Santa Faustina Kowalska Biografia
Santa Faustina Kowalska , l’apostola della Divina Misericordia, appartiene oggi al gruppo dei santi della Chiesa piรน conosciuti. Attraverso lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull’atteggiamento misericordioso verso il prossimo.
Santa Faustina nacque il 25 agosto 1905, terza di dieci figli, da Marianna e Stanislao Kowalski, contadini del villaggio di Glogowiec (attualmente diocesi di Wloclawek). Al battesimo nella chiesa parrocchiale di lwinice Warckie le fu dato il nome di Elena. Fin dall’infanzia si distinse per l’amore, per la preghiera, per la laboriositร , per l’obbedienza e per una grande sensibilitร verso la povertร umana. All’etร di nove anni ricevette la Prima Comunione; fu per lei un’esperienza profonda perchรฉโ ebbe subito la consapevolezza della presenza dell’Ospite Divino nella sua anima. Frequentรฒ la scuola per appena tre anni scarsi. Ancora adolescente abbandonรฒ la casa dei genitori e andรฒ a servizio presso alcune famiglie benestanti di Aleksandrow, lodl e Ostrowek, per mantenersi e per aiutare i genitori.
Fin dal settimo anno di vita avvertรฌ nella sua anima la vocazione religiosa, ma non avendo il consenso dei genitori per entrare nel convento, cercava di sopprimerla. Sollecitata poi da una visione di Cristo sofferente, partรฌ per Varsavia dove il 10 agosto del 1925 entrรฒ nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Col nome di Suor Maria Faustina trascorse in convento tredici anni in diverse case della Congregazione, soprattutto a Cracovia, Vilnius e Plock, lavorando come cuoca, giardiniera e portinaia.
All’esterno nessun segno faceva sospettare la sua vita mistica straordinariamente ricca. Svolgeva con diligenza tutti i lavori, osservava fedelmente le regole religiose, era riservata, silenziosa e nello stesso tempo piena di amore benevolo e disinteressato. La sua vita apparentemente ordinaria, monotona e grigia nascondeva in sรจ una profonda e straordinaria unione con Dio.
Alla base della sua spiritualitร si trova il mistero della misericordia Divina che essa meditava nella parola di Dio e contemplava nella quotidianitร della sua vita. La conoscenza e la contemplazione del mistero della misericordia di Dio sviluppavano in lei un atteggiamento di fiducia filiale in Dio e di misericordia verso il prossimo. Scriveva:
O mio Gesรน, ognuno dei Tuoi santi rispecchia in sโ una delle Tue virtu; io desidero rispecchiare il Tuo Cuore compassionevole e pieno di misericordia, voglio glorificarlo. La Tua misericordia, o Gesรน, sia impressa sul mio cuore e sulla mia anima come un sigillo e ciรฒ sara il mio segno distintivo in questa e nell’altra vita (Diario, p. 418).
Suor Faustina fu una figlia fedele della Chiesa, che essa amava come Madre e come Corpo Mistico di Gesรน Cristo. Consapevole del suo ruolo nella Chiesa, collaborava con la misericordia Divina nell’opera della salvezza delle anime smarrite. Rispondendo al desiderio e all’esempio di Gesรน offrรฌ la sua vita in sacrificio. La sua vita spirituale si caratterizzava inoltre nell’amore per l’Eucarestia e nella profonda devozione alla Madre di Dio della Misericordia.
Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell’ubiquitร , il dono di leggere nelle anime, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico. Il contatto vivo con Dio, con la Madonna, con gli angeli, con i santi, con le anime del purgatorio, con tutto il mondo soprannaturale fu per lei non meno reale e concreto di quello che sperimentava con i sensi. Malgrado il dono di tante grazie straordinarie era consapevole che non sono esse a costituire l’essenza della santitร . Scriveva nel “Diario”:
Nรฉ le grazie, nรฉ le rivelazioni, nรฉ le estasi, nรฉ alcun altro dono ad essa elargito la rendono perfetta, ma l’unione intima della mia anima con Dio. I doni sono soltanto un ornamento dell’anima, ma non ne costituiscono la sostanza nรฉ la perfezione. La mia santitร e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontร con la volontร di Dio (Diario p. 380).
Il Signore aveva scelto Suor Faustina come segretaria e apostola della Sua misericordia per trasmettere, mediante lei, un grande messaggio al mondo.
Nell’Antico Testamento mandai al Mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l’umanitร con la Mia misericordia. Non voglio punire l’umanitร sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso (D., p. 522).
La missione di Suor Faustina consiste in tre compiti:
– Avvicinare e proclamare al mondo la veritร rivelata nella Sacra Scrittura sull’amore misericordioso di Dio per ogni uomo.
– Implorare la misericordia Divina per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori, tra l’altro attraverso la prassi delle nuove forme di culto della Divina Misericordia indicate da Gesรน: l’immagine di Cristo con la scritta: Gesรน confido in Te, la festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua, la coroncina alla Divina Misericordia e la preghiera nell’ora della Misericordia (ore 15). A queste forme del culto e anche alla diffusione della devozione alla Divina Misericordia il Signore allegava grandi promesse a condizione dell’affidamento a Dio e dell’amore attivo per il prossimo.
– Ispirare un movimento apostolico della Divina Misericordia con il compito di proclamare e implorare la misericordia Divina per il mondo e di aspirare alla perfezione cristiana sulla via indicata da Suor Faustina. Si tratta della via che prescrive un atteggiamento di fiducia filiale in Dio, che si esprime nell’adempimento della Sua volontร e nell’atteggiamento misericordioso verso il prossimo.
Oggi questo movimento riunisce nella Chiesa milioni di persone di tutto il mondo: congregazioni religiose, istituti secolari, sacerdoti, confraternite, associazioni, diverse comunitร degli apostoli della Divina Misericordia e persone singole che intraprendono i compiti che il Signore ha trasmesso a Suor Faustina.
La missione di Suor Faustina รจ stata descritta nel “Diario” che essa redigeva seguendo il desiderio di Gesรน e i suggerimenti dei padri confessori, annotando fedelmente tutte le parole di Gesรน e rivelando il contatto della sua anima con Lui. Il Signore diceva a Faustina:
Segretaria del Mio mistero piรน profondo, …il tuo compito piรน profondo รจ di scrivere tutto ciรฒ che ti faccio conoscere sulla Mia misericordia, per il bene delle anime che leggendo questi scritti proveranno un conforto interiore e saranno incoraggiate ad avvicinarsi a Me (D., p. 557).
Quest’opera infatti avvicina in modo straordinario il mistero della misericordia Divina. Il “Diario” affascina non soltanto la gente comune ma anche i ricercatori che vi scoprono una fonte supplementare per le loro ricerche teologiche. Il “Diario” รจ stato tradotto in varie lingue, tra cui inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, portoghese, russo, ceco, slovacco e arabo.
Suor Faustina, distrutta dalla malattia e da varie sofferenze che sopportava volentieri come sacrificio per i peccatori, nella pienezza della maturitร spirituale e misticamente unita a Dio, morรฌ a Cracovia il 5 ottobre 1938 all’etร di appena 33 anni. La fama della santitร della sua vita crebbe insieme alla diffusione del culto della Divina Misericordia e secondo le grazie ottenute tramite la sua intercessione. Negli anni 1965-67 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtรน e nel 1968 iniziรฒ a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Il 18 aprile del 1993, sulla piazza di San Pietro a Roma, il Santo Padre Giovanni Paolo II l’ha beatificata e il 30 aprile 2000, Anno del Gande Giubileo del 2000, l’ha canonizzata.
Le reliquie di Suor Faustina attualmente sono sparse nel mondo in varie chiese. La tomba con i pochi resti corporali sono conservati nella cappella della casa a Cracovia dove si recava a pregare. Le reliquie sono anche esposte nel Santuario della Divina Misericordia, Chiesa Santo Spirito in Sassia.
FRUTTI DELLA PREGHIERA
(Il DIARIO di Santa Faustina Kowalska)
โCon la preghiera lโanima si prepara ad affrontare qualsiasi battaglia. In qualunque condizione si trovi unโanima, deve pregare. Deve pregare lโanima pura e bella, poichรฉ diversamente perderebbe la sua bellezza. Deve pregare lโanima che tende alla purezza, altrimenti non vi giungerร . Deve pregare lโanima che si รจ appena convertita, diversamente cadrebbe di nuovo. Deve pregare lโanima peccatrice, immersa nei peccati, per poter risorgere. E non cโรจ anima che non abbia il dovere di pregare, poichรฉ ogni grazia arriva tramite la preghieraโ (Diario, 146).
โLโanima deve essere fedele alla preghiera, nonostante le tribolazioni, lโariditร e le tentazioni, poichรฉ dalla preghiera in prevalenza dipende talvolta la realizzazione dei grandi progetti di Dio, e se noi non perseveriamo nella preghiera, mettiamo degli impedimenti a ciรฒ che Iddio voleva compiere per mezzo nostro oppure in noi. Ogni anima ricordi queste parole: e trovandosi in una situazione difficile, pregava piรน
a lungo…โ (Diario, 872).
โLa pazienza, la preghiera ed il silenzio rafforzano lโanima. Ci sono momenti nei quali lโanima deve tacere, non รจ conveniente che parli con le creature. Sono i momenti dโinsoddisfazione di se stessa (…) In quei momenti vivo esclusivamente di fede…โ
(Diario, 944).
โIl silenzio รจ una spada nella lotta spirituale (…) Lโanima silenziosa รจ idonea alla piรน profonda unione con Dio; essa vive quasi di continuo sotto il soffio dello Spirito Santo.
In unโanima silenziosa Iddio opera senza impedimenti…โ (Diario, 477).
โDobbiamo pregare spesso lo Spirito Santo per ottenere la grazia della prudenza.
La prudenza si compone di: riflessione, ragionevole considerazione e fermo proposito. Lโultima decisione appartiene sempre a noi…โ (Diario, 1106).
โIl Signore stesso che mi spinge
a scrivere le preghiere e gli inni sulla Sua Misericordia…โ (Diario, 1593).
โDesidero che tu conosca piรน a fondo lโamore di cui arde il Mio Cuore verso le anime
e lo comprenderai quando mediterai la Mia Passione. Invoca la Mia Misericordia per
i peccatori; desidero la loro salvezza. Quando reciterai questa preghiera con cuore pentito e con fede per qualche peccatore, gli concederรฒ la grazia della conversione.
La breve preghiera รจ la seguente: O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesรน come sorgente di Misericordia per noi, confido in Teโ (Diario, 187).
culto-della-divina-misericordia-santa-faustina-kowalska
PREGHIERE DI SANTA FAUSTINA KOWALSKA
โAmore eterno, fiamma pura, ardi incessantemente nel mio cuore e divinizza tutto
il mio essere in forza della Tua eterna predilezione, per la quale mi hai dato lโesistenza, chiamandomi a partecipare alla Tua eterna felicitร …โ (Diario, 1523).
โO Dio misericordioso, che non ci disprezzi, ma ci colmi continuamente delle Tue grazie, ci rendi degni del Tuo regno e, nella Tua bontร , riempi con gli uomini i posti che furono abbandonati dagli angeli ingrati. O Dio di grande Misericordia, che hai distolto
il Tuo sguardo santo dagli angeli ribelli e lโhai rivolto allโuomo pentito, sia onore
e gloria alla Tua insondabile Misericordia..โ (Diario, 1339).
โO Gesรน, disteso sulla croce, Ti supplico, concedimi la grazia di adempiere fedelmente la santissima volontร del Padre Tuo, sempre, ovunque ed in tutto. E quando la volontร
di Dio mi sembrerร pesante e difficile da compiere, Te ne supplico, Gesรน, scenda allora su di me, dalle Tue Piaghe, la forza ed il vigore e le mie labbra ripetano: Signore, sia fatta la Tua volontร …Gesรน pietosissimo, concedimi la grazia di dimenticare me stessa, in modo che viva totalmente per le anime, collaborando con Te allโopera della salvezza, secondo la santissima volontร del Padre Tuo…โ (Diario, 1265).
โ…O Signore, desidero trasformarmi tutta nella Tua Misericordia ed essere il riflesso vivo di Te. Che il piรน grande attributo di Dio, cioรจ la Sua incommensurabile Misericordia, giunga al mio prossimo attraverso il mio cuore e la mia anima.
Aiutami, o Signore, a far sรฌ che i miei occhi siano misericordiosi, in modo che io non nutra mai sospetti e non giudichi sulla base di apparenze esteriori, ma sappia scorgere ciรฒ che cโรจ di bello nellโanima del mio prossimo e gli sia di aiuto.
Aiutami, o Signore, a far sรฌ che il mio udito sia misericordioso, che mi chini sulle necessitร del mio prossimo, che le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori
ed ai gemiti del mio prossimo.
Aiutami o Signore, a far sรฌ che la mia lingua sia misericordiosa e non parli mai sfavorevolmente del prossimo, ma abbia per ognuno una parola di conforto
e di perdono.
Aiutami, o Signore, a far sรฌ che le mie mani siano misericordiose e piene di buone azioni, in modo che io sappia fare unicamente del bene al prossimo e prenda su di me
i lavori piรน pesanti e piรน penosi.
Aiutami, o Signore, a far sรฌ che i miei piedi siano misericordiosi, in modo che io accorra sempre in aiuto del prossimo, vincendo la mia indolenza e la mia stanchezza (…)
Aiutami, o Signore, a far sรฌ che il mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi
a tutte le sofferenze del prossimo (…) Alberghi in me la Tua Misericordia, o mio Signore…โ (Diario, 163).โO Re di Misericordia, guida la mia animaโ (Diario, 3).
โ…Ogni battito del mio cuore sia un inno di ringraziamento per Te, o Dio. Ogni goccia del mio sangue circoli per Te, o Signore. La mia anima sia tutta un cantico
di ringraziamento alla Tua Misericordia. Ti amo, o Dio, per Te stessoโ
(Diario, 1794).
โO Gesรน, desidero vivere nel momento presente, vivere come se questo giorno fosse lโultimo della mia vita: utilizzare scrupolosamente ogni attimo per la maggior gloria
di Dio, sfruttare per me ogni circostanza, in modo che la mia anima ne ricavi un profitto. Guardare ad ogni cosa da questo punto di vista, e cioรฉ che nulla avviene senza il volere di Dio. O Dio dโinsondabile Misericordia, abbraccia il mondo intero e riversati su di noi per mezzo del Cuore pietoso di Gesรนโ (Diario, 1183).โO Dio di grande Misericordia, bontร infinita, ecco che oggi tutta lโumanitร grida dallโabisso della sua miseria alla Tua Misericordia, alla Tua compassione, o Dio, e grida con la voce potente della propria miseria. O Dio benigno, non respingere la preghiera degli esuli di questa terra. O Signore, bontร inconcepibile, che conosci perfettamente
la nostra miseria e sai che non siamo in grado di innalzarci fino a Te con le nostre forze,
Ti supplichiamo, previenici con la Tua grazia e moltiplica incessantemente su di noi
la Tua Misericordia, in modo che possiamo adempiere fedelmente la Tua santa volontร durante tutta la vita e nellโora della morte. Lโonnipotenza della Tua Misericordia
ci difenda dagli assalti dei nemici della nostra salvezza, in modo che possiamo attendere con fiducia, come figli Tuoi, la Tua ultima venuta…โ (Diario, 1570).
LITANIE ALLA DIVINA MISERICORDIA
LโAMORE DI DIO IL FIORE, LA MISERICORDIA IL FRUTTO.
โLโanima dubbiosa legga queste considerazioni sulla Misericordia e diventi fiduciosa.
Misericordia di Dio, che scaturisci dal seno del Padre, confido in Te.
Misericordia di Dio, massimo attributo della divinitร , confido in Te.
Misericordia di Dio, mistero inconcepibile, confido in Te.
Misericordia di Dio, sorgente che scaturisce dal mistero della Santissima Trinitร ,
confido in Te.
Misericordia di Dio, che nessuna mente umana nรฉ angelica puรฒ comprendere,
confido in Te.
Misericordia di Dio, da cui scaturisce ogni vita e felicitร , confido in Te.
Misericordia di Dio, al di sopra dei cieli, confido in Te.
Misericordia di Dio, sorgente di miracoli e di eventi eccezionali, confido in Te.
Misericordia di Dio, che abbracci tutto lโuniverso, confido in Te.
Misericordia di Dio, venuta nel mondo nella persona del Verbo Incarnato, confido in Te.
Misericordia di Dio, che sei sgorgata dalla ferita aperta nel Cuore di Gesรน, confido in Te.
Misericordia di Dio, rinchiusa nel Cuore di Gesรน per noi e specialmente per i peccatori, confido in Te.
Misericordia di Dio, imperscrutabile nellโistituzione della Santa Eucaristia,
confido in Te.
Misericordia di Dio, nellโistituzione della santa Chiesa, confido in Te.
Misericordia di Dio, nel sacramento del santo battesimo, confido in Te.
Misericordia di Dio, nella nostra giustificazione per mezzo di Gesรน Cristo, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci accompagni per tutta la vita, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci abbracci specialmente nellโora della morte, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci doni la vita immortale, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci segui in ogni momento della vita, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci difendi dal fuoco dellโinferno, confido in Te.
Misericordia di Dio, che converti i peccatori induriti, confido in Te.
Misericordia di Dio, meraviglia per gli angeli, incomprensibile ai santi, confido in Te.
Misericordia di Dio, insondabile in tutti i misteri di Dio, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci sollevi da ogni miseria, confido in Te.
Misericordia di Dio, sorgente della nostra felicitร e della nostra gioia, confido in Te.
Misericordia di Dio, che ci hai chiamati dal nulla allโesistenza, confido in Te.
Misericordia di Dio, che abbracci tutte le opere delle Sue mani, confido in Te.
Misericordia di Dio, che coroni tutto ciรฒ che esiste ed esisterร , confido in Te.
Misericordia di Dio, in cui tutti siamo immersi, confido in Te.
Misericordia di Dio, dolce sollievo dei cuori affranti, confido in Te.
Misericordia di Dio, unica speranza delle anime disperate, confido in Te.
Misericordia di Dio, riposo dei cuori e serenitร in mezzo alla paura, confido in Te.
Misericordia di Dio, delizia ed estasi delle anime sante, confido in Te.
Misericordia di Dio, che infondi speranza contro ogni speranza, confido in Te.
O Dio Eterno, la cui Misericordia รจ infinita ed il tesoro della compassione รจ inesauribile, guarda benigno a noi e moltiplica su di noi la Tua Misericordia, in modo che nei momenti difficili non disperiamo nรฉ ci perdiamo dโanimo, ma con grande fiducia
ci sottomettiamo alla Tua santa volontร , che รจ amore e la stessa Misericordiaโ
(Diario, 949).
LE LETTERE DI DON MICHELE SOPOCKO
Scritte a Czarny Bor (Lituania),
alle prime candidate per la Congregazione che si stava formando a Vilna (Vilnius, Lituania).
LETTERA I
LA VITA RELIGIOSA
Gesรน, confido in Te!
Care sorelle in Cristo, รจ ormai la seconda settimana che, per volontร di Dio, sono in solitudine
in seno alla natura, da cui, come da un libro vivo, leggo e glorifico lโinfinita misericordia di Dio. Contemporaneamente percorro col pensiero il paese intero immerso nel lutto, mi unisco a tutti
i compatrioti sofferenti, dispersi in tutto il mondo e vedo in spirito come la misericordia del Signore scolpisca nelle loro anime le virtรน eroiche necessarie allโespiazione e alla propiziazione, per implorare e ringraziare di tutto lโinesprimibile bontร divina, per ottenere nuove grazie ed meriti futuri, per poter giร โesaltare la misericordia di Dio in eternoโ. Vedo in spirito come la bontร eterna scolpisca particolarmente queste virtรน nelle anime elette, dilettissime, che vivono sotto
una regola religiosa, le quali hanno rinnegato il mondo, i suoi beni illusori, la propria volontร , dedicandosi, senza nessuna riserva, a fortificare il regno di Dio in se stesse ed a diffonderlo tra
gli altri nel mondo intero.
Il regno di Dio รจ il regno dello Spirito, che alza i suoi edifici meravigliosi su fondamenta poste dallo Spirito di Dio. Gli uomini che vivono esclusivamente secondo la carne non aiuteranno mai
il Signore a costruire la Gerusalemme eterna. Bisogna vivere secondo lo Spirito, rinnegare
se stessi, per capire cosa cosa esiga, dalla nostra miseria, il Re della misericordia.
Bisogna sottomettere allo spirito tutte le potenze del corpo, armonizzare tutta la propria natura, sottomettere la propria volontร a quella di Dio e cosรฌ preparare il terreno alla potenza che, dallโalto, farร sรฌ che le nostre azioni diventino le azioni di Cristo, perchรฉ, come dice lโapostolo delle genti, โnon vivo piรน io, ma รจ Cristo che vive in meโ.
Il regno visibile di Dio sulla terra รจ la chiesa cattolica governata, secondo la legge dello Spirito Santo. Eโ un edificio stupendo, esteso tra il cielo e la terra, che unisce in sรฉ due mondi, quello temporale e quello eterno. โNella casa del Padre mio ci sono tanti postiโ disse il Salvatore, intendendo la Sua sposa, la chiesa cattolica, che nei suoi vani lascia entrare tutte le genti,
i vari stati, collocandoli secondo i propri meriti ed accontentandoli tutti. Ci sono coloro che, attraversata appena la soglia ed illuminati dal raggio e dalla bellezza del vestibolo non vogliono piรน andare avanti. A loro basta la grigia semioscuritร per divampare della gioia del Signore, ancora invisibile perรฒ giร pregustabile.
Ci sono coloro che nutrono il desiderio di entrare negli appartamenti. Trovandosi nella luce piรน grande, di fronte agli ostacoli, li superano a fatica, quali formiche. Il Signore misericordiosissimo ne vede gli sforzi e volontariamente apre le porte delle sue grazie e viene verso loro, in aiuto.
Ci sono alcuni infine tali che desiderano entrare in una stanza decorosa, dove, seduto sul trono,
รจ il sovrano. Essi corrono, come le spose, allo sposo. Questi sono dilettisimi, basta che abbiano una veste sposale adeguata.
Quando, durante la preghiera, ci si tuffa con un pensiero in tale magnifico sistema delle opere
del Signore, facilmente si capisce che la vita religiosa รจ una delle forme necessarie tra i vari modi di dare onore al Re della Misericordia, che รจ una delle stanze piรน vicine alla stupenda camera regale, che qui sono chiamati sono coloro in cui il Figlio di Dio si รจ compiaciuto particolarmente, le spose del Re della Misericordia, verso cui corrono, con grande gioia, indossata la pura veste angelica dellโ umiltร , obbedienza e rinnegamento, cioรจ della povertร . Eโ vero che in ogni anima, anche in quella che vive nel turbine del mondo, puรฒ essere stabilito il Regno di Dio, perchรฉ tutti
i cristiani cattolici sono chiamati, perรฒ, tra tutti i chiamati, non tutti sono scelti e ad ognuno tra questi scelti personalmente sono indicati il posto ed il lavoro.
Cristo affidรฒ agli Apostoli i vari compiti e li mise nei vari appartamenti della sua fortezza.
Pietro, lo stabilรฌ quale Pietra. Giovanni, lasciรฒ che si addormentasse amorosamente sul suo cuore. A Filippo chiese, con una sola parola, di lasciare tutto per seguirLo. Nella predica sulla montagna, il re della misericordia pose i vari gradi di desiderio della perfezione ed adorazione del Padre Eterno, di cui indicรฒ uno degli attributi in modo particolare, con la raccomandazione di imitarLo proprio in questo: โSiate misericordiosi, come il Padre vostro celeste รจ misericordiosoโ.
Questo non รจ piรน un consiglio evangelico, ma una richiesta da cui nessuno puรฒ essere svincolato. Questo รจ un comandamento ed allo stesso modo la condizione indispensabile per la perfezione.
Eโun commento alle altre parole del Maestro: โSiate perfetti, come il Padre vostro รจ perfettoโ.
In che cosa puรฒ meglio manifestarsi tale perfezione, se non nel meditare la misericordia di Dio
e invocare, tramite lโamore di Dio, il debito di gratitudine, se non nellโimitare tale misericordia
con opere di misericordia nei confronti dellโanima e del corpo del prossimo. Eโcomprensibile allora il motivo per cui le anime che desiderano stare il piรน vicino al Signore misericordiosissimo, per entrare nella camera piรน luminosa, piรน vicina alla stanza regale, siano obbligate, con il quarto voto della misericordia, ad indossare una nuova veste sposale per attingere continuamente la misericordia direttamente dal cuore aperto dello sposo e distribuirla agli altri.
Per quanto riguarda lโoggetto di tale voto, esso รจ molto chiaro, perchรฉ lo stesso Salvatore lo ha precisato: โAvevo fame e mi avete dato da mangiareโฆโ. Lโoggetto di tale voto saranno le opere
di misericordia corporale (dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i morti) e spirituale (consigliare i dubbiosi, insegnare a chi non sa, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per
i morti). Eโ di ampia portata e di profondo contenuto e basterร sia per lโordine contemplativo,
sia per i vari rami degli ordini attivi, perchรฉ abbraccia lโintera vita cristiana, forma lโessenza di ogni ordine, tanto piรน, perciรฒ, puรฒ diventare lโoggetto del voto di coloro che lodano e diffondono
il culto della Misericordia Divina.
Carissime sorelle in Cristo, gioisco delle grazie particolari della misericordia di Dio che si sono manifestate nella vostra vocazione. Elette del cuore di Gesรน, filari dellโordine futuro, mediatrici
dei segreti di Dio, per cui pregavo da cinque anni, durante ogni santa messa, a voi soprattutto sono indirizzate le parole del Maestro: โVoi siete la luce del mondo e il sale della terra,
ma se il sale perdesse sapore, con che cosa glielo si renderร ?โ. Confido che non lo perdiate,
che, con lโaiuto della misericordia di Dio cresciate in virtรน, approfondiate la teologia, rafforziate
gli atti di misericordia, ma anzitutto vi esercitiate nella contrizione abituale, riconoscendo la propria personale indegnitร e lโincapacitร di realizzare questo compito, mettendo tutta la fiducia nella misericordia di Dio.
Acciocchรฉ il tralcio, innestato nella vite, porti il frutto, deve maturare solo in spirito di penitenza
e dโamore. Lo spirito di penitenza dovrebbe essere il principio di tutto lโanno di noviziato:
โSe non vi pentirete, morireteโ, disse il Salvatore. Egli stesso fece penitenza per noi e la esige
dai suoi servi: โSe uno vuole seguirmi, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giornoโ.
Non si tratta di ricercare una penitenza straordinaria, che si potrebbe fare soltanto con il permesso del padre spirituale o della maestra e sotto condizione che essa non procuri un danno alla salute, ma si tratta di accettare con pazienza le diverse croci quotidiane, abbandonandosi alla volontร
di Dio. โLo spirito contrito ed il cuore afflitto รจ il sacrificio a Dioโ esclama il salmista ispirato.
Questo spirito di penitenza puรฒ essere realizzato durante lโanno in diverse forme. Per esempio, durante il primo mese del noviziato, si puรฒ cercare di accettare in silenzio le osservazioni giuste ed ingiuste degli altri; durante il secondo mese, evitare i piรน piccoli sospetti e giudizi del prossimo, considerando se stessi come peggiori; il terzo mese, evitare le consolazioni degli altri nei momenti di fallimento; il quarto mese, evitare le consolazioni spirituali durante la riflessione e la preghiera; il quinto mese, non spazientirsi delle proprie cadute ed imperfezioni; il sesto mese, sopportare con pazienza i cambiamenti del tempo (freddo o caldo), oppure i dispiaceri nelle relazioni con il prossimo dal carattere difficile, ecc.
Oltre che nello spirito di penitenza, bisogna esercitarsi nel vero amore del prossimo, perchรฉ soltanto lโamore puรฒ essere la sorgente degli atti di misericordia verso lโanima ed il corpo.
Inoltre dovrete essere sincere con i padri spirituali e le maestre, con loro bisogna cercare
di parlare riguardo le cose spirituali il piรน spesso possibile. Bisogna abituarsi a far tutto non solo bene, ma con zelo, scegliere le cose migliori fra due che sono buone, ma soprattutto curare
la purezza della coscienza per poter trovare, durante lโesame di coscienza quotidiano, sempre meno peccati veniali che non possiamo evitare da soli, ma soltanto con lโaiuto della Grazia particolare di Dio. Per questo motivo, bisogna sviluppare in sรฉ lo spirito di preghiera.
Nelle condizioni in cui mi trovo adesso, non mi รจ possibile scrivervi tutto ciรฒ che vorrei. Durante
la preghiera ed in ogni Santa Messa, continuerรฒ ad implorare il Signore Misericordiosissimo
che dia la luce a voi ed ai vostri direttori e superiori. Confido che Gesรน abbia cura di questโopera perchรฉ ella รจ uscita dal Suo Cuore Misericordiosissimo. Confido che fra poco si creino condizioni migliori per lavorare, ma per adesso ringraziamo Dio per tutto ciรฒ che abbiamo e confidiamo
nella Sua Misericordia.
Don Michal, 13. 03. 1942
LETTERA II
TUTTO ร COMPIUTO
Gesรน, confido in Te!
Care Sorelle in Cristo, una delle ultime frasi di Gesรน sulla croce fu: โTutto รจ compiutoโ. Con queste parole il Salvatore espresse il compimento di tutte le profezie, le prefigurazioni e le tipologie veterotestamentarie riguardanti la persona del Messia, in altri termini, il compimento della propria missione, cioรจ il compimento della Volontร del Padre nei minimi particolari. Cristo Signore
รจ il modello di tutti i cristiani, perchรจ anche loro devono con insistenza cercar di conoscere
la volontร di Dio riguardo alla propria persona e realizzarla quanto meglio possibile, per poter ripetere alla fine della vita le parole del Salvatore: โTutto รจ compiutoโ.
Carissime sorelle in Cristo, รจ giunto il momento decisivo e cruciale nella vostra vita, cioรจ il momento in cui avete deciso di dedicare il resto del pellegrinaggio terreno al servizio di Dio, ovviamente avendo prima percepito che questa รจ la volontร di Dio. Eโ questa una delle piรน importanti tappe di tale pellegrinaggio, alla fine del quale bisogna, con la coscienza pura,
dire come Cristo Signore: โTutto รจ compiutoโ, mi sono presentato allโappello di Dio, chi dโ ora
in poi desidero unicamente servire. Sottometterรฒ la mia alla Sua santa volontร in ogni minimo particolare, piegherรฒ i miei pensieri, parole e azioni ai Suoi pensieri e alle parole contenute nei santi vangeli, nelle scienze teologiche e nel diritto canonico, ma anche nella regola riconosciuta dalla chiesa, per potere, al tramonto della vita, in piena consapevolezza e la serenitร , ancora
una volta ripetere piรน profondamente: โTutto รจ compiutoโ, cioรจ ho compiuto la volontร di Dio.
Questa รจ stata lโeterna volontร divina: che voi viveste nel ventesimo secolo con tali persone,
in un preciso ambiente, vi trovaste esposte a certe tentazioni, poteste ricevere le grazie necessarie per combatterle e poi, in seguito ad un loro eventuale uso sconveniente e contrario alla volontร di Dio, risollevarvi e tuffarvi con fiducia nellโabisso della misericordia di Dio,
per poter dโ ora in poi servirla, conoscerla sempre di piรน, divulgarne il culto e indurre gli altri. Questa indubbiamente รจ stata la volontร divina. Gioisco perchรจ avete riconosciuto questa volontร e accettata, perchรจ non avete sommerso, sotto gli interessi personali, la voce dello sposo, perchรจ, alle chiamate interiori ed esteriori, avete risposto con le parole del Maestro: โEcco io vengoโ,
per poter alla fine ripetere โTutto รจ compiutoโ!
Si รจ compiuta la salvezza: dal costato del Salvatore nasce la Sua sposa, la madre dei bambini rinati nel santo battesimo, la chiesa cattolica. Questa dโora in poi attingerร da quel costato
la sorgente di grazie per tutta lโumanitร , e vi vuole, Care sorelle, porre il piรน vicino possibile
a quella sorgente e farvi mediatrici per i peccatori, gli indifferenti, gli abbandonati e trascurati,
gli inetti, gli ammalati, i prigionieri, i senzatetto, soprattutto, perรฒ, i disperati, per soffiare nelle loro anime la fiducia e ancora, una volta, la fiducia nella smisurata, illimitata, incomprensibile, inesprimibile misericordia di Dio: โGesรน, confido in Teโ.
Trema lโinferno nelle sue fondamenta, di fronte alla nuova, e allo stesso tempo alla vecchia parola dโordine, la quale fra poco risuonerร nel mondo intero. Ecco stanno nascendo i nuovi apostoli
di Cristo, che volevate uccidere. Creeranno la nuova famiglia umana, che arerร tutta la terra con lโaratro forte della fiducia nella misericordia di Dio, la parola dโordine che riscalderร tutto ciรฒ che รจ freddo, renderร tenero tutto ciรฒ che รจ duro, ravviverร tutto ciรฒ che รจ secco, accenderร tutto ciรฒ che รจ sta per spegnersi, darร il colore della vita a tutto ciรฒ che รจ arido, unirร individui, famiglie, societร , nazioni e stati nellโ abbraccio del vero amore fraterno, lโamore di Dio e del prossimo!
Ecco lo stupendo compito, che vi ricorda oggi, nel giorno solenne, il Salvatore divino.
Ecco il nobile fine, che propone di scegliere, secondo le proprie capacitร ed inclinazioni
a voi tutte e ad ognuna personalmente. Ecco il riassunto del programma del lavoro preparatorio da realizzare nel corso del noviziato, nel lavoro educativo e autoeducativo, perchรฉ dopo
si proceda arando, volontariamente, consapevolmente e con zelo, la terra indicata ad ogni anima, senza guardare indietro, senza cercare olio per le lampade, aspettando la ricompensa soltanto
dal misericordiosissimo sposo celeste.
I suddetti fini e compiti siano pur elevati e sproporzionati tanto rispetto alle nostre forze, capacitร , disposizioni, quanto rispetto ai nostri limiti ed imperfezioni, ma, ancorchรจ involontariamente
ci assalgano la paura ed il dubbio, dobbiamo sperimentare prima su noi stessi lโazione dellโillimitabile, incomprensibile ed infinita misericordia di Dio โ come Saulo sulla via di Damasco oppure come Pietro nel cortile di Caifa โ per poter dopo rinfrancare gli altri nella fiducia, sostenere chi vacilla e dubita, facendogli ripetere la giaculatoria animante e vificante:
โGesรน, confido in Teโ.
Anche se, immersi tante volte nellโincommensurabile misericordia, cioรจ nel sacramento della penitenza, abbiamo purificato le nostre anime dalle ferite di peccato nel preziosissimo sangue
del nostro Salvatore, che continua a sgorgare dal Suo costato aperto, puรฒ in noi causare ansia
e scoraggiamento il nostro passato, forse non sempre raggiante e puro, anzi, oscuro e storto almeno in alcuni periodi della vita. Puรฒ darsi che la contrizione non sia stata sufficiente oppure
sia mancato il proponimento forte di non commettere piรน peccati o che non si sia compiuta la penitenza data o che non si sia confessato tutto; ma anche se Dio ci ha giร perdonato, veramente vorrร darci adesso piรน grazie e, anche se ce le volesse concedere, per quali motivi lo farebbe? Questi e altri dubbi ci possono turbare fino a minare la speranza.
Si deve tuttavia necessariamente eliminare ogni dubbio fin dallโinizio, combattere in se stessi
la paura e le ansie, considerandole tentazioni molto pericolose e combatterle con la giaculatoria โGesรน, confido in Te!โ. Tu mi assicurasti il perdono, quando rimettesti alla Maddalena le colpe
di cui si rammaricava, quando perdonasti Pietro una volta pentito, quando promettesti il paradiso al malfattore sulla croce. Tu assicurasti che ci sarebbe stata piรน gioia per un peccatore pentito che per novantanove giusti. Tu sei il buon pastore, che lascia il gregge delle pecore buone sul pascolo e va a cercarne una smarrita, tu mi cercavi, quando mi ero impegolato nelle spine del peccato
e mi ero ferito dolorosamente e, trovatomi, mi hai preso tra le braccia ed adesso mi stai guarendo con cura le ferite del peccato nella mia anima. Gesรน, confido in Te. In Te, non nelle promesse illusorie del mondo bugiardoโฆ In Te, non nelle tentazioni astute e scaltre di Satanaโฆ
In Te, non nelle passioni sfrenate ed esuberantiโฆ Confido instancabilmente che tutte le azioni della mia vita si trovino nellโeternitร , fuorchรฉ i peccati, che Gesรน ha annientato nel sacramento della penitenza e che li dimentichi cosรฌ come dimenticรฒ la vita di peccato della Maddalena,
il rinnegamento di Pietro, la persecuzione di Saulo, come anche dimenticรฒ le colpe di Agostino; basta che io mi penta ancora. Lโultima pietra del male, che comunque appartiene al passato, dovrebbe diventare la pietra angolare al nuovo edificio della santitร . Gesรน, confido in Te.
Lโansia e lo scoraggiamento possono essere dovute al nostro stato attuale, al nostro carattere pieno dei vizi, magari, alle nostre cadute, le quali, nonostante il proposito di migliorare, continuano a ripetersi frequentemente nostro malgrado. Si deve, perciรฒ, ricordare la sentenza ascetica memorabile che sulla terra non esiste nessuno stato di perfezione ma soltanto lโaspirazione. La santitร sulla terra non รจ niente di stabile, รจ uno stato dinamico come disse
il Salvatore. โDa allora in poi viene annunziato il Regno di Dio e ognuno si sforza per entrarviโ
(Lc 16,16). Ciรฒ si nota nelle numerose parabole del Signore Gesรน; nella parabola di dracma perdutaโฆ, del grano di senape crescente, particolarmente nella parabola dei servi e dei talenti. Solo coloro che lavorano, riceveranno il guadagno. Soltanto a coloro che, dopo avere ricevuto
i talenti, sono andati ad impiegarli e ne hanno guadagnati il doppio, il salvatore celeste promette il regno dei cieli. โSiate perfetti come il Padre Celeste โ.
Quanto di piรน ci avviciniamo al fine irraggiungibile, tanto piรน numerose troviamo in noi le mancanze. Per questo non dobbiamo scoraggiarci, ma senterci stimolati ad appoggiarsi nel nostro maestro, nel tentativo di uscirne. Eโ dogma della fede che la grazia divina รจ necessaria per la salvezza; con le nostre proprie forze non siamo in grado di evitare i peccati veniali quotidiani. Perciรฒ la fiducia nellโaiuto promesso dal salvatore nostro รจ il migliore rimedio a tutti i dubbi dovuti dallo stato di imperfezione attuale delle nostre anime.
Lโansia e lo scoraggiamento possono essere dovuti anche di piรน allโincertezza del futuro: persevererรฒ, ce la farรฒ oppure crollerรฒ, come potrรฒ andare avanti, se fino adesso non ho fatto
i grandi progressi? Il Signore Cristo disapprova tali previsioni e dice: โNon affannatevi dunque
per domani, perchรฉ il domani avrร giร le sue inquietudini. A ciascuno giorno basta la sua pena.โ
(Mt 6, 34) Lโautore ben conosciuto di โSรฌ, Padreโ afferma che โessere santo significa vivere completamente il presenteโ. Eโproprio cosรฌ, perchรฉ siamo responsabili solo dei momenti presenti, non di quelli futuri. Perciรฒ fantasticare รจ pericoloso quanto riflettere ed considerare male il passato. Se a qualcuno risulta difficile resistere alla riflessione sul futuro, che si presenta nero, risvegliando ansia e dubbi per quanto potrebbe capitare, egli si aiuti con la giaculatoria
โGesรน, confido in Teโ La fiducia nella misericordia di Dio ristabilirร la pace interiore, turbata
dalla paura del futuro, perchรฉ โDio รจ il nostro scudo e la nostra corazzaโ come lo dice il salmista.
Ciรฒ comporta che la fiducia nella misericordia di Dio ha un ruolo privilegiato nella vita spirituale come nessunโaltra virtรน, perciรฒ il Salvatore la raccomanda piรน vivamente, dicendo per un verso: โSenza di me non potete far nullaโ e per altro verso: โAbbiate fiducia, io ho vinto il mondo!โ,
โAbbi fiducia, figlia, i tuoi peccati sono perdonatiโ, โAbbi fiducia e vedrai la gloria di Dioโ, โPerchรฉ hai dubitato, uomo di poca fedeโ, โNon abbiate paura, io sono con voiโ ecc. Perciรฒ prima di tutto dobbiamo consolidare la nostra fiducia riguardo al passato, al presente ed al futuro, perchรฉ solo cosรฌ avremo il perno della nostra vita interiore, solo cosรฌ ci troveremo su un terreno solido nel nostro lavoro educativo con noi stessi e in futuro con le altre anime, solo cosรฌ potremo fare olocausto di noi stessi con i voti, offrendoci senza nessuna riserva al Signore Dio, al Suo servizio esclusivo.
Oggi si parla tanto di servire il Signore con gioia, perchรฉ essa รจ veramente indispensabile. โServite il Signore con gioiaโ esclamava il salmista. Perรฒ non la si puรฒ estorcere contro la propria volontร . Essa arriva e sparisce di frequente impercettibilmente, giacchรฉ la gioia รจ un sentimento piacevole che nasce in chi รจ in possesso di un certo bene. La durata della gioia dipende dalla durata del bene; con esso appare e con esso sparisce, se lo perdiamo oppure ci rendiamo conto della sua vanitร od almeno della sua imperfezione. La sofferenza, quando viene vissuta senza scopo, di solito bandisce e divora la gioia. Invece la sofferenza, accolta e vissuta con unโintenzione buona genera una gioia bellissima, purissima e permanente, come la ebbero
i martiri. Tale sofferenza ci avvicina a Dio, al sommo bene, che รจ il solo a concederci la gioia perenne.
Perciรฒ รจ la fiducia nella misericordia di Dio che trasforma la sofferenza nella gioia permanente.
E, mediante la giaculatoria โGesรน, confido in Teโ, lโanima sofferente viene inondata nel suo profondo da la pace infinita, capace di irradiare esternamente la gioia. Nella tristezza bisogna cercare la consolazione affidandoci con fiducia alla misericordia di Dio, come la trovavano i santi; in tale fiducia si trova il segreto della gioia soprannaturale, nonostante le lacrime amare che continuano a fluire dagli occhi sgomenti. Soltanto Maria Immacolata che ebbe fiducia illimitata, potรฉ inneggiare lโinno di gioia: โil mio spirito esulta in Dio, mio Salvatoreโ, come cantรฒ non solo quando incontrรฒ la cugina Elisabetta, ma probabilmente anche sotto la croce quando la spada
del dolore ne trafisse il cuore, perchรฉ ella sempre lodava la misericordia di Dio in cui confidava.
โDi generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della Sua Misericordiaโ
(Lc 1, 50.54)
Sulla terra tutto passa: passano irreparabilmente i giorni della vita avvicinandoci a quello della morte, con la quale passeremo allโeternitร ; con la vita passa la gioia terrena che assomiglia vagamente a quella che ci aspetta nellโeternitร , ove prenderemo parte della pace eterna senza nessun turbamento e smarrimento. Colui che spesso ripeteva durante la vita โGesรน, confido in Teโ non verrร sorpreso dalla morte addormentato, ma vigilante coi fianchi cinti, fiducioso, quasi come con la fiaccola accesa. Con lโultimo respiro dirร โGesรน, confido in Teโ e subito dopo sentirร
il richiamo delizioso: โVieni, benedetto, alla gioia eternaโ. Ovviamente la fiducia non puรฒ diventare il quietismo oppure la fiducia esagerata. Soltanto se unita con la penitenza vera
e sincera, essa diventa una capacitร morale giusta.
Senza tale unione puรฒ trasformarsi nel peccato contro lo Spirito Santo, isolenza che inibisce lโazione della grazia divina nellโanima. Peccare contro la fiducia nella misericordia di Dio รจ la piรน gran disgrazia, perchรฉ, come afferma lโautore di โSรฌ, Padreโ, non tanto il peccato, quanto la persistenza in esso รจ il male peggiore. Il quietismo inclina a tale persistenza. Perciรฒ, care sorelle in Cristo, pronunciando le parole โGesรน, confido in Teโ dovremo fare tutto ciรฒ che ci รจ possibile
al fine di corrispondere alla grazia di Dio e collaborare debitamente con essa. Innanzitutto, in conformitร con la regola, senza una ragione importante, non possiamo omettere la riflessione giornaliera, che รจ indispensabile.
Mediante essa si allarga e consolida la nostra conoscenza di Dio e della Sua misericordia, manifesta a noi soprattutto attraverso la vita, passione e morte del Signore Gesรน, attraverso la vita eucaristica del nostro salvatore, nel sua dolcissimo cuore e in quello della Sua dilettissima madre, che รจ la nostra madre di Misericordia. Bisogna, comunque, sapere che รจ meglio rimanere nella riflessione una mezzโora intera senza sosta invece di pregare due volte al giorno quindici minuti. Nel primo caso si approfondisce di piรน, nel secondo si perde tanto tempo per la preparazione
e il raccoglimento, senza i quali la riflessione solitamente รจ poco fruttuosa. Eโ bene conoscere, particolarmente allโinizio, il metodo di San Ignazio ed esercitarsene. Dopo ogni anima puรฒ fare
la riflessione secondo il proprio metodo. La preghiera non รจ lโunico segno della nostra vita pia, perรฒ rimane il segno sostanziale della nostra vera religiositร .
Oltre a ciรฒ bisogna ogni giorno fare lโesame di coscienza, sia generale sia particolare, la lettura spirituale della Sacra Scrittura e dei libri ascetici, lo studio della teologia e del diritto canonico, conoscere meglio la storia della nostra Madre Chiesa, conversare su temi spirituali con le consorelle e su quelli riguardanti la vita interiore con la maestra, rimanendo fedeli allo stesso tempo al compimento dei propri compiti familiari, affinchรฉ la pace della casa non sia turbata.
Ciรฒ non รจ facile, perรฒ, con lโaiuto di Dio e la buona volontร , tutto si puรฒ migliorare, lasciandoci guidare dalla prudenza, che รจ la guida di tutte le virtรน, auriga virtutum. Soprattutto bisogna preoccuparci di realizzare debitamente tutto ciรฒ che ci obblighiamo o ci obbligheremo a compiere attraverso i voti.
Questa รจ lโaspetto piรน importante che dovrebbe diventare il principale oggetto dei nostri sforzi
โIl Signore Dio smarrirร colui che violenta la Chiesa di Dioโ, grida il profeta; mediante il voto la nostra anima e il nostro corpo diventano la chiesa di Dio, la dimora dello Spirito Santo. Mediante il voto di castitร , che pronuncerete, diventerete il tempio del Signore. Poichรจ a Maria, tempio vivo, Dio diede il privilegio di essere lโImmacolata Concezione, pensate quanto voi, quali spose del Salvatore, dovete cercare di rimanere intatte nei pensieri, nelle parole e nelle azioni.
Bisogna rigorosamente evitare le occasioni e le tentazioni e combatterle con tranquillitร , perรฒ con decisione, fin dallโinizio, dicendo subito: โGesรน, confido in Teโ, nella condizione in cui vi trovate al momento. ร difficile precisare lโoggetto dei voti di povertร , obbedienza e pratica della misericordia, perciรฒ vi basti effondere una promessa. Anchโessa tuttavia deve essere praticata seriamente, perchรฉ riguarda Dio. Cercherรฒ di delineare il mio parere in proposito.
Lโoggetto del voto di povertร comporta, rispetto ai beni temporali, lโatteggiamento di distacco
di chi sa di non poter disporre liberamente della proprietร legalmente ottenuta, ma sempre
in tutto parla con la maestra e chiede lโautorizzazione per attuare i propri progetti.
Lโoggetto del voto di obbedienza comporta la sottomissione della propria volontร , se non in tutte le azioni, il che attualmente รจ impossibile, almeno in un ambito preciso scelto in accordo con la maestra. Si puรฒ per esempio limitare lโambito dellโatteggiamento da tenere verso le persone con cui si vive quotidianamente, genitori, sorelle o fratelli, e decidere di non far niente senza averle prima consultate, oppure almeno di non fare quello chi a loro dispiace. Ovviamente solo se una tale decisione non coincide con unโaltra giร precedentemente convenuta.
Adesso bisogna soprattutto lottare contro almeno uno dei vizi, per esempio contro quello che
รจ piรน diffuso, cioรจ lโ egoismo oppure lโ esagerato amor proprio, che รจ la malattia dei nostri tempi, malattia individuale, nazionale e sociale, che รจ la morte di Dio e del prossimo, tomba della pace interiore ed esteriore, sorgente di confusione, di ogni contesa e guerra, seme di peccato e di oltraggio. Questo vizio limita la nostra prospettiva sul mondo, diminuendola sempre di piรน.
Rende impossibile la vita comunitaria, trasformando a volte il luogo di preghiere e di raccoglimento in una caverna delle iene che si mordono e si odiano reciprocamente. Perciรฒ si deve subito e con forza sradicare quel vizio, prendendo come modello il Maestro Divino, il quale disse: โImparate da me che sono mite ed umile di cuoreโ. Solo uno che si sia liberato di se stesso, del suo esagerato amor proprio, puรฒ diventare grande ed aperto, ricettivo nei confronti dellโazione
della grazia di Dio, puรฒ dire onestamente e senza ipocrisia: โGesรน, confido in Teโ.
Mi รจ impossibile scrivervi tutto ciรฒ che vorrei, mi manca sia il tempo sia lo spazio. Spero che voi stesse, con una guida illuminata conosciate, capiate e mettiate in pratica tutte le indicazioni di Cristo e della sua sposa, la chiesa, inerenti ad un fine cosรฌ nobile quale รจ la vita religiosa. Spero che la misericordia di Dio non limiti le grazie alle Sue combattive serve. Esse si sono proposte uno solo obiettivo davanti ai loro occhi. Spero che la Madre della misericordia vi prenda sotto
il suo mantello in modo particolare e che guidi i vostri passi.
Spero che lโangelo custode di ognuna di voi, sotto la comando del principe degli spiriti celesti,
san Michele Arcangelo, vi guidi sulla via diritta, vi ammonisca con la voce interiore e vi parli mediante la bocca dei confessori e dei padri spirituali, vi sostenga con ispirazioni e preghiere
al cospetto del trono dellโAltissimo. Auguro a tutte voi ed ad ognuna personalmente che il giorno 11 di questo mese sia il giorno del vostro fidanzamento con Gesรน e che, nellโanno prossimo,
esso diventi il giorno delle nozze delle vergini sagge, con le lampade accese di amore e di fiducia, per far luce agli altri uomini. Prego con fervore ogni giorno con queste intenzioni e, specialmente in quel giorno, ripeterรฒ le parole del salmista โMostrami, Signore, la tua misericordia e donami la tua salvezza!โ.
In Dio, don Michele, 9.04.1942
LETTERA III
โMisericordia Dei confidentibus in Eum,
Misericordia di Dio per coloro
che confidano in Lui!โ
Care Sorelle in Cristo,
Ogni grande idea si esprime solitamente con parole brevi, che diventano la parola dโordine
dei loro propugnatori. Anche lโidea della misericordia di Dio dovrebbe averne una, con la quale
si possano riconoscere i suoi adoratori, un motto per i suoi apostoli, con quale salutarsi ogni volta si incontrano e nella quale si compendiano la profonditร ed il programma dellโapostolato.
Alla ricerca di tale parola dโordine sono ricorso alla Sacra Scrittura, alla lettera di Dio per
gli uomini โ e vi ho trovato due espressioni molto adeguate e una di esse puรฒ essere da noi assunta come la parola dโordine: โLa Misericordia di Dio per coloro che operano misericordiaโ
e โLa Misericordia di Dio per coloro che confidano in Luiโ. Tutte e due sโincontrano diverse volte nella Sacra Scrittura, letteralmente oppure come un pensiero fondamentale delle pericopi piรน lunghe o piรน brevi. Mi sembra, perciรฒ, che tutte e due siano adeguate, ma io propendo per la prima.
Questa parola dโordine รจ presente in tutti i libri dellโAntico Testamento, perรฒ piรน spesso
la si puรฒ incontrare nei Salmi, di cui addurrรฒ alcuni brani. Nel Salmo 13, Davide si sente del tutto abbandonato ed esprime grande fiducia solo nella misericordia di Dio: โNella tua misericordia ho confidato/ Gioisca il mo cuore nella tua salvezzaโ (Sal 13, 6). Nel Salmo 17, il re ispirato supplica
il soccorso di Dio contro la crudeltร dei nemici, esprimendo fiducia in Dio misericordioso โMostrami i prodigi del tuo amore / tu che salvi dai nemici / chi si affida alla tua destraโ (Sal 17, 7). Nel Salmo 21, Davide ringrazia della vittoria attribuendola alla fiducia riposta nella misericordia
di Dio โPerchรฉ il re confida nel signore / per la fedeltร dellโAltissimo non sarร mai scossoโ (Sal 21, 8). Nel Salmo 31, lo stesso autore davanti ai grandi pericoli che lo minacciano prega al Signore
e fa riferimento anche alla fiducia โma io ho fede nel Signore / Esulterรฒ di gioia per la tua graziaโ
(Sal 31, 7b-8a).
Nel Salmo 32, esprime la propria gioia perchรจ il Signore ha perdonato a colui che ha confidato
in Lui โMolti saranno i dolori dellโempio / ma la grazia circonda chi confida nel Signoreโ
(Sal 32, 10). In quasi tutto il Salmo 33 risuona il messaggio che tutto avviene, non come la gente desidera, ma come Dio misericordioso guiderร gli eventi โEcco, lโocchio del Signore veglia
su chi lo teme, / su chi spera nella sua graziaโ (Sal 33, 22). Lo stesso nel Salmo 52 โIo invece
come olivo verdeggiante / nella casa di Dio. / Mi abbandono alla fedeltร di Dio / ora e per sempreโ (Sal 52, 10) e nel salmo 86 โTu sei buono, Signore, e perdoni, / sei pieno di misericordia
con chi ti invocaโ (Sal 86, 5). Nel Salmo 103, Davide identifica la fiducia con il timore figliale โCome il cielo รจ alto sulla terra, / cosรฌ รจ grande la sua misericordia su quanti lo temonoโ
(Sal 103, 11).
Nel salmo 143, lo stesso autore ispirato, di fronte alla ribellione del figlio Absalom chiede aiuto
il piรน presto possibile ed รจ sicuro di ottenerlo di ottenerlo โAl mattino fammi sentire la tua grazia, / poichรฉ in te confidoโ (Sal 143,8). Nel Salmo 147, lโautore ispirato chiede al creato di lodare Dio, perchรฉ โil Signore si compiace di chi lo teme, / di chi spera nella sua graziaโ (Sal 147, 11).
Infine il Salmo 136 puรฒ essere considerato quasi una litania della misericordia di Dio nellโAntico Testamento, perchรฉ il salmista, enumerando ogni beneficio ottenuto da chi confida in Dio, aggiunge in ogni strofa il ritornello: โPerchรฉ eterna รจ la Sua misericordiaโ.
Non riporto ulteriori citazioni della Sacra Scrittura, limitandomi ad un brano solo del Nuovo Testamento, il piรน peculiare: โAndiamo con fiducia alla capitale di grazie, perchรฉ possiamo sperimentare la misericordia e trovare graziaโ. Qui lโApostolo delle Genti richiede la fiducia
e garantisce la misericordia di Dio a tutti coloro che in essa confidano. Presuppongo, perciรฒ,
che il primo testo sia piรน appropriato, perchรฉ corrisponde di piรน alla giaculatoria messa sotto lโimmagine, con la differenza che la prima forma รจ piรน esclamativa, la seconda, invece, piรน indicativa.
โCon le parole si manifesta la volontร , con le azioni la potenzaโ, disse Mickiewicz, esprimendo cosรฌ una ben conosciuta veritร di vita, piรน volte confermata nella Sacra Scrittura, ma in modo particolare sottolineata dal Salvatore nella parabola sugli operai e sui talenti. Nellโazione
si manifesta il nostro valore presso Dio e gli uomini. Perciรฒ ci dovremmo preparare debitamente
ed esercitarci ora, in conformitร con il tipo di azione prescelto (interiore, contemplativa
o esteriore). Nel nostro modo di agire, sia quello esteriore sia quello interiore, lo scopo principale dovrebbe essere duplice: la gloria di Dio e il profitto per il prossimo. La gloria consiste nel conoscerLo ed amarLo sempre di piรน, meditando la misericordia di Dio; il profitto invece comporta il compito di compiere atti di misericordia verso lโ anima ed il corpo del prossimo. Questโultimo
ha unโimportanza pregnante ai nostri giorni, perchรฉ tra la gente si riscontrano tante sperequazioni e divergenze di idee.
Che cosa ha causato tale divisione tra la gente? Soprattutto la deviazione da Dio. Chi non sa oppure si dimentica che Dio รจ il Padre di tutti gli uomini, non riconosce la fraternitร esistente
tra le genti delle diverse nazioni. Un ruolo non secondario va riconnesso anche alla questione sociale. Questa si chiede se prevalga lo spirito di egoismo oppure di sacrificio, se la base della societร sia lo sfruttamento dei deboli a vantaggio dei potenti oppure se lโorganizzazione stessa imponga sacrifici a tutti, nellโinteresse del bene comune, innanzitutto perรฒ prendendosi cura dei piรน deboli. Ci sono tanti uomini che hanno troppo e pretendono ancora di piรน, non di meno ci sono coloro che hanno molto poco, anzi, che non hanno quasi niente e che vorrebbero ricevere viene loro rifiutato.
Tra questi due estremi contrapposti potrebbe scoppiare una lotta โ una lotta tanto piรน terribile
in quanto, da una parte, contende la potenza dโoro e dallโaltra la potenza del desiderio
di possederlo, che rasenta la disperazione. Guardando quello che accade si puรฒ profetizzare
che tale lotta non cesserร fin quando la gente non si volgerร alla misericordia di Dio e non incomincerร ad imitare Dio in quellโ attributo, con atti di misericordia verso il prossimo.
Il cristianesimo garantisce il diritto di proprietร , conforme al comandamento โnon rubareโ,
il quale dโaltronde sgorga dalla legge naturale, dallโimperfezione della natura umana dopo
la caduta, lo garantisce, perรฒ, come utile a rendere il sacrificio, come condizione per poi liberarsene , come una particella di libertร , senza la quale uomo non avrebbe avuto il merito.
La Chiesa solo approssimativamente chiede una decima del guadagno per le opere della misericordia, perรฒ non lascia senza vincoli le altre novanta per cento parti del reddito, richiedendo che in ogni istante siano disponibili per il bene comune, nella misura nota solo a Dio. Oltre allโ elemosina materiale, bisogna anche portare lโelemosina in spirito ai poveri, cioรจ trattenere rapporti dโamicizia con loro, sostenerli con un consiglio, intruirli, pregare per loro. Sedendo accanto al lettuccio di ammalati e sofferenti, entrando nei segreti di cuori amareggiati,
di coscienze svuotate, nelle case private, negli ospedali, nelle botteghe, nelle scuole, nelle cittร
e nelle campagne, in varie condizioni, pienamente conosceremo tutti gli aspetti di questo programma, inizieremo a realizzarlo, contribuiremo a rasserenare le menti inquiete.
Lโelemento individuale insito in atti di misericordia consiste nella santificazione personale
di quanti compiono tali atti. Niente nobilita lโuomo quanto vedere nei poveri materialmente
e spiritualmente presente lo stesso Cristo Signore; mettendo le mani nelle loro piaghe, materiali oppure spirituali, immaginare che si tocchino le piaghe sulle mani, sulle gambe, sulla testa e sul costato dello stesso Salvatore. Riconoscere in loro i nostri padroni e in noi stessi i servi.
Chiamarli messaggeri di Dio, chiamati ad esistere per provare fino a che punto imitiamo Dio nel suo specifico attributo. Ciรฒ significa che i poveri non sono superflui. Il Salvatore disse: โI poveri li avrete sempre con voiโ. Un povero che soffre serve Dio e la societร , cosรฌ come colui che prega.
Egli compie lโufficio espiatorio, lโolocausto di cui i meriti scendono su di noi, perchรฉ egli porta
un peso piรน grande di quello che possono portare gli altri e nella sua preghiera risuona una potenza che dalla natura apre alla sopra-natura e, tirandone la tenda, rende lโimplorazione
ed lโinvocazione di milioni di persone.
Noi invece abbiamo la possibilitร โ, con lโaiuto di Gesรน Cristo, re della misericordia, fondandoci sulla Sua misericordia, di rendere misericordia alla gente e contribuire al cammino di santificazione, aiutandola a crescere nella santitร e svolgere cosรฌ unโinfluenza positiva sulla societร . Colui che confida in Dio misericordiosissimo, non sarร soltanto il passivo ricevente
delle grazie, ma cercherร di compiere le opere della misericordia.
Aggiungo i saluti a tutti Don Michele
LETTERA IV
IL SANTISSIMO SACRAMENTO DELLโALTARE
Gesรน, confido in Te!
06. 08 1942. Carissime Sorelle in Cristo, Visitando otto anni fa la Terra Santa, sono rimasto particolarmente impressionato dalla vista, sul Monte Tabor, del luogo della Trasfigurazione
del Signore. Il Signore Gesรน, consapevole dellโavvicinarsi della Sua passione, volle consolidare nella fede nella sua divinitร gli apostoli prescelti (Pietro, Giacemmo e Giovani) e si manifestรฒ loro in tutto lo splendore della Sua gloria e della maestร . Offrendo in quel luogo a Dio il sacrificio incruento, mi sono ricordato, o meglio, mi sono reso conto che il Cristo Signore fa il miracolo della Trasfigurazione ogni giorno, non solo davanti agli Apostoli prescelti, ma davanti a tutti i presenti, in tutti i nostri santi templi, durante la santa messa, ove, benchรฉ non manifesti apertamente lo splendore della Sua gloria e maestร , operando la transustanziazione del pane in carne e del vino in sangue, risveglia la nostra fede agli stessi sentimenti che ebbero gli apostoli sul Monte Tabor.
Il santissimo sacramento รจ la manifestazione dellโillimitata misericordia di Dio. La misericordia
di Dio consiste nel rivolgersi del creatore alle creature, allo scopo di farle uscire dalle miserie
e cancellare le mancanze. Ebbene, nel santissimo sacramento dellโaltare, la parola eterna,
โper la quale tutto si รจ fattoโ, non solo si rivolge, ma si offre come dono perfetto alla gente, donandosi continuamente con la Sua somma saggezza, potenza e generositร . โPrendete
e mangiatene, questo รจ la mia carneโ โ dice il Salvatore.
Comโรจ straordinaria questa espressione! Nutrirsi di Dio, incarnare in sรฉ Dio, diventare il tabernacolo vivente di Dio, ricevere il corpo di Gesรน, il quale morรฌ sulla croce, giacque nella tomba, salรฌ al cielo, siede alla destra del Padre, ove รจ la gioia degli angeli, la gloria del cielo,
lo stupore degli spiriti benedetti. Assieme al corpo cโรจ il sangue, lโanima e la divinitร , che ne sono inseparabili. โFate questo in memoria di meโ โ cioรจ prendete il pane, dite come dico io:
โQuesto รจ il mio corpoโ e, in quel momento, il pane diventerร il Mio corpo sulle mani di tutti
i sacerdoti senza eccezione, perchรฉ la potenza delle Mie parole non dipende dai meriti di colui che le pronuncia.
Questo sarร il Mio corpo per tutti i secoli, in tutti i luoghi, Mi moltiplicherรฒ su milioni di altari,
in miliardi di ostie e particelle, perรฒ in ognuna rimarrรฒ intero, vivo, presente con umanitร e divinitร . Come si puรฒ estrinsecare la perfezione di quel dono misericordioso, come paragonarlo con qualunque altro? Gli altri doni di Dio, anche tutti i sacramenti trapassano, ma il santissimo sacramento รจ un dono continuo che dura in ogni momento, sia di notte sia di giorno,
fino alla fine dei tempi. Egli rimane con noi pronto ad ascoltarci, continua ad intercedere per noi presso al Padre celeste, a contemplare le Sue perfezioni, a lodarle, si umilia nel nostro nome per dare gloria a Dio, continua a ringraziare nel nostro nome, implora il perdono dei nostri peccati, ricompensa e rende soddisfazione, incessantemente si offre come il nostro mediatore davanti
al Padre celeste, per allontanare il colpo della giustizia ed ottenere la misericordia.
Quando il nostro emisfero รจ sommerso nel sonno, nellโaltro emisfero i sacerdoti tengono in mano lโolocausto per i peccati del mondo. In tal modo il nostro mediatore รจ continuamente sospeso
tra il cielo e la terra dinanzi al Padre celeste, coprendo il mondo peccaminoso con le sue piaghe come lo vide suor Faustina in unโestasi. Noi lo dimentichiamo, Egli non cessa di ricordarsi di noi; noi lo offendiamo, Egli persiste ad offrirsi per noi; noi lo attristiamo, Egli ci consola; noi cadiamo sotto i colpi delle tentazioni, Egli continua ad alzarci, ci fortifica e ci chiama: โVenite da me che siete affaticati ed oppressi ed io vi darรฒ sollievoโ.
Possiamo, perciรฒ, arguire che il Santissimo Sacramento รจ un dono continuo della misericordia; che il nostro cuore sarebbe duro, se non si spronasse allโamore ed alla gratitudine sempre
piรน grande verso Gesรน, nostro Signore e la santa comunione, ricevuta in maniera sempre piรน dignitosa. Ella รจ un tesoro infinito di grazie che possiamo ricavare ininterrottamente senza mai diminuire, con cui possiamo ripagare i nostri debiti e soddisfare le nostre necessitร e quelle
del mondo intero.
La misericordiosa offerta da Cristo, nostro Signore alla gente, nel santissimo sacramento,
รจ la manifestazione della saggezza, della potenza e della generositร divina. La saggezza
sta nel trovare il fine adeguato ed i mezzi che consistono in tutto ciรฒ che troviamo nel sacramento dellโAltare. Il Signore Gesรน รจ tornato al Padre, perรฒ non ci abbandona, ha nascosto il suo splendore sotto il velo eucaristico, donandoci la possibilitร di esercitarci con fede in ciรฒ che non vediamo, ci insegna, indossando su di Sรจ la semplice forma del pane, la semplicitร e la modestia nel modo di vestirci, ci insegna lโumiltร , la vita nascosta, il distacco dal mondo, il sacrificio e il rinnegamento della propria volontร , nellโobbedienza, il rinnegamento dei beni materiali, nella povertร ; ricevendoLo sotto la forma di nutrimento, cโincoraggia ed esercita non solo a rimanere strettamente uniti a Lui, ma a lasciarci costantemente trasformare e edificare.
La saggezza eterna ci ha preparato una lezione esplicita sulla misericordia di Dio, che continua
a persistere, a rialzare lโuomo volto a partecipare alla vita divina ed allโunione sempre piรน stretta col Redentore.
La potenza divina si manifesta nei miracoli che si ripetono continuamente nel santissimo sacramento: il miracolo della trasfigurazione del pane nellโessenza del corpo di Cristo
e del vino nellโessenza del Suo sangue, il miracolo della presenza Sua sugli altari, senza cessare di rimanere nel cielo, il miracolo della Sua presenza in ogni particola, anzi, in ogni particella,
il miracolo della forma del pane e del vino che mantengono il proprio gusto e colore, il miracolo che tutto ciรฒ succede dopo che il sacerdote ha pronunciato sullโaltare le parole di consacrazione.
SantโAgostino, riflettendo sulla potenza divina che si manifesta nel sacramento dellโaltare, escalmรฒ: โIddio, benchรฉ Tu fossi il piรน saggio, non potresti fare niente di migliore; sebbene Tu fossi onnipotente, non potresti fare niente di piรน perfetto; ancorchรฉ Tu fossi il piรน ricco, non avresti niente di piรน prezioso che il Santissimo Sacramentoโ. San Giovanni apostolo, nel suo Vangelo, fin dallโinizio, parla della Parola Eterna, che si fece carne e venne ad abitare in mezzo noi e, cominciando il racconto dellโUltima Cena, in cui fu instaurato il Santissimo Sacramento, innanzitutto ricorda che Dio Padre aveva dato, nelle mani del Figlio, ogni potenza e forza.
Riconosciamo la generositร di uno che ci ama dal dono offertoci, particolarmente quando non cโรจ dovuto e quando non aspettiamo niente da costui. Da Gesรน nostro Signore non cโรจ dovuto niente; nonostante ciรฒ, Egli ci dona non solo le grazie, ma se stesso. Ci si dona in un modo che rovescia tutte le leggi della natura, tramite i miracoli piรน straordinari, umiliandosi per la sua misericordia, sopportando disonore, insulto, sacrilegio, come risulta dal giorno in cui ha stabilito il santissimo sacramento. Che cosa aspettava? Sapeva che dalla gran parte della gente avrebbe ottenuto indifferenza, tiepidezza, abbandono, talvolta le peggiori insolenze e bestemmie. Malgrado
ciรฒ lo accettรฒ per la sua misericordia.
Mediante il sacramento dellโaltare, continua a mantenersi la relazione tra il cielo ed il purgatorio. Per un verso il Salvatore, nellโofferta della santa messa, si dona al Padre celeste per lโumanitร , per alto verso il Padre celeste ci dona il Suo Figlio nella santa comunione, la cui lโefficacia si stende su vivi e morti. Ai vivi dร forza, consolazione e gioia, alle anime sofferenti nel purgatorio, tramite le nostre preghiere, dร sollievo, li addolcisce nelle sofferenza. Lโesperienza ci convince
di questa veritร . Lโanima che vede che Dio le si dona per prima, sente come la cosa giusta donarsi a Lui completamente. Non solo lo desidera, ma รจ piena di buona volontร e di santo zelo che
la trasformano, che le fanno trovare la gioia, nei sacrifici, e la forza, per superare gli ostacoli.
Il Sacramento dellโAltare non solo rialza lโanima, ma anche indebolisce il nemico, perchรฉ come dicono i Padri del Concilio di Trento, indebolisce il fuoco della passione e decresce lโimpulso della carne.
Oh, quale tristezza ci sarebbe stata senza il santissimo sacramento! Nelle Chiese niente avrebbe parlato al nostro cuore (come si vede nelle chiese protestanti). Il mondo sarebbe stato un esilio senza la consolazione nelle sofferenze, senza la luce nelle tenebre e senza consiglio nei dubbi.
Il santissimo sacramento, invece, cambia tutto in gioia: le chiese diventano il paradiso, ove si puรฒ pregustare la patria ed ove si puรฒ inneggiare con il salmista: โQuanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti! Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente.โ (Sal 84, 2.3b)
Come siamo felici malgrado le calamitร dellโambiente.
Come siamo sicuri, nonostante i pericoli.
Come siamo ricchi, anche se la miseria ci circonda!
Come siamo forti, malgrado lโenormitร dei nemic!
Come siamo gioiosi, a dispetto del fiume di lacrime!
Come sono straordinarie la gloria e grandezza in noi, nonostante lโumiliazione e il disprezzo.
Dio ci rende onore, scendendo dalla dimora della Sua gloria per poterci visitare ed esserci compagno nel nostro pellegrinaggio. Per Sua misericordia, ogni giorno si ripetono questa discesa e visita Sua in tutti i templi: anche adesso, in vari posti, Egli si fa quasi prigioniero solitario perchรฉ possiamo avere facile acceso a Lui, perchรฉ Egli possa ascoltare le nostre richieste.
Quale questa gloria รจ per noi!
Tramite il santissimo sacramento si realizza la comunione dei santi sulla terra, nel cielo e nel purgatorio. Come due misure equivalenti ad una terza sono uguali tra di loro, cosรฌ tutte le anime che ricevono lo stesso corpo del Salvatore nellโunico amore di un solo sposo, si uniscono strettamente, nonostante lo spazio terreno ed il diverso stato di vita dopo la morte. In Lui ci uniamo con i santi nel cielo, da cui otteniamo aiuto. In Lui ci uniamo anche con le anime del purgatorio ed a loro assicuriamo consolazione e refrigerio. โPer ipsum, cum ipso, et in ipsoโ
โ per Cristo, con Cristo ed in Cristo si realizza la comunione dei santi come professiamo
nel nostro Credo.
I santi nel cielo gioiscono soprattutto per lโumanitร di Cristo, sempre presente anche nel santissimo sacramento, per il Suo dolcissimo volto, sorgente di ogni loro bellezza, bontร e felicitร , per il Suo cuore, la cui la misericordia essi hanno sperimentato su di sรฉ. Gioiscono delle Sue ferite, attraverso le quali leggono con quale prezzo sono stati ripagati i loro tradimenti. Come un naufrago sopravvissuto, quando giร nel porto, con gioia e gratitudine, rinfrancato dal timore dei pericoli passatiti, si stringe ai piedi di colui che si รจ gettato nella corrente per salvarlo, con lo stesso trasporto essi inneggiano quegli inni di ringraziamento che Giovanni sentรฌ e scrisse nellโApocalisse: โA Colui che siede sul trono e allโAgnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoliโ (Ap 5, 13) โ(โฆ) perchรฉ sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribรน, lingua, popolo e nazione e li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti e regneranno sopra la terra.โ (Ap 5, 9).
Anche noi sulla terra gioiamo della presenza del Cristo-Uomo sui nostri altari e, pur non vedendoLo direttamente, grazie alla fede, vi ritroviamo i Suoi tratti con le perfezioni divino-umane e, tramite Lui, ci uniamo ai santi nel cielo e alle anime che del purgatorio, sotto la sua giustizia,
e intercediamo per loro alla Sua misericordia.
Nel santissimo sacramento veniamo continuamente innondati dalla misericordia di Dio.
Ciรฒ ci obbliga a rispettarLo e amarLo, a fare la santa comunione di frequente ed in modo degno,
a visitarLo nella Chiesa.
โQuanto รจ terribile questo luogo!โ (Gn 28, 17) disse Giaccone, dopo essersi svegliato dal sonno
in cui aveva visto la scala che univa la terra al cielo. Tanto piรน puรฒ rispettare queste parole un cristiano credente di fronte al tabernacolo, in cui viene conservato il santissimo sacramento. โQuesta รจ proprio la casa di Dioโ (Gn 28, 17), cui si deve la somma gloria. Quanto piรน il Signor
Gesรน si umilia nel santissimo sacramento, tanto piรน dobbiamo renderGli onore.
Il Padre celeste ce ne diede esempio, quando fece scendere gli angeli verso la mangiatoia
del figlio, perchรฉ onorassero il re dei re e perchรฉ annunziassero la Sua gloria a quanti abitavano nelle vicinanze. Sulle rive del Giordano aprรฌ il cielo e rese testimonianza ai peccatori del Suo amatissimo figlio, di cui si era compiaciuto. Quando la malizia umana Lo inchiodรฒ in croce
e Lo coprรฌ di sommo disprezzo, il Padre celeste fece oscurare tutta la terra, resuscitare i morti, mentre un terremoto spezzava le rocce.
Questo ci spiega quanto grande dovrebbe essere il nostro amore nei confronti del Signore Gesรน, che si รจ umiliato nel santissimo sacramento, perchรฉ lรฌ davvero si รจ voluto umiliare. Nella mangiatoia almeno aveva la forma di un neonato, sulla croce conservava la forma umana,
invece qui non ha piรน niente di simile allโuomo e tanto meno a Dio. Agli occhi umani ha una forma poco pregevole, in cui, comunque, รจ nascosto un raggio della stessa grandezza che illuminรฒ Mosรจ sul Monte Sinai ed i discepoli sul Monte Tabor.
Questa particola sulla patena contiene Dio infinito, che i cieli non sono in grado di racchiudere
in se stessi. Quanto grande รจ la Sua umiliazione, per cui tante anime pie, tra cui suor Faustina, videro gli eserciti degli angeli rendere onore senza sosta al re dei cieli, ivi nascosto, come san Giovanni Evangelista quando vide ventiquattro vegliardi con quattro esseri viventi di fronte
al trono (Apocalisse 4 e 5.6)!
Tutto questo ci fa capire quale dovrebbe essere il nostro rispetto nei confronti del santissimo sacramento. Qui, davanti al quale tutto il cielo trema e Gli rende onore, possiamo noi stare
con la mente dispersa ed il cuore indifferente, con un vestito inadeguato e futile?. Non siamo soltanto i servi del Signore, ma anche debitori di fronte al giudice, creature di fronte al creatore. Noi siamo polvere e cenere della terra.
Perciรฒ santa Teresa di frequente ripeteva in monastero: โMie sorelle, dovreste essere di fronte
al Santissimo Sacramento come le anime benedette nel cieloโ. Suor Faustina, invece, di fronte al santissimo sacramento sempre, quando nessuno la guardava, rimaneva in ginocchio con le mani incrociate. Da un tale rispetto esteriore sgorga lโeffusione della pietร interiore, perchรฉ un atteggiamento esteriore influisce sul raccoglimento, e Dio lo ripaga subito e rende in sovrabbondanza allโanima la grazia della pietร e dello zelo. Da un tale rispetto deriva anche lโinsegnamento necessario al prossimo, un certo tipo di apostolato verso coloro che ci osservano. Allโopposto la mancanza di rispetto in chiesa o cappella, troppa libertร , sussurrio raffreddano
ed inibiscono la pietร negli altri e, in certi casi, causano titubanza nella fede.
Il nostro secondo obbligo verso il santissimo sacramento รจ lโamore nei confronti di Gesรน Cristo,
ivi presente. Molte le ragioni. Lรฌ รจ presente il padre della misericordia, Dio, degno dโamore tanto sulla terra quanto in cielo, ove gli angeli ed i santi, proprio nellโamarLo, trovano la piรน grande felicitร . Lรฌ รจ presente Dio, per la Sua misericordia, quale gli angeli non hanno sperimentato su loro stessi, come noi, per Sua misericordia. La riflessione su questo รจ il mezzo migliore per risvegliare lโamore. Lรฌ รจ presente Dio-Uomo, il piรน bello ed il piรน perfetto tra i figli dellโuomo. Questa presenza di Cristo tra gli uomini ha, per alcuni aspetti, di piรน ragione di essere che quella in cielo. Perchรฉ nel cielo non viene umiliato, si trova al Suo posto, allโapice della gloria, che riceve dagli angeli e dai santi per i quali, come ho giร detto, la sua umanitร รจ fonte di felicitร permette inesprimibile.
Qui per sua misericordia discende dallโalto, si dona ai peccatori, che non lo amano, di parlare
con Lui, di riceverLo, pur esposto a disprezzo, ingiuria e sacrilegio. Nel cielo รจ come il re sul suo trono, invece qui si fa la vittima per i peccatori, per i servi che si sono ribellati; si fa il mediatore che implora la misericordia e li protegge dalle pene divine. Oh, come siamo poco o niente riconoscenti, se non siamo pieni dโamore verso il nascosto prigioniero eucaristico, a cui ci abituiamo e che totalmente dimentichiamo! Per questo bisogna esaminare il proprio comportamento ed imitare Santa Maria Maddalena de Pazzi, Santa Catterina di Siena, Santa Teresa e gli altri cuori giusti che avevano un grande amore verso il santissimo sacramento.
Lโamore dovrebbe dare un valore ad ogni momento che possiamo trascorrere in adorazione
in chiesa oppure almeno col pensiero volto al santissimo sacramento, durante il lavoro. Lโamore ci spinge a fare unโora santa, durante la giornata o almeno per settimana, dove offrire tutte le nostre azioni (preghiere, impegni, passatempi) al prigioniero eucaristico, in espiazione dei peccati. Lโamore fa sรฌ che, nonostante i lavori piรน impegnativi, lโanima si unisca a Lui con le giaculatorie. Gli offre le sue sofferenze, umiliazioni, difficoltร e pesi. Prima di tutto lโamore ci prepara ad ascoltare degnamente la santa messa, durante la quale viene celebrata lโeucarestia e si compie quella meravigliosa trasfigurazione che ci spinge alla nostra trasfigurazione interiore, ad estirpare i vizi, le imperfezioni e tanto di piรน i peccati e ad innestare e praticare le virtรน che sono necessarie, anzi indispensabili a rinnovare lโimmagine e la somiglianza divina. Lo potremo fare esclusivamente in unione con Cristo Signore, se Lo riceviamo spesso e devotamente nella santa comunione.
Il terzo obbligo nostro verso il santissimo sacramento comporta lโimpegno a una frequente
e degna comunione, che รจ un mezzo salvifico sia per lโ anima sia per il corpo. Anche se il peccato originale viene tolto con il santo battesimo e i peccati commessi col sacramento della penitenza, nella natura umana rimangono le ferite dellโignoranza, la ferita della debolezza e dellโinclinazione al male della volontร , le ferite della concupiscenza carnale, dei desideri e del disordine in tutta la natura, in cui non cโรจ piรน armonia tra le facoltร spirituali e corporali: le facoltร corporali disobbediscono alle facoltร spirituali, le quali, a loro volta, disobbediscono alla volontร divina. Nessuno con i propri sforzi รจ in grado di far ritornare tale armonia.
Soltanto la cura divina, che agisce piano piano, come un rimedio, puรฒ arrivare a tal fine.
Tale cura sta nel ricevere frequentemente la santa comunione, perciรฒ il Signor Gesรน disse: โIo sono il pane vivo disceso dal cielo. Chi mangia di questo pane vivrร in eternoโ, vivrร qui, sulla terra, una vita piena, armoniosa, divino-umana e, dopo la morte, nella gloria eterna. โChi mangia la mia carne e beve il mio sangue, anche se muore, vivrร in eternoโ.
Tramite la santa comunione ci uniamo in modo il piรน stretto possibile con il Signor Gesรน โ Dio abita in noi e noi in Lui, noi ci trasformiamo in Lui fino a diventare, si puรฒ dire, un solo corpo ed un solo sangue. Colui che Lo riceve degnamente รจ come un altro Cristo; non perchรฉ Cristo si sia trasformato in noi, ma perchรฉ noi ci trasformiamo in Lui. RicevendoLo di frequente, ci rendiamo conto che non รจ accettabile che la nostra lingua, su cui si poserร il corpo di Gesรน, sparli oppure dica parole senza pensare; che il nostro corpo, che sarร il vivo ciborio del santissimo sacramento, sia inquinato dalla lussuria anche se minima; che il cuore, che diventerร dimora divina, abbia accesso a ciรฒ che non รจ santo e puro.
Perciรฒ si capisce che la santa comunione smorza le concupiscenze, estingue il fuoco del desiderio e cosรฌ guarisce la nostra impotenza spirituale. La donna che soffriva di emorragia era sicura che sarebbe stata guarita dopo aver toccato il lembo del mantello del Salvatore.
Quanto di piรน coloro che non solo ne toccano la veste, ma decorosamente ricevono il Corpo ed
il Sangue del Signor Gesรน. Le parole sono inadeguate e inefficaci, bisogna vivere e sperimentare
i benefici del frumento degli eletti e del vino che dร la vita alle vergini, come dice lโautore ispirato: โChi mangia di me, vivrร per meโ. Ciรฒ significa che la sua vita non sarร piรน la vita nรฉ terrena, nรฉ carnale, ma la vita di Cristo Gesรน; ne imiterร umiltร , purezza, obbedienza, mitezza, povertร e pazienza. Potrร ripetere con lโApostolo Paolo: โNon sono piรน io che vivo, ma รจ Cristo che vive in meโ. San Brnardo, invece, dice: โSe sperimenti meno rabbia, invidia, impuritร e le altre ingiurie, ringrazia di tutto ciรฒ il Santissimo Corpo di Cristo Gesรนโ.
Per ottenere buoni effetti, bisogna ricevere il santissimo sacramento degnamente. Soprattutto bisogna prepararsi bene, sia per il Signore sia per noi stessi; per il Signore, perchรฉ stiamo per ricevere il re dei re, per noi stessi invece, perchรฉ la comunione, senza preparazione, รจ causa
di condanna. Non รจ possibile leggere senza tremore la parabola evangelica sul commensale
al banchetto nuziale, che, privo dellโabito nuziale, fu gettato fuori, con le mani e i piedi legati,
nelle tenebre, ove รจ pianto e stridore di denti.
Questo abito nuziale รจ, per noi, la grazia santificante, cioรจ la libertร dal peccato mortale
e lโintenzione pura. I peccati veniali, che senza la grazia particolare non si possono evitare,
non sono in sรฉ un ostacolo, perchรฉ il Signor Gesรน li toglie con la Sua presenza. Se non sono volontari, commessi con consapevolezza e volontร cattiva (per esempio lโattaccamento alle creature dovuto dalle occasioni liberamente scelte, le piccole rabbie, maldicenze ecc.), possono talvolta costituire un ostacolo che almeno abbassa se non toglie addirittura gli effetti buoni della santa comunione.
Bisogna, allora, prendere su serio quel grande pensiero: โMi preparerรฒ alla santa comunione
e perciรฒ durante questa preparazione decido di compiere devotamente tutte le mie azioni di sera, di notte e di mattino; occorre compiere di frequente atti dโamore verso Dio e chiedere se stessi chi รจ Colui che verrร a me e perchรฉ lo farร ? Chi sono io?โ. Alla fine bisogna risvegliare in sรฉ il desiderio di ricevere il Signore Gesรน e, quando non lo sentiamo, chiedere questa grazia, offrendo in cambio lโatteggiamento della Santissima Vergine e di tutti i santi.
Ricevendo la santa comunione, bisogna risvegliare lโ atto di fede, di speranza e caritร , dolore, desiderio ed avvicinarsi con la grandissima umiltร , piena di rispetto, ripetere, non solo con e labbra ma con attenzione, le parole del centurione oppure quelle del figlio prodigo: โHo peccato contro il Cielo e contro di te, non sono piรน degno di essere chiamato tuo figlioโ (Lc 15, 19).
Lโamore pieno di fiducia sarร il coronamento della preparazione ed accompagnerร lo stesso atto. Talvolta non sperimentiamo tale amore, allora possiamo chiederlo con fiducia: โGesรน, confido in Teโ Tuttavia lโamore di Dio non sta nel sentimento, ma si racchiude nella volontร e nella disponibilitร a servirLo e dedicarsi totalmente a Lui.
Subito dopo la santa comunione, evitiamo di parlare e, nel raccoglimento, ascoltiamo ciรฒ che
ci dice Gesรน Cristo in un momento cosรฌ prezioso e seguiamo il movimento della grazia. Dopo risvegliamo in noi lโatto di adorazione, di meraviglia e amore. Umiliamoci di fronte allโinfinita grandezza del Salvatore, offriamo lode agli angeli e ai santi per completare i nostri onori indegni. Restiamo affascinati dalla misericordia di Dio che si abbassa alla miseria della creatura. Desideriamo appartenere solo a Gesรน, rinneghiamo tutto ciรฒ che รจ terreno.
Successivamente manifestiamoo un atto di ringraziamento per quellโinesprimibile misericordia
e supplichiamo lo stesso Salvatore affinchรฉ ringrazi il Padre celeste da parte nostra, che siamo indegni. Chiediamo con semplicitร e fiducia, presentiamo a Lui sinceramente le nostre miserie
e le varie mancanze, le necessitร del prossimo, dei compatriotti dispersi nel mondo intero e dei sofferenti, le necessitร dei nemici e alla fine quelle di tutto il mondo. Questo รจ un momento in cui possiamo chiedere e ricevere tutto. Poi possiamo offrire noi stessi, tutto ciรฒ che abbiamo e che siamo perchรฉ ci guidi secondo la Sua volontร .
Alla fine facciamo un proposito adeguato, che dovrebbe essere frutto della santa comunione.
Tali atti dovrebbero durare circa mezzโora. Si puรฒ accorciare quel tempo solo in caso di urgenza perรฒ, anche in tal caso, bisogna continuare, di ritorno dalla chiesa oppure durante il lavoro o durante un dialogo inevitabile con unโaltra persona. Diamo importanza al ringraziamento dopo la santa comunione, perchรฉ lo esige la religiositร , la gratitudine ed il nostro proprio interesse, perchรฉ in questi momenti lโanima sperimenta la piรน grande dolcezza nel rapporto col Signore Gesรน. Allora Egli รจ disposto ad illuminarla molto volentieri, a riscaldarla, commuoverla, allora quel sacramento porta i frutti. Chi trascura il ringraziamento, ostacola la grazia, imita un povero che non vuole accettare lโelemosina che un ricco gli sta per dare.
La comunione senza la preparazione e senza il ringraziamento adeguato non solo non porta frutto, ma anche danno, causando la tiepidezza spirituale volontaria. Allora colui che la riceve non esce dai vizi, non fa progresso nel cammino della virtรน, abusa delle grazie divine di cui dovrร rendere conto. Per tale anima la religione non rappresenta nessun valore, diventa fredda, come marmo, insensibile e dura, come una pietra. Tale uomo non fa nessun tipo di penitenza,
cerca la consolazione nelle creature, non pensa alla santificazione ed รจ incline alla caduta. โPerchรฉ tu sei tiepido, cioรจ nรจ caldo nรจ freddoโ dice lo Spirito Santo (Apocalisse 3,16).
Attualmente tante persone rimangono senza la santa comunione nei luoghi lontani dalle chiese
e dai sacerdoti, per esempio in prigione, in lavoro, durante le vacanze ecc. Ciononostante si puรฒ usufruire dei frutti buoni di cui parlavo sopra ricevendo la comunione spirituale. Essa consiste nel fervente desiderio di ricevere il Signore Gesรน, mossi da un amore che ci riempie il cuore. Quella comunione di desiderio, chiamata la comunione spirituale, รจ molto utile allโanima, perchรฉ risveglia lโinclinazione alle cose divine ed il desiderio a una vita perfetta, dร la forza di esercitarsi nelle virtรน e talvolta porta piรน profitto della stessa comunione sacramentale, se ricevuta con meno amore. Oltre a ciรฒ puรฒ essere ricevuta in qualsiasi luogo, non solo nelle chiese e nella cappella, ma anche a casa, durante il lavoro ed, in modo particolare, durante la visita del santissimo sacramento.
Il modo di ricevere la santa comunione รจ il seguente: in quel momento ci raccogliamo
e col pensiero ci mettiamo di fronte al tabernacolo dove รจ racchiuso il santissimo sacramento. Risvegliamo gli atti di fede, di speranza, di amore, di dolore, di lode e di desiderio. Raffiguriamo con il pensiero il sacerdote che ci dร il santissimo sacramento. RiceviamoLo in spirito con grande umiltร , rispetto ed amore fiducioso. Rendiamo poi grazie, come dopo la Comunione sacramentale. Proprio con la comunione spirituale lโangelo del Signore nutrรฌ suor Faustina tredici volte durante la sua malattia, rivelandole come fosse gradita a Dio tale pratica, che voi, serve della misericordia di Dio praticherete e verso cui incoraggerete altre anime di buona volontร .
La visita al santissimo sacramento รจ il nostro quarto obbligo verso Gesรน, prigioniero eucaristico. Se Gesรน fosse venuto visibilmente in un luogo sulla terra, come fece in Giudea, e lรฌ avesse parlato con quelli a cui Egli avesse fatto una visita, senza dubbio avremmo considerato obbligo, ma anche motivo di gioia poter raggiungerLo. E se si fosse seduto tra di noi, nella nostra cittร , ed avesse detto: โVenite a me, mi piace molto intrattenermi con voiโ, sicuramente avremmo considerato degno di pena colui che non Gli fosse andato incontro. La fede, perรฒ, ci assicura che in ogni santissimo sacramento abbiamo lo stesso Gesรน, davanti al quale si sono presentati i tre magi
per prostrarsi alla Sua presenza, davanti al quale si inginocchiano tutti gli angeli e che ci invita: โVenite da me tuttiโ, โChiedete e vi sarร datoโ, โI miei tesori sono inesauribiliโ. โQui riceverete le grazie non solo per voi stessi, ma anche per i vostri vicini, per le anime del purgatorio e per il mondo interoโ. La chiesa ci incoraggia a tale pratica.
Il modo presentarci a visitare il Signore Gesรน nel santissimo sacramento puรฒ variare, perรฒ sempre deve esserci la pietร esteriore ed interiore. La prima รจ condizione indispensabile alla seconda,
la quale, invece, condiziona la possibilitร di trarre profitto dalla visita. Prima dobbiamo raccoglierci e risvegliare la gioia di poter passare un attimo in compagnia con Signore Gesรน.
Successivamente rendiamo lode esteriore ed omaggi interiori. Dopo parliamo con Gesรน, con semplicitร , di tutto ciรฒ che ci indica il cuore, esprimiamo la nostra gioia e tristezza, le difficoltร
e le preoccupazioni. E se non sappiamo che cosa dire, esprimiamoci con semplicitร , umiliandoci di fronte a Lui nella nostra miseria, Gli presentiamo le nostre richieste, quali mendicanti ai piedi
di un ricco, le nostre necessitร e quelle della chiesa, quelle della patria, del nostro popolo,
del prossimo e dei nemici.
Passiamo di seguito a riflettere sulla vita del Salvatore nel santissimo sacramento, sulla lode che Egli rende al Padre, sulla Sua misericordia, mitezza e pazienza verso gli uomini, sulla Sua umiltร , povertร e mortificazione, e facciamo il proposito di vivere secondo nobili esempi. Allontaniamoci dal santissimo sacramento, lasciamo il nostro cuore nel ciborio e controlliamo i sensi per non dissipare e disperdere le grazie ricevute. Se il tempo ce lo permetta, recitiamo una diecina del rosario. Compiendo i suddetti obblighi verso il santissimo sacramento, voi, quali serve della misericordia di Dio diventerete sempre piรน perfette, trasformandovi interiormente. A questo invita il Signore Gesรน nella Sua trasfigurazione, in ogni santa messa.
Vi auguro questo e con questa intenzione prego per voi senza sosta.
Dedicato a Dio da don Michele
LETTERA V
LA DIREZIONE SPIRITUALE
Gesรน, confido in Te!
Carissime sorelle in Cristo, la solennitร di Cristo Re dellโuniverso ricorda al mondo che Gesรน, nostro Signore, รจ il sommo sovrano sulla terra, alla cui lโautoritร sono sottomessi ogni uomo,
ogni societร , ogni nazione e ogni stato, che inoltre Egli governa ogni anima, particolarmente quella che aspira alla perfezione, pur tramite il suo vicario, confessore oppure padre spirituale. Perciรฒ, quando Paolo si convertรฌ, Gesรน stesso non gli rivelรฒ i Suoi progetti, ma lo rimandรฒ
da Anania, perchรฉ sentisse dalla sua bocca quanto doveva fare.
La perfezione รจ una lunga ed ardua scalata in alto, su un ripido sentiero, circondato da abissi. Avventurarsi in quel percorso, senza una guida esperta, รจ una grande imprudenza, perchรฉ
รจ molto facile lasciarsi trascinare dalle illusioni, per quanto riguarda lo stato dellโ anima. Occorre un medico spirituale, capace di diagnosticare lo stato di salute della nostra anima, per poterci indicare un rimedio efficace. Poichรจ non siamo neppur in grado di essere artefici della nostra propria salute corporale, tanto di piรน non lo siamo di quella spirituale.
Il direttore spirituale รจ necessario ai principianti, perchรฉ li sostenga nellโesercizio della penitenza e ne attenui il fervore iniziale, perchรฉ, nei momenti delle consolazioni spirituali, li avverta che esse non dureranno per sempre, viceversa, nel momento del dubbio, li consoli, calmi e fortifichi, spiegando che la desolazione spirituale รจ un mezzo ottimo per consolidare lโanima sulla via della virtรน e per purificare il nostro amore. Tanto di piรน occorre il padre spirituale sulla via illuminativa, per poter discernere le virtรน necessarie ed indicare gli esercizi ed i metodi per farle crescere, prevenire lo scoraggiamento, confortare, incoraggiare alla continua tensione nello sforzo,
indicare il frutto che ci aspetta, dopo aver superato la prova.
Ancora di piรน occorre il padre spirituale quando bisogna salire sulla via unitiva, quando bisogna custodire in sรฉ, con i sacrifici ed lโaccondiscendenza continua alle ispirazioni della grazia, i doni dello Spirito Santo, che vanno distinti dalle istigazioni di satana e della propria natura inquinata, cosa che lโanima non รจ in grado di fare da sola. Nella formazione spirituale dellโanima,
la presenza del padre spirituale รจ indispensabile. La confessione si limita a riconoscere
le proprie colpe. La direzione spirituale si estende molto oltre. Cerca il fondamento del peccato,
le inclinazioni profondamente radicate in noi, fa riferimento al temperamento, alle tentazioni,
alla imprudenza; lo fa per trovare un rimedio che combatta la malattia alla radice.
Per lottare in modo efficace con i nostri vizi, il direttore spirituale indica le virtรน opposte
ad essi, sia quelle comuni a tutti i cristiani, sia quelle particolari ai vari gruppi delle persone,
aiuta a trovare i mezzi migliori nella pratica delle virtรน, negli esercizi spirituali (la riflessione, lโesame di coscienza, la devozione particolare al Sacro cuore di Gesรน, alla Maria Vergine, ecc.). Aiuta anche a discernere la propria vocazione e dopo aiuta a capire i compiti di ogni stato.
Perchรฉ il direttore spirituale possa guidare lโanima sulla retta via, dovrebbe conoscere le vicende piรน importanti della sua vita, i peccati piรน frequenti, gli sforzi sostenuti per uscirne, i risultati ottenuti, per sapere come ancora conviene operare. Dovrebbe inoltre essere a conoscenza della disposizione attuale, delle inclinazioni, ripugnanze, stile di vita, tentazioni e tattica di combattimento, delle virtรน necessarie e dei mezzi per acquistarle. La persona che vuole usufruire della direzione spirituale deve presentare tutto alla sua guida.
Allora il direttore spirituale puรฒ piรน facilmente preparare un programma adeguato allo stato dellโanima, perchรฉ tutte le anime non possono essere guidate allo stesso modo, bisogna adeguarsi al livello in cui uno si trova per poterlo aiutarlo ad andare in alto, senza fretta, sul sentiero ripido della perfezione. Alcune anime sono piรน ferventi ed inclinate al sacrificio, altre invece piรน quiete
e piรน lente, in quanto non tutte sono chiamate allo stesso grado di perfezione. Perciรฒ sbagliano molto coloro che vogliono che uno solo padre spirituale guidi (per esempio in una congregazione) in modo uguale, che formi tutti secondo lo stesso modello e assicuri a tutti la stessa direzione. Questo รจ assolutamente impossibile e, ovunque venga praticato, porta danno al progresso delle singole anime, anzi, quellโ atteggiamento contrasta con il diritto canonico.
Non vi parlerรฒ delle qualificazioni dei direttori spirituali, nรฉ dei loro compiti, che loro devono conoscere; menzionerรฒ solo che dovrebbero essere caratterizzati dalla bontร , dalla scienza necessaria, ma soprattutto dalla prudenza, dalla prudenza soprannaturale, rafforzata dal dono
del consiglio dello Spirito Santo, che sia il padre spirituale sia le anime guidate devono pregare. Santa Teresa, avendo la possibilitร scegliere tra un confessore prudente e santo ed uno prudente e saggio, per quanto meno santo, preferรฌ il secondo. Devo qui accennare agli obblighi delle persone guidate.
Nel direttore spirituale bisogna veder lo stesso Cristo. Se comโรจ vero che il potere viene da Dio, tanto piรน vale questo nei riguardi del potere esercitato sulle anime da un sacerdote; Egli รจ un ambasciatore di Cristo, che esercita il potere Divino: โSiamo messaggeri di Cristo e qundo vi rammettiamo in realtร รจ dio che vi rammetteโ.
Perciรฒ รจ ovvio che bisogna rispettare il padre spirituale, fidarsi in lui ed ascoltarlo. Bisogna rispettarlo come il rappresentante di Dio. Se un direttore avesse qualche vizio, non bisogna soffermarsi su questo, ma, vista la sua importanza e la missione che svolge, evitare la critica amara quanto la familiaritร esagerata.
Il rispetto devโessere accompagnato dalla fiducia piena, filiale e una grande apertura del cuore sincero e la fedele, disposto ad esprimere apertamente le cose buone e quelle cattive, senza pensarci troppo e senza nascondere le tentazioni e le debolezze, i desideri ed i propositi, le buone opere e le intenzioni, in poche parole tutto ciรฒ che riguarda il bene dellโanima. Quanto piรน il padre ci conosce, tanto piรน gli รจ facile darci sagge indicazioni, incoraggiamenti, consolazione,
per rafforzarci, consolarci e guidarci. Le persone timide parlino delle loro difficoltร e quelle invece inclini a parlare troppo che non trasformino la direzione spirituale in una pia chiacchierata ma si limitino a riferire il necessario.
Se si vuole che la direzione sia vera, occorre lโobbedienza al padre spirituale. Non cโรจ niente
di peggio che eludere al direttore spirituale le proprie emozioni ed opinioni. Non cโรจ niente i piรน dannoso per lโanima perchรฉ, cosi facendo, non si cerca la volontร di Dio ma quella propria,
inoltre si elude un mezzo divino per scopi egoistici. Lโunico desiderio nostro devโessere quello
di conoscere la volontร divina, tramite lโobbedienza al nostro direttore spirituale, invece
di costringerlo costringerlo a ricorrere allโautoritร con i mezzi piรน o meno convincenti. Si puรฒ ingannare il padre spirituale, ma non Colui il cui posto egli sostituisce. Se vediamo che un certo consiglio ci risulta difficile od impossibile da realizzare, dobbiamo dirglielo con semplicitร .
Il direttore puรฒ sbagliare, ma noi non sbagliamo quando gli siamo obbedienti. Se ci consigliasse qualcosa che va contro la fede o il decoro, allora bisogna cambiare il direttore.
Si puรฒ cambiare il direttore soltanto per una ragione grave e dopo matura riflessione perchรฉ occorre una continuitร della direzione, cosa che diventa impossibile se il direttore viene cambiato di frequente.
Alcune anime vorrebbero tale cambiamento solo per la curiositร di conoscerne un altro. Questo accade particolarmente quando un direttore continua a ripetere gli stessi consigli spiacevoli per
la natura dellโanima guidata. Altre invece desiderano cambiare per personale instabilitร , superbia, una certa scontentezza permanente per quello che hanno, per il desiderio di aprirsi ai vari confessori, volendo attirare attenzione, per vergogna o semplicemente per nascondere al confessore alcune debolezze umilianti. Questi sono motivi non validi e bisogna combatterli,
se si vuole progredire con coerenza e costanza nella vita spirituale.
La Chiesa sempre di piรน insiste sulla libertร dellโanima nella scelta del confessore. Le opinioni perรฒ variano, fino a non riconoscere la direzione spirituale e a rigettare le sue condizioni. Chi non riconosce la direzione spirituale, rifiuta il progresso spirituale e allo stesso modo la santitร , perchรฉ solo in casi eccezionali, quando vengono a mancare i direttori, lo stesso Dio diventa il padre spirituale delle anime elette.
Quando ci sono le ragioni sufficienti per cambiare il direttore, non bisogna ritardare ad andare
da un altro.Tale ragioni possono essere seguenti: quando, nonostante gli sforzi, non siamo
in grado di avere rispetto, di essere aperti e fiduciosi nei confronti del direttore, perchรฉ allora sarebbe impossibile usufruire dei suoi consigli, quando veniamo a sapere che il direttore ci allontana dalla perfezione a causa delle sue idee troppo mondane, oppure per la sua simpatia troppo vivacemente visibile, con prove palesi in alcune circostanze; quando siamo sicuri che
al direttore mancano scienza, prudenza e previdenza necessarie. Per poter cambiare il direttore
non occorre sapere che le nostre accuse sono giuste od ingiuste, basta che ci portano danno.
Queste riflessioni mi sono venute in mente allโapprossimarsi della ricorrenza della festa di Cristo Re. Condividendole insieme a voi, vi auguro che Cristo, tramite i direttori spirituali, regni nei cuori degli adoratori della Misericordia e a loro doni la Sua benedizione.
Don Michele Sopocko
ย