Per un cattolico riparare i peccati รจ un dovere
Le preghiere di riparazione ormai sono fuori moda. Cโรจ perfino chi dice che possano essere segno di presunzione.
Nella prima apparizione del 13 maggio 1917 a Fatima, la Madonna chiese ai tre pastorelli ยซvolete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrร inviarvi,ย in atto di riparazione per i peccatiย per i quali รจ offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?ยป.
LโImmacolata il 13 luglio 1917 chiede ai tre di sacrificarsi per i peccatori (anche il 13 agosto) e dice loro che verrร a chiedere ยซla Comunioneย riparatriceย nei primi sabatiยป.
Anche nelle precedenti apparizioni dellโAngelo (1916) viene detto ai veggenti ยซoffrite costantemente allโAltissimo preghiere e sacrificiยป e alla domanda su come sacrificarsi risponde ยซin tutti i modi possibili. Offrite a Dio un sacrificioย in atto di riparazione per i peccati con cui รจ offeso e di supplica per la conversione dei peccatoriยป. LโAngelo insegna anche una preghiera ai tre, oramai da molti conosciuta (โTrinitร Santissima, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente โฆโ), e anche lรฌ si parla di ยซriparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui รจ offesoยป.
Da sempre nella Chiesa si prega in riparazione dei peccati e delle offese subรฌte da Nostro Signore e le parole della Madonna a Fatima hanno confermato la necessitร e la โortodossiaโ di questa pratica. E hanno anche confermato che non si prega solo per le proprie offese, ma anche -in generale o in particolare- per quelle operate da altri.
Riparare, dโaltronde, significa ridare a Dio la gloria che gli viene tolta con il peccato, che, come la Vergine ha spiegato a Fatima, lโoffende.
ยซIl peccato infatti รจ una vera ingiustizia, perchรฉ toglie a Dio una parte di quella gloria esterna a cui ha diritto; richiede quindi per giustizia una riparazione, che consisterร nel restituire a Dio, per quanto possiamo, lโonore e la gloria di cui lโabbiamo colpevolmente privatoยปย (Tanquerey, Compendio di ascetica e mistica, n. 736)
Pio XI nellโEnciclicaย Miserentissimus Redemptorย (8.5.1928) oltre a spiegare la consacrazione al Sacro Cuore di Gesรน, insiste sul dovere della riparazione:
ยซ(โฆ) se nella consacrazione primeggia lโintento di ricambiare lโamore del Creatore con lโamore della creatura, ne segue naturalmente un altro, che dello stesso Amore increato, quando sia o per dimenticanza trascurato o per offesa amareggiato, si debbano risarcire gli oltraggi in qualsiasi modo recatigli;ย il qual dovere comunemente chiamiamo col nome di riparazione. Se allโuno e allโaltro dovere siamo obbligati per le stesse ragioni,ย al debito particolarmente della riparazione siamo tenuti da un piรน potente motivo di giustizia e di amore: di giustizia, per espiare lโoffesa recata a Dio con le nostre colpe e ristabilire, con la penitenza, lโordine violato; di amore, per patire insieme con Cristo paziente e ยซsaturato di obbrobriยป e recargli, secondo la nostra pochezza, qualche confortoยป.
Tanto รจ importante la pratica della riparazione, che Pio XI al termine dellโEnciclica citata ci ha lasciato proprio un atto di riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesรน, in cui si evidenzia anche che si deve offrire la riparazioneย ยซnon solo dei peccati commessi da noi, ma anche di quelli di coloro che, errando, ricusano di seguire Te come pastore e guida ostinandosi nella loro infedeltร , o calpestando le promesse del Battesimo hanno scosso il soavissimo giogo della tua leggeยป. Fonte.
Sacrificarsi per i peccatori
Fonte
Riscoprire il senso del sacrificio
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LA SALVEZZA ATTRAVERSO IL SACRIFICIO
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Cristo salva tutti gli uomini attraverso il dono di se stesso, attraverso il sacrificio di sรฉ sulla croce. Ciรฒ รจ attestato numerose volte nel Nuovo Testamento. Leggiamo alcune pericopi:ย “Cristo ha dato se stesso per tutti”ย (2 Cor 5, 15; cfr. Eb 2, 9); Cristo ha dato se stessoย “in riscatto per tutti”ย (1 Tm 2, 6; cfr. 2 Pt 2, 1); Cristo ha annullato il peccato con il sacrificio di se stesso (Eb 9, 26) ed รจย “vittima di espiazione per i nostri peccati”ย (1 Gv 2, 2; cfr. 1 Gv 4, 10); il sangue di Cristoย “รจ versato per noi”ย (Lc 22, 20), ci giustifica (Rm 5, 9), ci libera (1 Pt 1, 18), ci libera dai peccati (Ap 1, 15), ci purifica da ogni peccato (1 Gv 1, 7); dalle piaghe di Cristo siamo stati guariti (1 Pt 2, 25; cfr. Is 53, 5). La nostra salvezza รจ dunque legata al sacrificio di Cristo, alla sua sofferenza.
Ma vi sono altri luoghi biblici in cui la salvezza viene collegata alle nostre sofferenze, al nostro sacrificio. Leggiamo negli Atti degli Apostoli cheย “รจ necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio”ย (At 14, 22). Nella Lettera ai Romani san Paolo afferma che dobbiamo offrire i nostri corpi come sacrificio vivente (Rm 12, 1); e nella seconda Lettera ai Corinzi, che siamo tribolati per la salvezza (2 Cor 1, 6; cfr. 2 Cor 4, 17). La Lettera di Giacomo ci dice che quelli che sopportano sono beati (Gc 5, 11). E la prima Lettera di Pietro che sopportare la sofferenza รจ gradito a Dio (1 Pt 2, 20).
In altri passi ancora viene fatto un collegamento tra il nostro sacrificio e il sacrificio di Cristo, tra le nostre sofferenze e le sofferenze di Cristo. Vi sono intanto quei passi in cui si afferma che occorre seguire Cristo e che per farlo occorreย “prendere la croce”ย (Mt 10, 38; 16, 24; Mc 8, 34; Lc 9, 23) e rinnegare se stessi (Mt 16, 24; Mc 8, 34; Lc 9, 23). Vi รจ poi un passo della prima Lettera di Pietro che ci invita a rallegrarci di partecipare alle sofferenze di Cristo (1 Pt 4, 13). Ma รจ nel corpus paolino che si trovano i due passi, di importanza centrale, che collegano le nostre sofferenze alle sofferenze di Cristo, in vista della salvezza. Nella Lettera ai Romani san Paolo afferma che siamoย “coeredi di Cristo, dal momento che soffriamo insieme con lui, per essere con lui glorificati”ย (Rm 8, 17). ร attestato che soffriamo “insieme con lui”, per essere nella gloria “con lui”; cioรจ, che siamo salvati con Cristo perchรฉ soffriamo con Cristo. Nella Lettera ai Filippesi san Paolo sostiene che la conoscenza di Cristo significa per luiย “partecipazione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, con la speranza di giungere, in qualche modo, alla risurrezione dai morti”ย (Fil 3, 10-11). La “partecipazione” alle sofferenze di Cristo ci rende “conformi alla sua morte”, facendoci sperare nella risurrezione. Ci viene attestato, cioรจ, che, come Cristo ha sofferto ed รจ risorto, anche noi, soffrendo, risorgeremo.
Che la salvezza sia legata alla sofferenza e al sacrificio di Cristo, ma anche degli uomini, รจ attestato anche dal Magistero cattolico, il cui insegnamento in proposito si puรฒ riassumere in alcuni passi della Lettera apostolica di Giovanni Paolo IIย Salvifici Dolorisย (1984): “Cristo dร la risposta allโinterrogativo sulla sofferenza e sul senso della sofferenza [โฆ] prima di tutto con la propria sofferenza” (n. 18); Cristo compie lโopera della salvezza “per mezzo della sua Croce” (n. 16); “ognuno [โฆ] รจ chiamato a partecipare a quella sofferenza, per mezzo della quale ogni umana sofferenza รจ stata anche redenta” (n. 19); “quanti partecipano alle sofferenze di Cristo diventano degni [del Regno di Dio]” (n. 21). Laย Salvifici Doloris, inoltre, pone una spiegazione del perchรฉ vi รจ un legame salvifico tra la sofferenza degli uomini e la sofferenza di Cristo: “ogni umana sofferenza, in forza dellโunione nellโamore con Cristo, completa la sofferenza di Cristo” (n. 26); “nella sofferenza si nasconde una particolare forza che avvicina interiormente lโuomo a Cristo, una particolare grazia” (n. 26). Mi sembra chiaro, tra lโaltro, come questa “particolare grazia” non possa essere riservata solo ai cristiani, dato che tutti gli uomini, di ogni tempo, luogo, cultura e religione, sperimentano nella loro vita la sofferenza. La Lettera apostolica sottolinea, infine, e la ritengo una attestazione fondamentale e centrale del Magistero cattolico, che Cristo ha legato la sofferenza allโamore, che dalla sofferenza nasce lโamore che ci salva e non cโรจ amore senza sofferenza e sacrificio: con la passione di Cristo lโumana sofferenza “รจ entrata in una dimensione completamente nuova e in un nuovo ordine: รจ stata legata allโamore” (n. 18); “la sofferenza รจ presente nel mondo per sprigionare amore, per far nascere opere di amore verso il prossimo, per trasformare tutta la civiltร umana nella “civiltร dellโamore”. In questo amore il significato salvifico della sofferenza si realizza fino in fondo e raggiunge la sua dimensione definitiva” (n. 30).
Sulla base di questi dati biblici e magisteriali, credo si possa fare una riflessione sulla salvezza attraverso il sacrificio, che arrivi a mostrare una convergenza della posizione cattolica con quella delle altre confessioni cristiane e delle altre religioni.
Nella passione e morte di Cristo non รจ lโuomo che sacrifica una vittima a Dio, ma รจ Dio che, fattosi uomo, sacrifica se stesso (cfr. Gv 1, 29; Rm 8, 32). Questo autosacrificio di Dio ci dice che Dio non vuole il sangue della vittima sacrificale offerta dallโuomo, ma vuole salvare lโuomo attraverso lโamore. Poichรฉ lโamore passa attraverso il sacrificio di sรฉ, e non puรฒ esserci amore senza sacrificio di sรฉ, e poichรฉ Dio รจ amore (1 Gv 4, 8), non poteva non sacrificare se stesso. Quando anche lโuomo sacrifica se stesso, anche lโuomo diventa amore, e partecipa alla vita di Dio, entra in Dio:ย “chi sta nellโamore dimora in Dio”ย (1 Gv 4, 16); cioรจ, si salva. Il testo che conferma questa convinzione รจ Rm 3, 25-26:ย “Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue, al fine di manifestare la sua giustizia”. La fede che giustifica รจ quella in Cristo “strumento di espiazione”; รจ la fede nella salvezza che passa attraverso il sacrificio. Ed รจ il sacrificio di Cristo che giustifica; quindi lโamore. Quindi anche lโamore degli uomini e le loro opere; perchรฉ lโamore degli uomini viene da Dio, รจ lo stesso amore di Dio:ย “lโamore di Dio รจ stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci รจ stato dato”ย (Rm 5, 5). Lโuomo che agisce guidato da questo amore agisce come Dio; cioรจ, sacrifica se stesso. E perciรฒ si salva. La salvezza, allora, avviene per lโamore di Dio divenuto amore degli uomini; avviene attraverso il sacrificio di Dio divenuto sacrificio degli uomini.
Credo sia questo anche il senso di unโaffermazione della costituzione dogmatica del Concilio Vaticano IIย Gaudium et Spesย (1965): lโuomo non puรฒ “ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sรฉ” (n. 24). E credo sia proprio questo dono di sรฉ che manca dove manca lโuomo ritrovato, cioรจ nelle troppe occasioni e nei troppi luoghi della storia in cui non manca qualcuna delle cose di cui egli รจ capace.
Ma anche lโuomo incapace di sacrificare se stesso puรฒ salvarsi. Perchรฉ puรฒ riconoscerlo, puรฒ riconoscersi debole e peccatore. Allora interviene per lui il sacrificio di Cristo a salvarlo (2 Cor 12, 9). ร la dinamica del perdono e della misericordia divina. La salvezza viene sempre da Dio; lโuomo la accoglie. Nel caso in cui lโuomo sia capace di sacrificare se stesso, questa capacitร , che lo salva, gli viene dallo Spirito Santo donatogli da Dio. Nel caso in cui lโuomo riconosca la sua incapacitร al sacrificio e il suo peccato, egli di fatto riconosce che la sua vita รจ un sacrificio, che รจ stato sacrificato nella debolezza umana. E questo riconoscimento lo unisce al sacrificio di Cristo; e perciรฒ lo salva. Perchรฉ il sacrificio che lui riconosce รจ quello compiuto da Cristo, Dio-uomo che non ha risparmiato se stesso. Il peccatore pentito, cioรจ, di fatto riconosce Cristo, anche se non crede in Cristo, o lo nega, o non ne ha mai sentito parlare. Quindi ha fede. Non solo, ma chi crede, in ogni religione e in ogni tempo, riconosce la sua debolezza; si riconosce, cioรจ, come incapace di salvarsi da sรฉ e bisognoso di una salvezza che non viene da lui. Poichรฉ tale salvezza viene da Cristo, chi crede di fatto riconosce Cristo, anche se non crede in Cristo, o lo nega, o non ne ha mai ascoltato il messaggio. Ecco perchรฉย “lโuomo รจ giustificato per la fede”ย (Rm 3, 28). E perchรฉ la salvezza non รจ opera dellโuomo, ma di Dio.
Ed ecco perchรฉ il Magistero cattolico afferma che con lโeucaristia ci uniamo a Cristo “mediante lโatto redentore del suo sacrificio” (RH n. 80) e nella Dichiarazione congiunta fra cattolici e luterani tedeschi stilata nel 1984ย 1ย si dice che lโeucaristia offre a Dio solo il sacrificio di Cristo avvenuto una volta per sempre sulla croce.
Del resto, il sacrificio di sรฉ, il riconoscimento della propria debolezza e il pentimento hanno una dinamica simile e conducono a un risultato simile. Il sacrificio di sรฉ significa sacrificio del proprio orgoglio e della propria pretesa di forza e di potenza, che รจ poi il peccato originale:ย “Sarete simili a Dio”ย (Gn 3, 5). Cosรฌ anche il riconoscimento della propria debolezza significa sacrificio della propria pretesa di forza e potenza. Ecco perchรฉ agli occhi di Dio il peccatore pentito รจ gradito come il giusto, ed entrambi sono salvati. Questa salvezza passa attraverso il sacrificio di sรฉ ed รจ opera di Dio. Ritengo che questa concezione non crei nessuna contraddizione tra la visione cattolica e quella protestante della salvezza.
Il senso profondo della croce รจ allora la salvezza di chi pecca e si riconosce peccatore e di chi crede, di ogni tempo, luogo, cultura e religione. Tale senso nasce anche da una lettura integrata della passione nei Sinottici. Cristo sulla croce ha sperimentato veramente lโabbandono del Padre (Mt 27, 46; Mc 15, 34). Poichรฉ ha sacrificato la propria onnipotenza, il suo sacrificio รจ stato vero e reale; non รจ stata una finta o una messa in scena. Ma pur avendo sperimentato tale abbandono, non ha perso la fiducia nel Padre, al quale consegna lo Spirito (Lc 23, 46) e che salverร il peccatore che si รจ riconosciuto tale (Lc 23, 40-43). Il sacrificio di Cristo รจ stato necessario perchรฉ gli uomini non sono perfetti e non sono capaci del sacrificio di sรฉ. Cristo si รจ sacrificato per tutti quelli che riconoscono la propria debolezza e la propria incapacitร di sacrificarsi, e tra questi vi sono uomini di ogni tempo, luogo e religione.
A questa si puรฒ aggiungere unโaltra riflessione. Se la salvezza ci รจ data da Dio solo per il sacrificio e i meriti di Cristo, perchรฉ non รจ data a tutti indistintamente gli uomini? Perchรฉ qualcuno non si salva? Perchรฉ cโรจ lโInferno? Occorre ritenere che la salvezza ci รจ data non solo “per” Cristo, ma anche “in” Cristo (cfr. At 4, 2; Rm 6, 23; 1 Cor 15, 22; 2 Tm 1, 9; 2, 10; 1 Gv 5, 11). Egli ci ha detto:ย “Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”ย (Mt 16, 24; cfr. Mc 8, 34; Lc 9, 23). E ancora:ย “Chi vorrร salvare la sua vita, la perderร ; ma chi perderร la sua vita per amor mio la troverร ”ย (Mt 16, 25; cfr. Mc 8, 35; Lc 9, 24). La salvezza passa anche attraverso il proprio sacrificio, perchรฉ se uno non rinnega se stesso di fatto non aderisce pienamente alla volontร di Dio, cioรจ alla realtร come ci รจ stata data, che รจ diversa da quella che vorremmo, da quella che il nostro io desidererebbe. E quando aderisce alla volontร di Dio pienamente, uno prende la sua croce, perchรฉ accetta il proprio corpo con i suoi limiti, la propria debolezza umana, la propria sofferenza.
La salvezza passa anche attraverso il proprio sacrificio per un altro motivo, collegato al precedente: la necessitร della propria conformitร a Cristo. Si salvano quelli che sono conformi a Cristo (cfr. Gv 13, 15; Rm 8, 29; Fil 3, 10-11), quelli che seguono la via seguita da Cristo: debolezza, sofferenza, morte, risurrezione.
Per questa conformitร a Cristo non รจ necessaria una fede esplicita. Quelli che si salvano senza credere in Cristo, seguendo la voce della loro coscienza e compiendo il bene attraverso un sacrificio, aderiscono alla volontร di Dio, che รจ quella che tutti siano salvati per Cristo e “in Cristo”. Del resto, lo stesso Gesรน ha detto:ย “Non chiunque mi dice Signore, Signore entrerร nel regno dei cieli, ma chi fa la volontร del Padre mio”ย (Mt 7, 21). E lโenciclicaย Redemptor Hominis di Giovanni Paolo II afferma che “Cristo si รจ unito in certo modo ad ogni uomo” (n. 13). Dio non pretende che gli uomini si salvino aderendo esplicitamente alla Chiesa fondata da Cristo, ma seguendo la via seguita da Cristo e compiendo la sua volontร . Fonte.
Alcune apparizioni Mariane dove si parla dell’importanza del sacrificarsi per i peccatori
Lโofferta di sacrifici
“Offrite… sacrifici a Gesรน, affinchรฉ si realizzi tutto come Lui ha programmato, cosicchรฉ satana non possa fare nulla”.ย
(9 gennaio 1986, messaggio della Madonna aย Medjugorje)
La Madonna a Medjugorje ha detto: “Testimoniate con la vostra vita e sacrificate le vostre vite per la salvezza del mondo. Io sono con voi e vi ringrazio. Poi nel cielo riceverete dal Padre la ricompensa che vi ha promesso”.ย
(25 febbraio 1988, messaggio della Madonna aย Medjugorje)
“Fate riparazione, piccoli Miei; molti di voi non fanno il minimo sacrificio. Fateli, offrite piccoli e grandi sacrifici a Dio”.ย (23 gennaio 1996, messaggio della Madonna aย Catalina Rivas, Bolivia)
“Di tutto ciรฒ che potete, offrite un sacrificio al Signore come atto di riparazione per i peccati con cui รจ offeso e di supplica per la conversione dei peccatori”.ย
(1916, messaggio dellโangelo apparso ai tre bambini diย Fatima)
“Figli miei, pregate e offrite sacrifici per le anime dei vostri fratelli e sorelle. Pregate e offrite sacrifici per la pace”.ย
(13 settembre 1992, messaggio della Madonna aย Nancy Fowler, Conyers)
“Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori. Badate che molte, molte anime vanno allโinferno, perchรฉ non vi รจ chi si sacrifichi e preghi per loro”.ย
(13 agosto 1917, messaggio della Madonna ai bambini diย Fatima)
A Conyers la Madonna ha detto che possiamo salire le scale che portano al cieloย in questa vita, attraverso il sacrificio personale. Dobbiamo abbracciare la Croce e unire le nostre sofferenze con quelle di Gesรน.ย
(13 ottobre 1996, messaggio della Madonna aย Nancy Fowler, Conyers)
“Pregate e sacrificatevi per i peccatori. Offrite voi stessi e le vostre opere al Padre Eterno tramite la mia mediazione e abbandonatevi a me senza riserve…”.ย
(1937-1940, messaggio della Madonna aย Heede)
Gesรน e la Madonna a Conyers, in vari messaggi, ci chiedono di offrire ogni giorno dei sacrifici. Dobbiamo offrire al Signore tutti i sacrifici della giornata. Gesรน in uno di questi messaggi sottolinea che se faremo cosรฌ non saremo colti di sorpresa quando Lui ci chiamerร per offrirgli il nostro sacrificio. Saremo preparati per offrirgli tutto ciรฒ che ci chiederร . Perciรฒ dobbiamo vivere ogni giorno preparandoci per questo momento. Viviamo ogni momento per Lui. Noi non sappiamo quando Egli verrร a chiedere il nostro sacrificio. Dobbiamo amarlo come Lui ci ama. Questa richiesta riguarda tutti gli uomini. Gesรน conclude il Suo messaggio dicendo che la Croce รจ la nostra via verso il Cielo. La Croce รจ la vittoria sul Maligno.ย
(13 settembre 1995, messaggio di Gesรน aย Nancy Fowler, Conyers; 13 ottobre 1996 e 13 ottobre 1997, messaggi della Madonna aย Nancy Fowler, Conyers)
“Lโumanitร deve pregare e sacrificarsi in riparazione dei peccati del mondo…”.ย
(Messaggio della Madonna aย Patricia Talbot, El Cajas)
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A Conyers la Madonna ha detto: “Settantacinque anni fa sono venuta in Portogallo chiedendo preghiere e sacrifici in riparazione per i peccati del mondo. Oggi vengo qui con le stesse richieste”.ย
(13 maggio 1992 e 13 ottobre 1997, messaggi della Madonna aย Nancy Fowler, Conyers)
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La Madonna a Belpasso ha detto: “Li voglio tutti santi i miei cari figlioli: beati i puri di cuore perchรฉ vedranno realmente Dio. Ora, cari figli, in questo giorno cosรฌ importante, rinnovo la mia richiesta: recitate molti Rosari, fate sacrifici per la conversione dei peccatori, digiunate per la pace nel mondo, e soprattutto partecipate piรน volte alla settimana alla S. Messa, ma con tutto il cuore e con dei buoni propositi nellโimpegno a migliorare e santificare la vostra anima, a rendere puri i vostri cuori.
Accostatevi ai SS. Sacramenti della Confessione e della Comunione. Pregate ancora per la santificazione dei religiosi e del popolo di Dio, infine, le vostre preghiere, le vostre suppliche, fatte con tutto il cuore, saranno presentate da Me a nostro Signore”.ย
(1 novembre 1987, messaggio della Madonna a Rosario Toscano,ย Belpasso)
Fonte
Come praticare la devozione dei primi cinque sabati del mese
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La storia dei primi cinque sabati del mese
Il 13 maggio 1917, la Vergine Maria parla per la prima volta a Fatima della devozione al suo Cuore Immacolato, dicendo,ย โAvete visto lโinferno dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se si farร quello che vi dirรฒ, molte anime si salveranno e vi sarร pace. Tu, almeno procura di consolarmi e annunzia in nome mio.โ
Il 10 dicembre 1925, la Vergine appare a Lucia spiegandole come doveva praticarsi al devozione al suo Cuore Immacolato. Queste parole ci vengono dunque dal resoconto dellโapparizione fatto da Lucia stessa:
Il 10-12-1925 mi apparve la Santissima Vergine e, al Suo fianco, sospeso in una nuvola luminosa, un Bambino. La Santissima Vergine, mettendomi la mano sulla spalla, mi mostrรฒ parimenti un cuore coronato di spine che teneva nellโaltra mano. Allo stesso tempo il Bambino disse:
ย ยซAbbi compassione del Cuore Immacolato della tua Santissima Madre, che sta coperto di spine che gli uomini ingrati in tutti i momenti Vi infiggono, senza che ci sia chi faccia un atto di riparazione per strapparleยป.
In seguito la Santissima Vergine disse:
ยซGuarda, figlia mia, il Mio Cuore coronato di spine che gli uomini ingrati a ogni momento Mi conficcano, con bestemmie e ingratitudini. Tu, almeno, cerca di consolarmi, e diโ che tutti quelli che per cinque mesi, nel primo sabato, si confesseranno ricevendo poi la santa Comunione, diranno un rosario, e Mi faranno 15 minuti di compagnia meditando sui 15 misteri del rosario, collโintenzione di darMi sollievo, lo prometto di assisterli, nellโora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza di queste animeยป
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Come praticare la devozione dei primi cinque sabati del mese
1)ย Confessarsi, entro gli otto giorni precedenti,ย con lโintenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria.ย Se durante la Confessione si dimentica di formulare tale intenzione, si puรฒ esprimerla nella Confessione seguente;
2)ย Ricevere la Comunione, in grazia di Dio, con la stessa intenzione della Confessione;
3) La Comunioneย deve essere ricevuta nel primo sabato del mese;
4) La Confessione e la Comunioneย devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione,ย altrimenti si deve ricominciare da capo;
5)ย Recitare il Rosario, almeno la terza parte, con la stessa intenzione della Confessione;
6)ย Fare compagnia alla Madonna per un quarto dโora, meditando sui misteri del Rosario.ย Questo puรฒ avvenire meditando un brano della Scrittura o i misteri del Santo Rosario. Suor Lucia di Fatima era solita meditare un mistero del Rosario per 15 minuti alla fine della sua preghiera. Questa meditazione รจ in aggiunta alla quotidiana recita del Santo Rosario.
7)ย Concludiamo con la preghiera al Cuore Immacolato di Maria per ogni primo sabato del mese.
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Perchรฉ cinque sabati?
Un confessore di Lucia le chiese il perchรฉ del numero cinque. Lei lo chiese a Gesรน, il quale le rispose: โSi tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria.
โขย ย ย Le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione.
โขย ย ย Contro la sua Verginitร .
โขย ย ย Contro la sua Maternitร divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini.
โขย ย ย Lโopera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli lโindifferenza, il disprezzo e perfino lโodio contro questa Madre Immacolata.
โขย ย ย Lโopera di coloro che la offendono direttamente nelle sue immagini sacre.
(Maggio 29,1930)
Confessione
Suor Lucia spiega cosa si puรฒ fare se la confessione non puรฒ avvenire nel primo sabato del mese. Essa stessa fece presente a Gesรน la difficoltร che alcune anime avevano di confessarsi il sabato, e chiese che fosse valida la confessione di otto giorni. Gesรน rispose:ย ยซSรฌ, possono essere anche di piรน, purchรฉ, quando Mi ricevono, siano in grazia e abbiano lโintenzione di riparare il Cuore Immacolato di Maria.ยป
Lei domandรฒ:ย ยซGesรน mio, e quelle che si dimenticheranno di formulare quellโintenzione?ยป
Gesรน rispose:ย ยซPossono formularla nella confessione seguente, approfittando della prima occasione
che avranno per confessarsiยป.(15 febbraio 1926)
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Comunione
Durante unaย rivelazione di nostro Signore a Lucia di Farima, il 29 maggio 1930, Egli le spiegรฒ cosa si sarebbe dovuto fare se tutte le condizioni della devozione, come ricevere la Comunione, non potessero essere compiute nel primo sabato.
Il Signore dette la risposta a Suor Lucia durante la notte tra il 29 ed il 30 maggio del 1930:
โLa pratica di questa devozione sarร ugualmente accettabile durante la domenica che segue al primo sabato, quando i Miei sacerdoti, per una giusta causa, lo permettano alle persone.โ
Per questo non solo la Comunione, ma anche la recita del Rosario e la meditazione sui misteri possono essere trasferiti alla domenica, per giusti motivi, che sta ai sacerdoti giudicare.
Attitudine spirituale verso la devozione
Per le anime che coltivano questa devozione la Vergine Mariaย dice, “dicedice, “prometto di assisterli, nellโora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza di queste animeยปย .ย Tuttavia la ragione primaria di questa devozione deve essere il desiderio di consolare il Cuore Immacolato di Maria attraverso la riparazione e la crescita nella santitร personale. Per sottolineare questo, il Signore disse a Lucia:
โร vero figlia mia, che molte anime li cominciano, ma poche li finiscono; e quelle che li finiscono รจ col fine di ricevere le grazie che vi sono promesse, e Mi son piรน gradite quelle che fanno i 5 con fervore e con il fine di consolare il Cuore della tua Madre del Cielo, che non quelli che han fatto i 15, tiepidi e indifferenti.โ (15 febbraio 1926). Fonte.