciare da capo;

5)ย Recitare il Rosario, almeno la terza parte, con la stessa intenzione della Confessione;

6)ย Fare compagnia alla Madonna per un quarto dโ€™ora, meditando sui misteri del Rosario.ย Questo puรฒ avvenire meditando un brano della Scrittura o i misteri del Santo Rosario. Suor Lucia di Fatima era solita meditare un mistero del Rosario per 15 minuti alla fine della sua preghiera. Questa meditazione รจ in aggiunta alla quotidiana recita del Santo Rosario.

7)ย Concludiamo con la preghiera al Cuore Immacolato di Maria per ogni primo sabato del mese.

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Perchรฉ cinque sabati?

Un confessore di Lucia le chiese il perchรฉ del numero cinque. Lei lo chiese a Gesรน, il quale le rispose: โ€œSi tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria.
โ€ขย ย  ย Le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione.
โ€ขย ย  ย Contro la sua Verginitร .
โ€ขย ย  ย Contro la sua Maternitร  divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini.
โ€ขย ย  ย Lโ€™opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli lโ€™indifferenza, il disprezzo e perfino lโ€™odio contro questa Madre Immacolata.
โ€ขย ย  ย Lโ€™opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue immagini sacre.
(Maggio 29,1930)

Confessione

Suor Lucia spiega cosa si puรฒ fare se la confessione non puรฒ avvenire nel primo sabato del mese. Essa stessa fece presente a Gesรน la difficoltร  che alcune anime avevano di confessarsi il sabato, e chiese che fosse valida la confessione di otto giorni. Gesรน rispose:ย ยซSรฌ, possono essere anche di piรน, purchรฉ, quando Mi ricevono, siano in grazia e abbiano lโ€™intenzione di riparare il Cuore Immacolato di Maria.ยป

Lei domandรฒ:ย ยซGesรน mio, e quelle che si dimenticheranno di formulare quellโ€™intenzione?ยป

Gesรน rispose:ย ยซPossono formularla nella confessione seguente, approfittando della prima occasione
che avranno per confessarsiยป.(15 febbraio 1926)

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Comunione

Durante unaย  rivelazione di nostro Signore a Lucia di Farima, il 29 maggio 1930, Egli le spiegรฒ cosa si sarebbe dovuto fare se tutte le condizioni della devozione, come ricevere la Comunione, non potessero essere compiute nel primo sabato.

Il Signore dette la risposta a Suor Lucia durante la notte tra il 29 ed il 30 maggio del 1930:

โ€œLa pratica di questa devozione sarร  ugualmente accettabile durante la domenica che segue al primo sabato, quando i Miei sacerdoti, per una giusta causa, lo permettano alle persone.โ€

Per questo non solo la Comunione, ma anche la recita del Rosario e la meditazione sui misteri possono essere trasferiti alla domenica, per giusti motivi, che sta ai sacerdoti giudicare.


Attitudine spirituale verso la devozione

Per le anime che coltivano questa devozione la Vergine Mariaย dice, “dicedice, “prometto di assisterli, nellโ€™ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza di queste animeยปย .ย  Tuttavia la ragione primaria di questa devozione deve essere il desiderio di consolare il Cuore Immacolato di Maria attraverso la riparazione e la crescita nella santitร  personale. Per sottolineare questo, il Signore disse a Lucia:

โ€œรˆ vero figlia mia, che molte anime li cominciano, ma poche li finiscono; e quelle che li finiscono รจ col fine di ricevere le grazie che vi sono promesse, e Mi son piรน gradite quelle che fanno i 5 con fervore e con il fine di consolare il Cuore della tua Madre del Cielo, che non quelli che han fatto i 15, tiepidi e indifferenti.โ€ (15 febbraio 1926). Fonte.